|
7 luglio
Attraverserò il Kurdistan, l'asfissiante fornace di Tehran, il deserto del Belucistan, Peshawar, risalendo la Karakoram Highway fino al confine Cinese. e poi Islamabad, Lahore, Il Kashmir, il Ladhak, ed infine il Rajastan.
Come vedete, il programma risulta essere molto ricco. sarà un'esperienza impegnativa, con imprevisti, contrattempi, repentine variazioni climatiche, e quant'altro serve per complicarsi la vita.
Sarei ovviamente molto orgoglione di poter collaborare con la vostra trasmissione, avendo cosi la possibilità
di rendere partecipi delle mie vicissitudini, gli ascoltatori di radiopop.
per eventuali immagini, dovrete attendere il mio ritorno; il mio spirito conservatore, mi impedisce di aquistare una fotocamera digitale: preferisco tenermi la mia vecchia canon eos 300...
a risentirci a presto (spero).
Donato
2 agosto 2007
2 agosto
Salve a tutti Van´, Kurdistan turco (2230km) tralascio i due pallosissimi giorni di viaggio in nave da Ancona a Cesme sulla costa turca, e la prima sparata di soli 800km per raggiungere la cappadocia. sto viaggiando in compagnia di andrea e daniela, una coppia di sanremo che in sella alla loro bmw stanno facendo rotta come me verso l'iran. c siamo conosciuti durante l'immane traversata, ed abbiamo cosi avuto modo di pianificare insieme i prossimi giorni di viaggio, almeno fino alle porte di Tehran. devo innanzitutto dire che non mi ricordavo di come fossero cosi malmesse le strade della repubblica che fu di Ataturk. l'asfalto e in condizioni penose, o e liso come una saponetta, o gibboso come il dorso di un dromedario ( intendo per centinaia d chilometri...) o gli innumerevoli cantieri lungo la via presentano tratti alternati di: catrame liquido appena posato, ghiaione accuminato a perdita d'occhio, o sconnesse pietraie degne della parigi-dakar, il terreno ideale per una harley... ieri mattina lasciata la cappadocia,perdendo il conto dei passi montani valicati nel discendere verso malatya, da dove provengono la maggior parte delle albicocche essiccate che normalmente troviamo sui banchi dei nostri amati supermarket, c siamo imbattuti in qualcuno che ha confermato come la mia\nostra pazzia, sia roba daimberbi dilettanti. 3 vecchie harley del 1948,1976, 1980 in rotta verso PECHINOOO!!!! va detto a nostra discolpa che i tre baldanzosi cugini transalpini, sono si partiti da parigi per raggiungere la capitale dell ex impero celestema si portano dietro due fuoristrada di assistenza con annesso carrello, mezza officina, ed un cameraman di Discovery Channel, come dire, sponsors audax juvant! tramortito da questo mostruoso spiegamento d forze,sentendomi come un misero questuante, ho\abbiamo ripreso la strada (quando ce) alla volta d Elazig dove in un soffocante tepore siamo riusciti mentre eravamo alla ricerca d un albergo, a coinvolgere un poliziotto motociclista, che nel volerci aiutare a tutti i costi per effettuare una inversione di marcia in un senso unico per raggiungere contromano l'albergo, ha completamente bloccato il traffico dell'arteria pi?ncipale... raggiunto a fatica l'albergo pregustavamo gia la gioia ristoratrice di una doccia, quando alla reception c hanno tranquillamente avvisato, che d acqua, in tutta la citta non ce ne sarebbe stata fino all'indomani. ma nemmeno stamane abbiamo potuto lavarci, lerci e appicicaticci come carta moshicida abbiamo inforcato le nostre poderose cavalcature, e viaggiando ad una media d 80kmh siamo sin qui giunti, sulle sponde d questo lago a 1720mt. sul livello del mare, dove l'albergo che c ospita possiede soddisfacenti quantita di acqua, anche calda! E domani il poderoso fronte nazo-imperialista (bmw e harley), sfondera i miseri confini di quello che e lo stato canaglia per antonomasia, portando fin nei piu reconditi meandri del paese delle lunghe barbe,il verbo e la promessa di un radioso futuro. a risentirci dall Iran.
