logo RP
scrivi | newsletter | cerca
trasmissioni

 
 
 
tre uomini in barca

Verso Korkula

31 luglio

qui è VAnda. Premetto che non siamo ancora partiti ma ci siamo trovati ier sera per una pseudo riunione sull'itinerario di viaggio e su che cosa portare di essenziale. Il tenore della serata era piuttosto frivolo... Mi spiego: io ero come al solito alle prese con le vivande e al ritorno dalla cucina ti trovo i quattro maschi a scambiarsi consigli sulla maggiore opportunità del rasoio o della ceretta e perchè no della crema depilatoria per stare più in ordine durante l'estate...Mi sa che quella che ha più testosterone del gruppo sono io e non per questione di peli....della serie: non ci sono più gli uomini di una volta ma forse è meglio così.
Sorvoliamo....In realtà nella mia prima mail non avevo dato degno spazio ai partecipanti ed ora li presenterò:
1 - gianni, il fotografo è, con me, l'organizzatore del viaggio. E' una strana e ben riuscita miscela di precisione e vaghezza: acquario2 - natale:.. animula, vagula, blandula...ma solido amico: pesci3 - leonardo: la parte italica della coppia Italo/francese profondo e stuzzicante: cancro4 - Franck - la parte francese della coppia, per l'esattezza parigina: la copia esatta di monsieur Houlot: acquario5 - vanda, la scrivente, sesso femminile...ma forse è un puro casoci saranno credo altre riunioni serali ma immagino che si parlerà del colore dei costumi o della migliore crema abbronzante quindi ve lo risparmio...
partiremo martedì prossimo, il 7, direzione est, la prima tappa sarà  Trieste per una merenda in uno dei suoi storici caffè...
vi scriveremo sul serio quindi da lìa presto baciVAnda, Gianni, Nat, Leo e Franck

 

7 agosto

eccomi qua, come promesso, il primo giorno del nostro viaggio a scrivervi da Motovun: prima tappa in Kroazia.
Conoscete il vecchio detto popolare: "ne di venere ne di marte ci si sposa ne si parte"? Abbiate fede. Oggi, martedi, noi abbiamo potuto accertare che il detto e' assolutamente vero!
Partenza alle ore 5, su insistenza di Leonardo.
Ma sei sicuro? SiSiSiInfatti: abbiamo aspettato 1 ora buona che arrivasse con una macchina cosi' carica che non ci stava neppure uno spillo, ma non e' finita qui:
Come una sorta di contrappasso dantesco - per lui -  giunti in frontiera arriva la punizione divina. leo estrae con noncuranza il suo documento e, dopo la grassa risata della guardia, si accorge che la carta d'identita'  non era la sua bensi' quella della madre!!!!!!!!!!!!!
E' dovuto tornare indietro. :(Lo recupereremo domani o dopo a opatja o a plitvice...
Non vorrei essere nei suoi panni in macchina con frank che non potra' fare a meno di insultarlo in francese - che viene anche molto bene - per tutto il viaggio.
Vi mandero' la foto della sua faccia contrita e mortificata dopo la scoperta della cazzata....
Una parte ridotta dell'equipaggio  - io gianni e nat - ora si trova invece a Motovun: un paese bellissimo in mezzo all'istria: silenzioso e fresco. Abbiamo trovato subito un paio di camere per la notte e stasera ci aspetta un lauto e meritato pasto a base di tartufi - a quanto pare ottima delicatessen locale - e altre succulente cibarieVadoCiao VAnda, Gianni e Nat BAci  

 

