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E così siamo ancora qui. Quasi. Quasi, perché l'amica Barbara se n'è andata, un tumore bastardo l'ha portata via dopo quarant'anni di vita e dopo tre mesi d'inferno. Ed ora siamo solo lo scrivente, cioè Ferdinando, la mia socia Rosa e l'amico Marco. Ma nonostante la tristezza - pronta a saltarci alla gola davanti a un ricordo improvviso - la vita continua ed anche quest'anno faremo la "solita" fiera sul lago Maggiore, tra la metà di luglio e la metà di agosto. A parte l'assenza di Barbara, ci sono altre novità. La tensotruttura, ad esempio. Non so se ve lo ricordate, ma l'anno scorso era un tendone da circo con un assurdo interno blu che lo faceva sembrare una cripta. Quest'anno la struttura sembra FANTASTICA. Più di quattrocento metri quadrati di tendone nuovo, bianco e - sembra - con le pareti apribili anticaldo. Non ci crediamo ancora. Sospettiamo che ci saranno altri casini in agguato, ad esempio l'illuminazione è tutta da verificare, ma già il pensiero di essere in una struttura nuova e "solare" ci allarga il cuore. Questi mesi sono trascorsi, lavorativamente parlando, nel solito delirio degli editori e nelle solite cose buffe accadute. Ve ne racconto qualcuna, tanto per chiudere in allegria questo primo blog iniziato un po' tristemente. Entra un ragazzo, con la solita aria smarrita di chi teme il contatto con i libri. "Buongiorno, posso chiedervi se avete un libro?" "Certo" rispondiamo, già temendo il peggio. "Mi occorre l'AMICO MONA di ALAN FORD". Ed eccoci catapultati in un vero e proprio cortocircuito culturale, perché in realtà il libro richiesto sarebbe dovuto essere l'AMICO MAULNES di ALAIN FOURNIER. Una vittoria del dialetto e dei fumetti contro la letteratura. Due a zero palla al centro. I titoli dei libri sono quelli più massacrati dalla memoria. In questi mesi ci hanno anche chiesto "Narciso e Bocca di rosa", con De André che sbaraglia Herman Hesse, o un solidaristico "L'Amico ritardato" in luogo di "L'amico ritrovato" di Uhlman. E può essere persino consolante scoprire che "L'Agnese va a morire" si trasforma nel meno drammatico "L'Agnese va a dormire", o che il "Sergente nella neve" diventa un più ecologico e pacifista "Serpente nella neve". Ma ho già scritto troppo, quindi vi saluto e ci sentiremo molto, molto presto. Buona estate e tutti. Ferdinando, con Rosa e Marco.
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28 giugno
Quest'anno la fiera ad Angera inizierà prima del solito, a metà luglio, e ci stiamo già attivando per organizzare il trasporto e la movimentazione delle tredicimila tonnellate di libri, tavoli, cavalletti ecc. necessari. L'anno scorso in modo eroico ma irresponsabile avevamo deciso di "fare da soli". Arrangiarci con le nostre forze però era stata una faticata allucinante. Quest'anno allora abbiamo deciso di ricorrere all'aiuto di parenti e amici, ed abbiamo cominciato a chiederci: "chi può darci una mano?". La risposta è stata un desolante silenzio. Ma non perché manchino amici pronti ad aiutare, anzi, i volontari ci sarebbero pure. No, il fatto è che abbiamo scoperto con terrore che tutti i nostri amici sono del tutto incapaci di sforzi fisici. Due sono infartuati, quattro hanno la forza di un lombrico, altri due sono inabili per vari motivi... Tra quelli che non lavorano di lunedì (il giorno del "trasloco") solo uno è in grado di sollevare conseguenze qualche decina di pesanti scatoloni: il solo valido sostegno, probabilmente, ci verrà da Marcello. E' un grande personaggio, Marcello, una delle persone migliori che conosciamo. Anche se lavora alla ASL, è un grande lavoratore, ma è anche un casinaro di prima categoria. Forse perché è dei Cobas... E' l'unica