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tre uomini in barca

Filippo - Guatemala

Londra, 28 luglio

Cari barcaioli,manca una settimana scarsa alla partenza ed e' il momento di dire qualcosa di piu'. Anche se il tempo che manca non e' effettivamente cosi' poco, il ricordo del caldo che ha fatto la settimana scorsa mi spinge a stare il piu' lontano possibile da Milano, percio' passero' al mare i giorni immediatamente prima della partenza. Ai fini della valigia, quindi, e' come se dovessi partire tra dieci minuti. A Milano c'e' un disordinato mucchio di vestiti sul divano e un borsone aperto e vuoto ai suoi piedi. So gia' come andra' a finire, e' sempre la stessa cosa: buttero' dentro quel che capita, chiudero' la borsa, usciro' di casa, e poi, una volta sul Malpensa Express, mi pigliera' l'angoscia, che per fortuna si e' sempre rivelata infondata, di aver dimenticato qualcosa di vitale. Stavolta, comunque, so gia' che dovro' tirar fuori anche qualche maglione, che non ho preparato: siamo a nord dell'equatore ma pare che questo non sia rilevante, li' la stagione fredda e' adesso. Punto. Spero solo che non piova troppo.
Elementi qualificanti del bagaglio saranno l'ambaradan fotografico, incluso qualche gadget che ho appena preso e che spero non mi lasci a piedi, come un harddischino portatile per archiviare le foto, qualche libro per il viaggio, ne ho acquistati diversi qui, tra cui dei gialli-oliva di cui avevo annotato i titoli una vita fa, ovviamente in lingua originale(!), e infine un Moleskine, taccuino da viaggio, che questa volta, presumibilmente, fara' da tramite sulla strada del web.
L'organizzazione del viaggio e' fatta grosso modo cosi': conoscero' il resto del gruppo all'aeroporto, al momento di fare il check-in, stile Avventure, e una volta in Guatemala saremo presi in custodia da una famigliola che da anni si occupa della gestione locale di questi viaggi con estrema soddisfazione di tutti i viaggiatori. Partendo da Antigua gireremo tutto il Guatemala in pulmino.
La novita' del momento e' un cambiamento nel piano voli che comportera' una sosta di sette ore (SETTE!) all'aeroporto di Citta' del Messico prima di compiere il salto finale verso Citta' del Guatemala. Puo' darsi che ne venga fuori una scappata in citta', anche se l'ho gia' vista con piu' calma qualche anno fa. Se penso allo sbattimento di un volo transoceanico sommato allo scompenso del fuso orario e alla prospettiva di un'attesa cosi' lunga nella zona transiti internazionali di un aeroporto del centroamerica, mi viene da dar le testate nel muro.
Facile che il mio terzo massaggio, quello fatidico della messa online, vi arrivi da li'.
Vi saluto con una frase di sant'Agostino che ho letto nella sezione viaggi di una libreria qui a Londra:
Il mondo e' un libro e chi non viaggia legge solo la prima pagina.
Forte, no?

 