14 agosto

Eccomi finalmente qui, dopo aver trovato un internet point, servzio non molto comune nella croazia interna. Il gruppo si e' felicemente riunito a Opatja sulla costa dell'Istria e abbiamo quindi proseguito verso l'interno a sud.
I paesaggi attraversati sono spesso disabitati. Per chilometri non trovi che case sparse, spesso abbandonate e che mostrano in modo evidente i segni della recente guerra.
Arrivando ai laghi di Plitvice da Ogulin - da nord ovest per capirsi - vediamo ancora qualche cartello, ai lati della strada, col segno del campo minato. Non c'e' casa che non esibisca una sventagliata di proiettili, finestre o tetti sfondati. Nei campi spesso sorgono piccoli cimiteri recenti affollatissimi. I classici e confortanti cartelli "sobe, zimmer" qui mancano totalmente. Arrivati a Plitvice - l'area dei 16 laghi protetti - il panorama geografico e umano cambia all'improvviso radicalmente. I campi incolti lasciano il posto a colline boscose fittissime e tutte le case - dico tutte - offrono dignitosa ospitalita'. I laghi sono un vero miracolo: incastonati come pietre preziose in una montatura di faggi mostrano una tavolozza cosi' vivace da sembrare innaturale. Nonostante il luogo sia sfruttato turisticamente gia' dal 1949 ed essendo quindi molto frequentato mantiene, grazie ad un regolamento rigidissimo, un aspetto magnifico. Nonostante sia stato occupato tra il 1990 e il 95 dalle forze serbe e sia stato territorio di guerra.
Il tempo in questi giorni e' abbastanza instabile e qui ai laghi riusciamo a lavarci completamente sotto un breve ma serio temporale estivo.
 Il nostro viaggio prosegue quindi verso sud. E di nuovo, dopo l'isola felice dei laghi di Plitvice, sprofondiamo nuovamente in un territorio strepitoso ma assolutamente desolato. Il cuore di quella che negli anni 90 su la repubblica serba di Krajina. Quello che ci siamo domandati e' come sia stato possibile quella escaletion di violenza in un posto come questo con una tale scarsita' di popolazione. Passiamo da Knin, la maggiore citta' della zona diventata capitale nel 90 della repubblica serba. Il 90% della popolazione era infatti serba , questo fattore contribui' a catalizzare il malcontento e a scatenare la rivolta. I segni tangibili di questa triste avventura si vedono ovunque ed essendo una citta' piuttosto grande risulta inquitante la vista di enormi casermoni popolari sovietici scrostati e decadenti, mezzi distrutti dai bombardamenti dell'offensiva croata che nel 95 spezzo' completamente le ambizioni indipendentiste dei serbi.
Lasciata Knin arriviamo a 30 km. a nord di spalato per deviare verso sud e raggiungere la costa a Omis costeggiando la riva destra della cetina: un fiume verdissimo dove si pratica rafting nella galleria verde delle sue sponde.
La ressa del turismo balneare ci scoraggia e seguiamo le indicazioni di un cartello pubblicitario per un risorante con camere a 12 km. da li'.
L'investimento pubblicirtario dei proprietari si rivela inversamente oproporzionale all'aspetto della struttura: finito solo il primo piano.
La proprietaria, Branca, si mostra una vera volpona: intraprendente nonostante la sua casa sia in fase di costruzione. L'agnello cotto che pubblicizza in bella mostra all'ingresso del ristorante e' indegno del suo nome e non senza delusione ci ragssegnamo  malgrado tutto a passare li' la notte.
Arriveremo presto a Ston.... chissa' come?
BaciSta scadendo il nostro tempo internetA prestoLa banda di VAnda

 

