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tre uomini in barca

Victor e amici - Sentieri partigiani

18 luglio

 

Ciao, non so se vi ricordate, sono Victor, quello che farebbe i percorsi partigiani. Alla fine siamo Io, Victor, Meme (Emanuele), e con buone probabilita’ Emi (Emiliano). Forse si aggingera’ pure Michele, ma dipende da come si organizza. Il percorso e’ in corso d’opera, perche’ si sta dimostrando complesso recuperare le varie cartografie, e scoprire se i sentieri sono segnati ma dovrebbe essere circa il seguente: 1 . da Fondotoce (VB) a Alpe Ompio (1000 m slm) Tempo percorrenza: 3h 30’ Rifugio CAI sez. Pallanza 2- a Alpe Prà (1223 m slm) - Cicogna (centro abitato) – Corte Buè – dal’ Alpe Ompio (1000 m slm) Tempo percorrenza: 6h 45’ Rifugio dell'Alpino ANA Verbania (gestore del Rifugio) 3- A Alpe Pian di Boit (1123 m slm) - Alpe Prà (1223 m slm) Tempo percorrenza: 3h 00’ Bivacco sempre aperto del Parco Nazionale Val Grande 4- A Alpe Cortechiuso (1883 m slm) da Alpe Pian di Boit (1123 m slm) passado per Pogallo. Tempo percorrenza: 4 h 20’ Associazione Amici di Cortechiuso 5- A Montevecchio (1094 m slm) – Cursolo (centro abitato) – Finero (centro abitato) – da Alpe Cortechiuso (1883 m slm) Tempo percorrenza: 5 h 35’ 6 . da Monteveccchio (1094 m. slm.) a Palagnedra (in svizzera 657 m. slm.) Tempo percorrenza 7h 7. Si torna a Cannobio (218 m s.l.m) in circa 8h. Io e Meme siamo del posto, nel senso che io sono di Cannobio, e Meme e’ di Campeglio, abbiamo fatto assieme le elementari, le medie (ma in sezioni diverse), il liceo, ora lui studia a Pavia e io a Milano. Emi, e’ un mio compagno di corso, che alla fine sto trascinando in questa impresa. Meme studia Biotecnologie, Io ed Emi ingegneria Ambientale, e siamo tutti e tre interessati oltre che all'ambiente, alla storia, la memoria, la politica. Si, insomma le solite cose da giovani alternativi filobolscevichi e quant'altro. Ora, ci stiamo scontrando contro alcuni problemi di tipo tecnico. Infatti, il progetto semplice sarebbe, arrivare a fondotoce la mattina del 20 agosto con una corriera da Cannobio, e poi da li, semplicemente camminare facendo tutto il percorso segnato. Per poi ritornare a Cannobio circa il 25-26 agosto. Solo che non e’ facile recuperare la cartografia della zona per capire che sentieri percorrere, soprattutto non sappiamo bene come organizzarci, con il cibo, l'attrezzatura perche’ non siamo proprio esperti di bivacchi. (a proposito, se qualcuno e' piu' esperto, ci potete mettere in contatto in qualche modo?grazie!) Cioe’, una volta io e meme ed altri ci siamo accampati in un bivacco incustodito sopra il lago delle fate, sopra Macugnaga mi sembra, ma fu un po’ una storiaccia. Infatti Meme stava male perche’ aveva avuto un calo di zuccheri, solo che gli avevano dato la nutella per farlo riprendere e la cosa lo aveva portato a fare una congestione. Per poi cercare di scaldarci all’aperto (perche’ il bivacco si era dimostrato una baracca, per la precisione uno di quei cosi a rimorchio in cui vengono trasportati i cavalli, modificato, e non aveva un camino). Quindi senza legna nei dintorni l’unico modo per accendere un falo’ (su un cerchio di pietre li vicino) fu quello di incendiare una tolla di vernice verde. Alla faccia dell'ambiente... Inoltre, come allenamento non e’ che siamo messi gran che, cioe’, io gioco a rugby, meme a calcio, emi nuota, ma con la montagna, assidui appuntamenti non ne abbiamo mica. E vabbe’, questo e’ un altro problema da chiarire… Vi diro’ anche perche’ ho scelto questo periodo di viaggio, che forse non e’ proprio dei migliori. Infatti torneremmo a Cannobio tra il 25-26 agosto. Il 26 agosto 1944 ci fu uno scontro tra dei partigiani e dei tedeschi alle Quattro Strade. Tra i partigiani, solo un ferito ad una gamba, Sergio Cantaluppi. Sergio fu uno che organizzo la Cesare Battisti, la prima "colonna" di partigiani comunisti che principalmente portava prigionieri politici e perseguitati oltreconfine.Il Cantaluppi si ricorda del fatto