Antigua, 5 agosto

Cari barcaioli,come annunciato, la vacanza e' cominciata. Piove, che faccio? Mi infilo in un internet-point.
Il viaggio da Milano e' stato tremendo come previsto, partenza nel pomeriggio, traccheggio all'aeroporto di Madrid fino alle 3 di notte, 12 ore di volo con il vicino di posto che russa ininterrottamente, 7 ore di traccheggio all'aeroporto di Citta' del Messico, arrivo a Citta' del Guatemala, poi ad Antigua che sono le 4 del pomeriggio locali e bisogna cercare di tenersi insieme per tirare un'ora decente per andare a dormire.
La prima emozione e' stata percorrere un tratto della Panamericana per andare da Citta' del Guatemala ad Antigua. Una strada che corre ininterrotta dal parco di Yellowstone fino alla Terra del Fuoco cavalcando prima le Montagne Rocciose e poi le Ande, e che mi affascina da sempre. Ne avevo percorso lungamente il tratto ecuadoriano pochi anni fa in occasione del mio primo grande viaggio - prima avevo quasi sempre girato l'Italia - e quindi ha suscitato da subito intensi ricordi.
L'imminenza delle elezioni, sia amministrative che politiche, e' stata resa evidente fin da subito dall'enorme presenza di manifesti e cartelloni pubblicitari. In un paese dove il 51% della popolazione e' escluso dalle elezioni semplicemente perche' minorenne, a votare effettivamente e' soltanto il 7% e si tratta di una platea elettorale estremamente poco disincantata, che puo' abboccare alla promessa di un politico che si "impegna" a sbattere in galera tutti i ladri in sette giorni. Alcune cose, tuttavia, mi lasciano piu' perplesso di altre. La prima e' Rigoberta Menchu' che si candida con un partito di destra. E poi c'e' un partito che ha come simbolo un pugno alzato, ma ha un nome tipo "partido patriotico" e come slogan fa "por la seguridad total, vota con mano dura!". Poi guardo bene, e vedo che il pugno non e' frontale, e' disegnato un po' di tre quarti, come pronto a tirare un cazzotto... hmmm ... Per ora la nostra guida elude tutte le richieste di approfondire questo genere di questioni, dice che sara' ben contento di spiegare tutto, ma non ora, lo fara' solo in una situazione piu' opportuna e non in una grande citta' come Antigua. Fa capire che ci mettono poco ad accorgersi di te se fai "certi discorsi" e poi ti mettono i bastoni fra le ruote, ti ostacolano nella tua attivita'...
La citta' in se' e' molto bella e se l'Unesco ci ha messo sopra il suo cappello un motivo c'e'. Appena si arriva evoca altre citta' che ho apprezzato molto in questi dintorni, Oaxaca in Messico, Trinidad a Cuba o per certi versi anche Olinda. Ha le strade disposte in una griglia molto regolare, tutte di acciottolato, fiancheggiate da casettine basse di tutti i colori in cui si inseriscono infiniti negozietti di artigianato e bar e locali per ogni gusto. A renderla veramente unica sono i tre vulcani che la circondano, uno dei quali ha sepolto sotto una colata di fango la citta' che era la capitale prima di Antigua, e le innumerevoli rovine di chiese e conventi prodotte nel terremoto che distrusse la citta' nel '700, facendo si' che la capitale venisse spostata nuovamente. Siamo abituati a vedere in rovina i templi romani, o i siti archeologici maya. Vedere in questo stato delle chiese cattoliche ha un imprevisto effetto estraniante, e' come se venisse reciso il legame che le associa alla pratica religiosa attuale e si trovassero confinate nello stesso contesto dei templi antichi.
Ora vado a cena che' mi aspettano. Domani un "progetto solidale", poi si parte.
Saluti a tutti,Filippo

 

