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1 agosto
magari arriva, magari no...mail velocissima, non so neanche se arriva, se potete mandatemi conferma. per il blog ci aggiorniamo fra qualche giorno. qui funziona a rilento, siamo in tre in attesa senza grosse speranze che arrivi. birmania fantastica, per ora rangoon, trekking in montagna e lago dai paesaggi idilliaci. a breve per riempirvi di storie baci plaz
5 agosto
.....e finalmente ce la faccio! trovare un internet point funzionante e` arduo quasicome trovare un bus comodo senza nessuno che ti vomitiaffianco, ma questo dovrebbe darmi sei garanzie disuccesso. dopo 10 giorni abbndanti riesco a cominciare questodiario telematico, che nel frattempo ho appuntato suquaderno in prospettiva di connessioni felici. volo thai sempre uno spasso, tra comodita', sorrisi,cordialita' asiatica, e vodka orange ogni volta che sivuole. senza poter scrivere tutte le chicche capitate in 10 giorni, gia' che sono prolisso di mio, cerchero' dicondensare in pochi punti notevoli ricordi eamenita'.....ma so che non ci riusciro'!! 26luglio: a monaco di baviera, scalo tecnico sulla viadi bangkok rangoon, assistiamo ad una scena tra ilridicolo e l'anacronistico. nel salone centraledell'aeroporto, su di un palchetto montato all'uopo,due bisnizmen, tutti leccatine e pettinati si fannolucidare le scarpe che manco fossimo nel centro dilima peru', uno con laptop, l'altro con telefoninosembra uscito da titanic. tremendo~! 27 luglio: bangkok, 6 ore di scalo, aeroporto nuovo,un gioiello di architettura, un'apoteosi di negozisuperlux in cui la griffe italiana la fa da padrona,un labirinto di offerte a prezzi stellari. follie asiatiche! rangoon, ex capitale della birmania, ora myanmarperche' cosi' vuole il regime quasi nazixenofobo. l'unico modo per entrare nel paese e' ancoraesclusivamente l'aereo, chiaramente strapagato perl'ora di volo che e'. non via terra, non via mare. poche frontiere con la thailandia sono aperte ma nondanno nessuna garanzia, nel senso che da un giornoall'altro potrebbe cambiare tutto/. mi aspetto estenuanti controlli burocratici di visto epassaporti e invece la cosa si risolve velocemente. molto strano, ci lascia sbigottiti, e ancora di piu'in guest house quando neanche ci chiedono i documentiper le normali registrazioni di rito. mah! 28 luglio: una simpatica consuetudine birmana e' chela colazione e' sempre inclusa nel prezzo dellacamera, e quella di rangoon per ora rimanesuperlativa. sul roof garden, vista citta' e pagode varie, un selfservice succulento di frutta dolce salato marmellatinetoast risi speziati e amenita' asiatiche. una targa modello insegna luminosa sopra la nostratesta recita the best breakfast in the world, seenalso on discovery channel!......sticazzigirovaghiamo per la citta' a piedi, che trovo moltopiu' affascinante delle aspettative, con visita allashwedagon paya, la pagoda simbolo della citta',unosproposito di sberluccichii in pieno stile kitchbuddistasiatico, ma meravigliosa nella suagrandiosita'.maestosa, con uno stillicidio di zedidorati con inumerevoli statue e immagini del buddhacon aureole elettroniche che ricordano un luna parkdel culto. caldo fetente, si suda solo pensando di muoversi. con piacere incontriamo pochissimi turisti.la pagodae' meta soprattutto di pellegrini, che ci circondanoovunque con sorrisi e saluti. tra monaci logorroici e tizi che cercano diingabolarci con strani discorsi di foto che noncapiamo, ci ferma un indovino che in pieno stileterzani ci predice presente e futuro in funzione delladata e del giorno di nascita. custodisco gelosamentela predizione, scoprendo di avere come animale guidail leone, mentre laura si accompagna al dragone. cosi' come in aeroporto al nostro arrivo, anche incitta' la presenza di un governo militare e fetentenon si avverte. sembra tutto normale, sembra che tutto scorra come sifosse inun normale paese che vive civilmente la suavita, i suoi problemi, le sue battaglie. purtroppo pero', come scrive terzani in un indovino midisse, "in birmania l'inferno e' sempre dietrol'angolo. a volte dietro una curva, oltre un muro c'e'qualcuno che soffre e noi non lo sappiamo, possiamosolo vedere il lato migliore del paese, quello che siconiuga con il sorriso della gente che porta e propriecatene con stoica rassegnazione". ed effettivamente, come in tutto il sudest asiatico,la poverta' e' mascherata dall'eleganza e dalladignita', dall'ospitalita' e dai sorrisi della gente,ai nostri occhi meravigliosamente splendida/ma siamo noi che forse vogliamo dare un fascinoesotico a queste persone, sono loro davvero cosi'sereni nella loro indigenza, e' il credo buddhista cheinfonde una pacata accettazione di qualsiasi eventoterreno??? chissa'!! la connessione e' stabile tanto quanto ero io ierisera dopo mille birre, sono gia' straprolisso, chi haresistito si sara' fatto due maroni tanti, salutotutti da pagan, la angkor birmana, uno dei posti piu'affascinanti mai visti, nel giorno del miocompleanno
alla prossima
plaz
seconda puntata differita
29 luglio
rangoon kalaw, 17 ore di bus scalcinato, oredi passione e scomodita', ore di buche e rischiovomitini. bus simil air con dotato di tv perennemente accesa conimmancabile karaoke.... ...e qui scatta la prima novita' birmana. non il solito karaoke, non il solito esclusivorepertorio pop melenso, ma intervallato spesso da hiphop in salsa burmese, con videoclip in stileoccidentale e addirittura una versione mezza bamarmezza inglese di "every breath you take" deipolice!!!! vorranno anche qui celebrare la reunion piu' attesadell'anno??? dopo ore di karaoke ci propinano un interminabilevideo di avanspettacolo locale, degno del migliorcabaret da villaggio turistico a vieste o del peggiorbagaglino senza tette e culi.....le gag erano lestesse e i birmani si scompisciavano sui sedili delbus! noi schiattiamo di caldo grazie all'aircon farlocca,ma dai finestrini godiamo dell'infinito susseguirsi diverde smeraldo e risaie, intervallato da villaggi ecapanne, water buffalo e vacche varie. 30 luglio: arriviamo a kalaw alle 5 del mattino,tramortiti di stanchezza. 1400 mslm, decisamente freschetto rispetto allacaldazza asfissiante di rangoon.....gia' ci piace! botta di culo, proprio oggi c'e' il mercato locale chesi tiene ogni 5 giorni, dove confluiscono i tribali eagricoltori delle montagne circostanti. senza conoscerne l'esatta appartenenza, riconosciamole differenti etnie dai diversi colori degli abitri odei turbanti che portano in testa. ci tuffiamo in un delirio di odori e profumi, puzzevarie,pezzi di carnazza e tranci di pesce tanto bellida vedere quanto poco invitanti al palato. minitrekking verso un monastero in cima ad unamontagna che svetta sul paese, con accoglienzagraditissima del monaco che ci offre te verde ebiscotti cinesi, frutta e sorrisi......noi accettiamoe ringraziamo, tramortiti da stanchezza e sudore31 luglio: one day trek, 7 ore di cammino tra villaggitribali e montagne, giungla e boschi di pini. la guida, tal peter, un mezzo indiano mezzo birmanocattolico, non male come melange. ci indica frutti e semi, elargisce prezioseinformazioni e palesi cazzate, chiede curiosoparticolari della nostra vita italiana. vorrebbe scappare e si percepisce da certi suoidiscorsi e sospiri. purtroppo casca un po' spesso in attegiamenti e modiche rasentano il servilismo, con l'insicurezza di nonessere all'altezza e l'incubo chepossiamo lamentarci equindi possa perdere il lavoro. come guida non e' un granche', ma nel suo esseresfigatino alla fine ci piace e ci divertiamo per tuttoil giorno. (tra mezzora ho altre 17 ore di bus che mi aspettano,a breve terza puntata differita)plaz
1 agosto: 2 ore di bus localissimo e scassato da kalawa niaungshwe, vicino al lago inle, una delle tappeforzate della birmania per bellezza dello scenario,con l'inevitabile risvolto della medaglia dellamaggiore affluenza di gente. giro esplorativo del paese, grazioso, tra l'ennesimapagoda, una visita al canale di accesso al lago,iniziali tentativi di contrattazione per il giro dellago in barca e soste ripetute tra the e birrette. 2 agosto: giornata all'insegna dello scazzo.rimaniamoindecisi per una buona mezzora sull'opportunita' omeno di fare il giro in barca gia' prenotato...ilcielo non promette nulla di buono, alla fine si decidedi farlo saltare e rimandare all'indomani, anche severremo miseramente smentiti! svoltiamo la giornata con un giro al mercato locale,sempre affascinante, tra colori e profumi ,foto rubatealle contrattazioni di una vecchia per un trancio dipesce e acquisti di borse e sigari puzzolenti, di cuimi sto intossicando.....ma bisogna pur approfondire latradizione locale o no!??! dopo ore di nulla,quando ormai sembra che scazzo epigrizia stiano prendendo possesso di ogni nostravolonta' di azione, decidiamo di dare un senso allagiornata.affittiamo le bici e ci dirigiamo verso lehot springs. mezzora di pedalata in mezzo ai campi,una botta di folklore locale inaspettato. sara' l'ora tarda pomeridiana, sara' che non fa partedi un classico itinerario turistico (grazie a dio, abuddha, o chi per loro!), sara' che e' appena citatadalla lonely planet...... .....ma siamo solo noi! 3 pozze di acqua calda o caldissima, assolutamentepopolare e naturale. divisione netta e severa tra pozza per le donne epozza per i maschietti. siamo in 5, io, il mio zaino biondo, e altri 3 ragazziitaliani incrociati sul nostro cammino. laura e teresa devono affittare un longyi, tipicoindumento locale simile ad una gonna lunga (alla finescopriranno che non dovranno pagare nulla, nonostantei ripetuti tentativi, e quest'altro particolare neaumenta l'aspetto non turistico del luogo)la loro pozza gia' brulica di donne, che si lavano eparlottano tra loro, tra risatine e gentilezza allavista delle 2 aliene bianche. noi 3 maschietti invece siamo inizialmente da soli, esbirciamo la loro situazione con un pizzico diinvidia. acqua torbida, muschio che ti entra nei piedi, straniinsetti che galleggiano, ma che fascino! pochi minuti e anche noi abbiamo la nostra razione divita locale. arrivano una decina di ragazzi, stupiti di trovarcigia' a mollo, e iniziano abluzioni e shampi, bucati elavaggi......sono divertiti e alquanto straniti. forse davvero non sono per nulla abituati a vederebianchi turisti da queste parti.....forse e' l'ora. per loro e' una sorta di aperitivo, a fine giornata dilavoro. un piccolo rito quotidiano, come per noi la birretta eil campari col bianco..... ....forse, e piu' probabile, l'unica possibilita' chehanno di fare un bagno caldoal ritorno mi concedo un bel massaggio birmano, ilprimo del viaggio, a meta' tra thai, indonesiano (nelsenso che mi camminano per un tot con i piedi suschiena e gambe!) e aromatherapy finale... niente male! 3 agosto: il tempo sembra peggio del giorno prima manon possiamo piu' rimandare il nostro giro in barca. si teme la pioggia, ne prenderemo un po' di secchiate,ma poteva andare decisamente peggio. muniti di mantella, ombrellino locale, macchinaforografica al sicuro, siamo a posto. gran risate iniziali sul concetto birmano di pick up. ci hanno detto che ci avrebbero trasportato alporticciolo, e cosi' e'. il barcaiolo si presenta come da appuntamento allaguest house, e ci scorta pedibus calcantibus fino allabarca! non che fosse lontana, figuriamoci se volessimo untaxi,ma da come l'avevano posta sembrava tutt'altro! il giro merita, nel suo complesso. varie soste sono tipicamente ad uso e consumo delturista, altre piu' interessanti, tra mercatigalleggianti e isolotto dove ci mostrano lalavorazione della