persona al mondo, credo, che sia stata bocciata tre volte in quarta elementare. E ne è orgoglioso. A lavorare, quindi, resteremo in pochi, oltre a lui: Marco, che è dimagrito ma pesa pur sempre 112 chili, io, che anche se volenteroso sono pur sempre un nanoide, e infine mia moglie Paola, un caterpillar umano che però sconta l'handicap di essere ancora più bassa di me. Rosa, la mia socia, come al solito non può essere d'aiuto perché fisicamente incapace di fare sforzi. Come abbiamo già raccontato l'anno scorso, tutte le fatiche sono in ogni caso ricompensate anche dal divertimento involontario provocato dai clienti. Vi racconto il migliore degli ultimi mesi. Viene qualche mese fa un signore in negozio, e ci chiede se abbiamo un dizionario di inglese. "Un buon dizionario", raccomanda. Presi dal sacro fuoco della vendita, gli presentiamo un dizionario di quelli seri. Lui lo apre, lo osserva, e notiamo che è un po' perplesso. Chiede di vederne un altro. Eccone un altro. Lui lo apre, lo osserva, ed è sempre più perplesso. Infine prende coraggio e ci chiede: "Ma non c'è n'è uno senza il russo?" Sulle prime pensiamo di avere sbagliato la lingua, ma i vocabolari sul bancone sono, inconfondibilmente, italiano-inglese. "In che senso, senza il russo?" "Vede, ad esempio qui, dopo la parola inglese, ci sono le parole in russo". Peccato che quelli non siano caratteri cirillici, ma i simboli fonetici. Siamo allibiti, e se ne rende conto anche lui. "Mi sa che ho fatto una figura di merda", ci dice con aria smarrita. E se ne va, per non tornare mai più. Come non tornerà - crediamo - mai più quella signora che entrata in negozio ci ha chiesto se - già che vendevamo libri - avevamo anche dei fazzoletti di carta. Alla prossima Ferdinando
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3 luglio
Ci siamo improvvisamente resi conto che la fiera inizierà tra due settimane, e l'anticipo rispetto agli anni scorsi ci ha per certi versi spiazzato. Abbiamo ancora tutti i libri da preparare, quindi dovremo svolgere in dieci giorni un lavoro non da poco in termini di tempo, fatica e necessaria attenzione. Cioè, l'attenzione ce la mette Rosa e la fatica io, anche perché se dovessimo invertire i ruoli dovremmo chiudere nell'arco di ventiquattr'ore. A differenza dell'anno scorso, la parte puramente logistica sembra però essere, stranamente, sotto controllo. Persino il camper, dopo una prima prova, sembra essere ancora in vita. E la cosa ci tranquillizza alquanto, perché affrontare un mese di fiera senza un supporto camperistico potrebbe essere superiore alle nostre forze, specie a quelle di Marco, che se non si lava quindici volte al giorno non si sente abbastanza pulito. In compenso rischiano di sfuggirci di mano gli “eventi” che ci saranno nell'arco del mese. Nonostante infatti il programma sia definito da tempo, ci sono imprevisti che si susseguono. Ad esempio la nostra amica Ivana, che doveva prodigarsi in una serata di Shiatsu, dovrà essere operata alla mano ed è fuori gioco, mentre - in compenso - sembra possibile che si riesca ad aggiungere un concerto di percussionisti giapponesi che non era previsto in origine. Misteri delle fiere. A proposito di misteri. Un grande mistero nella mia vita riguarda la categoria degli insegnanti. Ne conosco tanti, sia per lavoro sia perché mia moglie Paola fa la maestra. Ma tanto più li conosco, tanto più non capisco come riescano a sopravvivere nella società moderna. E non parlo del loro stipendio, troppo basso. Parlo del loro difficile rapportarsi con il mondo non scolastico. Credo che un alieno in visita al pianeta Terra non avrebbe maggiori difficoltà. Mi spiego con alcuni esempi. Una persona normale per dire che ha un file su un floppy disc, non direbbe - come ha fatto un'insegnante - che ha dei fogli da stampare messi in un quadratino di plastica. Una persona normale non darebbe da leggere agli alunni un libro che è fuori catalogo da 12 anni, stupendosi se nessuno lo trova. Nessuno, che non sia un insegnante, potrebbe pensare che ordinando un libro venerdì pomeriggio possa arrivare in negozio entro sabato mattina. Ma una maestra che ci ha lasciato davvero basiti è quella che, qualche mese fa, ci ha chiesto se avevamo libri di scuola. “No signora, non li teniamo più da due anni”. “Ma allora - ha domandato guardandosi intorno con aria smarrita - che libri vendete?” Comunque, il fatto che il nostro negozio sia una libreria sembra sfuggire a molte altre persone. E non capiamo il perché, visto che entrando si vedono solo libri e che sull'insegna c'è scritto LIBRERIA. Eppure un signore è entrato e guardandosi intorno ci ha domandato: “Vendete anche libri?” Eppure ci hanno chiesto se avevamo dei cappelli, dei candelabri, dei sacchetti per l'aspirapolvere, dei magneti con su scritto il nome di Varese. Ci manca solo che ci domandino un etto di prosciutto, quattro cetrioli e due mozzarelle. Ma state tranquilli, prima o poi lo faranno. Alla prossima Ferdinando
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7 luglio
Ormai si avvicina l'inizio della fiera, quindi siamo in piena frenesia da inscatolamento. Siamo quasi circondati da cartoni pesantissimi che ci guardano con aria malvagia. Temo sempre che Rosa, in un impeto lavorativo, mi chiuda in uno scatolone sigillando il tutto con un triplo giro di scotch. La mia schiena già protesta temendo uno sforzo eccessivo per la mia fragile muscolatura, ma io - come il governo - fingo di non temere crisi esiziali. Quest'anno in effetti ci sembra che la massa di libri sia superiore al solito, e la cosa da un lato tranquillizza la nostra anima bottegaia, dall'altra terrorizza la mia anima demuscolata. Vediamo un po' quali sono i libri che speriamo di vendere maggiormente in quel d'Angera. Tra quelli per bambini il primo è un libro-pianoforte che, con la scusa di insegnare la musica ai bimbi, procura piuttosto un esaurimento nervoso a genitori e vicini di casa. Poi citiamo senz'altro - sempre riguardo ai bambini - tutti quei libri che hanno per protagonisti topi, orsetti, elefanti, e quant'altre bestie possiate immaginare. E' incredibile la fantasia degli editori, riescono a scovare gli animali più strani pur di violentarne l'immagine e umanizzarli. E così abbiamo formiche che ballano, conigli che cucinano, pesciolini che parlano. Un delirio. Per gli adulti, a parte i soliti romanzi, quest'anno avremo anche qualche libro sul sesso. No, non immaginate angoli a luci rosse o equivoci personaggi che suggeriscono di fare cose strane dietro il tendone. No, il fatto è che ultimamente diversi editori si sono buttati sul sesso visto non tanto come una cosa allegra e divertente, ma come problema da affrontare seriamente e seriosamente, come una sorta di incubo per milioni di maschi adulti. In effetti leggere quei libri mi mette un po' ansia. Io ho 48 anni, e devo ammettere che molte cose non le sapevo, ma non sono così sicuro che il conoscere l'esatto funzionamento dell'apparato sessuale sia così importante per fare bene l'amore. Mi pare che i conigli o i ricci, ad esempio, siano famosi per la loro passione riproduttiva, eppure non sanno leggere. Beh, anche moltissimi italiani, in effetti, non sanno leggere, o quasi. Il fatto è che i libri fanno paura. Uno da bambino riesce finalmente a capire il significato delle lettere, e cosa accade? Gli danno da leggere le fiabe. Quelle classiche. E' un errore storico. Le avete mai lette davvero? Non nelle versioni