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25 luglio 2007 PROLOGUE: AN UNEXPECTED TRIP TO SLOVAKIAGiuro che non volevo, è il destino che mi rema contro. Io non volevoandare in vacanza, avevo infatti un programma agostano degno dellapiccola fiammiferaia: sarei rimasta a casa (sigh!) a soffrire lacalura padana, lottando contro zanzare e moscerini in modo che ibloggatori di "tre uomini in barca" potessero tornare dalle vacanzesenza trovarsi invasi da fastidiosi insetti. Ovviamente l'avrei fattoper altruismo, per puro spirito di sacrificio...e perché la mia nuovaattività lavorativa mi impone investimenti economici cui posso farfronte solo agendo sulla voce "risparmio"! Forse però il miocommmercialista deve però avermi dato un libro contablie difettosovisto che non trovo questa voce...e poi io che ci posso fare se la miaamica che abita sui monti Tatra ha troppo caldo per venire in Italia? Non mi resta che andare io a trovarla!! Iveta mi chiama ieri dal suo ufficio di Poprad (Slovacchia): "ciaoLuci, che fai?". Io: "Ciao Ivi!! Sono appena scesa da cavallo" (da notare che l'unicaparola che ricordo in slovacco è "kobila", cioè "cavalla", che Ivetami ha insegnato una quindicina di anni fa mentre io le mostravo comesalire in sella). Iveta: "bello...senti, quest'anno so che in Italia facaldissimo...perché non vieni tu a trovarmi per una volta? Hocontrollato i voli Ryan, con 19.99 sei qui!!"Io: "aspetta che ci penso...ok, vengo!!"Peccato che l'operazione di ricarica della mia postepay mi ha fattoperdere qualche ora preziosa e così invece di 19,99 spendo 39,99 euri. Direi comunque che ne vale la pena: 9 giorni in Slovacchia (dal 3 all'11 agosto) durante i quali visiterò Bratislava e farò passeggiatesugli Alti Tatra in compagnia di Iveta e di suo figlio Radko che, nelfrattempo, ha ormai compiuto 10 anni (vorrà forse dire che io e suamadre abbiamo 10 anni in più rispetto a 10 anni fa?? aiutoooooo!!!). Inoltre, visto che la Val di Non NON ha proprio nulla di esotico e diparticolarmente interessante (a parte lo strudel, ovviamante!) hopensato che forse un blog dai Tatra ci potrebbe stare, che ne dite? Ciao ciao, LucyPS. per Cocco: da quelle parti è pieno di meravigliosilaghetti...forse sono un po' freddini ma qualche bagnetto si puòsicuramente fare!!
IN SLOVACCHIA DAL 3 ALL'11 AGOSTO
Andata e tornata: purtroppo il mio viaggetto di nove giorni inSlovacchia è già finito. Di internet point ne ho visti parecchi ma,avendo trascorso la maggior parte del tempo fra i boschi, scrivo soloora (che tanto, se non sbaglio, anche tre uomini in barca è invacanza??). I boschi erano quelli dalle parti di Poprad, cittadinavicina al confine con la Polonia (molti conosceranno Zakopane,località turistica polacca molto rinomata per la bellezza delle suemontagne). In realtà la mia amica Iveta abita a Kezmaroc, luogostrategico perché in soli trenta minuti di macchina si è già immersinel verde. Verde e, direi, rosso...in tutte le tonalità dei frutti dibosco! Ne abbiamo raccolti tantissimi e, prima del mio ritorno, Ivetaha fatto anche dell'ottima marmellata che ho messo in valigia insiemea qualche litro di alcol (niente paura, tutte le bottiglie sonoarrivate intatte a destinazione!). Non voglio scrivere troppo, ma solo dare qualche dritta a chi volessevisitare gli stessi posti dove sono stata io. Innanzitutto, èestremamente consigliato!! Soprattutto ora che non c'è ancora l'euro,si possono fare vacanze meravigliose con un budget ridottissimo. DaBratislava si attraversa in treno la Slovacchia (10 euro per 4 ore emezzo di treno...che si vorrebbe fossero almeno 5, vista la bellezzadei paesaggi che si possono ammirare dal finestrino!). Si arriva a Poprad, cittadina carina ma come tante altre se non che,durante dei recenti scavi, è stata scoperta la presenza di acquetermali calde e così un tizio inglese ha pensato bene di costruiredelle piscine curative "naturali"; io non ci sono andata perché innove giorni avevamo tante altre cose da fare (tra cui nuotare in uncratere naturale con acqua sulfurea, in mezzo ai boschi!), però mihanno detto che sono molto belle. "Mi hanno detto" in italiano, vistoche lo slovacco è una lingua a me del tutto incomprensibile anche se,alla fine, qualche parolina l'ho imparata. Ad esempio: "burka". Che,ovviamente, non è un indumento indossato dalle donne slovacche masignifica "temporale". Il motivo per cui questa parola è entrata nelmio esiguo vocabolario slovacco