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Mahmood, la vittoria di una generazione fraintesa

mahmood_radio_popolare

In radio lo abbiamo conosciuto un paio di anni fa. È venuto da noi senza nemmeno andare in onda, cantandoci una cover di Lauryn Hill tra le scrivanie della redazione solo per farsi conoscere. Lo abbiamo sentito poi subito prima della vittoria a Sanremo Giovani per fargli gli auguri, e un paio di volte anche in questi giorni. (altro…)

  • Autore articolo
    Matteo Villaci
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Approfondimenti

Vita e prematura morte di Xxxtentacion

XXXTentacion

La vita di XXXTetacion non è un esempio. Dentro e fuori dal carcere continuamente, con accuse pesanti che vanno dalla rapina alla violenza privata. Potremmo trovargli giustificazioni di ogni tipo, come si fa in questi casi. Un’infanzia difficile, una situazione famigliare disastrosa, una vita che conosce la violenza fin da subito, da quando all’età di sei anni pugnalò un uomo che stava maltrattando sua madre.

Potremmo, e anzi dovremmo, trovargli giustificazioni se volessimo fare di lui un esempio. Ma non vogliamo. XXXTentacion è un personaggio controverso, la cui vita è sempre stata sospesa tra musica e violenza. Spesso queste due voci si sono incontrate, dando vita ad un rap ruvido, caratterizzato da forti distorsioni, quasi fastidiose, e da beat grezzi e sporchi.

Era strano Tentacion, molto strano. Ai margini della società, fuori presto dalla scuola, allontanato dal mondo del lavoro, violento con la sua ragazza e anche con i suoi fans. Peculiare anche la sua posizione nell’ambiente hip hop. I suoi punti di riferimento erano lontani dai classici “eroi” del settore, ed andavano da Kurt Cobain a The Weekend. Aveva l’enorme pregio di suonare diverso in un ambiente in cui sembra ormai si faccia a gara per assomigliarsi.

Nelle sue Instagram Stories diceva che la musica gli aveva salvato la vita, ma la violenza puntualmente ritornava. Nei suoi testi e nella sua stessa esistenza. L’ultima volta, definitivamente, ieri, quando da un SUV che ha affiancato la sua BMW sono partiti i colpi di arma da fuoco che lo hanno ucciso. Aveva vent’anni Jahseh Dwayne Onfroy e no, non era un esempio. Ma così giovane, è riuscito a lasciare un segno nel rap mondiale, e questo oggi non è poco.

XXXTentacion
Foto dal profilo Instagram di XXXTentacion https://www.instagram.com/xtentacionn/
  • Autore articolo
    Matteo Villaci
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Approfondimenti

Clementino minacciato dal neomelodico Di Palma

“La faida dell’hip hop in Italia onestamente mi sembra un po’ una cazzata. Io poi caratterialmente sono uno che va d’accordo con tutti, quindi non ho questo problema di faide hip hop”. Così ci parlava Clementino in un’intervista concessaci qualche tempo fa, descrivendo peraltro in maniera precisa e veritiera il suo modo di essere e di viversi all’interno della scena rap del nostro paese. Il cantante di Nola infatti è sempre stato lontano dallo stereotipo del rapper duro e spaccone, non si è mai fatto problemi a collaborare con chiunque dei suoi colleghi ed è conosciuto nell’ambiente come uno con il quale è davvero difficile litigare.

“Il Bronx in Italia è il neomelodico – proseguiva – è la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta. Lì ti sparano all’istante, non è che ti fanno il dissing. E’ una cosa brutta da dire, però è così”. Alla luce dei fatti di questi giorni, è incredibile quanto quella frase sia poi risultata profetica. Fortunatamente pare che camorra, mafia o pistole non centrino nulla, ma è proprio dall’ambiente della musica neomelodica ad arrivare Vincenzo Carbone, conosciuto come Enzo di Palma, ventenne cantante ora accusato di minacce e tentata estorsione proprio ai danni del rapper partenopeo. Insieme al fratello Luigi e al padre Massimo si sarebbe reso protagonista negli ultimi mesi di telefonate intimidatorie a Clementino, reo di non aver concesso al giovane Enzo una collaborazione in un suo pezzo.

In tali telefonate, che venivano rivolte inoltre anche a membri della sua famiglia e del suo staff, il rapper veniva minacciato di sequestro. Ma a carico dei tre vi è anche un tentativo di speronamento, avvenuto lo scorso novembre nella speranza di impaurire il rapper e costringerlo alla collaborazione. Ricevuto l’ennesimo rifiuto, il testardo trio ha deciso di alzare la posta, e qualche mese dopo, in gennaio, ha dato fuoco alla macchina del rapper.

A questo punto Clementino ha deciso di pubblicare su Facebook le foto della sua auto bruciata commentando con uno sbigottito: “Eccomi qui! Visto il lavoro che faccio non sono abituato a stare zitto, piuttosto mi faccio ammazzare. Ho pensato…che faccio posto le foto? E poi? Cosa succederà? Ma il coraggio deve far parte della mia vita altrimenti non si va avanti…”.

Stupite anche le reazioni dei fan e degli addetti ai lavori, sorpresi di vedere proprio Clementino al centro di una simile situazione. Tra i commenti però proprio il rapper scriveva: “Io non ho debiti con nessuno e non ho mai fatto male a nessuno e quindi mi chiedo perché? Forse perché non ho fatto qualche collaborazione musicale a qualcuno?”. La vicenda, che stava prendendo i contorni del surreale, si è conclusa con l’arresto dei tre, avvenuto nella loro abitazione di Palma. Da Clementino ancora nessun commento ufficiale. Ma del resto, in qualche modo, ci aveva già detto tutto.

  • Autore articolo
    Matteo Villaci
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