che con loro c'era un russo, Vladimir. Quando videro i tedeschi, quel venerdi' sera, chiese al suo compagno se sapeva dire in tedesco "mani in alto". Il russo annui', poi usci' in mezzo alla strada ed urlo' :"mani-in-alto". In italiano. E poi l'inferno. Il Cantaluppi viene ferito perche' si trovava tra i compagni e i tedeschi, visto che stava andando a disarmarli.Tre tedeschi morirono, un quarto riusci' a salvarsi. Tra la notte e il mattino del 27 agosto, i tedeschi compiono un rastrellamento nella popolazione, e innalzano tre forche sulla piazza. Danno ordine al podesta' di scegliere 40 persone da fucilare e 3 da impiccare. Il podesta' sceglie 39 persone. Il 40esimo sara' lui. Supplica il comandante tedesco che la popolazione e' innocente, che non ne hanno colpa e di lasciarli tutti andare. Infatti il 27 di agosto, da allora, si compie una messa perche' avvenne un miracolo (sicuramente miracolo per il metro che girava in quel periodo). Nessuno venne ucciso, nessuno impiccato. Vennnero presi 50 ostaggi, e mandati a Luino il giorno dopo con un battello. Quattordici, non superando la visita medica, ritorneranno a Cannobio. Il 1 settembre 1944 Cannobio viene presa e liberata. Ma e' solo una breve illusione. Verra' ripresa il 9 settembre 1944, mentre tutte le truppe della Cesare Battisti e della Perotti si erano ormai spostati verso Domodossola per dare manforte alla brigata Giovine Italia, che stava conquistando la citta', per avere un forte centro della Repubblica partigiana dell'Ossola. Forse ve l'ho gia' detto, ma tra le forze repubblichine c'era Dario Fo, che da Luino sbarco' a Cannobio. Ma torniamo indietro e mettiamo un po' d'ordine. La memoria e' anche questo, no? Nel giugno 1943, ancor prima dell'8 settembre, c'e' gia' una banda di partigiani, giovani, ribelli. Tra i 17 e i 23 anni. Il 18 giugno verranno fucilati a Pogallo 11 di loro. Altri 7 un paio di giorni piu' in la'. Solo che i tedeschi arrivarono a Verbania, il 13 settembre 1943. Questi ribelli, questi partigiani, si opponevano al Fascio, e a quello che aveva comportato per molti. Una gioventu' in fuga, con l'unico lavoro possibile quello di contrabbandiere (perche' la societa' delle nazioni aveva bloccato molti generi di prima necessita', come il riso) e a mangiare pane con la polvere di marmo (per questo la svizzera' verra' chiamato "il paese dal pane bianco"). Il 29 maggio una trentina di partigiani, scende a Fondotoce e attacca la caserma.La conquistano, lasciando sul campo un paio di feriti fascisti, due morti. Una cinquantina di fascisti, ostaggi, sebbene fosse quasi un'usanza disarmarli e liberarli, vengono portati montagna. Questo e' la scintilla. l'11 giugno 1944 inizia un rastrellamento dalle forze nazifasciste. Il 12 giugno viene bombardata Cicogna, vista come punto di passaggio a sud della Val Grande, il 13 occupata. Il 20 giugno 1944, 43 partigiani vengono fucilati a fondotoce. In questi rastrellamenti vengono decimate le colonne della Battisti e della Perotti, che erano in Val Grande e in val Pogallo.Ripareranno per questo in val Cannobina. Il rastrellamento prosegue, si sale verso il confine svizzero. Il 23 giugno vengono fucilati a Finero 15 partigiani. Solo guardando questo pezzettino di storia si vede che il territorio e’ denso di significato e di memoria. Noi, che vogliamo un po’ pure metterci alla prova e non vivere le scampagnate semiorganizzate, proviamo a mantenerla un po’. A presto se vi serovno altre informazioni. Victor p.s. Volete ancor ail numero di telefono? Se volete ve lo do, solo che vi devo chiedere di chiamarmi dopo il 26 luglio x' sono ancora in piena sessione di esami e quindi o sto dando esami o sono nelle aule studio dove il silenzio e' supersacro... p.p.s. Non so se vi ricordate, ma l'anno scorso ero intenzionato a farvi il blog di un viagggio nel nord della spagna (grazie al mio amico Pablo Gonzalez Gonzalez), che non ho mai potuto completare per il semplice motivo che...beh, ho dovuto fare la tesi in meno di un mese per laurearmi...

