Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di mar 19/11 delle ore 22:30

    GR di mar 19/11 delle ore 22:30

    Giornale Radio - 20/11/2019

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mar 19/11

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 20/11/2019

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mar 19/11 delle 19:51

    Metroregione di mar 19/11 delle 19:51

    Rassegna Stampa - 20/11/2019

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Notte Vulnerabile di mar 19/11

    Notte Vulnerabile di mar 19/11

    Notte vulnerabile - 20/11/2019

  • PlayStop

    L'altro martedi' di mar 19/11

    L'altro martedi' di mar 19/11

    L’Altro Martedì - 20/11/2019

  • PlayStop

    Wi-Fi Area del mar 19/11

    Wi-Fi Area del mar 19/11

    Wi-fi Area - 20/11/2019

  • PlayStop

    Ora di punta di mar 19/11 (seconda parte)

    Ora di punta di mar 19/11 (seconda parte)

    Ora di punta – I fatti del giorno - 20/11/2019

  • PlayStop

    Ora di punta di mar 19/11 (prima parte)

    Ora di punta di mar 19/11 (prima parte)

    Ora di punta – I fatti del giorno - 20/11/2019

  • PlayStop

    Esteri di mar 19/11

    Privatizzazione della terra su ampia scala. È il piano che vuole mettere in campo il presidente ucraino Zelensky con la…

    Esteri - 20/11/2019

  • PlayStop

    Ora di punta di mar 19/11

    Ora di punta di mar 19/11

    Ora di punta – I fatti del giorno - 20/11/2019

  • PlayStop

    Malos di mar 19/11 (seconda parte)

    Malos di mar 19/11 (seconda parte)

    MALOS - 20/11/2019

  • PlayStop

    Malos di mar 19/11 (prima parte)

    Malos di mar 19/11 (prima parte)

    MALOS - 20/11/2019

  • PlayStop

    Malos di mar 19/11

    Malos di mar 19/11

    MALOS - 20/11/2019

  • PlayStop

    C. C. Patterson, l'uomo che ci ha salvato dagli zombie

    Fino agli anni '80, la norma era la benzina con il piombo. Cosa sarebbe successo se non fossero cambiate le…

    PopCast - 20/11/2019

  • PlayStop

    Il bambino senza nome

    Favola tratta da una raccolta curata da Amnesty International e narrata dalla cia. teatrale Aresina. A cura di Diana Santini

    Favole al microfono - 20/11/2019

  • PlayStop

    Due di due di mar 19/11 (prima parte)

    Intervista telefonica a Laura Gramuglia per il suo libro Rocket Girls, che racconta 50 storie di musiciste che hanno alzato…

    Due di Due - 20/11/2019

  • PlayStop

    Due di due di mar 19/11 (seconda parte)

    Commentiamo con Dario Maggiorini l'arrivo di Google Stadia, nuova piattaforma di gaming in streaming. (seconda parte)

    Due di Due - 20/11/2019

  • PlayStop

    AVENIDA BRASIL - 17-11-19

    Latin Grammy 2019 per la lingua portoghese (20a edizione). Playlist: 1. Fragmento lirico, Gil (Grupo Corpo), Gilberto Gil, 2019 2.…

    Avenida Brasil - 20/11/2019

  • PlayStop

    Due di due di mar 19/11

    Due di due di mar 19/11

    Due di Due - 20/11/2019

  • PlayStop

    Jack di mar 19/11 (seconda parte)

    Jack di mar 19/11 (seconda parte)

    Jack - 20/11/2019

  • PlayStop

    Jack di mar 19/11 (prima parte)

    Jack di mar 19/11 (prima parte)

    Jack - 20/11/2019

  • PlayStop

    Jack di mar 19/11

    Jack di mar 19/11

    Jack - 20/11/2019

  • PlayStop

    Considera l'armadillo mar 19/11

    Considera l'armadillo mar 19/11

    Considera l’armadillo - 20/11/2019

Adesso in diretta

Approfondimenti

La sentenza: la trattativa con la Mafia c’è stata

Cinque anni di udienze, oltre 200 testimoni sentiti, e oggi il verdetto: la trattativa Stato- Mafia c’è stata.

Ascolta una sintesi della sentenza

sintesi sentenza

Condannati i mafiosi Leoluca Bagarella (28 anni) e Nino Cinà (12 anni), gli ufficiali dei carabinieri Mario Mori, Antonio Subranni (entrambi 12 anni) e Giuseppe De Donno (8 anni). Condannato Marcello dell’Utri (12 anni), il reato è minaccia a Corpo politico dello Stato, mentre Nicola Mancino, Ministro degli Interni all’epoca dei fatti, è l’unico assolto. Prescritto il pentito mafioso Giovanni Brusca, uomo chiave dell’accusa, e condannato per calunnia Massimo Ciancimino (8 anni), dalle cui dichiarazioni tutto era cominciato, molti anni fa. La sentenza attribuisce la responsabilità agli ufficiali del Ros per il periodo 1992, a Dell’Utri invece per il “periodo del governo Berlusconi”, testualmente citato dal Presidente della Corte Alfredo Montalto. E’ stato lui, secondo la Corte, a fare da cinghia di trasmissione tra Cosa Nostra e politica, quando al potere è andata Forza Italia. Era la seconda fase della Trattativa.

Il processo

E’ un fiume in piena Ciancimino jr, nel 2008, quando comincia a raccontare ai magistrati di Palermo i rapporti intercorsi dai primi anni 90 tra suo padre, don Vito, il sindaco mafioso, e i carabinieri del Ros. E’ la storia di una trattativa segreta intrapresa dai servizi per fermare le stragi mafiose dopo il sacrificio di Falcone e Borsellino. In cambio, Cosa Nostra pretendeva un attenuazione del carcere duro, meno 41 bis, e altri benefici che Totò Riina avrebbe elencato nel famigerato “papello”.

Il gup di Palermo accoglie la ricostruzione della Procura, parzialmente rivista e integrata dopo centinaia di interrogatori, e così nel maggio 2013 ha inizio il processo. Nel frattempo però Ciancimino viene arrestato per calunnia, ed è pesantemente attaccato dalla Procura di Caltanissetta – competente sulle indagini per Capaci e via D’Amelio – che lo considera del tutto inattendibile.

Il processo parte in salita, i pm inizialmente guidati da Antonio Ingroia, poi entrato in politica, cercano di inerpicarsi nei meandri più oscuri dei rapporti Stato Mafia, in cerca di prove difficilissime da trovare. La polemica politica intanto infuria:”A Palermo vogliono riscrivere la Storia d’Italia”, e non mancano i colpi di scena. Oltre a Ciancimino arrestato, l’allora presidente Napolitano intercettato mentre riceve una chiamata da un disperato Nicola Mancino, ministro degli Interni all’epoca della Trattativa, che tenta in tutti i modi di tirarsi fuori dall’inchiesta.

Dopo cinque anni e oltre 200 udienze, l’accusa riassume nella requisitoria:“Esponenti delle istituzioni hanno ceduto alle richieste della Mafia per paura o incompetenza, se si fosse attuata la linea della fermezza non ci sarebbe stato spazio per gli stragisti”. Ambizione di potere, non Ragion di Stato. Questo era, secondo chi ha svolto le indagini. Tra novanta giorni, con la motivazione della sentenza, la Corte d’Assiste spiegherà perché ritiene che sia andata davvero così.

  • Autore articolo
    Lorenza Ghidini
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni