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tre uomini in barca

Le Libere Vacche

Cara barca

alla fine anche noi ci siamo, le libere vacche!(mucche ci sembrava un po' troppo blasfemo in india, .. e vacche sante anche!!!!:-))martedì si parte; destinazione Nuova Delhi via Mosca...si viaggia con Aeroflot...paura per alcuni!
Composizione equipaggio: Alessia e Sara le sorelle, Egle in attesa di viaggio in india da anni, Rosa la catanese di Paternò e .... l'unico uomo Luca che forse abbandonerà ben presto le libere vacche!
Dopo settimane di visioni cinematografiche sul tema (non perdetevi Water) finalmente stasera ci siamo trovati alla Scighera per condividere l'itinerario...piu' o meno monsone permettendo.
Abbiamo un mese di tempo, tranne Rosa la maestra che deve tornare dai suoi bimbi il primo settembre, la terra promessa è il Rajasthan, e prima di tornare ai peccati milanesi una purificazione generale con gara di nuoto nel Gange a Varanasi.
Avrete presto nostre notizie..se l'aeroflot non cade e se il monsone non ci travolge...
liberi saluti a tutti i blogger e a voi della barcaalessia sara egle rosa lucaaaaargh, eccoci, eccoci...!!!
travolte dall'india le libere vacche finalmente vi aggiornano dopo difficolta' nel trovare internet point (posti poco turistici) o difficolta' nel trovare le forze per scrivere.
questa parte di india e' faticosa! 1
all'arrivo a DELHI - le 4 di mattina del 8 agosto - il primo impatto con l'india, chiaramente annunciato: l'aria!!! calda, umida, vagamente sulfurea...
l'albergo che prenotato dall'Italia ci sembrava fin troppo lussuoso e occidentale si trova invece in una via super stretta e sconnessa, avvolto da un intrico di fili elettrici in barba a tutte le sicurezze!
nella tarda mattina il secondo impatto con l'india: il traffico, i rumori, i clacson,...!!!
in giornata il terzo impatto: le vacche!!! finalmente libere, padrone di ogni angolo della citta, UNICI VIVENTI RISPETTATI da un traffico dove VALE LA LEGGE DEL PIU FORTE!! Tentiamo di muoverci anche a piedi ma ci rinunciamo presto! Il pericolo piu' grande qui e' proprio il traffico, e non manchiamo di essere parte di due piccolo tamponamenti dove tutto si risolve con pochi sguardi e nessuna incazzatura.
Il tramonto lo viviamo al LODI PARK un` oasi, non tanto per gli occhi che vedono il verde delle piante quanto per le orecchie.
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tappa successiva FATHEPUR, fuori programma ma alla ricerca delle haveli strutture tipiche, "magioni", tipo un co-housing dell'800
primo crollo: sara soccombe sotto mal di testa e nausea periodici, ma non cede allo sguarausdormiamo in una specie di shining indiano, tipo casa coloniale, tante stanze, patii, ma non c'e' nessun ospite oltre a noi. le haveli sono per la maggior parte case occupate, a parte una che con oculatezza e un po' di soldi e' stata restaurata da una mecenate francese che a vedere dalla foto sembra un po' una baldraccona russa!
4 giorno domenica a bikaner, citta' dallo splendido forte, dove un po' ti senti magnifico e magnifica.
il pomeriggio un'escursione in un luogo fuori dal tempo: abbiamo avuto la fortuna di capitare a KOLAYAT, una delle mete domenicali della zona, un lago circondato da un'area sacraDi sacro si vedono i santoni e piccoli e grandi templi e poi tutto il resto e' un gran divertimento per gli indiani che si tuffano con dei buffi salvagewnti,gilet gonfiati, o pieni di materiale galleggiante, tipo i giubbetti di salvataggio delle barche pero' fatti in casa, e per noi che veniamo attorniati e riveriti come se fossimo degli alieni.cI offrono anche il loro cibo e le loro bevande, che accettiamo volentieri ...nel terrore di quello che ci potra` poi capitare, a noi occidentali dall`intestino debole!!! E poi i veri santoni siamo noi! Ci chiedono in continuazione di toccare i loro piccoli bimbi per altro gia' protetti da piccoli coltellini che portano in vita.
Noi imponiamo le nostri mani di bianchi occidentali .... ma penseranno che cosi` diventaranno ricchi??????!!!!!!!!
Sul finire, in attesa dell'autobus, come ormai sempre piu' spesso sembra accadere, siamo stati presto circondati da una ventina di bambini, ragazzi e uomini che hanno fatto di noi l'attrazione turistica della giornataDobbiamo forse intrattenerli in qualche modo visto che l'inglese non e' proprio il loro forte? Allora due foglietti e via con gli origami: il risultato e' una barchetta e una rana che stenta a saltareNon abbiamo ancora capito se sia stata una buona idea.
Secondo e terzo crollo, cadono vittime dello sguaraus luca e alessia...certo luca aveva fatto un po` il buffone, col cibo dei baracchini e via dicendo ... e un`avvisaglia, poco carina da raccontare ma molto molto precisa: la cacca con l`odore esatto della fogna di delhi!!!!! ( ma si puo dire in onda?) 6
A parte questa mattina (siamo stati intortati da un tale che ci ha dato un passaggio "apparentemente free" su una jeep) abbiamo sempre utilizzato mezzi pubblici: rickshaw, ciclorickshaw, treno... e sono sempre stati dei gran viaggi!!
e quindi eccoci per la prima volta in un posto turistico, JESAELMEER, al confine del GRAN DESERTO INDIANO e non lontano dal pakistan... e ci aspettano il deserto a dorso dei cammelli (o dromedari..dobbiamo capire qui in india la differenza!) e la festa per il 60esimo dell-indipendenza!
un abbraccio indianonamaste`alessia egle luca rosa sara

