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Cari barcaioli buenas tardes ! Finalmente riesco a trovare il tempo per scrivervi. Prima di parlarvi del viaggio faccio un prologo, dal titolo "Alla ricerca del passaporto". Forse gia´avrete avuto notizia del casino che e' successo a Milano per il rilascio dei passaporti nelle ultime settimane, beh, io ci sono finito in mezzo. Per farla breve: nonostante avessi un passaporto valido fino al 2012, ho dovuto richiederne uno nuovo per via dello scalo ad Atlanta, e delle norme imposte dagli USA per cui era necessario il nuovo passaporto col microchip nella copertina. Ho presentato la domanda l'8 giugno, e mi avevano detto che sarebbe stato pronto in 15 giorni. DUE MESI dopo, invece, il 6 agosto, a tre giorni dalla partenza, non essendo ancora arrivato ho dovuto fare una coda di SETTE ORE (sic) in Questura centrale, dopodiche`, previo appuntamento a ulteriore coda di un'altra ora e mezzo il giorno dopo, alla fine ho avuto il passaporto. A 36 ore dalla partenza :-( Vabbe', fine del prologo... Dunque, il 9 Agostopartenza da Malpensa per Atlanta. Dove dal momento dell'atterraggio a quello in cui ho messo piedi fuori dall'aeroporto sono passate 3 ore, grazie ai controlli di sucirezza che ormai sono la norma negli aeroporti USA. Citta' orribile, quindi niente da segnalare. L'indomani...
10 Agosto
partenza da Atlanta per Quito. Atterraggio sul fascinoso tappeto di luci della capitale ecuadoregna, a 2850 metri, di fianco all'imponente sagoma del Cotopaxi.
11 Agosto
A zonzo nei dintorni di Quito, su e giu' per la linea dell'Equatore. Visita al mercato indigeno di Otavalo, celebrato come uno dei piu' interessanti dell'America Latina, ma insomma... ho visto di meglio. Begli scorci dei volcanos che circondano Quito, tutti di altezza ragguardevole.
12 Agosto
Dedicata alla citta' di Quito. Stupenda. La citta' coloniale latinoamericana meglio conservata che io abbia visto. Spettacolare il Teleferico, una funivia appena finita che porta fino a 4100 metri, da cui si vede il cono innevato del Cotopaxi (domani andremo a calcarne le nevi) e l'intera citta' dall'alto. E' molto simile a La Paz, adagiata nel fondo di una valle (qui e' il cosiddetto Viale dei vulcani) con i quartieri periferici che si arrampicano come muffe su per le pendici delle enormi alture circostanti. Poi a zonzo per le chiese maestose, per le strade coloniali invase dall'allegra folla domenicale dei quiteños. Stasera dopo cena, se il cielo si mantiene limpido, andro' al Panecillo, un'altura dove sorge la gigantesca Virgen de Quito, a vedere le stelle cadenti. Per ora vi saluto. Da domani la storia comincera' a farsi piu' dura. ¡ Besos y abbrazos para todos ! Aldo
Cari barcaioli buona sera. Inizio con una coda della puntata precedente, giusto per dire due parole in piu' su Quito. Come certo sapete il Tawantinsuyo, ossia l'Impero Inca, estendendosi dalla Colombia al Cile e all'Argentina comprendeva anche l'Ecuador. E non si trattava affatto di una periferia dell'impero. Alla sua morte l'Inca Huayna Capac decise in modo inedito di lasciare due eredi al trono: il figlio Huascar che occupo' la tradizionale capitale di Cuzco, e un altro figlio - Atahualpa - che si insedio' invece proprio a Quito. Questa citta' insomma, seppur per breve tempo, fu una delle due capitali dell'Impero. E tuttavia girando per le sue strade non troverete traccia delle maestose mura che si vedono a Cuzco (ricordate hatunrumiyoc, il masso dai dodici spigoli, vero...?), solo costruzioni coloniali, erette dagli occupanti spagnoli. Come mai ? Torniamo ai due fratelli Inca. La diarchia duro' poco. A un certo punto Huascar mosse guerra al fratello, e dopo anni di scontri sanguinosissimi, Atahualpa (ossia l'Inca di Quito) riusci' a trionfare, nel 1532. La guerra civile tuttavia lascio' l'Impero in uno stato di gravissima debolezza, che fu certamente la principale tra le concause che permisero lo straordinario successo della Conquista di Pizarro. Il quale infatti sbarcava sulle coste dell'Ecuador proprio mentre Atahualpa festeggiava la vittoria della guerra civile. Da li poi e' storia nota. Gli Spagnoli fecero quel che fecero e nel 1534, Atahualpa ormai ucciso, mossero alla conquista di Quito difesa dal valorosissimo generale Rumiñahui (che per la cronaca e' anche il nome di uno dei vulcani che si ergono da queste parti, in suo onore). Il quale, vedendo l'impossibilita' di difendere la citta', per non farla cadere nelle mani degli invasori la rase al suolo. E cosi' oggi non si vede piu' nulla a Quito di quel fastoso passato. Ok, veniamo ai giorni nostri...