Gringolandia, 7 agosto

Cari barcaioli,saro' breve.
Ieri abbiamo impiegato quasi tutto il giorno per andare a Chimaltenango, a pochi chilometri da Antigua, a visitare una scuola che accoglie bambini piu' o meno dell'eta' delle medie che, a differenza delle scuole statali, offre loro due pasti al giorno (la colazione da queste parti *e'* un pasto) e li tiene impegnati per tutta la giornata. La scuola e' una delle molte che nel circondario fasnno parte dello stesso progetto e che mi pare di capire sia diventato l'impegno principale della cooperativa che tra le sue attivita' ha la gestione locale di viaggi responsabili tra i quali quello a cui sto partecipando io.
In questa scuola i ragazzi ricevono una formazione professionale di base e soprattutto vengono guidati nella creazione di una coscienza civile piu' sviluppata, a emanciparsi dalla ristrettezza culturale in cui altrimenti crescerebbero. Per darvi un'idea, per chi conduce questa scuola e' gia' motivo di soddisfazione se i ragazzi, appena usciti dalla scuola intorno ai 15 anni evitano di sposarsi immediatamente. Ovviamente non e' una posizione contro il matrimonio in se': il problema e' che in queste condizioni di poverta' endemica un'abitudine come questa condanna i ragazzi a perpetuare tale poverta'.
Naturalmente un progetto del genere non puo' prescindere dal coinvolgimento dei genitori. Per la maggior parte della popolazione del posto la scuola rappresenta soprattutto un mucchio di soldi che potevano essere spesi meglio, anche se poi tutti ambiscono a mandarvi i propri figli. Incontrare regolarmente i genitori e coinvolgerli in questo processo evolutivo e' fondamentale per evitare che i ragazzi, tornati a   casa da scuola, trovino una situazione famigliare in cui vedano annegare le possibilita' che sono loro prospettate la mattina a scuola.
I gestori del progetto rivendicano con orgoglio le sovvenzioni che hanno avuto dall'Unione Europea, sovvenzioni che da qualche anno sono difficili da ottenere (perche' - per fortuna - sono sottoposte a severi controlli che prima non c'erano) ma che loro sono sempre riusciti a guadagnarsi a pieni voti. Queste sovvenzioni, pero', sono terminate quando e' finita la costruzione degli edifici, perche' non possono riguardare il mantenimento dei progetti, mentre e' evidente che tenere in piedi una scuola ha dei costi molto elevati, e quindi il progetto ha attraversato anni di profonda crisi finanziaria: molti dipendenti se ne sono andati e le persone che sono rimaste lavorano a titolo gratuito o percepiscono solo una frazione dello stipendio che spetterebbe loro. In altre parole e' rimasto chi aveva la vocazione piu' forte.Il progetto attualmente si mantiene con le entrate di alcune piccole attivita' quali l'affitto dei propri locali per eventi, catering, produzione e vendita di ortaggi.
Ci sarebbero un milione di altre cose da raccontare , come la scomparsa della produzine di caffe' dal Guatemala, il mercato libero-ma-non-troppo con gli Stati Uniti, quanto e' bello lavorare in una maquiladora, o la lunga e travagliata storia  della cooperativa Kato Ki. Qualcuna di queste pillole ve la propinero' nei prossimi giorni, ma ora l'internet-point sta chiudendo e devo cliccare "invia".
Saluti a tutti,Filippo

 

Chichicastenango, 8 agosto

Cari barcaioli,ieri ho chiuso la mail un po' di fretta e non ho nemmeno precisato che la "Gringolandia" da cui scrivevo e' Panajachel, sul lago Atitlan. La giornata di ieri e' stata di ordinario turismo: dopo un museo del caffe' abbiamo visitato il primo sito archeologico maya, a Iximche', che e' interessante ma non spicca rispetto a tanti altri siti che ho visto da queste parti (in Messico). A sollevare l'attenzione di tutti quanti il consiglio della guida all'inizio della visita: "Andate pure dove volete ma non entrate nel bosco in fondo al sito perche' fanno dei riti..."   8-|Naturalmente ci siamo avvicinati subito a quella zona ma non abbiamo trovato ne' tracce di sangue ne' teschi umani. C'era invece un gruppetto di personaggi locali che si e' messo subito in agitazione per cui abbiamo preferito lasciar perdere.
Sulla strada per il lago Atitlan dei lavori per l'allargamento della sede stradale hanno bloccato il traffico, come se non mi bastassero quelli sulla Milano-Genova. Immaginate di giocare a un-due-tre stella in automobile: coda infinita, ogni tanto la situazione si sblocca e ogni sorta di mezzi si precipita in avanti suonando, sgomitando e invadendo bellamente anche l'altra corsia. Dopo qualche metro tutti di nuovo fermi, e la polizia che mette le multe a quelli che ha visto muoversi.
Siccome il tempo al pomeriggio e' invariabilmente brutto (mentre di mattina *a volte* e' decente) la vista del lago sovrastato dai suoi due vulcani e' stata oscurata da una cappa di nuvole che ha nascosto quasi completamente la catena montuosa. Solo di sera questo stesso tempo ci ha regalato la visione di un vulcano illuminato dai lampi provenienti dalle nuvole che lo circodavano. Una visione tipo Olimpo quando a Zeus gli girano storte.
Oggi abbiamo attraversato il lago per visitare Santiago Atitlan, che l'anno scorso e' stata devastata da una colata di fango che si e' staccata dal vulcano al seguito di dieci giorni di piogge. Naturalmente cio' che e stato distrutto e rimasto distrutto e chi ha visto la sua casa, il suo campo devastati e i suoi familiari uccisi non ha nessuna speranza di ricevere alcuna compensazione.
Santiago Atitlan e' anche il luogo dove nel 1990 furono uccisi 13 civili durante una manifestazione contro i soprusi dei militari, uno degli ultimi eccidi dell'esercito. Gli abitanti riuscirono a far chiudere la caserma e da qui parti' un movimento che arrivo' progressivamente a ridurre la presenza militare in tutto il paese.
Nel pomeriggio, partenza per Chichicastenango, dove sono appena arrivato. Domani overdose di "mercatino".
Vi saluto perche' rischio di saltare la doccia, ed e' un prezzo che non voglio far pagare ai miei compagni di viaggio.
Saluti,Filippo

