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24 luglio
ciao a tutti!! eccoci quì a due settimane dalla partenza per Hanoi... il 7 agosto sì parte da bologna, si fa scalo afrancoforte, si vola per 12 ore a HONG KONG e poi sitorna indietro un pezzettino fino ad hanoi.... da lì partirà l'avventura che ci porterà attraversotutto il vietnam fino a HO CHi MINH city (saigon) con una puntatina anche in cambogia ad ANGKOR WAT. veniamo alle presentazioni.. io sono dario, 37enne ex-milanese trapiantato peramore da 7 mesi in emilia romagna, ad anzola emiliaalle porte di bologna per l'esattezza (detto perinciso l'unica cosa che mi manca di milano, oltre asan siro. è radio pop, di cui sono fiero abbonato, perfortuna c'è lo streaming).. tratti salienti: ipocondria (per cui sono l'addettoalla farmacia), ansia da ritardo (per cui mi sono giàdotato di orari dei treni vietnamiti che saranno ilnsotro mezzo principale di trasporto nei 1700 km danord a sud), disordine cronico (per cui sto iniziandoa progettare la "cvostruzione dello zaino"), lettoreincallito di fumetti (uno degli scaffali della nostralibreria è pieno di nathan never e martin mystereaccatastati "per il viaggio" da aprile...)lei è simona detta moma, meravigliosa anconetanatrasferita a bologna da oltre 10 anni ma se vorrà sipresenterà meglio... questo è il nostro terzo viaggio insieme, il secondo(dopo mexico 2005) intercontinentale.. partiamo dalla scelta della meta: superato il richiamoatavico di simona per il centro/sudamerica (perùpachamama..) stavolta puntiamo ad est.. la metaoriginaria doveva essere il tibet ma la nostra scarsavoglia di controlli e di tappe troppo definite ci hafatto puntare sul vietnam, meta che per adesso ci èancora un po' oscura... con l'aiuto della quasi cognata francesca che lavorain agenzia di viaggio-contatto utilissimo!!- e che senon vado errato si è candidata con il compagno non chemio fratello minore ad una essere una ciclo-blogger.. abbiamo preso i biglietti, circa 1200 euro/caacquistati verso aprile..sempre con il suo aiuto pochigiorni fa abbiamo ricevuto i visti, fatti per un mese(ci fermeremo per 3 settimane..) con 2 ingressi perpoter andare in cambogia. la lonely planet del vietnam e la routard dellacambogia ci stanno accompagnando nei week end al mare,ma come mi capitava all'università, aspetto le ultime2 settimane per la full immersion.. sono partite anche le vaccinazioni, antitifica epresto antimalarica... per adesso è tutto, a presto!!!
2 agosto
Ciao. Noi due che poi saremmo io e simona siamo quasi pronti per partire martedì prossimo da bologna verso hanoi e lungo giro in vietnam/cambogia. Ieri serata dedicata alla riesumazione dei nostri amati zaini (con lacrimuccia alla loro vista inclusa) e al loro riempimento. L'operazione si è svolta secondo i canoni classici dello scontro di genere: io (cioè lui) ho iniziato a prendere qualunque indumento dall'armadio, spiegazzandolo e chiedendo alla amata ogni 20 secondi "secondo te questo me lo devo portare?" mentre lei, con fare meditabondo, analizzava la sua porzione di armadio senza estrarre assolutamente nulla. Dopo mezz'ora il letto era ricoperto di innumerevoli mucchietti di indumenti maschili divisi per tipologia (intimo, pantaloni lunghi e corti, magliette) mentre solo un piccolo angolo presentava un discretissimo e ordinatissimo cumulo di canottiere, gonne, pantaloni tipicamente femminili.. a questo punto il rappresentante del cosiddetto sesso forte, spesso tacciato INGIUSTAMENTE di essere disordinato, si sentiva molto fiero di sè e si immaginava intento ad inserire nello zaino l'insieme dei vari mucchietti avendo preventivamente deciso di optare per il "modulo a strati" (intimo, magliette, pantaloni, intimo, magliette, pantalonI) nonostante il sorrisino di scherno sul viso della compagna che intanto appariva assolutamente in alto mare.. Sempre più tronfio decidevo di dedicarmi perciò al compito che mi era stato assegnato, quello di "farmacista"... Appurato, con enorme dispiacere, che non potevo usare lo zaino grande SOLO per le medicine, ho optato per un ulteriore zainetto che è entrato trionfalmente per primo ad occupare 2/3 dello spazio disponibile.... a questo punto la mia memoria si annebbia, mi ricordo solo che un'ora dopo ero sull'orlo di una crisi di nervi avendo messo e tolto tutto nello zaino almeno 5 volte e avendo esclamato ininterrottamente per tutto il tempo le seguenti due frasi: "non ci stara mai tutto" e "come diavolo hai fatto ad avere già finito il tuo zaino!?!?"Lei nella sua grande magnanimità o forse semplicemente per andare finalmente a dormire, alla fine mi ha scostato dal cospetto del mio zaino e in un batter d'occhio lo ha riempito in ogni suo anfratto, mettendo i miei indumenti in perfetto ordine. Dopo questa ennesima dimostrazione della superiorità maschile, direi che siamo pronti, il sud est asiatico ci aspetta!! dario
5 agosto
Allora ci siamo davvero. Gli zaini sono pronti infondo al letto già da quattro giorni, fatto piuttostostrano per una come me, abituata a rimuginare persettimane per poi gonfiare il bagaglio di qualsiasicosa. Ma evidentemente la paura del mio adoratosignorino di arrivare tardi al volo di martedì 7 agosto ha contagiato anche me. Destinazione Vietnam eCambogia, il nostro primo viaggio in Asia. Molta curiosità, ma nessuna vera aspettativa, se nonquella di vedere migliaia di facce gialle che lapensano chissà quanto diversamente da noi. Ma aspettate che mi presenti, sono Simona, Moma pertutti, la compagna di viaggio e di vita di Dario, chevi ha già dato molti particolari sul percorso el’organizzazione della partenza. Atterreremo ad Hanoi dopo una ventina di ore daldecollo da Bologna. Le tappe tecniche a Francoforte eHong Kong, soprattutto quest’ultima, sono già unaffascinante mistero da accarezzare, come un po’ tuttigli scali in aeroporto. Qualcuno dell’albergo Prince Hotel, pare il piùgettonato tra i budget level, verrà a caricarci allosbarco vietnamita per dieci dollari, rimborsati dopola terza notte di permanenza. Alla capitalededicheremo due o tre giorni, quel che servirà perdigerire l’effetto jet lag e qualche grillo o serpentefritto (specialità locali!). Ma anche per farci unidea dei ritmi asiatici combinati con gli strati diuna storia coloniale. Poi, monsone permettendo (il giorno del nostro arrivosono previsti 60 millimetri di pioggia..) andremo ascoprire Halong, la cui baia di torri calcaree è unadelle meraviglie della natura tutelate dall’Unesco. Fortunatamente Dario ha già studiato meticolosamente,per non dire imparato a memoria, orari e tempi dipercorrenza delle ferrovie vietnamite, quindi il lungotragitto fino ad Hué, il cuore spirituale e culturaledel paese, è già quasi realtà. Il resto vorrei lasciarlo più o menoall’improvvisazione delle giornate, alle scoperteimpreviste, alla gente del posto, al loro ascolto. Mifa un po’ paura il Vietnam, per la forza e la tenaciadella sua storia, per lo sviluppo esplosivo di certesue parti e per le differenze che si generano ad ognicambio di rotta. Arrivati a sud del paese devieremo a ovest pertagliare il confine cambogiano sulle acque del Mekong. Due battelli ci traghetteranno alle porte di SiemReap, la base logistica per raggiungere le magiearcheologiche di Angkor Wat. Sappiamo che le precauzioni e gli accorgimenti nonsono mai troppi: oltre ad esserci equipaggiati conmagliette traspiranti, coltellini multifunzione,adattatori elettrici universali, innumerevolisacchetti di plastica e cerate antimonsone, abbiamocon noi un migliaio di medicinali, altamenteselezionati dopo i consulti con qualunque ufficio diigiene della provincia di Bologna. Immancabili gliintegratori energo-vitaminici: dal calo di zuccherisulla piramide di Palenque in poi (Messico 2005),quando sembrava dovessimo chiamare un elicottero ocampeggiare lì a vita, mai più viaggiare senza. Nesiamo provvisti in qualunque forma dio abbia mandatoin terra: capsule, compresse, bustine liquide e inpolvere. Ma per paura di rimanere a corto, Dario hapreferito farsi un giro in Svizzera, poco distante dalsuo villaggio natio, e perlustrare anche le farmaciedi lì. E come è facile immaginare ne ha trattomolteplici benefici in termini di marche e varietà. Direi che ora non manca proprio nulla. Ciao e buone vacanze a tutti!
