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tre uomini in barca

Simo & Gerson luna de miel - Bolivia, Brasile, ecc

23 luglio

Ciao!!

Io e Gerson ci siamo sposati il 07.07.07 e dopodomani partiamo per un viaggio di 40 giorni in America Latina, che si potrebbe definire "luna di miele", anche se in realtà sarà più lunga, "affollata" e movimentata di una classica luna di miele...

Visto che per ora il Sud America non è coperto dai bloggers di "3 uomini in barca", mi sembrava carino farci vivi!! Gerson non losa ancora, ma credo che apprezzerà l'idea!!

 

La meta è Cochabamba, in Bolivia, città natale del mio novello maritino, per ricevere la benedizione del nonno Saturnino e della sua consorte, nonna Benedicta; il nonno è un pastore evangelico di 75 anni, completamente sordo, che vanta tra i suoi meriti di aver aiutato a tradurre la Bibbia in quechua, mentre la nonna è un'arzilla signora aymara dal pollice verde che fino a pochi mesi fa attraversava la Bolivia in lungo e in largo per viaggi missionari, e che usa intercalari inglesi, tipo "Shut up!", imparati dai missionari evangelici statunitensi 50 anni fa, insieme alla ricetta segreta dei panqueques, cioè i pancakes.

 

L'organizzazione del viaggio è la seguente: di voli diretti dall'Europa alla Bolivia non ne esistono, quindi mercoledì 25 partiamo alla volta di Madrid, ci facciamo ospitare da Abel, un ragazzo boliviano che praticava tae kwon do con Gerson in Bolivia quando erano ragazzini (il tae kwon do è un'arte marziale coreana, e loro avevano un insegnante coreano emigrato in Bolivia, un simpatico signore in stile Karate Kid); da Madrid partiamo alla volta di Salvador de Bahia, e lì ci fermiamo 3 giorni (abbiamo prenotato una camera in una pousada). Dal 4° giorno in poi non sappiamo cosa succederà, non abbiamo neppure il volo dal Brasile alla Bolivia... Come diceva il buon Baglioni, "lo scopriremo solo vivendo...".

 

Gerson è nato in Bolivia, ma ha passato in Europa gli ultimi 15 anni, e io sono già stata in Bolivia, ma solo uan volta, quindi ci resta ancora tantissimo da scoprire; ci piacerebbe vedere il Salar de Uyuni, un enorme lago di sale dalle parti di Potosì, a oltre 4000 metri...oppure le chiese gesuitiche costruite in mezzo all'Amazzonia boliviana, in stile "Mission"...

Al ritorno dobbiamo ripassare da Salvador de Bahia per prendere l'aereo, e lì magari faremo 4 o 5 giorni di relax, in riva al mare, come se fosse una vera luna di miele.

 

A presto, andiamo a preparare lo zaino!!

 

Simona

 

PS: Non so se serve una foto x il blog, comunque ve la mando: siamo io e lui che suoniamo alla nostra festa di matrimonio, insieme a suo fratello - nonchè mio cognato - Nahum  che ci accompagna al basso!!

 

 

28 luglio

Ciao ragazzi!!

Il nostro viaggio alla volta di Cochabamba e`iniziato molto bene! Siamo partiti mercoledi`, a Madrid e` venuto a prenderci Abel, l´amico di Gerson (se anche non me lo avesse detto, l´avrei capito subito che faceva arti marziali, perche` e` massiccissimo!!!), e ci ha portati in uno splendido ristorante di nouvelle cousine fuori citta´, in un ridente sobborgo tipo Buccinasco, dove abbiamo festeggiato la rimpatriata dopo 9 anni che i due non si vedevano (in perfetto stile "Carramba che sorpresa!!")!! Il giorno dopo ci ha portato in giro per tutta la citta´, molto bella e molto spaziosa; mi sono commossa nel rivedere piazza Mayor, perché ero stata a Madrid in inter-rail 6 anni fa con delle mie amiche e avevamo dormito in piazza, sotto i portici...bei tempi!!!

