|
27 luglio
Cari Marina e Ale, prima di tutto ca va sans dir che potete pubblicare ogni mail che vi mando sul blog. Secondo, per la serie vip incontrati all'areoporto, ieri ho avuto l'onore di volare sullo stesso aereo con il grande Sergey Bubka, indimenticato campione e recordmen di salto con l'asta. Faccio notare che all'aereoporto di amman lui e' stato accolto da un cartello con scritto Mr.Sergey Bubka, io invece da un cartello con scritto solamento GIORGIO a caratteri cubitali. Fate voi chi e' piu' famoso. Il ragazzo che e' venuto a prendermi ha poi guidato a 150 km orari di media fino ad un amman notturna un po' spettrale. Erano le 3 di notte. E facevo anche allora un caldo bestiale. Ho capito perche' usano lenzuola colorate: per evitare che si renda visibile la sacra sindone di umidita' ogni mattina. Sembra infatti di stare in un forno: l'unico sollievo e' il ventilatore a soffitto.Peccato che funzioni solo a velocita' 5 emettendo un rumore da elicottero emettendo pero' un soffio d'aria asmatico. Amman non e' un posto memorabile pero' la pensioncina dove alloggio e' simpatica e i gestori sono molto amichevoli. Alla prossima. Giorgio 30 luglio
Cari amici barcaroli, ho un sacco di cose da raccontarvi. Cominciamo con un pettegolezzo noir. Il portiere dell'albergo di Amman mi ha raccontato una sua fantastica teoria. Nel suo albergo vengono spesso dei peruviani e anche i giorni in cui mi trovavo io ce n'erano 4. Questi non fanno vita da turisti, escono poco dall'albergo, non vanno in giro e chiacchiarano solo tra loro anche perche' non parlano inglese. Egli sostiene che non hanno molti soldi e che non vengono in girdania per turismo. La sua teoria e' che fungano da corrieri per la droga. Fantasie di un portiere d'albergo annoiato ma che comunque devo ammettere non erano del tutto campate in aria. Ieri passaggio di frontiera tra Giordania e Israele. Traumatico. Mi aspettavo che fosse la frontiera piu' controllata del mondo ma credevo che un paio d'ore fossero sufficienti. Invecedue ore bloccati immobili senza che la fila procedesse, tutto per la visita di una importante personalita'...Tony Blair??? Infine nonostante abbia tentato di convincerli a farlo su un foglio separato, timbro sul passaporto. Ho mostrato il biglietto di ritorno in Egitto ma niente, con l'Egitto esiste un trattato di pace. La soldatessa israeliana ha un sorriso dolce ma la flessibilita' delle Mura di Gerusalemme. Per fortuna tutta la procedura si svolge all'interno di locali condizionati perche' fuori ci saranno cinquanta gradi...appena esco vado alla toilette e lascio lo zainetto piccolo all'ingresso. 30 secondi e arriva un poliziotto che vuol sapere se e' mio. Certo, che e' mio...non c'e' bisogno di farlo saltare in aria. Il viaggio dalla frontiera a Gerusalemme e' fantastico, sono con una famiglia araba di ritorno dall'haji, il pellegrinaggio alla Mecca. Un uomo e un numero imprecisato di mogli, io ovviamente vengo schiacciato nel posto dell'angolo tra lui e il finestrino, non sia mai che mi sieda affianco a una delle sue mogli. Mi offrono un po' d'acqua e io maldestramente gliene rovesciio mezza bottiglia addosso. Cosi' impara a non farmi parlare con la moglie... Gerusalemme e' interessante ma molto turistica, inoltre e' ricolma di pellegrini di tutte le religioni...molte parrocchie italiane in visita. Una bella storia e' la seguente. La Lonely Planet afferma che almeno 200 persone all'anno tra le migliaia che visitano Gerusalemme vengono colte da crisi mistica. Non sto scherzando, secondo la guida la maggior parte e' gente che gia' prima di arrivare qui non ci stava tanto con la testa. Esistono pero' casi di normalissime persone che arrivate qui credono di essere Gesu' Cristo, Maometto, Giuda, Giovanni Battista o Dio in persona. Inoltre la maggior parte sono maschi, single tra i 30 e i 40, descrizione che mi si confa' parecchio... Sono un po' preoccupato, se dovessi scrivere strane e-mail per favore, non sottovalutate il problema. A presto Gio
1 agosto
Volevo appunto introdurre la diatriba. Il mio blog proviene dal Medio oriente (Asia) per ora, quando superero' il Sinai saro' in Africa. Per cui io voto Asia, anche perche' in termini di tempo staro' probabilmente piu' in Asia che in Africa. Tanto per complicare le cose vi ricordo inoltre che il mio puntino dovrebbe sovrapporsi con quello di Petra, dato che e' un sito che vorrei visitare, insieme all'altra meraviglia, cioe' le Piramidi. Diciamo pure che il premio per il blog con piu' meraviglie del mondo visitate e' gia' mio. Bando alle ciance. L'altra volta vi parlavo dei 200 invasati all'anno che trovandosi a Gerusalemme si credono personaggi biblici. Beh, ne ho trovati due. Uno e' un americano di 57 anni, Robert, del tutto somigliante a Nick Nolte, che stava nell'ostello da circa due anni, oziando e mantenendosi facendo la lavanderia. Non si credeva nessun personaggio biblico, ma in molte delle decine di storie che raccontava affermava di aver sentito direttamente la voce di Dio. Ho passato un intera serata ad ascoltarlo. Per fortuna io e un altro ragazzo italiano avevamo appena cucinato una meravigliosa pasta con i pomodorini, per cui non e' stato indigesto. Ci ha raccontato con la voce un po' da telepredicatore, scandita lentamente come se parlasse ad un pubblico di dementi, di aver vissuto un anno dormendo in macchina, nel frattempo lavorava come cameriere e metteva via i soldi per venire a Gerusalemme. Non solo nel frattempo si sara' reso protagonista di almeno una decina di conversioni, per la maggiorparte musulmani trasformatisi in cristiani grazie alle sue parole o per lo meno al suo intervento. La predica era spesso infarcita di frasi sibilline come "we need to change the way we process the information", detta toccandosi la fronte. Un altro matto l'ho trovato per strada. Mi viene incontro con un sorrisone e mi dice qualcosa in una lingua che potrebbe essere stato polacco. Gli dico che non capisco e con le dita traccia una croce, poi dice in latino con voce rapita "Jesus Christus". E li mi viene una battuta folgorante: "Sorry, it's not me" e tiro dritto cercando di non ridere. Comunque a Gerusalemme si stava proprio bene, il clima era ventilato di giorno e non troppo caldo di notte.La citta' e' ovviamente interessantissima. Ho visitato anche il quartiere di Mea Shearim dove si trovano gli ebrei ultraortodossi e bisogna entrare coperti e comportarsi bene, altrimenti si arrabbiano. Le tasse in Israele sono altissime e servono per pagare i rabbini e gli altri studiosi della Torah che dedicandosi a cio' non lavorano. Inoltre piu' figli fanno e piu' vengono pagati. Le informazioni provengono da Bob per cui non so quanto sono affidabili. I posti indimenticabili sono il muro del pianto e la spianata delle moschee. In entrambi si entra tramite metal detector e radiografia del bagaglio. Purtroppo la spianata delle moschee non e' visitabile dai non musulmani durante la preghiera, ho tentanto per spacciarmi musulmano ma non ha funzionato, e nella moschea di Al Aqsa, uno dei luoghi islamici piu sacri non si entra del tutto. A presto Punj
2 agosto
A giudicare dal nome che avete dato al mio blog, temo che almeno qualche centinaio di ascoltatori abbia scritto protestando che l'Egitto e' in Africa!!! Si sa che gli ascoltatori della radio sono molto esigenti... Ieri finalmente ce l'ho fatta, sul bus da Gerusalemme al confine con la Giordania sono riuscito a sedermi vicino ad una ragazza. Era l'ultimo posto rimasto e anche se un tipo a fatto un po' una smorfia io mi sono seduto lo stesso. Lei non e' scappata anzi mi ha anche offerto una cicca. Il ritorno in Giordania non e' stato privo di problemi, prima di tutto Israele fa pagare una tassa mostruosa di uscita, nonostante cio' il flusso di pellegrini musulmani verso la Mecca e' tuttora massiccio e quindi le operazioni di controllo passaporti hanno richiesto in tutto 4 ore. All'uscita un tizio del turismo israeliano mi blocca e mi dice che non posso uscire perche' tanto non c'e' l'autobus. Quando mi bloccano mi girano sempre un po' le scatole, poi questo tizio che secondo me lavora per il Mossad, comincia a farmi delle domande con aria svagata. Tipo dove sono stato, se mi e' piaciuto, da dove vengo, se ho trovato caro Israele. Io rispondo e vedo che comincia a smanettare su un palmare, allora mi viene la paranoia che stia inserendo i dati delle mie risposte. Non faccio storie ma alla fine protesto che la tassa di uscita da Israele e' troppo elevata (circa 20 euro) non tanto per i turisti ma per i poveri giordani che ogni volta che devono venire a trovare un parente a Gerusalemme o nei territori occupati devono sborsare un sacco di soldi. Per una famiglia di cinque persone sono 100 Euro!!! Lui risponde che anche loro sono turisti...No comment. Sono arrivato a Madaba, per fortuna non fa troppo caldo. Ieri sera mi sono fumato una pipa d'acqua con tabacco aromatizzato al limone. Un ora di fumata e chiacchiere con ragazzi giordani. Oggi visita al Monte Nebo dove Mose' a indicato la terra promessa al popolo eletto. Peccato che oggi non la si vedesse per la foschia. Bye Gio
3 agosto
Madaba viene indicata dalla Lonely Planet come rilassata e tranquillacittadina. Pare pero' che appena un giorno prima che arrivassi io,cioe' il 31 luglio, qui ci fosse l'inferno. Qui in Giordania ci sonoappena state o ci saranno tra poco le elezioni e pare che qui incitta' ci sia stato un problema con dei candidati di un partitofondamentalista islamico che non sono stati accettati nelle liste. Ungruppo di sostenitori armati si e' radunato e a quanto ho capito hacercato di attaccare il municipio o qualche altro ufficio governativo. Insomma in poco tempo e' intervenuta la polizia con i blindati edisperso i dimostranti. Stando pero' alle chiacchiere da caffe' cisono stati dei morti: pare 4 tra i poliziotti e 5 tra i manifestanti. Non una roba da poco anche se tutti dicono di stare tranquilli che e'stata una roba di 20 min.e non succedera' piu' visto che la poliziaora presidia le tre vie principali. Se avete qualche informazione in piu' mandatecela. Veniamo alle cose piu' da turisti. Oggi scampagnata al Mar Morto,massima depressione della superficie terrestre. Bagno nell'acquaoleosa e salatissima. E' sufficiente appoggiare la lingua sulla pellebagnata per sentire un orrendo sapore amaro. Se una goccia va negliocchi e' d'obbligo scappar via a sciaquarseli con acqua dolce. Vicinoalla riva ci sono pozze di bitume, che si puo' spalmare sulla pelle edicono faccio un sacco bene... Non e' possibile interrompo la scrittura perche' il mio vicino dicomputer si e' appena connesso con il sito del Milan e si stascaricando i goal di Ronaldo. A parte che resta connesso solo unsecondo visti quanti ne ha fatti, comunque mi tocca spiegargli qualee' stata la miglior squadra di Milano quest'anno. Ciao Gio
9 agosto
Dopo tre giorni a Madaba ho fatto comunella con un belga e un inglesee siamo insieme a Karak, cittadina tranquilla ma niente di speciale,visita ad un castello diroccato. Il giorno successivo sempre in tre cisiamo spostati a Dana, un villaggio appollaiato su una valle a canyonmolto bella. La pensione in cui stavamo ci ha viziato con colazione epranzo e almeno 6 te durante la giornata, caffe' e musica serale, unasera hanno perfino offerto un giro di shisha, la pipa ad acqua. Unvero paradiso del dolce far niente. Al punto che le cameredell'albergo sono tappezzate di scritte da parte di backpackers ditutto il mondo che esaltano l'ozio e l'ospitalita' giordana. Tanto pernon ammuffire troppo l'altro ieri abbiamo intrapreso una camminatalungo la discesa del canyon. Tre ore tranquille ci hanno portato ad unaccampamento di beduini dove si e' vissuto un grande momento dicondivisione. Loro ci hanno offerto il classico te nel deserto,dolcissimo e caldo, mentre noi abbiamo lasciato sigarette e scattifotografici, che spediremo. Il ritorno e' stato pero' penoso visto il caldo e soprattutto la salita. Oggi la compagnia si e' sciolta, con la promessa di ritrovarsi al WadiRum. Io ora sono a Petra, o meglio nel villaggio appena fuori dalsito. Wadi Musa, uno di quei posti dove tutto e' fatto apposta perspennare il turista. Basti pensare che un ora di internet costaesattemente il doppio rispetto al resto della Giordania. Ebbene in unposto cosi' ho appena vissuto un episodio che testimonia dellagenerosit' beduina. Un ragazzone robusto mi viene incontro mentresalgo affannosamente una strada in salita. Come al solito mi chiede dadove vengo. Italia. E subito risponde " Welcome to Jordan" poi tirafuori un panino dalla sacca e me lo regala. Resto di stucco eringrazio mentre lui se ne e' gia' andato. Domani vi sapro' dire di Petra. Gio aka Punjabi
10 agosto
Petra e' una meraviglia. Soprattutto al di la' dei monasteri e dellealtre amenita' scavate nella roccia ho sopprattutto apprezzatol'ambiente. Tutta la regione e' caratterizzata da rocce rosse,arenaria, scavata e erosa dalle acque e dai venti. Le forme sonoincredibile cosi' come i siq, cioe' le gole strette e profonde diorigine tettonica. Io e Tony ieri ci siamo fatti in quattro scalandotutti i picchi della zona. I panorami sono fantastici. Oggi sonoandato da solo su un picco impervio e isolato. Il panorama sul WadiAraba fantastico. Si vedeva tutta la valle che porta al Mar Morto, ilNegev e la Terra Promessa e grazie ai 360* gradi di vista anche Petradalla parte opposta. Ho bevuto un te con una famiglia beduina, lei 20 anni si e no, e tre figli. Il quarto in arrivo. Le scene piu'divertenti vengono dai turisti: ieri un gruppo di signore siviglianeche si lamentava per il caldo, per la birra analcolica e bramavano perun gazpacho freddo. Gli ho fatto notare che anche a Siviglia il caldonon scherza. E loro mi rispondono, si pero' noi abbiamo l'ariacondizionata! Il massimo pero' e' vedere i cammellanti e i conduttoridi asini, che Petra conta a centinaia, che inseguono i passi stanchidei turisti in crisi. Signore di mezza eta', un po' sovrappeso chesalgono i gradini sudate con questi giovani che insistono e nonmollano la presa, donkey madame, only 5 dinar. Praticamente conosconole stesse parole in tutte le lingue del mondo e aspettano che la predacaschi nella rete, per stanchezza, sfinimento fisico e psicologico. Comunque dopo due giorni di camminate sono abbastanza cotto e credo diaver contratto la sindrome di cui parlavo a proposito di Gerusalemme. Solo che al posto di Gesu' Cristo mi credo Lawrence d'Arabia. Domaniquindi sveglia ancora prestissimo e si parte per il WAdi Rum. CiaoGio
14 agosto
Dopo tre giorni a Wadi Rum ho raggiunto Aqaba. Sul pulmino che mi ciha portato volevo gridare come Lawrence "Aqabaaa!!!!" ma sarebbe stato poi troppo pretendere che i giapponesi dietro di me facessero "Uh Uh",con le mani sulla bocca alla maniera degli indiani. Oggi e' il miocompleanno e in questa bella occasione si e' riformato il trio che siera composto a Madaba formato dal sottoscritto, Tony, inglese e Alain,belga. Io e Tony in realta' abbiamo vagato insieme nel deserto delWadi Rum per tre giorni. Il posto e' meraviglioso, paesaggi e spazifantastici, dune di sabbia, colonne di roccia, croste di sale su laghiasciutti. Bellissimo. Tre giorni duri, polverosi e caldi ma forse imigliori di tutta la vacanza. Sicuramente il top dal punto di vistafotografico-naturalistico. Ho anche recuperato due vertebre dalloscheletro di un cammello morto nel deserto! Un magnifico souvenir... Ieri in occasione del mio compleanno mi sono concesso un lusso e sonostato in un accampamento per turistoni, per fortuna non c'era nessuno. La cena e' stata meravigliosa con gligliata di carne e verdure, desertdi anguria. Dato che sono stati poco accorti e mi hanno presentato ilconto a meta' pranzo ho pensato di vendicarmi della mancanza di stileimpacchettandomi nella stagnola gli avanzi che per questioni divolumetria dello stomaco non sono riuscito a mangiarmi. Il cosidettodoggy bag inglese nel mio caso consisteva di un panino con salsiccia ezucchine e di uno con cipolle e hummus (!) che con un coraggio daleone mi sono scofanato stamane alle 7 mentre aspettavo il bus che miha raccolto dal mezzo del nulla portandomi ad Aqaba. Aqaba sembra una qualsiasi nostra cittadina balneare..appena estrattadal forno. La temperatura e' allucinante, temo il peggio per l'Egitto. A presto Gio aka Punjabi
Mi sono dimenticato di parlarvi di Tony. E' un inglese di originiscozzesi. Uno di quelli che quando si alza la mattina, apre lafinestra e vede che piove che Dio la manda, si gira e dice "Bellagiornata, non e' vero?" E' il risparmio massimo perche' non ha soldi,contratta su tutto e riesce regolarmente a spendere la meta' di quelloche spendo io (che e' gia' poco). Nei tre giorni nel deserto io avevo scarponi, zainetto, e tutto l'equipaggiamento che uno si porterebbe in un posto bello ma atrocemente caldo. Lui girava in bermuda, infradito,cappellino da esploratore e bottiglia d'acqua in mano, fumando unsigaretta dietro l'altra. Alla fine era meno stanco di me. Ovviamente chiacchiera senza sosta. Io non e' capisco proprio tutto quello che dice perche' ogni tanto quando mi racconda qualche rissa da pub sidimentica di stare parlare ad un italiano... Ammazza quanto so forti sti inglesi. Peccato che non vincano mai i mondiali di calcio.
Gio
19 agosto
Sono al villaggio di Al Milga, nel cuore del deserto del sinai. Bas dipartenza per la salita al Jebel Musa,il luogo dove si suppone Mose'abbia ricevuto le tavole della legge direttamente da Dio. Domani scalata alla montagna e bivacco sulla vetta. L'arrivo in Egitto e' tutto da raccontare. La nave da Aqaba a Nuweibae' stata una grande delusione. Un aliscafo veloce (e caro) in cui nonsi puo' nemmeno salire sul ponte a godersi il panorama. Arrivati a Nuweiba l'impatto con l'Africa e' traumatico ed esilarante. La riconsegna dei bagagli infatti avviene in un casino totale. I vagoni trasportano i bagagli su una banchina del porto e li lasciano li,ciascuno si prende i propri sotto un sole cocente, urla e gente checerca di afferrare delle casse grosse quanto un frigorifero (che probabilmente contengono dei frigoriferi). Una volta recuperati gli averi si entra in un capannone dove sono stipate almeno trecento persone in totale delirio. In teoria tutti i bagagli dovrebbero passare un check in tipo aereoporto, e i passaggeri passare sotto almetal detector. Tra spinte e urla in realta' solo una minima partesvolge le operazioni. Del resto non e' semplice fare entrare un frigorifero in una di quelle macchine. Poi all'uscita ho visto delle auto trasportare pile di pacchi alte almeno tre volte la macchinastessa. A Nuweiba ci siamo fermati in un camping sulla spiaggia molto carino. Con alcuni belgi appassionati di astronomia si e' fatto persino delleosservazioni celesti. La scoperta piu' eccitante e' stata pero' l'osservazione della barriera corallina. Non avevo mai fatto snorkelling prima d'ora ed essendo piuttosto miope ero scettico sulfatto di riuscire a vedere qualcosa. Invece e' stata una meraviglia. A soli 20 m dalla riva si estendequesta foresta sottomarina di coralli di tutti i colori, viola, verde,marrone e azzurri. Spugne verdi perfettamente sferiche del diametro di1 metro. E ovviamente i pesci: piccoli medi e grandi. Colorati, buffi,curiosi e sospettosi. Insomma e' stata una grande scoperta. A presto
Giorgio
20 agosto
Ne ho beccato un'altro. Un altro invasato che cree di parlare con Dioe di avere una missione da svolgere per conto dello stesso. Solo chequesto e' pericoloso non per gli altri ma per se stesso. E' unolandese un po avanti con l'eta'. Dio gli ha dato la chiave perinterpretare la Bibbia in maniera numerologic (!!) sostituendo deinumeri alle lettere. Cosi' facendo potra' capire gli errori contenutinel manoscritto e avere il testo originale. Inoltre in sogno ha avutola rivelazione che alcuni manoscritti (non ho capito relativi a cosa)si trovano nascosti nel deserto del Sinai vicino a due piccole citta'del Nord. Ha raccontato di essersi recato a cercarli ma e' statobloccato dalla polizia che gli ha impedito (immagino per la sua stessasalute) di vagare per il deserto. Ha anche raccontato di essere statodrogato e derubato del computer ma a quel punto ho cominciato adubitare della veridicita' delle sue parole. In ogni caso gli hannodetto che se lo beccano ancora a ravanare nella sabbia lo spediscono acasa. Comunque si e' detto deciso a continuare e su questo nessunonutriva dubbi. Speriamo in bene. Per il resto tutto ok, il villaggio di Al Milga e' carino e attrezzatodi tutto cio' che si possa desiderare compreso in minuscoloristorantino che fa delle ottime falafel. Gia' ci mancavano. Io credodi aver sognato un piatto di pasta ma ne deve correre ancora... Ciao a tutti. Gio
21 agosto
Di ritorno dal monte Sinai