19 agosto

 

Ciao,
torno a farmi vivo con la storia dei sentieri partigiani e altro.
Siamo in tre, io Victor, Meme-Emanuele e Emi-Emiliano (i nomi di battaglia li scegliamo il primo giorno), e speriamo fortemente che il tempo tenga, perche' rischiamo di partire sotto un acquazzone, cosa che preferiremmo evitarci. Non solo perche' non e' bello viaggiare sotto l'acqua, ma anche perche', settimana scorsa, sono morti due ragazzi in valGrande, la valle che attraverseremo, e alcuni nostri parenti sono percio' in agitazione. Ok, questi erano due tedeschi che volevano vivere di quello che la natura gli dava, e facevano un campeggio a 4 metri da un rio, e tutti i torrenti da noi, appena piove, si gonfiano moltissimo perche' risentono degli eventi impulsivi tipo i classici temporali d'agosto, quindi forse sono stati un po' avventati, ma la sfiga ci vede bene quindi mai dire mai.

Siamo in fase di preparazione, perche' stiamo riempiendo gli zaini (Si fa per dire) e organizzandoci un attimo. Infatti dormiremo principalmente in bivacchi e solo una sera per nostra fortuna, in tenda. Con nostro rammarico saremmo costretti a nutrirci di robe tipo riso knorr e altre buste liofilizate per cena, ma se riusciamo cercheremo di recuperare qualche cosa di decente lungo il viaggio.
La fase di preparazione comprende anche fare il pane di Coimo con i lievito madre (Che sarebbe un pane nero di segale e di farina integrale, tipico della zona, che e' un casino da recuperare e che sto imparando a fare da me) e recuperare qualche salume-formaggio delle valli per fare i pranzi in giro. Comprende anche la lettura di qualche testo storico e di testimonianza, almeno da parte mia.

