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tre uomini in barca

Petra in Messico

9 agosto

mannaggia, volevo scrivervi una mail pre.partenza come si deve...
e invece tra meno di 7 ore devo uscire di casae non ho ancora capito se la bustina campioncino di crema rientra nella categoria "liquidi"e quindi... bla bla bla .. tutte le assurde regole degli aerei.
prendete i libri, ad esempio, ne posso portare "un numero congruo" ???? e se io leggessi tutta la treccani prima di dormire? va be', va'...
e ancora rimasugli di bagagli sparsi per la camera...
(sono sempre la donna last-minute, accidenti a me!)espongo scaramanticamente la top 3 delle mie preoccupazione pre-viaggio3) la compagnia - parto con avventure del mondo, conoscerò tutti i compagni di vaiggio domattina. speriamo :)2) la mia valigia che, pur partendo con me, alla fine se ne va in vacanza in un continente diverso dal mio (...)1) il mal d'aero e il mal di bus (.... santo zenzero pensaci tu!)e ora corro a dormire, ah, no, mi serve la pila. la cerco.
insomma,queridi barcaioli,proximo correo electronico desde Mexico :) :)besosPetra

 

10 agosto

(lunghissimo!) barca!!! sono in messico"" un po' stanca per le 14 ore di viaggio ma felice.
il volo tuttosommato non mi e' pesato piu' (ms dove sono le lettere accentate?) di tanto.
quando sul volo da francoforte ci hanno portato il cibo erano gia' le 5 e mezza e io avevo una fame incredibile, il mio previdente occhio ex-scout mi consigliava di conservare il panino e il formaggio per piu' tardi, ma poi ho optato per la strategia "non facciamo prigionieri" e ho spazzolato tutto il vassioetto lufthansa, marmellatina compresa - ma uno a casa sua si mangerebbe la marmellatina in tazza?- va be'. poi ho guardato sherk 3 in inglese - divertentissimo - e uno dei.. credo 15 film peggiori della storia, una roba di 2 pattinatori. bah.
comunque. sono in messico!!! sono le 11 di sera - da voi le 6 di mattina - e ho sonno, quindi fra poco me ne vado a dormire :). il posto dove dormiamo e' in calle uruguay 12, all'angolo con una strada.. di cui non ricordo il nome ora. cmq, il simpatico taxista che ci ha raccolti all'areoporto ci ha lasciati all'estremita' opposta, e la strada e' un cantiere - non x modo di dire, ci sono proprio i lavori!- quindi immaginatevi le facce degli operai messicani che lavorano di notte e si son visti 15 persone attraversare il cantiere con le facce sconvolte e trascinando i bagagli. eh he.
baci, alla prossima. petra

 

barca! gia' il 3' giorno, avrei un milione di cose da scrivervi. 3 giorni intessissimi. sono nell'internet point piu' caldo della storia, nella plaza della tecnologia, poi comprare a scelta computers o tacos, circondata da adolescenti che giocano on-line e ragazzine che consultano le riviste di moda. e ho solo altri 10 minuti. prime impressioni del messico: che bello!!!! ciudad de mexico e' immensa, bella, caotica, colorata, trafficata, profuma di ... un po' tutto.  i miei timori pre-partenza per il momento sono del tutto dissolti: la valigia e' arrivata con me, i compagni di viaggio sono simpatici, e la xamamina sta facendo il suo dovere. allora, provo a farvi un riassunto almeno del 1'giorno, e domattina provo a tonare qui. (questa e' dedizione, miei cari)quindi >> 11 agosto prima tappa lo ZOCALO , la piazza principale, immensa, con tanto di mega bandiera messicana fatta di lustrini - piuttosto kitch ma faceva la sua figura.
la CATEDRAL, anche questa immensa. cavoli, la fretta inibisce la mia vena narrativa.
il PALACIO NACIONAL, dove ci sono affreschi di Diego Rivera - consiglio la guida, la nostra, Berenice ( che fra l'altro si chiamava come la mia bici, ma non gliel'ho detto) ci ha spiegato la storia del messico rappresentata dagli affreschi. interessantissimo.
poi io e un'altra siamo andate alla CASA MUSEO DI FRIDA KHALO... meraviglia!! - fermata della metro coyocan - presentando un tesserino della biblioteca mi hanno pure fatto lo sconto studenti. quindi solo 20 pesos (neanche 2 euro) per passeggiare nella casa blu. consiglio vivamente!! pare che scendendo alla fermata dopo della metro (viveros) si attraversino anche dei bei giardini, io non li ho visti, vatti a fidare della Lonely ;) uff. devo andare. mi sembra di essere .. tipo la locanda almayer di oceano mare, gestita dai ragazzini, qui avro' almeno 10 anni piu' del piu' vecchio di loro. e i ragazzini, los chicos, ora mi dicono che il tempo e' terminado.
 hasta luego, molto luego spero, che devo raccontarvi un sacco di cose!
 ps: mamma sto bene! - eh,..non faccio in tempo a scrivere anche a lei adesso...
 besos

 

12 agosto

barcaioli, eccomi di nuovo qui, pare che il  pc del hotel si sia ripreso, anche se va a velocita' criceto... allora.
sabato cos'abbiamo fatto. i dintorni di ciudad de mexico.
CUERNAVACA, credo sia la citta ' dove e' nato emiliano zapata ma nn ne sono del tutto sicura, cmq, abbiamo visitato la cattedrale... c'e' un cortile dove si affacciano 3 chiese, era domenica e il fermento era parecchio, c'erano dei tavoli e delle bancarelle sul sagrato e tutto intorno alla chiesa. in effetti l'effetto era un po' festa dell'unita', con tanto di musichina latino-americana (pero' a tema religioso: santos santos cha cha cha), e c'erano le prime comunioni, allo scambio della pace tutti si sono alzati e hanno vagato per la chiesa a stringere tutte le mani e abbracciare tutti, un casino! alla fine c'era il prete con il microfono che urlava "tutti al proprio posto" "tutti al proprio posto". :). poi il Palazzo di Cortes, oddio, si puo' anche farne a meno... Ho fatto il primo acquisito, un signore mi ha seguita per tutte le stradine, che vanno su e giu' tipo san francisco, e alla fine mi ha convinta e ho preso un "pescanovio".... mi ha assicurato che funziona... eh eh.
XOCHICALCO, sito archelogico immerso nel verde in montagna, alberi di fiori arancioni (belli ma non meglio identificati) circondati da farfalle..oooh. suggestivo, anche se il caldo mi ha stesa e alla fine sono corsa verso i bagni e quando la flemmatica señora mi ha detto "no hay agua"... :(. fortuna che c'era un chioschetto abusivo imboscato dietro la tienda (bookshop) che vendeva cartoline ed esponeva in una teca finto-reperti e bottiglie di cocacola, che pero' non erano in vendita...
poi TAXCO, una citta' davvero bella, un infinita' di casette che ricoprono tutte le pendici di un paio di colline, un caos incredibile, bancarelle stipatissime, un mercato labirintico che copre completamente stradine scale si collega senza soluzione di continuita' ai negozi coperti... ovviamente ci siamo persi, ma solo per poco. questa e' la citta' dell'argento, e in effetti lo vendono ad ogni angolo. andateci, a me e' dispiaciuto non fermarmi anche alla sera. siamo ripartiti per CdM in autobus, tempo previsto 3 ore. sosta a un "autogrill" a 30 km dalla citta', erano le 7mezza e saremmo dovuti arrivare entro mezz'ora. bene, non mettetevi MAI, dico MAI, sull'autopista verso citta' del messico nelle sere di domenica in periodo di vacanze, MAI!!! per fare questi 28 km ci abbiamo messo 5 ore. l'autista si stava abbioccando al volante allora abbiamo utilizzato le nostre scorte di crakers per tenerlo sveglio e poverino continuava a dire "ohi ohi, un monton de trafico, un monton de trafico". io ho avuto un 1/4 d'ora di risata isterica a questo scambio di battute: Ersilia "Jose', dillo che era tutto calcolato, cosi' arriviamo troppo tardi per la cena e risparmiamo!", Jose' "certo, ho contattato via email 100.000 messicani e gli ho dato appuntamento alle 20 in tangenziale". ecco cosa succede a non fare mentelocale! ti ritrovi in tangenziale, nel traffico intenso! e magari si andasse a passo d'uomo.. abbiamo tenuto anche il.... motore spento!!!
hasta luego. pe*

 

13 agosto

ancora giri nei dintorni di CdM, ma stavolta piu' vicini... lo spettro dell'autopista con un monton di traffico ancora incombe ;). PLAZA DE LAS TRES CULTURAS, in un'unica piazza resti aztechi, spagnoli e costruzioni moderne...oddio, non una gran bellezza. unica nota: un monumento commemorativo del 2 ottobre 1968 quando la polizia apri' il fuoco su una folla di manifestanti, la versione ufficiale diede la colpa agli studenti e ufficialmente dichiaro' 20 morti. i messicani ne ricordano 400. ... ...
TEOTIHUCAN, il sito archelogico piu' grande vicino alla citta', con la piramide del sole e quella della luna.. proprio bello!!! spero di riuscire a mandarvi qlche foto.
BASILICA DI GUADALUPE , il centro della cattolicita' (?) messicana. l'antica basilica sta sprofondando nel terreno - forse perche' questa citta' e' costruita su un lago... ma qui molti edifici stanno un po' sprofondando... - allora negli anni 70 ne ahnno costruita una nuova, con tanto di mega lampadari stile anni 70 e... due striscie di tapis roulant (come si scrive) che passano sotto l'immagine della madonna per far scorrere i pellegrini (...........!)XOCHIMILCO, un quartiere a sud, dove si sono i giardini galleggianti, la nota piu' particolare e' l'ISLA DE LAS MUÑECAS, l'isola delle bambole, una sorta di installazione surreale... e un filo macabra e inquietante. ci sono un sacco di bambole appese agli alberi... la Lonely dice che sono opera di tale don Julian che pesco' le bambole dal fiume e le appese per scacciare lo spirito di una bimba morta annegata, un signore del posto mi ha invece detto che non hanno un significato particolare, ma chi vive li' voleva proteggere il suo campo di mais...
bueno, tengo que ir ahora.
la prossima dal Chiapas :D :D :Dbesos . pe*
 

14 agosto

qui e' mezzogiono piu' o meno. sono in areoporto, aspettiamo il volo interno x TUXLA GUITIEREZ, chiapas. internet a gratis. ma scrivo solo 2 righe perche' c'e' la fila e nn voglio rubare tempo agli altri. allora, faccenda jet lag, siamo 7 ore indietro, quindi praticamente facendo una "vita regolare e disciplinata" sarebbe come andare a letto alle 5 e svegliarsi alle 14... e lo chiamano problema ? per me e' una pacchia!!! stamattina ultimo giro di CdM... allo Zocalo c'era una manifestazione, migliaia di persone con magliette bianche e cartelli... sono uscita dal palacio nacional proprio mentre si alzava il grido "adelante, compañeros! el puebl unido jamas sera' vencido". brivido.
hasta luego. y hasta siempre!! pe*

 

15 agosto

cari barcaioli, innanzitutto spero abbiate passato un buon idroparty :) quasi quasi un po' mi spiace non esser potuta venire. dico sul serio, anche se... be' non posso certo lamentarmi! e mo' potrei farvi rosolare di invidia. sono in CHIAPAS, a SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS, che dire? MERAVIGLIOSA :) :) :) siamo arrivati ieri sera sotto un diluvio universale percio' non abbiamo potuto girarla molto, solo un breve giretto allo zocalo. stamattina siamo andati al CANYON DEL SUMIDERO, vicino a TUXLA. ora, io lo avrei anche evitato, ma un po' viaggiando in tanti mi devo adeguare. si va con delle lance (le barchette) su un fiume che passa attraverso altre pareti di roccia, un canyon per l'appunto. carino, il punto di forza e' stato l'avvistamento di un.. cocco!! ovviamente gli ho fatto una foto e ve la mandero'. e poi da mezzogiorno fino ad adesso, a spasso per il paese. SAN CRISTOBAL mi ha incantata, le strade sono lastricate di grosse pietre e con marciapiedi altissimi (indicativi della quantita' di pioggia che puo' cadere qui), le case sono una fila continua, tutte alte al massimo 2 piani e coloratissime. belle. belle. per avere le energie si parte con un caffe' al Cafe' Museo Cafe', calle MA Flores 10, il museo di 2 sale non lo abbiamo visto, ma abbiamo bevuto un buon caffe'; buono anche perche' e' prodotto da Coopcaffe', una cooperativa che raggruppa 17.000 coltivatori indigeni Chapateñi. poi si parte: lo Zocalo principale e' Plaza 31 de Mayo, la cattedrale e' colorata di rosso giallo e lilla. poi si sale per calle 20 de Noviembre fino al Templo de Santiago, dove tutto intorno c'e' il mercato (nel quale domani credo mi daro' alla pazza gioia). proseguendo per poco piu' di 1km nel giro di pochi metri l'urbanistica cambia drasticamente, ci si trova tra baracche di legno e pietre incerte e strada sterrata, attraversando questa zona periferica si raggiunge il Museo De Medicina Maya, piccolino e interessante. ho appreso che: lo scoiattolo e' l'animale considerato magico per curare l'espanto - la paura - mentre per le infezioni ai testicoli servono i denti di tarantola... non ci e' chiaro in che modo si usino! oppure ci sono anche le pratiche di preghiera attuate tramite delle candeline colorate di diversi colori, per ogni male bisogna accendere la giusta combianzione di candele, esempio: paura (che pare essere una delle preoccupazioni principali) 10 candeline bianche e 10 color oro. all'estreno del museo c'e' un piccolo giardino botanico, e un'erboristeria dove vendone ungenti gocce e varie per ogni male... io ho comprato una crema dall'odore.. diciamo particolare, ma mi hanno assicurato che va bene per: brufoli, arrossamenti, dopo sole, allergie, e pure calli sui piedi. sara'. altra tappa che consiglio e' NA BOLOM, calle Guerrero 33, un museo-centro di ricerca. la visita con guida costa 45 pesos (3euro scarsi) e dura 90minuti. la casa e' la ex abitazione dei coniugi Blom, lui, Franz, era un danese archeologo-cartografo; lei, Trudy, una svizzera giornalista e fotografa. si incontrarono in Messico quando lui vagava per la selva Lacadona sulle tracce delle rovine Maya e lei iniziava un percorso di studio dopo essere scappata in messico per salvarsi dalla presecuzione nazista. insieme hanno comprato un vecchio edifico abbandonato, l'hanno ristrutturato dando il via a un centro di ricerca e aiuto delle popolazioni indigene delle selva. la guida ci ha detto che Lacadones significa "hombre verdedero", uomo vero, perche' queste popolazioni non furono toccate dalla conquista spagnola. Trudy e' morta il 23 dicembre 1993 a 92 anni. adesso Na Bolom e' una ONG, organizzano anche escursioni di 2/3/5giorni nella selva e periodi di 6mesi di volontariato. ci sono anche dei siti www.nabolom.org e www.geocities.com/rainforest/3134.
bueno, adesso devo andare. un beso. pe*

 

16 agosto

wow. e poi wow. che non so come si dice in spagnolo.
oggi mattino al mercado di SAN CRISTOBAL, avevo portato circa 2 kg di pastelli matite pennarelli e foglietti, li ho barattati per delle foto ai bimbi... poi erano cosi' carini che, in barba ai propositi di shopping, ho passato praticamente tutto il tempo con questi meravigliosi 10 piccoli marmocchi, abbiamo disegnato, cioe', io prima ho disegnato per loro, (gatiiti gordo arriba de arboles, flores, winnie pooh (?) e super chicas) poi mentre io ho fatto un giro di bancarelle, loro hanno fatto dei disegni per me, poi sono corsi per il mercado chiamando "petraaa.. petraaa... amigaaa" e mi hanno portato i disegni. mi sono commossa!
e pomeriggio a SAN JUAN CHAMULA... ora ho solo 10 minuti e non posso spiegarvi l'incanto in cosi' poco. la prossima volta :)poi sono stata anche a SAN LORENZO ZINACANTAN, ma appena arrivati si e' messo a diluviare e li' non ho visto molto.
tornati a SAN CRISTOBAL siamo stati dal dottor Sergio Castro, anche qui troppo cose interessanti per spremerle in 2 righe.
ora vado a cena a Na Bolom (Na= casa, Bolom= giaguaro.> vedi ieri).
hasta luego, compañeros

petra*

 

17 agosto, venerdi' 17 :P PALENQUE.

mi sciolgo dal caldo, ho fatto una doccia che mi ha fatto fare pace con la vita e una passeggiata nel Parque che ti distrae con il miliardo di uccellini che urlano sugli alberi, anche se questa citta'.. insomma.. non e' che sia molto bella (consiglierei di cercare posto nelle posadas piu' vicine alle rovine). ma ora questo internt point e' un inferno. ho letto il blog delle altre ragazze..mannaggia abbiamo mancato la super carambata a San Cristobal e..ehm... forse anche perche'.. ehm.. attivate il mio template che il mio blog e' ancora irraggiungibile!! (lo so, la pioggia, il venerdi' 17 e via dicendo, io vi voglio bene lo stesso, anzi, vi voglio cosi' bene che praticamente scirvo solo a voi! e quindi parenti e amici iniziano a offendersi :P). ho un po' sonno e un po' tanta fame quindi mi riservo per un momento migliore altri commenti che avevo promesso su San Juan Chamula. un po' condivido quello che ha raccontato Eli un po' credo sia stato davvero un peccato che non siano entrate nella chiesa. poi e' vero che  San Cristobal e' molto piu' turistica di quanto ti aspetteresti, e ogni tanto ho pensato che ci fossero per le strade troppi italiani... certo, se poi contate che in una sera al Revolution c'erano ben 4 ascoltatrici di Radiopop (!!). peccato che non ci siamo riconosciute! anche io l'ho eletto mio posto preferito, anche perche' li' dentro ho finalmente visto un messicano bello (massimo rispetto agli altri, s'intende) che mi ha trifolato un piede con scarponcino-trolley-scarponcino ma ha ampiamente rimediato con sorrisone e occhioni :)bueno, yo me voiah, si', oggi altre tappe alle cascate di AGUA AZUL - che pero' d'estate non e' azul per niente - e MISOL-HA - peccato piovesse, cmq passare per il sentiero dietro la cascata e vederla da dietro e' bello, ti bagni incredibilmente, ma fa un tale caldo umidiccio che una doccia nebulizzata fa piacere anche da vestiti (ovviamente ho impacchettato la mia preziosa macchina fotografica in un sacchetto!). ay, mi stan pungendo le zanzare sulla schiena,. scappo da qui. besos y hasta luego.  petra*

 

18 agosto

prima di tutto: NON sono nello Yucatan, tranquilli. ci stiamo informando sull'uragano, dato che il nostro arrivo avrebbe dovuto coincidere con il suo....... vedremo che fare (che sfiga!) cmq adesso siamo ancora al sicuro. sono ancora nell'internet point di PALENQUE, che ieri era un forno, oggi un freezer. sob. sono un po' rintronata da questa temperatura altalenante, il freddo delle arie condizionate e il caldo, caldissimo, umidissimo che c'e' in giro. oggi percorrendo la carretera fronteriza abbiamo raggiunto FRONTERA COROZAL e navigando su delle lance coloratissime e vagamente precarie il fiume USUMACINTA - un lato in Mexico, un lato in Guatemala :) - abbiamo raggiunto il sito di YAXCHILAN. bellissimo, immerso nella giungla. immerso nel caldo. e pensare che uno degli edifici era una sauna!! (forse usavano quella per i sacrifici umani?;) ). poi BONAMPAK, anche questo molto interessante. cosi' come l'incantevole paesaggio che si attraversa per raggiungerli, mi spiace non averlo goduto a pieno dato che ogni 10 minuti mi addormentavo, un po' per il caldo (l'avevo gia' detto che ho caldo?) un po' perche' ieri notte ho dormito pochissimo, sveglia alle 5 e dormivo da 3 ore... no, non pensate a chissa' quali festeggiamenti.. la "visita" non e' stata turistica, ma sono stata all'ospedale! io sto bene, ho accompagnato una ragazza del gruppo che nel pomeriggio si e' semi-slogata una caviglia e dopo cena stava per svenire e ha avuto una crisi respiratoria. il ragazzetto della posada dove dormiamo e' andato nel panico e ha chiamato, nell'oridne: uno che secondo lui era un medico - mi son trovata di fronte uno sbarbatello di..16 anni? che si e' qualificato come volontario della croce rossa austriaca, ah be'. due: la polizia (?). tre: l'ambulanza. cosi' io, in qualita' di quella che se la cava meglio con lo spagnolo, e uno degli omini, abbiamo scortato la povera Sulai in ospedale. che esperienza! io non ero preoccupata perche' avevo intuito si trattasse di una congestione+pressione bassa+spavento. e anche il dottorino messicano dai modi gentili e' stato d'accordo. cosi' mentre le davano dell'ossigeno e un'iniezione di ..qualcosa (?) io ho avuto modo di rendermi conto della poverta' e della ..non sono come descriverla. un ospedale con 3 scarafaggi che camminano al fianco delle infermiere, una macchina da scirvere dei primi '900 per le cartelle cliniche, stanzette piccole, un signore anziano portato dai parenti su una sedia... cmq, adesso Sulai sta bene, e anche noi altri, anche se cotti, adesso andiamo alla ricerca di cibo. Besos y hasta luego. Petra* (ma anche gli uragani si possono affrontare con "se piove.. non piove"?)