13 Agosto
Cotopaxi
L'idea era arrivare in pullmino fino al rifugio a quota 4800 e da li' salire a piedi, ma gia' intorno a quota 4000 la neve sulla strada ci ha impedito di proseguire, e cosi' abbiamo dovuto continuare a piedi. Faccenda non banale: a parte l'altura, che gia' rompe le palle di suo, c'era un vento gelido che portava neve ghiacciata a frustare la faccia, e anche il panorama non era granche', per colpa delle nuovole che ci avvolgevano... I piu' allenati sono arrivati fino al rifugio, gli altri si sono fermati a meta' strada. Bella sgambata a queste quote... Non so com'è, ma mi peso' meno il Chacaltaya a suo tempo...:-(Abbandonato il Cotopaxi, lungo trasferimento fino alla laguna di Quilotoa, per essere qui domattina per l'alba sulla laguna. Nessuna possibilita' di sistemazione comoda in questo piccolo pueblo. Abbiamo trovato il simpatico Manoel che ci ha affittato uno stanzone in casa sua, tutti assieme, con un camino che ci ha affumicato tutta notte e spifferi ovunque. E niente bagno. Ma vabbe'...
14 agosto
Sveglia alle 5:30 (e non era stato facile prender sonno la sera prima...) per andare sul bordo della laguna, situata 440 metri piu' sotto. Bella, bellissima. Peccato solo per le nuovolaglie proprio da est che ci hanno impedito di vedere bene l'alba. Pazienza. Altro trekking duro per i piu' tosti (18 km per percorrere in cresta l'intero periplo della laguna, circa 5 ore). Pomeriggio di trasferimento a Riobamba (dove mi trovo ora, aspettando la cena). Domani avremmo dovuto prendere il trenino per la Nariz del Diablo, ma la citta' e' militarizzata per una visita del Presidente Correa (dicono...) e anche il trnino domani si ferma. Che sfiga ! Dovremo cambiare i programmi. Mi sa che domattina ci facciamo l'altro vulcanazzo: il Chimborazo. Curiosita': La cima del Chimborazo con i suoi 6310 mt ed essendo vicinissimo all'equatore, per effetto dello schiacciamento della Terra ai poli e' il punto della superficie terrestre piu' lontano dal centro della terra. Che storia, eh ? Okay barcaioli, saluto voi e gli ascoltatori. ¡ Hasta pronto ! Aldo
15 Agosto
Come preannunciatovi, abbiamo cambiato i programmi in modo da fare il giro col trenino alla Nariz del Diablo venerdi (c'e' solo mercoledi, venerdi e domenica). E cosi' oggi e' stata la giornata del Chimborazo, il piu' imponente - con i suoi 6310 mt - tra i vulcani di questa regione, il monte la cui cima rappresenta il punto della superficie terrestre piu' lontano dal centro della terra (come vi dicevo ieri). Faticoso, molto faticoso. Siamo arrivati in pullmino fino al rifugio Carrel (4800 mt) e da li' con un tempo abbastanza buono siamo saliti a piedi fino al rifugio Whymper (5000 mt), che molti definiscono il rifugio "abbastanza confortevole" piu' alto del mondo. Qui ci siamo concessi mate di coca e sopas bollenti. Che fatica, ragazzi... Al ritorno, per remunerarci del nostro sforzo, Sua Sommita' ci ha concesso una vista grandiosa, spogliandosi quasi completamente della coltre di nuvole che permanentemente ne ammantano la cima, mostrandosi cosi' in una serie di scorci commoventi. Grandioso. In serata siamo andati a Guamote. Un paesino sperduto e dall'aspetto insignificante. Ma domattina, come tutti i giovedi', vi si terra' il mercato.