Il tragitto e' stato deciso, ma visto che non abbiamo una mazza di preparazione per la montagna (anche se siamo tre sportivi) non sappiamo se riusciremo a completarlo tranquillamente, per questo ci appoggiamo a paesini raggiungibili con la macchina per farci recuperare se ci trovassimo nella condizione di essere troppo distrutti.
Si partira' giovedi' 23, da Fondotoce, una rapita visita al monumento dei Martiri (i 42 partigiani uccisi)e poi punteremo verso Mergozzo. Da qui andremo verso Bracchio, un piccolo paesino e finalmente prenderemo un sentiero vero e proprio. Peccato che questo tratto, da bracchio al Rifugio di Ompio "Fantoli" non sia segnalato, quindi dovremmo un po' arrangiarci con bussola e la cartina. E' abbastanza soft come inizio, partendo da 200 mslm e arrivando a 1000, in 4-5 ore di cammino.
Venerdi', invece, sempre su un traggitto un po' complesso per orientarci, dovremmo andare verso Corte bue', poi da li si entra in val Velina,( che sarebbe praticmente una valle tra la val grande e la val Pogallo) e poi si gira fino a Cicogna. Poco distante c'e' un rifugio, dell'alpe Pra', che e' aperto sfortunatamente solo sabato e domenica, quindi ci dovremmo accampare li di fianco in tenda. Alp pra' e' a circa 1220, solo che la zona di Corte e' a 800, quindi avremmo un bel sali e scendi di dislivello in circa 5-6 ore di cammino.
Sabato si arriva a Pogallo, dove c'e' stata una prima strage di partigiani prima dell'8 settembre, quindi siamo ancora in un periodo di "ribelli" piu' che di partigiani. superato pogallo andiamo fino al bivacco di Pian di Boit e li ci si riposa. Questo tratto dovrebbe essere il piu' semplice, perche' sarebbe essenialmente una discesa tranquilla fino a Pogallo (A 700mslm) e poi una salita tranquilla  fino a 1100mslm.
A questo punto c'e' la scelta. Il tratto percorso fin oad ora e' parte del sentiero Chiovini, ma questo sentiero si incroca con un altro sentiero, il sentiero Bove. A seconda della nostra stanchezza potremmo decidere se proseguire il sentiero chiovini, superare la bocchetta di terza (a 1836), andare a Provola e Finero (trovarci quindi tra la val  vigezzo e la val Cannobina) e accamparci in un rifugio piu' a nord, oppure potremmo arrivare alla bocchetta di terza, e da li andare fino a quasi al Monte zeda (2156) facendo un tratto in costa un molto tosto e poi scendere in val Cannobina, rifugiandoci all'alpe Forna'. Da qui si arriva a falmenta e poi a Cannobio, il mio paese, che proprio il 26 ha avuto una delle pagine di maggior tensione della sua storia "partigiana". (ve l'ho gia' raccontata? nel caso ve la racconto)
Passiamo un po' di punti della Repubblica Partigiana dell'Ossola, che per quanto possano dire sia stata effimera, fortuita, inutile, fu un grande esperimento di democrazia pacifica in un paese in guerra. In una regione di montagna, ci fu in quella repubblica la prima donna ministro, fate voi. (vi devo raccontare pure qualcosa di questa?)

Ora, mi avete detto che forse mi chiamerete quindi terro' acceso il cellulare attorno dalle 13 e se riusciremo cercheremo di fare per quell'ora la pausapranzo. Se preferite che faccia in un altro ditemelo, che non mi costa nulla accedere il cellulare prima o dopo, tanto in 5 giorni, tenerlo acceso 2 ore al giorno, la batteria tiene.

A presto

Victor

 

25 agosto

 