La serata e' iniziata in maniera piacevole. Dopo due ore di cammino io e Alain abbiamo raggiunto la cima. Abbiamo cenato con pomodori e falafel in compagnia di 5 ragazze belghe molto carine e simpatiche Il tramonto e' stato spettacolarmente all'altezza della situazione. Quindi abbiamo disteso sacchi a pelo e materassi nella notte illuminata da una bella mezza luna. Non c'era molta gente sulla cima per cui poca brigata vita beata. L'incubo e' iniziato all'una di notte quando un gruppo di russi e' arrivato in vetta. A dispetto dei nostri inviti a tenere un tono di voce adatto alla sacralita'del posto ci hanno tenuti svegli con chiacchere e risate fino alle due. A quel punto hanno iniziato a dire messa e quindi i canti ortodossi hanno conciliato il sonno. Il vero trauma e' arrivato alle cinque quando una massa di almeno 500 persone ha raggiunto la cima per l'alba. Non c'e' stato ovviamente piu' nulla da fare se non mandare a quel paese quelli che ci puntavano la pila dritta negli occhi o , peggio, quelli che ci camminavano sopra. Siamo stati svegliati da tutte le lingue del mondo. Quando poi ho sentito l'italiano con accento toscano ho capito che era il caso di alzarmi definitivamente. Quello che mi ha fatto veramente arrabbiare e'che l'olandese invasato di ieri ha fatto la scelta piu' furba della nostra. Dio gli ha detto di andare sul jebel Caterina, la vetta piu' alta del Sinai di 400 m (quindi panorama migliore) e dove ovviamente non va nessuno. Avra' sicuramente avuto un risveglio migliore del nostro. Il matto ci e' pero' andato senza acqua e cibo, e con tutti i bagagli perche' a paura che glieli rubino. Comunque e' tornato indietro in quanto il signore aiuta anche gli stolti. A presto Punj
23 agosto
Oggi grande giornata di viaggio, di quelle memorabili. Ho deciso di seguire un consiglio scritto in tre righe sulla Lonely Planet e si e' rivelato fantastico. Dopo una passeggiata sulla spiaggia di Port Said ho raggiunto un posto chiamato Lench. In realta' mi ero perso ma un ragazzo si e' offerto di portarmi con il suo furgoncino. Quando sono salito e ho visto che aveva tutte le portiere tappezzate di adesivi dell'Inter mi son dovuto trattenere da abbracciarlo. Da Lench parte un traghetto che attraversa un braccio dell'ampio delta del Nilo e arriva in una cittadina chiamata El Mattaria. Al porto mi accompagnano nella locale stazione di polizia dove vogliono sapere e prendono nota di tutti i miei dati: compreso che lavoro faccio e se ho la fidanzata (!). Poi mi lasciano libero e salgo sulla lancia. Mi offrono il te e partiamo tra i canali e la feluche dei pescatori. Man mano che proseguiamo con il viaggio le feluche si agganciano alla barca in quanto il vento troppo debole non permette il ritorno a El Mattaria. Ovviamente per i pescatori (tutti giovani tra i 10 e i 30 anni) avere un turista a bordo e' una grande novita' e cosi' allo spettacolo del posto si aggiunge la compagnia. Sono gentili anche se un po' pressanti con le domande. Mi invitano persino a condividere il loro pranzo e cosi' mi trovo accovacciato su una feluca al traino a pucciare pezzi di pane nella pentola piena di ful (una salsa fatta di fagioli e peperoni, discreta). Mi offrono ovviamente l'immancabile te. Io scatto foto a tutti e loro sono contenti di vederle sul piccolo schermo della macchina fotografica. Addirittura mi invitano alla preghiera, nonostante le insistenze, non ho il coraggio di fingermi mussulmano e devo spiegare loro che non lo sono. Non un momento facile. Dopo le altre chiacchiere per me piuttosto impegnative anche perche' le loro domande in arabo, i frizzi e i lazzi, dopo un po' cominciavano a diventare pesanti siamo arrivati a El Mattaria. Anche qui non sono molto abituati ai turisti, tante' che in un bar dove bevo due sprite si rifiutano di farmi pagare e vogliono offrire loro. Mai capitato. Ritorno in bus perche' al contrario dei miei precedenti piani non ce la faccio a sopportare altre 4 ore di barca. Vengo infine premiato dalla vista degli enormi cargo che attraversando il canale di Suez sembrano solcare il deserto. A presto Gio