seta, la costruzione delle tipicheimbarcazioni locali in tek, la lavorazione dei sigarima soprattutto tale inn deing, sito meraviglioso concentinaia di stupa vicinissimi uno all'altro. il lago ha il suo fascino, senza dubbio, anche se dairacconti me lo aspettavo piu' spettacolare comecornice. forse il tempo non regala una visione d'insieme qualepotrebbe essere. la sua stranezza e' rapprensentata dal non avere unavera e propria sponda, non vi si puo' accedere apiedi, ne' girovagare attorno lungo percorsi esentieri. solo barche, tra paludi e canali. torniamo dopo le 7, e' gia' buio, siamo in giro dalle8.30 della mattina. giornata ricca e faticosa, il vento e la pioggia inbarca stancano parecchio, ma ci sentiamo decisamentesoddisfatti e rilassati. (scrivo da rangoon questa terza puntata, domani volosu bangkok e un po' di mare in thailandia.,....eaccessi internettari piu' facili)plaza e il suo zaino biondo
4agosto:
nyaungshwe-nyaung u (pagan)12 ore di bus, un viaggio infinito con un mezzo localeche ci spacca culo e gambe. la gestione dei trasporti locali e' decisamente pocopratica, per lo meno per chi viaggia. a parte la scomodita' dei mezzi e le stradedissestate che obbligano ad ore interminabili per farepochi centinaia di km, ma questa purtroppo e' lacondizione del paese, cio' che non capisco e'l'esclusiva presenza di bus giornalieri. si parte spesso alle 4 o 5 del mattino, costringendotiad alzatacce e a sprecare una notte in guesthouse,viaggiano tutto il giorno facendotelo buttare nelcesso, arrivano in serata o tardo pomeriggio.\vuoi lastanchezza, vuoi i ritmi di vita locali, vuoi iltramonto non oltre le 7, non riesci a fare nulla senon prenderti la prima camera senza nealche lalucidita' di verificare le reali condizioni o cercarela soluzione migliore. sei solo stanco e tumefatto, accartocciato dalle oredi scomodita' e ginocchia in bocca e hai voglia di unadoccia.....la prima! ma non e' tutto negativol'aspetto piu' divertente di viaggiare coi bus, aparte l'ovvio contatto con colore locale, e' ilconcetto birmano di telepass. ogni tot km c'e' una sorta di check point, sottocontrollo governativo, come fosse un nostro caselloautostradale. col bus in corsa, che accenna una minima frenata manon si ferma affatto, l'assistente tuttofare dallaporta perennemente aperta o l'autista stesso dalfinestrino pagano l'importo esatto ad un casellanteche prende al volo la mazzetta di banconote,destandosi dalla noia e alzandosi scattante dallasedia in cui sprofonda. sincronia e perfezione nello scambio, sembrano unaversione stradale di una squadra di staffetta con iltestimonel'altra chjicca degna di nota e' la gerarchiastradale.chi passa prima, chi strombazza e fa spostarechiunche sia davanti, chi non fa altro che cambiarecontinuamente rotta a rischio pellaccia. la piramide sociale parte ovviamente dalle jeepgovernative e militari, che addirittura paralizzanoogni mezzo si trovi sulla loro strada o ancheindirezione opposta. a scendere mezzi privati turistici, pullman di grossedimensioni, taxi privati, bus locali, motorini,carretti a motore esterno, carretti trainati da buoi owaterbuffalo, bici. bestie e pedoni si contendono l'ultimo posto! birmani: e' difficile riconoscere la caratteristica somaticabirmana vera e propria. e' una zuppa di etnie e miscugli. il paese e' pieno di indiani, cinesi, nepalesi,similthai, oltre ovviamente ai tribali..... buddhisti per la stragrande maggioranza, ci sono moltihindu e tantissimi islamici......ma sono tutti birmaninei secoli di scambi e miscugli postcoloniali, si e'creato un paese incredibilmente multietnico. soprattutto a rangoon, ma anche in giro, e' unmiscuglio che pare conviva senza nessun attritocio' che accomuna praticamente tutti e'l'abbigliamento e lo scaracchio/tutti indistintamente, uomini, vecchi, ragazzini,indossano il longyi, gonnellone quasi sempre