Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di ven 22/11 delle ore 15:30

    GR di ven 22/11 delle ore 15:30

    Giornale Radio - 22/11/2019

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di ven 22/11

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 22/11/2019

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di ven 22/11 delle 07:15

    Metroregione di ven 22/11 delle 07:15

    Rassegna Stampa - 22/11/2019

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Jack di ven 22/11 (seconda parte)

    Jack di ven 22/11 (seconda parte)

    Jack - 22/11/2019

  • PlayStop

    Jack di ven 22/11 (prima parte)

    Jack di ven 22/11 (prima parte)

    Jack - 22/11/2019

  • PlayStop

    C'è luce: per un green new deal che funzioni davvero

    Simone Tagliapietra (economista all'istituto Bruegel e alla Fondazione ENI – Enrico Mattei) dipana la matassa di opportunità e rischi della…

    C’è luce - 22/11/2019

  • PlayStop

    Jack di ven 22/11

    Jack di ven 22/11

    Jack - 22/11/2019

  • PlayStop

    Considera l'armadillo ven 22/11

    Considera l'armadillo ven 22/11

    Considera l’armadillo - 22/11/2019

  • PlayStop

    Radio Session di ven 22/11

    Radio Session di ven 22/11

    Radio Session - 22/11/2019

  • PlayStop

    Memos di ven 22/11

    Memos di ven 22/11

    Memos - 22/11/2019

  • PlayStop

    Tazebao di ven 22/11

    Tazebao di ven 22/11

    Tazebao - 22/11/2019

  • PlayStop

    Note dell'autore di ven 22/11

    Note dell'autore di ven 22/11

    Note dell’autore - 22/11/2019

  • PlayStop

    Cult di ven 22/11 (seconda parte)

    Cult di ven 22/11 (seconda parte)

    Cult - 22/11/2019

  • PlayStop

    Cult di ven 22/11 (prima parte)

    Cult di ven 22/11 (prima parte)

    Cult - 22/11/2019

  • PlayStop

    Cult di ven 22/11

    Cult di ven 22/11

    Cult - 22/11/2019

  • PlayStop

    C'e' Luce di ven 22/11

    C'e' Luce di ven 22/11

    C’è luce - 22/11/2019

  • PlayStop

    Prisma di ven 22/11

    Prisma di ven 22/11

    Prisma - 22/11/2019

  • PlayStop

    Il Giorno Delle Locuste di ven 22/11 (seconda parte)

    Il Giorno Delle Locuste di ven 22/11 (seconda parte)

    Il giorno delle locuste - 22/11/2019

  • PlayStop

    Il Giorno Delle Locuste di ven 22/11 (prima parte)

    Il Giorno Delle Locuste di ven 22/11 (prima parte)

    Il giorno delle locuste - 22/11/2019

  • PlayStop

    Il demone del tardi - copertina di ven 22/11

    Il demone del tardi - copertina di ven 22/11

    Il demone del tardi - 22/11/2019

  • PlayStop

    Il Giorno Delle Locuste di ven 22/11

    Il Giorno Delle Locuste di ven 22/11

    Il giorno delle locuste - 22/11/2019

  • PlayStop

    Rassegna stampa internazionale di ven 22/11

    Rassegna stampa internazionale di ven 22/11

    Rassegna stampa internazionale - 22/11/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di ven 22/11 (terza parte)

    Fino alle otto di ven 22/11 (terza parte)

    Fino alle otto - 22/11/2019

Adesso in diretta

Approfondimenti

Renzi e le primarie cucite su misura

Sulle primarie per scegliere i candidati sindaci Matteo Renzi sta applicando un ragionamento semplice: per risolvere un problema politico si possono anche cambiare le regole. In altre parole, Renzi vorrebbbe delle primarie con regole cucite su misura. Ecco perchè la direzione del Pd ha deciso di fissare una data unica per il voto, con posticipo a marzo 2016. Si tratta di prendere tempo per affrontare le questioni ancora irrisolte. A Roma e a Napoli soprattutto ma anche a Milano. L’appello a non discuterne più fino a gennaio è il tentativo di evitare che il dibattito o meglio, in molti casi, lo scontro attorno a nomi e prospettive continui a essere pubblico, con danno politico conseguente. Nella Capitale tutto è in stallo. Non si riesce a trovare uno straccio di candidato credibile. Nomi non ne circolano, nemmeno sussurrati all’orecchio, nemmeno per sentito dire. E poi c’è il Giubileo e la tensione altissima a causa delle minacce terroristiche. Nessuno vuole esporsi in questo momento ma il Pd non può davvero rassegnarsi a consegnare la città alle opposizioni. Serve tempo. Molto tempo. Anche a Napoli occorre tempo. Il caso Bassolino è l’ulteriore motivo di frattura con la minoranza interna decisa a sostenerlo. Per fermare l’operazione Renzi è disposto a vagliare una norma contra personam. Un lodo anti-ex: chi è già stato sindaco non potrà partecipare alle primarie. Una regola sartoriale per evitare il ritorno di un candidato inconciliabile perchè rimasto d’alemiano. Tra rinvii e modifiche in corsa del regolamento le primarie rischiano di venire stravolte ma Renzi è disposto a correre il rischio. Del resto, a Napoli, la difesa di Bassolino da parte delle correnti di minoranza mostra una certa loro debolezza, costrette come sono ad arroccarsi su un personaggio politico che guidò la città oltre 20 anni fa, nella prima stagione dei sindaci e che, al Comune di Napoli prima e alla Regione Campania poi, costruì una propria, fitta rete di potere. Un po’ come il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, sostenuto e criticato a parti inverse. Poi c’è Milano. Dove si tenta di fare sopravvivere una formula di centrosinistra che altrove si è già dissolta all’avanzare del modello renziano del partito a vocazione maggioritaria. Milano è il punto di resistenza maggiore allo slittamento delle primarie, per il no di Sel e di parte del Pd. Roma in ogni caso è decisa a imporre una data diversa da quella già fissata del 7 febbraio, a costo di rompere l’alleanza. Bisogna preparare il terreno a Giuseppe Sala, garantirgli un tempo congruo per la campagna elettorale. Sempre più in queste ore si nota il silenzio dell’ex commissario di Expo. Il quale è preoccupato dalle tensioni sul suo nome ma anche rincuorato da un’indagine riservata del partito secondo cui la grande maggioranza degli iscritti lo voterebbe.

Roma, Napoli, Milano, Bologna e Torino. Al Nazareno hanno in mente l’incubo della sconfitta in Liguria e l’inquietudine della vittoria in Campania con un candidato che si è imposto in virtù del suo potere personale. Sono due esempi che vengono citati come casi di scuola per dimostrare cosa accada lasciando troppo spazio ai vertici locali. Il voto del prossimo anno sarà un test politico fondamentale. “Non possiamo perdere quindi sì, il partito interviene, sceglie e se serve cambia le regole” spiegano voci che conoscono bene il pensiero del segretario.

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni