Psicoradio
radazione2010
04 ottobre 2017
Lidia Ravera e l’inferiorità della donna – Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto?

“La donna quando venisse private delle sue ovaie diviene un essere non meno infelice dell’uomo castrato, con tutte le conseguenze disastrose che si ripercuotono sul suo corpo e più ancora sulla sua mente.”..Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto? E soprattutto, c’è un genere superiore ed uno inferiore? A partire da un libro “scientifico” del 1947 – “L’anima della donna e le leggi naturali” di Carlo Ceni, Psicoradio si interroga sugli “eterni dilemmi” che continuano a influenzare la società. E infatti, questo libro, come tanti dell’epoca positivista di inizio novecento, sono la base di tanti luoghi comuni che continuano ad influenzare la convivenza del genere maschile e femminile. Secondo questo testo, l’istinto che guida l’uomo è sessuale mentre quello femminile è materno…..L’intelligenza è definita debole e paragonata a quella dei primitivi e degli animali; la resistenza al lavoro intellettuale è ritenuta scarsa, e queste deficienze sarebbero giustificate dalla funzione principale della donna, quella riproduttiva. La menopausa, infatti, provocherebbe un vero e proprio“collasso psichico” e morboso…“Il lavoro intellettuale della donna può apparire brillante e rapido come quello dell’uomo. Ha tuttavia un limite: che non va oltre la potenzialità della sua mente debole […] Ogni applicazione mentale che richieda l’attenzione continua nell’apprendere cose nuove, ogni orientamento dell’attività diverso da quello acquisito dall’abitudine, ogni suo sforzo psichico, più o meno presto si ripercuote sulla costituzione psicorganica della donna dando luogo a un collasso, che si manifesta in un senso di stanchezza, di irritabilità […]ed essa fa ritorno alla quiete delle fatiche domestiche.”..La redazione ha commentato questo saggio dell’epoca. Tra le tante reazioni quella di Luca, che pensa che la donna non sia inferiore ma uguale all’uomo e che il pensiero di questo libro sia “razzista”e quella di Margherita che fa presente che oggi le donne, oltre alla funzione riproduttiva, si occupano di casa e giungono ai vertici di ogni ambito professionale. Tutto ciò nonostante ancora una parte della società la pensi come il libro, e cioè che le donne non siano in grado di resistere allo stress, alla fatica mentale e agli “sbalzi” dovuti al ciclo mestruale o alla menopausa. Di questo e del ruolo che la donna ha oggi, ne abbiamo parlato con Lidia Ravera, autrice del noto romanzo ”Porci con le ali”, un diario di due ragazzi adolescenti sulle loro prime esperienze di sesso e di politica…“Le donne che si sono piazzate in politica, spesso sono uome, perché sono elette dalle segreterie dei vari partiti. Questo succede perché noi donne non scegliamo mai altre donne, non facciamo i conti con le nostre ambizioni e non abbiamo mai definito il nostro ruolo nella vita della polis”, spiega la scrittrice parlando del rapporto con il potere. Come si sopravvive, allora, a tutto questo?..“Io ho due vantaggi: di riuscire a stare nel mondo della politica con lo sguardo sorpreso e melanconico della scrittrice; l’altro di essere ormai una donna grande e matura. Ho imparato con gli anni e sulla mia pelle a gestire questo mondo complicato”.

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GLI ULTIMI PODCAST
17 luglio 2019
 
Muri di versi: a cosa serve la poesia?

Su a vita fussi scritta..‘nda fogghiu ‘i carta..unni pi cangiari i cosi..bastassi ‘na gomma..lassassi sulu tannicchia..da mè vita…Quali?..Quannu era picciriddu..U restu ‘u scancellassi..(Dal laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera).. ..“La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare”, “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, questa siepe che da tanta parte nell’ultimo orizzonte il guardo esclude”…Sono le poesie imparate a memoria a scuola e ricordate dai partecipanti a ‘Muri di Versi”, manifestazione di poesie sbarcata in un torrido week-end di fine giugno sotto i portici di via Fondazza, a Bologna. Studenti, giovani, professionisti e pensionati hanno appese le loro creazioni sui muri della social street, citata persino oltreoceano dal New York Times come strada simbolo di socialità e condivisione…Anche Psicoradio ha partecipato a Muri di Versi con un gioco, una riflessione sul linguaggio dei quotidiani. Chi passava poteva leggere i titoli di giornale che Psicoradio aveva appeso ai muri. “Uccide il padre e tenta il suicidio: «Soffre di depressione»”, “Cala il Pil, aumentano i gay”, “E’ un rumeno l’uomo che ha torturato e ucciso un gatto”. Cosa c’è di sbagliato in questi titoli? Le risposte preparate dalla redazione erano appese qualche numero civico più avanti. ..Gli psicoredattori si sono aggirati in via Fondazza per catturare umori e sensazioni su questi titoli o su poesie lette o scritte nei sempre più rari momenti di malinconia, gioia, euforia e tristezza che ci concediamo tra un tweet e una mail…Tra le poesie più emozionanti appese ai muri, quelle scritte dai carcerati durante il Laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera e quelle di tre redattori di Psicoradio. Le potrete ascoltare nella puntata. .. ..Se la vita fosse scritta ..su un foglio di carta..dove per cambiare le cose ..basta una gomma..lascerei solo un poco..della mia vita..Quale?..Quando ero bambino…Il resto lo cancellerei.

