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29 agosto
Ciao cari barcaioli, finalmente ci facciamo sentire dal caldo senegal... solo ora non perché mancano le connessioni o siamo stati costretti a passare questi giorni a sollazzarci..; semplicemente trp saluti da fare, troppe riunioni e un paio di acquazzoni di troppo... Ora stiamo un po' di corsa quindi per iniziare vi incolliamo un post del blog www.isfmidakar.blogspot.com di Marco, ingegnere senza frontiere (per il resto pare sia tutto a posto) di Milano che é qua dal 7 agosto insieme a Riccardo (altro ISF) col quale fra poco riparte..; visto che le blatte, pur essendo in grado di fare molte cose, non sanno scrivere (e vabbé la scuola é un problema anche per loro qua)... dedichiamo a loro questa annata di 3uomini in barca... a presto... Marco Riccardo Mirko Mara Marco "nel cuore della notte riccardo si sveglia. un sussulto nella notte. io con una torcia e un copriletto in mano deliro vestito solo di mutande e scarpe. DOV'E'?? E' QUI!! l'hai vista vero?? La devo scovare la schifosa. Allucinazioni da Lariam (marchio registrato). ha cominciato a fare effetto. adesso son un tossico dipendendente in cerca della sua dose. nn vedo l'ora che arrivi martedì. il giorno della pastiglia dell'antimalarico. mancano solo quattro giorni. evvai.... e invece no. nn sono allucinazioni. è vero. la blatta è lì. che scappa. la lurida. cinque minuti prima stavo leggendo la fine di harry potter and the deathly hallows. voldemort e potter si sfidano, e da buona tradizione la conclusione di un'epopea nn può vedere l'eroe principale morire scivolando sulle scale ghiacciate di una chiesa come Manzoni. o come in una scena dei simpson (altro marchio registrato, copirait Matt Groening). Da circa dieci minuti leggevo con trepidazione lo scambio di compiti insulti tra il ragazzo che sopravvisse e l'innominabile, quando mi giro e vedo a un centimetro da me una blatta, detto anche scarafaggio svizzero, tanto sono note le sue doti di pulizia. specie nelle fogne di calcutta. la pedino per cinque minuti, e una volta svegliato riccardo comincia la caccia grossa. la difficoltà sta nella commistura di ribrezzo e pietà che si manifesta nel cercare di catturarla senza ucciderla, e lo schifo che si prova ad avvicinarla. dopo dieci minuti di trappole inconcludenti passiamo alle maniere forti. riccrdo propone del DDT, ma purtroppo avevo dimenticato di metterlo in valige insieme alla maschera antigas e la sega circolare. quando si fannno le cose di fretta.... quindi dopo aver cercato inutilmente di affogarla, poiche la blatta è waterproof, e idrorepellente come gli swatch, riccardo ha trovato come fare: col deodorante. per stordirla. allora mi si visualizzano immagini del liceo e... prendo l'accendino ed la brucio con il lanciafiamme... lo schifo ha prevalso sulla pietà. è morta? ....sì sì. per forza, sono solo gli ultimi spasmi... e invece NO!!! la blatta è anche ignifuga!! si gira e scappa. azz... fortunatamente stordita, riccardo la infila nel rotolo della carta igenica la buttiamo nel cesso e sciaquone. ed è finita. la blatta sarà il primo animale ad andare su marte. per forza. resiste a tutto. altro che andreotti (marchio registrato???). la blatta c'è da prima. da sempre. siamo riusciti a finirla. ha HA HAAA. ma chido la porta del bagno e sono sicuro che con i violini di sottofondo tipo psycho, quando già stanno scorrendo i titoli di coda, la blatta spunta con le sue antenne dal bordo della tavoletta....
31 AGOSTO
Cari barcaioli,
vedo che avete pubblicato il primo velocissimo post scopiazzato dal blog di Marco ing.