difantasie scozzesi, verde blu o rosso, ed una camicia aquadri. lo scaracchio a queste latitudini e' pratica comune econtinua. e' una colonna sonora che associo ormai sempre aquesti luoghicome in india, chiunque e ovunque, uomini vecchi donnee ragazzi mangiano tutto il giorno le foglie di betel,che provocano il tipico sputazzo rosso che macchiaindistintamente strade e sentieri. in piu', fa marcire i denti che poco a poco simacchiano di nero e rosso...... un detto locale dice orgogliosamente che solo i canihanno i denti bianchi....... ovviamente ogni pochi metri, soprattutto a rangoon,c'e' un baracchino che prepara e vende le foglie, conuna manualita' affascinante da osservare....unamacchina a produzione continua per dei denti semptrepiu' marci e strade sempre piu' rosse!!!! altro che pearl dropsal mare in thailandia da 3 giorni, il diarioquest'anno fatica a stare al passo degli spostamenti
plaz
18 agosto
.....dopo 9 giorni in thailandia, saltellando traun'isola e l'altra, tra una spiaggia e la vicinaancora piu' bella, ritrovo la voglia, quest'anno unpo' latitante, di mettermi a scrivere......di unadecina di giorni fa5 agosto: siamo a pagan, uno dei posti piu'affascinanti di tutta la birmania, meta di turisti(troppi) ma meraviglia difficilmente raccontabile conparole. ex capitale di uno dei tanti regni risalenti a piu' omeno 1000 anni fa, eguaglia angkor in cambogia perfascino e per quanto trasudi storia. non riesco a paragonarle, non so dire se una mi siapiaciuta piu' dell'altra, ma anche pagan, che da anniattendevo, mi regala schiaffi emotivi difficilmentecurabili. 2200 templi e rovine in un'area che si giratranquillamente in bici, non troppo vasta, trasentieri e stradine, pascoli e sabbia.......chefigata!!!! lo stile ricorda molto quello gia' visto ad hampi, asud dell'india, il fascino e la magia pure..... veniamo anche baciati dalla fortuna.in 3 giorni diinfornata di templi non abbiamo mai preso l'acqua. la vedevamo all'orizzonte, scrosci impetuosi comefossero tornadi, cascate d'acqua che ci hanno sempresfiorato ma mai travolto. la violenza del monsone la vediamo nel gigantescofiume irrawaddy, fiume di tanti miti storie eracconti, esondato in buona parte della citta'. alcune guest house sono addirittura isolate, e ilfiume porta con se' un tot di bestie prima nascoste odormienti....rane, rospi, topastri, zoccole, e unoscorpione enorme che non ho mai visto prima! ovviamente lo stuzzichiamo e irritiamo con unlegnetto, e lui ci dimostra tutta la sua gioianell'averci incontrato alzando minacciosamente la codae puntando contro di noi, visibilmente incazzato erisentito. la violenza del monsone la notiamo nelle enormi pozzed'acqua rimaste per strada e l'inconfondibile profumodi asfalto appena bagnato.......ma di culo cipedaliamo pochi minuti dopo, asciutti e felici. la violenza del monsone la vediamo nei potenti scrosciche ci circondano all'orizzonte, modello nuvoletta diqualche fantozzi che grazie a dio non siamo noi, deicilindroni d'acqua. pedaliamo saltellando per ore tra un tempio e l'altro;su qualcuno si sale in cima, e rimaniamo ognivoltasenza fiato per lo spettacolo che ci viene regalato a360gradi. sulla maggiorparte si arriva, si entra, si schivano ivenditori di souvenir e i bambini onnipresenti, si fail giro dei vari enormi buddha posti ai 4 punticardinali..... ....talvolta si rimane in ebete contemplazione dellamagia, talvolta ci si rimette a pedalare verso ilsuccessivo. purtroppo, la magia di pagan viene spesso asfissiatadall'opprimente presenza eccessiva di tutte le personeche gravitano attorno ad ogni tempio. bambini che sbucano dal nulla con cartoline e ognitipo di souvenir, donne che gridano "cooolddriiiinks", ma soprattutto venditori di dipinti fattisu sabbia, vero e proprio business della zonaarcheologica. sono tutte immagini sacre dell'iconografia buddhista,alcune