8 agosto Eccovi una nuova pagina di viaggio, la primadirettamente dall'Estremo Oriente. Stralunati dalla stanchezza del fuso e dall'emozioneabbiamo toccato la terra del Vietnam stamattina alle10. Dopo pochi minuti nuotavamo in un fiume di voci,clacson, occhi grandi di bambine coi capelli legati incode dritte. L'aria, che pareva uscita dalla bocchettadi un termoventilatore, ci portava la magia dellespezie e del riso. Il viaggio dall'aeroporto al centrodi Hanoi, 28 chilometri di sorpassi a destra esinistra, rettilinei in cui e' normale piazzarsi ameta' tra due corsie e aspettare che qualcuno ci siappiccichi al paraurti prima di spostarsi di mezzometro, lo passiamo con un occhio aperto e uno chiuso. Vogliamo vedere da vicino le risaie e il verdesplendido apparsi durante l'atterraggio. Ogni tanto aldi la' della barriera stradale spunta un cappello tipico locale, di quelli in paglia a punta. Sotto c'e'una bicicletta carica di sacchetti e due gambe magre aspingerla nel vento cosi' umido che sembra brodo. Piu'in la' i cartelloni pubblicitari di elettrodomesticiitaliani e le grandi fabbriche di Canon e Panasoniccon davanti immensi piazzali di bici ammassate. L'autista corre spernacchiando i colleghi dellemotorette e dobbiamo distogliere lo sguardo da quegliedifici e dall'umanita' a testa bassa che vi passa igiorni. Le vie si restringono fino a creare un dedalo dicolori e frutta, insegne assordanti e cyclo comeformiche. Tutti vendono tutto, ma ogni strada ha lasua specialita': scarpe, borse e tessuti in seta lepiu' variopinte, con donne che masticano svogliate escalze sui pavimenti pulitissimi (i vietnamiti, comealtre popolazioni dell'Est, sono famosi per la puliziadei pavimenti) e ragazze che ammiccano per propinartitre cubetti di ananas dai cesti ricolmi portati aspalla. Le mamme giovani appoggiano il piatto sul marciapiedementre il bimbo strilla, e nessuno sembra darsi penadel caldo gommoso che sale dalle fognature. Il primo refrigerio per il corpo e per la mente lotroviamo al tempio Ngoc Son, in riva al lago Hoan Ken,proprio al centro della capitale. Belli i tetti colclassico decoro sotto alla bandiera rossa con lastella. I turisti fotografano i devoti in preghieradavanti al braciere e le offerte vengono profuse anchein banconote da 100 dollari. E' un posto sacro nelcuore della quotidianita', dove la citta' puo'respirare e contemplare. Andateci pero' muniti di3.000 dong, e occhio al resto, specie se pagate indollari.. Ciao, a presto
Simona e Dario
9 luglio
Dopo l'eloquente racconto di ieri fatto da simona, tocca a me raccontarvi questa prima intensa giornata vietnamita. dopo una nottata confortevole e una colazioncina striminzita ma decente (anche se da bravi italiani iniziamo gia` a rimpiangere il caffe`) ci siamo avviati per il dedalo di stradine del quartiere vecchio, obiettivo il mausoleo del vecchio zio ho.
non che vedere la mummia del padre della patria fosse una delle nostre massime aspirazioni, ma almeno a me interessava avere una idea del culto della personalita` e del rapporto dei vietnamiti con il partito e il potere.
infatti, essendo alla prima esperienza in un paese "comunista" sono stato abbastanza stupito della (quasi) totale assenza di simboli e di richiami "patriottici".
lungo le vie di hanoi, via via sempre piu` larghe e imponenti avvicinandosi al mausoleo mi sono rifatto mille volte la domanda che gia` ieri mi aveva tormentato: "ma cosa li hanno costruiti a fare i marciapedi se tanto servono per esporre la mercanzia o per parcheggiare i motorini???" so che questa domanda nn avra` mai una risposta sensata ma ogni volta che un motorino o un taxi mi sfiorano mentre cammino sulla strada non posso fare a meno di pormela. il mausoleo e` stata una delusione, visto che era chiuso, samo infatti capitati nel periodo di circa tre mesi nel quale la mummia dello zio ho va a farsi bella a mosca... va bene, cambio di programma, si prende un taxi e si va al museo etnologico. sembra facile!! ecco i passaggi dell`operazione: 1) fermare un taxi: 2) spiegargli, mostrandogli la micro cartina della lonely dove si vuole andare: 3) aspettare almeno 5 minuti prima che dia l`impressione di aver capito; 4) CONTRATTARE il prezzo (la specialita` di simona anche in italia, io purtroppo non eccello, o offro troppo o faccio andare via il taxista esagerandoi con i ribassi; 5) farsi condurre a 20 km/h schivando i motorini e andando contromano. comunque alla fine ce l`abbiamo fatta e siamo arrivati al museo in un zona simil-tangenziale. a questo punto cosa facciamo? entriamo? NOOOO!! andiamo a mangiare o meglio cerchiamo un posto dove mangiare. alla fine, dopo aver visitato locali che sembravano diroccati ma che in realta` avevano un micro ingresso in mezzo ai ponteggi, aver (io) scosso violentemente la testa davanti a degli inquietanti pentoloni di alluminio, ci siamo accomodati in un simpatico ristorantino frequentato dai locali che a me ha tremendamente ricordato la cooperativa dove prendevo il ghiacciolo da piccolo. il pranzo non e` stato male, la certezza di quello che abbiamo mangiato non ce l`ho, penso che fosse manzo fritto, buono comunque!! rifocillati si entra al museo etnologico.... molto bello, peccato facesse piu` caldo dentro che fuori. il museo presenta immagini e manufatti delle varie popolazioni che vivono nel paese ma la parte piu` interessante e` una mostra non permanente sul periodo del razionamento che e` andato dal 1975 l 1987 (circa) e che ha preceduto il periodo attuale di economia di mercato. mi e` sembrato di percepire che nonostante le diseguaglianze (ovviamente i maggiorenti del partito non solo guadagnavano di piu` ma avevano diritto a fino 4 volte i beni di prima necessita` che andavano ai piu` poveri) e le privazioni, i vietnamiti guardino a quel periodo con orgoglio per avercela fatta e una sorta di nostalgia. usciti dal museo, salto alla stazione per acquistare i biglietti per hue`: tralascio i litigi con la simpaticissima ferroviera allo sportello. ci sarebbe tantissimo altro da dire. stiamo vivendo una esperienza densa, credo che le sensazioni ci torneranno alla mente anche fra molti mesi. ora piove, anzi diluvia, domani si va alla "pagoda dei profumi", viaggio organizzato, con grande dispiacere della mia amata. cosa bisogna sopportare per amore!! Dario & Simona
0.08 Giornata da incornicare. Sveglia all'alba, viaggio inpullmino di due ore con un autista dal volantesportivo e passeggiata a bordo di una piccola barca diferro, una specie di guscio rosso scuro guidato da unagiovane rematrice in camicia a scacchi e cappello acono. Sono 27 in totale ogni anno le rematrici"ufficiali" che trasportano i turisti alla montagnamagica su cui e' scavata, in una grotta, la Pagoda deiProfumi. Ognuna e' reduce da un lutto di guerra: padre, fratello o marito. Guadagnano 15.000 dong algiorno, meno di un dollaro. E ogni tragitto duraun'ora. Alle pendici del luogo sacro i solitimercatini in cui mi sparo un litro di succo di coccodirettamente dalla noce, mentre Dario, piu' ortodossoalle regole di prevenzione dei cali vitaminici, deibiscotti e due Polase. Ma ecco che si inizia a salire. Per arrivare alla pagoda occorrono 45 minuti, ci dicela guida. Benche' abbastanza allenati sulle lunghedistanze il nostro gruppo ci semina subito (persino ledue ragazze australiane in ciabatte!) e allora ce laprendiamo comoda ad ammirare le risaie dall'alto, lavegetazione tropicale che e' un sogno, le anzianeaccovacciate che pregano davanti a babyscimmie che addentano fichi. ogni tanto passa un monaco in tonacamarrone. vanno a testa alta, senza fatica su per ilpercorso di pietra. dopo piu' di un'ora siamo dastrizzare. ma davanti alla bocca del tempio restiamosenza fiato. peccato i soliti italiani urlanti,attaccati anche qui alle loro belle abitudini diinvadenza. esploriamo la grotta dei profumi concautela, gli altari hanno offerte di frutta candele eincenso, le statue di budda e degli arhat (i santi)sono quasi minacciose nella loro grandezza. ridiscendiamo sazi. la pioggerella e' un sollievo, eanche le chiacchiere con due viaggiatrici francesi. simangia tutti insieme, ti danno riso a volonta' e ognialtro ben di dio, sembra di stare in colonia ma almenoqui tutti ridono e dopo non c'e' la messa. intanto in albergo siamo diventati informatoriufficiali sul tifone di questi due giorni. la gentedel posto, abituata a ben di peggio, non ci fa caso, ma i turisti (noi compresi) si. Dario ha chiamatol'ambasciata e visitato tutti i siti meteo delVietnam, soprattutto quelli in lingua vietnamita. Impartisce consigli e tutti lo ascoltano ammirati. Unpo' come un piccolo budda del meteo. E' proprio una fortuna stargli vicino...
12 agosto
12.08 Eccoci a Catba, isola nel mezzo del golfo del tonkino e soprattutto della mitica baia di halong. arrivarvi da hanoi ieri e' stata un'avventura, una delle tante che credo (a anche spero) ci aspettano nei prossimi giorni. avevamo comprato all'hotel di hanoi un pacchetto che ci avrebbe portato qui passando per haiphong, una via meno comune di quella che prevede l`acquisto di un tour della baia con partenza da hanoi, soggiorno a catba e rientro nella capitale. la mattina di ieri l`hotel ha cercato di farci non solo il pacchetto ma proprio il PACCO: pronti a spendere circa 60 us$ per le tre notti trascorse presso di loro e per le poche telefonate fatte ci siamo visti presentare un conto di 156us$... facciamola breve, hanno provato a farci pagare di nuovo sia il tour alla pagoda di tre giorni fa, sia il trasferimento a CATBA. e' stato necessario alzare la voce, minacciare di chiamare la polizia e poi simona ha semplicemente cancellato la cifra 156 dalla ricevuta e scritto 60 e quello abbiamo pagato. il rapporto con i nostri amici dell'hotel di hanoi non e` finito li` perche` uno di loro ha accompagnato il nostro taxi fino alla stazione degli autobus, ha pagato lui il taxi (il cui tassametro indicava 25.000 dong) e ci ha chiesto di dargliene 55.000. fortunatamente a quel punto eravamo gia` seduti sull`autobus che e` partito quindi si e` dovuto accontentare di 30.000. il tragitto da hanoi a qui` e` stato meraviglioso: prima due tratte in pullman progressivamente sempre piu` pieni e scassati, poi l`attraversamento della baia su un motoscafo, quindi di nuovo un pullman che ha attraversato questa straordinaria isola. difficile spiegare: scogliere ricoperte da una fitta vegetazione rigogliosissima e dall`altro lato verdissime risaie, stradine che si inerpicano sulla scogliera e che attraversano pianori lussureggianti. siamo arivati quindi a CATBA CiTY, sostanzialamente il capoluogo, fatto di un lungo mare con ristorantini, negozietti, hotel uno attaccato all`altro. il nostro hotel e` nella media, abbiamo fatto un passo avanti rispetto ad hanoi, dal 5 piano siamo passati al 6, sempre senza ascensore. ieri giretto in citta' e oggi il grande passo avanti: abbiamo noleggiato un motorino, e finalmente inizio anche io a capire cosa significa avere due potenti (!!) ruote sotto i piedi e soprattutto strombazzare a mille!!! troppo bello!!!! con il nosto potente mezzo siamo andati a CAT CO2 (qui` le spiagge si chiamano CAT CO 1 2 e 3) che secondo la lonely era l`unica rimasta quasi vergine dalla costruzione di mega resorts, anche solo per il fatto di essere raggiungibile solo attraverso una simpatica passerella a 15 metri a strapiombo sul mare. dopo aver temuto di perdere il lume della ragione (sapete, oltre che ipocondriaco sofffro tremendamente di vertigini) siamo arrivati alla spiaggia: come sempre in questa vacanza il commento unanime e` stato NE VALEVA LA PENA!!! (anche se la lonely dovrebbe essere aggiornata, anche cat co2 ha ormai il suo bello stabilimento)abbiamo fatto il bagno, l`acqua da fuori ha un poco invitante colore marroncino ma e` bellissima e caldissima. mangiata di pesce nel ristorante sulla spiaggia e pennica sotto un pallido sole (che pero` stasera fa vedere i suoi effetti). ad un certo punto siamo stati destati da una orda di villeggianti vietnamiti in gita turistica con annesse fotografe ufficiali che si sono deliziati in foto in pose plastiche e da sirenetti... una scena che mi sembrava estratta direttamente da un film neoralista!!! quando la massa dei locali e` diventata insostenibile ci siamo di nuovo mossi, io ho rischiato di nuovo l`infarto e siamo andati a farci un bel giro del resto dell`isola. che meraviglia, questi piccoli villaggi!! mi sto sempre piu` convincendo che i vietnamiti siano un bel popolo, semplice e amichevole, ovviamente quelli coinvolti nel turismo tirano a fregarti ma anche questo fa parte del fascino... dopo una bella doccia rigenerante, cenetta dal mitico HOUNG Y (chi dovesse venire qui ci DEVE venire!!) e fra poco a nanna, domani ci aspetta una giornatona, con il giro della baia di halong, il ritorno ad hanoi e il trasferiemnto per la prossima tappa... a presto dal meraviglioso VIETNAM
14 agosto
Hue'. due ore e ci ha gia' conquistati. il fiume da' aquesta citta' un'aria di spazi aperti e divivibilita', la gente vende grandi pompelmi e bludragon (un frutto di qui, ottimo anche se un po'acquoso, una polpa bianca con puntini neri simili aquelli delle fragole) sulla passeggiata che locosteggia. e con la vocina timida cerca di propinartiil tour organizzato per il giorno seguente. la vita sembra piu' a buon mercato rispetto ad hanoi ocat ba' e le bici sono quasi quante i motorini. anchei marciapiedi non sono usurpati da venditori diqualunque cosa e sgabelli alti dieci centimetri, fattiapposta per i vietnamiti che amano trovarsi aconversare su questi dehors in miniatura. cosi' perstrada si puo' anche fare a meno di parlare asquarciagola. siamo arrivati qui con il treno della notte dallacapitale. quattro ore di ritardo su quattordici,causate da rallentamenti per lavori sulla trattanord-sud (oddio, sembro un ferroviere). e' il treno"della riunificazione" perche' congiunge hanoi e hochi minh city (per tutti ancora saigon). lo stesso chenei giorni scorsi era stato sospeso per inondazioni,lasciando a piedi 32.000 persone. ci credevamodestinati a 650 km di viaggio come ciliege nellamarmellata e invece il vietnamese trail ci ha datoproprio uno schiaffo morale. aria condizionata, kitlenzuola-cuscino-coperta, colazione e pranzo. moltopiu' che commestibili, tra l'altro. corridoi e servizisono puliti ogni due o tre ore e il personale, unferroviere per vagone, e' pronto a dare informazioniin un inglese quasi comprensibile. ai nostri compagni di scompartimento, i primi italianicon cui la chiacchierata e' nata spontanea, abbiamoraccontato della nostra doppia navigata nella baia dihalong, ieri, ma che sembra un mese fa. aggregati a ungruppo di giovani francesi abbiamo scoperto cale egrotte calcaree, con stalattiti e stalagmiti datatequasi come quelle di frasassi. tutto molto selvaggio ein armonia con la natura, soprattutto i tuffinell'acqua bollente del golfo del tonchino, dove darioha avuto la fortuna di incontrare una medusaautoctona. effetti devastanti sulla sua pelle lattea,subito curati da una pozioncina verde in dote alnostro equipaggio. si pranza a bordo con riso e pescefresco e dopo l'ultima bacchettata appare nostromo. presto presto, dobbiamo andare. qualcuno tira i nostribagagli sul ponte di un'altra barca e noi dietro. ciritroviamo in una specie di crociera con divani diseta gialla e musica pop vietnamita. mettono i nostrizaini vicino alla sala macchine e ci fanno accomodarea prua insieme a certi coreani fumatori che sannotutto del football italiano. io mi distraggo leggendole disavventure di barney panofsky e non mi accorgo dinulla. dopo tre ore siamo ad halong, da li' prendiamoil bus per hanoi e infine il treno per hue'. e'cambiato il paesaggio e anche il clima (io che nonsoffro mai il caldo non respiro senza almeno quattroventilatori), ma questo paese non smette di lasciarcisorpresi. a presto!
