|
Come vi avevo preannunciato quest'estate mi recherò nell'India del sud( 10/30 agosto), esattamente negli stati del Karnataka e del Kerala con un viaggio di turismo responsabile. Domenica mi sono recata in quel di Recco per la riunione preparatoria, cosa che l'anno scorso non ho potuto fare causa 18 giorni di lavoro in ridenti località balneari della riviera adriatica ( quest'anno sono stata decisamente più fortunata solo una settimana in maggio in Tunisia in albergo con staff animazione italiano, e così anche un altro mio tabù si è infranto ho pure giocato al gioco aperitivo!!!!!!!!!!!!!!, cosa non si fa per il lavoro)Lasciando perdere il viaggio, sciopero dei treni annunciato poi annullato per poi scoprire che in liguria invece lo fanno lo stesso, per cui tutti i regionali sono stati soppressi, sono riuscita ad arrivare e poter conoscere i miei compagni di viaggio non chè il mediatore culturale che ci accompagnerà, il quale oltre ad essere un tipo molto interessante ed affascinante ho scoperto essere praticamente uno dei precursori ed ideatori del turismo responsabile insomma un guru. Dopo esserci presentati uno ad uno, il guru ci ha tenuto una dotta lezione sul significato e lo spirito del tipo di viaggio che affronteremo, una dettagliata descrizione dell'itinerario di massima e dei luoghi che visiteremo, ed inoltre fornito una bibliografia di massima per entrare nel clima giusto del viaggio. Poi è stato affrontato il discorso igenico sanitario, visto che la maggior parte dei partecipanti è al primo viaggio del genere, l'argomento è stato oggetto di numerose domande. Il guru impassibile cercava di rassicurare tutti "l'india non è il posto più pulito del mondo, ma basta stare attenti all'acqua, alle verdure crude ed alla frutta non dovrebbero esserci problemi". Domande sulle più assurde vaccinazioni e profilassi e lui sempre tranquillo che rispondeva basta stare un pò attenti, non è consigliata nessuna vaccinazione per sicurezza fate solo se volete l'antitetanica e quella per l'epatite A. Intanto il mio vicino prendeva attentamente appunti, ed ad ogni farmaco o vaccinazione citata iniziava ad agitarsi un pò. Ero li li per aumentare il panico chiedendo informazioni sulla febbre gialla tra l'altro assente li, giusto per mettere ancor più carne sul fuoco, che il guru stremato dall'argomento cerca di metterci una pietra sopra con una frase conclusiva ad effetto: " state tranquilli basta fare le cose cum grano salis che non ci sarà nessun problema. Ora parliamo...." Il mio vicino lo interrompe: " scusa, forse non ho capito bene l'ultima cosa che hai ma sto cum grano che cos'è?" risata generale " a no pensavo che fosse una roba da prendere". e va bè cosa dirvi ancora. Il gruppo sarà di dodici persone più il guru del turismo responsabile, sei "lombardi" cinque "romani" ed una bolognese che medierà eventuali campanilismi. Onde evitare che qualcuno possa essere riconuscito utilizzerò alcuni pseudonimi( non li ho ancora per tutti), la frangia longobarda sarà composta ovviamente dalla Sventolonah, L'informatico noise, la danzatrice e lo scrittore (zoccolo duro del viaggio dello scorso anno), l'architetta e la donna del guru. Per la frangia romana per ora ho solo individuato cum grano e la sua donna. Per ora è tutto, un abbraccio forte Barbara
9 agosto
Ciao barcaioli, eccomi qua alla vigilia della partenza, e come al solito non ho più voglia di partire. Nessun problema succede sempre così, ma sicuramente domani sarò sull'aeroplano che mi porterà nella calda ed afosa India. Dopo una settimana di terrorismo mediatico, affronterò anche l'incognita bagagli a Fiumicino confidando nel mio karma, visto che me li hanno persi l'anno scorso, quest'anno dovrei essere immune (almeno si spera!!!!!!!!!!!!!!!). Fatti gli ultimi acquisti, e pigramente sto per affrontare la preparazione dello zaino, cercando di trovare il miglior equilibrio tra peso e bucati d'affrontare. Obbiettivo per quest'anno è scendere sotto i 14 Kg, almeno per l'andata al ritorno il problema sarà non sforare i 20 Kg. Vi risparmio il dettagliato elenco di ciò che conterrà, anche perchè fino a questa notte non avrò la men che minima idea di quante magliette o pantaloni avrò effettivamente inserito. Per ora è tutto. Un abbraccio Barbara
14 agosto
Ciao barcaioli, scusate il ritardo, ma i ritmi del guru sono da triatleti. Solo ora sono riuscita a ritagliarmi uno spaziettoBando alle chiacchere, partenza venerdi 10, superata l'incognita bagagli fiumicino senza intoppo bagli, sebbene la mattina fosse iniziata con funesti presagi. Al check -in di Milano una volta presentati i biglietti la signorina ci dice:" voi noi esistete", panico, una volta riscontrato di non essere diventati ectoplasmi scopriamo che c'e' stata una mancata conferma della prenotazione sul milano roma, per fortuna sul volo c'erano ancora posti e tutto da li in poi tutto liscio. Arrivo a Bombay la mattina successiva alle ore 5, subito accolti da pioggia, corvi, e l'indimenticabile puzza di muffa che contraddisngue ogni luogo chiuso dove non si azionato almeno un ventilatore. L'impatto con la megalopoli e' il classico impatto con l"india, un pugno allo stomaco, poverta estrema e ricchezza cosi a contatto. Per le strade un casino micidiale, migliaia di taxi giallo nero simil sinca che continuano a strombazzare, senza mai rispettare le piu' basilari regole del codice stradale. Prima esperienza significativa, l'utilizzo della metropolitana, avete presente qui lunghi treni con le porte sempre aperte e la gente aggrappata ovunque? Regola numero uno per salire devi scattare e spingere, il treno riparte prima che tutte le persone sulla banchina siano salite. Regola numero due se devi scender devi preparti almeno tre fermate prima. Dopo ben 5 viaggi siamo riusciti tutti a prendere lo stesso treno, immancabilmente qualcuno restava a terra. Seconda esperienza il Cinema, il film bolliwoodiano non era un gran che, ma all'inizio della proiezione, tutti in piede sullo schermo appare una gigantesca bandiera in diana sventolante ed inizia l'inno nazionale. Terza esperienza bombeiana, visita al tempio dedicato alla madre terra, miriadi di fedeli con il loro cestino votivo (un cocco, una scatola con dolcetti e alcuni fiocchi colorati) tutti in fila per la loro offorta. Non abbiamo fatto in tempo a metterci in fila che le guarde, senza chiedergli nulla, del tempio ci hanno fatto passare dall'uscita e cosi' abbiamo risparmiato un bel po' di tempo. uomini e donne rigorosamente separati, ed all'interno venivano fatti entrare elternandoli. Un signore sulla cinquantina vestito da scoout, con tanto di fazzolletto al collo rosa, animava gli astanti con canti ed urla. Una volta entrati i bramini ci hanno cosparso d'acqua, mentre le donne, nei loro sari dai colori strepitosi, si affrettavano a porgere i doni ai bramini. Il tutto una frenesia ipnotizzante, uno prendeva un po' di dolcetti, un altro il cocco, un altro rompeva i cocchi ad una velocita' strepitosa, cosi' ognuno usciva con la meta' di un cocco e dei dolcetti. Lunedi' alle ore 23.50 partenza in treno alla volta di Hampi nel Karnataka. Vi dico solo 18 ore di treno piu' 4 d'auto su strada semi sterrata. Ora sono ad Hampi, ma la cena incombe, il guru si stara' gia' spazientando. Un abbraccio Barbara
20 agosto
Ciao barcaioli, oltre ai ritmi frenetici del guru anche la tecnologia e' stata a me avversa in questo viaggio, sul piu' bello o si impalla il computer o c'e' un black-out. Speriamo che questa sia la volta buona. Scusate quindi il mio ritardo.
Ora un sunto delle gionate dal 14 al 17
Eravamo rimasti al mio arrivo ad Hampi villaggio sperduto nella campagna del Karnataka, immaginatevi lo shock passando direttamente dalla frenetica Bombay alla quiete rurale. Qui la gente e' curiosissima, poche persone ti avvicinano per venderti qualcosa, ma lo fanno solo per conoscerti. Ormai nelle mie orecchie rimbomba "come ti chiami" " da che paese arrivi?", ti stringono la mano, come hanno imparato dai film americani visti in televisione, ma soprattutto vanni matti per le foto, non solo si fanno fotografare, ma spesso ti chiedono di fare una foto ricordo con loro. Insomma qui l'occidentale e' una vera e propria attrazione, ti scrutano osservano qualsiasi cosa tu faccia e sopratutto si fanno un sacco di risate alle tue spalle. La giusta legge del contrapasso per noi turisti curiosioni
Nei dintorni di Hampi sorgono le rovine delle grandi vestigia dell'Impero Vijayanagar, distrutto nel 1565 durante la conquista musulmana. Il paesaggio e' veramente incredibile, e' un continuo succedersi di colline grantiche sulla cui cui cima poggia un ammasso caotico di gigantesti massi arrontodati dall'equilibrio all'apparenza istabile ( visto che sono li da milioni di anni!!!!!!!!!). Tra una collina e l'altra palme, piantagioni di banane e risaie. Disseminati ovunque palazzi templi e antichi mercati. Il primo giorno abbiamo noleggiato delle bici e fischiettando ci siamo spostati da un sito all'altro. Avete presenti le classiche primaverili delle fiandre dove ci sono quegli strappi sul pave', be' li' era piu' o meno cosi' tenute conto le debite proporzioni tra me ed un ciclista professionista e i 35 gradi sotto il sole di mezzogiorno. Mi sono fatta una cultura sulla mitologia india e sulla grandi saghe di Vishnu e Shiva, denge del miglior sceneggiatore di soap opera.
Durante la permaneza ad Hampi ci siamo spostati a Badami altro sito archeologico, qui scavati nell'arenaria ci sono alcuni templi del 600-800 D.C.. Anche qui un paesaggio incredibile, enormi falesie di arenarie rosse, solcate da strettissimi canyon. Nel sito un'enorme piscina sacra dall'acqua smeraldina (vista dall'alto, da vicino era molto sporchina) dove in fondo alle scalinate le donne lavano e stendono i loro sari dai colri variagati. La salita ai templi era scandita dallo sbattere dei panni sulla pietra. Posto ancora poco turistico, escluso quello interno in quanto gli indiani amano molto spostarsi e visitare templi, ma veramente molto suggestivo.
Sulla via del ritorno, oltre al fatto che gli autisti hanno sbagliato strada, ma anziche' tornare indietro hanno preferito fare una scorciatoia passando per improbabili stradine di campagna, non vi dico gli sguardi basiti della gente al nostro passagio, non ci e' sovvenuto che il 15 di agosto e' la festa dell'indipendenza Indiana, quest'anno ne festeggiavano il settantesimo, per cui in prossimita della cittadina di Hospet, abbiamo trovato circa 15 Km di coda, ma sopratutto l'incubo peggiore per qualsiasi automobilista il MOTORE SPENTO. La coda quasi esclusivamente formata da camion, e' stata da noi superata fuori sede stradale, ovvero su di un ipotetico marciapiede sterrato. Arrivati ad una svolta l'austista decide di abbandonare la via principale, fatto neanche un km passaggio a livello chiuso, messa la retro (a proposito qui amano molto sonorizzare con musichette quando inseriscono o la retromarcia o le freccie) preso un viottolo di campagna in mezzo alle risaie, svegliato un intero villaggio, qui la gente dorme all'esterno, ma nonostante tutto siamo riusciti a rientrare.
Giorno 17 trasferimento in pulmino per Kushalnagar, circa dodici ore di viaggio su strade asfaltate ma molto molto bucate, non vi dico i nostri poveri fondo schiena.
Per ora e' tutto un abbraccio Barbara
Visto che ho ancora un po' di tempo riesco a recuperare gli arretrati.
Ciao Barcaioli, eravamo rimasti all'arrivo a Kushalnagar, localita' nel sud del Karnataka, luogo senza alcuna attrazione turistica, ma la nostra venuta e' giustificata dal fatto che in quest'aerea sono stanziate le comunita' di rifugiati Tibetani piu' a sud dell'India. Chiamarli campi profughi e' un eufemismo, o meglio non hanno nulla a che vedere con lo stereotipo che noi abbiamo. Qui sorgono tra le piu'grandi universita' per monaci, due templi enormi, di cui uno e' in grado di contenere piu' di tremila persone. Tutto e' molto piu' pulito ed ordinato rispetto allo standar indiano, insomma una piccola svizzera all'interno dell'India.
Ottenere il permesso per entrare nello stanziamento di Bylakuppe e' stato molto arduo, nonstante il fatto che le foto dei nostri passaporti e visti sono state spedite a meta' di luglio, abbiamo scoperto che un mese non e' sufficiente, per cui la mattina con la coda fra le gambe ci siamo dovuti accontentare di svolgere i nostri incontri all'interno dell'albergo. Nel pomeriggio apriti o cielo, arriva un permesso temporaneo e via di corsa allo stanziamento per una lezione sul buddismo tenuta da un illustrissimo monaco. Abbiamo poi scoperto che piuttosto che far spostare l'illustrissimo monaco dallo stanziamento, i monaci hanno preferito insistere con la polizia per ottenere i nostri permessi.
Arrivati a Bylakuppe, risaliamo controcorrente un fiume di tonache amaranto, saranno stati almeno un migliaio di monaci. Assistito alla lezione, piccolo giretto a visitare alcuni templi e poi ritorno in albergo. L'incontro con i rifugiati e' stato veramente toccante, in particolare quello con i rappresentanti del Tibetan Youth Congress. E' commovente poter veder che al mondo vi siano ancora persone disposte a mettere in gioco proprio tutto, anche la vita, per portare avanti i loro ideali, ma da un lato veramente triste esser consapevoli che la loro lotta e' solo un utopia, che purtroppo il loro Tibet non sarai mai indipendente e che mai potranno vederlo ( a meno che non decidano di diventare cittadini cinesi).
Causa intralci della polizia i nostri programmi subiscono alcune variazioni e ci rechiamo con anticipo a Mysore, capoluogo dell'omonima provincia, cittadina molto gradevole, con ampi viali, un bel palazzo del maraja,splendido mercato della frutta e fiori, ma soprattutto regno della seta e dell'olio di sandalo, per cui volenti o nolenti inizia lo shopping.
Oggi 20 fatti circa mille gradini per vedere una statua gigantesca di un Nandi (toro che Shiva ha reso mansueto), e successivamente un tempio dedicato alla dea Kali.
Pomeriggio finalmente libero!!!!!!
Domani partenza per Sravanabelagola, luogo di pellegrinaggio jainista, e poi da li alla volta di Cochin in Kerala.
