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tre uomini in barca

Simone il ragazzo giusto in Tibet

Eccomi qui con la mia prima pagina di diario nepalese.
Devo dire che, dopo questi primi due o tre giorni di soggiorno a Kathmandu, il mio giudizio    ( seppur assai superficiale )  riguardo la capitale e` decisamente positivo; devo ammettere che appena arrivato la citta` mi era parsa un po` cupa, decadente e fin troppo trascurata       ( impressione comunque non del tutto fuori luogo ) ma ora, a distanza di qualche giorno e dopo aver visitato alcuni tra i siti turistici e d`interesse culturale piu` rinomati della zona, ho avuto modo di cambiare opinione( va detto pero`, a onor del vero, che se all`aeroporto non tentassero fin da subito di truffarti con il cambio della valuta magari, dico magari, uno riuscirebbe ad approcciarsi al nuovo paese con un miglior atteggiamento ... ).
Comunque, ribadisco, Kathmandu e` una citta` piacevole e per certi versi , ovviamente, piuttosto simile ad alcune citta` indiane ( pero` meno faticosa e piu` vivibile ).
La cosa che un po` mi ha stupito e` che non ci sono poi cosi` tanti turisti come mi sarei invece aspettato di trovare ( fatto salvo, ovviamente, alcune zone a misura di viaggiatore dove vi sono centinaia di guest-house , locali, ristoranti ecc. ); probabilmente questi ultimi anni di situazione politica e sociale instabile non hanno certo aiutato l`industria del turismo.
Che altro dire...
be`, qui a Kathmandu pare vada via la corrente almeno una volta al giorno ( circa mezz`ora ) e dunque spero di avere il tempo di terminare la mia e-mail.
Altra cosa:
questa e` la citta` dello shopping sfrenato: si possono acquistare cose meravigliose ed e` un vero peccato non poter affittare una nave per spedire mezza citta` direttamente in Italia. Le vetrine dei negozi, tra le altre cose, sono stracolme di turchesi tibetani e i gioielli nepalesi in argento sono davvero molto belli  anche se, ecco cosa mi ero dimenticato di dire, i prezzi sono decisamente piu` alti rispetto a quelli indiani ( tanto per dire: oggi , in un negozietto neppure troppo aaelegante e raffinato, mi hanno chiesto 800,00 euro per una scatoletta in argento; voglio dire, bella era bella , pero` francamente... ).
Da Kathmandu per ora questo e` tutto.
Domani mi spostero` per qualche giorno in un`altra citta` della valle.
Ci sentiamo prossimamente,un saluto,Simone.

 

08 Agosto 2007
Baktapur.

Eccomi di nuovo, vediamo se oggi mi lasciano scrivere in santa pace o se, invece, intendono togliere ancora la corrente; tra le altre cose: ieri sera, causa mancanza energia elettrica, cena a lume di candela nella mia stanzetta a base di mango ( squisito ) e banane; davvero romantico...
Comunque ieri, prima che mi interrompessero cosi` bruscamente , stavo cercando di spiegare che e` stato davvero un`enorme piacere poter finalmente vedere uno dei tanti volti celati dietro l`anonima etichetta MADE IN NEPAL. Ora, tutte le volte che indossero` i miei guanti e il cappello di lana nepalese pensero` a queste donne e ragazze sedute sull`uscio di casa con i gomitoli di lana e ferri per la maglia tra le mani e, forse, il freddo invernale sembrera` meno crudele.
Oggi ho fatto un breve viaggetto in autobus alla volta di Nagarkot, circa un`ora di distanza da Baktapur. In pratica, fatto salvo tre o quattro citta` di media-grande dimensione, mi pare di capire che il Nepal e` principalmente caratterizzato da paesaggi estremamente rurali, piccoli villaggi con case dai tetti in paglia e, ebbene si`, nulla piu`. E le montagne ovviamente, come dimenticarsene !
Da sottolineare: le persone sono davvero gentili e disponibili.
Passo e chiudo.

 

07 Agosto
BHAKTAPUR

Bhaktapur dista circa dodici chilometri da Kathmandu ed e` una " citta`" molto bella, accogliente e pittoresca. Il centro storico, dove fortunatamente le automobili non possono entrare , e' caratterizzato da numerosi templi, cortili, strade acciottolate e gente al lavoro.
Ieri, mio primo giorno in citta', si e' svolto un festival di grandi dimensioni; una volta alla settimana ( il lunedi' ), per quattro volte in totale, le donne nepalesi si vestono a festa e si recano al tempio di Shiva per portargli dei doni. File chilometriche di giovani ( che pregano Shiva affinche' possano trovare un buon marito ) e donne ( che pregano per augurare lunga vita al  loro marito ) occupano le strette vie laterali di Baktapur in attesa di raggiungere la piazza principale. In sottofondo la musica (sempre la stessa canzone senza interruzione alcuna ) suonata dai numerosissimi negozietti di dischi della zona.
Qui a Baktapur, a causa delle dimensioni limitate della citta', la presenza dei turisti e' piuttosto evidente ma, lo ribadisco ancora una volta, mi sembra davvero anomalo vedere i ristoranti semivuoti o le guest-house presssoche' deserte: io, al momento, sono l'unico gradito ospite della GOLDEN GATE GUEST-HOUSE benche' il prezzo sia decisamente popolare.
Oggi sto passeggiando molto liberamente per le vie della citta' lasciandomi un po' guidare dal caso; guardandosi un po' attorno si fa presto a comprendere che qui in Nepal ogni cosa e' realizzata a mano e, altra piccola differenza rispetto all'India, la qualita' dei prodotti e' probabilmente piu' elevata. Poco fa ho seguito l'intero processo di realizzazione di piccoli manufatti in terracotta: tutta la famiglia, nessuno escluso, partecipa attivamente alla produzione di salvadanai, vasi, piatti e cosi' via; i bambini piu' piccoli si arrampicano allegramente sulle montagnette di fango ,argilla e paglia mentre le donne anziane osservano i loro movimenti. Padre, madre e figli si occupano dell'impasto, della realizzazione del prodotto sul tornio, dell'essicazione. Non a caso, qui a Baktapur, un'intera piazza della citta' ( la Pottery Square ) e' dedicata a questa affascinante produzione di oggetti .
Ultimissima cosa a proposito di lavori manuali:
in piu' occasioni, in Italia, mi e' capitato di acquistare maglioni o cappelli di lana MADE IN NEPAL senza pero' mai realizzare appieno che, dietro quella scritta, si nascondono mani di donne esperte che passano le loro giornate lavorando ai ferri. Ieri, passeggiando per le vie della citta', mi sono imbattuto in un piccolo negozietto che esponeva una piccola montagna di cappelli e maglioni; accanto una ragazza che stava lavorando per ampliare ulteriormente la gia' vasta esposizione. Le sono corso incontro e le ho spiegato che per me e' davvero un'enorme piacere...........................
Alt Alt, mi dico che va via la corrente................
alla prossima

 

10 Agosto 2007
KathmanduParto o non parto ? Parto o non parto ? Dannato Tibet, non ci capisco piu' nulla !
Il punto e', guarda che sfortuna,che l'ambasciata cinese di Kathmandu e' rimasta chiusa per alcuni giorni a causa di proteste e manifestazioni pro Tibet a Pechino ( e forse anche a Lhasa, non lo so... ). Sta di fatto che, dopo aver pianificato tutto, per diversi giorni non sono riuscito ad ottenere alcuna buona notizia riguardo il mio viaggio tibetano...
anzi, a dire il vero ci avevo ormai praticamente rinunciato, tanto piu' che avevo contattato la nostra blogger Sara per aggiornarla riguardo il mio mancato viaggio.
Ma:
oggi mi chiamano e,di gran lena, corrono all'ambasciata cinese ( che questa mattina ha imprevedibilmento riaperto i battenti ) con il mio passaporto in mano.
Insomma ragazzi, forse , con un po' di fortuna, riusciro' a spedire la mia prossima missiva dal Tibet...
avro' conferma definitiva tra un paio d'ore...
ALLA PROSSIMA PUNTATA !
Tra le altre cose:
Kathmandu mi piace moltissimo ! Anche ieri , per alcune ore , hanno tolto la corrente e le strde  gia' buie erano un caos indescrivibile di moto, macchine , pedoni, carretti ...
Comunque la citta' non e' per nulla faticosa ed e' un piacere lasciarsi trasportare liberamente dalle mille insulse attivita' dietro cui normalmente mi perdo: ho sempre l'impressione che qui a Kathmandu le giornate non siano mai abbastanza lunghe.
E a proposito di mezzi di trasporto:
ho preso l'abitudine di muovermi all'esterno della citta' utilizzando i minibus pubblici collettivi di cui i nepalesi fanno gran uso; vero e' che talvolta sono stra-stra-stra-stra pieni e che si fermano ogni tre per due ma, vantaggio non da poco, ti danno la possibilita' di risparmiare moltissime rupie negli spostamenti ( ODDIO CHE RIDERE ! ) , di vivere esperienzed divertenti, di comprendere meglio il concetto di promiscuita' e, in ultimo, di evitare alcuni dei tassisti ( non tutti ovviamente ) che talvolta, come sempre, fanno un po' arrabbiare chiedendo cifre esorbitanti ( UN EURO... ).
Concludo:
se domani non vado in Tibet mi sposto ad ovest verso POKARA dove credo vi sia anche Sara che, meritatamente, si gode un po' di riposo dopo i suoi primi giorni di campo-lavoro.
Va bene,al prossimo aggiornamento,dal Nepal questo tutto,un saluto,Simone.

 

 

14 AGOSTO 2007
TIBET( GYANTSE: 3950 m. )Sono in Tibet e, insieme ad altri viaggiatori, sto percorrendo il lungo tragitto  che collega Kathmandu a Lhasa; l` AUTOSTRADA DELL`AMICIZIA, 1000 KM circa da percorrere a bordo di fuoristrada, regala agli occhi del viaggiatore paesaggi incontaminati e meravigliosi.
Entrare in Tibet dal Nepal non e` stato esattamente semplice a causa delle proteste tenutesi a Pechino ( il confine e l`ambasciata cinese sono infatti rimasti chiusi alcuni giorni ) e a causa di alcuni lavori sul tratto di strada immediatamente successivi il confine nepalese.
Comunque ormai ci siamo lasciati  alle spalle tutte le difficolta` incontrate e ci stiamo godendo il Tibet, l`atmosfera magica dei monasteri , i paesaggi meravigliosi.
A proposito di paesaggi e montagne:
percorrendo l` Autostada dell`amicizia si e` costretti a superare altezze impressionanti; ieri abbiamo superato un passo a 5600 m. e, purtroppo, l`effetto di tale altitudine( peraltro raggiunta senza un adeguato acclimatamento ) e` stato devastante su buona parte della ciurma: emicrania, senso di pesantezza alle gambe e alla schiena, forte nausea, senso di spossatezza, vomito.Inutile dire che io, avendo sperimentato sul mio corpo tutti i sintomi appena elencati, sono riuscito a totalizzare il massimo punteggio...
Arivati a Shigatse ( 3900 ) l`unica attivita` fisica che sono riuscito a portare a compimento e` stata quella di sdraiarmi sul letto e dormire per 12 ore di fila.Nulla di preoccupante comunque, visto che oggi il mio corpo ha gia` preso atto del fatto che , non essendo piu` a Milano, deve mettersi al lavoro seriamente e smettere di fare il lavativo.
Spero di essermi lasciato alle spalle una volta per tutte il mal di montagna !
A proposito della frontiera nepalese-tibetana:
i militari ci hanno tenuto bloccati alla dogana un giorno e mezzo : controllo temperatura corporea, controllo passaporti ( 5- 6 volte in diversi momenti della giornata ) ed un sacco di numerose altre frustranti manfrine.
Comunque, lo ribadisco, ora ci stiamo meritatamente godendo il Tibet.
Domani partiamo per Lhasa ( ancora 250 km circa ).
Un saluto, alla prossima,Simone.
N.b.: Tra un paio di giorni dovrei riuscire a recuperare la carrambata che INDIANA GIGI mi ha lasciato a LHASA.
E ancora:
Siccome anche il mio telefono soffre il mal di montagna approfitto dell`occasione per dire a SARA, nel caso abbia modo di leggere il mio diario, che ci possiamo incontrare il 18 o il 19 a Kathmandu, prima della mia partenza per l`Italia.
Ok Sara ? Poi ti chiamoi da Kathmandu.

 

16 AGOSTO 2007
TIBETLHASA ( 3600 m )E` sufficiente spostarsi di uno o due chilometri dal vecchio quartiere tibetano per ritrovarsi di fronte una Lhasa che e` la copia esatta di altre citta` cinesi da me visitate in un precedente viaggio: lunghissime vie costellate sui lati da numerosi sexy-shops ( uno ogni 5 m circa ), barber-shops in cui le prostitute cinesi lavorano ( CHE SIA ERRONEAMENTE FINITO NEL QUARTIERE A LUCI ROSSE DELLA CITTA`? ), ed una serie infinita di altre attivita` piu` `normali ` e meno pruriginose ( lustrascarpe, ferramenta, drogherie ecc... ecc... ). Lhasa e` dunque per buona parte, e sotto tutti i punti di vista, una citta` cinese; ci sono i grossi SUV, le ragazzine cinesi vestite all`ultima moda, le persone accucciate lungo le strade e, come dimenticarsene, il solito vecchio problema della barriera linguistica. Questa mattina ho visto un`anziana pellegrina tibetana, vestita in abiti tradizionali e con la sua ruota di preghiera in movimento, passare accanto ad uno dei tanti famosi sexy-shops che  in vetrina esponeva seni in silicone e donne nude in atteggiamento provocante; questa immagine, il contrasto stridente tra due culture e stili di vita cosi` differenti, esprime meglio di qualsiasi altra parola cio` che e` accaduto a questa citta`. Poco fa sono passato accanto al Potala e, ancora una volta, non sono rimasto colpito dall`imponenza e dalla bellezza del palazzo ma, al contrario, da quanto stonata sembrasse la sua presenza comparata al vorticoso stile di vita cinese che lo circonda. Comunque, come anche il buon INDIANA GIGI ha giustamente evidenziato, bisogna sottolineare che ancora oggi, nonostante tutto quello che e` accaduto, e` sufficiente recarsi nei pressi o all`interno dei monasteri per rendersi conto che e`ancora grande e forte, nel cuore dei tibetani, il desiderio di conservare le proprie radici, la propria fede, i propri costumi. Difficile dirsi per quanto tempo ancora questi fragili, delicatissimi argini riusciranno a reggere il massiccio impatto cui quotidianamente sono sottoposti. Lo sconforto ed il senso di grande tristezza e` enorme; lo stupore che si prova osservando le meraviglie conservate all`interno dei monasteri e` tanto grande quanto il dispiacere che si prova al solo pensiero che cosi` tanta arte e bellezza e` andata per sempre distrutta e perduta. Davvero e` impossibile capacitarsene. Insomma, avete capito..
A proposito di INDIANA GIGI:
E la famosa carrambata ad alta quota ?
Be`, io e Gigi davvero ci abbiamo provato in tutti i modi; a causa dello sfasamento dovuto alle nostre differenti date di partenza si era deciso di organizzare una sorta di staffetta . Gigi mi aveva dato tutte le indicazioni necessarie per raccogliere la carrambata ed io, appena messo piede a Lhasa, sono subito corso alla Guest house da lui indicatami per portare a termine la missione. Ma: la ragazza probabilmente non aveva capito nulla ( temo non sia una vostra ascoltatrice ) e, di sicuro, la tanto preziosa staffetta e` finita nel cestino della spazzatura...
CHE DELUSIONE!
CI SONO RIMASTO MALISSIMO ! tant`e` che ho subito chiamato Gigi al telefono e sono poi tornato dalla ragazza una seconda volta:
Guarda che INDIANA GIGI mi ha detto che ti ha lasciato una busta!
E lei:
NO ! DEFINITLY ! PERFETTO ALLORA, tanto di sicuro non vengo a dormire qui da voi! Piuttosto il quartiere a luci rosse !
( per scaramanzia comincio ad inviare, temo tolgano corrente tra poco... )