Giovedi pomeriggio abbiamo preso l´aereo che ci avrebbe portati fino a Salvador de Bahia; eravamno seduti vicino al fratello brasiliano di Pino Daniele (scesi dall´aereo, abbiamo avuto la conferma: aveva con sé un mandolino, era davvero un musicista!). Viaggiando nella stessa direzione del sole, il pomeriggio é durato un secolo, per non parlare del tramonto: sembrava quel pezzo del Piccolo Principe, quando racconta che nel suo pianeta basta spostare un po´ la sedia per vedere 44 tramonti al giorno!

All´aeroporto di Salvador, c´era un simpatico ed arzillo taxista sulla sessantina che ci ha portato fino ad una pousada (pensione) del quartiere Saude, vicinissimo al centro storico; col nostro portoghese maccheronico, abbiamo chiacchierato della prima linea metropolitana che stanno costruendo qui a Salvador, del rigido inverno bahiano (26 ° di sera!) e altre amenitá!

Sto facendo una fatica boia, ´sta tastiera é tutta strana, mette gli accenti al posto degli apostrofi, e poi c´é un´olandese che aspetta il suo turno x il pc... quindi la finisco qui!

Aggiungiamo solo che dalla pousdada, mentre fai colazione con una serie di meraviglie come la marmellata alla menta, puoi vedere il centro storico (il Pelourinho), pieno di casette e chiese cosí colorate che sono al loro posto solo 1 giorno all´anno: Carnevale! É bellissimo!!

 

Simo & Gers

 

 

30 luglio

Ciao!!

Finalmente ho imparato a usare la tastiera del pc, che ha delle regole strane, quindi potró  racontarvi qualcosina in piú dell´altra sera!!

Qui a Bahia continua a piovere, l´unico bagno che sono riuscita a farmi é stato quello per tornare dal localino underground dove stavamo ascoltando samba (e dove Gerson, da buon musicista, ha cercato di farsi vendere da uno del gruppo una piccola chitarrina a 4 corde, che comunque non saprebbe suonare!) alla nostra mitica pousada! Peccato, perché le spiagge sono stupende, la sabbia é cosí fine che sembra farina di mais, una giornata di spiaggia me la sarei fatta volentieri!!

Qui nel centro di Salvador c´è una chiesa, dedicata a Nossa Senhora do Rosario dos Pretos, che é stata la prima chiesa per la gente di colore: prima i neri potevano solo assistere da fuori, finché non sono stati autorizzati a costruire questa chiesa. C´è voluto quasi un secolo, perché il lavoro veniva svolto di notte, dopo un´intera giornata di lavoro nelle piantagioni di zucchero, ma bisogna dire che gli é venuta proprio carina!!

La confraternita che gestisce questa chiesa cattolica, é peró composta da persone che praticano anche la religione candomblé (questo si chiama sincretismo religioso!!), e ci hanno invitato ad assistere ad una loro cerimonia, ovviamente a pagamento. Beh, ne é valsa la pena, é stato molto interessante: siamo andati in un quartiere popolare, Ingenho Velho, cioé nella vecchia raffineria dello zucchero, con un gruppetto misto di turisti. La cerimonia era in una casa privata, addobbata con 1000 colori, rigorosamente tutti chiari, piena zeppa di gente venuta ad assistere, c´era un miscuglio di odori... La gente della casa gestiva la cerimonia: gli uomini hanno suonato i tamburi per ore, mentre le donne e alcuni ragazzi giravano in senso antiorario, vestiti di bianco e cantando canzoni in yoruba (é incredibile che dopo tutti questi anni, siano rimasti intatti cosí tanti canti!!), poi si sono cambiati e hanno indossato gli abiti delle divinitá e hanno continuato a ballare fino a cadere in trance...mentre la gente intormo si rimpinzava di cose da mangiare, dolcetti vari dalle forme strane! Io nel frattempo ho fatto amicizia con uno dei partecipanti, stile Homer Simpson, che poi ho scoperto che era poliziotto, che mi ha preso in simpatia, e non la finiva piú di riempirmi il piatto!! Sono dovuta andare via con la schiscetta!!! Non sappiamo fino a che ora sono andati avanti, a un certo punto siamo andati via, stanchi morti ma molto contenti, ovviamente con l´indirizzo e-mail del poliziotto in tasca!