10 luglio 2019
 
Solitudini a confronto

Intervista a Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Genitori Italia..Questa settimana Psicoradio torna a parlare del fenomeno hikikomori con un’intervista a Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Genitori Italia. Nato inizialmente come gruppo Facebook dove poter scambiare esperienze e consigli tra genitori di “persone che tendono a isolarsi” (questo il significato giapponese di hikikomori), Hikikomori Italia diventa associazione nel 2017 per fare luce su un fenomeno largamente ignorato nel nostro paese. Attualmente la community di Facebook ha oltre 1500 iscritti e l’associazione è presente in 15 regioni con 40 gruppi di auto mutuo aiuto…“Noi agiamo sui ragazzi indirettamente lavorando con i genitori, che sono le uniche persone che hanno modo di vedere questi ragazzi: attraverso una modifica della relazione genitore-figlio riusciamo infatti a ottenere dei risultati.”..Elena Carolei racconta di un mondo di ragazzi e ragazze con pochissime relazioni e lontani anche dai social network, ma spesso pieni di interessi e passioni, che scelgono di ritirarsi dagli studi e dalla vita lavorativa in risposta a una sofferenza psicologica inizialmente fraintesa o non capita dai genitori. Infatti, come spiega la presidente di Hikikomori Italia, questa sofferenza è in gran parte collegata a un senso di (op)pressione sociale: si “devono” completare determinate tappe “obbligatorie” per poter avere successo nella vita…“I ragazzi si ritirano in numero maggiore rispetto alle ragazze, che pure sono in aumento, ma le aspettative sia lavorative che di successo per poter stare al mondo sono sicuramente più forti sui giovani di sesso maschile.”..L’età dei figli dei genitori che chiedono aiuto all’associazione è varia: si parte dai 12 -13 anni, periodo in cui si hanno i primi campanelli d’allarme, per arrivare a ragazzi dai 30 anni in su. Ma cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli?..“Per aiutare i ragazzi noi genitori dobbiamo riconoscere il loro dolore, abbassare le nostre aspettative avvicinandoci a quelle che sono le loro tempistiche individuali. Dobbiamo rinunciare anche a degli obiettivi: se pretendiamo che recuperino gli anni che hanno vissuto chiusi in casa di certo li mettiamo in grande difficoltà.”.. ..Sul sito di Psicoradio potete trovare le altre puntate dedicate a questo tema e segnaliamo il ciclo di conferenze che l’Istituzione Gianfranco Minguzzi di Bologna ha fatto a riguardo. Potete trovare maggiori informazioni sul sito dell’Istituzione Gianfranco Minguzzi…Per la rubrica “5 minuti d’aria”, il nostro redattore Claudio parla della sua idea di viaggio, partendo con un estratto da “Sulla Strada” di Jack Kerouac e passando per il trailer del film “Il treno per il Darjeeling” di Wes Anderson. Racconta Claudio: “Per me l’idea del viaggiare, specie se da soli, è legata molto a un viaggio non solo fisico ma prima di tutto interiore, che ti porta a conoscere meglio te stesso e il tuo rapporto con le altre persone”. Claudio invita inoltre gli ascoltatori a scrivere via mail la loro idea di viaggio a psicoradio@gmail.com.