C,é solo un piccolo problema, ovvero che in questa comunità di tubab trapiantati in senegal, e per la precisione alla Mèdina, c'é una sola fanciulla (la Mara) ed é ^pure fidanzata (con l'altro Marco, quello semivegetariano che continua a mangiare pane)... e il posto vacante di Gretel (rimasta a casa), non lo vuole pigliare nessuno... ci abbiamo provato a giocarcelo ai 3sette, a briscola e a scopone ma niente, sempre pari e patta..; quindi é necessario che si cambi titolo al blog... l'unica speranza é che il Sander che arriva domenica notte (ce ne siamo dimenticati e saremo a 300km da Dakar ma pensiamô possa sopravvivere: é solo la sua prima volta in africa e non sa una parola di francese, ma é anche magrolino quindi nessuno se lo mangia), si insomma che il Sander sia disponibile a fare da Gretel... altrimenti vi faremo sapere.
Che ci é successo in questa settimana? Beh, dopo l'arrivo ci siamo sistemati nella splendida magione che avevamo affittato per tempo a 5000 FCEFA a notte, e dove ci aspettavano i due ingegneri di Milano. La situazione é parecchio piacevole: grande appartamento arredato, neanche una zanzara nei paraggi (cosi' ho deciso di rivendere lo stock di OFF), manca solo l'acqua ogni tanto (di solito quando ti svegli sudato o torni da una giornata tra gli scarichi delle ferrari di dakar). I vicini sono tanti e ben assortiti. Come descrive Marco ing nel suo blog (che cito ancora, tanto le cose le ha già scritte lui, risparmio tempo e soldi di connessione): "Il posto nel quale alloggiamo l'auberge de la Médina è frequentato a tempo indeterminato da vari personaggi più o meno bislacchi. Mi correggo più bislacchi. A cominciare dalle domestiche con le quali Riccardo si è incaponito. Non vogliono essere fotografate. Pensano che vada a vendere le loro foto in giro. mica solo noi abbiamo i pregiudizi… poi quando si tratta di toubab. Che non è il baobab, bensì l'uomo bianco." ...e ancora "Poi c'è Samba con il quale abbiamo stretto un legame simile all'amicizia. Solo simile perche è verissimo che l'ospitalità africana, e ancor più quella senegalese è veramente unica, quasi calabra, ma è altrettanto vero che esiste sempre una barriera cromatica che porta spesso il bianco ad aprirsi molto di più dell'autoctono. Spesso, alla domanda "che hai fatto oggi?" senti risposte del tipo "sono andato a thies a fare delle cose, poi sono tornato qui a fare altre cose, poi sono andato alla ville a fare altre cose, e adesso devo andare da una parte a fare altre cose…". Sopracciglio alzato all'ancelotti e il dubbio che per qualche motivo cerchino di nasconderti qualcosa, quando invece i rapporti hanno un altro metro. Si può stare a parlare dell'alfa e dell'omega, di filosofia greca, di Senghor di Wade e di come sta andando il Senegal, di costumi e tradizioni, ma nn si può mai entrare nella sfera personale. Basta saperlo."
Ebbene questa é la nostra sistemazione, tra bougaville e divanetti, a un prezzo discretamente economico e nel quartiere più bello e popolare di Dakar, e anche + ignorato dalle guide e anche quello dove i nostri partners di Yaakaar stanno realizzando il progetto (il famoso Centro di Formazione Médina) al quale tutti in modi diversi collaboriamo..
Beh domani si parte per un paio di giorni di relax (ma una riunioncina di lavoro a Thies alle 9 di mattina di sabato siamo cmq riusciti a infilarcela...), vi scriviamo magari da là cosi' avete due puntate..;
scusate per le a e le q che forse ho sbagliato ma qua ci stanno tutti i tasti invertiti... grazie francesi...
hasta e a presto
Marco Mirko Riccardo Marco e Mara (votate la vostra Gretel)
6 settembre
Ciao barcaioli...
qua la vita procede tra un impegno e l'altro e i giorni passano fin troppo velocemente.. ieri é ripartito anche riccardo, il secondo degli ing.; che pareva non volesse propriopartire visto che tra un saluto e l'altro ha ignorato le terribili disposizioni di quei simpatici francesi che impongono di raggiungere l'aereoporto 3 ore prima per i controlli (che ovviamente svolgono con "cura" differente a seconda della nazionalità del passeggero)..