 

4 agosto

Ciao!
Martedí salutiamo Bahia (con un breve puccio di piedi nel mare e un tentativo di prendere il sole tra una pioggia e l´altra, tanto per poter dire:"Ho fatto il bagno a Salvador!") e andiamo all´aereoporto con il nostro biglietto per la Bolivia, comprato 4 giorni prima qui a Salvador...Check in..."Pasaportes, por favor"..."Certificado de vacina"...Quale certificato di vaccinazione??? Praticamente, se io viaggio dall´Italia alla Bolivia non ho bisogno di alcuna vaccinazione, ma dato che ho passato ben 5 giorni qui in Brasile, potrei essere una pericolosa esportatrice di malattie, quindi devo fare la vaccinazione per la febbre gialla E ASPETTARE 10 GIORNI PRIMA DI POTER PARTIRE!!! Nooo!!! Quando pensavano di avvisarmi, quelli che mi hanno venduto il biglietto??? Cosa faccio 10 giorni in una cittá che, se non sei del posto, costa quasi come Milano??? Inizia un gioco di quelli che noi italiani conosciamo molto bene, noto come "lo scaricabarile": la compagnia aerea non c´entra, dobbiamo andare da chi ha emesso i biglietti; l´agenza che ha emesso i biglietti non é responsabile, perché li abbiamo comprati da una agenzia piú piccola che si appoggia a loro: dobbiamo andare dalla polizia per vedere se autorizza a farci volare;  la polizia non c´entra: perché non chiamiamo il consolato? Il consolato non risponde, etc. etc. Alla fine non c´è modo di partire, e l´ultimo sfigatissimo anello della catena, il piccolo venditore di biglietti, é tenuto a pagarci l´alloggio per 10 giorni. Dietro front, si torna a Salvador!! Un cartello fuori dall´aereoporto che abbiamo letto mentre andavamo a prendere l´aereo recita piú o meno cosí: "Salvador aspetta il vostro ritorno a braccia aperte"...ma non pensavamo di tornare cosí presto!!!
Il signor Cristian - l´uomo che deve sganciare i cash - dopo averci proposto di stare a casa sua, e dopo un mio elegante vaffa x scaricare la tensione, ci porta ad una pousada di sua conoscenza, perché quella dove stavamo prima costava troppo. Niente da dire, é assolutamente decorosa, ma fa troppo ridere: é gestita da tedeschi, é piena solo di musicisti classici e cantanti lirici tedeschi, tutto il giorno li si sente cantare, perché la pousada é nello stesso edificio della scuola di musica barocca di Salvador (es. mentre vi scrivo, stanno tremando i vetri x un tremendo acuto...), l´edificio, tipico baiano, dipinto con 10 colori diversi, tutti accesissimi, é arredato con mobili di legno massiccio, poster della Baviera, lenzuola della nonna...insomma, una tortura degna del cotrappasso dantesco, per una che ha studiato 10 anni piano classico per obbligo, detestando ogni singolo giorno di studio...!!
Ora resterebbe da raccontare il capitolo piú succulento, quello degli amici che ci stiamo facendo a Bahia, ma la mail é giá lunghissima, e Gerson sta ancora dormendo, quindi mi sa che vado a svegliarlo e rimandiamo alla prossima!
 Simo

 