Ci risentiamo fra un po' di giorni un abbraccio Barbara
24 agosto
Ciao a tutti e un ben tornata a Marina, finalmente sono arrivata in Kerala, ma ho in arretrato una tappa Karnatachiana. Giorno 21 agosto partenza da Mysore ed in un paio d'ore arrivo a Sravanabelagola, piccolo villaggetto molto carino, con casette in muratura tutte colorate e mandala di farina di riso davanti agli ingressi. Questo villaggio e' meta di pellagrinaggi jainisti ( religione piu' o meno coeva del buddismo e caratterizzata da vegetarianesimo integralista e non violenza), infatti su due mottarozzi di granito si ergono un numero considerevole di templi e tempietti dedicati ai ventiquattro "saggi", che per grazia ricevuta ritorneranno sulla terra fra circa 300 mila anni. La salita alla cima delle colline e' agevolata da scalini direttamente scolpiti nella roccia, seguendone la pendenza ( il tornante e' un concetto sconosciuto), per cui sotto il sole cocente indiano, non si puo' certo dire che sia stata solo una passeggiata. In cima una statua gigantesca del fondatore del giainismo. Ridiscesi pranzo nell'unico ristorante il Ragu, che devo per forza menzionare in quanto pur essendo un posto molto molto modesto si mangiono dei chiapati, masala dosa e parota da urlo. Durante il giretto nel villaggio ci siamo imbattuti nella processione al tempio dei monaci, ops dimenticavo i monaci sono completamente nudi girano solo con una specie di ventaglio di piume di pavone ed una specie di beauty-case di legno. Devo ammettere da parte mia un certo imbarazzo, non sai da che parte guardare sopratutto se ti si para davanti un monaco con un'orchite pauorosa. Durante la visita della seconda collina il monsone ci resi ostaggi in un tempietto per circa un ora, dopo di che una pioggerella fina fina, stile novembre da noi, ci ha tenuto compagnia fino alla mattina successiva.
Lasciato Sravanabelagola, viaggio di circa sei ore in auto alla volta di Mangalore poi nove ore di treno fino a Cochin. Durante il viaggio in macchina abbiamo attraversato piantagioni di caffe', e nella discesa verso il mare, finalmente sono apparsi i primi tornanti. Fondo stradale da paura, autista che guidava da paura azzardando sorpassi assurdi in curva con un rapporto camion/auto 10 a 1, ma sopratutto noto un numero inusuale di catarpillar muniti di braccio con argano. Subito la mia curiosita' e' stata soddisfatta. Primo, camion fuoriuscito di strada riverso su un fianco e poggiante sul tetto della casa sottostante, nel frattempo una signora stava tranquillamente spazzando l'aia con le galline ( ma cazzarola hai un camion a tre metri sopra la testa!!!!!!!!!!). Secondo, camion carico di legname fermo sulle due ruote posteriori in un equilibrio perfetto, probabilmente il camionista aveva voglia d'impennare un po'!!!!!!!
Ma che tifo, diaerra, amebe intestinali l'unico pericolo di morte per il turista in india e' prendere qualsiasi mezzo a motore ed attraversare la strada nelle grandi citta'.
Arrivo a Cochin a notte fonda , il giorno successivo visita della vecchia citta', della sinagoga e delle reti da pesca cinesi (quelle con il bilancere), un po' di shopping in negozi freecchettoni. Stamane gita in barca nelle backwaters, canali secondari in prossimita' delle foci dei fiumi.
Che dire, escludendo il centro trafficato di Ernakulam, il Kerala mi ha dato l'impressione di un luogo veramente rilassante, palme da cocco canali, casette, ma soprattutto qui sventolano ancora tante bandiere rosse.
Devo scappare, si e' fatto tardi, un abbraccio Barbara
27 agosto
Ciao barcaioli, eccomi qua ormai in dirittura d'arrivo, ancora due giorni e poi rientrero' a casetta.
Il breve soggiorno in Kerala e' stato molto piacevole, domani volo per Bombay ed il 30 quello definitivo per l'Italia.
Lasciata la sempre piu' frenetica Cochin perche'in questi giorni si festeggia l' Onam( piu' o meno il corrispettivo delle nostre vacanze nataliazie, si festeggia in famiglia, alcune case sono abbobbate da luci colarate, va molto di moda il blu elettrico ed il verdino, e si scambiano doni, d'appertutto scritte in polistirolo traforato e colorato " Happy Onam". Oggi giorno di Onam interminabili file di uomini davanti ai rivenditori di alcolici, non vi dico a quest'ora che fauna c'e' in giro per le strade)ci siamo addentrati nella campagna Keralese, costituita da una serie di lagune costiere, canali, fiumi inframmezzati da palmeti e risaie. Abbiamo raggiunto Kumaracom, e qui visitato una serie di progetti di microcredito ed incontrato un' paio di associazioni che si occupano di critica al turismo.