03 luglio 2019
 
Non restiamo soli, continuiamo a lottare

Voci dalla “Conferenza nazionale della salute mentale” di Roma..Il 14 e 15 giugno operatori, medici, associazioni, pazienti e familiari si sono riuniti alla Sapienza di Roma per discutere sullo stato della salute mentale in Italia alla “Conferenza Nazionale della salute mentale”. Psicoradio, promotrice di questo evento, era presente con una parte della redazione…- Aumentare i fondi per il servizio sanitario nazionale e destinare alla salute mentale il 5% del totale…- CSM aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7…- Abolizione delle cattive pratiche e degli strumenti di contenzione (TSO violenti, teaser, contenzione)..Queste sono solo alcune delle 10 proposte emerse durante la Conferenza e presentate il 26 giugno al Ministro della salute Giulia Grillo durante il tavolo tecnico sulla salute mentale…L’ultimo dei 10 punti esposti dall’ex senatrice Nerina Dirindin, che oggi si occupa di salute mentale in carcere come membro di Stop OPG, evidenzia la necessità di coinvolgere direttamente le persone con sofferenza mentale e i loro familiari per proporre e attuare nuovi provvedimenti (leggi, regolamenti, cure)…Fabrizio Starace, direttore del DSM di Modena e presidente SIEP, relatore al tavolo sulle diseguaglianze e il diritto all’uniformità della cura in Italia, afferma ai nostri microfoni: “Il budget (destinato alla salute mentale) non è assolutamente sufficiente. In Italia s’investe un terzo o addirittura un quarto rispetto a paesi come Inghilterra, Germania e Francia”…Qual è il problema principale nella cura della salute mentale oggi? Angelo Fioritti,direttore del DMS di Bologna, risponde: “Probabilmente quello dei giovanissimi. Come si affronta il disagio e la malattia mentale negli adolescenti e nei giovani adulti. Questo è uno dei temi a cui prestare la massima attenzione”…Durante la due giorni, oltre a partecipare ai panel, abbiamo conosciuto e raccolto le voci di parenti ed operatori nei corridoi, in questa puntata ve ne diamo un assaggio in un piccolo blob…Al termine dell’incontro Nerina Dirindin invita le associazioni e i protagonisti della salute mentale a continuare il confronto e a fare rete per attuare le 10 proposte emerse durante la conferenza. Secondo l’ex senatrice è fondamentale in questo momento verificare che siano attuate nel modo corretto su tutto il territorio nazionale…Concludiamo con le parole incoraggianti di Don Ciotti, che di fronte alla paura montante del diverso ci dice: “Non spaventiamoci, restiamo uniti e continuiamo a lottare”…In questi mesi in tante città si celebra il Gay Pride. Psicoradio lo festeggia andando in onda con una puntata speciale di un’ora venerdì 28 giugno dalle ore 14 alle 15 sulle frequenze di Radio Popolare Milano. Per l’occasione Marco racconta in “un’intervista interiore” racconta il suo percorso di transizione da donna a uomo.

26 giugno 2019
 
Pensieri per Noa

In questa puntata la redazione di Psicoradio riflette sulla storia di Noa Pothoven, la 17enne olandese che si è lasciata morire di fame dopo anni di sofferenze psichiche seguite a diverse violenze sessuali. La notizia ha scosso molto redattori e redattrici e dopo una lunga discussione abbiamo raccolto i nostri diversi punti di vista in una tavola rotonda…Lorenzo, per esempio, dice di essersi rivisto nella sofferenza di Noa: “Penso che ci sia bisogno di un incontro e di forza di volontà, sono due fattori che devono andare di pari passo”…A Vincenzo invece il caso di Noa ha suscitato una riflessione sul disturbo post-traumatico da stress: “Molte volte una persona si rinchiude nel ruolo della vittima, da cui non è facile uscire, ma non potendolo raccontare a se stesso non lo può raccontare agli altri”…“Anche io come lei ho un trauma abbastanza recente alle spalle – rivela Sara. – Non abbiamo avuto tempo di elaborare la cosa e trovare aiuto. Da una parte la capisco ma fortunatamente ho trovato persone che mi hanno aiutato a fissare degli obiettivi”…Piero infine spiega ”A me quello che ha aiutato molto è trovare una psicoterapeuta con cui mi trovassi veramente bene, ma prima di trovarla ho dovuto fare il passo e decidere di fare le cose per bene”…Chiudiamo con le parole dello psichiatra Eugenio Borgna che su “La Repubblica”. pochi giorni dopo l’accaduto, ha commentato “Noa non era libera di decidere. Con una depressione provocata dalle terribili violenze, non era libera nelle sue scelte.”