15.08 Sono le 4 del pomeriggio qui` ad hue` e mentre a milano fervono i preparativi per l`olly party (ma ci sara` quest`anno?) noi siamo reduci dal nostro giro sul fiume dei profumi. ieri sera lo abbiamo prenotato qui` in albergo per la modica cifra di 1,5 us$ a testa (ma attenzione. c'e` il barbatrucco!) con partenza alle 8 dall`imbarcadero che dista 5 minuti da qui`. sveglia puntata per le 7 e nanna meritata dopo il trasferimento ferroviario di ieri... un telefono suona, mi sembra il cuore della notte ma un pensiero mi assale: non ha suonato la sveglia sono le 8, ci stanno chiamando dalla hall!! e` cosi` infatti, simona, per la prima volta da 3 anni che la conosco, e` sveglia e pronta prima di me, un vero mito!! in fretta e furia scendiamo nella hall, ci stanno aspettando e in 5 minuti siamo con altri nove compari su una minuscola dragon boat (barca a forma di drago) con cui solcheremo le limacciose acque del fiume dei profumi per un giro per pagode e tombe di imperatori definito dalla lonely "imperdibile":. l`equipaggio e` formato da una magrissima signora anziana che per tutto il viaggio (*fino alle 2.30 pm) non smettera` un momento di lavare i pavimenti, cucinare o proporci qualche acqusto, una ragazzina (figlia/nipote?) che funge da mozzo aggiunto e un ragazzo (altro parente?) che pilota la barca. si parte (a manovella) e la prima fermata e` al mercato dove la signora acquista il necessario per il pranzo che scopriremo presto e` l`unica cosa compresa nel biglietto. prima vera tappa la pagoda thien mu, bellissima, dove io naturalmente schifando tutto cio` che e` occidentale mi perdo la Austin azzurra con cui il bonzo partito da qui` si diede fuoco nel 1963 dando inizio alle proteste popolari (la foto della copertina del primo disco dei RATM per intendersi). comunque il posto detta il ritmo della giornata: giri per costruzioni storiche e parchi che danno un forte senso di tranquillita` e di spiritualita`.nella pagoda ci sono dei monaci, fanno un po` la figura delle scimmie allo zoo, tutti (noi compresi) a fotografarli mentre pregano o studiano. segue la tomba di Tu Duc e qui` le dimensioni del barbatrucco ci appaiono chiare: abbiamo 40 minuti per visitarla dista 4 km nella giungla ma se vogliamo ci sono le motorette che debitamente pagate ci possono portare li`.. si contratta, si dimezza il prezzo e si parte, il tragitto e` favoloso, templi si ergono nella giungla e si specchiano in laghetti ricoperti di ninfee... arrivati alla tomba, si cacciano 55.000 dong a testa (previsti) e si entra in una specie di incantata cittadella che prima di esserne la tomba era la residenza dell`imperatore TU DUC e delle sue 104 (!!) mogli... Al ritorno si pranza: apparecchato sul pavimento troviamo riso, noodles, germogli di soia, verdure, mangiamo tutti a 4 palmenti e via che si riparte.. All`arrivo alla tomba successiva guido un piccolo ammutinamento: ci danno 30 minuti per visitarla ma ancora una volta oltre che a pagare per l`ingresso bisogna farsi portare la` in moto. Noi e una coppia di spagnoli ci inquietiamo un po`, propongo di saltare questa tomba ed andare direttamente a quella successiva (MINH MANG) che e` seconda la guida la piu` bella per poterla girare piu` a lungo. la lonely non tradisce: la tomba e` favolosa, un posto che unisce la monumentalita` vietnamita (riflessiva la definirei) alla pace e tranquillita` di laghetti ricoperti di fiori e ninfee.. dopo un`oretta in cui abbiamo avuto il tempo anche di un gelatino, si riparte, il tragitto di ritorno ci vede tutti un po` sfatti dal caldo e dalla stanchezza. eccoci di nuovo all`imbarcadero, scende qualche goccia di pioggia, siamo stanchi ma veramente soddisfatti.
17.08 io a venerdi` 17 non ci credo, pero`... un velocissimo messaggio mentre attendiamo il pullman che ci portera` da hoi an dove siamo ora a muine`, al mare dove arriveremo fra 15 ore circa!. abbiamo lasciato la meravigliosa hue` stamani e abbiamo fatto un piccolo stop in questa cittadina molto turistica ce abbiamo visitato in circa tre ore. parecchei le peripezie daraccontare, soprattutto la prima vera esperienza con il monsone: un diluvio di circa un`ora cvhe ci ha trovatio in maglietta e pantaloncini e lasciati completamente zuppi.. al prossimo messaggio, speriamo dalla spiaggia con il sole, i particolari.
18 agosto
Il sole e il mare ci sono si, qui a mui ne', macoperti da un cielo spesso di pioggia capace diesploderti in testa con buio e fulmini in mezzominuto. il diluvio universale ci ha colti ieripomeriggio a Hoi An, mentre tornavamo dalla visitalampo alle piccole meraviglie sparse intorno al fiume: case di antiche dinastie ma ancora tenute in vita dafamiglie di 5 persone, pagode piene di arzigogoli estatue di budda scuri e minacciosi, con dragoni dimosaico di fronte e piccole fontane davanti aglialtari. In cinque secondi dio la manda, dobbiamoraggiungere l'albergo dove sono custoditi i nostrizaini, tentiamo di ripararci sotto il tendone diqualche negozio, oramai non ha piu' senso mettere ilk-way, siamo fradici. l'albergatore ci guarda e ride,e decide di regalarci una doccia nel bagno diservizio. fredda e al buio (era andata via la luce) mamolto gradita. siamo rinfrancati e pronti a partireper le 18 ore di viaggio fino a Mui Ne', quandosentiamo la figlia del buon albergatore mugolare duefrasi in inglese. poche parole che ci adombrano di undubbio macroscopico. il nostro biglietto di viaggionon e' stato confermato, quindi non vale. dario miguarda e vola di nuovo sotto la pioggia coi nostribiglietti in mano. gli urlo di metterli in tasca epenso che e' un eroe. quando torna ha la facciasoddisfatta dello scolaro interrogato l'unica voltache ha fatto i compiti. tutto risolto, ci vengono aprendere all'hotel dopo mezz'ora. e mezz'ora fu. quisono puntuali da matti, pure dario, dal quasi svizzeroche e', ci e' rimasto scioccato. dopo 12 ore spaccatesiamo a Nha Trang, una specie di rimini vietnamita. durante il percorso ci scappa pure un piatto di noodlecon gamberi, verso mezzanotte. belle atmosfere veracitra zanzare e profumi speziati. Nha Trang la lasciamoai giovani piu' baldi di noi e ci appallottoliamo suun altro bus con sedili in pelle (l'optimum con 40 gradi). ci mancano solo 6 ore di viaggio e gia'pregustiamo le onde salate che ti catapultano a riva eun po' di riposo dopo tanto sbattimento. l'albergo checi aspetta ha addirittura una micropiscina.. le ondeci sono, ma sono quelle alzate dal vento e daltemporale. il posto si preannuncia notevole con ledune di sabbia da ammirare con calma. se ne riparladomani, per ora la pioggia ci ha dato una buona scusaper tornare alle origini: mangiare e dormire asazieta'. ciao a tutti!
