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tre uomini in barca

Orf, il programmatore sudato

23/06/2007

 

Ciao Ragazzi.

Cosa faccio, comincio presentandomi? Sono Orf, il Programmatore Sudato, che anche quest’anno se ne starà a casa a lavorare invece che andarsene a spasso per il mondo come gli altri colleghi blogger… (bastardi tutti!) I miei compagni d’avventura (e l’estate in Brianza È un’avventura!): - Cristina: la mamma. La depositaria di quelle due misere righe di saggezza che albergano in questa famiglia.- Leonardo: quasi cinquenne, stangone e umorale.- Amelia: unenne bionda ed aggraziatissima, ma con l’anima di un camionista bergamasco (…papà ci ha messo del suo…).- Corda: il gatto della tangenziale, un soriano adottato qualche mese fa nel parcheggio di Cascina Gobba.Come dicevo, ciccia vacanze anche quest’anno, per una concomitanza malefica di congiuntura lavorativa, problemini di salute e relative visite turistiche in strutture sanitarie (no, nessun TSO, quilli) e – soprattutto – una totale incapacità di organizzarsi il tempo… Temevo che avrei cominciato il blog di quest’anno con una panoramica dei deliranti lavori che devo portare avanti questa estate, e invece c’è stato il magnifico diversivo del gay pride a Milano!In settimana avevo buttato lì a Cristina: “Perché non andiamo al gay pride?”. Ci sembrava una bella idea… una delle tante che poi finisce in niente per l’atavica incapacità di tirarci insieme… …invece arriva sabato pometriggio, Cristina ha bisogno di qualche ora di pace per dei lavori e mi propone di smammare scortato dai bimbi… GAY PRIDE!!!E si parte. Skroll, la Zafira Rossa Scassona, ci porta alla Gobba (al parcheggio butto ormai sempre un occhio per vedere se c’è altro materiale biologico peloso da adottare) e ci infiliamo in metropolitana.Si cambia a Loreto, e poco dopo eccoci a Porta Venezia.Emergiamo al sole – è una giornata calda ma serena e ventilata… a Milano! D’estate! Cazzica! Attorno c’è gente, ma poca… poi mi accorgo che il casino è di là, in direzione Palestro… andiamo.È fantastico. La prima drag queen che troviamo è un quarantenne tracagnotto inguainato in un completo di pelle nera e con in testa un casco di piume degno di una scuola di samba… l’ho adorato da subito!Intanto dai camion arrivava un casino di musica, e i bimbi hanno gli occhi di fuori, eccitati e contenti.C’è gente, ma non mi sembra tantissima… arriviamo in testa al corteo – che è fermo ed attende di partire. Penso: “Bella, adesso ci rifacciamo il corteo al contrario e torniamo a Porta Venezia, e poi a casa”.Mi giro.Ustia!Se n’è fatta di gente!!! Un casino fantastico… l’unica opzione è avanzare col corteo… Viva!C’è pieno di giovanotti palestrati in mutande ed ali da angelo, un paio di drag queen altissime – una supera i due metri anche senza tacchi! – e poi musica a chiodo da tutte le parti. Avanzo con qualche difficoltà… col passeggino al gay pride è un’impresa!Inoltre quel testone di Leonardo ogni pochi passi si butta a prendere una manciata di coriandoli da terra… operazione preoccupante, visto che siamo a due passi da un TIR con sopra un sound system… Comunque l’operazione leonardesca non passa inosservata, visto che un attimo dopo siamo letteralmente ricoperti di coriandoli provenienti da un camion! Di primo acchito Leonardo si spaventa quasi, poi ci si ficca dentro fino alle orecchie.A un certo punto dal sound system parte YMCA… un’ovazione! Non riesco a non cantare. Amelia si beve tutto lo spettacolo con gli occhioni nocciola, Leonardo ride, strepita, salta e strilla come un matto.Mi sento a casa. Ripenso all’ultima volta che sono stato in chiesa – ero testimone di nozze – e alle sensazioni aliene che mi ha dato… bè, cari Bagnasco e cara Binetti, non ho grandi dubbi su qual è il posto dove la mia famiglia si trova meglio!Ho deciso che a San Babila salutiamo e prendiamo la metro per tornare… ma non ce la faccio, voglio restare ancora un po’, anche se il sole, il caldo e la musica a chiodo mi fanno girare la testa… Siamo dietro al primo camion del corteo quando vedo un tizio, torso nudo e giacca sulla spalla… una faccia nota che mi fa un cenno di saluto.Ricambio il cenno e mi avvicino. Mi fa i complimenti per i bimbi – perché sono bellissimi (ovvio!) e perché me li sono portati in parata.Poi gli chiedo se ci conosciamo… fa una smorfia buffa che capirò solo dopo. Gli faccio: “Scusami, sono rincoglionito da caldo e musica… ma tu… sei Lui?”. Si mette a ridere e scambiamo ancora un paio di battute. Ci salutiamo.Era Aldo Busi! 