Oggi parte anche un'altro tubab; Ombretta (che in realtà é anche di nazionalità senegalese) e domani finalmente é in programma una gitarella di un paio di giorni sulla petite cote... da quando sono qua sono riuscito a vedere il mare due ore!!!!!! l'ultima gita programmata é saltata perché il caroMarco ing ha decisoche preferiva approfondire la conoscenza delle toilette senegalesi... quindi mezzo gruppo si é goduto la splendida città di St. Luis e parchi annessi, e iome ne sono tornato a Dakar con cooperante malaticcio appresso.. nello stesso we é arrivato il sander, che é riuscito ancora una volta ad avere casini con gli aerei... l'ultima volta doveva andare in yemen e sié ritrovato a miami... questa volta é riuscito a passare una notte a casablanca (gli avranno fatto un controllino???), arrivare con un giorno di ritardo e a perdere i bagagli... abbiamo il rientro insieme ma credo che cambiero' volo!!!
beh, ora vi saluto, sono di corsa... mi sto anche accorgendo che ad essere già stato in senegal poi si trova difficoltà a raccontare delle cose che si vedono... quindi da domani vi scriveranno gli altri...
baciotti
Mirko Marco Mara Sander (in attesa dei due napoletani)
8 settembre
Ciao barcaioli!!!
Rientro anticipato dalla petite cote... mannaggia i toubab!!! o meglio mannaggia al Sander.. siamo partiti come da programma venerdi' e stranamente quasi in orario alla volta di Joal e Fadjout, piccole località sulla petite cote senegalese ( a sud di dakar per intenderci)..; saliti sul nostro 7pt places, ovvero un'auto familiare con svariati anni e svariate centinaia di migliaia di km alla quale vengo aggiunti 3 sedili nel baule e che trasporta, per l'appunto, 7 persone + il conducente (trattasi del mezzo + veloce e se finisci nel sedile giusto anche + comodo per viaggiare) ci apprestiamo a percorre i circa 120 km di percorso. Dopo poco capiamo che l'influenza di Sander sui mezzi di trasporto si sta facendo sentire, in quanto dopo il consueto traffico in uscita da Dakar ci troviamo completamente bloccati... scopriamo dopo circa 30 minuti che la causa del blocco era un camion di catrame ribaltato... comunque si riparte ma il blocco ( e due in un giorno sono veramente tanti) si ripete, ancora causato da un tir che aveva deciso di testare la resistenza del paraurti di un ford del 66 su un baobab.. superato l'ostacolo il viaggio sembra proseguire alla meglio ma cosa pensate che possano aver incotrato i 4 eroici tubab??? IL GIRO DEL SENEGAL OVVIAMENTE!!! con tanto di coppia di ciclisti bianchi sfiancati dal caldo e in ritardo di un ora sul gruppo, seguiti da moto della polizia e camion militare con i ricambi, entrambi ovviamente non superabili...
Infine si arriva a Joal... dopo sole 4 ore di viaggio ad una media veramente inviadiabile (qualcosa ci ricorda le TANGENZIALI di mente locale, ma avremo post appositi per questo).