 

17 agosto

Ciao Barca, qui libere vacche, da Jodpuhr, Rajastan, India.
Vi avevamo lasciati con i disordini intestinali e altro, oggi voleremo alto.
Vi avevamo accennato al traffico onnipervasivo... entriamo ora nel merito dei claxon delle auto, riscio', autobus e moto: sono perennemente scarichi, + comici che aggressivi (e comunque li suonano costantemente... ricordate la regola del piu forte?). Addirittura dietro ai camion c'e' scritto:PLEASE HORN, quindi strombazzare e' un segno di gentilezza non proprio come da noi!
Che dire degli uomini che si tingono i capelli neri di henne'? L'effetto e' un bel rosso tempera, fico! E cosi' anche i maschi si fanno la tinta!
Tanto quanto la gomma da masticare locale rossiccia (e' ricavato da una pianta) che colora  - una volta ...sputata  :-)  le migliori strade delle citta' visitate.
Un'ultima notazione: non ci e' del tutto chiaro nei dettagli ma ci risulta che le donne qui non fumano in pubblico... quindi immaginatevi l'agio per una fumatrice, per di piu occidentale...!  Tornando invece al viaggio, abbiamo passato qualche giorno a Jaesalmer, ai confini del deserto - qui ci eravamo lasciati.
La nostra guest house era gestita da una famiglia di bramini, la casta piu' alta, quella di chi conosce tutto il sistema degli dei (che sono MIlioni!!!)In realta' il nostro bramino -perennemente in mutande e 5 corde al collo per la preghiera - era piu` pervaso da un'anima commerciale che spirituale, ma , tra una risata e l-altra ci ha spiegato un po- di cose su caste, sistema sociale e matrimoni combinati <deve sistemare la figlia con un classico buon partito!-! Questo e' un discorso ricorrente, l-altro giorno un ragazzo ci ha parlato della sua sposa scelta dai genitori con una tristezza .....aiutooooo!!!! Sara per aprire il dibattito ha detto a un tipo che noi "non sappiamo quale tra i due sistemi di matrimonio & co. sia il migliore", ma Luca ci ha tenuto a precisare che " noi preferiamo il nostro"!!!!!!! (e via, ogni tanto un po- di orgoglio occidentale ci vuole ... p-)Comunque la cosa bella e' che ci sono un po- di situazioni in cui si riesce a comunicare con gli autoctoni, e a scoprire qualcosa ( a capire ... boh!!!)Diciamo che il movimento della testa crea una grande confusione: per dire si scuotono la testa da destra a sinistra molto lentamente e con una espressione facciale molto poco convinta. Da questo esercizio fisico noi dovremmo capire con certezza che si, il prezzo va bene!!!<br />non e' cosi' immediato Prima di salutarvi, due parole sulla parentesi deserto: abbiamo passato 2 giorni nel deserto del Thar con un gruppo di cammellieri. 1) il deserto del thar non rappresenta esattamente la nostra idea di deserto: poche dune, alberi sparsi, piante grasse, tanta roccia e parco eolico spesso in vista (ahi noi); tuttavia siamo risuciti a vedere gazzelle, pavoni, topi del deserto, i mitici stercorari (che ci hanno assediato nella notte passata sulle dune, sopra alle coperte dei cammellieri...), uno scorpione (che abbiamo scoperto essere qui letale...!!!) e.... I CAMMELLI, animali superiori, di intelligenza e sensibilita raffinata, divertentissimi e dolorosissimi da cavalcare... (uno si chiamava GIANNI)!!!   2) il rapporto con i nostri accompagnatori locali: nonostante gli alti e i bassi di una contrattazione circa il percorso, presente in qualunque transazione di tipo commerciale (cioe, ahinoi, in quasi tutti i rapporti che come occidentali/turisti intratteniamo con la gente che incontriamo...), il the offertoci in conclusione dal capo cordata e il saluto dei bambini del villaggio ci hanno colpito per la generosita... insomma la conoscenza e la vicinanza di due giorni con queste persone ci ha permesso di vivere un legame per noi significativo... E comunque le suggestioni del paesaggio desertico non sono proprio mancateOra vi salutiamoForse per questa sera scegliamo un posto romantico per la cena, anche se siamo 4 femmine con un maschio!
Namaste'dalle libere vacche