 

16 AGOSTO 2007
TIBET( LHASA: 3600 m )SECONDA PARTE: INCONTRI E CARRAMBATE BEN RIUSCITE...
Concludo con una piccola nota a margine: qui a Lhasa condivido una stanza con Tom, gentilissimo ragazzo tedesco che, a cavallo della sua bicicletta, sta facendo il giro del mondo in solitaria. Fino ad ora ha percorso 16.000 Km e, da Lhasa, si spostera` poi in Cina, Giappone, poi ancora Europoa, Sud America e cosi` via. Insomma, un gran bel giro ed un gran buon compagno di viaggio. L`altra sera abbiamo `festeggiato ` i suoi primi 10 mesi a spasso per il mondo.
E poi ancora un`altro piccolo accenno al mio amico Toni, cinese di Singapore con il quale ho condiviso la stanza e i sintomi del mal di montagna. Lui ha deciso, alcuni mesi fa, di vendere tutte le sue proprieta` e di cominciare a viaggiare. Si e` recato a Lhasa perche` una notte ha sognato di ricevere una cartolina da uno dei tanti monasteri presenti in citta`. Oggi era felicissimo perche` il monastero che abbiamo visitato in mattinata era lo stesso del suo sogno...
CHE ROBA...
NELLA PROSSIMA PUNTATA:
L`INCONTRO TRA SIMONE IL RAGAZZO GIUSTO E SARA LA SCIMMIARELLA FILOSOFA...
( a Kathmandu aveva scelto la guest house accanto alla mia... )

 

21 AGOSTO 2007
KATHMANDU( FINE DEL VIAGGIO ) Tre settimane sono passate davvero troppo velocemente ed io non sono per nulla stanco; Kathmandu non è una città faticosa ed anzi, al contrario, ora che il viaggio è terminato, è davvero un piacere enorme poter perdersi tra le vie di Thamel ( la zona super turistica della città, interamente costellata di negozi ) alla ricerca di oggetti nepalesi da regalare a parenti ed amici. Ribadisco per l'ennesima volta che qui in Nepal qualunque oggetto è realizzato interamente a mano e dunque, almeno secondo il mio punto di vista, anche l'oggetto più insulso è, nel suo piccolo, una piccola opera d'arte( CAPITO ALLORA, AMICI TUTTI ? SE VI PORTO A CASA UN PENSIERINO DA DUE SOLDI NON DOVETE PENSARE ALLA MIA AVARIZIA MA AL VALORE INTRINSECO DELL'OGGETTO... ).
 La carrambata con SARA ( LA SCIMMIOLA FILOSOFA ) è andata al di là delle mie più rosee aspettative; appena rientrato in Nepal , dopo il mio viaggetto tibetano, ho chiamato la nostra blogger sul telefono cellulare e, guarda il caso, grande è stato il nostro stupore nello scoprire che le rispettive guest-house erano pressoché adiacenti, praticamente a trenta secondi di distanza. Sara è molto, molto simpatica e la sua compagnia durante i miei ultimi giorni a Kathmandu è stata davvero piacevole. Dunque grazie anche a voi che, ancor prima del mese di agosto, avete tirato le fila di quest' incontro. L'abitudine di consumare colazioni e cene con Sara ed altri amici si è ben presto tramutata in un imperdibile appuntamento fisso. Insomma, nulla da dire, davvero una gran bella carrambata ! Grazie.
 Bene allora,per quest'anno credo sia tutto. Ogni cosa è andata per il meglio ( peccato solo per la busta di INDIANA GIGI finita nel cestino: sarebbe stato grandioso... ).
 Un saluto,come sempre è stato un piacere,al prossimo giro, SIMONE IL RAGAZZO GIUSTO.

 

 

 

(la carrambata con sara...)

 

 

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

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