 

2/7/2007

 

Ecco fatto.Dopo tutto compiere quarant’anni non si è rivelato così traumatico come si preannunciava (forza, Marina, non piangere!).Venerdì 29 giugno sono entrato ufficialmente negli anta… perché mi sento esattamente pirla come prima? Consideriamolo un buon segno… Certo che quel che vien da fare è guardarsi indietro e ripensare a tutte le puttanate combinate in questi anni, e ci potrei riempire un DVD in formato plain text!Sabato sera abbiamo fatto una cena con alcuni amici, ed abbiamo ricordato il periodo “dei live”… ovvero di quando andavamo a fare Dungeons & Dragons dal vivo… ragazzi, la demenzìa!!! Io ero il valente Menarcante da Gromlongo con la sua eroica Sgominarda, uno spadone a due mani di gomma piuma che amavo calare con violenza sulla testa di tutti, amici e nemici – era (ed è!) il mio concetto base di diplomazia.Ancora adesso mi sbellico dal ridere ricordando che c’era parecchia gente che tutta ‘sta roba la prendeva sul serio!O il periodo in cui cantavo nei Living Eyes – band di garage rock orobico che giustamente non avete mai sentito nominare… Ciò che ci contraddistingueva era la costante presenza sul palco – ma anche alle prove – di una boccia di vino da due litri, rigorosamente tappo a vite… e detto questo credo non ci sia bisogno di dettagliare le qualità musicali.Dirò solo che non trovavamo mai i testi delle canzoni (tutte inglesi), e che li “tiravamo giù” alla buona… Ho un piccolo sample da proporvi, da “Louie Louie”… ecco qua: I can't – believe – a gelousy – a beat – my girl – than not can be – and all – you choose – I think she dear – I smell – enough – that isn't her …vogliamo parlarne??? 

 

4/7/2007

 

La giornata comincia con Amelia, la piccola ossessa, che alle cinque del mattino scavalca le sponde del lettino e viene ad infilarsi nel lettone con noi – urlando, naturalmente.Sto pensando di aggiungere un sesto lato al lettino… …perché poi, non è che se ne sta lì a dormire… o meglio, lei dorme anche, ma mentre lo fa distribuisce a destra e a manca cazzottoni da orbi. Il suo colpo preferito è la tallonata nell’occhio.A una cert’ora si mette a strillare “TATTE! TAAAAAAAAAAAAAATTEEEEH!!!”, che significa “Per cortesia, mi prepari la colazione?”, e lì tocca alzarsi.La giornata tipo procede col trasbordo del Leo al centro estivo (che ad agosto chiude… io mi tiro un colpo!!!). Al ritorno mi preparo una caffettiera da tre e mi siedo davanti al PC. Ci sono dei riti da svolgere: visita alla striscia del giorno di Doonesbury e cose così… poi arriva il momento di provare a concentrarsi – il che con una bambina di manco due anni in giro per casa è più facile a dirsi che a farsi.Cuffia sulle orecchie, Winamp, e via a cercare la canzone giusta.In questi giorni m’è venuto il trip delle cover metal. La hit del momento è “Smoke on the Water” rifatta dai Metallica. Quando parte la musica – riflesso pavloviamo – mi viene un ghigno scemo in faccia e mi metto a fare la doppia cassa coi talloni.Ale, se vuoi te la mando! ^_____^ Ho anche trovato “Paranoid” dei Black Sabbath rifatta dai Type O Negative che secondo me è un capolavoro e – per tornare a noi – anche “Next to You” dei Police rifatta dagli Anthrax!!!Così comincio a rincoglionirmi e a giocarmi le ultime tracce d’udito che mi restano per temperare la concentrazione necessaria per debuggare l’algoritmo di oggi… Debuggare? Saresse (sic!) a dire che prima il programma lo scrivi, poi lo provi, vedi che non funziona e cerchi di capire come mai.Di solito ci metti mezz’ora a scriverlo e otto ore a debuggarlo.Oggi sto cercando di determinare la corda geometrica di un profilo alare… ho scoperto che non funzionava una fava perché un parametro non era grande abbastanza… c’ho solo messo tutta la mattina a scoprirlo.…e penso a tutti quegli sfigati che fanno il bagno al mare, o che visitano posti bellissimi dall’altra parte del mondo… …mi sa che vado ad ascoltarmi i Suicidal Tenedencies… °_________°  