 

22 agostocara barca siamo ad udaipur ma vorremmo raccontarti la montagna si perche' con un viaggio notturno molto selvaggio, abbiamo lasciato una localita' di vera montagna, diciamo tipo la nostra CORTINA: il monte ABU. altezza massima 1700, localita'creata dagli inglesi e rimasto un po' un posto d'elite elite' indiana si intende! prezzo un poco piu' cari e albergi di lusso indiano, cioe' moquette e velluti alle pareti che pero' a causa di una grande umidita' sono tutti ammuffiti! quindi pur rinunciando ad un lusso vista lago siamo andati in una economica pensione turistica anche lei un po' muffosa Ma attorno la giungla! Ora, geo-morfologicamente non si dira' cosi' ma per noi che la giungla vera non abbiamo mai visto cosi' ci e' sembrata! Verde ovunque, palme, scimmie, ruscelli (anche qui l-acqua non era proprio di sorgente), pioggia, montagne e colline... Poi a completare il lago: un laghetto da passeggiata con il gelato in mano, gelato due gusti tipo mac-donald, e con tanti negozietti dove non si contratta perche' siamo in un posto serio dove anche le donne e le ragazze indiane si soffermano a curiosare e a comprare con calma e tranquillita' E ci sono anche negozi di giocattoli, per la prima volta! IN ogni caso abbiano (finalmente??) conosciutoil monsone, anzi solo una piccola avvisaglia, che ieri ci ha seguito su una strada impervia tra i monti fatta con la-autobus "governativo" (il solito vecchio Tata scassato ma che sorpassa in continuazione!)fino ad Udaipur. E qui siamo oggi, e forse e' la citta' in cui piu' di ogni altra volta sentiamo, come dire, un "sapore di india", insomma quella immaginata, raccontata..attesa... non solo il city palace e quel che resta del tempo dei maraja' (qualche ragazza del gruppo gia' sogna di sposarsi un maraja') ma la vita dei ghat, cioe' le classiche scalette di pietra che scendono nell'acuqua del lago, dove le donne lavano i panni,donne e uomini fanno abluzioni, si ritrovano, sistemano i piccoli templi in riva al lago... a noi piace sedersi sui ghat e li', in compagnia di quello che vediamo, lasciare che il tempo passi! Come dire che questo passaggio ci voleva, pe ora dell-india ci era arrivata piu' l-anima commerciale che quella, se si puo' dire senza cascare nel retorico, spirituale. Cara barca, stasera si parte in cuccetta sleeper su autobus per pushkar, lago sacro scavato da un dio con le sole unghie! E alla prossima, anche perche' vorremmo raccontarvi non solo di luoghi, ma anche di come si mangia (con aneddoti vari..), come ci si muove...

