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Ciao! Sono Modestine! Vi ricordate di me? Quella che l'anno scorso ha fatto il trekking sulle tracce di Stevenson... Io e i miei tre allegri compagni (mio padre Luca, mia madre Daniela e mio fratello Alberto Dalibor di 11 anni) siamo di nuovo in partenza. Quest'anno faremo un trekking in Germania e Rep. Ceca, attraversando la Foresta Bavarese e la Selva Boema, camminando per circa 200 km. Il viaggio si concluderà con alcuni giorni a Praga (sempre che ci arriviamo). Partiamo domani col treno per Bayerische - Eisenstadt (12 ore di treno) e torneremo il 15 Luglio. Gli zaini sono già pronti (il mio pesa 10 kg) e contengono cadauno:
* 2 paia di pantaloni corti, 2 lunghi e due magliette tecniche * 3 paia di calze * 2 magliette e un paio di pantaloni da "civili", da usare a Praga * 4 mutande e 1 pigiama * giacca a vento, pile, poncho * 1 foglio di alluminio isolante per le emergenze (non se piove!), quest'anno niente sacchi a pelo * cappello o bandana * ciabatte doccia, sandali e scarponi (quest'anno tutti nuovi ma già collaudati) * necessario per toilette (spazzolino, dentifricio, deodoranti...) * crema solare e doposole * farmacia * letture (indispensabili!) * borracce per un totale di 6 l d'acqua * integratore salino da aggiungere all'acqua se serve
Come titolo avremmo pensato "Sulle tracce di Podi e Brady"... seguiranno spiegazioni! Bene! Domattina sveglia alle 5!
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Ciao!
7 gradi!! Cercavamo il fresco? L'abbiamo trovato!
Intanto siamo già arrivati alla fine della seconda tappa: ieri eravamo in un luogo sperduto, dove c'erano poche speranze di riuscire a telefonare, figuriamoci mandare una mail...
Andiamo con ordine: martedì partenza all'alba. Treno alle 7 dalla Stazione centrale per le nostre 11 ore di viaggio: Milano - Monaco di B., RegionalExpress e, per finire, splendido trenino verde della Waldbahn che sale nel Parco nazionale Bayerwald.
Siamo scesi dal treno con le nostre belle magliettine a mezza manica e siamo corsi alla nostra gasthaus a Bayerisch Eisenstein, che per fortuna era a poche decine di metri dalla stazione, così abbiamo evitato di surgelare.
A cena, io e mio fratello abbiamo scoperto finalmente i Knedilki di cui tanto ci avevano parlato mamma e papà (sono un cibo ceco, ma anche se eravamo in Germania, il confine era a pochi metri: passa attraverso la stazione).
Ieri mattina, dopo aver fatto la prima abbondante colazione alla tedesca ed aver fatto la spesa per il pranzo al sacco, ci siamo avviati per la nostra prima tappa. In questi primi giorni, stiamo seguendo un tratto del sentiero europeo E6 (che va dal M. Baltico all'Adriatico).
Uno splendido inizio! Dopo poche decine di metri eravamo già nel fitto del bosco e non ne siamo quasi mai più usciti! A metà della tappa, c'era la salita che, senza pause di respiro, ci ha portato al Falkenstein (1312 m). In cima abbiamo, appunto, trovato 7 gradi: ed era passato mezzogiorno! Il panorama era fantastico, ma abbiamo pensato bene di scendere alla ricerca di temperature più miti (senza esagerare, comunque) prima di fermarci a mangiare.
A metà pomeriggio siamo arrivati alla nostra prima tappa, in una gasthaus di un minuscolo villaggio di montagna. Per i proprietari, peraltro piuttosto anziani, eravamo i primi ospiti italiani che avessero mai avuto!
A cena, la simpatica signora Anneliese ci ha preparato una montagna di Käsespätzle, che sono uno dei nostri piatti preferiti.
Oggi tappa brevissima, per permettere ai nostri muscoli di abituarsi al camminare, prima di affrontare domani una tappa molto lunga, con salita al secondo monte più alto della foresta bavarese (il più alto è ben 1 metro di più!).
Con tre ore di cammino, siamo arrivati al paese di Frauenau, abbiamo mangiato fuori, fatto la spesa per domani e ci siamo rintanati, anche perché credo che oggi sia il giorno più variabile che abbia mai visto: sarà già la decima volta che si mette a piovere (stamattina in un paio d'ore di cammino abbiamo continuato a mettere e togliere i ponchos).