19.08 quando si dice una giornata indimenticabile!! ci svegliamo presto, d`altronde ieri sera eravamo talmente stanchi che siamo crollati subito. il programma e` presto fatto: noleggeremo nel nostro albergo una motoretta e con questa andremo prima a fare un giro di organizzatori di giri turistici per capire se ci sia un modo di arrivare velocemente ad ANGKOR WAT via battello oppure se, per velocizzare le pratiche di visto all`ingresso in CAMBOGIA, ci convenga volare da SAIGON a SIEM RAEP e lasciare il battello per il ritorno e quindi andremo a girellare verso le famose dune di sabbia e alla ricerca di un po` di mare e sole. facciamo colazione e saliamo in sella.. non faccio in tempo a mettere la terza e a lanciarmi ai 50 km/h che in lontananza vedo un GHISAvietnamita fiero della sua divisa giallo cacchina che mi intima fischietto alle labbra di fermarmi e con fare risoluto ci fa entrare nell`adiacente caserma. siamo ovviamente un po` smarriti e penso subito che sia un simpatico modo di estorcere un po` di denaro agli spauriti turisti. io e simona non facciamo in tempo a sederci e a rispondere a due domande della truce guardia (tradotte da una signorina ancora piu` impaurita di noi) che nell`ufficio piomba quello che non posso non definire un BAUSCIA al 100% che inizia a sbraitare che lui "a questa gente non da neanche un centesimo" e ad indicare le finte mostrine sulla sua shirt e a dire con il migliore accento di Lambrate "sono un militare inglese, chiamate la mia ambasciata" . tengo per me l`opinione che sia una piazzata abbastanza ridicola (e spero non controproducente) e alla domanda se ho una patente mostro la mia patente italiana che pero` qui non ha validita`. mentre il vigile compila un foglio rigorosamente in vietnamita, la traduttrice ci fa capire che non possiamo guidare in vietnam neanche le motorette senza patente. a parte che sulla LONELY c`e` scritto esattamente il contrario, mi incavolo anche io a questo punto, perche` ovviamente all`albergo nessuno ci ha chiesto nulla, ne` qui` ne nelle altre citta` e quando mi chiedono di firmare il verbale mi rifiuto a meno che non mi venga data una copia dattiloscritta in italiano. decido quindi di giocarmi anche io la carta dell`ambasciata e con l`aiuto della DONNA del BAUSCIA chiamiamo l`addetto ad HANOI, che sebbene sia domenica, si fa trovare (sono veramente eccezionali) e ci tranquillizza: non possono farci nulla, non dobbiamo pagare nulla, dobbiamo solo chiamare l`albergatore e farlo venire in commissariato. cosi` avviene: 10 minuti dopo il ragazzo che ci ha affittato il motorino arriva e viene tremendamente cazziato. nel frattempo io e simona, salutati i simpatici bauscia che ci hanno "deliziato" con le loro lamentele sul vietnam che fa schifo, ci avviamo a piedi verso l`hotel con lo scopo di farci ridare i passaporti onde evitare spiacevoli " ritorsioni" tipo obbligarci a pagare la multa... arrivati all`hotel ci troviamo di fronte al muro opposto dalla sorella del ragazzo che nel frattempo e` ancora alla polizia: non ci vuole dare i passaporti e stavolta neanche la minaccia dell`ambasciata funziona. ritorna il ragazzo e dopo altri 10 mintui di litigio rientriamo in possesso dei passaporti, ma non dei 6 dollari pagati, per quelli litigheremo domani! a questo punto sono le 11 e dobbiamo comunque andare a recuperare i biglietti per SIEM RAEP... ci armiamo di bicicletta (scelta approvata anche dal ghisa di fronte al quale ripassiamo) e andiamo alla agenzia: il battello e` impossibile organizzarlo da qui`, andiamo ad ANGKOR WAT domani sera con l`ultimo aereo da saigon.. bisogna pagare cash: 5.350.000 dong!!, ne prelevo 4.000.000 (pari a circa 200 euro) e vado per ben due volte oltre il massiamle di prelevamento di un vietnamita: un altro segnale della differenza nel costo della vita! nel frattempo simona chiacchiera amabilmente con i ragazzi dell`agenzia e scopre quanto segue:1) le dune distano 35 km dal paese: 2) la strada e` tutta in salita; 3) la strada e` piena di camion, ergo CI SCONSIGLIANO VIVAMENTE di andarci in bici e ovviamente ci offrono il loro tour. contrattiamo e accettiamo, alle 14 si parte in jeep. saltiamo a pie` pari la camminata nel ruscello putrido, ci piace abbastanza il puzzolente villaggio dei pescatori, ci esaltiamo per il canyon rosso-una specie di paesaggio marziano in mezzo al verde e affacciato sul mare- ma il meglio deve ancora venire. arriviamo sulle favolose dune di sabbia bianca: praticamente un pezzo di sahara di fronte al mare!! e` tutto molto bello, anche la discesa con le slitte (pezzi di plastica) che pero` ci fa discutere con il solito ragazzino che dopo averci accompagnato sulle dune e fatto scendere con la tavola ci chiede 100.000 dong, l`equivalente di un pranzo per due al ristorante. faccio il duro e mi dispaice molto perche` il bambino avra` si e no 10 anni e probabilmente quei soldi li dovra` dare a degli adulti, ma si deve accontentare della meta`. insomma, una giornata iniziata con un grande spavento e che si conclude come tutte le altre di questo fantastico viaggio: bei ricordi, tante emozioni che ci rimarranno nel cuore... e da domani sera ANGKOR!!!
21 agosto
Come si fa a raccontare Angkor.. le meraviglie khmer ci hanno incantato fin dall'ingresso, valicato a bordo del mitico tuk tuk, una moto che trascina un carretto, ma e'meglio di una carrozza! il nostro cocchiere si chiama mister Sok, mai chiamare la gente del posto senza mister o mrs prima del nome, si offendono a morte. dopo aver negoziato fino all'ultimo dollaro il prezzo per due giorni di visite al sito (oggi il piccolo circuito di templi e monumenti, domani quello grande) partiamo da siem reap, dove siamo arrivati ieri sera con un volo da saigon. la gente per la strada sterrata di rosso sembra davvero gioviale e sorridente come dice la guida, il verde e'intenso come quello del vietnam, solo che fermo al semaforo ti puoi trovare fianco a fianco con un elefante o una mucca, o cinque ragazzini sulla stessa moto. dopo 20 minuti di buche arriviamo alle porte del sito, che risale in gran parte al XII secolo dc. spilliamo 80 dollari dalla nostra tasca segreta, ci mettiamo in posa per la foto del pass e ricoperti di autan avanziamo verso angkor wat, il piu grande e maestoso di tutti i templi. ha 5 enormi torri precedute da un bellissimo ponte lastricato sopra i fossati dove un tempo sguazzavano i coccodrilli. tutto il complesso e' dedicato al dio vishnu, simboleggiato dalla torre centrale. ai primi passi gia'ci emozioniamo: i bassorilievi del ramayana e del mahabharata sono incredibili per la precisione e la raffinatezza, oltre che per lo stato di conservazione, ottimo! camminiamo per 800 metri e non ci stanchiamo di guardarli, ma solo dopo un po'ci accorgiamo che tutti i personaggi in realta' sono raffigurati come scimmie! (molto antropomorfe, pero'). ci intriga anche naga il serpente a sette teste, che viene strizzato all'inverosimile da certe statue tutte d'un pezzo per trarne il cibo per gli dei, l'amrita, che da' l'immortalita'.. ci siamo avvicinati a naga ma niente, non sgocciolava neanche un po'.. poi andiamo al santuario, sempre dentro alla cinta muraria. li' ci salgo solo io carponi lasciando lo zaino a terra per paura che potesse catapultarmi all'indietro. sono scaloni ripidissimi e scivolosi ma mi avventuro spavalda. voglio andare a vedere le piscine di purificazione che si trovano su in cima. peccato che appena arrivata lassu' guardo in basso e vedo un nugolo di bambini piccoli come gechi e mi prende il vertiginone. ho preso dal mio amato signorino, uffa. via, dietrofront, ma e'una parola. ci metto una vita a scendere e quando tocco terra mi fanno la ola. non ci siamo accorti ma sono gia'passate due ore. sudati maceri ma sazi di tanta bellezza risaltiamo sul tuk tuk verso la angkor Thom, o citta'di angkor. l'induismo qui si mescola al buddismo e al bramanesimo. ci accoglie la statua di un misterioso personaggio con quattro volti sopra un arco. ci sentiamo minuscropici di fronte ai tanti faccioni che stanno in cima alle torri del bayon, girelliamo in mezzo alle pietre del baphuon e voliamo verso l'arrivo del circuito che si chiude col ta phrom', impressionante per le radici degli alberi che si infiltrano dappertutto, tra le pietre, spostandole e cambiando le geometrie. la giungla mangia la pietra e prevale sulla storia. vedi certi filamenti di radici che solo quelli valgono la visita del tempio. in mezzo ci scappa un pranzo frugale sotto a un tendone con bambini che sbucano come grilli. vendono bracciali collane ventagli e qualsiasi cianfrusaglia. ci assediano, diciamo di aspettare la fine del pranzo e poi compriamo qualcosa da ognuno. dopo festeggiamo con una grande foto di gruppo, e ci invitiamo pure mister Sok, che si riposa e assorbe birra da un'ora. hanno occhi grandi come biglie nere, i bambini, e spesso i piedi scalzi. siamo ancora scossi da tutto. non ci aspettavamo tanto. domani secondo round, sveglia alle 4,30, appuntamento col nostro cocchiere alle 5 per vedere l'alba sul primo tempio del circuito grande. solo una cosa. se potete, veniteci.