 

6/7/2007

 

Oggi è venuto a pranzo da noi Grande Elle. Ricordate Grande Elle? Il mio istruttore di DirectX? Il lato oscuro della programmazione?Questa volta l’ho coinvolto direttamente in un progetto, e oggi dovevamo accordarci su come strutturare la parte di programmazione che deve sviluppare lui – un oggetto che abbiamo battezzato APU… Mentre lavoravamo gli ho offerto una Adelscott ghiacciata a mo’ di aperitivo… non la ricordavo così forte! Siamo diventati velocemente molto spiritosi (umorismo da programmatori, meglio risparmiarvelo) e dopo un po’ ci siamo messi a questionare di cose assolutamente basilari, tipo come incolonnare il codice all’interno delle strutture di controllo (appassionante, vero?).Dopo un’ora di trattativa, abbiamo raggiunto l’accordo che gli asterischi si usano come dice lui, ma le graffe si usano come dico io.È costato un po’ ad entrambi…  

 

17 luglio 2007  

 

Ciao ragazzi.Un rapido aggoirnamento giusto perché mi sento un po’ in colpa… ma la verità è che non ho molto da aggiungere al blog.In questi giorni sto facendo un po’ di lavoro di pianificazione, e mi sono spaventato.C’è una tale quantità di lavoro da fare che mi viene l’impulso di farmi la pipì nei pantaloni… con licenza parlando.La cosa più assurda è che il lavoro più grosso non è ancora confermato… quando lavori con gli enti pubblici tutto è un terno al lotto, e ti scontri con filosofie (se si possono chiamare così!) veramente incazzanti… Effetto: non c’è ancora il contratto, ma bisogna comunque partire col lavoro, sennò non ci sarà il tempo per ultimarlo entro la deadline… Rivoglio la mia Sgominarda! Spadate di gomma violentissime in testa a sindaci, funzionari e presidenti dei miei… stivali, diciamo stivali.Non lo so. Pensavo ad un cocktail di caffè, rum e lexotan, ma si accettano consigli.Adesso Ziggy Stardust nelle orecchie per consolarmi, poi passerò ai Metallica per trovare il coraggio di iniziare a lavorare… A proposito, potrei rimpolpare il blob con qualche amarcord: ecco il primo.Tardi anni ottanta. Domenica mattina in paesino nella provincia bergamasca, zona di villettine tutte con un metro di giardino su ogni lato. Il tamarro locale (non ero io!!!) si decide a lavare la macchina, ma l’autoradio non è all’altezza della situazione. Così prende le casse dello stereo e le sistema sul davanzale della finestra, mettendo i Metallica a paletta.La sciùra della villetta di fronte ci mette pochi minuti a chiamare i carabinieri.I carabinieri ci mettono un po’ di più ad arrivare, ma alla fine arrivano.Il tamarro fa finta di niente. Non abbassa il volume e continua ad occuparsi del lavaggio.Dall’auto dei carabinieri scendono in tre, due giovani ed un graduato solo un filo più attempato. La sciùra gli si fa in contro e gli strilla: “Lo sente? Ma si rende conto del volume?!”.Il graduato fissa per un attimo la sciùra, poi si gira verso il tamarro, che anche se fa finta di niente comincia a preoccuparsi.Poi torna a voltarsi verso la sciùra e le dice: “Signora, ma lei si rende conto che sono i Metallica?”