ciao egle luca sara alessia rosa

24 agostoCara barca, rieccoci, siamo noi, le libere vacche, libere come le vacche - cioe' mucche - che vagano per le strade di tutte le citta' indiane fin qui viste..anzi piu' che libere spesso sono abbandonate!!! eh si', perche' anche se sono sacre costa mantenerle!!! Noi nel frattempo abbiamo passato un paio di giorni a PUSHKAR, paesino su un lago sacro tra pellegrini, abluzioni nel lago, feste ben rumorose per shiva brahma e co. A dire il vero questo e' il primo posto dove si respira quell'aria di India che ci immaginavamo.Tempo lento e spirito. Anche una di noi - Sara - si e' tuffata nel lago non proprio cristallino in compagnia di un nordico (piccoli gossip del viaggio...) Ma, come anticipato, stasera si parla di CIBO! 1) nota di merito: buonissimo! 2) difficile capire non tanto cosa si mangera', ma quanto ..le porzioni variano continuamente perche' dipende dal recipiente a disposizione 3)piccante....pare non quanto nel sud dell'india. In ogni caso tra noi e' aperta una piccola vertenza: le donne in genere chiedono il "medium spicy" , mentre l'unico maschio Luca esige lo spicy, specificando che vuole mangiare come gli indiani..quasi una battaglia contro se stesso!!!! solo un paio di volte ha rischiato di morire (in particolare un immenso chili puro fritto ad un autogrill <chiamiamo autogrill le fermate degli autobus a lunga percorrenza, cioe' stazioni o strade centrali di paesini in cui veniamo assaltati da venditori di tutto e il cui livello igienico e' poco edificante) 4)non si sa mai quale sia il tempo di attesa, di solito abbastanza lungo, perche' niente e' riscaldato o surgelato e quello che manca viene recuperato subito dal negozio vicino. Due aneddoti: Uno: ristorante consigliato dalla Lonely. Saliamo delle scale molto ripide come qui si usa ed entriamo direttamente nella casa di una vecchina curva. Nessun cliente e un solo tavolo. Capiamo subito il perche' della flessione accentuata della schiena della vecchina: tutto e' per terra, dai fuochi a tutti gli ingredienti. Scegliamo le portate del nostro pranzo e la vecchina ci fa capire che lei non sa scrivere, quindi tiene tutto a mente. Poco dopo per accelerare i tempi chiede la nostra collaborazione, per cose semplici, tipo tagliare patate e pane. Vediamo tutta la preparazione e dal nulla tira fuori ottime pietanze. vediamo anche un topolino carino, da casa e non da fogna, che scorrazza tra la pentole e tra le nostra scarpe. Il cibo e' veramente buono. Arriva il momento del conto ma la vecchietta non sa scrivere. Quindi noi facciamo i conti e poi le diciamo il totale. Non si sa come si accorge pero' che ci siamo dimenticati di inserire nel conto l'acqua. Dalle nostre parole pronunciate e' riuscita a non perdere nulla. La vecchietta e' quindi una ottima cuoca, poco scolarizzata ma molto sveglia. E noi la salutiamo contenti. Aneddoto 2: oggi pomeriggio all'alba delle 17.30 abbiamo assaggiato la specialita' della casa, cucinato da una signora conosciuta su un ghat (scalinata verso il lago sacro): "pain au merde", cioe' pagnottelle cotte ed affumicate direttamente su escrementi secchi usati come combustibili. Questa prelibatezza accompagnava il rituale piatto di lenticchie, che aveva impiegato tipo 3 ore per essere pronto a dovere. Per intrattenerci in questo breve lasso di tempo la padrona di casa, sig.ra Cali, ci ha presentato a mezzo quartiere: oltre alle solite figlie con figli in generosa quantita', oltre a una dozzina di bambini che si alternavano al nostro cospetto, una fattucchiera rinomata per le sue capacita' di problem solving delle questioni di salute, cuore, denaro della cittadinanza, attraverso un contatto paranormale con il baba/guru di turno. Ovviamente tutto il pasto si svolge per terra, con 45 gradi circa soprattutto durante l'affumicatura (2 fuochi di cui 1 con sterco di vacca), con migliaia di mosche e mangiando anche i liquidi con le mani. Anche qui il nostro adattamento e' stato questione di pura sopravvivenza, tranne la concessione dell'acqua che avevamo portato preventivamente. Anche se ci eravamo presentati a mani vuote (non era proprio facile reperire la solita bottiglia di bianco) abbiamo ringraziato con un obolo per il rimborso spese (o come sostegno alle spese scolastiche dei pupi). Cara barca, domani altra tappa, ovvero Jaipur capitale del Rajastan. Alessia Egle Luca Rosa Sara