Tehran, 6 agosto (3474km)
ci eravamo lasciati in prossimita del confine iraniano, baldanzosi e supponenti. ma basta poco per far cambiareradicalmente le cose, anche se in fondo uno si augura sempre di riuscire a trovare un escamotage, un aggiustamento, una via d uscita per portare avanti il proprio progetto. ma andiamo con ordine:
a baskale ancora in territorio turco, poco prima del confine, ci fermiamo per il solito rifornimento di carburante, edinevitabilmente catturiamo l attenzione di un gruppo di distinti signori dall aria un poco strana nei loro vestiti di gessato, ma inequivocabilmente palesi con i loro kalashnikov a tracolla. la stazione di servizio non capisco come, ospita la locale sezione del DYP il partito della retta via turco, ostinato ed acerrimo avversore della causa curda. costoro comunque con gentilezza, ci invitano al loro tavolo offrendo l immancabile te, ed una serie di stereotipate battute sul nostro paese. ah, italya mafia, berlusconi, cannavaro, materazzi, e altre cazzate del genere, e noi con la nausea per l ennesimo sciorinare di luoghi comuni (per gli stranieri), e la tensione per essere allo stesso tavolo con ceffi che si vorrebbe evitare di incontrare anche solo nei sogni, presi da paresi facciale collettiva, non possiamo far altro che abbozzare sorridendo come degli idioti ai loro sproloqui. il convivio termina con le immancabili foto di rito, io e daniela di fianco alle moto, con il piu anziano che indossa il casco di andrea, tenendo sempre ben stretto a se il suo fido ak47. salutata la compagnia, ci fiondiamo in strada, abbiamo ancora km da fare, e la parte piu critica del territorio turco da attraversare. apo ocalan, risiede ormai stabilmente (purtroppo)sull isola di imrali al largo di istanbul, ma la questione non sembra ancoravenire al suo epilogo. ovunque sulla strada, da malatya in poi autoblindo, check point della milizia che ferma tutti i veicoli provenienti da est controllando documenti e passeggeri e da Van in poi abbiamo persino incontrato un convoglio scortato da una pattuglia militare, tanto per farci capire che aria ancora si respira da queste parti. finalmente il confine: e venerdi giorno di festa e la frontiera e praticamente deserta. ma cio nonostante abbiamo bisogno di circa un paio d ore per passare oltre.la parte turca e stata relativamente celere.\, mentre al di qua ci anno usato come palline da ping pong, evidentemente avevano bisogno di un diversivo, tanto per ammazzare il tempo. vabbe, sono cose che metti in preventivo quando ti imbarchi in crociere di questo tipo, quello che non avevamo preventivato e stata l apertura delle cateratte che ci ha rovesciato addosso acqua e grandine, in abbondanza. arrivo ad orumiyeh sull omonimo lago, non prima di aver sacramentato per la prevedibile difficolta di districarsi con un alfabeto a noi alieno. "scendiamo" al reza hotel accattiamo due camere, ci rimettiamo in sesto e a cena facciamo il punto della situazione. da poco meno di due mesi il governo di tehran ha deciso il razionamento della benzina, in quanto pur essendo il quarto produttore mondiale di petrolio non possiede le strutture sufficienti per la raffinazione, e paraddossalmente e costretto ad acquistare all estero circa il 70% delproprio fabbisogno: invece di giocare agli scienziati pazzi con l uranio potrebbero investire altrimenti i loro danari.. ma veniamo a noi, nessuno ci aveva informato, ne al consolato a milano, ne tantomeno alla frontiera, che anche i turisti che viaggiano con un mezzo proprio sono soggetti alle stesse restrizioni: 100litri di benza al mese, e mo so cazzi... perche sia io che andrea e daniela con questo quantitativo ci possiamo fare ben poco, posto che si riesca ad ottenere la card che consente il rifornimento ai distributori. il titoltolare dell hotel mr. hajisalem, che allah lo abbia in gloria, si prodiga per poterci consentire quantomeno di tentare l acquisto di una card, cosa per nulla scontata. quindi con una lettera da lui redatta, abbiamo iniziato il pellegrinaggio prima al locale ufficio del turismo da dove, ottenuto un altro papiro siamo stati indirizzati all ufficio della compagnia petrolifera di stato da dove ci hanno prima chiesto ma che cazzo siete venuti a fare in moto dall italia fino a qua se gia ci scanniamo tra di noi perche non abbiamo benza a sufficienza, e poi ci hanno sheckerati tra banche ed uffici per un paio d ore prima di rilasciarci le tanto agognate card, 2 a testa 200 litri, che dovrebbero consentire a me di raggiungere il confine pakistano, e a loro due di completare il tour previsto. lasciamo l hotel per dirigerci verso sud, lascio loro due in compagnia delle moto per mandare una mail all ambasciata italiana a tehran ed al ritorno vengo sonoramente cazziato dai suddetti perche nel frattempo si era creato un assembramento di un centinaio di persone intorno ai mezzi, che ha completamente paralizzato il traffico costringendo la polizia a disperdere la folla e a minacciare andrea di arresto se non toglieva immediatamenta le moto dal divieto di sosta dove le avevamo lasciate. dopo il pernottamento a miyandohab, le nostre strade si dividono: loro proseguono verso sud, mentre io piego ad est in direzione dela capitale, dove arrivo avvolto dal buio e da un allucinante mix di caldo, umido, gas di scarico, e un anarchia viaria senza pari. una volta vista tehran, il miserrimo traffico delle tangenziali milanesi, e cosa da niente: da noi si sta in fila e si aspetta, eventualmente ce qualcuno che si sente piu furbo degli altri. qui e esattamente il contrario: SONO TUTTI FURBI!!! non ce regola che tenga, rosso, contromano, inversioni, repentini e continui cambi di traiettoria, pedoni kamikaze che si lanciano attraverso le arterie, come se stessero facendo il fil rouge di giochi senza frontiere, un macello. stamane ho avuto la conferma di cio che temevo, quasi sicuramente dovro rinunciare a raggiungere l india, a causa dell ottuso asse burocratico italo-pakistano. avevo gia fatto domanda per il visto al consolato a milano a fine maggio, ma al 28 di luglio data della mia partenza nessuna risposta (negativa o positiva) mi era pervenuta. sapevo che avrei avuto difficolta ad ottenere il visto in italia, altri prima di me ci avevano provato, senza successo, e cosi avevo gia deciso di cercare di ottenerlo qui in iran. ma stamane i pakistani mi hanno chiesto una lettera di presentazione della mia ambasciata per avviare l iter, lettera che il solerte funzionario mi ha prontamente rifiutato, in quanto la farnesina ritiene la zona sud del paese pericolosa e quindi non accetta di accollarsi responsabilita di questo tipo. ergo due di picche e amen. a questo punto ho due alternative, rischiare, arrivare fino a zahedan in prossimita del confine (1600km) e cola chiedere un visto di transito, senza alcuna garanzia di successo, e in questo caso tornare indietro fino a bandar e abbas, imbarcarmi e raggiungere gli emiratim proseguire verso l oman cuocermi di caldo e quando ne avro a sufficienza, spedire la moto via nave e tornarmene a casa in aereo. vedremo...