 

Huehuetenango, 10 agosto

Si fa presto a dire doccia.
Cari barcaioli,tornato alla "posada", un simpatico alberghino che raccomando agli altri barcaioli in giro da queste parti, ho scoperto che la mia stanza era senz'acqua perche' in quella adiacente un compagno di viaggio aveva ribaltato il lavandino mandandolo in frantumi e causando un allagamento. Risultato: baraonda totale, acqua chiusa fino a tarda serata e un compagno in depressione per aver provocato il danno.
Il mercato a "Chichi" e' davvero spettacolare: la piazza si riempie di bancarelle che vengono preparate gia' il giorno prima. Tutto intorno ci sono le bancarelle di souvenir, ma passata questa scorza esterna si penetra nella parte verace del mercato, ad uso degli abitanti del circondario, dove si trovano i beni di consumo quotidiano e dove il "lusso" e' rappresentato dalla bancarella che vende CD masterizzati. Qui puo' scatenarsi il Cartier-Bresson che e' in ognuno di noi.
Sapete come si fa a convincere i Maya ad andare in chiesa? Semplice: si costruisce la chiesa sopra i loro luoghi sacri! Che poi loro vadano li' dentro a fare i loro riti poco importa, l'importante e' che paghino la decima. Cosi' nasce la chiesa di Santo Tomas, la principale di Chichi. Poi la messa e' in latino e ognuno capisce quel che vuole: la raffigurazione di un uomo che sembra emettere luce va benissimo per rappresentare il dio del sole, una donna sempre pallida e' la luna, fa niente se gli spagnoli la chiamano Virgen... e cosi' nasce il sincretismo che chi e' stato in Messico puo' aver conosciuto a San Juan Chamula.
Fuori citta' abbiamo visto un idolo dove gli sciamani praticano i riti per chi ha qualche male da curare o qualche benedizione da chiedere. Sono gli stessi riti praticati a Iximche', solo che qui la presenza dei turisti e' tollerata.
Prima di lasciare Chichi abbiamo fatto visita all'abitazione di un ragazzino che viene aiutato economicamente dalla Kato Ki perche' studi invece di lavorare (dopo che un turista italiano aveva promesso di farlo e poi ha fatto perdere le sue tracce). La casa e' una baracca di legno e lamiera di 4 metri per 3 con dentro due letti e basta. Fuori, un piccolo vestibolo ospita un fornelletto per farsi da mangiare - ho constatato personalmente che nelle favelas di Rio stanno meglio. La madre ricama dei quadretti di tessuto che vende al mercato e la figlia piu' piccola, di circa sette anni, si sta gia' lanciando sullo stesso mestiere. Il ragazzo ora ha interrotto gli studi ma promette che l'anno prossimo li terminera'. Ha 17 anni e stiamo parlando delle elementari. Il fratello piu' grande e' morto, un altro se ne e' andato e il padre non c'e'. Il Guatemala e' questo, ma sono pochi i turisti che hanno l'occasione di accorgersene.
Nel pomeriggio ci siamo trasferiti a Quetzaltenango, e per farlo abbiamo percorso la Panamericana nel suo tratto piu' alto in Guatemala, a 3000 metri. In effetti questi prossimi giorni saranno di vera e propria montagna.
Oggi abbiamo visitato una cooperativa che ricicla il vetro e vende i suoi prodotti al mercato solidale. Abbiamo girato il loro negozietto e visto i forni di fusione del vetro - fermi, perche' non c'era corrente e non si poteva lavorare.
Ci siamo concessi un bagno rilassante nelle acque termali di Fuentes Georginas, in mezzo a una foresta primordiale avvolta dalle nuvole, e poi ci siamo sparati un altro po' di Panamericana per arrivare fin qui.
Saluti a tutti,Filippo