6 agosto

 Cari barcaioli,Siamo riusciti ad abbandonare i tedeschi ai loro gorgheggi e a tornare alla pousada dove stavamo prima: che liberazione! Finalmente ha smesso di piovere e siamo riusciti a fare persino un vero bagno nel mare!! L´altro giorno siamo stati a Itaparica, l´isola che c´è di fronte a Salvador, e abbiamo trovato un fiumiciattolo che portava l´acqua al mare. Abbiamo iniziato a camminarci dentro per gioco, per arrivare fino al mare insieme all´acqua del fiume, ma poi guardando bene abbiamo visto che, insieme all´acqua, scendevano - anzi, rotolavano letteralmente - anche tantissime conchiglie; era troppo divertente, perché ti fermavi in un punto e ne raccoglievi a decine, non dovevi neppure muoverti perché venivano da sole!! Oggi siamo stati alla Praia do Flamengo, che é una delle piú belle, un po´ fuori cittá: sará lunga almeno 2 km e c´eravamo praticamente solo noi!! Vi mandiamo una foto del paesaggio...Niente male, no?
Il giorno in cui stavamo tornando indietro dall´aereoporto, tristi e pure un po´ incazzati, abbiamo fatto uno strano incontro che ci ha tirato sú il morale: tra i vari venditori, scrocconi e perdigiorno che girano nel centro di Salvador, c´era una coppia di artigiani, lei boliviana e lui paulista. Lei era contentissima di vedere un connazionale dopo mesi (non ci sono moltio turisti boliviani da queste parti, come potrete ben immaginare!), quindi si sono rivelati molto cordiali e gentili; sera dopo sera, li stiamo conoscendo sempre meglio, e sono davvero dei tipio incredibili (per non parlare della tribú che li circonda, la gente di strada di Salvador...). Lui é scappato in strada per sfuggire ad una famiglia di cristiani integralisti che lo avevano educato a vedere tutto il mondo come pieno di peccatori e di peccati; é vissuto per anni in strada in mezzo ai peggiori "peccatori", drogandosi, rubando, trafficando roba varia, toccando con mano tutto quello che era da evitare, finché un giorno ha deciso che doveva chiudere con quella schifezza, é diventato artigiano e ha iniziato a girare con uno spirito del tutto nuovo. Durante i suoi viaggi é arrivato al confine con la Bolivia, e cosí ha scoperto che esisteva la Bolivia, o meglio che il Brasile avesse delle frontiere: fino a quel giorno pensava che si uscisse dal suo paese solo con l´aereo. L´idea di vedere al di lá del confine inizió a insinuarsi in lui, ma la paura lo frenava, e soprattutto la mancanza del passaporto: il nostro amico, infatti, non ce l´aveva mica! Un giorno era ancora al confine e vide sul giornale che era stato stipulato un accordo tra i 2 paesi che permetteva ai cittadini dell´uno di entrare nell´altro senza bisogno del passaporto, e fu cosí che decise di varcare la frontiera. L´idea era di attraversare solo la zona amazzonica, ma il destino portó il nostro amico Mu (questo é il suo nome di strada, ma quello di battesimo non é molto meglio: Anderson!!) fino a La Paz, ad oltre 3500 m, dove conobbe Carla, che lasció la casa dei suoi per viaggiare insieme a lui e diventare un´artigiana. Ora viaggiano da 2 anni in giro per il Brasile, vendendo collane e orecchini (peraltro molto belli) e girando per le strade in autostop. Sono un concentrato di calore umano, quando iniziamo a parlare le ore passano in frettissima, e il vinello Sao Jorge (scelto ovviamente perché é il piú economico di tutta Bahia!) va giú che é un piacere! Ieri sera Gerson ha chiesto al musicista del locale di fronte alla loro "postazione" di suonare la chitarra mentre il musicista era in pausa, e gli ha dedicato 2 o 3 canzoni: é stato carino!
Vi mandiamo anche una foto di Mu e Carla insieme a Me (...e voi ditemi perché se la Mucca fa Mu, il Merlo non fa Me...).  A presto, Simo & Gerson

 

 

21 agosto

Ciao barcaioli!!

É un secolo che non scriviamo, sono successe parecchie cose: l'ultimogiorno tascorso a Bahia, l'abbiamo passato a Praia do Forte, un villaggio ultra-turistico, con dei prezzi folli (c'é un hotel sulla spiaggiache chiede 500 euri a notte...!!), ma moltocarino... Noi ci siamo andati coi mezzi pubblici, e non é stato semplice, perché il 1' bus ci ha lasciato ad una fermata in tangenziale e poi abbiamo aspettato piú di un'ora, passavano centinaia di bus ma mai il nostro, equando ormai stavamo pensando di andarcene sconsolati é arrivato questo pulmino a 9 posti su cui eravamo almeno in 15, che a ritmo di reggae ci ha portati a destinazione! Ci siamo fatti tutta la spiaggia a piedi, alla ricerca del Forte che da il nome al luogo, che pare sia l'unica costruzione in stile medievale di tutta l'America Latina; non l'abbiamo trovato, ma in compenso, scostandoci appena dal bagnasciuga per vedere se avvistavamo il castello, abbiamo trovato una specie di miraggio: a pochissimi mtri dalla spiaggia ci sono dei laghetti d'acqua dolce circondati da sabbia bianchissima e palme, una vera e propria oasi del deserto, con due simpatici cagnoloni che sguazzavano nell'acqua, ed un signore che é apparso dal nulla, ci ha chiesto l'ora e se n'é andato in direzione del bosco retrostante...