disneyane, intendo, ma nella versione originale? Sono FEROCI, quasi splatter. Ve ne cito ad esempio una delle più classiche, Biancaneve. Sapete come finisce? Sì, certo, lei sposa il principe. Ma che fine fa la matrigna? Ecco cosa ci dicono i fratelli Grimm: "Dapprima non voleva assistere alle nozze, ma non trovò pace e dovette andare a vedere la giovane regina. Entrando, riconobbe Biancaneve e impietrì dallo spavento e dall'orrore. Ma sulla brace erano già pronte due pantofole di ferro: le portarono con le molle, e le deposero davanti a lei. Ed ella dovette calzare le scarpe roventi e ballare, finché cadde a terra, morta". E poi ci stupiamo se la gente ha paura dei libri? Ferdinando
12 luglio 2007
La fiera si avvicina, e lunedì cominceremo il “trasloco”. Stiamo quindi studiando la disposizione dei tavoli nel tendone e ci siamo anche posti il problema di come diminuire il rischio di furti. Eliminarli è impossibile. Probabilmente da quando è stato stampato il primo libro sono nati i ladri di libri. Credo che già Gutemberg subisse furti, sono un “normale” flagello, difficile da contenere. Ma i ladri di libri si dividono in due nette categorie: i taccheggiatori e i librofili squattrinati. I primi non rubano soltanto libri, ma anche profumi, calzini o – se potessero – aspirapolveri. I secondi sono accaniti lettori che “risparmiano sull'acquisto”. I danni sono uguali, la motivazione differente. E' soprattutto lo stile, che è diverso: i librofili sono rozzi, i professionisti a volte sono geniali. Eccovi improvvisata una classifica dei migliori furti librari che m'è capitato di conoscere. 1° classificato – C'è una libreria a Busto che ritira anche l'usato. Un ipotetico cliente è entrato in negozio, ha preso dei libri dagli scaffali... ma non li ha acquistati, li ha venduti al negozio stesso fingendo che fossero i suoi! E la cosa è andata avanti per un mese, prima che se ne accorgessero! 2° classificata – In una libreria con due ingressi una gentile signora entrava “normale” ed usciva dall'altro ingresso... incinta. Inutile dire che non si trattava di gravidanza isterica. 3° classificato – In una libreria entra una signora che le commesse riconoscono come “a rischio”, perché hanno il dubbio che l'anno prima abbia rubato dei libri. La signora si piazza a uno scaffale al fianco di due commesse, che “la curano”. Passano i minuti, e la signora esce senza aver preso nulla. Passano altri minuti, e una commessa chiede all'altra: “Scusa, ma qui non dovevi rimettere a posto i libri che mancavano?” “L'ho fatto – risponde l'altra – eccoli...” E zittisce, perché i libri ora non ci sono più. Spariti nelle tasche della signora. 4° classificato – Un distinto signore che dopo avere scelto accuratamente dei cd, si è avviato discretamente verso l'uscita, e quando ha visto che alla cassa c'era casino, è semplicemente uscito di corsa, incurante del suono dell'allarme. E si è dileguato prima che i commessi capissero cosa stesse succedendo. Questi sono però casi rari. Di solito ci sono i ladri semplici, quelli che intascano il libro senza stile o fantasia, e i professionisti dei soldi (m'è accaduto pochi giorni fa con due zingare che hanno cercato di fottermi 50 euro), che puntano a fregare solo cose facilmente commerciabili. E poi ci sono le stupidate che faccio io. Un esempio? Due anni fa - eravamo sotto Natale - c'era discreto casino in negozio. Una signora acquista una decina di libri, anche importanti. Mi chiede di fare un pacchetto di due volumi. Lo preparo, lo consegno, faccio il conto, la signora paga. Peccato che nel conteggio non abbia considerato i 50 euro di valore dei libri impacchettati con tanto amore. Un bel regalo di Natale da parte di un libraio distratto e un po' scemo.
A presto
Ferdinando
Martedì 17 luglio Ieri mattina è arrivato il grande giorno: finalmente si monta la fiera. E naturalmente proprio ieri ci sono state due novità: Rosa e Marco sono infortunati. Una delle caviglie di Marco si è evidentemente stancata di dover sorreggere i suoi oltre chili ed è scesa improvvisamente in sciopero. Dopo lunghe trattative con il medico, la caviglia ha ottenuto di stare a riposo per qualche giorno. E in occasione del montaggio della fiera questa non è stata una notizia da poco, visto che Marco - da solo - rappresentava il 70% della nostra forza fisica complessiva. E anche la mia socia Rosa è inagibile più del solito. Una brutta contrattura al collo l'ha messa fuori uso almeno per qualche giorno. Fortuna che, di fronte al prevedibile disastro, si sono profilati quattro angeli custodi. Uno, Marcello, era già programmato, un'altro, mio nipote Carlo, era già stato precettato, ma gli altri due, Leo e Rashid, si sono materializzati senza preavviso. E tutti insieme hanno risolto il problema. Se credessi in dio parlerei di miracolo. Di Marcello ho già parlato l'altra volta, e devo solo rettificarne l'appartenenza alla CUB e non ai Cobas. E' molto pignolo, al riguardo, e almeno ventisette volte mi ha rinfacciato l'errore dell'altro giorno. Rashid è un giovane virgulto cresciuto in Marocco e da qualche anno trapiantato a Varese, Carlo è un nipote universitario dedito più al canto che allo studio, mentre Leo è un vicino di casa di Marcello, cinquantenne come lui e me, pelato come tutti noi e, come noi, con una inquietante tendenza al sovrappeso e al masochismo. Sì, perché nessuna persona normale prende addirittura un giorno di ferie per farsi un culo così senza nemmeno che gli sia stato chiesto. L'insieme comunque era spettacolare. Quando ci siamo presentati all'agenzia di noleggio sembravamo un incrocio tra la Banda Bassotti e i Marines, con qualche citazione dalla Famiglia Addams. Tanto che Sara, la ragazza del noleggio, dopo averci guardato a lungo ha commentato: “certo che formate una bella squadra”. E non sono sicuro che fosse un complimento. Alle 9 del mattino, dunque, siamo partiti. Avete ma visto due Ducato maxi sdraiati a terra? Era l'impressione che davano dopo essere stati caricati. E quando sono stati vuotati ho sentito distintamente uno dei due furgoni che diceva all'altro “Col cazzo che mi beccano ancora, l'anno prossimo!” Per un momento ho temuto di essere di fronte a un erede del ”Maggiolino tutto matto”, ma poi ho capito che era stato quell'ingrato di mio nipote, a parlare. Mia moglie Paola, durante questo lavorio frenetico, ha fatto di tutto. Portato pesi, sistemato tavoli, persino cucinato una torta salata. Di conseguenza alle 8 di sera è entrata in coma, e stamattina probabilmente sarà un rottame, ma ieri mi ha, come al solito, stupito. E' una donna eccezionale, infatti le dico sempre che io ho fatto una sola cosa intelligente, nella mia vita, ed è stato sposarla, mentre lei ha fatto una sola cagata nella sua vita, ed è stato sposarmi. Ora che i tavoli sono sistemati ed addobbati, restano soltanto da disporre i libri, cosa che faremo oggi. Sarà un lavoro lungo e un po' noioso. Non tanto per la quantità dei volumi da sistemare (circa 10mila) quanto per il fatto che gli editori sono bastardi. Nonostante le apparenze, non ci sono tre libri che abbiano lo stesso formato. Uno è più lungo, uno è più largo, uno è quadrato, uno è tondo... Incastrarli tutti è come comporre un puzzle senza sapere quale sarà il disegno finale. Ed io odio i puzzle. Inoltre non puoi certo mischiare i generi, accostando un libro di Chomsky ad uno sul giardinaggio, non puoi mescolare Cappuccetto Rosso e “Io uccido”, anche se, in fondo, parlano entrambi di morte. Stasera, comunque vada, la fiera avrà il suo aspetto definitivo. E il nostro viaggio comincia davvero.
25 luglio 2007
Eccoci, qui, a una settimana dall'inizio della fiera. Abbiamo cominciato bene. Una delle prime cose accadute infatti è stata la scomparsa del cellulare di Rosa. Che abbiamo subito ritrovato, ma che è ancora lì dov'è stato perso. Mi spiego. Un mattino Rosa esce dai bagni pubblici adiacenti il tendone chiamandoci a gran voce. Ha un'espressione strana, un incrocio tra il divertito, l'incazzato e il vergognoso. - Cos'è successo? - chiediamo. La risposta ci lascia perplessi: - Ho perso il cellulare. - In bagno? - In bagno. - Ma come...? - M'è caduto nel cesso. Impossibile ma vero. Avete presente quelle turche con il buco strettissimo e profondissimo? Ecco, proprio lì. Sfuggito dalla tasca, è rotolato per il bagno e s'è infilato perfettamente dove non sarebbe mai dovuto finire. E non c'è stato verso di recuperarlo. Rosa è da una settimana che non vuole parlare di telefoni. E naturalmente noi la sfottiamo da una settimana. La gente ha preso a frequentare la tensostruttura, sono tornati i soliti matti e i soliti clienti, a parte i turisti per caso. Angera è la solita, sempre la cittadina ben descritta da Sandrone Dazieri nel suo splendido "Gorilla blues": <<Eccellente posto per vecchi depressi e famigliole in vacanza, in mezz'ora conosci tutti e in due ore tutti sono già venuti a noia>>. I clienti sono come al solito d'ogni genere. C'è la mamma che si illude che ad una fiera del libro si tengano libri di scuola, c'è quello che cerca volumi fuori catalogo da due secoli, ci sono quelli che storpiano i nomi. - Avete "Il fu Mattia Bazar"? - è la richiesta più strana di questi giorni. Secondo voi cos'è, una versione musicale dell'opera di Pirandello o un volume sul gruppo musicale degli anni '80? Oppure: - Avete il libro di Razzingher sul papa? - Scusi, quale papa? - Gesù. ...e anche: - L'anno scorso tra i libri usati ho preso un libro che era solo il primo volume. Non è che avete anche il secondo? - Che libro era? - Non lo so, perché anche il primo volume non lo trovo più. Perché la logica non appartiene a questi luoghi, forse è l'umidità del lago che fa crescere il muschio sul cervello. Ma non importa, e mentre aspettiamo che Brad Pitt e l'Angiolina vengano a farci visita, ci leggiamo qualche libro sotto il sole d'Angera.
1 agosto
La fiera continua. Prima di tutto un saluto a Chiave di Sol, che è passato a trovarci prima di andare nei paesi catari, e poi alcuni aneddoti di questi giorni. In primo luogo l'episodio della battuta di caccia. Non aspettatevi cavalli ombrosi, giacchette rosse e corni inglesi, con una povera volpe in fuga tra i libri inseguita da uno squadrone di cani. No, più semplicemente cercate di visualizzare Marco, cento chili in calzoni corti, ciabatte e tshirt, ed io, nano vestito quasi “da libraio”, armati di tutto punto in giro per il tendone. Le armi? Una pantofola di Marco e una di quelle bombolette che dovrebbero uccidere ogni insetto. La preda? Un tafano da 15 chili dal ronzio minaccioso e dallo sguardo cattivo. Eccolo qui! No, è volato di qua! L'ho preso! No! E' scappato! Ma dove cazz...? Stai fermo! Pac! (ciabattata a vuoto di Marco sulla mia schiena con relativo livido). Dopo un quarto d'ora di caccia grossa il tafano ha finalmente lasciato il tendone, illeso, e noi ci siamo sentiti un po' più stupidi, mentre ridevamo come dei pazzi. A proposito di pazzi, anche quest'anno continua la frequentazione di gente strana. “Avete i salamini?” ci chiede un vecchietto. “No – risponde Marco – non li abbiamo”“E quando li fate?”