 

14 agosto

Chjaul, 13 agostoDisclaimer: questo messaggio e' particolarmente lugubre. Chi sta cercando qualche aneddoto divertente deve purtroppo rivolgersi altrove.
Cari barcaioli,a volte cinque minuti di chiacchiere prima di colazione valgono un post piu' di tutto il resto della giornata.
Freddy, la nostra guida, mi racconta che ha sognato suo nonno, che e' strano, perche' di solito non ricorda i sogni. Poi aggiunge che il nonno e' morto due settimane prima e qualcosa comincia a spiegarsi. Si spiega anche perche' ha sentito il bisogno di parlarne. Il nonno e' morto perche' ha battuto la testa cadendo: nella clinica non era presente un neurologo e le macchine per la TAC si contano sulle dita di una mano in tutto il paese, cosi' l'uomo e' stato tenuto "in osservazione" senza ricevere nessuna cura. Nel frattempo i parenti dovevano procurare un'ambulanza per trasportarlo in un luogo piu' attrezzato. Durante l'attesa il paziente e' deceduto.
Singoli casi non fanno una statistica, naturalmente, ma un caso sentito cosi' da vicino ha l'effetto di dare concretezza a quella che gia' prima era una sensazione di stato di generale abbandono della salute pubblica: solo il 7% di un PIL gia' basso in partenza viene destinato alla sanita'.
Freddy ha poi raccontato con orgoglio della grande folla che ha partecipato ai due giorni di veglia funebre per tributare omaggio a un uomo evidentemente grandemente stimato.
Sulla strada da Huehue a Chajul, sempre piu' nel cuore dei monti Cuchmatanes, il tratto guatemalteco della catena andina, abbiamo fatto tappa a Sacapulas per conoscerne il parroco, padre Clemente.
Negli anni ottanta la chiesa fu requisita dall'esercito che vi alloggio' i soldati, mentre gli ufficiali stavano nella casa parrocchiale. Qui si trova una piccola cappella allestita sul luogo dove furono torturati e uccisi diciassette catechisti. Entrare in questa stanza a scoprirne piano piano la vera natura dal racconto di padre Clemente e' un'emozione insostenibile: l'ambiente si fa improvvisamente angusto, le piccole travi a cui sono stati appesi e lasciati morire lentamente i religiosi diventano oggetti mostruosi e le diciassette croci alla parete diventano qualcosa di vivente e sembrano voler gridare. Nove dei diciassette morti non sono ancora stati ufficialmente identificati, non perche' non si sappia chi sono ma perche' i parenti hanno ancora paura dei militari. Per lo stesso motivo vi sono molte fosse comuni nei dintorni che non possono essere esumate perche' e' necessario il gesto ufficiale di qualcuno che dica "Mio marito, mio padre, mi figlio... e' sepolto li'" e non si trova nessuno disposto a farlo. La cosa non e' del tutto incomprensibile se si considera che Rios Montt, il feroce dittatore dell'epoca, invece di stare in galera e' candidato alle prossime elezioni del 9 settembre e che il suo partito, che attualmente amministra Sacapulas, ha gia' fatto spargere la voce che se non vincera' mettera' in atto delle ritorsioni (cioe', ci saranno altri morti).
E' sorprendente scoprire come la nostra stessa presenza fisica sia un aiuto importante per padre Clemente, a prescindere dalla nostra intenzione di aiutarlo effettivamente nei suoi progetti: qualcuno ci avra' visti entrare nella sua casa e i militari sapranno che gli occhi del mondo sono sulle sue attivita'.
Ora il sacerdote, che in passato e' stato personalmente in pericolo di vita, porta avanti con soldi italiani, statunitensi e in parte del Vaticano dei progetti che anche in questo caso sono di scolarizzazione e formazione al lavoro e attende con fiducia l'avvento dell'era dei diritti per il popolo maya.
Il tema dell'istruzione sta diventando una costante di questi progetti: a tutti coloro che vi partecipano e' ben chiaro che lo sviluppo del paese deve per forza passare per questa via. Le donazioni alimentari praticate da alcune associazioni caritatevoli sono gratificanti a breve termine ma sono un investimento assolutamente miope. A testimonianza dell'urgenza di questa questione cito il semplice fatto che solo il 18% degli studenti univesritari e' in grado di leggere agevolmente.
Siccome potreste pensare che ho sbagliato a scrivere, lo ripeto:.
Il 18% degli studenti universitari e' in grado di leggere agevolmente.
Avevo gia' visto a Santiago Atitlan la cappella costruita dove un missionario fu ucciso dai militari ventisei anni fa per la sua opera di sensibilizzazione degli indios nei confronti dei loro stessi diritti.
Non ve ne ho parlato perche'... be', lo vedete da voi: queste mail sono gia' abbastanza lunghe, non riesco proprio a stare dietro a tutto quello che ci sarebbe da raccontare. Diversamente da come potrebbe sembrare, questa vacanza non e' affatto dedicata esclusivamente all'impegno civile, c'e' anche molto turismo, molto divertimento e ci sarebbero moltissimi piccoli episodi che meriterebbero di essere raccontati, ma quando mi siedo davanti a un computer ci sono alcune cose che sgomitano per essere raccontate, urlano sopra tutte le altre, guidano le dita mentre corrono sulla tastiera e si scrivono da se'.
Ora vi saluto, perche' devo andare a partecipare alla partita Guatemala - Italia con i bambini di Chajul.
Saluti,Filippo