 

19 agosto

uragano previsto in arrivo su cancun domani e per tutto lo yucatan da martedi'. salta il programma che prevedeva Campeche e Merida oggi e poi Chichen Itza e Tulum. peccato, ma trovarsi nell'occhio del ciclone... credo ci dirigeremo a sud, puerto escondido e oaxca. boh. peccato. chissa' dove saro' il giorno del mio compleanno.. (che e' il 24). besos y.. suerte!! pe*

 

20 agosto

OAXACA. pronuncia uahahaca. alla fine ci siamo diretti qui. abbiamo un bus pagato fino al 22 e abbiamo contrattato un cambio di rotta. in realta' c'e' stato qualche momento di tensione nel gruppo. o, meglio, tra tutto il gruppo e quello che dovrebbe essere il coordinatore, che ha preso il tutto con una superficialita' che io ho trovato irritante e fosse stato per lui noi ora saremmo a Merida. presumibilmente chiusi in un bunker o qualcosa del genere. le informazioni che riusciamo a raccogliere sono talvolta contrastanti, ma non certo rassicuranti. da Cancun stanno evacuando 80mila persone. certo, il birivido di trovarsi nel centro della calamita' naturale. wow. e magari si scroccava pure un passaggio ai cargo della farnesina. e va be', non mi dilungo qui in altri particolari ne' tanto meno commenti perche' questo e' un blog pubblico. ieri mattina visita al SITO di PALENQUE, davvero bello! lo rovine "ripulite" sono solo il 5% della grande citta' antica, il resto e' ancora coperto dalla fitta vegetazione della giungla - dove ci sono animali che suonano come un antifurto e grilli che chiacchierano con una potenza da sega di falegnameria e sottili libellule blu e farfalle grandi come una mano. wow. consigliabile la guida, anche se per l'italiano chiedono di piu' (?), la nostra, Arturo, si e' dimostrato preparato spiritoso e ci ha spiegato cose interessanti. ecco, questa e' una delle cose che piu' mi sta piacendo di questo viaggio, mi sembra che ogni giorno io stia imparando qualcosa di nuovo. assorbo informazioni come una spugna. sulla cultura, la storia, la lingua. bello. sono contenta :).

poi abbiamo fatto uno sproposito di ore di bus, 15, forse 16, ho perso il senso del tempo. con 2 pause in mezzo al nulla. la prima ci ha sorpresi con un piccolo bar fornitissimo e pulitissimo. della seconda ricordo solo che fuori dal gabinetto c'era un secchio giallo per l'acqua, e dentro una farfalla di dimensioni mai viste. e intanto ascoltavo "du du du da da da" ;). e stamattina alle 7 siamo arrivati a OAXACA. sono crollata sul letto e sono uscita a mezzogiorno, la citta' mi ha accolta con una temperatura incantevole - caldo ma non troppo. sole, vento. la prima impressione e' stata positiva, ma oggi ho vagato un po' subcosciente. domani apro meglio gli occhi e poi vi diro'.  besos a todos (le altre 3 blogger del mexico dove sono?). petra*

 

21 agosto

 

21 agosto

OAXACA. stamattina ho dormito. ho fatto una doccia di un'ora. ho lasciato che l'antidolorifico facesse effetto. ho guardato vari notiziari cnn en español per informarmi su Dean, James Dean. per fortuna sembra che i danni non siano stati eccessivi. poi.. di nuovo per la citta'. che come ieri brilla sotto il sole, ma non fa troppo caldo. :) mi piace molto questa Ua.ah.hca., che forse si pronuncia cosi' perche' l'antico nome era "Huaxacac" che significa "nel naso della zucca". sara', cmq in questo naso della zucca si sta proprio bene. c'e' un'atmosfera calma e vivace allo stesso tempo. lo Zocalo e la Alameda centrale (cioe' la piazza e i giardinetti) hanno quasi un sapore mediterraneo, sara' l'architettura che ricorda certe cartoline siciliane. nella piazza di fronte alla bella Iglesia de Santo Domingo ci si puo' sedere sotto gli alberi di frangipane vicino alla aiuole di cactus. e poi ci si puo' immergere nel colorato affollato movimento della zona a sud, calle 20 de noviembre, con i mercati di cibi - chocolate con cañella o almendras, chapulines (cavallette fritte!!!!) - artesanias - ogni sorta di animaletto di legno colorato, e di latta, e scheletrini come quelli di Frida - omaggio al gusto surreale di questo paese. se ci si spinge ancora un pochino piu' a sud le strade perdono pezzi di asfalto ma le case non perdono colore. bueno, ora devo andare. besos. Petra*

 

ps: di Oaxaca. questa citta' e' anche una delle piu' vive a livello di vita culturale-artistica. ci sono musei d'arte moderna e gallerie d'arte e un museo di grafica..pare siano tutti molto interessanti, ma il giorno di chiusura e' il martedi'. e secondo voi, io in che giorno ho cercato di andarci?


22 agosto
verso sud. il bus si incammina per l'altopiano di Oaxaca, verso le Valles Centrales. incontriamo ancora qualche paesino colorato - come OCOTLAN, che ci sorprende con la sua chiesa che spicca tra le casette basse. poi cominciano le montagne. cominciano i tornanti, e la nebbia, a tratti anche la pioggia. Miahuatlan. e ancora montagne, alberi, aria fredda, capanne di legno aggrappate alle pendici sembrano sfidare le leggi di gravita'. campi di granturco in verticale (!). montagne che sembrano non finire piu'. poi mi abbiocco una mezz'oretta e al risveglio siamo sempre tra i tornanti ma vegetazione e clima sono notevolmente cambiati: umidita' e alberi di banano dalle foglie larghe hanno preso il posto della nebbia e delle conifere. il mare si avvicina! piove molto, un po' pare sia tipico della zona, un po' credo siano gli effetti collaterali dell'uragano che al momento sta colpendo Veracruz - alla stessa nostra altezza ma sulla costa del Golfo. ad un certo punto prima di una curva troviamo degli uomini che sventolando straccetti stinti ci fanno segno di fermarci; c'è stata una piccola frana e una ruspa sta spalando acqua e fango per liberare la strada, mentre una ragazzo sta piantato in mezzo alla carretera con una piccola maglietta rossa tesa fra le mani... o stava aiutando il fratellino a fare il bucato o credo quello fosse il semaforo. gli autisti se la cavano egregiamente - forse avrei dovuto ringraziarli di piu', perche' credo sia stato anche merito della loro guida prudente se per me questi vari viaggi non si sono trasformati in un triste Messico&Malox :). in ogni caso 10 ore di bus sono proprio tante! e quando ci fermiamo a Puerto Angel vorrei tanto non dover ripartire, ma il paese e' molto piccolo e non c'e' un'agenzia di viaggi e noi abbiamo bisogno di trovare un modo per tornare verso Cancun - da dove abbiamo il volo di ritorno (sob. stiamo gia' pensando al ritorno...). e quindi, come nel migliore immaginario da italiano in fuga: PUERTO ESCONDIDO. ooooh. zona pedonale El Adoquin. il signor Mario coglie nei nostri movimenti stanchi l'aria di connazionali che necessitano un letto, ci propone il suo piccolo albergo "Monte Cassino". le stanze sono essenziali e pulite, i muri colorati, il ristorante promette tagliolini e pesto fatti in casa, il prezzo e' davvero "barato" (economico. 90 pesos. circa 6euro) e c'e' pure un gattone nero. aggiudicato! hasta luego amigos. petra

 

23 agosto
PUERTO ESCONDIDO.
ooooh. che giornata rilassante! ci voleva. mi sono abbronzata... anche se devo ancora affinare l'arte di prendere il sole, perche' al momento sfoggio un'invidiabile (insomma..) abbronzatura-patchwork. tutti hanno riso davanti alla mascherina da panda che hanno lasciato gli occhiali da sole sulla mia faccia. e fortuna che da vestita non si notano: il segno a croce delle birkenstock sui piedi; il segno del libro sulla pancia; il segno del braccio che regge il libro lungo il fianco eccetera. Comunque, oggi stanchi di spostamenti ed escursioni, ci siamo piazzati sotto le prime fronde di paglia con lettino che abbiamo visto sulla Bahia Principal, nella zona est - Playa Marinero. il proprietario delle fronde, che si dondolava in un'amaca, ci ha anche procurato delle quesadillas per pranzo, buone, anche se ci ha fatto aspettare 50 minuti, mettendo un po' alla prova il mio adattamento alla calma della "messicanita' " . in questo punto di spiaggia stando attenti alle onde si puo' fare il bagno. perche' piu' centralmente c'e' un piccolo porto di barchette da pesca e poi una laguna interna chiamata Laguna Agua Dulce che riversa le sue acque molto poco dulci in mare fanno pensare sia meglio allontanarsi un po'. e a proposito della laguna: appena arrivati mi hanno fatto notare che, quello che a me sembrava un grosso pezzo di legno, aveva proprio l'aspetto di un coccodrillo. ci avviciniamo alla riva della laguna, che sta giusto a 3 o 4 metri dalla riva del mare, e in effetti sembra... "ma va', sara' di legno, l'avra' messo li' la puerto escondido pro-loco". sono scettica. o forse sono un po' preoccupata dalla presenza di un tale bestione a pochi metri da noi! pero' dopo poco torno a controllare e.. non c'era piu'! Cocco e i suoi amici non fanno il bagno in mare, vero????. altri avvistamenti da national geographic: un uccello bianco dalle lunghe zampe nere sottili...un airone?; corvi torvi che verso il tramonto si sono messi in fila sulla riva e guardavano in su (?); un paguro grosso come un pugno; un paguro molto piu' piccolo; un insetto con il dorso come uno scarfaggio, le zampette gialle e due lunghe antenne a righe orizzontali bianche e nere. e poi cani. ci sono cosi' tanti cagnolini ossuti e con gli occhi tristi qui... devo stare attenta a non farmi commuovere troppo. ma ora capisco proprio come mai Vale e' tornata con Chiqui (:*). mentre leggevo seduta in riva al mare ho visto da lontano un cane che dormiva arrotolato, mi e' sembrato alzasse gli occhi e mi guardasse. suggestione, ho pensato. dopo qualche minuto mi e' arrivata un po' di sabbia sulla schiena. mi giro ridendo credendo fosse qualcuno che mi chiamasse, e mi trovo a 10 centimetri dal naso il muso di questa cagnolina che mi fissa. uh. fa qualche giro su se stessa, poi si accuccia dietro alla mia schiena. e io continuo guardare l'orizzonte, dove una striscia di nuvolette crea come un piano parallelo alla superficie del mare, e ogni tanto si aprono e sembrano le quinte di uno strano teatro. e leggo "la polvere del Messico" , e forse un po' inizio a capire come mai Pino Cacucci abbia scritto un libro che sembra quasi una lettera d'amore per questo Paese. besos. petra*, che domani compie gli anni :)

 

24 agosto

camminando verso ovest dalla Bahia Principal di PUERTO ESCONDIDO, un sentiero di pietra e scale attraverso gli scogli porta a Playa Manzanilla. davvero una bella passeggiata, di circa 45 minuti. in alcuni punti e' un po' scivoloso, ho tolto gli infradito... mi fido piu' dei miei piedi che di una strisciolina di plastica. comunque non e' pericolosa. pero' a un certo punto e' arrivata un'onda molto piu' alta e forte delle altre, e io in quel momento ero nel punto piu' basso del sentiero ai piedi di un grosso scoglio. insomma, il posto sbagliato al momento sbagliato. quando ho visto arrivare quest'onda anomala ho pensato che la cosa migliore fosse rimanere ferma, mi sono girata faccia alla roccia, testa piegata, con una mano attaccata allo scoglio, con l'altro braccio ho stretto la macchina fotografica chiusa nella sua custodia - una scena patetica del tipo "prendi me, ma non lei!"- occhi chiusi. sbam. una botta sulla schiena! e l'acqua rimbalzata contro lo scoglio mi e' entrata nel naso dal basso. una doccia totale con tanto di lavaggio delle fosse nasali. il mare mi ha battezzata, lasciandomi un po' stordita, o forse era una specie di festeggiamento, come se avesse stappato su per giu' un miliardo di champagnes. uuh. arrivati alla Playa ho dovuto stendere tutte le mie cose, libro e lovely Lonely compresi, dando subito un'aria da mercatino degli zingari alla spiaggetta di palme e "stabilimenti balneari"... stile messicano. cioe' piccole colorate capanne con di fronte un portico di legno e fronde di paglia, e davanti alla striscia di spiaggia ciascuna aveva 2 o 3 ombrelloni con lettino coperto da materassi cuscini e stoffe colorate. io ero nel territorio della signora Vittoria, che ci ha anche cucinato pesce e quesadillas per pranzo. e prepara anche spremute d'arancia :) fare il bagno qui e' abbastanza divertente ma anche stancante perche' spesso ci sono onde alte e piuttosto forti.. nonostante la playa si chiami "camomilla". poi verso le 16 ha iniziato a piovere, sperando si trattasse del classico breve acquazzone estivo ci siamo rifugiati sotto il portico. io, a dirla tutta, mi sono stesa nell'amaca, con il libro in mano... ma non ho fatto in tempo ad aprirlo perche' mi sono addormentata quasi all'istante! che relax :). dopo 2 ore pioveva ancora, molto forte, e ci siamo rassegnati a chiamare un taxi per tornare a Puerto Escondido. solo 4 temerari sono andati a piedi, e i fiumi d'acqua che scendevano dalla strada si sono presi anche una ciabatta! - l'altra e' stata resa spontaneamente al mare ;) -. mi sono pulita dalla sabbia stando in piedi in mezzo al cortile dell'hostal, la pioggia aveva un getto decisamente migliore della nostra doccia sgangherata. alla sera ci siamo di nuovo affidati alle fettuccine di Mario, e i compagni di viaggio mi hanno sorpresa con una torta :) grazie! ho espresso un desiderio, e soffiato con ogni forza per spegnere tutte le candeline - di quelle fatte apposta per non spegnersi subito!-. nel pomeriggio, alla playa, mentre aspettavo il succo d'arancia, il papa' di un bimbo messicano bellissimo, mi ha detto "ah, italiana, conosco una canzon italiana". pensavo partisse il solito, tragico, "oh sole mio". e invece l'uomo inizia a cantare "tanti auguri a te, tanti auguri a te". wow. :). besos. petra*

 

25 agosto.

oggi mi muovo con la grazia di un robocop. mannaggia mi sono bruciacchiata schiena pancia ginocchia... io che di solito non uso la crema e non mi scotto! e ieri mi sono coperta, sono stata all'ombra per il troppo caldo e ha piovuto per meta' giornata. questo sole e' decisamente piu' potente del nostro!! nel pomeriggio, verso le 14, abbiamo l'areo per Cancun. ma credo non mi convenga stare in spiaggia... quindi mi sono unta di crema alla calendula e sono venuta a scrivervi. in questo internet point (l'ultimo dei 4 dell'El Aldoquin) c'e' anche un bel ventilatore :). poi faro' la solita vasca per la zona pedonale di Puerto Escondido, non ci sono molti turisti e i negozianti iniziano gia' a riconoscerci... io e un'altra ragazza l'altro ieri abbiamo comprato 2 borse in un negozietto di cose molto carine, ma con un proprietario a un livello di.. come dire?.. "sfattanza" abbastanza elevata. al punto che quando avevo chiesto il prezzo della borsa, nel pomeriggio, mi aveva mostrato l'etichetta "500", e alla sera, avendo perso l'etichetta, mi ha detto "300". ho pensato di concludere l'affare prima che tornasse in se' e si ricordasse il prezzo originario. eppure ieri sera ci ha stupiti tutti, quando al nostro passaggio, mi ha urlato "hola, Petra!".

bueno, ci risentiamo presto. abbracci bruciacchiati a tutti. petra*

 

26 agosto

CANCUN. ci siamo arrivati ieri sera dopo 2 voli con turbolenza e carrello d'emergenza compresi (pare si siano spaventati un po' tutti, tranne me che stavo piegata per il "mareo"...). e stamattina siamo ripartiti. giusto il tempo per vedere una delle fontane piu' kitch della storia - un tripudio di conchiglione rosa azzurre e getti d'acqua e luci intermittenti (sic) - e aspettare un'ora e mezza per una cena. ora sono a TULUM, cabañas Copal. belline, un ambiente un po' freak, ma molto tranquillo, non c'e' luce alla sera e abbiamo delle candele. e sopra il letto ci sono le zanzariere. questo pomeriggio non stavo tanto bene allora mentre gli altri erano in spiaggia ho dormito. in costume e pareo sul lettone bianco, sotto la zanzariera che si muoveva come un respiro, poca luce che filtrava tra i rami, solo il rumore del vento tra le foglie, qualche animaletto, e in sottofondo il mare. oooh. questo e' rilassarsi. (almeno fino a quando delle stridule americane non hanno iniziato a urlare.. stavo per sfoderare il mio repertorio di modi inglesi poco carini!). in ogni caso questo posto e' potenzialmente un paradiso. potenzialmente. perche' purtroppo gli effetti dell'uragano si vedono eccome. perche' non era solo un "venticello" (...!) e abbiamo visto la barriera corallina... ma direttamente a riva! alghe spugne legni palme piegate e cabañas diroccate. ora e' sicuro qui, ma spiaggia e mare sono ancora molto sporchi. quindi domattina direzione "meraviglia" e poi di nuovo Cancun e Isla Mujeres.

besos mi queridos, petra*

 

27 agosto

 

uno sforzo, ce la posso fare, su, vorrei dormire ancora, sotto il respiro della zanzariera, sotto la paglia del tetto della cabañas, ma ci aspetta una lunga giornata. sono solo le 7 di mattina e stiamo per partire, ma sono contenta. oggi tappa a una delle 7 MERAVIGLIE DEL MONDO. lungo la strada sulla costa di Tulum gli alberi sono secchi e grigi, sono stati ricoperti dalle onde durante l'uragano e il sale ora li sta seccando. (sempre il "venticello"... ). allontanandosi dalla costa, le piante tornano ad essere verdi e rigogliose. attraversiamo Valladolid con le case colorate e la gente per strada. approfitto della mia posizione, sono seduta davanti, per fare un po' di foto dal finestrino. un commerciante si accorge che ho scattato davanti al suo banchetto e ci urla "..pesoooooo", sono pazzeschi. certo, ne valeva la pena, dato che le statuette ritraggono e coprono ogni possibile credo e passione. ecco, fianco a fianco: una giraffa, la morte, rane con cartelli "bienvenidos", gesu' cristo, gandhi, buddha, superman, i nanetti. surreale, no?

parentesi tematica #1: FOTOGRAFIE.

posso capire che alcune persone non gradiscono essere fotografate, e se mi dicono di no, rispetto la loro volonta'. anche se io faccio foto anche nei mercati e nelle strade italiane. ma a volte non hanno voluto fotografassi una strada, o delle cavallette, o ci hanno tirato dietro una mela. anche se poi, se gli dai un peso si mettono in posa. mi hanno chiesto 20pesos per fotografare un pupazzo che ne costava 10. "dame un peso, dame un peso por la foto", e' diventanta quasi una litania. a San Juan due ragazzini si sono incollati a Elena e dopo mezz'ora ancora si sforzavano ancora di piangere. non so, e' un discorso complicato. comprendo quella che puo' essere diffidenza e irritazione verso "gli occidentali", e la mia posizione privilegiata spesso mi fa sentire in colpa... ma al tempo stesso il mio istinto da aspirante fotografa... vorrei non essere percepita come un avvoltoio, perche' io cerco di scattare con rispetto e desiderio di conoscenza. Boh. ma come fa Steve McCurry?!. bambini che nuotano nudi in un fiume, aspettano che sul ponte passi un turista, si tuffano, poi si girano e ridendo gridano "un peso!". non avrebbero neppure una tasca dove metterlo, cuccioli. :). qual e' la nostra parte di responsabilita' in questo meccanismo di riflesso condizionato?

tornando al viaggio.

un paio d'ore e siamo a CHICHEN ITZA. oh, eccoci (come direbbe la mia nonna). e' presto ma la gente e' gia' piuttosto numerosa, anche le bottigliette d'acqua costano una meraviglia - se paragonate ad altri posti -. contrattiamo un prezzo ragionevole con una guida che parla italiano, e Homar inizia a spiegarci vari misteri maya, molto interessante, molto caldo anche. ma, se devo dirla tutta, Palenque mi e' piaciuta di piu'. vorrei mandarvi delle foto, ma non ho qui i cavetti - lo faro' una volta a casa (tra pochi giorni... buuuu buuuu :'( ). comunque, dopo il sito risaliamo sui taxi - gli autisti che ieri ci hanno portato alle cabañas, oggi ci hanno "scortato" e scarrozzato qui e la' - direzione Cancun. una sosta a un Cenote, che sono ... delle specie di enormi pozzi naturali che creano grotte sotterranee. umido, ma almeno fresco. peccato che quando ci fermiamo si mette a piovere. fuori dalla grotta c'e' un ragazzino con una canna dell'acqua in mano, forse stava annaffiando i fiori ma ha smesso quando ha cominciato a piovere, pero' non ha chiuso l'acqua, e ora se ne sta seduto sul muretto con lo sguardo perso a bagnarsi i piedi. ah, i messicani. gente flemmatica e allegra. come il nostro autista, che chiacchiera con l'altro taxi usando la radiolina, e ride come un bambino. ogni tanto si dicono cose come "a la derecha, a la derecha", dandosi indicazioni sulle strade con tono da spia in missione segreta " carro muy rapido, carro muy rapido, cuidado"; oppure fanno battutine e si raccontano aneddoti piu' o meno esilaranti. gli offriamo tostadas (giganti tacos salvavita che hanno costituito buona parte dei nostri pranzi volanti) e biscotti all'arancia, lui si batte una mano sul grosso stomaco e dice "yo, todos"; e poi ride di gusto quando noi 4, all'ennessimo tope (dosso) che rischia di portarsi via pezzi di marmitta e di motore, tratteniamo il fiato... per rendere il taxi piu' leggero, gli spieghiamo. :) be', funziona. arriviamo a Puerto Juarez. il nostro "coordinatore", suscitando l'ennesimo moto di irritazione nei suoi confronti, ci fa fare una... figura di merda (non mi viene altro termine) con gli austisti che hanno lavorato per noi 10 ore. lui non aveva capito il prezzo che gli avevano chiesto e poi li ha trattati con un atteggiamento... ... come gia' detto, mi trattengo che' questo e' un blog pubblico. mi trattengo almeno fino a quando Paola, che e' avvocato, non mi avra' spiegato bene cosa e' passibile di querela e cosa no. credo in ogni caso di poter dire che io mi sono vergognata di essere in qualche modo rappresentata da una persona cosi'. e va be'.

