Foggia, piazza XX settembre (foto di Feliciana Campanello, Creative Commons)
Attentati ai negozi

Cosa c’è dietro le bombe di Foggia

giovedì 31 gennaio 2019 ore 12:17

Tre esplosioni davanti a negozi nel giro di una settimana. A Foggia è in corso una serie di intimidazioni contro le attività commerciali che continua da tempo, e che ha accelerato negli ultimi giorni. Ne abbiamo parlato con il sociologo pugliese Leonardo Palmisano.

Il sociologo Leonardo Palmisano

Il sociologo Leonardo Palmisano

Cosa c’è dietro gli ordigni che continuano a scoppiare?

Da quando ci sono stati gli ultimi arresti, che hanno colpito i due tronconi delle mafie locali, è evidente che la città è sostanzialmente acefala. Il sistema di Foggia, che è di derivazione camorrista, era già debole, molto più debole rispetto a quello della mafia del Gargano. Quello che probabilmente sta accadendo è che le leve più giovani dei clan vogliono incutere timore, e quindi aggrediscono l’economia. È come se fosse una città sotto assedio, dove non si sta combattendo una guerra tra clan, ma una guerra della mafia contro la città. È una mafia che non avendo i capi in libertà vive in totale anarchia, e fa quello che sa fare meglio: deprimere l’economia sana del territorio, spaventando la popolazione.

Gli arresti a cui si riferiva sono avvenuti nel corso di più mesi…

Ci sono state operazioni importantissime, che hanno rivelato la necessità di sanare completamente la città. Andando a Foggia si ha la sensazione che qualcosa debba necessariamente cambiare, altrimenti il declino diventa irreversibile.

Anche l’anno scorso gli attentati si susseguivano a un ritmo simile?

Sì, nel 2018 ce n’è stato uno ogni quattro giorni. Purtroppo si parla troppo poco della ferocia, della brutalità e della straordinaria intelligenza dei sistemi criminali pugliesi. È come se la narrazione della nostra regione come “insula felix” dovesse continuare, quando ormai è evidente che non siamo affatto un’isola felice.

Nei giorni scorsi lei ha lanciato un appello ai cittadini…

L’hashtag è #StopBombingFoggia: è un appello ad attivarsi per una grande manifestazione dal basso, che dica che la città è contro chi usa le bombe per scuotere dalle fondamenta l’indirizzo morale e l’economia legale di Foggia. Le reazioni sono state positive, dalla questura al Comune, da Libera ai cantieri dell’antimafia sociale. Mi auguro che siano gli studenti universitari, insieme al mondo associativo, a prendere in mano l’appello e costruire una grande manifestazione di piazza, un flash-mob contro le bombe e contro le mafie.

Ascolta l’intervista a Leonardo Palmisano

palmisano

Milano

Aggiornato giovedì 31 gennaio 2019 ore 13:00
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