 

Livingston, 16 agosto
Cari barcaioli,.
con la discesa dalle montagne e' terminata la parte "impegnata" del viaggio. Martedi' abbiamo lasciato Chajul per arrivare dopo una giornata intera a Zacapa, che e' di strada verso l'Atlantico ma soprattutto e' la capitale mondiale del rum, non perche' se ne produca tanto ma perche' qui secondo le guide viene prodotto il migliore di tutto il centroamerica. Ho assaggiato lo "Zacapa Centenario", invecchiato nientemeno che 23 anni, e devo dire che mi sembra davvero difficile fare di meglio. Semplicemente non e' paragonabile a nessun altro rum abbia mai bevuto.
Il giorno dopo, il viaggio a est e' proseguito con la significativa deviazione verso l'Honduras per andare a vedere il sito archeologico di Copan, che affascina per come e' avvolto dalla foresta, e' piu' ricco dei siti visti finora, ma non regge il confronto con l'imponenza dei principali siti messicani.
Al termine del secondo giorno di traffico da manicomio, in cui si vedevano gareggiare il camionista di Duel con Kurt Russell a bordo della sua "deathproof", in cui un sorpasso suicida, non fosse stato per la prontezza di riflessi di Freddy, ha rischiato di vederci coprotagonisti in un "frontale" (mamma, non leggere!), siamo arrivati a Puerto Barrios e da li' abbiamo preso la barca per entrare in un mondo completamente diverso.
Livingston e' una piccola enclave raggiungibile solo con la barca, circondata com'e' dalla foresta. E' una quieta cittadina del Caribe che vive di pesca e turismo e non ha niente a che vedere con il resto del Guatemala. La sua popolazione, i Garifuna (l'accento e' sulla i), e' di pelle scura e discende dai pirati e dagli africani che hanno fatto naufragio su queste coste a bordo delle navi degli schiavi.
Tutto lo stile di vita, nel suo complesso, e' diverso, anche la musica e' fatta soprattutto di ritmi, e questi arrivano direttamente dall'Africa. Le casette a uno o due piani tutte colorate, le molte piccole agenzie viaggi allineate lungo la modesta via pricipale che dal porto divide in due questo paesone, che e' percorsa da poche auto destinate inevitabilmente a morire qui, le nuvole che per la prima volta giocano un ruolo positivo mettendo in scena un tramonto spettacolare, tutto contribuisce a poprtarmi alla memoria un'altra cittadina ugualmente isolata dal mondo, che pero' si trova in un altro oceano, sull'equatore, a 4000 km dalla costa sudamericana: Puerto Ayora, destinazione qualche anno fa del mio primo grande viaggio. Perfino gli uccelli che pattugliano la baia sono gli stessi: pellicani, procellarie, qualche airone. E per la prima volta ho l'immenso piacere di rivedere le fregate, eleganti aquiloni neri che non battono mai le ali.
A guastare la poesia, un'epidemia di squacquera che ha decimato il gruppo, dalla quale per fortuna io per ora sono esente. Chi non ne e' stato colpito si considera un sopravvissuto, ma si e' subito consolato dei problemi degli altri con una giornata di spiaggia all'ombra di una palma o in un mare caldissimo la cui acqua e' resa dolce (e torbida) dai molti fiumi che sfociano in questa zona (ragazzi, scherzo! Vi abbiamo pensati tutto il giorno). Poco piu' a nord, uno di questi fiumi segna il confine con il Belize e marca l'inizio di una foresta preclusa a chi di mestiere non faccia il narcotrafficante.
Questo e' quanto. Domani ci aspetta una risalita in barca del Rio Dulce e poi faremo rotta verso la mitica Tikal.
Saluti a tutti,.
Filippo.
Puerto Ayora e' l'unico centro urbano delle isole Galapagos

 

Antigua, 19 agosto. Cari barcaioli,. i vari malaticci, oportunamente impasticcati hanno cominciato subito a riprendersi, con la sola eccezione di una schiappa che ha deciso di portarsi a casa il virus come souvenir ;-) . Io l'ho fatta franca e gli ultimi giorni di viaggio si sono posizionati stabilmente su un andazzo di spensieratezza. Venerdi' la giornata non era iniziata nel migliore dei modi: avevo puntato la sveglia alle cinque per fotografare un'alba che non c'e' stata. Il sole e' rimasto nascosto fino a quando era gia' alto per la presenza all'orizzonte dei rimasugli del temporale della notte, che qualche spirito piu' sensibile e melodrammatico aveva chiamato uragano. Nella mattinata abbiamo risalito per venti chilometri sotto uno splendido sole il Rio Dulce dalla sua foce appena fuori Livingston fino al lago Izabal da cui trae origine. E' uno splendido percorso tra i pellicani e le ninfee costellato di quieti anfratti seminascosti circondati dalle mangrovie. Imperdibile la foto dell'omino in piedi sulla sua canoa mentre lancia la rete che deve aprirsi in aria e cadere piatta sull'acqua. Il resto della giornata e' trascorso in viaggio verso nord fino a Flores, a un centinaio di chilometri dal Messico, la principale citta' nei pressi di Tikal. Abbiamo concluso la serata in un locale consigliato dalla "Lonely" per la musica dal vivo, dove pero' abbiamo trovato solo un chitarrista che aveva l'aria di un vecchio habitue' del locale che si e' esibito in una mezz'ora di modesto jazzetto. Unico punto a favore la presenza di Zacapa Centenario sugli scaffali del bar. Ieri, ovviamente, Tikal. Credo che nessun sito del centroamerica mi abbia mai dato la sensazione cosi' netta di aggirarmi per i resti di una vera e propria citta'. Anche se la zona visitabile puo' non essere piu' grande degli altri principali siti di questo genere, qui manca una grande spianata di prato all'inglese da cui si abbia l'impressione di avere tutto a portata di mano. I vari gruppi di rovine sono raggiungibili l'uno dall'altro percorrendo piccoli sentieri che attraversano la giungla e i monumenti si svelano d'improvviso solo all'ultimo momento, quando uno se li trova davanti; solo le cime delle piramidi piu' alte svettano tra le fronde e fanno percepire la loro presenza anche da lontano. La guida che ci ha accompagnati nelle prime quattro ore della visita ha tenuto a precisare che una delle piramidi era stata ripresa per delle scene in qualche episodio di Guerre Stellari. Chissa' se anche le guide della Reggia di Caserta sono ugualmente sollecite nel ricordare questo onore. La parte mattutina della visita era stata ravvivata da alcuni tipi che arrancavano per il sito con addosso un pettorale numerato. Si trattava della parte finale di una gara di triathlon iniziata con il nuoto nel lago vicino. E' indscutibilmente un luogo molto suggestivo dove concludere una gara. La foresta che circonda Tikal e' anche un parco naturale e non sono mancati gli incontri con gli animali. Del ricco elenco, l'unico che non si e' fatto vedere (per fortuna?) e' il signore di questa foresta, il Giaguaro (ma perche' mi e' venuto da scriverlo maiuscolo?). Oggi e' stata la giornata del ritorno, dieci ore di viaggio spezzate solo da una breve visita al sito di Quirigua'. Anche questa giornata avrebbe potuto intitolarsi "mai dire sorpasso", dato che anche stavolta ne abbiamo viste di ogni. Ho provato a stare seduto davanti, centrale, dietro la leva del cambio, ed e' come giocare con la pleistescion senza avere tra le mani il controllo per evitare le macchinine che ti vengono incontro. Esausti ma felici, alla fine siamo arrivati ad Antigua. Saluti a tutti,. Filippo