16 Agosto
Dopo la delusione del tanto celebrato mercato di Otavalo, non riponevo grandi speranze in questo mercatino di provincia cui la Lonely Planet dedica nient'altro che un fugace capoverso e non lo cita nemmeno nell'elenco dei mercati importanti dell'Ecuador. E invece, ragazzi, questo mercato rurale e' il piu' bello che io abbia visto finora in America Latina. Tanto per cominciare zero turisti (grazie Lonely Planet !). Poi una folla enorme e coloratissima che dalle prime luci dell'alba (noi eravamo a zonzo gia' prima delle 7) confluisce in paese stipata in camion e pullman incredibili, con i tetti gremiti di pecore e maiali urlanti. In giro per il paese si individuano varie aree tematiche: quella per la vendita degli animali piu' piccoli (porcellini d'India, oche, galline, pecore, maiali), quella per le vacche e i tori, quella per cavalli, asini e muli. Ognuna di queste e' un delirio in cui e' faticosissimo farsi strada sgomitando tra migliaia di persone indaffarate nelle contrattazioni. E poi il mercato delle sementi e dei mangimi, quello degli attrezzi agricoli (aratri in legno scolpito !!), bancarelle dove si puo' mangiare cerdo asado, chicharrones (quante belle teste di porcello arrostito !), papas di ogni genere. E poi i tessuti, i ponchos, le scarpe, i generi alimentari, gli elettrodomestici (oddio, elettrodomestici...), di tutto di piu'. Grandissimo, coloratissimo, assolutamente incontaminato. Eccezionale. In serata rientro a Riobamba per prepararci al trenino di domattina, ma... sfiga ! Sfiga !! SFIGA !!! Non e' possibile !!! Anche domani niente trenino. Mercoledi era per via della visita del Presidente, domani pare che sia per qualche problema tecnico sulla ferrovia, fatto sta che anche domani il treno non parte. E con questo dobbiamo definitivamente rinunciare a quella che per me era una delle esperienze piu' attese in Ecuador. Che rabbia :-( Vabbe', me ne faro' una ragione. A presto. A.
17 Agosto
Cari barcaioli buongiorno. Attacco subito con la cronaca.
E trenino fu !! Alla fine abbiamo scoperto che la locomotiva era rotta, ma per parte del tragitto (la piu' bella) era stato istituito un servizio sostitutivo con un "Autoferro", ossia una specie di pullman su rotaie. Anziche' fare l'intero tratto Riobamba - Alausi' - Nariz del Diablo - Alausi' ci siamo recati prestissimo ad Alausi' col pullmino (ennesima levataccia), e da li' abbiamo preso il famoso autoferro per la discesa alla Nariz del Diablo. Beh, che dire, dopo Otavalo questa e' stata la seconda delusione... Okay, la valle e' bellissima, scolpita profondamente dal rio Chanchàn, okay, la discesa di 800 metri con un paio di passaggi avanti e indietro sul bordo del canyon lavorando di scambi fu a suo tempo un avveniristico progetto di ingegneria ferroviaria, pero' l'atteso fascino della locomotiva sbuffante non c'e' stato, un incidente di qualche mese fa in seguito al quale e' stato introdotto il divieto di appollaiarsi sul tetto (anche se qualcuno un po' di straforo l'ha fatto lo stesso) ha tolto altro fascino, la massa di turisti pigiati come sardine, insomma, bello, ma niente di piu'. In serata lunga tappa di trasferimento a Baños, località dove ci tratterremo un paio di giorni prima di entrare in Amazzonia (btw: ma il Lariam l'ho preso...? Boh, poi controllo). Dopo cena giro per locali equivoci... BesosA.