Ciao,
eravamo rimasti al punto in cui si doveva decidere se andare o meno.
Beh, insomma, mercoledi' 22, si fa la cena, e si decide senza grosse discussioni che bisogna andare. Si svuotano gli zaini, si preparano per avere circa dei pesi uguali per tutti e tre, si prendono viveri e vestiti, poi tutti a nanna, che la corriera per arrivare a Fondotoce, punto di partenza e' alle 8.50, e nel mentre speriamo nel tempo.
Giovedi', sveglia presto, colazione e poi subito in strada verso la corriera. Per fortuna c'e' fuori il sole anche se coperto, ma pare non voglia piovere! Quindi tutti contenti ce ne stiamo in stazione aspettando la corriera.
Che non arriva.
Scopriamo solo alle 9.45, ossia quasi un'ora dopo, che la strada, l'unica che collega Cannobio a Fondotoce, e' bloccata perche' si e' ribaltato un tir e fanno passare i mezzi in maniera alternata.
Anche questo potrebbe essere inteso come un segnale da evitare...ma invece...noi stoici ed eroici ce ne freghiamo!
Bene, iniziamo bene. Aspettiamo quindi le 10.15. E qui finalmente la corriera arriva. Si sale urtando un po' tutti, e poi via.
Arriviamo a fondotoce e visitiamo i monumenti della casa della resistenza, poi, camminando si arriva fino a Bracchio.
Da bracchio, inizia il vero e proprio sentiero. Inizia il vero e proprio cammino. Ma per fortuna non siamo soli! c'e' pure un cane, Lili, che fa la strada con noi, senza un ben preciso motivo.
La salita picchia parecchio, ci vuole un'oretta e mezza su una strada parecchio ripita per arrivare a Vercio, un alpeggio con un eremo. Sungo la strada la compagnia, comosta da un ateo, un agnostico e un blasfemo, si sono gia' tutti votati a santi diversi (chi a shiva, chi al Grande Spirito, chi al Papa' Bosco).Troviamo una targa al lato della chiesa, dedicata al ricordo di un bombardamento e delle baite bruciate nel'44, e ci fermiamo li vicino per mangiare qualcosa (pane, salame e formaggio, tutto rigorosamente locale).
Poi, dopo una mezz'oretta partiamo verso Ompio (ndr, ompio e' raggiungibile in macchina, ma noi ce ne freghiamo e ce la facciamo a piedi cmq) sempre seguiti dal cane Lili, che sembra arrampicarsi molto meglio di noi, nonostante sia zoppa.
Verso le 3, camminando su un bel sentiero per niente impegnativo, arriviamo all'ompio, molliamo gli zaini e ci mettiamo a prendere il sole e a riposarci.
Mentre aspettiamo passi un po' di tempo e si faccia ora di cena, lasciamo gli zaini al rifugio, andiamo al Belvedere, che ci permette di vedere il lago di mergozzo e una parte del lago maggiore, con una vista sul Mont'Orfano, veramente bella (Foto in allegato).
Finalmente alle 7 ceniamo, con un pasto leggero leggero a base di:
- Polenta e Gorgonzola
- Polenta e Spezzatino
- Polenta e Salciccia
- Polenta e Brasato
- Torta
- Grappino
Abbiamo evitato di mangiare pero' la grigliata per non appesantirci troppo (comprendeva costine, salamini, e costata se non ricordo male).
Poi, si guarda il cammino per il giorno dopo, decidiamo la sveglia presto alle 7, partenza alle 7.30, perche' abbiamo alleno 6 ore di cammino (e preferiremmo arrivare a Cicogna prima che si faccia buio)....

Il resto a domani!

 

 

 


