L'arrivo nel porto di Catania della nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo oltre 900 migranti e due corpi recuperati in sette diversi interventi di soccorso, Catania, 13 giugno 2018. ANSA/ORIETTA SCARDINO
salvini attacca

Sotto l’eversione, niente

giovedì 24 gennaio 2019 ore 20:13

Immaginiamo cosa sarebbe accaduto se in un anno a caso della prima repubblica, che ne so, il 1976, l’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga fosse stato messo sotto inchiesta da una Procura per il reato di sequestro di persona per aver impedito a dei passeggeri di una nave di sbarcare perché da lui non graditi sul suolo italiano. E se il Tribunale di Ministri avesse chiesto l’autorizzazione a procedere. E se Cossiga avesse reagito dicendo: “se sono stato sequestratore una volta ritenetemi sequestratore per i mesi a venire”. E se si fosse appellato al popolo dicendo: “chiedo agli italiani se ritengono che devo continuare a fare il ministro dell’interno oppure se devo demandare a questo o quel tribunale le politiche dell’immigrazione”.

Immaginate cosa sarebbe accaduto. Il Paese sarebbe probabilmente esploso. Si sarebbe parlato di eversione. Ci sarebbero state proteste in Parlamento, analisi preoccupate sulla deriva autoritaria del Governo, appelli, manifestazioni.

Oggi, queste parole le ha pronunciate il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo che il Tribunale di Ministri di Catania ne ha chiesto il rinvio a giudizio per sequestro di persona per il caso della Nave Diciotti della Guardia Costiera scorsa estate quando ai 130 migranti che aveva a bordo e all’equipaggio fu impedito, per giorni, di sbarcare, dopo che la nave aveva attraccato al porto di Catania.

Eppure, non è accaduto praticamente nulla. E’ la dimostrazione di quanto oggi l’opposizione, parlamentare e sociale, sia debole?E’ una specie di assuefazione al peggio che ci ha colti?

Forse la spiegazione è ancora più inquietante. La politica, un tempo, era una cosa seria, legata al reale, espressione della vita delle persone coi loro interessi e le loro aspirazioni. Poi è andata via via trasformandosi in altro, in una sorta di reality show, un format dove il politico se vuole emergere deve essere prima di tutto e sopra a tutto uno stratega della comunicazione, e dove la spettacolarizzazione ha annichilito la sostanza. Questa cosa iniziò negli anni ’80, e uno dei film culto di quegli anni fu “Sotto il vestito, niente”. Oggi, sotto le parole, le immagini, i meme, i social, niente.

Salvini può permettersi di parlare con termini che potrebbero stare sulla bocca di un eversore e noi siamo spiazzati perché ci rendiamo conto che pure questa parola, eversione, è come se non contasse più nulla

Aggiornato martedì 29 gennaio 2019 ore 16:23
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