 

cara Barca, prima di entrare nel merito dell'oggetto...un veloce aggiornamento: 1) abbiamo perso Rosa! cioe, Rosa e' tornata in italia da quel di Agra e mo' sta a magna' la pasta... 2)abbiamo lasciato definitivamente il rajastan, con l'ultima tappa di Jaipur che ne e' la capitale; siamo transitati per Agra, la citta' del Taj Mahal. solo una notizia sull'ultima: mentre eravamo li' (tra il 28 e il 29) sono scoppiati dei tumulti tra induisti e musulmani, quindi tutte le strade erano deserte e presidiate da forze dell'ordine, i negozi chiusi, nessuno per strada. siamo anche finiti,unici in giro per le strade, con intervista e foto sulla stampa locale (a delhi gia' avevamo rilasciato un'intervista televisiva sui grandi magazzini...!!). ma forse ne sapete piu' di noi.. i locali sono reticenti nel parlarne... e ora siamo a Khajuraho, capitale del sesso tantrico, il villaggio che inspiegabilmente e' circondato da templi raffiguranti immagini erotiche, tratte dal sacro testo del kamasutra........ MA VENIAMO AI MEZZI DI TRASPORTO 1) il primo ..(e sempre il piu' amato??): il RIKSHAW, cioe' una piu' meno sgangherata apecar (se va bene piaggio, altrimenti bajaj) per il trasporto persone: scassate e poco molleggiate,a volTE senza luci, guidate -come ogni mezzo - follemente in un traffico ancor piu' folle!I "risciottari" appena ci vedono ci aggrediscono cercando di accapararsi il nostro viaggio ..e chiedendoci cifre immensamente superiori alle tariffe vigenti!!! :-( Egle in un arrivo notturno ad Agra e in una rapida sintonia con il risciottaro ne ha anche guidato uno, tutto identico alla vespa ma i freni ancora peggio! quasi quasi un mezzo da esportare. 2) CICLORISCIO'..ce ne sono ancora parecchi, costano poco e sono veloci..Luca ne ha guidato uno con passeggero e bagagli: tragedia, promosso in velocita' non e' riuscito ad andare dritto senza l'aiuto del driver che si appoggiava sul manubrio per non farsi investire da camion e co...questi cosi sbandano di brutto!!! 3)AUTOBUS: ci sono quelli pubblici governativi e quelli privati di varie linee: sono tanto frequenti quanto affollati e appiccicosi. Vanno dappertutto, riescono a farlo con discreta puntualita' e soprattutto senza feriti, dispersi o sfigurati. Insomma, di solito prendiamo quelli governativi, piu' economici, mentre x i tragitti + lunghi a volte quelli privati, ma ogni volta pensi che non potra' essere un viaggio peggiore dall'ultimo ( x affollamento, tipo di guida, caldo, dinamiche indiane) e ogni volta e' puntualmente peggio...Ormai non speriamo piu'. Per dinamiche indiane intendo ragazzi/giovani uomini che con la punta delle dita di mani o piedi mentre fingono di dormire toccano leggermente la parte del nostro corpo + a portata di mano o piedino (che sia ciccia o osso, 'ndo cojo cojo). Il top e' stato 1 ragazzino che forse non aveva mai visto 1 piede bianco e che x 2 ore si e' ostinato ad aprire le tende della cuccetta di Alessia x toccarle il piede sghignazzando con i suoi amichetti. Ah si', qui gli autobus + belli, ovviamente nessuno con aria condizionata, hanno al posto delle cappelliere delle simpatiche cuccette a forma di loculo/bara sia singole che doppie (hanno pensato proprio a tutto, che comodita', che lusso, che pulizia!!)dove chi e' leggermente claustrofobico puo' passare dei momenti imperdibili, e chi non lo e' lo puo' diventare all'istante! Su qualsiasi tipo di bus, a scanso di equivoci, il viaggio e' allietato da salti continui: abbiamo misurato il + alto, finora e' Sara con i suoi 50 cm la prima della garetta. 