con il traghetto raggingiamo ISLA MUJEREZ. molliamo tutto nelle stanze e corriamo in spiaggia... oooohh... il sole del tramonto, le palme, la sabbia bianchissima e fine e.... e... ma... che cos'e' quella distesa di 3 metri di alghe sulla riva!? do'h. il paradiso deve attendere ancora un po'.

besos, pe*

 

28 agosto

ISLA MUJEREZ.

al "El Caracol", calle Matamoros 5, si dorme bene. i letti sono comodi, la stanza fresca e il bagno e' dipinto di lilla. e proprio di fianco c'e'  "Los Aluxes Coffee House", segnalato anche dalla lovely planet - lovely, si', come l'ottima colazione che si puo' gustare in questo piccolo locale con le pareti blu di proprieta' di una ragazza del minnesota e di suo marito messicano. consiglio gli "smoothie", i frullati, quello di fragola e banana e' molto buono, e anche le torte fatte in casa - delle specie di grandi plumcake con farina integrale e varie come noci banana cocco. uhm. la giornata comincia all'insegna del relax, e i piani sarebbero di proseguire su quest'onda... ma non si dica che siamo gente che non si suda un posto sulle spiagge caraibiche! infatti in 5 temerari decidiamo di affittare delle bici e fare un giro dell'isola. alla ricerca di paradisi incontaminati. ma dopo un paio d'ore di pedalata sotto il sole e con l'asfalto rovente che ti fa rimbalzare il caldo addosso, realizziamo che lungo la costa piu' a sud ci sono solo alberghi e residence e dalla strada l'accesso al mare non e' permesso, e comunque sarebbero solo scogli  e sul lato esterno (cioe' non quello verso Cancun, ma che si affaccia sull'oceano) il mare e' troppo pericoloso per poter nuotare. l'unico punto di spiagge e' quello a nord, dove c´'e' il centro turistico, da dove siamo partiti, insomma... ci va bene che l'isola e' lunga solo 8 km, e in alcuni punti tanto stretta che si possono vedere entrambe le coste. :) in ogni caso la gita e' piacevole, il paesaggio pieno di blu e ci da modo di farci un'idea dell'isola, anche della zona dove risiedono gli abitanti. certo, non si puo' dire sia ricca, ma mi da un senso generale di vita serena. c'e' anche una scuola con le pareti disegnate che parlano di amicizia solidarieta' rispetto impegno.*.. e un centro di supporto psico-pedagogico (ehm.. notare questo particolare e' forse un segno di incombente deformazione professionale...??). murales-progresso che mettono in guardia sui danni dell'alcoolismo, condannano la violenza domestica e promuovono l'amore per i nonnini - abuelitinos -. e poi qui ci sono moltissimi gatti, cioe', molto piu' che nelle altre zone, e la gattara che e' in me non puo' che apprezzare la presenza felina :). (piccola parentesi triste, oggi ho saputo che e' morto il micio nero di Mario, di Puerto Escondido... mi spiace!!). in ogni caso, posto fine all'autolesionis... volevo dire, al sano esercizio fisico sotto il sole caraibico di mezzogiorno, raggiungiamo la spiaggia - quella ovest, dove non ci sono alghe! e FINALMENTE ci spaparanziamo sulla spiaggia, e sguazziamo in acque cristalline. ooh. d'accordo, questa zona e' piu' turistica di altre, non e' come a Puerto Escondido dove le sdraio sono lettini di legno coperti di materassi e coperte fatte a mano dalle vecchine, non c'e' la giungla dietro le spalle, in centro ci sono molti americani e locali, e ogni tanto poco piu' a nord arrivano orridi barconi che scaricano danzanti turisti unti (sic)... pero', insomma, un po' di mare lo si apprezza comunque. avevo anche raggiunto una bella tonalita' di marrone... ma mi sto gia' spelando. e va be'. faccio scrub con la sabbia morbida come farina, nuoto, leggo, e dormo sotto al sole. cerco di assorbire le ultime ore di Messico...

besos *petra

 

ps: i Radiohead hanno sempre sostenuto che la voce di "Fitter Happier" e' stata ottenuta con un programma di sintetizzazione vocale, addormentandomi sotto i raggi del tramonto ho sentito un papa' americano insegnare alle gemelle l'arte del galleggiamento con quella stessa identica precisa voce.

 

29 agosto

oggi era coperto il cielo, e ha anche un po' piovuto, il temporale di ieri notte ha portato a riva carcasse di pescioni e granchi - e branchi di piccoli pesci affamati - ma nulla ci ha tolti dalla spiaggia. ultimo giorno in Messico. sob. domani inizia il lungo ritorno verso casa. prima tappa Miami. gli altri mi aspettano per mangiare, scappo.

besos *pe

 

 30 agosto, 31 agosto, forse 1 settembre?
anzi, ormai 2 settembre, 2 di notte. italia, si direbbe.
ho bisogno di ri.orientarmi spazio-temporalmente. nelle ultime ore, 30 ore, 36 ore?, ho chiesto spesso "ma che giorno è oggi? che ore sono?" (e dove sono?). sono arrivata in italia alle 10 di sabato mattina, che sarebbero le 3 di notte in messico. mi sono addormentata alle 17 e svegliata alle 22. e ora non ho sonno. 'sta volta il jet-lag e il lungo viaggio mi hanno un po' stordita. e appena arrivata mi hanno detto che la mia nonna è stata male ed ora è in ospedale. sono preoccupata. mi dicono di non preoccuparmi, e mia mamma mi ha preparato le melanzane alla parmigiana.
poi ho steso al sole le cose che ho portato dal Messico, ricreando il mio personale coloratissimo mercatino sul terrazzo.
... quest'anno mi è mancato non riuscire a seguire le avventure giornalmente, ma adesso che non riesco ad addormentarmi ho i blog da leggere!! mamma kinder, indiana gigi, puffo burlone, il metallaro e la segretaria e tutti gli altri :) .
datemi un paio di giorni per copiarvi gli ultimi resoconti e spedirvi qualche foto, prima di chiudere il blog, està bien? (per le foto: ne seleziono poche, promesso, perchè ne ho fatte 700! le comprimo, perchè suppongo che 4mb ciascuna sia troppo e le allego alla mail? o ditemi voi come è più comodo che ve le mandi)
besos, petra*

 

cominciamo con gli arretrati) (dal diario di bordo) rewind <<

29 agosto
sempre ISLA MUJERES (non so perchè le altre 2 volte ho sbagliato a l'ho scritto con la z...).- vi avevo scritto pochissimo -
e in effetti cosa si può dire di una giornata in spiaggia? eravamo così decisi ad assaporarla fino in fondo che anche quando si è messo a piovere... non piove! :) però, a differenza di quasi tutti gli altri giorni, alcune di noi si sono concesse un pranzo di quelli che ..ti siedi a tavola! wow. niente tacos-tostadas giganti mangiati su un pullman. e io ho ordinato un piatto di calamares empanizados special. forse non sarà stata una cosa tipica messicana, ma il cuoco creativo ha sfornato calamari impanati con del cocco nella pastella, serviti con chutney di mango. uhm. adoro questi abbinamenti agrodolci. poi, mangiare sotto le palme guardando il mare caraibico. be'.
nel bagnetto dopo pranzo, me ne stavo beata a pancia in sù, a galleggiare in uno spicchio di sole appena riapparso. credo avrei potuto sperimentare il nirvana, se solo non fossi stata interrotta dall'evento che, a detta di chi l'ha potuto vedere, sarà poi ricordato come uno dei più comici dei giorni di mare. Paolo si era scottato la testa, ed era in acqua con il cappello, sapete, quelli larghi da pescatore della domenica. dice, e devo andare sulla fiducia, che vedendomi andare troppo alla deriva ha tentato di avvertirmi lanciando il cappello appallotolato nelle mie vicinanze. se non fosse che in volo il cappello si è aperto ed è ricaduto con precisione chirugica sulla mia faccia aderendovi a ventosa!! io che, ricordo, mi stavo quasi per appisolare tanto ero rilassata, ho avuto un istante di vero spavento "ahah! una bestia marina!" alzandomi ho portato di scatto la mano alla faccia, pronta a lottare contro il polipo, solo successivamente notandone la consistenza: stoffa. (wow. questa è prosa degna del MdT!). quando sono riuscita a dire "deficieeeenti" satvano già tutti ridendo. e in effetti, a immaginarmela dall'esteno, la scena del cappello-polipo mi ha fatto ridere, e che non si dica che non ho autoironia :P.
per l'ultima serata messicana ci siamo consolati con una grigliata mista con tanto di aragosta - 200 pesos (14 euro). :) e un drink nell'unico locale con musica dal vivo dell'isola. locale che, cvd, era proprio davanti alle nostre finestre - come quando a Puerto Escondido di notte sentivamo delle urla strazianti ed inquietanti provenire dalla strada...il karaoke! oh mios dios! sono anche andata a vederlo, il locale, e sebbene lo strazio fosse udibile, nessuno stava apparentemente cantando. dubbio: che avessero delle musicassette pre-registrate con canzoni stonate in karaoke-stylia (come direbbe vitoWar!)?! . besos canterini,e perplessi. (and big up). pe*