16 agosto

...eccoci qui.....
L'idea di viaggiare lungo questo tratto di costa si rivela, il giorno dopo Branca, pessima. Dopo giorni passati in assoluta assenza di traffico la coda "a passo d'uomo" ci assale e, appena possiamo, deviamo per un diverticolo interno verso il parco, verdissimo e disabitato, del Biokovo.
Arrivati a Ploce avremmo dovuto imbarcarci per Korkula, attraversando un breve tratto della penisola di Peliesac, ma la coda per l'imbarco, peggiorata da una colonna sonora in puro folk croato, sollecita nuovamente la nostra inflessibilita' e decidiamo di arrivarci da Ston, alla base della penisola di Peliesac.
Il panorama di questo tratto di strada e' magnifico: attraversiamo la foce della Neretva e la zona fertile e irrigua circostante. Dall'alto della strada si vede come la pianura sia stata bonificata ed e' completamente coltivata a frutteto ed a orto, tant'e' vero che accanto alla strada si susseguono centinaia di coloratissimi chioschi per la vendita di frutta e verdura.
Attraversiamo a Neum gli unici 10 Km di costa lasciati alla Bosnia e arriviamo infine a Ston.
La citta' e' bellissima, di fondazione antica. Era famosa per la produzione di sale. Sono impressionanti le fortificazioni cinquecentesche che la circondano insieme alla collina sovrastante. Case bellissime di chiara influenza veneta. Dall'altra parte Mali Ston ( Piccola Ston - palude) e' famosa per la produzione di ostriche e in serata ne facciamo una scorpacciata con pesce a volonta' e ottimo vino locale.
Il mattino dopo, di buon ora, partiamo per Orebic da dove, ogni ora, parte un traghetto per  Korkula.
L'arrivo a destinazione e' trionfale. L'isola e' veramente verdissima come tutte le guide ricordano. Nonostante sia piena estate infatti tutta la vegetazione appare rigogliosa: viti, fichi, pini marittimi, cipressi, ulivi con i loro differenti verdi gareggiano in luminosita'. A Blato - un paese piuttosto grande e grazioso - recuperiamo le chiavi dell'appartamento che avevamo prenotato. La casa e' al di sopra di ogni nostra aspettativa : enorme e panoramica.
Finalmente possiamo rilassarci per una settimana senza i soliti spostamenti quotidiani con tutto l'armamentario..
L'acqua e' ovunque splendida, spesso anche i fondali risultano particolarmente ricchi di fauma marina. Non ho mai visto cosi' tante stelle marine in un solo luogo.
Siamo letteralmente i signori del paese, con il balcone affacciato direttamente sulla baia di Brna.
E' incredibile che in Agosto ci possano essere ancora luoghi cosi' tranquilli.
Nell'isola non ci sono spiaggie  vere e proprie. Le uniche, vicino a Lumbarda, lo sono per modo di dire, ma non e' mai difficile trovare un posto per fare il bagno poiche' spesso le coste sono attrezzate con micromoli di fortuna dignitosamente nascosti tra le fronde di ampi pini.
Di solito si arriva a sera cosi' stremati da bagni e passeggiate che ci si riduce a cenare a casa sulla terrazza per poi giocare  tutta la sera ad UNO - piccola dittatura di Gianni -.
Le notti del 14 e del 15 agosto sono state "allietate" da un gruppo provincial/pop croato che ha urlato cover e canzoni croate in casse efficentissime amplificate dalla conformazione ad anfiteatro della baia,il giorno dopo e' stata la volta di un quartetto maschile folk che cantava a capella pezzi degni della "sacca del diavolo"  :):):)Come al solito sta scadendo la connessione

Domani si va a Korkula citta' e poi a Dubrovnicka presto barcaiolibaci da VAnda e i quattro selvaggi

 

21 agosto

 

Ciao Barcaioli,

in questi giorni è stato particolarmente difficile connettersi ma  vedrò di riassumere

1 Korkula città: piccola e fortificata sul mare. L'impianto urbanistico è quello di una foglia ovale o di una lisca di pesce in cui dalla via principale si dipartono tante piccole viuzze laterali con relativa vista sul mare. Nella chiesa principale del paese, affacciata su una piazza microscopica, è conservata una bellissima tela di Tintoretto che spicca, ben illuminata, per la tonalità cremisi delle lacche con cui sono stati rappresentati i velluti dei personaggi principali....col solito pretesto della "sacra rappresentazione".

2 Ci concediamo il giorno dopo un'intera giornata di mare con un peschereccio guidato da un fido e giovane capitano che ci porta ad esplorare la parte sud dell'isola: aspra, con rarissimi ma bellissimi approdi.

Malinconicamente arriva il giorno della partenza...alla volta di Dubronovik

Le procedure di imbarco sono rapidissime, giusto il tempo di fare i biglietti - 5 minuti - e si parte per la penisola di peliesac.

3 Torniamo a far tappa a Ston dove, oltre al bagno bellissimo del fiordo di Broce, ceniamo nel ristorante Bakus. Ve lo raccomandiamo caldamente per la qualità e i prezzi del cibo.