4)TRENO Dopo qualche viaggio in sleeper class, ben sdraiati, con aria condizionata, Egle e Luca hanno sfidato la general class, nonostante i tentativi di dissuasione del venditore di biglietti. diceva che non era per noi e che non potevamo farcela. Che avventura..come avrebbe detto Rosa! il treno era veramente gremito di gente, e siamo riusciti a trovare posto a sedere dopo circa una oretta solo perche' eravamo stranieri e gentilmente qualcuno ci ha fatto spazio su dei sedili di legno duro, molto duro. Il viaggio era scandito dalle fermate, grande movimento di persone e di bagagli, dai venditori ambulanti, cibo penne e arachidi un po' sottosviluppate, e da un monsone fortissimo che non entrava in carrozza viste le ingegnoso protezioni fatte di carta di giornale lungo i finestrini. La svolta e' arrivata pero' con le carte da gioco. Telo e solitario giocato in circa 5 persone. Egle teneva in mano il gioco e le regole. Solo uno degli uomini presenti, erano tutti maschi, sapeva con qualche destrezza riconoscere le carte. Ma il miglior giocatore....aveva 6 dita (due pollici per precisione)!! E comunque, non paghi, due giorni dopo le quattro vacche rimaste hanno ripreso la general class, cioe' i vagoni tipo carro bestiame di cui sopra, e qui protagonista e' stata TAPPARELLA, di ELIO E LE STORIE TESE, cantata da Alessia ad una ventina di presenti, stipati nello scompartimento, che le avevano chiesto UNA TIPICA CANZONE ITALIANA!! 4)BICI: le abbiamo noleggiate qui a khajuraho..il mezzo piu' normale..confondiamo destra e sinistra , ma le componenti femminili del viaggio si sentono proprio emancipate, anche se osservate ancora piu' del solito. Qui le donne, tra i tanti veti, non vanno neppure in bici. Comunque dobbiamo fare attenzione a tutti..vacche vere comprese!!!!! 5)le MOTO, fiumi di honda hero, minimoto (tipo 150 cc) nuove con una tecnologia degna dell-inizio anni 80 che portano fino a 4-5 persone oppure 4 bombole del gas!! prima o poi ne noleggeremo una (?) Egle e Rosa dopo essersi rinchiuse per due orette in un laboratorio di gioielleria, (dove hanno comprato non argento e non pietre preziose) sono state avvisate che nel frattempo il monsone aveva agito. Le stradine che le circondavano erano veramente da gommone ma senza dover fare nessuna richiesta all'uscita c'era una moto ad attenderle. Hanno chiesto se potevano salire come si fa su un cavallo, perche' qui le donne montano tipo anni '50, e poi via, ben attaccate al guidatore e se il tragitto e' stato breve il rischio invece alto. Cara barca, direi che siamo stati fin troppo logorroici...alla prossima: destinazione Varanasi!