(22 agosto)
Cari barcaioli buongiorno. Mi scuso per il lungo silenzio, ma negli ultimi giorni ero impossibilitato ad accedere a Internet. Ordunque...:
18 agosto
Giornata di sollazzo, ma intensissima. Colazione verso le 7 e poi fuori paese, lungo il Rio Marona Santiago alla ricerca di cose da fare. Dapprima abbiamo incontrato un paio di tizi che facevano lo swinging jumping (da non confondersi con il bungee: questo e' meno brividoso: c'e' una corda fissata a un ponte e il malcapitato sta su un altro ponte distante una quindicina di metri, legato all'altro capo della corda. Si butta giu' e comincia a fare il pendolo, appunto). Inutile dirvi che mi sono lanciato anch'io :-) Poi abbiamo visto una simpatica teleferica che traballando e cigolando attraversava il canyon ad una altezza ragguardevole (un 200 metri direi), e abbiamo fatto pure quello. Poi siamo andati a vedere il Pailon del Diablo "Padellone del Diavolo", una cascata davvero spettacolare, anche se definirei azzardata la prosopopea con cui la decantano qui "la mas bonita cascada de todo lo mundo" Insomma, cascate belline al mondo ce n'è, eh... Poi siamo tornati a Baños e in una rosticceria vicino al mercato mi sono mangiato un cuy asado (ossia un porcellino d'India arrostito sulle braci). Squisito. In piena frenesia ipercinetica, siamo andati alla ricerca di un maneggio, abbiamo affittato alcuni ronzini e ci siamo fatti una galoppata di un paio d'ore nei dintorni del paese (lasciando anche sul terreno una vittima, ma si riprenderà...). Non paghi, ci siamo fatti rifilare una turlupinatura: in una agenzia abbiamo visto la pubblicità di una visita notturna al Volcan Tungurahua (5.023 mt), perennemente attivo, che incombe proprio sopra Baños (quest'anno ha già eruttato due volte facendo danni notevoli, e ogni tot di minuti si vedono in effetti imponenti sbuffi di fumo ), e ci siamo fatti accalappiare, ficcare in una specie di carro bestiame insieme a una trentina di studenti di ogni parte del mondo che studiano lo spagnolo a Quito, trascinare al gelo per oltre un'ora su per un ripidissimo e interminabile sterrato (avremo fatto forse 2.000 mt di dislivello) fino a quello che doveva essere un mirador e da qui... non vedere assolutamente nulla perchè eravamo immersi nella nebbia più fitta (e gelida). Vabbè, pazienza. Rientro a Baños, solito giro per locali equivoci (e solita piccola ricerchina infruttuosa...) e nanna.
19 agosto.
Trasferimento in Amazzonia, a Misahuallì, sul Rio Napo (che è un affluente diretto del Rio delle Amazzoni). E' la mia prima volta in Amazzonia, e devo dire che è esattamente come me la aspettavo. Foresta pluviale calda, umida, foglie gigantesche, fiori e uccelli coloratissimi, insetti, acqua e fango un po' ovunque, baracche di legno che spuntano qua e là. Siamo andati a capitare in una specie di lodge posseduto da un tedesco quarantenne (e presumibilmente molto ricco) che una dozzina d'anni fa ha pensato bene di venirsene in Ecuador e comprarsi qualcosa come 100 ettari di foresta primaria pagando pochi spiccioli agli indigeni. Adesso spiega che è preoccupato perchè pare che il governo ecuadoriano voglia nazionalizzare la sua proprietà. Eh già... son pensieri... Speriamo che gliela nazionalizzino davvero. Vabbè, il posto è davvero decontestualizzato dall'ambiente circostante (per dire, il tedesco ha portato qui una coppia di struzzi !), ma la selva della sua proprietà è davvero bella. Oggi primo assaggio di un paio d'ore. Domani faremo un'escursione più in profondità.