Esfahan, 11 agosto (3951km)Ci eravamo lasciati a Tehran, dove l asse burocratico italo-pakistano aveva respinto le mie forse ultime speranze di ottenere il visto, e proseguire cosi via terra il viaggio verso la destinazione finale. confesso che preso dallo scoramento per il mancato ottenimento del suddetto ho avuto il malsano impulso di girare la moto e tornarmene mestamente verso casa con la coda tra le gambe.certo l itinerario di riserva che prevede di traghettare da Bandar e abbas verso dubai, e da li scendere verso l oman alla volta di Muscat e dell oceano, e si interessante, ma assume i connotati di un annacquata avventuretta in confronto alla spedizione himalayana. e cosi mentre vagavo ramingo tra le ombre di Tehran, sudato fradicio e stravolto dalla fatica, alla ricerca di un misero giaciglio per le mie stanche membra, incontro Pablo, ispanico di Salamanca trapiantato a parigi. anch egli in moto (ma esistono solo bmw a questo mondo?) con un anno sabbatico in tasca, sta facendo rotta verso la thailandia. vedendomi male in arnese, mi propone di dividere la sua camera al naderi hotel appollaiato su una delle tante, lunghe ed incessantemente rumorose arterie della citta. cominciamo la conoscenza parlando dei nostri relativi progetti, e riflettendo sulla mia situazione ho cominciato a considerare alcune fondamentali cose: avro in futuro il tempo, e sopratutto la voglia di rimettermi in Marcia, ricominciare tutto da capo perriuscire finalmente nell intento prefissatomi? mmhhh.. al momento no! ho gia letto di corrispondenze da qui provenienti, ergo non vi tediero oltre con minuziose e dettagliate cronache della quotidianita persiana, solo alcune considerazioni personali, riguardo al mio contatto con questa dimensione. la sensazione permeante e quella di trovarmi avvolto in un atmosfera islamico sovietica, ce si caos, rumore, traffico e vitalita apparente (ma questo e dovuto a mio avviso all ottusa e primitiva incapacita dei locali di muoversi: anche a piedi non riescono a fare piu di due metri in linea retta), ma quello che leggo nei loro occhi, in particolare di chi ha vissuto e portato sulla propria pelle "l evoluzione" ed il peso della rivoluzione, e una disillusa rassegnazione alla incontrovertibilita delle cose. ma forse qualcosa si sta muovendo, sopratutto tra le giovani generazioni, le ragazze appaiono particolarmente insofferenti alle pietrificate imposizioni morali che regolano le relazioni sociali. capelli e maquillages sempre piu evidenti, soprabiti che si accorciano e che diventano piu avari di circonferenza, e lo spigliato desiderio di intessere nuove relazioni sociali, anche con gli stranieri.(per loro un imperdibile occasione di contatto e di scambio diretto con l esterno, ma questo gia accade virtualmente con interdet). e un segnale importante, qualcuno sta cominciando adassestare colpi di ariete, all invalicabile muro di retrograde e mediavali imposizioni instaurate da quel gruppo di oligarchi, che tramite lunghe e fatue vesti, turbanti, univoche, e professate sacre scritture, pepetuano uno stato di cose, prono ai loro voleri. e un segnale importante, perche questi colpi arrivano dall interno.questo si ricollega a mio avviso, all avvento di ahmadinejad. voluto tramite le solite sotteranee manipolazioni politiche interne, dove l illuminato e supremo guardiano della rivoluzione khamenei ha piazzato questo fantoccio ultraconservatore e reazionario(per il momento a parole) che tanto mi ricorda il suo beneamato mentore ruhollah mussavi Khomeini, sempre prodigo di squinternate esternazioni condannatorie all indirizzo di chiunque; secondo me andava a caso aprendo l elenco telefonico… Ma ora basta menate sociopolitiche, ho lasciato la capitale, inforcando l autostrada proibita alle moto(ma dove non ho sganciato un singolo rial…), ho fatto rotta verso sud sotto un caldo(eufemismo)sole alla volta di esfahan. la meta del mondo cosi come venne soprannominata dai suoi abitanti, grazie alla lungimiranza ed al gusto dello scia abbas primo, che ne decreto la genesi tra il 15 e 16 secolo. la moschea dell imam completamente rivestita di maioliche, e uno spettacolo incredibile, cosi come non e da meno l attigua piazza dell imam(aridaje) 500mt x 160 circondati da portici, il palazzo di cehel sotun che si specchia in un ampia vasca,all interno di un ombroso parco dove decine di famiglie cercano ogni giorno refrigerio, dall implacabile forno solare. e I famosi ponti sul fiume zayande al riparo dei quail, I locali si sollazzano nelle chaikane sorseggiando l immancabile the, o tentano di socializzare con I turisti , mostrando loro tramite telefonino, filmati porno dove compaiono uomini con membri dalle dimensioni equine…l altra sera io e Pablo abbiamo deciso di darci una botta di vita, andando a cena nel ristorante dell abbasi hotel, il piu lussuoso della citta, ricavato da un antico caravanserraglio. giardini stupendi con piante ornamentali fontane con giochi d acqua, e una coda considerevole per avere un tavolo. ci siamo accontentati allora del secondo ristorante, piazzato sul terrazzo dell hotel da dove si gode di una spettacolare veduta di esfahan by night: a nord le cupole e I minareti della meidun e emam, e a sud le luci del quartier armeno di jolfa. per non parlare del ricchissimo buffet, dove un vegetariano come me, dopo giorni di pane, riso, e banane, ha trovato ogni ben di allah. bene per oggi puo bastare, ora torno all amir kabir hostel a finire la mia lettura distensiva (sulla cecenia…) o a conviviare con gli altri viaggiatori girovaghi: ce chi e partito da brescia in bici per arrivare in thailandia, chi da amburgo sta facendo lo stesso, ma con destinazione pechino per le prossime olimpiadi, chi arriva dlla nuova zelanda in fuoristrada, o chi semplicemente si gira il medio oriente in lungo e in largo. e stasera di nuovo all abbasi a strafogarci con 10euro, pensando a voi che siete comodamente Assisi negli studi di via ollearo, nella florida e ridente padania. alla prossima
tehran 14 agosto (4543km)salve,sono tornato nel girone disumano della capitale, perche era l ultima chance che avevo per raggiungere l india. dopo un estenuante mattinata passata a visitare quanti piu uffici possibili all aereoporto, sono riuscito a trovare la soluzione:: venerdi mattina ore 5.30, io e la moto decolleremo insieme alla volta di bombay (sempre che qualche prevedibile imprevisto non mi rovini tutto).ne ho a sufficienza dell altoforno persiano, e dei suoi impavidi utenti della strada, ma so per certo che dall altra parte non sara meglio. d altronde mi ci sono cacciato da solo in questo idillio, e ne dovro giocoforza, sopportare le conseguenze. io e pablo il motociclista ispano francese, ci siamo dati appuntamento ad amristar per il 10 settembre: lui deve avere il tempo di arrivarci via terra, e io nel mentre me ne andro a bighellonare attraverso il rajahstan. una volta riuniti, faremo rotta a nord, direzione srinaghar, per raggiungere leh, attraversando con le nostre epiche cavalcature il kashmir ed il ladakh,valicando i due piu alti passi carrozzabili al mondo, per poi planare finalmente a dehli. vedremoalla prossima
Bombay, 16 agostofinalmente! dopo 3 lunghi ed estenuanti giorni passati all aereoporto di tehran vagando come un ebete per gli uffici della dogana, questa mattina alle 7, io ed il mio catorcio a due ruote, siamo saliti sull'aereo che ci haquivi condotti. passate in un battibaleno le mie formalita doganali, mi sono traumaticamente scontrato con la burocrazia indiana per sdoganare la moto. non sto qui ad enunciarvi code, uffici, calca,caldo,richieste insistenti di danaro, e quant'altro: that's india! ho trovato un albergo nei pressi del centro (claxon lex dura lex) dove sono dovuto giocoforza venire, per assolvere ad alcune formalita riguardanti la moto. la citta e molto particolare, un miscuglio di inghilterra vittoriana, e caotoco esotismo, non male, a parte l'afa da sauna finlandese. bon, domani si torna in dogana per cercare di sbrogliare quella che sembra un intricata matassa, spero di riuscire a far uscire la moto in un paio di giorni; nonho voglia di perdere altro tempo. pablo mi aspetta ad amristar il 10 settembre, ed ho ancora2500km e tutto il rajahstan da vedere. alla prossima.