4 Dubronovik. La discesa nella città vecchia è intralciata dal traffico. I rari semafori croati non razionalizzano la distribuzione del traffico bensì la complicano. Troviamo per miracolo un buco lontano dal centro sperando di evitare le ganasce come vediamo su alcune auto parcheggiate più o meno disinvoltamente.

La città è un vero gioiello di architettura ma è talmente calda e congestionata dai turisti che rimpiangiamo le nostre korkula e ston più piccine ma decisamente più rilassanti. Il giro delle mura consente di ammirare a volo d'uccello la città e, nonostante sia assai frequentata, ne vale senza dubbio la pena.

Riesco a trovare anche un internet cafè ma un difetto di tastiera - la z è scambiata occultamente con la Y - mi fa perdere un sacco di tempo - e alla fine - causa imbarco - devo rinunciare alla mail.

L'imbarco per Bari è alle 23 e la traversata si preannuncia nel più classico dei modi: 8 ore di mare e 4 di attese nei porti. I miei compagni pare non lo sappiano e fanno rimostranze che a me sembrano un po' gratuite...I più saggi si attrezzano con sacco a pelo e affrontano la notte ignorando le classiche voci di sottofondo del tipo " sicuramente pioverà oppure ci sarà mare mosso".

Fortunatamente niente di tutto questo si verifica - sarà la mia presenza ma non mi è mai capitato di fare una traversata in cattive condizioni metereologiche -.

L'arrivo a Bari è nella più classica tradizione italica: disorganizzato e lento - altro che croazia.....

5 Oggi siamo a Matera. Il gruppo ha dovuto dividersi per impegni vari ed ora la sottoscritta con Gianni e Natale ci spingeremo lentamente verso nord, rimanendo rigorosamente lontano dal mare....

Ore 19.36: sto mandando la mia mail da Piazza Vittorio veneto. I miei uomini mi stanno aspettando massaggiandosi i piedi dolenti per la lunga passeggiata tra i sassi...Città bellissima piena di suggestione e sorprendentemente grande....dopo cena faremo i piani per domani ma dovremmo prendere la direzione Potenza....

A presto dunque

Baci

VAnda e &

 

 

25 agosto

Cari Marina ed Ale,

il gruppo è ormai giunto a destinazione: siamo a casa. Sigh:(

Gli ultimi giorni italiani, attraverso la parte interna della penisola, non sono stati all'altezza dei giorni croati: caldo torrido e afoso, prezzi vertiginosamente lievitati insieme alla scortesia degli albergatori italiani.

Abbiamo rimpianto la Croazia con i suoi boschi freschi e il suo mare limpidissimo.

Dopo Matera siamo arrivati a Potenza e Isernia per fare tappa a Roccaraso: località montana negli abruzzi.

Il viaggio è stato faticosissimo, le strade pessime. In Italia a malapena si tengono in ordine le autostrade: dove non si paga pedaggio invece sembra di essere in territorio di guerra: buchi e rattoppi ovunque. 

Anche il giorno seguente, da Sulmona a L'Aquila verso il Lazio, la luce era così opaca e lattiginosa da impedirci di apprezzare il panorama circostante. Vi risparmio le disavventure con gli albergatori locali: degni discendenti dei briganti del secolo scorso: maleducati e arroganti non favoriscono affatto il turismo, anzi, col loro atteggiamento lo scoraggiano: prezzi alti e rigorosamente omogenei per un servizio mediocre: nulla a che vedere con la disponibilità che abbiamo quasi sempre trovato altrove. E non si tratta solo di costi. Naturalmente ci si aspettava di trovare prezzi molto diversi in Italia. Ma la maleducazione non c'entra niente con l'euro!

Giunti nelle marche - Ascoli Piceno - la nostra direzione è stata Nord ovest verso Gubbio e poi, attraverso gli appennini tosco emiliani, Cesena infine una lunga tirata verso MIlano.

...Arrivati..... 

CIao VAnda

 

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

versione stampabile