mi sembra altrettanto ovvio. Infatti,anche se in generale il tempo è stato splendido (sole caldo e unapiacevole arietta, cosa si può desiderare di più?), in montagna c'è daaspettarsi almeno un temporale al giorno. A proposito di passeggiate: tutte le montagne sono bellissime e c'èsolo l'imbarazzo della scelta. Io sono stata a Lomnicky Sedlo (un paiod'ore in salita fra rocce e cascate, poi al ritorno siamo scese infunivia); al "Paradiso slovacco" (lo "Slovensky raj", un parconaturale ma attrezzato con scale d'acciaio alte anche di unacinquantina di metri per cui si può percorrere a piedi tutto il trattodi un fiume che lì scorre, risalendo anche diverse cascate); e infinea Vysne Ruzbach, dove si trova il già citato cratere con acquesulfuree e dove un'amica di Iveta, Maria, ha una bellissima baitanella quale abbiamo dormito per quattro notti - noi tre e...seibambini dagli 8 ai 12 anni!! Sarà un caso, ma tutti gli slovacchi cheho conosciuto sono separati con figli e quindi quando ci si sposta ibambini si moltiplicano all'improvviso e sbucano da tutte le parti. Per questo ci vogliono macchine da almeno 8 posti. Iveta ne ha una"non molto nuova" (un eufemismo per dire "piuttosto malconcia") percui ogni partenza è un'avventura...a proposito, prima di partire ènecessario ricordarsi di aprire il posacenere che sennò il motore nonsi accende!! Per gli spostamenti più agili, senza minorenni alseguito, usavamo la macchina aziendale di Iveta: una Panda con targaitaliana...utile per guidare al limite o meglio, oltre il limite,della legge! Ecco spiegato perché "gli italiani" fanno sempre i furbiper le strade...ahh che vergogna! Riprendendo il discorso "budget", mi hanno detto che è possibileaffittare una baita come quella di Maria con 25 euro a notte. Sto giàmeditando di andarci a sciare l'inverno prossimo, vedremo...intanto miviene in mente che non so sciare :-/ Per il resto si mangia bene, sibeve bene (e tanto!) e, se si esclude la benzina che costa più o menocome da noi, si spende pochissimo (un euro sono circa 33 corone, cioèpiù o meno una birra al bar). Ecco fatto, chissà se con questa mail mi sono meritata un posto sullabarca! Forse posso dare ancora un consiglio: la musica slovacca non èniente male e, a chi non la conoscesse già, direi di ascoltarequalcosa di Sui Vesan. Ora preparo lo zaino per la Val di Non (ma chi ha detto che non civado?? Parto il 16 e torno il 31, se il mio coinqulino si fa sentire -mi sa che è ancora in Lettonia...). Bye! (in slovacco: ahoj!), Lucia - the book is on the table
30 agostoCiao a tutti! La "fake teacher" (non ci ho pensato prima ma è probabilmente così che avrei dovuto chiamare il mio blog...) è tornata ieri sera, con un paio di giorni in anticipo rispetto al previsto: i ragazzini della colonia avevano in programma due giorni di gita "english free" e quindi le tre insegnanti superstiti hanno pensato bene di levare le tende. Tre superstiti perché, in effetti, eravamo in quattro fino a sabato scorso ma domenica una di noi ha avuto un imprevisto ed è dovuta andare via prima (o forse si è semplicemente inventata una scusa per fuggir via dall'hotel "5 stAlle" in cui siamo capitate, da noi soprannominato "mental hospital"?!). Nel frattempo il mio ex coinquilino, nonché organizzatore della "spedizione inglese" in Val di Non, ha pensaro bene di farsi sostituire per andare invece in Sardegna, con l'intento di levare un po' di ruggine alla pronuncia inglese di una qualche VIP italiana...spero stia avendo più successo di quanto ne abbia avuto io con i ragazzini della colonia ai quali la ruggine non si leva manco col flessibile! Tralascio il resoconto sull'educazione tutt'altro che british dei teenagers in questione e passo a raccontare di questi pochi giorni trascorsi in Val di Non. Purtroppo devo ammettere di non essere un'amante della montagna - ma forse è solo perché, a parte i Tatra, non ho mai avuto esperienze particolarmente positive in luoghi che superano i 600m slm (mi domando perché in estate ci sia gente che, di propria iniziativa, decida di recarsi in posti freddi e umidi per poi coprirsi con maglioni e giacche antipioggia...). In ogni caso, dopo aver fatto richiesta di una stufetta da mettere in stanza per togliere almeno un po' di umidità e rendere vivibile il mental hospital, ho subito indossato calzoncini e scarpe da ginnastica per una ricognizione dei luoghi (ora posso dirlo: avevo intenzione di fare tanto jogging...e