Udaipur, 20 agosto 5368km
finalmente! mi ci e voluta un intera giornata , e 130 eurii,per fare uscire il catorcio dalle paludi della burocrazia indiana. poi con il calare delle tenebre, circondato da una trentina di curiosi ed inattivi astanti, mi sono dovuto rimontare ruota, parafango, parabrezza, e olio nel motore. ma mancava la benzina e dovevo rigonfiare le ruote.
un caritatevole villano si e allora fatto carico di andare a recuperare con un vecchio ape piaggio, un intero compressore per poter disporre dell aria necessaria agli pneumatici!! stravolto dalla mostruosa umidita e dalla fatica, sono riuscito (sotto l immancabile pioggia torrenziale) a raggiungere l albergo in citta. ieri mattina di buon ora partenza per la mia prima presa di contatto con le strade ed il traffico indiano: what a fucking situation! e il paradiso della casa delle liberta: ognuno fa come cazzo gli pare, anche i cani, le vacche, i bufali, gli asini, i cammelli, e le scimmie; piu occhi hai meno rischi corri. non puoi rilassarti un secondo, anche perche oltre ai summenzionati partecipanti, devo fare i conti con le innumerevoli e mostruose buche presenti sulle strade. diciamo che un ottimale e ottimistica velocita media di crociera, potrebbe assestarsi sui 60kmh, e di strada da fare ve ne parecchia... arrivato ieri sera a baroda, sono stato abbordato da un giornalista locale, che mi ha trovato un hotel in cambio di un intervista per il quotidiano del gujarat per cui lavora. ergo questa mattina a colazione mi ha portato una copia del summenzionato giornale dove appariva la mia stravolta faccia a cavallo della moto, corredata da un articolo che parla di questo astruso occidentale che si e messo insanamente in testa di arrivare in india in moto. eh.. queste si che son soddisfazioni. bene a risentirci alla prossima, e saluti a tutti.
Pushkar, 25 agosto (5638km)
Salve imbarcati, la lunga marcia continua. lasciata udaipur sotto un cielo plumbeo, mi sono sciroppato questi altri duecento e rotti km, fendendo come potevo la marea di cose e persone che normalmente occupa la sede stradale. devo amaramente constatare che , mano a mano si sale verso nord, aumenta esponenzialmente l'idiozia di chi ha tra le mani un volante, o qualcosa di simile atto a governare un mezzo di locomozione. inoltre devo ora aggiungere due nuove specie al novero di fiere incontrate sin qui: maiali e pavoni...
pushkar e una ridente localita poco distante dalla piu grande e caotica ajmer. la cittadina vive incorniciando un piccolo lago sacro agli hindu. meta di pellegrinaggio per i fedeli che qui giungono da tutto il paese, e anche per numerosi turisti che la preferiscono alla vicina ajmer: non sara per caso a causa di quegli strani manufatti in terracotta che usano per consumare tabacco, probabilmente mischiato a non so cosa? ho incontrato un paio di milanesi anche qua,. alessandro che mi ha riconosciuto per strada con la moto (seguiva il blog sul sito ) e che tanto per cambiare mi ha dato del pazzo, e chicca antropologa stanziata qui da quasi tre mesi, che sta seguendo un suo progetto di lavoro, con una tribu di zingari. bene, la pioggia sembra avermi abbandonato (spero)
il sole picchia a martello, la gente e appiccicosa come carta moschicida, cercando di piazzarti di tutto, e io domani mi muovero in direzione di jodhpur, verso il deserto. a caccia di altre fiere da annoverare nel mio personalissimo cartellino. alla prossima
jaisalmer, 28 agosto (6179km)
salve imbarcati,
sono arrivato qua, alle propaggini del deserto del thar, dove solo sabbia e sterpaglia mi separa da quei cazzoni di pakistani..., dopo un viaggio abbastanza celere da jodhpur, nonostante da queste parti la velocita sia un lusso
alquanto strambo per gli utenti della strada. ho trovato per la prima volta una strada degna di questo nome, senza trincee, trampolini, e ostacoli tipo space invaders. ed ho addirittura raggiunto la stratosferica velocita di 100kmh! una goduria, peccato che a 50 km dalla meta, sotto il solito sole a martello, ho dovuto attendere per mezz'ora il passaggio dell'accellerato jaisalmer-jaipur, in pieno deserto... la cittadina si presenta piu tranquilla rispetto al trambusto di jodhpur, il traffico e accettabile, il flusso di turisti pure (una sparuta minoranza, invero)