19 giugno 2019
 
Quando nasce una madre

“Quando stavo male pensavo di essere la sola a stare male, mi sentivo matta. Ma non ero la sola e non ero matta. Se non avessi affrontato con qualcuno questi pensieri però lo sarei diventata (…) Il solo fatto che ci sia qualcuno che ti ascolta, che non ti giudica, e al quale tu possa raccontare quello che senti, ad esempio che non vuoi vedere il bambino o che odi il padre, ti fa stare meglio”. ….La nascita di un bambino è – praticamente sempre – descritta in termini idilliaci: come una benedizione, un momento magico e irripetibile…..Non si parla quasi mai, invece, delle difficoltà. E così ci sono madri che davanti alla realtà quotidiana possono trovarsi spiazzate, o con una grande sensazione di inadeguatezza. Donne che temono di non essere abbastanza capaci di essere madri, donne che si ritengono colpevoli di non essere all’altezza delle aspettative su gravidanza, parto e post parto. ….A Psicoradio, dopo la nascita di una bimba (che in questa puntata sentirete ridere e piangere), ci siamo interrogati sui cambiamenti che avvengono durante la maternità e la paternità, con l’arrivo di una terza piccola persona all’interno della coppia, e abbiamo realizzato una serie di trasmissioni…..Ci hanno raggiunto in redazione Silvia Zampieri e Silvia Tedeschi , due mamme che hanno vissuto un parto difficile. Negli anni hanno affrontato il trauma anche con specialisti e adesso hanno deciso di creare un gruppo di auto mutuo aiuto sul parto, per mettere la loro esperienza a disposizione di altre mamme…..Il gruppo, che si è incontrato per la prima volta l’8 giugno, è dedicato a quelle che le due Silvia descrivono come “le mamme di mezzo”, quelle mamme che sentono un disagio e che di questa loro difficoltà vogliono parlare con altre madri che hanno subito altri traumi, “diversi ma uguali”…..Per Silvia Tedeschi, mentre l’aspettativa è sempre di una bellissima emozione, tutti i parti possono invece tradursi in una brutta esperienza. Per esempio nel momento in cui l’aspettativa della madre non collima con la realtà dei fatti, o nel momento in cui una madre non ha la possibilità di capire cosa sta accadendo: “mentre mi facevano il cesareo non capivo cosa mi stava accadendo, urlavo, sentivo dolore. Ho avuto davvero paura di morire. Mi sarebbe stato utile avere delle informazioni: ad esempio sapere che in sala operatoria è normale che usino fasce per fermarti le braccia”… ..E poi ci sono luoghi comuni da sfatare. Per esempio quello per cui il parto naturale è sempre bello e il cesareo sempre traumatico. Può essere il contrario. E possono esserci anche parti fisiologicamente perfetti che non lo sono psicologicamente. “Mi dicevano, devi essere felice, è andato tutto bene e tu e il tuo bambino state bene. Si, potevo fingere di essere felice, ma quello che provavo era frustrazione per il cesareo”- sottolinea Silvia Zampieri…..E poi le due Silvie raccontano quella che per loro è stata la scoperta più importante: “Non posso capire che madre sono nei primi periodi passati insieme a mio figlio. Sembra che tutto si giochi in quei primi mesi, invece abbiamo tempo, e dobbiamo prenderci tempo, perché diventare mamme è una cosa che non finisce”… ..Info: Il gruppo di auto mutuo aiuto Parti Difficili si incontra nei mesi di giugno e luglio ogni sabato dalle 10 alle 11.30 a Bologna , presso la Asl, Aula Roncati di viale Pepoli 5. Tel. 349 7529271 – 347 4216362

12 giugno 2019
 
Italia: come sta la cura della salute mentale?

Come forse sapete, oltre alle trasmissioni settimanali ogni fine mese Psicoradio realizza anche una trasmissione in diretta su Radio Città del Capo, che poi ripropone a tutte le altre radio che ci trasmettono…L’ultima diretta di maggio è stata una intervista a Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, che discute con la redazione sulla situazione delle cure in Italia ed i problemi che deve affrontare chi soffre di un disagio psichico…L’intervista è anche l’occasione per lanciare “La conferenza nazionale per la salute mentale”, promossa dall’Unasam, che si terrà all’Università La Sapienza di Roma il 14 e il 15 giugno 2019 alla quale sarà presente anche Psicoradio!..Perché è urgente continuare a parlare di salute mentale? Secondo Gisella Trincas : “ si sta tornando a luoghi segreganti e ad una residenzialità pesante, fatta di strutture che legano i pazienti. Siamo ancora distanti da condizioni uniformi in Italia, e ci sono ancora poche informazioni per chi ha bisogno dei servizi di salute mentale.”..La Conferenza Nazionale sarà la tappa conclusiva di un cammino iniziato nel dicembre 2018, con incontri in più di 20 città italiane, per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale. Saranno presenti esperti, dirigenti dei dipartimenti di salute mentale ed esponenti del governo come il Ministro della Salute Giulia Grillo…La diseguaglianza tra servizi regionali, la contenzione fisica e meccanica, l’utilizzo eccessivo dei farmaci, la residenzialità prolungata anche fuori dalla propria regione, sono alcuni degli argomenti che verranno trattati, per arrivare alla creazione di un Nuovo Piano Nazionale, che rispetti i principi sanciti dalla legge Basaglia. ..Secondo Trincas l’obiettivo della conferenza di Roma è: “la restituzione dei diritti fondamentali alle persone che attraversano la salute mentale. Questo significa non solo cure adeguate ma soprattutto possibilità di avere casa, lavoro e relazioni affettive e sociali”. Per maggiori informazioni sulla conferenza: www.unasam.it