“Non facciamo da mangiare, abbiamo solo libri”“Ah. Ma domenica li fate i salamini?”Di solito sono gli uomini, a manifestare segni di squilibrio mentale. “Buongiorno, ho visto che avete quei volumi sulle armi da fuoco. Posso prenderne solo uno?”“No, perché sono in vendita tutti i volumi insieme”“Sì, ma a me ne interessa solo uno”“Mi spiace, ma non li vendiamo separatamente”“Ma se li prendo tutti mi fa pagare solo quello che mi interessa?”L'altro giorno si presenta un signore quarantenne con un bambino in età da elementari. “Guarda, i portachiavi di Geronimo Stilton!” “Guarda, hanno i dvd di Richard Scarry!” dice il padre addirittura entusiasta. E il figlio, un po' scocciato, cerca di fargli capire che lui invece vuole leggere le “Cronache di Narnia”, un mattone da 1152 pagine. Ma l'episodio migliore è dell'altro ieri. Entra un vecchietto. Inizia a parlare, cordialmente, in dialetto angerese. Io, figlio mezzosangue di una cremasco-piemontese e di un abruzzo-casertano, non capisco nulla, e probabilmente sorrido con aria ebete. Mosso a pietà, il vecchietto cerca di tradurre quanto mi sta dicendo, ma evidentemente l'italiano per lui è solo una seconda lingua. Cerca un libro di un autore sconosciuto, sul dialetto locale. “E il bel l'è che l'autore non è nemmeno di qui. L'è un terun, ma l'è mia colpa sua...”
17 agosto
Ebbene sì ragazzi, lo confesso, ho tralasciato di scrivere ancora per il mio blogghettino. Ma come dicono anche i peggiori criminali, ho un po' di scusanti, problemi sia fisici che psicologici, che non vi dico e che dovete credere sulla parola... A ferragosto è terminata la fiera. Dopo ben 29 giorni trascorsi in un tendone di libri di 400 metri quadri in riva ad un lago, l'universo varesino appare più distante e sostanzialmente alieno. E non è detto che sia uno svantaggio. In questi giorni abbiamo avuto a che fare con persone simpaticissime e con gente fuori di testa, abbiamo sorriso di clienti buffi e ragionato sulla cultura dei nostri connazionali. Questo è un problema. Il rischio di chi ha a che fare con la cosiddetta cultura è sempre di guardare il mondo con delle lenti deformanti. Non è facile rendersi conto che si possono avere legittimamente gusti ben lontani dai nostri. Ad esempio... cosa pensare di quanti hanno comperato l'autobiografia di Albano? Biasimarli per la scelta dell'argomento o lodarli per il semplice fatto che leggeranno un libro? E le molte, moltissime persone che si appassionano ai libri di magia e di cartomanzia, come definirle? Squilibrate oppure semplicemente curiose? E infine, è proprio giusto definire le persone? Boh, sarà che oggi sono più “filosofico” del solito... Non è stata filosofia, invece, lo smontaggio della mostra. Delle cinque (cinque?) tonnellate portate, ne sono tornate circa la metà, ma quello che ogni volta mi colpisce in questa situazione è la velocità con cui lavoriamo alla fine delle fiere. A smontare eravamo in otto. Abbiamo iniziato, con comodo, alle 9 del mattino e alle 15.30 era tutto finito, compresa un'abbondante pausa pranzo. Roba che se affidavano a noi i lavori, la Salerno-Reggio Clabria l'avevamo finita da vent'anni. E finalmente ecco un po' di ferie: sabato parto per la Svezia, da dove spero di mandarvi un qualche scritto. Vado a trovare un amico che vi si è trasferito. Non saremo nella “solita” Stoccolma, ma a Sarna, un paesucolo sperduto nell'interno del paese, nel Dalarna, quasi al confine con la Norvegia, vicino a un parco nazionale. Dopo un mese di libri, gente e confusione avrò qualche giorno di silenzio, natura e quasi totale assenza di esseri umani. Proprio quello che mi ci vuole. A presto dalla Svezia
Ferdinando
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