Speriamo che domani il tempo sia decente per il nostro tappone...
Alla prossima occasione di collegamento,
Un abbraccio da
Modestine & c.
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Domenica 1/7 ore 19 (non so se riusciremo a spedirlo oggi...)
Il sole! Oggi abbiamo avuto il sole tutto il giorno (anche se adesso tuona) e perfino 26 gradi!
Speriamo che abbiate ricevuto il nostro precedente messaggio sulle prime due tappe...
Venerdì dovremmo avere superato la tappa di gran lunga più difficile del nostro trekking (uso il condizionale perché quest'anno non stiamo seguendo nessuna guida e ci affidiamo alla lettura che mio padre ha fatto delle mappe).
Siamo partiti da Frauenau per salire sul Rachel: sono circa 900 m di dislivello e di salita continua; non sarebbero gran che in un'escursione di un giorno, ma quando dopo la cima ti mancano ancora una ventina di chilometri a destinazione e ti porti il bagaglio sulle spalle, comincia ad essere un po' impegnativo!
I boschi che abbiamo attraversato sono per lo più gestiti come "urwald" e quindi lasciati praticamente senza intervento umano: in generale è molto bello, ma colpiscono le ferite enormi dell'uragano Kirill e dei parassiti, con aree piene di alberi spezzati o abbattuti ed aree di alberi morti stecchiti sotto i quali stanno crescendo i giovani pini. E' il ciclo della natura, ma è un ciclo che dura centinaia di anni!
I posti erano bellissimi: sul Rachel, che è in pratica il monte più alto della zona, si gode di un panorama immenso e subito sotto c'è un bellissimo lago (Rachelsee, ovviamente), dove però ci siamo fermati poco... Era il secondo (e purtroppo non l'ultimo della giornata) incontro con nugoli di minuscoli, silenziosi e terribili moscerini che ti divorerebbero vivo: mio padre ne è uscito crivellato di ponfi. L'unica salvezza è che sono pigri, se si fugge non ti inseguono.
Alla fine, sono stati trenta chilometri (con una "bella" salita nel fango poco prima della fine), ma siamo arrivati a Neuschonau, ancora sulle nostre gambe, ad uno splendido appartamento in fattoria, dove siamo stati accolti, in modo divertente, anche se non troppo amichevole, da una coppia di oche con i loro pulcini.
Il giorno dopo: riposo! Avevamo previsto una sosta per visitare il centro visite del parco nazionale con l'annesso parco faunistico. Si è trattato di un riposo un po' alla nostra maniera, perché alla fine, tra gli spostamenti ed il giro nel parco sono stati una decina di chilometri di cammino...
A parte gli scherzi, ci siamo mossi quasi tutto il giorno senza zaino e scarponi e ci siamo davvero riposati per riprendere oggi il nostro cammino.
Il pezzo forte della visita (oltre ad animali forse più nobili come orsi, gatto selvatico, rapaci, etc.) sono stati i cinghiali. Intanto, sono i preferiti di mio fratello Alberto, che spesso gioca a fare il "cinghialotto" (con versi realistici, che vi lascio immaginare); poi, è stato davvero un incontro ravvicinato con tutto il branco, a neanche due metri di distanza, lungo il sentiero, con adulti, giovani, piccoli e piccolissimi che mangiavano, giocavano, ...
Poi abbiamo preso l'autobus fino al confine e, dopo circa 800 m di cammino, il bus ceco che ci ha portati a Kvilda, per la nostra prima cena e notte in Rep-punto ceca (come dicono sempre i vostri colleghi commentando le partite dei mondiali).
Stamattina, dopo una colazione eccelsa (e sopattutto, davvero abbondante), ci siamo messi in cammino, per la prima volta, come detto, sotto un piacevole sole.
Siamo dapprima andati fino alla sorgente della Moldava (il "fiume nazionale boemo"). Sembrava un po' il ridicolo rito dell'ampollina di bossiana memoria... A parte gli scherzi, è una cosa molto più naturale: la sorgente di un grande fiume è sempre un luogo un po' speciale, specie quando poi lo ritrovi "cresciuto", come faremo noi in vari punti del nostro viaggio, fino a Praga.
Poi la tappa è stata davvero piacevole, con un bel sole che ci ha accompagnato sempre, senza essere mai troppo caldo (solo negli ultimi chilometri ha raggiunto i 26 gradi, che cominciavano a dare fastidio), bei luoghi, una lunghezza giusta (25 km) ed un percorso ondulato, senza difficoltà.
