Foto © Palazzo Chigi - Licenza CC BY-NC-SA 3.0 IT
Manovra finanziaria

Condono “monstre” dalla dubbia efficacia

martedì 16 ottobre 2018 ore 18:52

Il condono fiscale previsto dal decreto collegato alla legge di bilancio prevede un vasto spettro di possibilità per i contribuenti non in regola con il fisco. Ci sarà una aliquota al 20% per chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi, si potrà poi presentare una dichiarazione integrativa, per un massimo del 30% di quanto già dichiarato, con il tetto di 100mila euro per periodo di imposta.

Sarà prevista la terza edizione della cosiddetta rottamazione delle cartelle di Equitalia, con la cancellazione di sanzioni e interessi e i pagamenti in 20 rate. Tutte le cartelle sotto i 1000 euro accumulate dal 2000 al 2010 saranno cancellate. Infine, le liti con il fisco potranno essere sanate in modo agevolato.

Ma la vastità e complessità del condono potrebbe ridurne l’effetto, secondo l’economista dell’università di Milano Bicocca Alessandro Santoro che spiega:

“Si tratta di una manovra complessa che tende ad agire su più fronti. L’idea di chi ha pensato questa manovra era quella di intervenire su praticamente tutti i momenti nei quali si manifesta il rapporto tra un contribuente, che potrebbe aver evaso, e il Fisco. Quindi, dal momento immediatamente successivo alla dichiarazione cosiddetta infedele, cioè quella nella quale non è stato dichiarato il tutto, fino al momento finale, ultimo della procedura, che è quello in cui il contribuente deve pagare la cartella esattoriale. Per ciascuno dei momenti della procedura, quindi quello immediatamente successivo alla dichiarazione, quello in cui arriva l’avviso di accertamento o viene fatto il processo verbale di contestazione, quello in cui le due parti cominciano a litigare, cioè vanno di fronte alle commissioni tributarie, fino all’emissione della cartella esattoriale, sono state pensate delle vie d’uscita alternative o scappatoie, che sostanzialmente vorrebbero offrire la possibilità al contribuente di chiudere la vicenda pagando meno di quanto in teoria avrebbe potuto o dovuto pagare se la procedura si fosse conclusa e se ovviamente la sua responsabilità fosse stata riconosciuta come tale. Non abbiamo ancora i numeri della relazione tecnica, però la combinazione di una volontà condonistica molto ampia da parte, probabilmente, della Lega, e della volontà di altre parti della maggioranza di limitarla potrebbe aver generato una contraddizione cioè un condono teoricamente molto ampio ma con effetti di gettito limitati, perché poi i contribuenti che potrebbero trovare conveniente aderire a queste varie ipotesi di condono potrebbero essere non molti con un risultato paradossale: aver creato un’iniquità, aver immesso per l’ennesima volta nel sistema un condono e dato l’impressione quindi ai contribuenti che non conviene pagare perché un condono arriverà sempre, e poi un effetto di gettito che potrebbe rivelarsi modesto

ASCOLTA L’AUDIO DELL’INTERVENTO DI ALESSANDRO SANTORO
Economista Alessandro Santoro

Condono fiscale del Governo Conte

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Aggiornato lunedì 22 ottobre 2018 ore 11:56
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