Alessia Egle Luca Sara

 

3 settembreCara barca, siamo sul finire..forse un po' provati, chi piu' chi meno,...quindi qualche aggiornamento. Siamo a Benares (detta anche Varanasi), citta' sacra sul Gange, fiume immenso che tanto ci fa desiderare il mare ma neanche per sbaglio puo' ricordare uno dei nostri fiumiciattoli limpidi, dove chi viene a morire puo' uscire dal ciclo delle reincarnazioni e arrivare direttamente al nirvana (bella li'!!!!) Risultato: sulle rive cataste di legno, pregiato o meno a seconda delle possibilita' del morto (il legno di sandalo e' il piu' caro) con dentro corpi che bruciano e che si vedono anche !!! e ghat (cioe' scalini che scendono sul gange) a volonta', con pellegrini che pregano, si bagnano e via dicendo. Le donne non sono ammesse a questi "funerali" perche' fino a poco tempo fa si gettavano anch'esse nelle pire seguendo il marito morto (non e' buono) e poi perche' piangono e neanche questo e' buono perche' la morte e' un momento felice. Quindi le donne escluse. E naturalmente le vacche iniziano a cedere...ma sulle nostre lineette di febbre tralasciamo.... E quale posto migliore di questo per introdurre il tema della puntata: guru baba santoni sadu yogi ..chi piu' ne ha piu' metta !!! La premessa e' che non sempre abbiamo capito le differenze, come sempre qui ogni interpellato dice la sua. Qualche personaggio : il santone della foresta a mount abu : uno che sosteneva di aver studiato medicina, non chiedeva soldi (INCREDIBIIILLLEE) e con qualche seme ha risolto annosi problemi di stitichezza di Rosa!!! problemi per lei ma anche un po' per noi che sentivamo i suoi lamenti- degli assenti si puo' ormai dire tutto!)Rosa soddisfatta avrebbe voluto tornare per fare una scorta vitalizia! lo yogi, cioe' maestro yoga, di Khajurhao: padrone dell'albergo dove dormivamo,definito anche ashram, tiene seminari di yoga anche in italia a caro prezzo dove viene per sei mesi all'anno accompagnato dal figlio che gli fa da traduttore e che ha messo in cattiva luce tutta la popolazione indiana. Lo yogi ci aveva promesso, anche per tenere fede a cio' che e' scritto sulla solita guida per viaggiatori, una lezione gratis di yoga ma ci ha solo fatto alzare alle 7 del mattino per farci un gran predicozzo (cmq interessante) sul senso e il fine dello yoga. Lo yoga serve per "erase" cancellare tutto quello che c'e' da cancellare in noi e farci capire la nostra essenza. Perche' noi non siamo la nostra macchina, non siamo la nostra mamma, non siamo il nostro corpo. Alla fine, dopo averci detto che sembravamo un po' absent, ci voleva dare il suo sito e spedirci a studiare yoga a milano!!! bahhhhh!!!! Dobbiamo pero' ammettere che pare che in qualcosa ci abbia azzeccato...tipo lettura degli astri per Alessia e Sara. il santone di Benares: si, qua abbiamo deciso di mettere da parte scetticismo e fede nel materialismo occidentale e ci siamo affidati alla puja, cioe' benedizione con offerta. Abbiamo ripetuto una serie di formule, cantate e incomprensibili, i nomi di genitori e nonni, abbiamo posato on partecipazione una candela nel gange, abbiamo ricevuto il terzo occhio in fronte e a un certo punto ci ha prima fatto ripetere "one hundred" in mezzo alle preghiere e poi chiesto 100 rupie a testa ...abbiamo discusso sull' eticita' dell'offerta stabilita da lui..e patteggiato per 40 rupie in due! santone santone.......lasciamo a voi le conclusioni! sadu e baba vari : piu' il posto e' considerato sacro piu' ce ne sono, agghindati di poco e spesso con colori in viso, generalmente mendicano. Qualcuno ha i rasta, qulcuno brandisce forche o simili tipo nettuno, alcuni fumano parecchio..pare! Insomma siamo stati toccati dalla santita' ma non ci siamo fatti troppo illuminare. E qualcuna di noi invece un po' ci contava. A questo punto alla prossima...che ci sa proprio sara' da milano per un ultimo saluto! Alessia Egle Luca Sara

 

 

11 settembre

 

 

Cara barca,

le libere vacche circolano ormai da 3 giorni per Milano e provincia…ma non si sono dimenticate del blog per un ultimo saluto.