ed il forte, arroccato su una isolata altura, spicca per la sua arenaria color miele, che col tramonto accentua ancor di piu la sua suggestiva cromia. domani a zonzo tra le dune, ad una quarantina di km ad ovest,tour autonomo dei templi giainisti, e sauna giornaliera assicurata, l'umidita non da tregua, ma e meglio della pioggia. sulla strada ho incrociato un motociclista indiano, che con la sua enfield se ne andava a zonozo per la regione. mi sono ripromesso di rivederlo a delhi, visto che si e offerto di aiutarmi per la spedizione della moto. e che buon pro mi faccia. bon ,prossimo bollettino dal tempio dei topi di desnhoe, vicino bikaner. alla prossima
Amritsar, punjab 30 agosto (7098km)
salve imbarcati,
rieccomi in strada piu che mai. dopo una fugace apparizione in quel di jaisalmer, la mia insana mente, spinta sopratutto dal mio esausto corpo, ha partorito l'idea di lasciare jaisalmer alle 5 del mattino, percorrendo cosi buona parte del tragitto a temperature accettabili, ma non senza rischi: incrociare un cammello che attraversa la strada al buio a 5 metri da te vale piu di dieci caffe amari( cazzo se ti svegli..). raggiunta bikaner, visitato il locale forte;niente di particolare, qualche sala con decorazioni dorate, intarsi in madreperla, specchi specchini specchietti e sbarlusci vari. poi al pomerriggio, giusto verso le due, quando il sole picchia si a martello, ma pneumatico, un allegra gitarella a desnhok, per visitare il karnimata, altrimenti detto il tempio dei topi. i graziosi animaletti in questo luiogo, sono considerati alla stregua delle vacche sacre nel resto del paese. vengono omaggiati con cibo, doni ,e richieste di preghiere da parte dei devoti. il tutto mentre centinaia di ratti fanno letteralmente il comodo loro, mangiando ,bevendo, copulando, deiettando, ronfando, morendo, poltrendo, cazzeggiando, tra i pii fedeli. questa mattina, altra levataccia all'alba per sorbirmi altri cinquecento e rotti chilometri per raggiungere la capitale dei sikh. stravolto per la strada, e per la assoluta follia dei punjabi al volante. se decidono di sorpassare lo fanno in qualsiasi modo, anche se di fronte arrivasse un treno. un altra cosa che mi ha colpito del punjab e che mi ha fatto associare aala presenza di numerosi sikh in lombardia. sembra veramente di stare nella bassa! pianura a perdita d'occhio campi coltivati, filari di pioppi ai margini delle s
strade: non fosse stato per i turbanti alla guida, mi sembrava di percorrere la via emilia tra lodi e piacenza.
bon domani visita al tempio d'oro, e poco altro cazzeggio. ho un problemino con un ammortizzatore che perde olio, spero che non mi complichi ulteriormente le cose, proprio ora che arriva il bello: da dopodomani si comincia a salire, destinazione himalaya. alla prossima.
Srinagar Kashmir, 2 settembre (7636km)
salve imbarcati,
sono riuscito dopo un estenuante giornata (13ore e mezzo di moto), a coprire questi miseri 500km da amritsar a srinagar, nel cuore del kashmir. e stata una massacrata, il traffico incessante non mi ha abbandonato un attimo.
cosi come la proverbiale perizia al volante degli indigeni locali. non c'e stato verso, vuoi per le condizioni della strada, vuoi per summenzionato caos di cose e persone, la media e stata veramente da slow motion, 40all'ora.
le uniche due cose positive, i paesaggi montani, una volta superata jammu, e dalla stessa jammu in poi uno strano odore pungente, mi ha tormentato per ore, fino a che ho deciso di vederci chiaro: mi sono fermato a bordo strada e con mia distaccata sorpresa, ho trovato ad attendermi mogliaia e migliaia di piante di quella cosa che voi ben potete immaginare, cosi nature a bordo strada: venghino signori, si accomodino. cosa da non fare ASSOLUTAMENTE! la polizia qua usa la mano pesante con gli stranieri. srinagar e insolitamente diversa dalle altre citta, l'architettura innanzitutto, in pietra e legno, puo blasfemicamente ricordare il tudor, il dal lake nelle cui acque si riflettono le montagne circostanti, e l'esercito, tanto esercito, dappertutto. sembra la belfast dei giorni peggiori, camionette autoblindo, check points, soldati armati a spasso per la strada, siamo in zona critica, il confine e le tensioni con il pakistan non sono lontane. ok, domani si comincia la scalata all'himalaya, partiro alla volta di leh (426km) dove conto di arrivare in un paio di giorni, facendo tappa per la notte a kargil. quindi se tutto va come spero, a ristentirci dal ladakh.