30 agosto
l'ultima mattina in spiaggia. ovviamente il tempo, a differenza di ieri, è stato s-p-l-e-n-d-i-d-o. con enorme sforzo di volontà ci siamo strappati alle acque e alle bianche sabbie. eh. l'ultima enchilada, piccantissima perchè mi dimentico di chiedere poca salsa. il traghetto ci ha trascinati via. bello guardare le acque blu azzurro attraverso il parapetto giallo. arrivo a CANCUN - aeroporto - converto gli ultimi pesos, molti, in dollari, pochi - l'ultimo messicano che saluto è l'addetto del cambio che mi dice "buen viaje, suerte!" - volo breve (1 ora, che ormai, dopo spostamenti da 10-12-17 ore, è come prendere un ascensore!) a MIAMI arriviamo che è sera. dopo ovviamente aver risposto a brillanti domande come... vorrei copiarvele tutte, me le sono appuntate! vi bastino:
"are you seeking entry to engage in criminal or immoral activities?"
"have you ever been arrested for an offense or crime involving moral turpitude?"
"are you a terrorist? or involved in espionage or sabotage? or (udite udite) genocide?".
bah, che domande da paraculo! giusto per dire "ah be', noi ve lo avevamo chiesto, se siete cattivoni e dite le bugie... guarda che poi, dio, che parla con george w., glielo dice! gnè gnè".
anyway, al ritiro bagagli ci accorgiamo che hanno trattenuto Marco - gliel'avevamo detto che sulla foto sembrava un contrabbandiere appena scappato da sing-sing!. solo che dove siamo noi ci sono scale mobili in una sola direzione, non si può tornare indietro. il "coordinatore" dice che dobbiamo solo aspettare e che non ci diranno nulla di più. io, che di quell'omino ho imparato a non fidarmi, forte del mio inglese e del mio sorriso, torno alla carica. purtroppo 'sta volta aveva capito giusto. l'ufficiale risponde secco e scocciato "just. wait. all you can do is waiting".  "possiamo sapere cosa succede? se c'è qualche problema?". "no! wait"."ma - provo educatamente - non possiamo tornare indietro almeno in un paio, lui non sa l'inglese e forse ha bisogno d'aiuto..". "stop questioning! WAIT!" ma vaff... mi trattengo. uhm. 'sti statunitensi, cominciamo bene!! mi limito a dire "well, we'll see". stop questioning?! ma ti scateneri contro una sfilza di temibili bimbo-kinder domande, a' bbello! e li vorrei proprio vedere come se la caverebbe, il signor soldatino. sono indispettita.
poi Marco ricompare, bene. gli hanno solo fatto un paio di domande inutili e guardato nello zaino. mentre passiamo il controllo passaporti io e un'altra che eravamo in testa alla fila ci attardiamo lievemente - giusto per girarsi verso gli altri e sentire cosa stava dicendo Marco. eccolo lì, l'altro soldatino efficiente: "com'on ladies, go, go, go, don't stop, keep walking please keep walking". uhmmmm. mo' devo correre. prima dovevo aspettare. oh, 'sti statunitensi. dopo 10 minuti sono già un po' scocciata del sentirmi dire quanto e come posso muovermi. valuto saggiamente che non è il caso di fermarsi in tale sede a questionare sulla libertà cinetica...
andiamo a dormire, che è meglio. ci fermiamo vicino all'aeroporto, in una specie di motel proprio come quelli dei telefilm! eh eh. sono quasi le 23, qualcuno propone di provare a fare un giro verso il centro, c'è Patrizia nella nostra stanza quando vediamo un lampo, allora lei si avvicina all'uscita e dice "be', vado prima che si scateni la.." apre la porta. fuori c'è un muro d'acqua stile nubifragio. "..tempesta". :-|
poi scattano scene da gita delle medie - con me e Paolo che facciamo a cuscinate e poi anche Paola e Monia si uniscono alle telefonate alle altre camere con pernacchie e coretti di auguri per Elena. ** besos allegri, pe*
 


31 agosto
MIAMI
il volo parte alle 15.30, i letti erano comodissimi e non so chi ce l'ha fatto fare di svegliarci alle 7 per vedere anche questa città. giusto un giro a downtown e... con tutto il dovuto rispetto, ma non c'è proprio niente di interessante a Miami!! e per di più il caldo era davvero opprimente. la povera prestigiosa Alessandra ha avuto anche il "piacere" dell'ennesimo incontro con un serpente - che lei sommamente teme - ma grazie alla sua psicologa, cioè io, sta brillantemente guarendo! scherzo :) però adesso riesce a guardarli, si è allenata a Isla Mujeres, dove c'era uno scoppiato che girava con 2 serpenti in un sacchetto, così, alla faccia del wwf. e li mostrava ai passanti. noi ovviamente ce lo trovavamo sempre tra i piedi. solo non ho capito se cercava: visibilità, soldi o tenatava di "broccolare". va be', ma torniamo a Miami. ho investito 5 dollari in un frullatone di strawberry and banana e siamo tornati al motel. raccolti i bagagli > aeroporto. prima dei check-in ci accoglie l'uomo più pacifico e rassicurante del mondo che ci spiega alla perfezione come entrare nel magico mondo Lufthansa. bravi, ci hanno provato a farci credere di essere efficienti ed organizzati. ci eravamo quasi cascati! peccato che al momento fatidico, in soli 10 minuti hanno fatto un colossale pasticcio. spiego: abbiamo consegnato 4 passaporti e 4 biglietti, eravamo in 4 con 4 valigie. ecco, non sembra troppo difficile. l'unica bizzarra richiesta era se fosse possibile avere 4 posti vicini. faccio il check-in per prima, mi danno i miei 2 biglietti. ora, alla faccia di chi deride la mia mania di leggere qualunque cosa stampata, ma proprio qualunque, la mia idiosincrasia questa volte è stata provvidenziale! leggo il primo biglietto "miami-frankfurt", ok. secondo biglietto "frankfurt-milano", il nostro volo è alle 17.35, ok. e allora perchè il "boarding time" è alle 8.00 ?? uhm... non è un po' troppo presto NOVE ore prima?! Raffaella guarda il suo biglietto: stessa stranezza. Elena anche. allora chiediamo. ecco il vuoto che dilaga negli occhi del personale lufthansa, come quello che incombe su Atreyu nella storia infinita. qualcuno ha cambiato il nostro volo, anticipandocelo di 10 ore. senza dirci nulla?!? pare di sì. e poi tocca a Marco: "mr, you're flying to Rome, don't you?" Marco inizia a scuotere la testa. eh no, cazzo, no. anche Paolo e Monia hanno lo stesso problema. bueno, ora non mi va di tediarvi troppo con i complicati passaggi che si sono susseguiti - in 4addetti imbambolati davanti a uno schermo e ognuno diceva una cosa diversa - tra cui che non saremmo potuti partire con una carta d'imbarco con un numero di volo diverso da quello del biglietto - o che era impossibile che i nostri biglietti, acquistati come gruppo, fossero stati cambiati - e che a Mr.M conveniva andare a Roma. ah, l'efficienza tedesca e statunitense! bravi ne'. il microchip, il passaporto elettronico, butta via le minacciose pinzette per le sopracciglia e i biscotti già aperti, togli le scarpe. guarda in sù, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. grrr. poi dicono che l'italia è poco organizzata - be', in effetti... in questura a como, quando dopo più di un mese, a 2 giorni dalla partenza, sono andata a ritirare il mio passaporto nuovissimo (quello nuovo era di solo 1anno fa, ma non andava bene), mostrandomi il libretto da dietro il vetro mi hanno detto: "spiacente, signorina, il suo documento è pronto, è qui, vede. ma oggi questo è lo sportello armi, non passaporti" . !?!?. ho sorriso e con voce tranquilla ho risposto: "ottimo, allora mi dia un kalashnikov." l'arguto impiegato ha intuito che la mia ironia poteva trasformarsi in furia, e mi ha dato il passaporto. vedete, almeno noi siamo elastici :)
a Miami: 1 ora e mezza a questionare al check-in, concludendo solo che avremmo dovuto aspettare di essere a Frankfurt e... boh. la corsa verso il gate. attenti controlli. ecco il gate. non stanno ancora imbarcando, bene. shopping selvaggio compensativo dell'ultimo minuto: tutti i dollari residui sul bancone "quanto cioccolato posso comprare con 5 dollari!?". e poi ci sentiamo chiamare... ops. ora stanno imbarcando e manchiamo solo noi! eh eh. classica scena di 5 donne che corrono verso le porte scorrevoli con il sacchettino duty free che svolazza, la guardia vuole controllare per quali preziose mercanzie stiamo rischiando di perdere l'aereo - quando vede che i nostri sacchetti sembrano quelli dei ragazzini ad halloween, fa una faccia perplessa e divertita e ci fa passare in fretta. eccoci. scomodiamo e facciamo spostare svariati passeggeri per poter affrontare il lungo viaggio vicini. quasi tutti vicini.
e qui sono combattuta se scrivere o no quello che mi frulla in testa... un po' mi dispiace concludere con una vena polemica, ma del resto penso sia anche un servizio di "pubblica utilità"... lo scrivo piccolo... mi sono trattenuta quando in ospedale a Palenque, lui che era arrivato quando ormai era tutto sotto controllo, mi ha detto ciondolante "eh, vabbuò, mo' esiste il panico, ah ah" , e io avrei voluto, in una scena alla Ally McBeal, sfoderare un'enorme mazza rivestista col mio diploma di laurea in psi-co-lo-gia e colpire il signor ingegnere che per tutto il viaggio in bus aveva dispensato pillole di saggezza di interpretazione grafologica (sic). davvero fuori luogo - in primis perchè la nostra compagna stava male e forse, dico forse, la priorità era quella. mi sono trattenuta quando in una caverna di un sito archeologico unesco ha fatto una foto col flash - vietatissima!- ai pipistrelli (...) ridendo beato mentre la gente correva fuori imprecando. mi sono trattenuta quando la sera del mio compleanno pur di sedersi vicino a una certa persona mi ha chiesto di spostarmi dal posto dove stavo da almeno 10 minuti con questa gentilezza: "uabbuò, non te ne puoi andare tu là in fondo nell'angolo". mi sono abbastanza trattenuta quando, davanti ai fogli di informazioni che noi avevamo raccolto in internet mentre lui stava sulle panchine in piazza, e che mostravano l'avanzare dell'uragano ci ha risposto "ehh.. c'avete tutti la crisi isterica". io l'ho percepita come irritante strafottenza. quando 2 giorni dopo ha negato tutto, sostenendo di aver risolto lui la situazione, ho perso la pazienza, ma gli ho detto solo "non prenderci per il culo e non trattarci da stupidi!" - lui ha risposto "uabbuò, mo' è colpa mia che c'è l'uragano. d'accordo. e sono un signore che ancora vi parlo" (.....!). non si è neppure preoccupato di controllare che tutti passassimo il check-in di Miami, mentre noi discutevamo con il mondo intero, lui - rappresentante dell'agenzia che presumibilmente ci ha cambiato il piano di voli- era tranquillo al bar davanti al gate. quando l'ho sentito dire, lui che sosteneva di sapere lo spagnolo: "nos volemos andar" , con sconforto gli ho detto solo "va be', volemose bene!". e in numerose altre occasioni la principale fonte di tensione è stata l'atteggiamento del nostro "coordinatore", Fiori Josè. in certi momenti mi sono quasi vergognata della figura che stavamo facendo con i messicani!! certo, viaggiando con Avventure nel Mondo si sa che uno dei rischi è di avere scarso feeling con il gruppo... però io speravo che il coordinatore che, per inciso, si fa una vacanza gratis!, venisse scelto con un minimo - proprio minimo- di attenzione!! del resto, dovrebbe rappresentare lo spirito di viaggio di cui Avventure si fa portatrice... ovvio, questa è solo la mia opinione (per altro condivisa da altre 12 persone) ma io credo che lui sia una persona del tutto inadeguata a ricoprire tale incarico. eravamo tutte persone in gamba e ce la siamo cavata benissimo comunque! però pensare che in vacanza ci venivano solenni nervosi a causa di quello che sarebbe dovuto essere il nostro punto di riferimento e che in parte gli ho pure pagato la vacanza... insomma, girano un po' le balle. quindi, se scegliete di viaggiare con Avventure, io vi consiglierei di controllare bene prima di iscrivervi chi è il coordinatore! ecco, l'ho scritto. ho sputato il rospo, col maggior garbo possibile.
torniamo in aereo. 8 ore di volo: un paio di film (un film.cartone di luc besson con degli omini folletti, bellino. e uno sul calcio, e va be') qualche pisolino, qualche chiacchiera. tuttosommato passa in fretta e inizia il

