Tangenti a Roma

L’arresto di De Vito e l’Onestà tradita

mercoledì 20 marzo 2019 ore 17:29

Cancellato dagli iscritti, espulso immediatamente dal Movimento. La scelta di Di Maio nei confronti di De Vito, arrestato questa mattina con l’accusa di aver intascato tangenti, è stata immediata.

In questo caso nessun garantismo per una vicenda dai contorni netti e che oltre a mettere in difficoltà la sindaca Raggi, di cui ora il gruppo della Lega in Campidoglio sembrerebbe chiedere le dimissioni, complica parecchio il cammino di Di Maio per uscire dalla secche in cui si trova il suo Movimento sia nella alleanza di governo che a livello locale. A cominciare già dalle prossime ore. 

Su Facebook il capo dei Cinque stelle ha scritto un post in cui annuncia che De  Vito è fuori, “è inaccettabile, vergognoso, è un insulto quanto emerge, non è questione né di garantismo né di giustizialismo”, scrive il capo del Movimento, che del resto aveva visto già dalle prime ore del mattino lo sconcerto dei ministri e degli esponenti di primo piano dei Cinque stelle.

Non c’era spazio quindi per attendere i tre gradi di giudizio, per essere garantisti, l’accusa di tangenti è uno sfregio ai principi del Movimento, ai suoi valori fondanti. Il problema è che un’altra promessa tradita va in scena nelle stesse ore dell’arresto, e cioè quella di respingere un’autorizzazione a procedere al Senato: I Cinque stelle si preparano a salvare il ministro dell’Interno sul caso Diciotti, e sembrano quasi un richiamo alla corresponsabilità le parole di Salvini in aula, “le cose si fanno insieme”, ha detto il capo della Lega riferendosi all’alleato di governo.

I dissidenti dei Cinque stelle si faranno sentire ancora di più oggi, a maggior ragione dopo l’arresto di De Vito, alcuni sono pronti a votare a favore dell’autorizzazione a procedere, sventolando il vessillo del principio dell’Onestà tradita. E del resto sui social è diventata quasi virale a commento dell’arresto di De Vito, la foto di Giarrusso, capogruppo nella giunta per le autorizzazioni a procedere, che uscendo dalla stanza dove aveva appena salvato il ministro leghista, ai senatori del Pd che lo contestavano faceva il segno delle manette per commentare l’arresto dei genitori di Renzi.

Per Di Maio il voto di oggi al Senato non sarà una passeggiata, Salvini se la caverà con l’aiuto del senatori del gruppo di Giorgia Meloni.

 

Foto | Facebook

Aggiornato mercoledì 20 marzo 2019 ore 17:31
TAG