4 settembre
Leh, Ladakh (8072km)alla fine la perseveranza e stata premiata. dopo due giorni di viaggiomemorabili, sono alfine arrivato nel cuore del ladakh. e stato un percorsomooolto impegnativo (450km in 2 giorni) condito con condizioni stradali trale piu disparate, dal fango alla sabbia, alla viva roccia, ai camion. questistramaledettissimi camion, a centinaia sopratutto quelli dell'esercito cheporca putrella fradicia, viaggiavano tutti nel senso opposto al mio. emorire se quei bastardi cedevano un millimetro di carreggiata, per evitarliho mangiato chili e chili di terra e polvere di gasolio. mai paesaggi spettacolari hanno ampiamente messo in secondo piano l'aspettologistico della faccenda. scorci incredibili e selvaggia bellezza, difficilida descrivere con una tastiera. e poi i passi che ho valicato pewr arrivarequi: lo zoji la 3500mt. 22km di terribili tornanti nel nulla, il namka la3760, e per finire, ciliegina sulla tora il fotu la, a soli 4100mt. sullivello del lambro. ho guidato per chilometri e chilometri in pienasolitudine, accompagnato solo dal borbottio del mio fedele catorcio, e dallemie iraconde blasfemie, ogni qualvolta la strada, senza preavviso alcuno, mivomitava in faccia tratti di mulattiera senza fine. bon domani relax, cambioolio alla moto, ne ha bisogno dopo tutte le torture a cui l'ho sottoposta, egiovedi si tente l'ascesa al khardung la 5600mt. la strada piu alta delmondo. bon ora torno a vedermela con il mal di montagna. alla prossima.
6 settembre
UNA GIORNATA PARTICOLARE Come spesso accade, mi alzo prima che la sveglia suoni. il pensiero di quello che sto andando a fare, mi tiene lontano dai sogni e dal riposo.un'omelette, dell'ottima marmellata di albicocche, e dello squisito pane ladakho.carico il catorcio con i ferri, i pezzi di ricambio (non si sa mai), e l'attrezzatura per l'acqua. scendo fino al benzinaio per recuperare una tanica supplementare, non ne ha, e mi spedisce al bazar, ma qui i negozi aprono alle 10... porca zenobia meretrice, comin ciamo bene! gia il programma e rischioso da fare in giornata, se poi devo perdere due ore aspettando che i bazari si riprendano dalle stonature e dai bagordi della sera prima, siamo a posto. ma ne trovo uno ligio al dovere, che per 30 denari, pardon rupie, me ne ammolla una. ridiscendo al benzinaio, riempio la tanica, e via, si va.il cielo sopra di me, e quasi terso mentre lassu, gravide e gelose nubi, celano le vette alla vista.ci sono 39km da leh fino al passo. fino al check point di south pullu, la strada e in buone condizioni, dopo inizia il toboga. lo so, ne prendo atto e via; prima,seconda, prima,buca,guado,pietra. entro nel ventre delle silenti guardiane, che offese per cotanta invadenza, cancellano la visuale lasciandomi quei 4-5 metri per capire dove mettere le ruote, e dove non sporgermi da una mulattiera senza protezioni, a 5000mt. la temperatura scende in picchiata, i primi fiocchi di neve fanno capolino, vado avanti tra le nubi e la neve, non vedo un tubo ma vado avanti, oramai ci sono quasi.e dietro l'ennesima curva, inaspetteto quanto agognato, e davanti ai miei occhi: uno spiazzo di 50x50mt disseminato di pozze di fango e neve, e sferzato da un vento tagliente, qualche baracca, e le auto e le moto (solo enfield) di quelli che come me, hanno lasciato impavidi e baldanzosi il cielo di leh, per raggiungere questo luogo dimenticato da budda. sono sul khardung la a 5602 mt. sul livello del lambro e dell'olona, la strada piu alta del mondo, nel cuore dell'himalaya con la mia moto: ce l'ho fatta! ragazzi indiani fanno saltar fuori da un'auto un mega ghettoblaster. e cosi sotto la neve, per scaldarsi e per festeggiare, si balla punjabi e bangra a palla. preso dall'euforia mi unisco a loro, il freddo comincia a farsi sentire.molti mi chiedono di di farsi fotografare di fianco alla moto, come potri dire no? l'atmosfera e cosi frizzantee gioiosa, si ride, si balla, si sherza, non avrei mai pensato di raggiungere il culmine del mio viaggio, vivendo un cosi inatteso e rumoroso convivio. fine prima parte.