invece questa -ahimè- è stata la prima e l'ultima volta in cui ci ho almeno provato!). Comunque i boschi sono sempre belli, anche se io preferisco di solito attraversarli avendo una meta precisa: camminare così tanto per farlo non mi soddisfa (per questo vado solitamente in direzione Santiago de Compostela facendo almeno 25 km al giorno per un mese!!). Molto meglio il rafting (e gli istruttori di rafting!): l'abbiamo fatto -teachers, monitori (detti anche "mungitori" o "mungi") e ragazzi della colonia- lunedì scorso, uno dei pochi giorni in cui il cielo si è aperto un po' (ma forse è più corretto dire che siamo stati noi a rincorrere il bel tempo, visto che ci siamo spostati dalla Val di Non alla più invitante, almeno nel nome, Val di Sole). Il fatto che, prima di indossare muta e giubbotti e di percorrere il torrente con il gommone, abbiano fatto firmare ai maggiorenni un foglio dove si dichiara di voler praticare rafting di propria volontà e assumendosene tutte le responsabilità, non ci ha distolti dall'impresa. Coraggiosamente (il coraggio ci è voluto più che altro per indossare la stessa muta che, ogni giorno, viene "sudacchiata" da almeno tre persone diverse) siamo infatti partiti per l'avventura e, una volta presi i primi schizzi a una temperatura indecente (mi chiedo come l'acqua potesse ancora essere allo stato liquido!) e perso del tutto il senso del tatto, non ci è rimasto che affinare l'udito e affidarci ai comandi dell'istruttore: "paddle"-"back paddle"-"stop"...ma soprattutto "hold on", che sennò si finisce in acqua!! Altri sport pensati ma mai praticati in Val di Non sono: mountain bike e pattinaggio sul ghiaccio. Il primo perché le bici a disposizione avevano il sellino troppo alto (è sufficiente come scusa?? ah, già...avrei potuto abbassarlo...vabbè, sarà per la prossima volta!) e il secondo perché, quando potevamo andare al palazzetto del ghiaccio, o era chiuso oppure ci dovevano andare anche i teenagers della colonia (e non voler pattinare insieme a 66 ragazzini spericolati mi sembra una scusa più che sufficiente!). Peccato, perché pattinare mi sarebbe piaciuto... In compenso, ora so strimpellare la chitarra!! In meno di quindici giorni ho imparato nell'ordine: la-mi-re-mi (la canzone del sole), la-re-mi (gianna), la-mi-la/la-re-la/re-mi-la/re-la-mi-la (il pescatore), oltre a una serie di altri accordi. In più ho imparato a fare il fa e il sì (che sono difficilissssssimi, essendoci il barrè) e altre due canzoni di un certo spessore: "dedicato a te" e "alba chiara"...niente male, no??!! Se fate i bravi prima o poi potrei accettare di esibirmi sul palco dell'auditorium della radio...ma magari anche no... Il fatto di prendere lezioni di chitarra dal "mungi" che curava i ragazzini dai 9 ai 13 anni mi ha fatto acquisire un sacco di punti presso le mie studentesse, tutte innamorate di lui. Peccato che il ragazzo, molto carino, abbia 20 anni: troppo grande per loro, troppo piccolo per me...strano, eppure mi sembrava di aver appena iniziato l'università...ahhhhhhhgghhhhhh!!!! Che altro dire? Oltre ad aver visitato Bolzano, Trento e Merano (che mi sono sembrate tre cittadine niente male), domenica 19 siamo state a Coredo, alla festa dei "vouti" (che, in dialetto della valle, sarebbero le cantine ma anche i cortili delle case), dove abbiamo assaggiato varie specialità locali cucinate al momento e bevuto del buon vino...d'altra parte io e l'altra teacher italiana avevamo l'obbligo morale di far conoscere le bellezze del nostro paese a una newyorkese e a un'inglese, per cui alla fine non potevamo esimerci dal far tappa in ognuno dei sette vouti di Coredo dove si teneva la festa! Avrei voluto fare subito un racconto dettagliato delle prelibatezze assaggiate a Coredo in modo da fare concorrenza a "Cibo 3" e, in effetti, ho perfino fatto l'abbonamento alla biblioteca del paese per poter scivere tutti i giorni una mail a "tre uomini in barca" ma, alla fine, tra le lezioni di inglese al mattino e tutto lo sport che ho praticato nel pomeriggio (perché sauna e bagno turco valgono come sport, vero?!) non ho avuto molto tempo. Senza contare che "gli inglesi", si sa, sono sempre al bar...e noi dovevamo per forza darci un certo contegno da english teacher!!! C u soon, Lucy - the book is on the table (ma ci sono stati momenti in cui il libro l'avrei volentieri tirato in testa ai miei studenti!!!!!!!)
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