1 settembre
FRANKFURT
ore 6.20 - atterraggio regolare. saluti veloci con chi deve proseguire per Roma. segue il delirio. rimbalzati da uno sportello all'altro della lufthansa. Marco non ha la carta di imbarco, ha un biglietto con un volo per milano, ma risulta sulle liste per roma. non possiamo spostarci tutti al pomeriggio - ciò su quello che è in teoria il nostro volo - perchè ci dicono sia in overbooking. per di più, io mi accorgo che la mia tag identificativa del bagaglio ha il numero del volo del pomeriggio - mentre io sulla carta d'imbarco ho quello del mattino, è come se nè io, nè la mia valiga fossimo sul mio volo ed avessimo fatto chek-in separati. il che è palesemente assurdo! in più so che se io dovessi partire prima, non è detto che la mia valigia sarebbe successivamente imbarcata - in quanto non risulterebbe abbinata a nessun passeggero... già la vedo fatta detonare in mezzo alla pista, in un'esplosione di stoffe colorate e caffè equisolidali. sob. nessuno sembra saperci dire nulla. una pallida e rigida addetta lufthansa che fa da guardia al banco centrale ci blocca l'accesso e alla mia richiesta di spiegazioni ribatte "oh, the world is so big". !? veramente un genio della comunicazione! cosa dire a turisti in privazione da sonno che a 10 minuti dall'imbarco non sanno se potranno prendere quel volo? il mondo è così grande?!.ah be'. alla fine, con tipica intrapredenza e scaltrezza italiana Elena riesce a sfondare il posto di blocco e a rimendiare una carta d'imbarco per Marco. io vengo spedita al gate dove finalmente mr.Matthew mi rassicura confermandomi che posso salire su quel volo, e anche il mio bagaglio verrà con me! wow. accenna un prinicipio di domanda - la situazione resta strana - ma lo fulmino con uno sguardo sconfortato e minaccioso al tempo stesso del tipo "facci salire, e niente domande!". quindi, l'ultimo degli 8 voli di questi 22 giorni. Frankfurt - Mailand, recita il cartello. Mai land? uhm.. scritto così non è molto rassicurante.. ;) ...ma in un'ora ci siamo. Linate. ritiro bagagli, eccola. "ciao mamma, sono qui". "in che aeroporto?". "linate?..." (oddio, saranno mica a malpensa?!). "bene!". "sì, bene". "sta arrivando tuo padre, avrà sbagliato strada come al solito, chiamalo". . "papà, ciao, sono in aeroporto". "arrivo, ho fatto la strada lunga" ....
ah, casa.
besos che diventano baci, ormai. *petra


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play.
di nuovo in tempo reale, all'incirca.

5 settembre
CANTU' - che a parte una vaga somiglianza fonetica, nulla c'entra con Cancun :( -
sono giornate un po' così, queste. ultimi giorni di vacanza prima di tornare a Paarma e cominciare a lavorare - non ri-cominciare, perchè come neolaureata quest'anno si inizia a fare sul serio... va be', il tirocinio per un anno. però è lavorare, e per di più "a gratis".
[e poi l'ospedale - forza Mara, ti voglio bene. ... ... ]
la sera non riesco ad addormentarmi - forse ancora gli effetti del fuso e una sottile preoccupazione che si insinua - ho scaricato tutti i simil-podcast e li ascolto a letto (grazie!:-) ) intanto che Pandora fa le fusa arrotolata alle mie ginocchia.
mi dedico nel tempo libero ad attività catartiche:
ieri sera concerto di Goran Bregovic - mentre siamo ancora tutti sparsi per l'arena del "Pala-chi-se-lo-compra" (cambia nome troppo in fretta per poterselo ricordare) ci sorprende l'arrivo di parte dei musicisti che entrano dal fondo e raggiungono il palco attraversando la folla, suonando :). il fisarmonicista-percussionista-cantante ha un sorriso furbetto e lo sguardo ammiccante e, secondo me, assomiglia al Goran...sarà un figlio?! ma quel che importa è la musica, stasera. energia caldo e saltelli. bello.
oggi sono arrivata a casa verso le 14.30.
proseguono le attività catartiche...
con 30 gradi all'onda ho inziato a lavare svariati centimetri cubi di prezzemolo. stac. stac. separare le foglie dai gambi. stac stac. ma quanto ne ho comprato?! stac stac. però che buon profumo, il prezzemolo.
mentre ascoltavo Thom Yorke a Sinead O'Connor ho preparato un tiramisù - senza prezzemolo :) - ma con aggiunta di crema al cioccolato. mascarpone. caffè. uhm.
con Claudio Agostoni ho iniziato l'impasto di un dolce. "banana bread", volevo rifare quella bontà di Isla Mujeres, ma la tizia del minnesota non ha sganciato la ricetta e ho improvvisato... 125gr burro + 250gr zucchero canna + 3 banane spappolate con lo schiaccia patate + scorza limone grattuggiata + 2 uova + 250gr farina + uvette pre-ammollo nel marsala + pinoli + un pizzico di cannella [180°C x 1 ora].
arrivati a Passatel il prezzemolo era asciutto e tra le chiacchiere del Facco e di Disma mi sono dedicata alla mezzaluna - e questo, per una serie di motivi, è stato moolto catartico! -
al GR il banana bread era cotto e...è.. commestibile, ma non buono come vorrei. e va be'. per la colazione.
aggiungo a parte del prezzemolo sminuzzato un tritatino di aglio e dell'olio, e al momento di PopLine nel forno ci sono, già pronte per la cottura, delle melanzane coperte con il suddetto tritatino. w le melanzane.
il rito ha compreso anche un'accurata pulizia della cucina. mi piace il caos che si crea cucinando, e mi piace riportare l'ordine. trovo tutto questo indaffararsi molto rilassante. e mi distrae quando ho bisogno di non pensare troppo. certo, quando lo si fa per libera iniziativa.
la mia famiglia ha apprezzato e ora a stomaco ben pieno posso scrivervi la fine dell'ultimo post.
ma al momento, altri besos * pe

 

12 settembre

 

cco,

ULTIMO POST.
:( oddio, mi sembra come quando si fa l'ultimo tema alle medie e si scrivono quelle cose strappalacrime...
oppure i ringraziamenti agli oscar: grazie alla Barca, senza cui non sarei qui. grazie a Marina, che ci racconta con voce sorridente. grazie ad Ale che, sono certa, mentre sguazzava in grecia pensava a noi (?)- e a, oh, Jam, che ha affrontato l'acqua che colava sul server per salvare i nostri blog! ;) e poi. poi... (snif, snif, fazzoletti alla mano). grazie a COCCO. grazie Cocco, grazie, perchè anche quando ho nuotato a pochi metri da te a Puerto Escondido, non hai cercato di assaggiare nessun pezzetto di noi! Grazie soprattutto da parte di Cocca ;)
eh eh. dai, delirii melensi a parte, grazie davvero. perchè è stato un piacere scrivervi. stimolante, perchè l'avessi dovuto fare solo per me, forse sarei stata presa dalla pigrizia. e poi adesso posso evitare quelle scene, sapete, tipiche del rientro: stai via un mese e poi ti chiedono "be', com'è andata?" e come fai a raccontare tutto in 10 minuti? (perchè poi tanti chiedono ma in realtà hanno un tempo di mantenimento dell'attenzione ristretto...voi invece ascoltate tutto!!!). grazie perché la Barca 4.0 è stata davvero una buona compagna di viaggio [e qui piccola parentesi per un saluto ai compari in carne e ossa, grazie anche a voi, alle principesse e agli storditi, ai piedi di spugna e i cappelli-polipi, agli accenti massacranti, al thai chi, alle cose fatte a modino, a ventagli e venticelli e a ogni prestigiosa cosa.] e poi navigando con voi quest'estate è un po' come se non fossi stata solo in Messico - ma anche in Cina, in moto nel deserto, in Tibet a fare carrambate, in Croazia con implacabili domande e tende-tacos, in Guatemala con gonne colorate, con le blatte in Senegal, a Petra ( :) ), in camper con i puffi (che sono amici di Cocca, secondo me), ad Amsterdam a disegnare mappe, in Svezia con spirito sedicenne, allo Zsiget, nell' u Salentu (morso rimorso ma non scrive più?), a studiare in Iran, a camminare in Sardegna, con i puppets sul Tamigi, in vespa, sulla transiberiana, in un coast-to-coast… e abbiamo pure comprato casa in Grecia! insomma, gran bell'estate!!

Cosa mi resta da dire? Non posso certo arrivare a qualche "conclusione" sul Messico, paese complesso e incantevole. Leggevo la Lonely in aereo all'andata e ancor prima di atterrare mi ero resa conto che sarei ripartita con la voglia di tornare - a vedere quello che non ho fatto in tempo a raggiungere, a cercare di conoscere meglio ciò che ho solo sfiorato… mi ha incantato la sua GENTE, dico sul serio, come scrive Pino Cacucci forse nessuno capisce mai fino in fondo in messicani, io comunque ho avuto l'impressione di una generale rilassata attitudine accogliente. Ok, ho scritto che mi hanno tirato addosso una mela perché ho fatto una foto, ma piccoli episodi a parte, il clima che ho respirato non l'ho mai trovato ostile o pericoloso.  certo, ho visto anche molta povertà, ma, forse sono un'illusa, non ci ho mai visto la disperazione. e poi i COLORI, delle case, dei vestiti, dei mercati, dei paesaggi. e una NATURA così varia e affascinante. Abbiamo percorso molti chilometri, POR LA CALLE, per strade che variavano da autostrada "tradizionali" a carretere più o meno asfaltate, spesso abbiamo incontrato posti di blocco, e la presenza della polizia all'inizio ci ha un po' disorientati, ma i controlli erano rapidi e discreti -giusto un'occhiata alle nostre facce- e non ci hanno mai causato problemi; molto più frequenti dei poliziotti sono stati i perros - cani ossuti ovunque e che certe volte si buttavano incoscienti (o suicidi) verso le macchine; e i topes, i dossi, certe volte vere muraglie… quale sia l'utilità di mettere un dosso su una curva di una strada in salita… be', da' qualche indizio sullo stile di guida, diciamo "disinvolto"… e poi ho notato una cosa particolare: mettono molti cartelli stradali, tra cui "no tira basura!" (non tirare a' monnezza), ma il più diffuso era: "respeta los senales" - io lo avevo inteso come "aderisci e segui le norme suggerite dai cartelli" insomma, se ti dico 50 all'ora, vai a 50/h. poi ne ho notati altri che dicevano "no maltrate los senales"… non maltrattarli? Sarà una perifrasi per "rispetta"? invece più di un'autista mi ha confermato che quello che ti invitano a rispettare, ancora prima della norma che rappresenta, è proprio "il segnale", cioè il cartello, il pezzo fisico di materiale vario con le scritte sopra, come se il cartello fosse un fungo di Alice che dice "mangiami", qui il cartello stà lì e ti dice "rispettami" - pare sia infatti usanza diffusa usarli come bersagli per sparare, o abbatterli, o coprirli con le piante. .ne ho visto uno che rappresentava 3 dossi, disegnati come le gobbe di un … (ehi, bimbokinder, che animale ha 3 gobbe??) animale e qualcuno aveva sparato e creato 6 fori, come 3 paia di occhi, e inciso 3 mezzi sorrisi e scritto sotto le "gobbe" EZLN. :).