Quindi é seguito un pranzo pantagruelico a base di pesce sulla spiaggia (vi manderó la foto di Gerson che saluta l'arrivo del piatto in questione!) ed una visitaal museo delle tartarughe: a Praia do Forte le tartarughe vanno a deporre le uova, e per portare avanti un progetto di salvaguardia della schiusa delle uova, che coinvolge tutti i pescatori dellazona (ogni pescatore é responsabile di 5 km di costa), vengono usati i soldi del biglietto di questo acquario all'aria aperta, dove ci sono tartarugone marine di 1 metro di diametro, squali, mante che si possono accarezzare, lumacone di 15 cm che si lasciano accarezzare e altre meraviglie del genere...

Un altro posto che consigliamo a chi capiti a Salvador sono le lagune di Abaeté, vicino alla famosa spiaggia di Itapuá: sono appunto delle lagune d'acqua dolce a poche centinaia di m dal mare, circondate da dune di sabbia bianchissima e finissima ed un bosco meraviglioso; ci hanno detto che é un po' pericolosa la zona, perché é circondata da favelas, e noi avevamo tutte le buone intenzioni di seguire i suggerimenti ricevuti, ma alla fine ci siamo trovati all'andata a scroccare un passaggio ad un bus che andava in rimessa per delle riparazioni e a ornare a piedi in mezzo alle suddette favelas... Comunque, sará che l'allarmismo é esagerato, o forse che la faccia da boliviano di gerson scoraggia i mariuoli, oforse che abbiamo avuto un gran cXXX, sta di fatto che usando i mezzi pubblici e i piedi, usando un po' di accortezza, in 15 giorni non c'é accaduto nulla.di spiacevole!

Un saluto a Mu e Carla, al mitico Claudio della pousada che ci ha fatto da papá per 15 giorni, all'ancora piú mitico ristorante di "comida a kilo" Ming (Ming - soprannominato affettuosamente Minghione - é un giovane negriero cinese che

sfrutta uno stuolo di bahiani nel suo ristorante e che paLla un peLfetto poLtoghese) e al nostrobenefattore dell'agenzia di viaggi, Cristian, ed eccoci in viaggio per la Bolivia!!

 

+

 

Il viaggio da Salvador alla Bolivia prevede un volo di 4 ore per arrivare a S. Paulo, con ben 3 fermate (in Brasile tra l'aereo e il tram non c'é poi molta differenza), quindi un volo con un solo scalo che ci porterá verso le 23.30 a S. Cruz della Sierra, cittá della soia, dove dovrebbe esserci ad aspettarci Pe. Elcio, un sacerdote brasiliano che ho conosciuto anni e anni fa in un altro viaggio, in un altro paese, ma questa é un'altra storia... Dico "dovrebbe" perché nonsiamo riusciti a contattarlo, quindi non sappiamo se ha ricevuto la nostra e-mail con la data del nostro arrivo!

