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tre uomini in barca

Tre in Finisterre

15 agosto

 

Dopo un anno di silenzio (dovuto al successivo natalizio scodellamento della nostra erede e quindi ad una soave estate nella poco avventurosa Montu' Beccaria) eccoci di ritorno sulle vostre frequenze, vecchie glorie della trasmissione.
 Questo anno siamo in 3 - la suddetta neoscodellata pargola Clarissa, 7 mesi ben portati - e stiamo girando la Bretagna in auto tenda canadese e, quando la nostra non ce la fa più in albergo.
 Siamo nel Finisterre, fra scogliere, pioggia, freddo, ri-pioggia e qualche Menhir dopo 2000 km di auto, pannolini e pappine. I bretoni ci piacciono, il sidro anche, i francesi meno (lunga vita al compagno Materazzi). Clarissa e' quella che parla meglio il francese dei tre, il che rende tutto più divertente visto che l'inglese dei locali è degno di quello dei laotiani, quando non la capiscono piange e per protesta si ciuccia l'alluce, beata lei.
 Ci siamo per ora tenuti nell'interno della regione, meno turistica, più rustica e selvatica, ma il tutto è decisamente poco eroico sebbene a tratti possa sembrare poetico (in quei momenti, la nostra di solito si mette a fare le pernacchiette con la bocca, ma bisogna capirla, è una giovane futurista).
 Vi lascio, scrivere su una tastiera francese è da incubo (sono gli unici che hanno Echap al posto di esc, fanno paura), trovare un collegamento internet pure.
 Alla prossima (forse).
 Giorgio, Domi & Clarissa

 

17 agosto

 

Siamo alla fine del finisterre e probabilmente tutto cio'  deve scatenare pensieri da fine del mondo alle orde di turisti che affollano questi siti. Tutti vogliono arrivare alla fine della fine della finisterre, che sono un paio di punte scogliose il giusto e tempestose quanto basta per far sorgere poetici pensieri nelle masse... Per cui casino impervio nelle varie punte e su ciascuna punta un ragazzotto o una ragazzotta con aria molto sturm und drang che guarda nel vuoto probabilmente cercando di intercettare le energie positive dei monoliti e di coniugarsi con l)universo. Alla fine il massimo che ottengono è somigliare a Terence che guarda Candy Candy che parte con la nave il che è gia un passo avanti rispetto a me che vado in giro con il pernacchiofono sulla schiena (i miei amati 10 chili di progenie scorreggiante che si addor,enta ovunque) e la mia pancetta post-impiegatizia. Mi manca una bella pelata per completare il quadro...
 Ah, siamo proprio alla fine del finisterre, nella penisola di Crozon. Siamo in albergo e tutti ci odiano perché Clarissa alle 6 canta lo yodley e va avani fino alla sua pera di latte sintetico (alla faccia di Burroughs). Annuncio ufficialmente che la Bretagna è diventata una località turistica come tutte le altre!
 Ora vi faccio tornare ad altri più avventurosi viaggi... Baci a tutti meno che ai francesi.
 Giorgio, Domi & Clarissa

 

 

20 agosto

 

Vorremmo avere la aristocratica indifferenza della nostra poppante compagna di viaggio: qualsiasi siano le condizioni del tempo, lei non si distacca dalla propria routine fatta di gorgeggi all'alba (stamani erano le 5), biberon, cacate poderose (di solito quando siamo in auto e fuori piove e non si puo aprire il finestrino), analisi orale degli oggetti potenzialmente più pericolosi dell'universo e incazzature assolute in caso di ritardo del pranzo...

 

Pero' continua a piovere, e non ne possiamo più di macinare inutili chilometri senza poter scendere per più di 20 minuti senza essere lavati possentemente.

 

Ma si resiste e si va avanti: ieri "visita" a Huelgoat, foresta primordiale fatta di selvagge rocce e alberi secolari (da noi sarebbe stato un bosco, ma i francesi sanno vendere la loro merce) per altro luogo di origine della famiglia Kerouac (e chi se ne frega, direte voi...). Oggi siamo sulla costa selvaggia, dove le maree si ritirano per anche 5 chilometri (la visione delle splendide barche a vela arenate senza uno straccio di acqua nei chilometri circostanti in bassa marea è una affatto sottile metafora della nostra vacanza...), dovremmo andare per insenature ed estuari ma fuori c'è l'uragano Katrina che si è scatenato...

 

Resteremo in albergo, luogo alquanto sinistro, gestito da una padrona zoppa e da un cameriere gobbo (roba da lupo ululà, castello ululi') molto gentili ma abbastanza inquietanti. Forse dovrei chiedere a Clarissa in prestito il suo ciuccio, sembra molto consolatorio... Probabilmente lo farei cadere per terra...

 

Giorgio, Domi & Clarissa

 

21 agosto

 

Quando si arriva alla fine del finisterre, l'unica è voltare il culo e tornarsene indietro (mancando la barca...). Eccoci quindi scocciati il giusto a ritornare verso l'europa continentale. Ma non è ancora finita ahinoi...

Intanto ieri, nonostante Katrina infuriasse sulle coste bretoni (molto poetico, ma che palle la pioggia!) coraggiosi abbiamo intabarrato la pupa e siamo partiti a visitare gli Aber, estuari spettacolari dove le maree si ritirano lasciando a secco le barchette e facendo sembrare il tutto mooolto pittoresco.