 

19/7/2007

 

La trasmissione di oggi, con la Palla 21 e le sue strane regole, mi ha ricordato la nascita del “Fottazzo”, durante l’estate di vent’anni fa o giù di lì.
Come definire il Fottazzo? Uno sport? Un gioco di carte? Un’arte marziale?
Un po’ di tutte e tre.
Eravamo a Cogoleto io ed qualche amico per un weekend al mare. Durante il pomeriggio vedo Roberto, il ragazzetto più sveglio e scatenato del Bagno Salcavolo, che si mette a giocare a carte col ragazzino più… ecco, diciamo “meno funky”.
Gli fa: “Ti insegno un gioco di carte fichissimo”.
Il gioco funzionava così: ad ogni mano si tirava su una carta dal mazzo coperto, chi aveva la carta più alta tirava un frontino all’altro.
Ma che bullismo! Il primo frontino se l’è preso proprio Roberto!
Che vi devo dire, l’idea era buona, ma bisognava lavorarci su un po’…
Mi sono autoinvitato a giocare senza lasciar loro il tempo di preoccuparsi – sono sempre stato il più grosso, dai tempi dell’asilo…
L’estro creativo mi aveva fulminato, spiegavo le regole come se le avessi sempre sapute, ma le stavo inventando sul momento…
Insomma, c’era un po’ del “restare in camicia”, un po’ del “dernier” e un po’ di sana violenza fisica.
Le regole non me le ricordo tutte, ma non era fondamentale ricordarsele neanche allora, infatti il gioco doveva iniziare stabilendole.
Mi ricordo che lo scopo era di rubare i mazzi agli avversari, e che le carte venivano prese a turno dal dorso dei mazzi senza guardarle, e che velocità d’azione era basilare… infatti chi esitava veniva penalizzato e doveva pagare delle carte in più.
Poi quando usciva una certa carta tutti dovevano esclamare “Catoplepa!” e darsi una manata in fronte, chi tardava a farlo si prendeva un frontino da tutti gli altri giocatori – questo era un tributo filologico al proto-gioco preistorico, inventato più o meno mezz’ora prima.
Quando usciva una certa altra carte il giro si invertiva, o si saltava un giocatore, o sa il cavolo… ogni volta che giocavamo inventavamo una regola nuova.
Che dire? È andata avanti che da tre i giocatori siamo diventati una decina, e sembrava più un rave che una partita a carte…

 

25/7/2007

 

Comincia un’altra giornata di “orrenda stanzialità”, per utilizzare un’espressione di Marina che mi sembra molto calzante.
Prima spendo due parole per redarguire l’ottimo Ale: socio, compare di ascolti in quattro quarti, alfiere dell’hard rock alle sei del mattino… mùchela con ‘sta storia di Harry Potter! Faccio solo due considerazioni. La prima è che “chi gli piace gli piace e non vedo perché ci devi dargli fastidio”, la seconda è che anche con queste uscite spoileristiche si contribuisce a fare di Harry Potter un fenomeno massmediatico del piffero, quando invece è solo una saga fantasy che tutto questo scalpore non si capisce perché lo debba fare!
 …vabbè, Ale, comunque ti voglio bene lo stesso!
Spendo due parole per descrivere il mio Metro Quadrato di Tecnologia Mobile Orrendamente Stanziale.
C’è il fido Kalsifer, il notebook. Lì a sinistra il device audio esterno, per sentire musica senza orrendi rumeri di fondo – un classico delle schede audio interne dei notebook… Dietro al notebook c’è Scortone, l’ingombrante disco esterno… una specie di salvagente informatico. A destra la webcam, il camcorder, il mouse, la base di Ciùno-piòtto, il Palmefono Ipoutile. Più in là il secondo monitor – non riuscireste a credere a quante cavolo di applicazioni devo tenere aperte contemporaneamente!
Più dietro, scanner e una discarica di alimentatori, ciabatte e cavi.
Tutto inutilmente portatile.
Tutto confinato dentro l’Orrendo Metro Quadro – Cristina ha tirato una riga a matita sul tavolo del soggiorno, e se la supero sono passibile di sanzioni immediate.
Sigh…
Vabbè, vi saluto con il lacrimino che scende (o è sudore?)… adesso provo a rendere produttivo l’Orrendo Metro Quadro…