05 giugno 2019
 
Oltre le frontiere

“Un viaggio nella psichiatria dell’Est Europa”..Ho un solo dor,..nel silenzio della notte..lasciatemi morire..Al margine del mare…Avrò un sonno dolce,..Il bosco vicino..Sulle distese acque..Mi sia il cielo sereno…Non voglio bandiere,..Nè una bara ricca,..Fatemi solo un letto..Di teneri ramicelli… ..“Mi am un singur dor”..trad.“Mi resta un solo desiderio”.. di Mihai Eminescu.. ..Riparte il viaggio di Psicoradio alla scoperta della psichiatria nel mondo con quattro nuove fermate: meta l’Europa dell’Est…Partiamo dalla Romania attraverso il reportage “Sindrome Italia, nella clinica delle nostre badanti”, di Francesco Battistini per il Corriere della Sera… ..“Sindrome Italia è un disagio dovuto alla lontananza da casa e dalla famiglia, alla fatica di occuparsi per 24 ore di un anziano con problemi di salute e alla mancanza di sonno”. E’ stata definita così da due psichiatri di Kiev, e causa ogni anno “il ricovero di almeno 200 badanti in istituti psichiatrici della Romania”… ..Psicoradio dà voce a storie ed esperienze di alcune ex badanti in Italia. “Mi davano poco da mangiare: ero diventata 50 chili, curavo un anziano che ne pesava cento […] E le parolacce, le mani addosso: romena figlia di puttana, siete tutti morti di fame! Mi sono venuti attacchi di panico, un dolore fisso alla gola” dice Elena Alexa, che ha fatto la badante a Verona ed è in cura da 5 anni presso la clinica psichiatrica di Iasi, in Romania…E la Sindrome Italia colpisce anche i figli lasciati nel paese d’origine. Dei 750 mila orfani bianchi rimasti in Romania senza le madri, molti non reggono il distacco e “ad oggi sono stati registrati circa un centinaio di casi di suicidio di bambini”… ..Il viaggio continua in Serbia e Slovenia, due paesi molto vicini all’Italia che hanno ancora strutture manicomiali. “Ci sono stati molti tentativi di deistituazionalizzare il sistema sanitario prendendo come modello quello italiano, ma molte cose non sono applicabili nel nostro paese. Attualmente abbiamo dei programmi di comunità, andiamo a rilento, ma penso che siamo sulla strada giusta” afferma Bodgan, dipendente di una struttura psichiatrica slovena… ..Ultima tappa è l’Ungheria. Zsusanna Szollar, direttore generale per gli affari sociali e la protezione dei diritti dell’infanzia, racconta ai nostri microfoni che nel suo paese sono state chiuse le strutture manicomiali e in caso di necessità ci si rivolge a “piccole strutture messe a disposizione dal governo in cui si può essere curati e trascorrere protetti il periodo di degenza”… ..Due o tre cose che so di Lei. Ricettario per la salute mentale.. ..E’ il titolo dell’ultimo libro di Giovanni Rossi, psichiatra, psicoterapeuta e attivista della salute mentale. Il Ricettario ci accompagna in un percorso che porta al centro l’essere umano e le sue fragilità, sottolineando l’importanza della Salute Mentale come diritto accessibile a tutti…“Nel fare una ricetta in cucina il cuoco assaggia quello che prepara mentre invece quando gli psichiatri prescrivono i farmaci non li assaggiano mai, ma li prescrivono e basta. E questa è una differenza importante perchè si fa esperienza assaggiando e quindi si può continuamente migliorare la ricetta” afferma Giovanni Rossi ai nostri microfoni.