22.08.
"o-o-o-ochi di ga-ga-gatto"...
sono le 4,30, la sveglia del cellulare di simona ci riporta non ai pomeriggi pane burro marmellata e bim bum bam ma alla realta` delle 4.30 a siem raep.
la mezz`ora che segue e` un lento rito di vestizione fra sbadigli e lamentele ma alle 5 meno 5, svizzeri piu` degli svizzeri siamo davanti al nostro hotel ad aspettare mr SOK.
ci fanno compagnia altri ospiti che progressivamente vengono caricati dai loro drivers, la cosa ci consola, non siamo pazzi!!!
e` buio pesto ma gia` la strada e` punteggiata di fanali di motorette e tuk tuk, per arrivare al nostro hotel bisogna costeggiare un ansa del fiume quindi ogni luce che vediamo provenire potrebbe essere lui.
scoccano le 5 ma non pretendiamo tanta puntualita`, alle 5 e 5 inizia a sorgere qualche inquietudine, alle 5 e 10 simona sta chiedendo ai tuk tuk-isti dell`hotel quanto vogliono per fare il giro concordato ieri sera con il nostro ormai ex-driver, alle 5 e 15 siamo in viaggio per angkor.
sono molto dispiaciuto, mr sok era amabile e avevamo gia` deciso di ricompensarlo con una mancia ma la predisposizione al sonno gia` dimostrata ieri si e` rivelata fatale.
il nostro nuovo driver e` silenzioso e il fatto che indossi il casco non aiuta la conversazione... la strada per il sito archeologico si sta animando ma e` molto affascinante vedere tutte queste piccole lucine convergere mentre il sole sta inziando a sorgere. assisteremo all`alba presso lo Sras Sang che scopro solo in seguito non essere un lago ma una piscina per abluzioni delle dimensioni di 800x400 m (!!). l`alba e` uno spettacolo, ci sono le foto e i baci romantici di rito, e a poco a poco la situazione si fa animata anche grazie ai soliti ragazzini venditori come sempre simpaticissimi dolcissimi e veramente poco assillanti (oddio... un po` assillanti lo sono.)
facciamo colazione li`, presso le bancarelle delle famiglie dei bambini, simona e` sfortunata perche` non hanno ancora fatto la spesa quindi non c`e` nulla di quello che lei vuole.
dopo circa due ore ripartiamo in direzone del Banteay Srei o "cittadella delle donne" che e` un fantastico tempio in gres rosa.
ci accorgiamo subito, pero`, che la levataccia e i postumi del super giro di ieri si fanno sentire: le gambe sono decisamente appesantite e anche l`umore non e` quello della giornata di ieri.
il ritmo e` blando, le lunghe distanze fra un luogo e l`altro non aiutano a rivitalizzarlo e il gran caldo fa il resto... verso le 11 stiamo rientrando in albergo, ma prima chiediamo di riportarci al BAYON (ribattezzato "i faccioni") che e` stato il posto che per la misteriosa natura dei suoi enormi buddha a 4 volti ci ha piu` colpito.
ci arriviamo dalla parte opposta rispetto a ieri e questo ci permette di scoprire un tempio, questo attivo, dedicato a buddha dove si prega attivamente. e` una bella scoperta, il luogo emana pace e tranquillita`.
salutiamo i faccioni, io li ringrazio per le emozioni che mi hanno regalato e bacio la mia compagna di viaggio e di vita, grazie alla quale sto vivendo queste intense giornate.
il programma e` tornare in albergo, riposarci una oretta, mangiare e andare a vedere il villaggio galleggiante sul lago..
usciamo di nuovo dopo poco piu` di una ora ancora piu` cotti di prima, scopriamo che la visita al villaggio costa 10 dollari per un`ora e decidiamo di rinunciarvi a favore di un giro per le pagode... la fame avanza, torniamo al posto di ieri (conveniente e buono) e mangiamo...
siamo veramente sfatti!! ci fermiamo una buona ora a leggere poi cediamo, torniamo in albergo e crolliamo addormentati fino alle 8...
usciamo di nuovo, solo per sfuggire alle 4 mura della stanza e scopriamo che MR. SOK si e` presentatao a reclamare i soldi di ieri, dicendo che aveva dormito troppo e che era venuto alle 7: me lo aspettavo e lasciamo i soldi in reception ma non siamo certo felici
questa piccola pecca non cambia di nulla il giudizio sulla cambogia e suoi cambogiani: aver letto quello che hanno subito nella loro storia mi fa piu` volte chiedere come riescano ancora a sorridere. un posto e un popolo eccezionale, a cui auguro ogni bene!
domani pullman fino alla capitale Phnom Penh dove ci fermeremo solo a dormire e da dove partiremo venerdi` in battello per rientrare in vietnam.