graziose, altre decenti, la maggiorparte non sipossono guardare. dopo poco ne abbiamo gia' la nausea, grazie ad offertepressoche' identiche e l'onnipresenza degli ambulanti. spiace ammetterlo, ma alla lunga si finisce per nondar retta neanche a chi sta per darti un'informazioneutile, o vuole sapere qualcosa da te. purtroppo sono talmente tanti e asfissianti che anchela magia del luogo ne risente, e si cerca invano diandarsi a trovare l'unica rovina imboscata e senzanessuno. torniamo esausti e soddisfatti dal primo giorno digiro. stasera, come da tradizione, inizio in anticipo ifesteggiamenti del mio compleanno, domani, 6 agosto,33. la birmania e pagan mi regalano un super regalo, oltrealla gran botta di culo. giusto stasera, dopo una cenetta ovviamente innaffiatada svariate birrette, comincia la prima delle 3 seratedi megafestival di musina danza e teatro......unasorta di heineken jamming festival, a poche centinaiadi metri dalla nostra guesthouse. ci precipitiamo, ci troviamo in mezzo ad un delirioinaspettato. centinaia di persone di tutte le eta', sedute nellaclassica compostezza asiatica, di fronte ad un palcocon tanto di scenografia, service, occhio di bue ecc. noi allibiti e sorpresi, loro sconvolti dal nostroarrivo. in parecchi si girano all'ingresso degli alieni, quasifossimo noi le star che aspettano. del teatro non si capisce un granche', poi concerti didiversi gruppi hip hop birmani. si alternano vari gruppi, a quanto pare tutti famosi eattesi, fino ad arrivare alla britney spears birmana,con tanto di balletto e moine molto poco buddhiststyla. non riesco a crederci, mai mi sarei aspettato divedere un gruppo di odnne cantanti hip hop che agitanoil culo mezze biotte in un paese buddhista. non c'e' neanche da temere il classico spettacolo aduso e consumo del turista, visto che siamo gli unicinon birmani. corruzione dei costumi, gusto usa imperante, o normaleevoluzione delle abitudini???!!?? chissa'~! ce la giriamo cosi' per tre giorni, saltellando tra lerovine. come gia' sapevo, dopo pagan nulla vale piu' la pena,e per mille altre ragioni, invece di dirigerci versomandalay, rientriamo verso rangoon da dove poiripartiamo per la thailandia, mare sole e green curry! alla prossimaplaz&his blonde backpack
ultima puntata??? credo di si, visto che sono tornato giovedì scorso eho smesso di scrivere da parecchio.... ....e vergognosamente sono rimasto ai racconti del 5agosto notte, quando una strana copia di britney mi agitava fianchi birmani al ritmo hip hop locale.
6 agosto.
mio compleanno.come da tradizione mi sveglio con consueto cerchio alla testa da postumi alcolici ,bonza e lentezza nei movimenti e nelle decisioni. oggi niente bici (non saremmo in grado) ma carrozza con cavallo, tradizionale mezzo di trasporto per girare pagan e le rovine. ....e qui si apre il capitolo cavallino, uno dei più esilaranti del viaggio. il nostro destriero, paragonato agli stalloni che ci superano con spocchia e facilità, è davvero sfigatino. diciamo di una lentezza esasperante, peggio della nostra. ...il vero ronzino birmano....che manco don chishotte se lo poteva permettere! sembra quasi un pony per dimensioni e voglia di vivere. ma l'avevo promesso ieri al caballero, che mi aveva già fatto una pezza su quanti erano in famiglia e il bisogno di lavorare e bla bla bla, e comunque appena svegli me lo sono trovato di fronte alla guest house ad aspettarci....quindi avevamo poche alternative. altra infornata di templi, altre decine di bambini e pittori.
7ago.
abbandoniamo con decisione l'esperienza cavallino,che giusto post alcolismo può essere tollerato, e di nuovo bici e templi per l'ultimo giorno a pagan, tra la magia delle rovine, un tramonto spettacolare e strane storie di intrighi e vendette, re confinati nei templi e re pentiti che ne erigono altri per espiare.....il tutto più di mille anni fa.