seconda parte
Nevica, sono quasi le 11. dopo una tazza di tedecido di rischiare. il versante nord del passo che scende dopo north pullu fino al villaggio di khardung, sembra abbastanza fattibile, ma le imperiture nubi sopra la mia testa, sono alquanto eloquenti. vado ma, no..., non epossibile!! due(2) colonne di camion militari attraversano il valico mentremi infilo il casco. vado lo stesso, mi incuneo tra le due serpentine, decisoa vender cara la pelle. la strada scende subito in picchiata, tra fango eroccia viva. nevica, accodato ad un camion miaccorgo che le dita cominciano a perdere sensibilita, in piu questo gentiluomo dinnanzi a me, nonostante gli abbia piazzato il clacson nelle orecchie, prosegue imperterrito saziandomi di gasolio. a fatica uno ad uno risalgo la colonna che mi lascioalle spalle nel mezzo di un tornante perche il capofila e arrivato lungoalla piega, e si e bloccato, tie! arrivo a north pullu 12 km piu a valle. nevica, al check point io e 3 attempati inglesi cechiamo l'incaricato al controllo dei permessi, ma nulla. mi attacco all'ennesima tazza di te, alriparo sotto un malfermo tendone, in attesa di sviluppi. nevica, insiemeall'incaricato, arriva anche il mal di montagna, la testa comincia a pulsare in maniera fastidiosa, ma oramai sono qua. trovato l'omuncolo dei permessisi riparte, ma il cavalletto resta aperto. nevica, giro la moto e trovo un masso su cui appoggiarla per vedere il da farsi. ho perso la molla, ho bisogno di filo di ferro per mantenere il suddetto in posizione ortodossa. a due metri da me, un operaio trova la molla e me la rende. e cosi, inginocchiato nel fango, sotto la neve,ansimando per la mancanza d'aria,riesco a riportare la cose al loro ordine. ho freddo, le mani e i piedi ancora di piu, si torna indietro, la nubra valley la visitero in un'altravita. risalgo il versante nord, e con me sale anche la testa che pulsasempre piu dagli occhi alla base del collo, sembra che debba esplodere da un momento all'altro. nevica, oltre alla testa ci si mette anche lo stomaco. adogni sobbalzo, ad ogni buca, sembra che un imminente conato di vomito debba imbrattarmi la visiera. proseguo intirizzito dal freddo in prima. nonincontro nessuno tra le nubi. arrivo in cima, sto da cani, la vista mi siannebbia, e la forze vengono meno, ma il sole ed il cielo hanno divelto lagelida coltre, non nevica piu. tiro dritto, ho solo voglia di arrivare inalbergo e di crollare a letto, ho ancora 40km da fare. proseguo a passod'uomo, non ce la faccio piu. mi fermo appena in tempo per sfilarmi il casco, e vomito il vomitabile mischiato a verde bile. respiro a fatica, misiedo su una roccia tentando di riprendere fiato e conoscenza. riparto stringendo i denti. arrivo finalmente a leh. mi infilo in camera, seminando vestiti e suppellettili dappertutto e mi butto a letto. distrutto non so come, ma in men che non sidica ,cado tra le braccia di morfeo. mi bastano unpaio d'ore per riprendere le forze, la testa ha smesso di pulsare, ma dentro restano le immagini, le sensazioni, e le emozioni vissute in questa memorabile giornata. suggestioni che ne il tempo ne tantomeno il gelo che ancora increspa la mia pelle, potranno raffreddare.
11 settembre
manali, himachal pradesh (8829km) Eccomi qua, ricomparso dopo qualche giorno sperduto tra le vette himalayane, percorrendo probabilmente una delle strade piu belle (e piu massacranti) del mondo. un viaggio di 2 giorni compiuto in compagnia di tre crucchi di mezza eta (non che io sia un brufoloso adolescente) che nel loro pacchetto, aquistato direttamente a monaco, si portavano dietro anche il meccanico personale indiano... ( 3 enfield prese a nolo a delhi) lasciare leh e stata dura per le emozioni e le esperienze vissute lassu. non ultima, la visita al monastero di thiksey. un atmosfera sospesa nel tempo e pregna di spiritualita che ha colpito anche un ateo integralista come me. i monaci raccolti in preghiera davanti ad una gigantesca statua del budda shakyamuni, raccolta in un edificio di due piani, circondata da legni intarsia ti e da magnifici affreschi. e poi la danza delle maschere nel cortile principale, un mix di folklore e misticismo davvero particolare e coinvolgente. poi lasciata leh, su e giu per i picchi, km e km senza incontrare anima viva, ma incredibili e spettacolari paesaggi a perdita d'occhio e d'immaginazione.dovete fare quest'esperienza, bisogna esserci dentro per provare quello che con fatica sto cercando di descrivere. pernottamento a sarchu, in the middle of nowhere,in tenda a 4300mt, e il mattino dopo via, per quella che sarebbe stata un'altra giornata campale. la "strada" mostra da subito i muscoli, arrampicandosi, e il termine non e improprio, sul baralacha la 4900 e rotti mt., su morbide distese di massi, si si massi non sassi. e cosi si prosegue fino a darcha, dove saluto i crucchi, e proseguo da solo per gli ultimi 150km. i peggiori l'asfalto sparisce, per ricomparire 20 km prima di manali, e lascia il posto a tutto il resto: in prevalenza guadi, dove modestamente ho fatto la mia bella figura, ribaltandoci dentro la moto e fango, tanto fango. in un tratto di una trentina di metri, ho d ovuto appoggiare i piedi sul paramotore, per quanto era alto il viscido elemento. e cosi, tra buche, guadi, pozze ed imprecazioni sempre piu frequenti, ho affrontato i due versanti del rothang la, l'ultimo passo che ancora mi separava da manali. ma mi sentivo solo, ed ho invocato acqua e neve, affinche vegliassero sui miei ultimi km. bon fine della puntata, ci risentiremo probabilmente da delhi o zone limitrofe. il programma prevede, se gli ammortizzatori reggono, di raggiungere khajurao, gwalior, agra, jaipur, e poi delhi per gli ultimi giorni, da vivere nel tramestuoso delirio della capitale.
|