20 agosto
Come preannunciato, sveglia rilassata, stivali di gomma, mezz'oretta di canoa a motore sul Rio Napo per raggiungere il punto di partenza per l'escursione nella foresta primaria. La guida è davvero un personaggio. Già il nome è tutto un programma: Atahualpa Hitler (sono due nomi, non nome e cognome). Ma vi rendete conto ? Atahualpa Hitler !! E come non bastasse, scopriamo lungo il cammino che non è solo una guida: è uno sciamano. Beh, la foresta di sicuro la conosce bene. Ci mostra dozzine di piante e ci spiega come gli indigeni ne facciano uso per mangiarle, dissetarsi, curarsi, trarne utensili, armi, veleni. Molto, molto interessante. Durante il rientro in barca veniamo aggrediti da un violentissimo temporale. Un po' di paura ma niente di che. Se non fosse che mi si è inzuppata la reflex, MERDA, e ha smesso di funzionare. Speriamo che si asciughi... In serata (dopo una visita non particolarmente interessante a una comunità indigena) passiamo da casa di Atahualpa, ci racconta di suo padre (anch'egli sciamano; certo però che gli ha dato un nome...), della sua iniziazione sciamanica e di come funzionano i riti di guarigione. Soprassiedo sulla dimostrazione pratica del rito base (quello della limpieza, la pulizia) francamente un po' discutibile, e passo alla ayahuasca. Che cos'è la ayahuasca ? E' una pianta che produce delle liane del diametro di dieci centimetri. Basta tagliarne un pezzo e farlo bollire tre ore per ottenere un infuso dal potentissimo effetto allucinogeno. Per intenderci, roba molto più pesante del peyote, del hongo sagrado o cose simili. Beh, da queste parti non c'è famiglia che non abbia una pianta di ayahuasca in giardino ! Ogni comunità ha uno sciamano, e gli sciamani sono gli unici che si calano il beverone. Quando in una famiglia qualcuno sta male, lo mandano a chiamare, e intanto mettono a bollire un pezzo di liana. Quando lo sciamano arriva, si cala la pozione, poi chiama a raccolta gli spiriti e chiede loro aiuto per curare l'infermo. Se questi non riescono a dare una mano, se ne va in giro per la selva a chiaccherare con le piante, chiedendo qua e là finchè non trova una pianta che gli dice "sì, io posso essere d'aiuto" e allora lo sciamano torna dall'infermo e lo cura. Ognuno ovviamente su sciamani, santeros, curanderos et similia ha le sue idee, e se le tiene. Però devo dire che un salto da queste parti offre qualche interessante spunto di riflessione. Beh, per farla breve: uno del gruppetto (non io) ha trovato la cosa così interessante che ha preso appuntamento con Atahualpa per l'ora di cena (il tempo della bollitura, capisc'a'mme'...). Pare che durante la notte si sia visto un tempo della partita della Roma. Senza TV
21 agosto
Noia mortale. Otto ore di pullmino per rifare a ritroso la strada fino a Riobamba. Speravo almeno di farmi un altro cuy asado passando da Baños, e invece i baracchini erano tutti chiusi. Chissà perchè, boh... Insomma, nessuna relazione di rilievo. Domattina si parte per Cuenca. Besos y abbrazos. A.
22 agosto
Giornata con poca storia. Alro lungo trasferimento, questa volta da Riobamba a Cuenca. Lungo la strada abbiamo visitato le rovine di Ingapirca, praticamente l'unico sito archeologico precolombiano presente in Ecuador. Si tratta di una preesistente cittadella rituale Cañari a cui gli Incas (giunti da queste parti intorno al 1480) hano aggiunto loro edifici. La parte incaica mostra la solita straordinaria maestria nella realizzazione di muri a secco con pietre che si incastrano tra di loro in modo da non lasciar passare nemmeno uno spillo. Ma a parte questo, insomma... Meno interessante di un qualsiasi rudere minore del Valle Sagrado. Molto bella la cittá di Cuenca (che é la terza del Paese, con i suoi 417.000 abitanti). Peccato che tutte le chiese fossero chiuse. Speriamo di vedere qualcosa di piú domattina. A.
(27 agosto...) Cari barcaioli buongiorno. Un saluto velocissimo giusto per tranquillizzarvi: non sono disperso, sono solo in navigazione a zonzo per le Galapagos e Internet da ste parti e un po, come dire..., poco accessibile.
Rapidamente:
23 agosto
Visita a Homero Ortega, la piu importante fabbrica di cappelli panama - quelli di paglia bianchi per intenderci - del mondo. Cosi dicono, almeno. Ho scoperto infatti che i cappelli panama non li fanno a Panama, bensi qui in Ecuador. Il nome deriva dal fatto che una volta ne regalarono uno a Roosevelt e per errore gli dissero che veniva da Panama. Da allora hanno continuiato a farli in Ecuador, ma hanno cominciato a chiamarli Panama. In serata arrivo a Guayaquil, prima citta del Paese con i suoi quasi 3 milioni di abitanti. La guida la descrive caotica, pericolosa e poco interessante, ma qui si vedono con grande chiarezza gli enormi sforzi che la nuova amministrazione cittadina sta facendo per renderla invece la piu bella citta del Paese, pulita, ordinata e sfavillante. E super/presidiata dalla polizia.