Il primo volo é stra-pieno, c'é un via vai di gente ad ogni fermata, ma quando iniziamo a sorvolare S. Paulo (cioé circa 40 minuti prima d'atterrare, perché é veramente immensa...), cala un silenzio magico sull'aereo. Aereoporto: di nuovo grande confusione, gente d'ogni parte che viaggia in questo aereoporto aperto 24 ore su 24, famiglie in lacrime che salutano quelli che tra 24 ore saranno immigrati in qualche Paese d'Europa o degli States...Uno spuntino al Mc dell'aereoporto (che é un po' contro i nostri principi, ma non potevo resistere all'idea di risedermi nello stesso tavolo dove ero stata 8 anni fa, nel mio primo viaggio intercontinental...), ed eccoci sul 2' aereo, molto piú vuoto, perché si sa che in Bolivia non é che ci vada molta gente... Iniziamo a chiacchierare con la ragazza seduta vicino a noi, una peruviana nipote di italiani che studia in Brasile e sta andando in Bolivia a fare una ricerca sul campo, perché lei si occupa di movimenti di protesta sociale, e in questo i boliviani sono davvero dei maestri... Fiorella Macchiavello (non scherzo, é il suo vero nome - e tra l'altro scopro che é nata 3 giorni prima di me, stesso mese e stesso anno..) sperava di arrivare a S. Cruz e prendere subito un bus che la porti a La Paz, ma l'aereo é in ritardo clamoroso e arriva quasi alle 2 di notte; le diciamo di non preoccuparsi, che probabilmente anche noi siamo senza un posto dove dormire, dato che Pe. Elcio non ci ha risposto, e che andremo insieme a cercare un hotel.Invece, Pe. Elcio c'é, sorridente come sempre, si carica anche lei in macchina, si fa raccontare le ultime novitá del Sud del Brasile, di cui lui é originario e dove lei vive attualmente, e finalmente andiamo a nanna, nel seminario dei Padri Cavanis (niente male per unaluna di miele, no???). Fiorella ha passato con noi un giorno, poi é partita ringraziando i suoi angeli custodi... É stato un incontro casuale, come il mio con Gerson, per strada, tanti anni fa, e persino con Pe.Elcio, in uno sperduto paesino latino-americano... Inizio a pensare che abbia ragione Fiorella, quando dice che le cose non capitano mai per caso!

Ci siamo fermati a S. Cruz 4 giorni, e siamo capitati giusto nel fine settimana della festa della Parrocchia affidata a Pe.Elcio. Lui é anche il direttore di 8 scuole, che accolgono ogni giorno quasi 5000 studenti, dalle elementari alle superiori, e ha 2 "braccia destre", Zaida e Orland, due giovani boliviani tuttofare; lei é giá direttrice di una scuola (e un po' di invidia  mi viene, al pensiero che in questo Paese cosí sfigato c'é piú mobilitá e possibilitá di arrivare in alto per i giovani, che nella "moderna" Italia: vi immaginate una direttrice di scuola di 24 anni non compiuti??). Orland si é sposato da 4 giorni con Rocio, una giovane studentessa di medicina che studia a Cuba (c'é un mega-accordo tra Fidel ed Evo nel campo della medicina, mi sembra di capire...) ed ora é in vacanza nella sua cittá. Con loro organizziamo da zero le gare di atletica per gli studenti delle scuole cavanis, costruiamo i campi con calce e sabbia (che faticaccia riempire il buco per fare il campo del alto in alto), facciamo i giudici e le premiazioni (é stato troppo divertente), la domenica durante la festa parrocchiale, a base di musica, birra e balli in cui coinvolgiamo anche i seminaristi e Pe. Elcio...: che ridere!!!

Ho finito l'ora a disposizione, la prossima volta vi racconteremo della tappa a Cochabamba, le feste di qui e la mitica visita ai nonni...

 

Simo e Gerson

 

29 agosto

 

Ciao barcaioli!!

Stavolta inizierò dal ferragosto cochabambino & feste annesse, vi racconterò dei nonni, e finirò con un doveroso giro in barca sul Titicaca, in onore alla trasmissione...