21/8/2007
Ciao ragazzi. Eccomi, redivivo.
Non mi sono fatto vivo da una mesata per due motivi:
a) non c’era un cazzabubbolo di niente da raccontare,
b) è stato un periodo di merda.
Forse “cacca” è un po’ più radiofonico, ma d’altro canto (cacca < merda) e non coglio essere riduttivo…
Liquidiamo subito l’aspetto cacca: la stanchezza accumulata e lo stress che invece di dar tregua aumenta ci hanno portati un po’ tutti al limite… giunti al fondo del barile, anziché cominciare a grattare abbiamo pensato di risalire. Da un paio di settimane vado spesso a lavorare da Nonna Cesy e Nonno Bruno (i miei vecchiacci) e mi porto appresso i cinni (sta per “bimbi”, ma con molto più tabasco).
Io mi rinchiudo in una stanza isolata, i piccoli folleggiano in giardino e stremano la nonna – in nonno intanto fresa… d’estate, riposare gli sembra un cosa strana… da qualcuno devo aver pur preso!
 
Cos’è successo in questa trentina di giorni? Di tutto, e forse niente d’interessante.
Per quanto riguarda il lavoro, sto partorendo Moccolo 2.0, la nuova versione del mio software per l’analisi dell’immagine in tempo reale… nulla di fondamentalmente interessante, temo, ma qualche risvolto divertente c’è…
- Risvolto interessante (???) numero uno: ho trovato una mascotte per Moccolo. Si tratta del mio alter ego come lo disegnavo venticinque anni fa, quando avevo deciso che da grande avrei fatto il fumettista (il riferimento di allora era Lupo Alberto). Era un omino con una telecamerina messa a mo’ di occhio bionico. Venticinque anni dopo partorisco una creatura che lavora con le telecamere? Bè, la consequenzialità è quasi forzata…
- Risvolto interessante (???) numero due: ho usato Moccolo 1.0 per il lavoro che mi ha impegnato durante l’agosto 2006, culminato con un lavoro in Ferrari a Maranello (!) di cui potete vedere un piccolo sample qui così: www.orfware.com/loghiinfuga.wmv (io sono quello coi capelli e i pantaloni lunghi).
Vabbè, sia come sia, in allegato trovate il monoscopio che uso nel programma, con sopra il mio virtuosissimo autoritratto (un quadrato, quattro cerchi, una ellisse e ben nove rettangoli)

C’è stata una tempesta di sfighe di media entità. Cristina ha dovuto andare in urgenza a togliere un dente del giudizio. Ha provato ad affidarsi al sistema sanitario nazionale, visto che le nostre finanze sono anche più depresse di noi… Arrivato il giorno dell’estrazione, ho portato i piccoli a Palazzago dai nonni, poi sono tornato da Cristina e l’ho accompagnata al patibolo. Giusto a Ferragosto la zia Gnagna l’aveva terrorizzata col racconto dei suoi denti del giudizio e dell’estrazione che l’ha lasciata KO per giorni… non mi sembrava il caso di lasciarla andare da sola.
Bè, alla fine lei entra e io rimango in sala d’attesa. Non sento urla, per cui mi metto a leggere tranquillo. Ad un certo punto riemergo dalla lettura con gli occhi sbarrati… “Cazz’è?!?”. Dalla sala odontoiatrica arrivano a tutto volume le note di Sojuzka Sojuzka, l’inno russo…
Occhi a palla.
Alla fine Cristina mi racconta che si trattava del cellulare del dentista. Parte la suoneria, Cristina guarda il dentista col telefono in mano, il dentista la guarda con aria di sfida (del tipo “Amini o nemici?”) e lei fa: “Ma è l’inno russo?” e il dentista annuisce e sorride (“Amici!”).
Io mi chiedevo perché un dentista invece di fare le montagne di euri lavorasse nel servizio statale… bè, quella che abbiamo avuto è stata la risposta migliore!