Se vi piacciono i turisti e il puzzo di alga putrescente, è il posto vostro. Comunque alla fine ha anche smesso di piovere e cosi la nostra assonnata pargola ha anche potuto prendere una boccata d'aria (lo scopo della vacanza qui e' far respirare aria di mare a Clarissa in modo sopportabile per me che odio il mare se non in condizioni estreme tipo Far Oer o Islanda senza quad... sigh).

La guida continua a parlare di zone deserte e selvagge: qui di selvaggio ci sono solo io dopo che i francesi mi correggono la pronuncia al ristorante (sono riusciti a farci diventare simpatico Materazzi, un record!), e Clarissa quando scatena il suo apparato gastroenterico, il resto, per dirla con la sorrentina Domi è "come dalle parti mie, bei posti di mare turistici". E' qnche per questo che vedo questo blog un po' sbilenco e noiosetto...

Vi evito la descrizione dei complessi parrocchiali (niente a che fare con Freud ma neanche con Don Bosco): chiesette carucce e rurali dal sapore assolutamente medievale nelle loro statuette bizzarre e mostruose, peccato che siano del 1500, ora capisco perché in Francia sono dovuti venire Caterina de' Medici e Leonardo a portare la civilta dalla Toscana (ops, sono un tantinello sciovinista)...

Ora siamo arrivati nella costa del granito rosa, in una località che abbiamo scoperto essere celebre per il turismo della terza età e i souvenir a forma di Pulcinella di Mare in granito. Siamo in sollucchero.

Ah, continua a piovere...

Giorgio, Domi & Clarissa

PS Bentornata a Marina, spero tu sia stata in vacanza in un posto meno affollato della Bretagna! Ho perso il conto, quanto manca al concerto dei Police ?

 

26 agostoUna domanda mi affligge e spero che qualche biologo all'ascolto mi possa dare un aiuto. Perché una donna che fino a due anni fa riusciva a campare fra Laos e Cambogia per un mese con uno zaino di roba scarsa, una volta che mette al mondo una pargola finisce con il lamentarsi dello scarso spazio disponibile nel bagagliaio di un SUV? (ebbene sì, lo confesso, posseggo una Honda CRV che in culo ai lupi dove abitiamo noi in campagna è utile per non restare bloccati in casa d'inverno. Desidero cogliere l'occasione per ringraziare ufficialmente Alessandro che nella primissima puntata di Mente Locale dello scorso anno mi ha definito un imbecille con discorsi di questo tenore: "Ma lo sai chi è più cretino di chi ha un SUV? Quelli che hanno un quad!", aggiungerei che i peggiori sono quelli che hanno SUV e quad e poi finiscono in Islanda... :-P ). Ma torniamo al nostro strabordante portabagagli e vi propongo il nuovo giuoco dell'estate (il Sudoku è niente in confronto): quante valigie di pappine ha portato mia moglie per 3 settimane di ferie, considerato che non siamo andati nel Sarawak (dove per altro ci sono ottimi supermercati) ma nella civilissima Francia? Quante paia di asciugamani per poi andare più spesso in albergo che in campeggio? Ma soprattutto, perché mia figlia ha 5 volte il numero dei miei vestiti? Adoro mia moglie perché è intellettualmente onesta, dopo due giorni ha dichiarato ufficialmente: "Ma questo anno a cosa pensavo quando ho fatto le valigie?". Il fatto è che ogni mattina per caricare la macchina sembra di giuocare una partita a Sokoban, quel videogioco dove un omino doveva spostare dei pacchi da una posizione ad un'altra evitando di restare incastrati... Lo sbarco in Normandia è comunque avvenuto (attrezzati in modo da fare impallidire Eisenhower, Montgomery e Patton), siamo arrivati a Le Mont St. Michel, la Disneyland dell'architettura medievale. La famosa isola monastero che diventa terra ferma con la bassa marea e isola con la alta. Io ci ero già stato e quindi ho evitato il trauma a Clarissa (che all'architettura preferisce il ciucciamento del calzino)e ho lasciato andare Domi nel carnaio. Immaginate due code di persone continue ed appiccicate: una che entra in salita nel monastero e l'altra che ne esce, senza soluzione di continuità, in un tripudio di cartoline, souvenir, gente esausta, scatti fotografici, urla... Non un posto adatto alla ancora troppo sorprendibile Clarissa (l'unica viaggiatrice che conosco che ancora analizza la sensazione di un refolo di vento sulla faccia, quanto la invidio). Per il resto: il solito albergo maleducato francese, questa volta (vista la location internazionale) con addirittura Rai uno nel televisore! Accendo per vedere un tg e la prima cosa che vedo dopo 3 settimane di assenza dalla patria: Pupo che conduce un quiz, Corona che va a Garlasco, un addetto alla riforestazione in Sicilia arrestato con attrezzi per provocare incendio, Fassino che spiega a Cl le prospettive del Partito Democratico. Ho guardato mia figlia e ho rimpianto di avere troppa pancia per non succhiarmi anche io l'alluce del piede... Alla prossima! Giorgio, Domi & Clarissa

 

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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