Ordunque, a ferragosto, tutti i cattolici del mondo festeggiano l'Assunzione (se non vado errando), ma ognuno poi ci aggiunge un modo tutto suo di festeggiare: sulle spiagge romagnole ci si lancia i gavettoni, mentre qui a Cochabamba (anzi, più precisamente a Quillacollo, una cittadina a 15 km da Cocha) si festeggia in un modo del tutto speciale, in onore della vergine di Urkupiña. Si inizia il 14 con l'Entrada, una sfilata che dura tutto il giorno e che non ha nulla da invidiare al Carnevale: circa 15.000 ballerini danzano tutto il giorno al ritmo dei balli tradizionali, ogni gruppo con il proprio costume e la propria banda: tinku, morenada, diablada, pujllay, chacarera, etc. etc. La cosa particolare è che la gente che balla, ed investe centinaia e perfino migliaia di dollari nel proprio costume, lo fa come voto alla Vergine!! Noi ci siamo comprati un posto a sedere sugli spalti costruiti al bordo del viale principale di Quillacollo e ci siamo goduti lo spettacolo, ma quando abbiamo cercato di uscire da lì c'è voluta più di un'ora per la calca!! La settimana successiva, ci sono le celebrazioni religiose: la notte del 15 la gente cammina per 15 km in processione, da Cocha fino a Quillacollo, e poi si porta via una pietra dal monte del calvario, che è dietro al santuario, dopo esserselo fatto benedire. Nei giorni successivi, la via che porta al santuario ospita un mercato, detto de "las alasitas", dove si vendono tutte le cose in formato ridotto: la gente compra ciò che vorrebbe ottenere, poi sale al santuario e lo fa benedire dal prete, quindi gira l'angolo e va dal curandero che ch'alla, cioè benedice, gli oggetti in questione usando del fumo della brace, miccette, spuma di birra, coriandoli e stelle filanti, e con quello sei a posto: entro l'anno realizzerai ciò che desideri! Nelle bancarelle si può trovare: valigette piene di piccole banconote (dollari, euro, boliviani...c'è un ampio margine di scelta!!), casette, mobili in mignatura, kit degli attrezzi da lavoro (es. kit dell'impiegato con pc, telefono, scrivania, etc., kit del contadino con zappa, canna, rastrello, kit del muratore con cazzuola e mattoncini...), negozi delle più famose imprese boliviane, lauree, certificati di matromonio, passaporti con tanto di visto e biglietto aereo per l'Europa, e poi pomodorini, bananine, wusterini, detersivi e spugnette mignon...È IN-CRE-DI-BI-LE!!! I cochabambini hanno poi un'usanza meravigliosa, che sarebbe da esportare in tutto il mondo: la llapita!! In pratica, se ti vendono un bicchiere di succo di frutta, tu gliene paghi 1 e poi puoi chiedere la llapita e te ne danno un'altra metà gratis. lo stesso vale al mercato de las alasitas: abbiamo visto gente comprare il certificato di matrimonio e farsi dare quello di divorzio come llapita!!

Jallalla Bolivia (w la Bolivia)!!!

 

Simo

 

30 agosto

 

 

Lo scorso fine settimana io, Gerson e sua sorella Mabel, anche lei qui in vacanza, siamo stati sul famosissimo lago Titicaca, se non sbaglio il lago più alto del mondo! Un viaggio di 7 ore ci ha portato di notte da Cochabamba (1800 m) a La Paz (3500 m), poi altre 3 ore di viaggio (che sono diventate 4 per colpa di un poliziotto scemo che non voleva farmi passare dall'altra parte del lago allo stretto di Tiquina perchè non avevo in mano il passaporto, e c'è voluta 1 ora, e il pagamento di150 boliviani di multa, per convincerlo che potevo passare, visto che non stavo attraversando la frontiera!!) e siamo arrivati a Copacabana...Non quella brasiliana, bensì una bella cittadina sulle sponde del lago, dove abbiamo potuto rifocillarci con della trota fresca...squisita!!! Il Titicaca è un mare dolce, più che un lago: è enorme!!!

Una lentissima barchetta piena di turisti di ogni nazionalità ci ha portati fino alla Isla del Sol, una specie di paradiso di natura, cultura e silenzio: è popolata da gente aymara, discendenti del popolo tiwanacota, cioè quelli che stavano lì prima che gli incas li conquistassero, e tutti vanno ancora in giro a piedi, con il loro mulo o il lama, parlando aymara, le donne con le trecce e la pollera... In realtà, in tutta la Bolivia, la gente è attaccattisima alla propria cultura originale, ma qui in modo particolare! L'isola a tratti è terrazzata, come la Liguria per intenderci, a tratti più aspra, e con i suoi ciucchi ti fa ricordare la Sardegna... Siamo saliti sulla cima dell'isola, ad oltre 4000 m, dove ci siamo goduti il tramonto in compagnia di ottimo pane e formaggio fresco comprato lungo il cammino... Poi una stellata incredibile, un mate di foglie di coca per scaldarci (fa un freddo porcellino da quelle parti), una buona dormita (quando finalmente ho smesso di battere i denti...) e il giorno dopo siamo tornati alla capitale, evitando accuratamente di rincontrare quel tonto di un poliziotto in cui ci siamo imbattuti all'andata!!!

Scusate, neanche stavolta riesco a raccontarvi dei mitici Saturnino & Benedicta: si è fatto tardi, ma forse è meglio così: le star devono farsi desiderare!!

A presto,

 

Simo

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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