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tre uomini in barca

Arianna e Andrea in Tamil Nadu

Ciao Marina, ciao Alessandro,

mi chiamo Arianna ed è la prima volta in assoluto che provo a mettermi in contatto con qualcuno di Radio popolare, nonostante vi ascolti da anni e anni... colgo l'occasione, perché venerdì 24 parto per l'India del Sud, per la precisione per il Tamil Nadu, dove girovagherò per 3 settimane col mio ragazzo Andrea (ovviamente non abbiamo programmato niente di più preciso)... non so quante volte ci soffermeremo negli internet point, ma se siete interessati sarebbe un bel modo per mettere per iscritto le emozioni del momento e per rassicurare i nostri genitori in Italia!
Baci ad entrambi, Ari

 

26\08\2007
Vanakkam Barca (vuol dire ciao in Tamil, qui in questa regione dell'India dicono cosi'!!),innanzitutto ci presentiamo: siamo Abbruzzino (Andrea) e Mailänderin (leggesi Mailenderin, comunque Arianna) alla loro prima esperienza in India insieme.
 Sono ormai 2 giorni che siamo giunti in questa terra caotica dove tutti suonano il clacson a caso, cercano di venderti qualsiasi cosa fermandoti per strada con frasi del tipo: "Ehi ciao, secondo me stavi cercando il mio negozio" e dove la parola piu' pronunciata e' "business, business!". Per il resto tutto fantastico.
 Al momento ci troviamo a Mamallapuram (finiscono quasi tutti per ram...), 50Km a sud di Madras o Chennai, posto da cui siamo scappati appena arrivati con l'aereo. Mamallapuram e' un "luogo di villeggiatura", apprezzato molto anche dagli indiani, con spiaggia, ristoranti di pesce, ampia scelta di massaggi e tutto il resto... il futuro che ci aspetta sara' molto peggiore...e molto piu' medievale!
Fortunatamente parliamo con chiunque, ma sfortunatamente chiunque alla fine cerca di venderci qualcosa... insomma, ci sentiamo come due portafogli giganti che camminano fra le mucche sacre! Il problema e' che e' difficile dire di no, perche' cordialita' e sorrisi non mancano mai. Ma abbiamo deciso che, se vogliamo sopravvivere per altre 3 settimane, dobbiamo essere piu' determinati!
Per il resto paghiamo 4 euro per una stanza doppia senza scarafaggi (per ora) e ancora non abbiamo problemi intestinali per il cibo speziato (che adoriamo)!
Siamo stati in una sartoria dove un omino con la macchina da cucire ci ha preparato su misura due splendidi vestiti da indiani, ed e' fantastico vedere Andrea che gira con una gonna (devo solo convincerlo a continuare a mettersi le mutande sotto!). La gonna tamil si puo' portare lunga o ripiegata al ginocchio, ma non e' un'impresa facile... oggi, durante le visite ai templi, chiunque si fermava a ridere e a scattare foto, e qualche anima pia si e' offerta di sistemargliela, per poi ridere 20 metri dopo quando gli ricadeva! Insomma cerchiamo di ambientarci...
 Dopodomani ci sposteremo a Tiruvannamalai (cortino eh...?), per assistere alla festa sacra della luna piena, dove si dice che i pellegrini camminino intorno a una collina sovrastata da un lingam di fuoco di 30 metri (lingam = scopritelo voi!) puntellata di santuari, a piedi scalzi... vi aggiorneremo sulla salute dei nostri piedi e su eventuali malattie!
CiaoAbbruzzino & Mailänderin

 

29/8/2007

Vanakkam, rieccoci, siamo ancora vivi...

stiamo scoprendo nel bene e nel male la vera India del sud, senza nessun turista e senza nessuno che parli inglese... che culo!

 

Ma cominciamo dall'inizio: siamo arrivati a Tiruvannamalai clamorosamente in ritardo di un giorno per la festa della luna, forse a causa delle continue informazioni confuse e contrastanti che riceviamo (dovremo abituarci), ma ne e' valsa eccome la pena! Dopo aver trovato la camera d'albergo ci siamo fondati in un ristorante che, come tutti, presentava solo scritte in tamil, per noi come geroglifici... vista l'incomunicabilita' ci siamo abbandonati all'unica possibilita' di lasciarci servire quello che volevano: e qui e' cominciata l'avventura. Non c'erano posate, non c'erano piatti, ma solo una grande foglia di banano con una specie di piadina e una serie di salsine et similia disposte in circolo, piu' l'immancabile plain rice. Ovviamente abbiamo attirato la curiosita' di tutto il locale e una coppia di signori, gli unici con una "certa" padronanza dell'inglese, si sono seduti al nostro tavolo mostrandoci passo dopo passo cosa dovevamo fare: mangiare solo con la mano destra (perche' in India con la sinistra ci si pulisce il culo N.B. Andrea e' mancino), fare le giuste accoppiate fra salsine e accompagnamenti vari, e infilarsi la roba in bocca con tutte le dita senza alzarne neanche uno (e vi ricordate i tovaglioli? Qua non esistono)! Alzando gli occhi da quest'attivita' cosi' impegnativa, ci siamo ritrovati circondati da tutti i personaggi del locale che ci guardavano con un misto di stupore e divertimento. La simpaticissima signora della coppia, inoltre, si e' anche offerta di risistemare il sari che Arianna aveva indossato scandalosamente male, nel vero senso del termine. Il sari e' un lunghissimo pezzo di stoffa che si avvolge intorno al corpo, e quella che per le donne indiane e' l'operazione piu' facile del mondo per noi e' diventata un labirinto senza uscita...