26 agostoOra sono al Cairo connesso al computer piu' lento el mondo. Prima di tutto il viaggio in treno da Port Said al Cairo: c'era tutta la folla possibile comprese due oche in una borsa di plastica. Un caldo bestiale. Io ero con una simpatica famigliola i cui tre figli sgranocchiavano caramelle senza sosta. Peccato che uno dei tre non riuscisse a ingoiarle e quindi le sputacchiasse vuoi sul pavimento, vuoi sul vestito della madre, vuoi sul mio zainetto. Il Cairo e' esattamente come uno se lo immagina, incasinato. Il traffico fa sembrare quello di Milano all'ora di punta simile alla circolazione in una cittadina svizzera. Ieri visita di buon mattino alle piramidi. Ero pronto a tutto: alla folla, ai venditori, ai cammellieri insistenti ma non ero preparato ala nebbia. Ovviamentedi primo mattino la citta' e' avvolta in una cappa di smog meta' naturale e meta' probabilmente dovuta alle esalazioni dei milioni di motori a scoppio. Comunque sono molto fiero di me stesso in quanto sono riuscito a far incazzare un cammelliere: alla prima domanda gli avevo dato una risposta sarcastica, alla seconda (da dove vieni?) gli ho risposto Cina e si e' incazzato. Pensavo avessero piu' spirito. Gli ho detto di non prendersela, che non ce l'avevo con lui ma ero soltanto contento di essere in un luogo cosi' bello ma se ne e' andato frustando la povera bestia. ero dispiaciuto ma nemmeno troppo ...alla trentesima offerta uno ha diritto a rispondere con ironia. Oggi sono stato a visitare due monasteri copti a circa 100 km dalla citta', ai margini del deserto. Belli anche se non vale la pena di farsi 5 ore di bus. Domani vorrei visitare il mercato dei cammelli anche se e' anch'esso fuori citta'. Poi mi concentrero' sullo shopping in attesa del ritorno. A presto Punjabi
Cari tre uomini in barca oggi sono tornato ad ascoltarvi, ebbene si sono tornato e anch'io come molti altri vi invio la mail riflessivo-riassuntiva che sancisce la chiusura del blog (oltre che naturalmente del viaggio). Gli ultimi giorni nel caos del Cairo non hanno riservato grosse sorprese. Mi sono dedicato agli acquisti (vedasi tappeto che ora giace sotto le mie piante dei piedi) e in un ultima visita alla Citta' dei Morti. Una necropoli abbandonata come cimitero e ricolonizzata dai vivi che sono tornati ad abitarla. Non immaginatevi delle tombe anguste, buie. Sono delle vere e proprie case, tipo cimitero monumentale. I cortili sono sparsi di tombe e la gente vi è andata a vivere vista la cronica sovrappopolazione della città egiziana. Il posto comunque non è assolutamente tetro ed e' piu' tranquillo del resto del Cairo. Meglio stare nella città dei morti che in centro...almeno ci sono pochi clacson. L'ultimo brivido l'ho avuto all'aereoporto quando al momento del timbro del passaporto mi hanno fatto segno di passare in un ufficietto e di aspettare cinque minuti. Dopo un quarto d'ora potete immaginare i miei pensieri...dopo venti minuti (erano anche le 2 di notte) i miei nervi hanno ceduto e sono andato a chiedere se c'erano dei problemi. Naturalmente no, tutto normalissima burocrazia. Dopo 10 minuti di ulteriore tensione e' arrivato uno e mi ha restituito il passaporto timbrato...Non saprò mai perchè ho dovuto stare sulle spine. Conclusioni: ogni viaggio è bene quando finisce bene, comunque indimenticabili Petra, Wadi Rum e la barriera corallina. Arabi (giordani ed egiziani) bravissima gente sempre pronta ad accoglierti con un welcome, anche quando questa è l'unica parola di inglese che sanno. Spero che anche noi in Italia impareremo a ricambiare in questo modo! Alla versione 5.0 e grazie a tutti quelli che hanno fatto la trasmissione e a quelli che l'hanno ascoltata. Un bacio a tutti i bloggers. Giorgio alias Punjabi
|