24 agosto
In mattinata aereo per le Galapagos. Da qui in poi le comunicazioni diventano quasi impossibili. Infatti ci siamo imbarcati sulla Golondrina I, una bagnarola che per 8 giorni ci scorrazzera in giro per l-arcipelago piu famoso del mondo, a vedere le straordfinarie popolazioni di animali endemici . Portate pazienza, mi faro vivo quando potro. Ritornero comunque sulla terraferma il 31. Baci a tutti. Aldo
2 settembre
Cari barcaioli buongiorno. Passate bene le vacanze ? Oh, sono certo di sì... Beh, io sono appena rientrato (con 7 aerei, dico SETTE aerei !!!) dall'Ecuador. Come vi avevo preannunciato la cronaca dell'ultima settimana...
24 agosto - 31 agosto
sarà compattata in quest'unico messaggio. Si è trattato infatti di una crociera di 8 giorni a zonzo per l'arcipelago delle Galapagos, a bordo dello "yacht" (in realtà poco più di una bagnarola, 7 cabine con cuccette + altre 4 per l'equipaggio) Golondrina I. La giornata tipica prevedeva un paio di discese a terra in siti di interesse naturalistico (ovviamente), una battuta di snorkelling, e tanta tanta navigazione, anche se per lo più si cercava di navigare di notte. D'altra parte le isole sono piuttosto distanti l'una dall'altra, e con i 7-8 nodi della Golondrina le traversate di 6-7 ore erano la norma. Io non sono pratico di barche, ma devo dire che non pensavo si potesse ballare così tanto ! Di notte il problema era non farsi catapultare dalla cuccetta, e a muoversi sul ponte si rischiava davvero di finire in acqua. Inutile dire che il mal di mare ha mietuto numerose vittime. Che dire... tutto straordinario. Potrei parlare a lungo delle numerosissime specie endemiche che popolano queste isole uniche, ma sono talmente famose che probabilmente tutti già sanno di cosa si tratta. Quello che più mi ha colpito è la incredibile confidenza che tutti gli animali qui - ma proprio TUTTI, dagli uccelli ai pesci - hanno nei confronti dell'uomo. Bisogna letteralmente fare attenzione a come si cammina per non pestare la coda alle iguane o agli albatros, per non rovinare addosso ai leoni marini e ai pulcini delle sule e delle fragate... Straordinaria l'emozione suscitata dai leoni marini, che quando ti vedono a fare snorkelling si tuffano in acqua e vengono a giocare con te, a spiarti dalla maschera, a immergersi insieme a te e a farti le feste, come dei cagnoloni affettuosi. Non ci si crede... Vabbè ragazzi, appena metto a posto le foto ve ne mando qualcuna. Chissà che non convinca Alessandro a sostituire gli struzzi sul suo desktop... ;-) Per ora vi risparmio la faticosa storia dei 7 aeroplani del rientro, e prendo congedo da voi e dai lettori. Vi lascio con un riassunto del viaggio appena concluso. Cari saluti a tutti.
RIASSUNTO
giovedi 9 agosto: Milano - Atlanta
venerdi 10 agosto: Atlanta - Quito
sabato 11 agosto: Quito - Otavalo (mercato) - dintorni - Quito
domenica 12 agosto: Quito
lunedi 13 agosto: Quito - Cotopaxi - Quilotoa
martedi 14 agosto: Quilotoa - Riobamba
mercoledi 15 agosto: Riobamba - Chimborazo - Guamote
giovedi 16 agosto: Guamote (mercato) - Riobamba
venerdi 17 agosto: Riobamba - Alausì - Nariz del Diablo - Alausì - Baños
sabato 18 agosto: Baños - dintorni (swinging jumping, Pailon del Diablo, etc.) - Baños domenica 19 agosto: Baños - Misahuallì
lunedi 20 agosto: Misahuallì (escursione nella foresta, visita allo sciamano)
martedi 21 agosto: Misahuallì - Riobamba
mercoledi 22 agosto: Riobamba - Ingapirca - Cuenca
giovedi 23 agosto: Cuenca - Guayaquil
venerdi 24 agosto: Guayaquil - Baltra (Galapagos)
*** GALAPAGOS ***
venerdi 31 agosto - domenica 2 settembre: Baltra - Guayaquil - Quito - Guayaquil - Atlanta - Roma - Milano

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