Che dire? Che varanasi è stata dura ma a suo modo bella, che Sara è finita all’ospedale per una febbre che sapeva di malaria ma che è ormai rientrata, e che per farci tornare, l’aeroflot ha fatto un po’ di pasticci e ci ha fatto volare qua e là per l’europa.

In particolare a Delhi siamo partiti in ritardo per un sikh sick (un sikh con il mal di stomaco!), a Mosca abbiamo poi perso il volo per Milano perché –ci hanno detto – era partito in anticipo (!!!), quindi ci hanno dirottato su Francoforte aggiungendo altri pasticci, tipo non prenotare a tutti il posto da Francoforte a Milano….

E, sorpresa, che bello stare in aeroporto a Francoforte, tra efficienza e gentilezza degli impiegati di lufthansa, sorrisi e birrerie….si, per noi è stato il caso di dire “cara vecchia EUROPA”!!!

 

Al nostro blog aggiungiamo invece:

 

che è stato volutamente semiserio, che ovviamente ci siamo accorti anche delle tante ingiustizie sociali ed umane che in india sono evidenti anche al viaggiatore, ma non ne abbiamo voluto parlare specificamente per non cadere, forse, nella retorica. Che di bellezze umane, naturali, architettoniche ne abbiamo viste e incontrate tante ma che gli stimoli e le distrazioni attorno a noi erano sempre molti, a volte troppi, tanto da stordirci e confondere le sensazioni: guardando qualche foto scattata qua e là appare tutto molto più tranquillo e vivibile... L’India è un po’ tutta una prova e quando torni ti chiedi un mondo di cose, non tanto riguardo agli indiani ma riguardo a te stesso in relazione alla loro… vita, povertà, casa, strada, bicicletta….

Insomma là “tutto è un po’ troppo” e a volte sembra proprio irrecuperabile il male che si vede.

 

E dopo questo pensiero serio un disordinato elenco, reale ma semiserio, delle “cose che fanno india”:

 

  1. gli sguardi degli indiani e delle indiane: intensi e diretti come non ne abbiamo mai visti… ci mancheranno

  2. La testa a dondolino che sta per “sì”

  3. i ghat che scendono nell’acqua di laghi e fiumi, con gli indiani che si fanno le abluzioni e si lavano ….

  4. Il betel, il tabacco da masticare, che produce saliva rossa sputata ovunque!

  5. La penna nel taschino con macchia di inchiostro..che identifica l’uomo di cultura!

  6. Il clacson suonato per avvertire del proprio arrivo..con la scritta horn please sui camion.

  7. I rickshow moto e ciclo, fluidi nel traffico

  8. le donne con decine di braccialetti, orecchini e cavigliere, e il bindi, punto colorato tra gli occhi

  9. i bellissimi colori dei sari, i vestiti delle donne

  10. i suoni e rumori (i clacson, i muezzin, le canzoni a shiva, ossessivamente lanciate dagli altoparlanti dei templi hindu, la gente che ti dice “Hello madam”, i tamburi nelle feste, le radio dei rickshaw…)

  11. santoni & co.

  12. Il chapati,cioè una specie di tortilla o piadina mangiata come il pane e il masala tea, anche con 45 gradi.

  13. Mucche dappertutto, nei paesi e nelle città, nei campi e per strada, nei paesini e nelle metropoli! E poi cammelli, cani, capre, tutti insieme.

  14. Il caldo, tra i 35 e i 45/50 gradi

  15. I bidi, simil sigarette avvolte in una foglia.

  16. Il sudore che ti scende a cascata

  17. In secchiellini in bagno che fungono da sciacquone

  18. Le vacche libere come le libere vacche che abbracciano radiopop e tutti i blogger!!!

 

Ci si vede alla festa

 

Alessia egle luca sara rosa

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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