29 maggio 2019
 
Gaza: arte, scuola, parkour per resistere

..Potete legarmi mani e piedi..Togliermi il quaderno e le sigarette..Riempirmi la bocca di terra..La poesia è sangue del mio cuore vivo..sale del mio pane luce nei miei occhi. ..Sara’ scritta con le unghie lo sguardo e il ferro..la cantero’ nella cella della mia prigione..al bagno..nella stalla..sotto la sferza..tra i ceppi..nello spasimo delle catene…Ho dentro di me un milione d’usignoli..Per cantare la mia canzone di lotta.. ..“Potete legarmi mani e piedi” di Mahmood Darwish.. ..Anche la poesia può essere una forma di resistenza e succede che per la loro arte poeti e poetesse vengano privati della libertà. E’ il caso di Mahmood Darwish, più volte arrestato anche solo per aver letto le sue poesie in pubblico; o di Dareen Tatour, arrestata nell’ottobre del 2015 dopo aver pubblicato una delle sue poesie su Youtube e Facebook…Parliamo ancora del conflitto israelo-palestinese, che continua a seminare vittime e orrore. .. ..Cosa vuol dire abitare in una terra perennemente in guerra? “Nessuno sa come è difficile la situazione, solo chi ci vive, solo chi sta a Gaza e non può vedere il figlio, la figlia, il nipotino andare e venire dal paese. Queste sono le piccole cose; poi c’è la situazione finanziaria. La disoccupazione a Gaza è sopra il 50%…e arriva a volte fino al 65% degli abitanti” ci spiega Mohammed Abu Shala, direttore del programma per la salute mentale di Gaza (Gaza Community Mental Health Programme)…Nonostante tutto i Palestinesi non smettono di sognare e desiderare la libertà “Il nostro sogno è vedere Gaza libera come il resto del mondo. Ridateci la libertà”…..Quali possono essere le prospettive di futuro di giovani che vivono in una striscia di terra perennemente in guerra? Cosa dicono gli adulti palestinesi ai loro figli? “Quello che direbbe ogni padre, e cioè che si meritano un futuro, ma un futuro non c’è. La tentazione di andarsene è forte, ma lo è anche la resistenza quotidiana. Pur essendo prigionieri nella loro terra, i giovani continuano ad andare a scuola, a creare, a fare cinema, teatro, parkour, a dipingere… impedendo ad Israele di fare quello che vorrebbe, ovvero distruggere l’identità palestinese.” A parlare è Luisa Morgantini, presidente di “Asso Pace Palestina”, associazione impegnata a diffondere la cultura e la resistenza non violenta palestinese… ..ITALIA: COME STA LA CURA DELLA SALUTE MENTALE?.. ..L’UNASAM, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, assieme a molte altre realtà del settore, ha organizzato “La conferenza nazionale per la salute mentale” che si terrà all’Università La Sapienza di Roma il 14 e il 15 giugno 2019…La due giorni sarà la tappa conclusiva di un cammino iniziato nel dicembre 2018, con incontri in più di 20 città italiane…La conferenza apre uno spazio di confronto per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale, discutere di un possibile aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e della creazione di un Nuovo Piano Nazionale, nel rispetto dei principi sanciti dalla legge Basaglia… ..Abbiamo intervistato Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM, che ci spiega quali sono i problemi principali che deve affrontare chi soffre di un disagio psichico… ..Disuguaglianze tra regioni, “Nella maggior parte del territorio nazionale i CSM si riducono ad essere degli ambulatori psichiatrici; non è sempre colpa dei CSM, ci sono carenze di risorse umane, culturali e finanziarie.”..Residenzialità pesante, “Le persone stanno in strutture residenziali per un tempo indefinito, oppure escono, non hanno risolto i problemi, e vengono rimandate nelle comunità terapeutiche. In alcuni luoghi le persone vengono inviate anche in strutture fuori dalla regione di appartenenza.”..Pratiche coercitive, “Come le porte chiuse negli SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), la pratica delle contenzione fisica e meccanica e un utilizzo eccessivo di psicofarmaci.

22 maggio 2019
 
Palestina: vivere nella malattia della guerra

Apriamo questa puntata parlando di due fatti recenti di cronaca che raccontano di aggressioni, una mortale, a persone con disagio mentale avvenuti a Manduria e Bologna. A proposito della vicenda di Manduria che ha visto la morte di Antonio Stano, l’Unasam, l’unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, ha anche scritto una lettera aperta chiedendo l’apertura di una inchiesta interna ai servizi di salute mentale e ai servizi sociali della Asl di Manduria. Psicoradio, si unisce a queste parole e tiene alta l’attenzione su questi casi per ribadire che le persone con disturbo mentale sono più spesso vittime che autori di azioni violente… .. Sarò felice di morire nel mio paese,..Di essere sepolta e sciolta sotto la mia terra…Un giorno risorgerò sotto forma di un erba…O di un fiore che verrà gentilmente carezzato..Dalle manine di un bambino del mio paese…Sarò felice e soddisfatta di rimanere,..Non importa se sotto forma di un erba o di un fiore,..Nel grembo benigno del mio paese… ..“Felice nel suo grembo” di Fadwa Tuqan.. ..Nella puntata di questa settimana parliamo della Palestina, dove recentemente è stata raggiunta una fragile tregua, e lo facciamo mettendo in luce danni che la guerra ha provocato e continua a provocare nelle menti di uomini, donne e bambini che crescono e vivono una situazione costante di terrore… ..“Il 70% della popolazione di Gaza è costituita da rifugiati. Quindi parliamo di 12 anni di blocco, durante i quali ci sono state tre operazioni militari su larga scala” è cosi che uno de fondatori di Gaza Mental Health, fondazione che sostiene il Programma di salute mentale nella comunità di Gaza, descrive la situazione in questo territorio ai microfoni di Psicoradio… ..La popolazione di queste zone vive situazioni molto dure. Tra i danni da mettere in conto ci sono la depressione, il lutto e la perdita di lavoro “e poi ci sono le persone che sono rimaste traumatizzate dalle aggressioni provocate dall’esercito israeliano”, continuano i referenti di Gaza Mental Health, Yasser Abu Jamei e Mohammed Abu Shala… ..“La Palestina è un luogo di grandi ingiustizie: è un popolo a cui sono state tolte la loro terra e le loro case” spiega Luisa Morgantini, presidente di Asso Pace Palestina, a proposito della situazione nella striscia di Gaza. Così le abbiamo chiesto come sia possibile che un popolo che ha subito secoli di persecuzioni, sia capace a sua volta di infliggerle ad altri… ..“Il popolo israeliano è diviso ormai in due: c’è chi dice persecuzione mai più a nessuno, e questi sono gli ebrei che vogliono vivere nella terra con i palestinesi senza cacciarli. Chi invece dice persecuzione mai più a me questi invece sono gli ebrei estremisti, dove l’altro non esiste più, ma esisto solo io. Questi non vogliono vivere con i palestinesi perché la terra promessa è solo loro” risponde la presidente di Asso Pace Palestina, ricordando le parole di un suo amico ebreo…..PSICOAPPUNTAMENTO..Mozart 14: un pianoforte silenzioso nella notte bolognese….Un pianoforte silenzioso suona nella notte bolognese. È quello che accadrà sabato 25 maggio alle 21, in piazza Santo Stefano a Bologna, dove l’associazione Mozart 14 organizza insieme a Yamaha Music Italia il “Yamaha Silent Wifi Concert” udibile solo attraverso cuffie speciali. L’ingresso è gratuito e le donazioni saranno devolute al progetto Tamino, con il quale l’associazione Mozart 14 porta la musica nei reparti pediatrici e neonatali degli ospedali.