Joal é una simpatica cittadina percorsa la quale (previa pausa foto al palco per l'arrivo del tour) si arriva a Fadjout.. un'isola interamente coperta di conchiglie con una popolazione al 90x100 cattolica in un paese al 96x100 musulmano (resta identica la pacifica convivenza tra entrambi, dovrebbe farci un giro borghezio ma non se lo merita e poi che cosa hanno fatto di male i senegalesi x meritarsi tanto?!?). Pausa per attraversare il ponte per una birretta in un bar, dove abbiamo modo di osservare due porci francesi 60enni che tentano di tacchinare minorenni locali, che in realtà riescono a scroccare il pranzo e a salutare gentilmente prima di andarsene. Già che ci siamo facciamo tappa al Sindacat D'Initiative (la pro loco) dove ci facciamo convinvere ad un giro in piroga tra le mangrovie, con tappa ai granai su palafitte a al cimitero cattolico/musulmano. Fatto questo cerchiamo il campement dell'isola dove troviamo due belle camere a circa 4000 cefa n(6 euri) a testa... ci dimentichiamo solo di prenotare la cena (troppo abituati a dakar dove si mangia a qualsiasi ora)... cosi al notro rientro dopo la nuotata e l'aperitivo ci troviamo a bocca asciutta...
Veniamo ovviamente salvati dalla classica ospitalità senegalese... ora devo pero' tagliare xké mi finisce il credito... finisco con l'ultima sanderata... perché il sander doveva occuparsi di sentire quando arrivavano i napoletani... e aveva capito domenica... e invece questi ci hanno chiamato alle 4 di notte dall'aereoporto di dakar... ora vi saluto.. potete immaginare come due napoletani che non parlano francese, svariati senegalesi e un po' (tanta fortuna) abbiano sistemato il tutto... ve lo raccontiamo appena possiamo!!!
Mirko Marco Mara Sander Ciro e Giorgia
10 settembre
Ciao belli,
con le spalle ustionate dopo una mattinata di mare, riprendiamo le trasmissioni da Dakar. I nuovi compagni di viaggio, entrambi equosolidali (Ciro di Napoli e Giorgia di Benevento), si sono ambientati e hanno avuto modo di rigraziare il Sander per l'errore con i giorni e la bella nottata in trascorsa cercando la casa per la buia Dakar... comunque se la sono cavata proprio bene: usciti dall'aereoporto e dopo aver scoperto che non eravamo ad aspettarli, sono riusciti a cambiare 10 eurilli a un prezzo ragionevole. Da li a convincere il tassista a prestargli il cell per chiamarci (tutte le discussioni in napoletano e francese + i gesti) per chiedere il prezzo che avrebbero dovuto pagare per la corsa... nel frattempo io al telefono insistevo nel dire loro che non dovevano essere a Dakar, che sarebbero dovuti arrivare il giorno dopo (e solo il giorno dopo mi sono accorto dell'arguzia della mia osservazione!!!). Cmq i nostri eroi hanno raggiunto la via della casa, convincendo il tassista che se mancavono 400 cefa doveva prendersela con quello che aveva lucrato sul cambio. ma dovevano trovare il modo di richiamarci x ulteriori indicazioni. E li' spunta Adnam, il nostro amico/angioletto del cellulare che per la seconda volta si é trovato al posto giusto, al momento giusto e con il credito sulla scheda! Visti i tubab ha intuito che fossero amici nostri e cosi' é riuscito a far aprire al proprietario...
Eh vabbuo' quindi tt bene quel che finisce bene...
Ieri (domenica) gitarella a Goree (famosa isola da cui venivano imbarcati gli schiavi e tappa obbligata per i turisti; isola che ho sempre visto tranquilla e popolata da poche persone, qualche vacanziero e un po' di Baye Fall, ma che nell'ultimo we prima del Ramadam sembrava una piccola rimini affollata di senegalesi in fuga di Dakar.. comunque incredibilmente niente é riuscito a disturbarci é ci siamo fatti il primo intero gg di relax senza malati e senza disguidi aerei. E infine sono ripartiti per l'Italia anche Marco e Mara, con un solo gg di ritardo rispetto al previsto.
Da oggi ricominciano le riuonioni e il lavoro e sarà proprio il caso che inizi a parlarvi anche un po' del motivo per cui siamo venuti in Senegal (oltre che per sollazzarci ovviamente).. prometto che lo facciamo domani!
Mirko Sander Giorgia e Ciro
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