 

Da li' in poi siamo diventati come i coniugi Beckam! Quando abbiamo avuto la brillante idea di uscire per visitare il tempio non potevamo fare un metro senza che qualcuno ci fermasse estasiato per conoscerci. Ed e' qui che ci siamo imbattuti nel tipico ciondolio della testa indiano, segno di approvazione e disponibilita', solo in apparenza molto simile al gesto che facciamo scuotendo la testa per dire di no. Abbiamo letto su un libro che gli Indiani andrebbero in brodo di giuggiole se solo riuscissimo ad imitarlo: Andrea sta cercando di imparare, ma sembra piu' uno che ha appena preso una sonora botta in testa. Davvero ci facciamo grasse risate tutti i giorni insieme agli Indiani, peccato che per il 90% delle nostre conversazioni ognuno parla una lingua per l'altro incomprensibile...!

A parte questo, quando siamo entrati nel tempio (10 ettari) siamo stati avvolti da un'aura mistica, festosa e spirituale un po' inaspettata. Ci siamo lasciati trasportare dalla folla che si incolonnava davanti agli altari delle innumerevoli divinita' per ricevere la benedizione dai "santoni"; siamo stati benedetti anche da un elefante... Questa si' che e' una religione allegra!

 

Altro elemento esilarante del nostro viaggio sono gli spostamenti in autobus per ore, attraversando villaggi dimenticati da Dio, su strade dimenticate da Dio, rischiando scontri frontali con altri autobus, carretti e qualsivoglia mezzi o persone. Il clacson (l'avevamo accennato, ma non immaginavamo fino a che livello!) viene usato molto piu' del freno e i dossi presi a tutta velocita' fanno schizzare i poveri passeggeri con la testa contro il soffitto... e loro se la ridono come al solito!

 

Vabbe', non dilunghiamoci troppo. Ora siamo a Chidambaram, varie impressioni non buone, oltretutto piove (sara' il monsone??) e strade e fogne sono allagate in un unico festoso tripudio!

Domani si riparte... destinazione Tiruchirappalli, o Trichy per gli amici!

 

A presto,

Arianna & Andrea 

 

1/9/07

Siamo disperati...

Come i coniugi Beckam, cominciamo ad accusare lo stress da celebrita'!

Ogni volta che ci sediamo da qualche parte per mangiare, ci circonda uno stuolo di curiosi personaggi, divertiti da questi due "alieni bianchi" alle prese col loro cibo; ci fissano incessantemente e cercano qualsiasi argomento di conversazione con le due parole di inglese che conoscono...spaziamo da interessanti conversazioni smozzicate su cricket, scacchi, tennis, a domande su quello che si coltiva in Italia oppure se veramente in Italia si parla l'italiano e basta...oggi ci hanno pure chiesto se potevano farci una foto!!

 

Passiamo ai problemi intestinali:

dopo tre giorni passati a mangiare lenticchie, riso, dosa (la specie di piadina) e varie salsine a colazione, pranzo e cena, con la sola variante della superficie di appoggio, il nostro povero corpo ha cominciato a rifiutare il cibo in vari modi...un sano appetito e' una sensazione ormai lontana!    

 

Nonostante tutto Tiruchirappalli si e' rivelata anche una citta' ben organizzata, sempre nel senso indiano del termine, ma molto meglio di altri posti...non vi preoccupate, gli strombazzamenti dei clacson sono sempre assordanti e per attraversare la strada ci vuole almeno un quarto d'ora, ma abbiamo scoperto che anche in India esistono strisce pedonali e semafori (la cosa per la gente e' del tutto indifferente).

Ieri abbiamo visitato l'ennesimo tempio, ma questo si e' rivelato essere il piu'grande dell'India, con 7 mura di cinta una dentro l'altra tipo matrjoska, e grazie a un official guide abbiamo potuto apprezzare ogni particolare, compresi i bassorilievi stile kamasutra ed il significato dei mantra che venivano cantati ad oltranza. Alla fine del giro, ovviamente, mentre cercavamo di resistere ad un tizio che ci proponeva schede di memoria per la fotocamera e soldi da cambiare in nero, la nostra guida ci ha portato in un negozio di souvenir "solo per dare un'occhiata", ma abbiamo intontito il venditore con le nostre domande e siamo usciti indenni...incredibile! 

 

Dopo tre giorni stanziali domani si riparte, destinazione Madurai, dove resteremo una sola notte per visitare il famoso tempio (si era capito che il Tamil Nadu era famoso per i templi??). Poi ripartiremo per un altro luogo sacro a soli 2km dallo Sri Lanka...

Sembra di essere tornati indietro nel tempo qui, prima di partire avevamo letto sul sito di Turisti per caso di un tizio che descriveva il Tamil Nadu come il Medioevo: beh in effetti possiamo confermare, ma e'in posti come questo che l'India ti entra dentro e ti mette in subbuglio...in vari sensi!

 

Alla prossima,

Arianna e Andrea  

 

6/9/2007
Vanakkam amici della barca,
vi scriviamo da un paese a 2100 metri sul livello del mare, e per 3 euro abbiamo dovuto addirittura comprare dei pile per coprirci dal freddo, non sembra neanche piu' di essere in India... ma andiamo per ordine:

ci eravamo lasciati a Trichy con i nostri problemi di celebrita', dicendo che saremmo partiti per Madurai e poi per Rameswaram (vicino allo Sri Lanka)... Madurai ha rappresentato un punto di svolta nel nostro viaggio, siamo entrati nel "Sud dell'India del Sud"; per noi e' significato minori problemi di sovrappopolamento (finora continuavamo a chiederci come facessero ad entrarci tante persone in uno stesso posto!), marciapiedi percorribili senza la paura di cascare in una fogna a cielo aperto da un momento all'altro, autostazioni
 iperorganizzate (come al solito nel senso indiano del termine)... sara' anche stato perche' abbiamo deciso di spendere un po' di piu' per migliorare i nostri standard di vita, ovvero dai 10 ai 15 euro per doppie "di lusso" negli alberghi anziche' camere condivise con gli scarafaggi dai 4 ai 6 euro...
Ecchec... siamo in vacanza pure noi Beckam!

Il tempio di Madurai e' uno dei piu' belli e conosciuti dell'India, forse anche troppo conosciuto, per questo consigliamo posti come Trichy o Tiruvannamalai... fate voi!
Siccome in precedenza avevamo avuto problemi a trovare stanze libere a causa dei matrimoni indiani che evidentemente prevedono milioni di invitati, abbiamo detto:" Dai, telefoniamo in anticipo per prenotare una stanza decente a Rameswaram!". Ma dopo il primo rifiuto da un hotel pieno di pellegrini, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto:" Sai che c'e'? Ma chi cazzo ce lo fa fare di sbatterci cosi' in mezzo a orde di pellegrini?! Andiamo a Kanyakumari!"
Detto e fatto...

Dopo 6 ore di indian bus siamo arrivati in questo posto, alla punta Sud del Sud dell' India del Sud! A volte il caso ti porta nei posti giusti... Kanyakumari e' circondata per tre quarti da tre mari diversi: il Mare Arabico, l'Oceano Indiano e il Golfo del Bengala che fondono tumultuosamente le loro correnti su una spiaggia considerata sacra. Alba sul mare guardando a sinistra, tramonto sul mare guardando a destra, siamo rimasti senza parole...
Sono stati anche giorni che ci hanno fatto dubitare della nostra celebrita', passavamo "quasi" inosservati, insomma pensavamo che ci avessero gia' rimpiazzati...

Siamo stati una notte e quella dopo siamo partiti con un autobus da loro definito semi-deluxe (in realta' non abbiamo notato la differenza) alla volta di Kodaikanal, dove ci troviamo tuttora... arriviamo la mattina alle 6, un freddo della madonna, entriamo nel primo hotel segnalato sulla guida e crolliamo addormentati per qualche ora; ci ha svegliati una colonna sonora di martellate e ci siamo accorti di essere ricoperti da una coltre di polvere bianca, insieme ad ogni cosa che c'era nella stanza! Leggermente nervosi, ricomponiamo gli zaini, andiamo dal tipo della reception e gli diciamo che andiamo a cercarci un altro albergo, manco a dirlo sotto la pioggia... stavolta decidiamo che ci vogliamo trattare come prinicipi, e all'astronomica cifra di 18 euro ci prendiamo una stanza in un hotel di damerini, che ci ripetono in continuazione "yes sir, yes madame, thank you sir, thank you madame"... dovevamo tirarci su il morale con un po' di lusso!
Il posto e' abbastanza turistico, nessuno pareva stupirsi della nostra misera conscenza della lingua tamil e ci rispondevano perfino in inglese; insomma, ci eravamo ormai rassegnati a tornare nel triste mondo dell'anonimato... finche' e' arrivato oggi: ci trovavamo davanti a delle cascate assorti nei nostri pensieri, quando dal sentiero e' arrivata una mega-comitiva di turisti/e indiani capitanati da una guida del posto e in due minuti i coniugi Beckam si sono trovati di nuovo abbagliati dai flash dei fotografi: abbiamo dovuto sottostare ad alcune foto di gruppo prima, per poi passare a concedere la nostra immagine per foto ricordo con i singoli componenti: signore, ragazzi, bambini, un casino!

Ok, l'internet point ci sta letteralmente chiudendo in faccia... i prossimi giorni saranno di completo relax, ci risentiamo al ritorno nella bolgia!

Ari & Andrea

 

 

10/09/2007

 

Mamma mia quanto sudiamo...

La parentesi in montagna e' finita (forse poteva finire anche prima) e seguendo i corsi e ricorsi storici siamo tornati al punto di partenza: Mamallapuram, mare, 35 gradi e 100% di umidita'.

 

Kodaikanal sarebbe stato un bellissimo posto se non ci fossimo capitati nel bel mezzo della stagione delle piogge, che sulle montagne a quanto pare dura 6 mesi... Da bravi turisti volenterosi per due giorni abbiamo cercato di farci scarrozzare da un "molto simpaticissimo" tassista autoctono, che millantava le meraviglie paesaggistiche della zona...il primo giorno, in qualunque posto ci portasse, una nebbia fittissima fantozziana ricopriva come ovatta ogni cosa che valesse la pena di vedere. Il nostro amico ci diceva: "Five minutes clear, wait wait.." e giu' secchiate d'acqua dal cielo 30 secondi dopo. Dopo un pomeriggio di wait wait, abbiamo deciso di rimandare il tutto alla mattina dopo. Quel maniaco voleva partire alle 7, alla fine abbiamo contrattato per le 10, e lui con le sue doti da Giuliacci ci ripeteva ostentando sicurezza: "Tomorrow clear, tomorrow clear!".

La mattina dopo infatti il tempo era cambiato: pioveva il doppio del giorno prima e la nebbia si prendeva gioco di noi. Fin qui tutto bene, in fondo non era colpa sua...nel frattempo ci rassicurava che avremmo visto almeno la cascata, peccato che quando ci porta li' davanti ci guarda e ci fa: "Ops, non c'e' acqua perche' ha piovuto poco"...A quel punto lo abbiamo mandato affanculo e ci siamo rinchiusi nel nostro hotel di damerini con la ESSE sibilante (Yesssss sssssir, yessss madame).

 

Vabbe', alla fine ce ne siamo andati il giorno dopo, per intraprendere il nostro lungo viaggio di ritorno verso Chennai. Il bus, lanciato a tutta velocita' giu' per i tornanti di montagna, ci ha lasciati un po' frastornati e indolenziti a Dindigul, una citta' nenche segnata sulla guida, ma da cui avevamo un treno prenotato il mattino dopo per tornare dove siamo adesso. La citta' in realta' si e' rivelata un enorme giardino zoologico a cielo aperto: topoloni neri e maiali neri (il colore sara' dato dalle fogne?) sguazzavano nei rifiuti, in mezzo ad onnipresenti mucche, capre e cani denutriti che non hanno neanche la forza di abbaiare! Dai, andiamo a mangiare... una tranquilla e tipica cena indiana ci ha trasformato nuovamente in attrazioni da circo; uno stuolo di camerieri e donne delle pulizie ha cominciato a circondare il nostro tavolo fissandoci, ma stavolta senza neanche parlarci o sorriderci, il che rendeva la situazione ancora piu'inquietante...abbiamo mangiato il piu'in fretta possibile, prima che Andrea desse in escandescenza e alle 7 di sera siamo tornati a chiuderci in albergo...il Tamil Nadu offre una vita notturna da mettere i brividi ragazzi! Pero' quante risate ci facciamo...sul serio!

 

Con il cuore stretto, lo stomaco e quant'altro ( a proposito, il mal di pancia e' quasi passato!), concludiamo il nostro rapporto telematico, visto che dopodomani alle 8 di mattina abbiamo l'aereo; stiamo cercando di spendere le nostre ultime rupie in shopping sfrenato (vi serve qualcosa?!), e domani notte la passeremo svegli in aeroporto a riorganizzare il bagaglio a mano leggermente appesantito... da regali e sporcizia!

 

Voci amiche ci hanno parlato di una festa il 14 settembre, ma purtroppo gli impegnatissimi coniugi Beckam non potranno esserci, perche' il povero Andrea ricomincia il lavoro a Bologna. Ci dispiace perche' sarebbe stato proprio divertente...

 

Baci a tutti,

Ari & Andrea  

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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