15 maggio 2019
 
Muri di Versi

Un Festival di socialità poetica a Bologna..“Muri di versi è una strada che si popola di poesie, d’incontri, di confronti e di scoperte”…In questa puntata proseguiamo il discorso sull’importanza delle parole: Psicoradio parteciperà a “Muri di Versi” che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19 maggio. Cos’è Muri di Versi? Un festival di poesia di strada e un esperimento comunitario di socialità poetica, giunto quest’anno alla quinta edizione. Spiega Anita Bianco, una delle organizzatrici: “socialità poetica vuol dire utilizzare la poesia associata ad altre forme d’arte e ritrovarsi tutti insieme in una strada di Bologna, che è via Fondazza, ormai da 5 anni, per dare vita ad un’incontro di socialità tra i partecipanti”…Venerdì 17 alla Biblioteca Italiana delle Donne verranno lette le poesie della poetessa femminista afroamericana Audre Lorde: tradotte dal collettivo Wit (Women in Traslation). “La poesia per Audre Lorde non è un lusso, scrivere per lei è una necessità.- ci dice l’organizzatrice del Festival – Tutte le sue poesie esprimono momenti particolari della sua esistenza: il rapporto con la madre e con il padre, il suo essere madre, moglie, ma anche lesbica, l’aver vissuto momenti molto forti sin da bambina legati al razzismo e l’incontro con i movimenti di lotta per la difesa dei diritti civili”…Il 18 e 19 maggio la poesia in varie forme e di tanti autori invaderà i portici di via Fondazza, nel centro della città. Ci sarà anche Psicoradio che invita tutti a fare un gioco: fermatevi a leggere sulle colonne di via Fondazza una serie di titoli di giornali. Chiedetevi se sono “giusti” o “sbagliati”. In piazzetta Morandi potrete confrontarvi con il parere della nostra redazione…Ad esempio cosa c’è di sbagliato in un titolo come “Raptus di follia. Uccide la fidanzata”?..Il titolo ha una funzione fondamentale: ci fa scegliere se continuare a leggere l’articolo o meno. Quasi nessuno infatti legge interamente un giornale. Questo significa che la maggior parte dei lettori si forma opinioni e credenze rispetto a temi che non approfondisce leggendo completamente gli articoli. E possiamo pensare che molte impressioni, sensazioni , paure, stereotipi possano essere alimentati non tanto da una lettura attenta dell’articolo, quanto dallo sguardo frettoloso su titolo, sottotitolo e occhiello…L’intenzione degli organizzatori è quella di portare dentro Muri di Versi realtà molto eterogenee: “I muri di Muri di Versi non rappresentano distanze, separazioni e confini. E poi c’è tutta una dimensione legata al muro di via Fondazza che è un sostegno, uno spazio che può diventare un quadro, una poesia e così via”…Il settimo senso ..Donne..Che costruiscono nazioni..Imparano..Ad amare..Uomini..Che..Costruiscono nazioni..Imparano..Ad amare..Bambini..Costruttori di castelli di sabbia..Vicino al mare che sale…da From a land where other people live (1973) – Audre Lorde