8 agosto.
bus di 16 ore da pagan a rangoon, ultimatappa e ultimo massacro per gambe e culo in terra birmana....con la consapevolezza che di lì a poco riprenderemo l'agio e la comodità dei mezzi di trasporto thailandesi. finchè c'è luce il panorama ci regala una birmania nuova e sconosciuta rispetto all'ambiente e alla morfologia fin qui vista. più brulla, asciutta, con colline scavate da cave di chissachè, meno risaie, campi da calcio e tribune...... ci tocca anche guadare un paio di volte l'enorme irrawaddy esondato sull'asfalto, con la gente che tranquillamente fa il bagno in quella che prima era una strada. il timore che il bus possa fermarsi da un momento all'altro ci accompagna per parecchi km. a rangoon rifaccio un giro del quartiere indocinese dove prendiamo la guesthouse. sempre affascinante, la vita di strada da metropoli asiatica mi esalta.
10agosto.
con molta amarezza, dispiacere e già nostalgia abbandoniamo la birmania dopo 2 splendide settimane, belle intense come solo certi paesi"difficili" ti sanno regalare, ma sempre troppo brevi per iniziare davvero ad assaporare il paese. mingalaba
plaz&lau
.....pensavo di aver concluso, invece vi tedierò ancora con pensieri e riflessioni, analisi e paranoie birmane. pensavate di esservi liberati per quest'anno della prolissità mediatica del plaza....e invece. ......la consapevolezza di aver viaggiato per un po'(pochissimo merda!!) in un paese indubbiamente meraviglioso è salda, ma con lei una serie di riflessioni sul nostro viaggiare e l'impatto che possiamo avere su questa popolazione, martoriata e oppressa da tanti anni di fetente dittatura militare semi occulta. riemergono le vecchie discussioni sull'opportunità di viaggiare in questo paese. il boicottaggio richiesto anni fa da Aung San Suu Kyiè corretto o ormai superato, inopportuno,controproducente? è realmente vero che viaggiare in un certo modo va a favore della gente? quanto di ciò che paghi e spendi, ricercando sempre modalità e un circuito privato e non governativo, va a finire davvero nelle tasche della gente? quanto invece in tasse, più o meno dichiarate?o più o meno da strozzinaggio statale? il bus locale che ci ha rotto culo e gambe per ore è realmente rientrante in un circuito solo privato? e le guesthouse? una serie di letture e assicurazioni e indicazioni ti dicono di si, ma fino a che punto si può fidarsi? non si capisce, non si riesce realmente a farsene un'idea, seppur ipotetica. chiedere non è affato semplice, l'argomento non è di agile e serena conversazione. inoltre diversi ingressi ai luoghi di maggiore interesse turistico, attrattiva e fascino (pagan, illago inle, la superpagodona di rangoon) sono forzatamente a pagamento, e fruttano una quantità incredibile di dollari nuovi nelle cassa governative,andando ad alimentare la forza e la solidità delregime. numerose località siti e zone sono raggiungibili esclusivamente per via aerea, ovviamente di esclusivo appannaggio statale. vuoi per reali difficoltà di accesso via terra, più spesso perchè di mezzo ci sono estese aree del paese ancora inacessibili agli stranieri. ufficialmente a causa di ribellioni e conseguente pericolosità della zona, più facilmente per oscuri motivi legati ad attività di oppressione politica e progressiva distruzione della civiltà e realtà tribale, attuati impunemente dal governo, nel più bieco disinteresse e cecità internazionale. non sono più comunisti, non c'è petrolio a sufficienza per attirare appetiti stranieri (se non cinesi e di quei fetenti della total che aggira il boicottaggio)..... non frega un cazzo a nessuno. i pochi giorni a disposizione ci hanno costretto e mantenuto nel classico tour che fanno praticamente tutti. chissà, con più giorni e la possibilità di visitare il nord estremo magari avremmo potuto goderci un'altra birmania, con la fortuna magari di frequentare e incontrare la vera gente birmana, e non solo quelli che incontri nei luoghi frequentati da tutti gli stranieri, e pertanto un po' finti. .....comunque, il paese è una meraviglia, ma forse per tutti questi motivi e le costrizioni cui sei obbligato e sottoposto è ormai un po' compromesso al turismo dilagante, e l'ho vissuto con strani sentimenti contraddittori. mi avevano raccomandato la birmania, prima che fosse troppo tardi.... .....forse lo è già, per lo meno nella nostra breve esperienza, seppur limitata e poco indicativa. magari, come al solito, tornarci lontano da agosto e dalle frotte di Turisti.
(franco)
plaz
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