Il viaggio continua. Oggi dovremmo partire da Ompio, andare fino a Corte Buè, scendere a ponde di Velina, per poi arrivare a Cicogna e alla fine al Al Pra, il pratone con il rifugio dove ci accamperemo.
Abbiamo chiesto anche al rifugiatore di ompio e ci ha detto che ci vorra' un bel po' di tempo, e secondo i nostri conti, ci vogliono almeno 6, 6 ore e mezza di cammino. Quindi ci svegliamo presto, verso le 7, colazione rapida, e via, verso il sentiero, perche' se cazzeggiamo troppo ci troviamo al buio in montagna, cosa che vorremo proprio evitare, senza contare che dobbiamo montare pure la tenda.
Da 1000 dove siamo arriviamo fino a 1100, superiamo la croce e poi inizia una lenta discesa nella vegetazione, per poi arrivare a Corte Bue'. Mentre camminiamo riusciamo addirittura a incrociare una mamma cighiale con due cinghialini che fuggono a valle (forse spaventati dall'odore che emanano le nostre magliette). Dopo un'oretta e mezza arriviamo a Bue', e scopriamo che li c'era un rifugio (anche se chiuso) e quindi ieri, avremmo potuto allungare il viaggio per accorciare quello di ieri. Pero' come vecciho alpeggio e' molto bello, ha una bella vista e soprattutto le cascine sono ancora in buone condizioni (in una sivede addirittura la divisione tra stalla e fienile. Ci e' anche andata di lusso perche' il sentiero da Ompio a Bue' e' stato pulito ieri, tutti i segni visibili, e il sentiero ben marcato.
Ma qui iniziano i primi problemi.
Infatti da Bue', non e' facile torvare il sentiero. Dobbiamo girare un quarto d'ora buono tra i rovi per trovarlo, ma una volta fatta proseguiamo. Andiamo avanti per tre quarti d'ora quando finalmente troviamo la deviazione per Velina. Secondo la carta dovremmo scendere un bel po' (un 200m di dislivello) e poi incroceremmo il ponte, e da li continuare. Il sentiero qui e' segnato peggio rispetto agli altri, non ha i segnali bianchi-rossi, ma dei vecchi segnali gialli, ormai sbiaditi, che presto finiscono e lasciano spazio ai segnali  fatti da dolomitini (montagnette di sassi). Scendiamo ancora un po' fino a quando il sentiero scompare. Mancano i segnali, e si intravedono tocchi di sentiero che non si capisce bene se sono effettivamente sentieri o residui di frana. Scendiamo ancora un po' cercando di capire se mancano solo i raccordi tra i pezzi di sentieri o se abbiamo proprio sbagliato.
Ed e' proprio qui che succede il patatrack.
Mentre scendiamo in cerca del sentiero, c'e' Meme in testa, io a meta', e in coda Emi. Quando ad un certo punto, tra uno scivolone di uno e uno dell'altro in un punto ripido, si sente un distinto "MA POOOOORCOOOOO..." seguito da un ROOOOOTLFSCCCCC(il tipico suono di un masso che rotola)!! mi giro e vedo Emiliano che sta rotolando verso di me, tipo cartone animato in turbine di foglie, spine, zaino proprio facendo delle capriole ...lo riesco a fermare prendendolo per lo zaino e un braccio, evitando di generare un effetto domino che ci avrebbe portati tutti giu' per qualche metro ancora. Solo che nella caduta Emi ha picchiato il ginocchio e inizia a fargli male, il che per chi si trova in montagna non e' proprio il massimo.
Bene, siamo ufficialmente spacciati. Non siamo su un sentiero, non sappiamo se e' giu' o se ci conviene risalire (il che ci farebbe spaccare le gambe senza contare che la salita e' parecchio ripida e non segnata) abbiamo perso almeno un'ora e se cerchiamo di arrivare a Cicogna per un'altra strada ne perdiamo almeno un'altra. Vuol dire arrivare a Cicogna dopo le 7.
Rapida riunione, decidiamo di tornare indietro e ci puntare verso Scellina, un alpeggio poco sopra per vedere come sta il ginocchio di emi, buttarglielo in qualche fonte ,e vedere se e' solo una botta o qualcosa di peggio. In teoria da li possiamo poi girare e arrivare ancora a Cicogna. Solo che per risalire ci dobbiamo arrampicare attaccandoci ai ciuffi d'erba (Che sono pieni di ricci di castagno caduti dal temporale), insomma ci riempiamo le mani di spine, ci vonciamo da buttarci via, e fatichiamo come non mai (soprattutto a causa degli zaini). Quando finalmente ritroviamo il sentiero, Emi ha un ginocchio che e' un melone, non abbiamo campo sui cellulari, il gps di meme non prende. Dobbiamo per forza andare a Scellina e poi a Bignugno che e' l'unico modo per arrivare poi a Rovegro, dove passa la strada asfaltata. Emi zoppica, ma non possiamo fare altro che andare a vanti, fare qualche pausa in piu' ma restare qui non possiamo proprio. Il sentiero e' abbastanza a posto tranne nel punto in cui e' stato quasi portato da via da un alberone che e' crollato di recente...
Camminiamo per altre due ore, poi finalmente arriviamo alla strada. Ci fermiamo, pasto frugale e poi lungo la strada fino a Rovegro, perche' il cellulare non prende. Si chiama a casa e la sorella di Meme viene a prenderci....
I percorsi partigiani sono finiti cosi', a seguito di un infortunio...con la sfiga che ci ha sempre seguito.

Per rabbia sono andato a fare una passeggiata in valle cannobina, senza zaino, ma proprio perche' ormai volevo troppo camminare.
Vabbe', magari sara' per la primavera prossima...

Victor

 

 

 

 

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

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