08 maggio 2019
 
Alcol come eroina

Un viaggio con chi fa prevenzione del rischio nei locali della movida bolognese..Cosa rispondereste se qualcuno vi chiedesse “Qual è secondo voi la droga più pericolosa per un giovane che frequenta una discoteca?” A questa domanda e ad altre ci ha risposto Marco Falconieri, una vecchia conoscenza di Psicoradio che in questa occasione abbiamo intervistato in veste di responsabile di Beat Project, una delle sezioni del progetto “Guida la Notte” del comune di Bologna. ..Marco ci racconta che Beat Project è un “progetto che si rivolge a giovanissimi, giovani e giovani adulti, cioè a chiunque possa accedere ad un locale del divertimento: discoteche, pub, bar ma anche i grandi eventi”. In queste occasioni gli operatori sono presenti con una postazione per “dare informazioni riguardo al consumo di sostanze e alla sessualità, tutto ciò che potrebbe comportare un rischio”…Nonostante la grande varietà di sostanze in circolazione e la facilità con cui ormai è possibile reperirle, Marco afferma che “la sostanza più consumata è l’alcol, insieme alle sigarette”. Infatti ci racconta che in oltre dieci anni di servizio, le poche volte che ha dovuto chiamare l’ambulanza è stata per persone, soprattutto ragazze, che avevano ingerito massicce quantità di alcol in poco tempo. Si tratta del così detto fenomeno del binge drinking che secondo Marco è “uno dei comportamenti più rischiosi, poiché porta ad un’intossicazione acuta”. Insieme al binge drinking si assiste anche alla crescente diffusione dei cocktail a base di energy drink, infatti: “grazie alla presenza della caffeina si sente meno la sbronza, anche se il tasso alcolemico è molto alto”. ….Ma l’affermazione che forse è più sorprendente riguarda proprio gli effetti dell’alcol: secondo Marco si tratta di “una sostanza tossica al pari dell’eroina, che provoca lo stesso tipo di dipendenza” e che, nel breve periodo, causa gravi problemi gastrointestinali e al fegato. Quando poi diventa una dipendenza vera e propria possono insorgere deficit cognitivi e problemi neurologici…..Dona il tuo 5 per mille a Psicoradio! Codice: 02049631209.

24 aprile 2019
 
Buona Pasqua senza legge sulla omotransnegatività

“A Torino 53enne picchiato a calci e pugni dai vicini perché gay”..“Scafati (Salerno). 13 enne picchiato dai compagni di scuola perché gay”…“Vittoria, ( Ragusa) “dammi il telefono, frocio” e la baby gang picchia un giovane gay”…“Professore picchiato perché gay da mamma e zio di un alunno”..“Milano. Studente della Bocconi picchiato perché gay”..“Genova. 19enne insultato e picchiato perché gay”..Sono solo alcuni dei titoli che trattano il problema delle aggressioni omofobe nel 2018. L’Arcigay dichiara infatti che sono più di 100 le aggressioni registrate ogni anno; nel 2016 sono stati 196 gli episodi di abusi denunciati. In realtà i casi sono molto di più, perché la maggioranza non viene denunciata, soprattutto i casi di bullismo tra i giovanissimi…Eppure è ancora difficile arrivare a una legge che tuteli gli omosessuali. Ne è una prova il fatto che in Emilia Romagna la proposta di legge regionale sulla omotrasnegatività non riesce ad essere approvata. In Umbria nel 2017 è stata approvata una legge di tutela ma la Lega la sta attaccando sostenendo che “nel 2020 la polverizzeremo” perchè la norma “consegna i bambini alla lobby gay”. Eppure una legge nazionale sarebbe urgente…Ancora in questi giorni La Repubblica riporta la notizia dell’aggressione di due ragazzi gay all’uscita di un locale di Bologna. Un gruppo di coetanei li ha insultati e picchiati, e quando si sono accorti che uno dei due stava telefonando per chiedere aiuto, ha minacciato di “tornare con dei coltelli”…La puntata segue con gli auguri dalla redazione di Psicoradio. La sorpresa nell’uovo di Pasqua di Piero è “Tanbark” un brano rock strumentale dei Gifthorse. Un redattore ci racconta che aspetta con ansia il corriere Amazon per poter vedere il suo film horror preferito di Pasqua. Per il pranzo di Pasqua Barbara prepara la ricetta della torta Pasqualina da gustare durante la classica gita fuoriporta a San Luca. Sara nella stanza a fianco legge un brano per grandi e piccini “Il coniglio di Pasqua e l’esercito delle uova”…E c’è anche chi ricorda una canzone di Beyoncè, “Freedom”: “sto dicendo a queste lacrime andatevene e sparite, che possa l’ultima bruciare tra le fiamme… libertà… continuerò a correre perchè un vincitore non si arrende a se stesso”.

 
 
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