Un’ultima cosa: ho finito di leggere l’ultimo Harry Potter (Ale: PLPLPLPL! Non hai spoilerato nulla d’importante in reatà!).
Che dire? Non sono mai stato un fan (mi fa ridere il concetto stesso di “fan”) ma adesso che la saga si è chiusa posso veramente dire che si è trattato di un ottimo lavoro. Rimango dell’idea che se una deve fare un monte di soldi da zero, sono ben contento che li faccia scrivendo ottimi libri.
Per conto mio ha dato la merda a Tolkien.
…ahem… sempre poco radiofonico, temo…

 

 

4/9/2007

Ciao ragazzi.
Devo dire che la ascoltare il vostro (nostro?) programma (nostro, nostro!) sta diventando davvero frustrante… mi ritrovo ad invidiare gente che ha subito appendicectomie, straripamenti di fiumi e incendi boschivi, porca zozza! Ma come sono messo?!
Vabbè, mi consolo come posso: Mocolo è quasi finito.
Quello stronzo di Word si è permesso di ribattezzarlo “Moccolo”, imbecillone di un software (Word, non Mocolo… anche adesso mentre scrivo insiste!!!).
Mocolo, da “motion” e “oculus”… anche se devo dire che “Moccolo” avrebbe avuto il suo bel perché, come nome, visto che di porconi ne sono partiti a iosa nello sviluppo!
Vi allego un bellissimo screenshot rovinato dalla mia brutta faccia pelosa.

…e adesso sono al momento peggiore, quello in cui fisso la tastiera e mi chiedo: “e mo’ che cavolo gli racconto ai soci della Barca?”…

…concedetemi un amarcord, di quando ero giovane e al mare ci andavo anche io… tanti anni fa – più di dieci, meno di venti – me ne andai in quel di Kitira (Citera?) con una banda di amici. Una notte di luna piena rimanemmo a dormire su una spiaggetta. Bè, dormire… “anche” dormire.
Prima arrivare al “dormire” ho

a) Rapito e lanciato in acqua una tipa che non ci stava. La mattina dopo non me lo ricordavo più. Mi sveglio, la saluto e lei mi guarda storto. Altri sghignazzano.
- …zzo c’è?
- Secondo te?
- H? Non capisco.
- Ieri sera!
- Ieri sera cosa?
Mi guarda torva.
- Ahem… ieri sera ho fatto qualcosa che adesso non ricordo?
- Ci hai provato, non ci stavo e mi hai scaraventato in acqua!
- Ah… scusa… bè, però ho fatto bene!

b) Litigato con un pescatore locale che ha “parcheggiato” il peschereccio sulla spiaggia (sì, lo ha parcheggiato sulla battigia...) e s’incazzava perché facevamo casino e non lo lasciavamo dormire. Ad un certo punto mi ha minacciato con una pistola lanciarazzi.

c) Socializzato con dei greci che mi hanno preso in disparte e mi hanno spiegato che quel tipo era già stato in galera per varie aggressioni.

d) Minimizzato il fatto al punto precedente.

e) Pronunciata la famosa frase “Greci e Italiani, una fazza, una razza”, in seguito alla quale i Greci Buoni ci hanno letteralmente inondato di Rezina e di pacche sulle spalle.

…ragazzi, i bei tempi andati… vabbè, è arrivato di dotare Mocolo di un po’ di socket UDP… che due ppppallllllleeeeeeeeeee! AIUTOOOOOOOOOOOOO!

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

barca(at)radiopopolare.it

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