 

Madrid, 21 agosto Carissimi barcaioli,. vi scrivo da qui, il non-luogo per ecellenza, l'area transiti internazionali di un grande aeroporto, per concludere questo blog con una breve mail di saluto. Domenica abbiamo trascorso la serata al "Kafka", il locale veramente alternativo di Antigua, per un'ultima sfida a calcio balilla e per consumare i pochi Quetzal rimasti in un utimo giro di rum. La mattina dopo Fredy (devo emendare i miei messaggi precedenti: Fredy si scrive con una 'd') e' venuto a prenderci con la famiglia: la graziosa moglie Susy e il piccolo Antonio, di tre anni, molto amato dai suoi genitori che lo ricoprono delle attenzioni che merita la sua curiosita' sempre attiva. . Ometto le vicissitudini per riuscire a portare a casa una bottiglia di Zacapa Centenario attraverso quattro aeroporti e concludo con i ringraziamenti di rito. Ovvimente Fredy stesso, che ha guidato instancabilmente per tanti giorni, ha gestito con pazienza gli interessi a volte contaddittori del gruppo, ma soprattutto ci ha fatto conoscere un paese da amare. Ringrazio i miei otto deliziosi compagni di viaggio, con una speciale menzione per Giulia e Daniele, vorrei davvero incontrare piu' spesso persone come voi, e per Roberto, eccellente compagno di stanza. E naturalmente un grooosso ringraziamento alla redazione di Tre Uomini in Barca e a chi ha avuto la pazienza di leggere queste stupidaggini. . Baci e abbracci a tutti,. !Viva Zacapa!. Filippo

 

Appendice.
Tengo particolarmente a comunicare un paio di indirizzi email che prima non avevo sottomano.
Chi volesse considerare un viaggio in Guatemala come quello che ho fatto io può contattare direttamente la cooperativa Kato Ki all'indirizzo.
katoki -chiocciola- intelnet.net.gt   (organizzano anche lune di miele) oppure può rivolgersi a una delle due agenzie di viaggi responsabili italiane che si appoggiano a Kato Ki per la gestione locale.
Il progetto Monte Cristo, di cui ho parlato nel post del 7 agosto da Panajachel (Gringolandia), è invece contattabile agli indirizzi:.
cemontecristo -chiocciola- yahoo.com    oppure.
cemontecristo -chiocciola- intelnett.com     .
Filippo

 

Qualche foto:

 


Uno dei vulcani che circondano il lago Atitlan

Pescatore sul Rio DulceIl lago Atitlan

Il Rio Dulce

La partita di calcetto al "Kafka" ad Antigua

La deejay della radio della cooperativa di Chajul

 

         

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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