24 agosto
La Cambogia ci ha commosso e straziato al tempo stesso per i suoi "paesaggi" umani. ci assale il classico senso di impotenza e scatta la voglia di fare qualcosa, ricominciare il volontariato, adottare un bambino a distanza.. speriamo di ricordarcene anche al nostro rientro (altrimenti per favore ricordatecelo voi). il calendario comincia a richiamarci all'ordine, quindi decidiamo di muovere verso saigon in maniera abbastanza programmata. ma cominciamo bene. l'autista che deve trasportarci dall'albergo al nostro bus per phnom penh non compare (ma dopo il pacco di mister sok non ci allarmiamo piu' di tanto). cosi', ormai impratichiti dall'uso, saltiamo sul tuk tuk con gli zaini appresso. lo slalom nel traffico e' cosi' sportivo che arriviamo alla stazione dei bus persino in anticipo e ci scappa anche un te' zen.. ripartiamo puntualissimi in mezzo alla polvere del mercato di periferia, un groviglio di fumi e clacson che salutiamo con un arrivederci.. la nostra gimkana attraversa villaggi assolutamente poveri, e ne restiamo zittiti. ma tutti sorridono dalle palafitte al nostro passaggio, e le bambine si mettono in posa per la foto. in lontananza si vedono teste e braccia spuntare dalle risaie sconfinate, e piccoli pescatori mentre trafficano con le reti. nessuno sembra darsi troppa pena anche quando il cielo si fa grigio e le raffiche di vento attraversano case, tende, corpi. un minuto e arriva la notte, come sempre. dalla strada si vedono piccole lucine stanche e i colori della tv (tutti ne hanno una!) che vengono dalle capanne di paglia. ma apparentemente il programma e' lo stesso per tutti. dopo sei ore di viaggio siamo distrutti fisicamente e psicologicamente. a phnom penh il tizio dell'albergo che aspettavamo non compare (ovvio), ma in compenso veniamo ricoperti di una folla urlante che ci vuole propinare qualunque cosa: camere a basso prezzo, ristoranti francesi, tour della capitale, banane fritte.... il nostro rifugio e' l'agenzia di viaggi dirimpetto. ci fanno telefonare all'hotel, ma di venirci a prendere neanche a parlarne, intanto riprende a piovere, prendiamo il tuk tuk e finalmente troviamo il posto. siamo finiti in un albergo a ore coi muri gialli come limoni, chiazze di zanzare morte e soffitti alti, bui. per le scale un vecchio bavoso con una ragazza vestita all'occidentale. siamo sfasciati, ci accorgiamo che il posto e' tutto sommato vivibile e sganciamo i 15 dollari. alle sei siamo fuori in cerca di una colazione che non sia una zuppa di riso o vermicelli. l'unico cameriere del quartiere che parli inglese e' sordo. ci capiamo e ci accontenta con poco pane e poco miele(dario, che e' un eroe, fa finta di non avere fame e lascia tutto a me. io spazzolo ogni cosa ma dopo mi sento in colpa). arriviamo a meta' mattina all'imbarcadero per chau doc, vietnam again. la traversata del mekong ci entusiasma, l'abbiamo sognata e aspettata. i nostri compagni di "battello", una bagnarola adibita al trasporto di biciclette incidentate, sono un francese dall'aria laida, una coppia di austriaci 23enni e due cambogiane coperte dalla testa alle caviglie, poi scalze. andiamo che e' una bellezza, una sensazione di liberta' e di pace, almeno finche' la barca non si incaglia. ripartiamo con un applauso solo quando il marinaio si tuffa nel torbido e ci sposta a spinta. ridono anche le ragazzine della palafitta di fronte, tutt'uno coi colori dei panni stesi. la frontiera tra cambogia e vietnam e' un giardino con grandi piante tropicali dai grandi fiori fucsia, tra le aiuole ci chiedono i passaporti e ci aprono la stanza dove sta il metal detector. un metal detector in mezzo alla giungla! dopo poche ore ancora sbarchiamo a chau doc, che ci riporta indietro al caos delle motorette e agli odori delle strade vietnamite. un po' a malincuore accettiamo di salire su un cyclo, un carretto trainato da un uomo in bici. cosi' abbiamo davvero usato qualsiasi mezzo di trasporto. domani dopo un giro di pagode si va a saigon, dove ci aspetta un ultimo assaggio di oriente, almeno per questa annata...
27 agosto
Saigon ultima tappa.
La metropoli che ci accolto sotto un cielo viola di tuoni e fulmini, cosi' allagata che ci si poteva nuotare dentro. Acqua nelle strade fino a coprire le ruote dei motorini, acqua nei negozi fino a mezzo metro, anche piu' nelle vie laterali. A bordo del minibus che ci trasportava da Chau Doc assistevamo alla fiumana inarrestabile di motociclisti incellophanati coi loro impermeabili usa e getta, inarrestabili, imperterriti in una corsa controvento, contromano. gambe nude a mollo e mezzo a spinta nella follia generale dei clacson anche quando il motore aveva ceduto. ci scaricano in una stazione, scendiamo nell'unico punto asciutto, ma e' una zattera nell'oceano. ci carica un taxi fino all'albergo. non facciamo caso che la stanza e' grande quanto la nostra scarpiera di casa, l'importante e' che siamo al quarto piano dell'hotel, quindi salvi. abbiamo due giorni interi per visitare ho chi minh city, per tutti saigon. il primo, ieri, lo dedichiamo alla passeggiata di 5 km per il distretto 1, la zona centrale. la confusione non ci suscita piu' allegria come ad hanoi, sara' perche' siamo un po' stanchi, sara' perche' qui c'e' uno smog che ti prende alla gola. fotografiamo la statua di ho chi minh, ci intrufoliamo nei vicoli pieni di riparatori di marmitte, tessitori di sete fiorate, fabbri, saldatori. mangiamo in un posto dove non parlano una parola di inglese (anche il termine "toilet" suscita sulle loro facce un'espressione di disorientamento assoluto), quindi ci pappiamo quel che vogliono loro e via. niente serpenti o cavallette, anche stavolta l'abbiamo scampata.. assaporiamo gia' la pennica al parco immenso che circonda il palazzo della riunificazione quando scopriamo che costa 15.000 a testa. non entriamo per principio, tanto di fronte ce n'e' un altro, una specie di dependance verde. peccato che in quest'ultimo viga il divieto, difeso da apposite guardie, di sedersi sull'erba, e che le panchine abbiano strani rialzi sulla loro superficie, cosa che rende la seduta peggio di una seduta dal dentista. leggiamo 5 minuti poi scappiamo nello spazio vitale della nostra camera d'albergo, certi che il sabato sera metropolitano abbia in serbo per noi qualcosa di speciale. infatti. un diluvio che non si sa come, siamo fradici anche sotto al k-way, e una cena a base di pho (ottima zuppa locale) condita dai goccioloni che filtrano dalla tettoia. per fortuna domani andiamo a rilassarci alle pagode di cholon, pensiamo. l'indomani il cyclo' ci carica tutti e due alle otto in punto. contrattiamo 50.000 dong, respiriamo scarichi di moto per tre km e ci siamo. le pagode non mancano ma ingrigite dall'inquinamento e chiuse dentro cancelli tra un'officina e un venditore di medicinali taroccati. ci basta vederne due. il resto del giorno penzoliamo tra gli alberi dello zoo e i negozi per turisti. siamo sazi di vietnam e sentiamo che e' il momento giusto per tornare. e' stato un ottimo assaggio di oriente e forse anche un buon insegnamento per le prossime volte nel far east. domani si vola ad hong kong, da li' a francoforte e finalmente a bologna. totale viaggio 33 ore, meta' di viaggio e meta' in pause scalo. cosi' inizieremo a riordinare le tante avventure e a meditarci un po' su.. ciao a tutti e a risentirci da casa! dario e simona
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