Ora siamo in una bellissima pensione, in una frazione sperduta di un minuscolo paese (Nové Hute).
A presto,
Ciao, Modestine & c.
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Ha Ha,
(è una citazione...)
Ora siamo certi che quest'anno non avremo il problema estetico dell'abbronzatura calzino-mezza manichina bianca che distingue il camminatore.
Vi scriviamo dal treno per Cesky Krumlov: abbiamo rinunciato a fare tutta la tappa a piedi, dopo la pioggia presa nei giorni scorsi, il mal di piedi e le bolle conseguenti (di tutti e soprattutto di mio fratello Alberto, che oggi compie anche 11 anni e si merita un trattamento di riguardo!).
Ci eravamo lasciati con il sole a Nove Hute (la e finale dovrebbe avere il segno diacritico ceco, che il ns. palmare non conosce: sarebbe da leggere un po' come Hutje)... La mattina dopo, la tappa si è rivelata ben più avventurosa!
Intanto, ha piovuto per tutta la prima e l'ultima parte (ci ha almeno lasciato una pausa per mangiare); poi abbiamo avuto la solita avventura col cane..: tutti gli anni, in qualche tappa, veniamo adottati da un cane, che ci accompagna felice per chilometri come se fosse nostro (e noi, dopo un po' cominciamo a preoccuparci che non torni più indietro).
Questa volta, un bellissimo retriever, uscito dalla casa vicino alla pensione, ci ha accompagnati per 7 chilometri, fino al paese successivo. Cominciavamo davvero a disperare! Passato il paese, quando oramai era irriconoscibile, essendo diventato nero per il fango e la pioggia, dopo che avevamo provato a telefonare, ma chi ci ha risposto capiva solo il ceco... Improvvisamente ha deciso di salutarci e tornare indietro.
La tappa comprendeva poi la salita (sotto la pioggia) al Boubin, la montagna simbolo del parco di Sumava (anche qui sarebbe Sumava, ma non so se arriva...) tutta coperta di una splendida foresta, il cui cuore è una riserva naturale integrale. Sulla cima, una bella torre "panoramica" di legno permetteva di infilarsi direttamente nelle nuvole, con pochi metri di visuale, ma naturalmente mio fratello non ha potuto rinunciare all'ebbrezza.
La sera ci siamo fermati in un'incredibile "Penzionek", una costruzione immersa nei boschi, che una stravagante signora gestisce in modo molto spartano: una frugale cena uguale per tutti, intorno ad un grande tavolo.
Martedì una tappa tranquilla ci ha riportati (senza pioggia) ad Haidmuehle, in Germania, perché il 4 luglio è festa nazionale in Cechia ed era impossibile trovare da dormire.
Dalla sera, per tutta la notte, ha piovuto a dirotto e la mattina dopo, la proprietaria della pensione ci ha salutati (con un'aria simile alla Frau Bluecher di Frankenstein junior), augurandoci un buono ed ASCIUTTO cammino... Naturalmente non eravamo ancora usciti dal paese che già pioveva.
Abbiamo iniziato, di nuovo sul sentiero europeo E6, con la salita del Dreisesselberg, ma, subito dopo, il sentiero era chiuso e siamo dovuti scendere più in basso, seguendo una deviazione, che terminava improvvisamente in un punto dove stava grandinando! (e c'erano 8 gradi...)
Siamo allora scesi fino alla frontiera con l'Austria, seguendo dei sentieri che ci facevano fare ampi giri... Poi, arrivati in paese, abbiamo trovato un servizio taxi e ci siamo fatti portare, fradici, a destinazione, che distava ancora una dozzina di chilometri.
Avevamo un'appartamento in fattoria e non ne siamo usciti neanche per andare a cena. Il forno è stato molto utilizzato... per asciugare scarponi ed indumenti!
Ieri, ritorno in Rep-punto ceca, fino al lago di Lipno... e ancora un bel po' di pioggia! Siamo arrivati alla sponda opposta alla nostra pensione, all'approdo del traghetto, che abbiamo atteso (con un po' d'ansia che non ci fosse per via del maltempo) su una panchina sulla riva, esposta al vento che spazzava il lago.
Poi, alle quattro, il traghetto si è staccato dalla sponda opposta e ci ha raggiunti per portarci a destinazione, di nuovo in una bella pensione ceca, con famiglie, cani, ...
Dopo cena, abbiamo finito la nostra lettura collettiva, che ci ha intrattenuto con gran divertimento nelle sere passate: le "Gesta e opinioni del Dr. Faustroll, patafisico" di A. Jarry (da cui è tratta la profonda citazione in apertura del messaggio: "come disse Bosse-de-Nage").
La notte, fuori dalle finestre, pioggia e vento tempestoso, che per fortuna stamattina si è ridotto solo ad un vento teso, con qualche piccolo spruzzo di pioggia. Ci siamo incamminati verso la stazione più vicina, a circa 7 chilometri di cammino... Ed eccoci qui, diretti verso Cesky Krumlov ed il suo orso.
Ciao da Modestine & c.
Praga, 12 luglio Ciao! Ormai siamo trasformati in turisti posapiano. Venerdì scorso siamo arrivati a Cesky Krumlov, dove ci siamo fermati due giorni in un bell'appartamento nel centro storico, con terrazza sulla Moldava, di fronte al castello. Il sabato, dopo la nostra colazione sulla terrazza, abbiamo visitato la città, che ha un centro storico medievale incastonato in un'ansa della Moldava e dominato da un grande castello sulla riva opposta del fiume. Nel fossato del castello, "alloggiano", come da tradizione, degli orsi, che sono un po' il simbolo della città. Domenica 8, partenza per Ceské Budejovice, finalmente in una giornata di sole. La prima parte del tragitto a piedi; circa a metà strada, poi, abbiamo preso il treno in una minuscola stazioncina sperduta. Il treno era stracolmo di gente che rientrava dal ponte lungo, con gite in montagna, canoa, .. Da metà settimana, si erano concatenate la festa dei Santi Cirillo e Metodio e l'anniversario del rogo di Jan Hus (un bell'esempio di uso ottimale della religione per far vacanza: i santi protettori della Chiesa e l'eroe anticattolico per eccellenza), seguiti dal week end, nella prima settimana di chiusura delle scuole. Dopo la visita di Ceske Budejovice, lunedì pomeriggio abbiamo preso il treno per Praga. Alla stazione ci aspettava Ales, un amico che ci aveva prenotato una convenientissima sistemazione in una pensione nell'elegante quartiere di Vinohrady, una fermata di metro da piazza S. Venceslao e tre dalla città vecchia, che smentisce il fatto che Praga sia una città cara per i turisti. Scegliendo i posti giusti, tipicamente cechi e molto buoni, spendiamo circa 3000 corone in media al giorno, per il vitto e alloggio di 4 persone (ci vogliono circa 28 corone per fare un euro). I primi tre giorni di visita ci hanno cominciato a far conoscere una città bellissima: martedì abbiamo speso buona parte della giornata nella visita del Castello e ieri al museo ebraico, che è distribuito nei vari edifici superstiti del vecchio ghetto. Stamattina ci siamo separati, perché mio fratello voleva visitare il museo dell'aviazione militare nel vecchio aeroporto di Praga e ci è andato con mio padre; ci siamo ritrovati a mezzogiorno. Nel pomeriggio, abbiamo visitato la sezione della galleria nazionale dedicata all'arte del XIX e XX secolo: enorme e bellissima! Certo che il centro di Praga, almeno nei luoghi più frequentati, è ormai invaso da macchine spremi-turisti: negozi, ristoranti, ... I prezzi crescono esponenzialmente quando ci si avvicina ai luoghi più frequentati: ad esempio una birra (alimento fondamentale in Cechia), che a solo poche centinaia di metri da piazza S. Venceslao può ancora costare 19 corone, vicino o nel Castello può arrivare a 70. Persino l'unico pregio universale dei McDonalds è sfatato: a Praga fanno pagare anche per andare in bagno al McDonalds! Ieri ci siamo fermati in uno di quei negozi di cianfrusaglie a poco prezzo (tipo "tutto a 99 cent"), che qui si chiamano Bankrot e ci siamo deliziati a sentire l'annuncio di invito che un altoparlante ripete in diverse lingue e che in italiano suona (non vi dico con quale tono di voce...): "Bankrot è qui per la! Lei visitare Bankrot e farsi capace di!" (sic). Ci arrovelliamo con due dubbi: di cosa ci siamo fatti capaci? ...e cosa dirà nell'annuncio in russo?! Ciao da Modestine & c.
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