In queste zone, dove negli ultimi hanni si sta sviluppando un turismo di massa elitario, resort esclusivi sulle coste di uno splendido lago, Houseboat con aria condizionata e centro benessere ayurvedico incluso, l'impatto con la popolazione e stato in gran parte negavito. In primo luogo quasi nessuno e' riuscito a beneficiarne dell'indotto, i turisti restano nei resort e tuutto il personale arriva dal Bangladesh, tutta l'acqua potabile corrente viene consumata dai turisti, mentre i locali devono prelevarla tutte le mattine dai tank. Piu' di cinquecento Houseboat impediscono la pesca, per non parlare dell'inquinamentodelle acque e via di questo passo. Ora basta con i pipponi.
Oggi rientro a Cochin, decidiamo di prendere l'autobus. Orario di partenza ore 13.30, ore 15.30 l'autobus non e' ancora arrivato, fermiano un tizio con pulmino e un paio di rischio' e raggiungiamo la cittadina vicina per prendere il treno. Treno espresso ore 16.30 impossibile salire per noi europei bagagliati gl'indiani riescono a sfidare qualsiasi legge della fisica, per cui optiamo per un locale alle 16.50, per fare 63 km ha impiegato circa due ore. Arrivo in guest house ore 19.30 anziche' verso le tre come avevamo troppo speranzosi previsto. Cazzarola potevo sfogarmi negli ultimi acquisti!!!!!!!!!
Per ora e' tutto, un abbraccio Barbara
31 agosto
Ciao a tutti, eccomi qua ritornata a casa!!!!!!!!! Questa volta il rientro a casa è andato alla perfezione, il bonus sfiga me lo sono giocato tutto l'anno scorso. Che dire, a parte le condizioni atmosferiche che sono le medesime di Bombay, con unica differenza di almeno dieci gradi centrigradi, la cosa più impressionante rientrando al paesello è la calma e tranquillità, il che è tutto dire. Sono ancora frastornata dalla moltitudine di umanità che invade ogni luogo antropizzato indiano, dalla varietà di colori, rumori ed odori ( di quest'ultimi ne ho conservati alcuni, che si sono prontamente sprigionati una volta aperto lo zaino). Vedrò di godermi appieno questa senzazione di tranquillità, visto che da lunedì riprenderò in pieno la mia routine lavorativa quotidiana. Dovrò cercare anche di mettere un pò in ordine la varietà di ricordi che man mano riaffrorano, ammetto di essere un pò stordita e di aver difficoltà a rispondere a chi mi chiede come è andato il viaggio. Per ora vi lascio, forse se riuscirò a mettere un pò di ordine nei mi pensieri vi spedirò un'ultima mail. Un forte abbraccio Barbara
Ciao Marina ciao Ale, eccomi qua con l'ultima missiva e foto allegate (scusate la risoluzione, ma lo scanner a mia disposizione è un catorcio se fanno schifo non pubblicatele). Cosa dire, il pieno ritmo della quotidianità lavorativa ha fatto si che mi riprendessi dal frastornamento post India, è come se non fossi mai partita, ma per fortuna gli ultimi racconti dei vari blogger settembrini indiani rendono più che mai vivi i miei ricordi. Confermo in toto la tendenza del maschio indiano a palpeggiare nei luoghi affolati la sfrontata femmina occidentale; da una parte, nonostante il Kamasutra e il Tantra, sono un popolo puritano bigottone e sopratutto il maschio giovine è decisamente represso sessualmente, dall'altra noi femmine occidentali ce ne andiamo spudoratamente in giro mostrando le spalle, parte del corpo femminile ad altissimo potenziale erotico.(Paese che vai usanze che trovi) Una volta scoperto l'inghippo è facile difendersi dalle piovre metropolitane, loro ci provano sempre ma mai con insistenza, basta ringhiare un pò e magicamente anche nel vagone della metro più stipato intorno a te si crea uno spazio vitale di alcuni centimetri di non contatto, mentre il palpeggiattore umiliato viene risucchiato dalla folla.
Un abbraccio a tutti ci vediamo il 14 baci Barbara

|