Ehi, mi è appena venuto in mente che poi non vi ho raccontato meglio l'esperienza di San Juan Chamula… nella chiesa non si potevano fare foto e in effetti questo mi ha "obbligata" a osservare più attentamente, a cercare di registrare le immagini nella mente, assorbire quell'atmosfera surreale senza affidare il ricordo a un'immagine stampabile; mi sono seduta in un angolo in fondo, ho preso il mio quaderno e ho provato a scrivere, a raccontare le immagini, ho abbozzato qualche disegno…  ripensandoci penso sia qualcosa che ognuno - chi avrà la fortuna di poterci andare - deve cercare di vivere a modo suo (sperando non sia quello del turista frettoloso!) quindi infine decido di non svelare nulla.

E alla fine… cosa si mette alla fine? la BIBLIOGRAFIA! Come? Dite che mi confondo con la tesi?. eh eh.  Comunque un paio di consigli li do: senz'altro Pino Cacucci - "La polvere del Messico"  è perfetto in viaggio, "Demasiado Corazòn" l'ho finito ieri ed è un giallo ricco di notizie e storie sul paese (nomina anche tale Capitana Petra «volto da india nortena e lunghe trecce nere" comandande delle soldaderas della brigada Zaragoza di Villa, che aveva coraggio, troppo coraggio.) Anni fa ho iniziato a leggere i primi romanzi di Angeles Mastretta, pueblana con nonno veneto, e ancora adesso le sue Donne dagli Occhi Grandi e i Puertos Libres mi illuminano. E poi ci sono ovviamente i dipinti di Frida Kahlo - interessante anche il film "Frida" - e le fotografie di Tina Modotti e… anche culturalmente il Messico è così ricco che ogni elenco sarebbe incompleto!

Ho pensato che mi piacerebbe concludere come se fossimo a una festa - ad esempio quella di 3UIB! - allora mettiamoci attorno al banchetto e mangiamo qualcosa a scelta della gustosa cucina messicana… non ne ho parlato prima forse perché mandavo i blog sempre prima di cena e a stomaco vuoto evocare il cibo… non si fa! Soprattutto considerando che molto spesso i pranzi di mezzogiorno sono stati più un'idea che una pratica… è stato buffo vedere come i primi giorni ognuno avesse solo una bottiglietta d'acqua e magari delle caramelle, mentre dopo i primi 4 pranzi e 2 cene saltati… c'era l'assalto (pacifico!) ai mini-super! e ognuno risaliva sul bus con sacchetti di patatine noccioline biscotti gatorade succhi acqua pane caramelle nachos tacos eccetera.

ma prima:
POSTI DOVE HO SENTITO I POLICE
e non le canzoni che, io che li avevo ascoltati raramente, mi sono scaricata nel lettore mp3 prima di partire!! (quanti nuovi fan avete creato!? diteglielo, vi dovrebbero ricompensare... altro che 1 biglietto per Jam!)
Taxco - nell'abarrotes, tv con Alanis che canta "King of pain"

San Cristobal de Las Casas - proveniva da un negozietto "Englishman in NY"
Puerto Escondido - da Mario "Every little thing she does is magic"
Isla Mujeres - radio del carretto dell'acqua lungo la strada "Every breath you take"


e ora, a tavola! Que Aproveche!

COMIDA
Nonostante mi sia impegnata a capire, qualche distinzione non mi è ancora del tutto chiara, quindi, con il beneficio del dubbio: i seguenti piatti sono formati essenzialmente da una specie di piccola piadina, TORTILLA, che può essere bianca o di farina più gialla - credo la differenza sia di grano o di granoturco - e a seconda di come viene cotta, piegata e farcita assume nomi diversi...

- TACOS, piatto di tortillas bianche a cui si aggiunge un ripieno di carne/verdure ecc, che viene servito a parte. di solito è un piatto con cui si va sul sicuro un po' ovunque.
- BURRITOS, quasi lo stesso del tacos, ma viene servita già ripiena, a volte piegato a metà a volte arrotolato. provatelo con "jamon, queso e aguacate"- prosciutto formaggio e avocado.
- QUESADILLAS, se nella tortilla piegata a metà e scaldata alla piastra ci metti solo il formaggio.
- EMPANADAS vagamente ricordano i "rustici" pugliese, la torilla ripiena di carne/formaggio ecc, viene chiusa come un "pasticcio".
- ENCHILADAS, se è arrotolata, con ripieno di carne, e coperta di formaggio e con della salsa di chile verde.
- TLAYUDAS, se la tortilla gialla è più grande e viene farcita sopra come una pizza (a Oaxaca).
- TOSTADA se la tortilla gialla è, come dice la parola, tostata. Sono i cerchi-sole che abbiamo mangiato in quantità pantagrueliche! Se poi, invece che grande e tondo, la fai piccola e triangolare, ecco i NACHOS. A volte più che tostati li fanno fritti, e unti come un turista in riva al mare...
- CHILAQUILES si ottengono tagliando a striscioline la tortilla gialla fritta e coprendole con un po' di salsa piccante, carne, formaggio... trovo che l'insieme sia un po' troppo "impastato", ma per pronunciare il nome di questo piatto si sorride, provate, ed è per questo che mi piace!.

 
Abbandonando il magico mondo della Tortilla,
se volete qualcosa di simile a un panino, a Oaxaca chiedete una TORTAS: pane croccante tagliato a metà e farcito a piacere, di solito prosciutto formaggio e avocado (siamo pur sempre in Mexico!)

MOLLETES: nel DF (distrito federal, cioè Città del Messico) sono fette di pane scaldato nel forno e poi coperte con Frijoles refritos, queso e a scelta prosciutto o tocino (pancetta). parenti dei crostini, direi.

ps: il QUESADILLO è un tipo di formaggio filante simile alla mozzarella, un po' più salato, forse.

TAMALES: provati a Taxco, avvolti in foglie di granoturco mi sono sembrati... una polpetta di patate e fagioli e riso. Con Mole, la salsa. li abbiamo comprati il 3°giorno, in barba alle premure igieniste, da delle signore che avevano portato in piazza i pentoloni di casa e servivano con le mani. Fagioli e salsetta scura + 7ore di bus: nessun effetto collaterale! Tamales promossi!!

FRIJOLES, fagioli, onnipresenti. Soprattutto nella formula "refritos" che anche se dovrebbe voler dire "fritti" si presenta come un purè nero.

MOLE dovrebbe inidicare lo "stufato" ma ho visto che usano questo nome anche per le varie salsette, come quella dei tamales, o come il MOLE NEGRO – cioè quello nero, tipico di Oaxaca, fatto con noci spezie cioccolato e soprattutto il chile negro, i peperoncini neri.
e ad esempio il celeberrimo GUACAMOLE è un "mole" fatto di "gauca" cioè l'AGUACATE – l'avocado – spappolato e condito con pezzetti di cipolla pomodoro e succo di limone. (nb: quello della coop è molto più pallido di quello messicano L e pure più duro… e che non vi venga in mente di ammorbidirlo scaldandolo – al microonde ad esempio – perché diventa disgustoso! Non so come si fa in italia a fare un buon guacamole…)

CACAHUETES – noccioline, anzi, "peanuts" (sì, come la canzone…) ne ho mangiate un sacco! ci sono quelle normali, salate come le nostre. quelle al limone non mi piacevano tanto, attenzione alla scritta sul sacchetto. e poi ci sono quelle "estilo japonese" che sono.. credo cotte come popcorn perché sono croccanti come… come le M&M ma senza copertura di cioccolato – anche qui attenti alla versione al limone, tremende!

Abbiamo mangiato anche molta carne, RES –manzo- e POLLO. A la parilla, a la plancia o empanizado cioè alla griglia, alla piastra o impanato. Oppure le BROCHETAS, cioè gli spiedini.

le  FAJITAS sono invece delle striscioline di carne cucinate con pezzetti di verdure, peperoni, pomodori eccetera.

Se leggete sul menù una cosa
"a la TAMPIQUENA"  vuol dire che la carne verrà servita con striscioline di peperoncini e cipolle, quesadilla ed enchilada.
"a la VERACRUZANA" invece indica piatti – di carne ma soprattutto pesce – cucinati con una salsa di pomodori, olive, capperi, peperoni. Io ho provato il polpo fatto così, nel ristorante JaM (giuro, Junto Al Mar) di Puerto Escondido, buonissimo! Ha un sapore quasi mediterraneo che ricorda la caponata.

Tra la frutta/verdura segnalo il CHAYOTE che è una specie di.. boh.. zucchina tonda, non so.. (www.biodiversita.info/modules/news/print.php ). Le cuoche di Na Bolom a San Cristobal [>andateci!! La cena migliore! per qualità e ambiente] ce l'hanno servito leggermente bollito, tagliato a metà con dentro una fetta di quesadillo e passato al forno. Uhm…

 
E per concludere, cibi a cui io starei attenta…

!! CHICHARRONES :cotiche di maiale fritte. ho notato la somiglianza linguistica con i "ciccioli" che a parma sono la stessa cosa, ma, bellezze etimologiche a parte,io le trovo immangiabili.
!! CHAPULINES sono le cavallette, cavallette fritte. a Oaxaca le potete trovare anche nei banchetti per strada, con gli spiedini di vermi…


 
e se nel frattempo abbiamo brindato con Cerveza (Corona, Sol, Modelo Especial, Vittoria) o Tequila o Mescal e l'ebrezza ci fa cantare....

 

Lhasa * la frontera
(the living road)

Hoy vuelvo a la frontera
Otra vez he de atravesar
Es el viento que me manda
Que me empuja a la frontera
Y que borra el camino
Que detrás desaparece

Me arrastro bajo el cielo
Y las nubes del invierno
Es el viento que las manda
Y no hay nadie que las pare
A veces combate despiadado
A veces baile
Y a veces…nada

Hoy cruzo la frontera
Bajo el cielo
Bajo el cielo
Es el viento que me manda
Bajo el cielo de acero
Soy el punto negro que anda
A las orillas de la suerte

(ovviamente Lhasa de Sela è messicana, del norte, e un po' anche canadese. Io la conoscevo già, dopo questo viaggio forse la comprendo meglio)

 

Besos* la vostra Petra

 

"Non si può raccontare il Messico. Si deve credere nel Messico. Con passione, con rabbia, con totale abbandono..." (Carlos Fuentes)

 

1. bambini a San Cristobal, da sx in senso orario: Lisbeth, Eduardo, Jonata e Sara. con loro ho disegnato e giocato una mattina al mercato. la giornata migliore :)

2. signora al mercado di San Cristobal che cuce piccole tartarughine e zapatisti di lana.

3. a Oaxaca, il Chile Negro sotto il sole (sullo sfondo i colori della bandiera messicana).

4. bambina a la Palya Manzanilla, Puerto Escondido, che vendeva calamita veramente kitch.

5. be', la meraviglia, Chichen itza. con riflesso.

6. playa di Isla Mujeres di notte.

 

 

 

 

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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