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tappa per tappa: - 20.06.07 qui abbiamo un sacco di zaini pronti!
infatti, abrigliasciolta da quest'anno è anche banda diversi, che è già in partenza: la prima tappa è fissata per sabato 23 giugno alle ore 16 per incontrare i ristretti della casa circondariale di Varese e riportare loro le poesie composte dagli stessi reclusi ed ereditati dalla carovana dei versi negli ultimi anni: un recital con impianto scenico-teatrale è stato realizzato e rientrerà proprio in occasione della confusionaria notte bianca varesini. usciti da quel luogo di pena (si spera!) alle 19 lo porteremo anche al pubblico tra i quadri realizzati sempre dai ristretti ed esposti per una sola notte bianca in sala nicolini. ed il giorno dopo partiamo per Rhemes Saint George per partecipare alla giornata sull'ambiente con il recital "ritorno all'acqua" e confontarci con la composizione estemporanea. e poi il 5 luglio partiremo per una rievocazione del Palio a Castiglione con il recital "misteri diversi", il 28 per la notte dei poeti ad Arcumeggia (paesino dipinto a cielo aperto da tantissimi artisti che negli ultimi trent'anni hanno usato le case come tele!) e poi gli abrigliasciolta, in formazione base, partono per il sud Italia con un viaggio contro il tempo per salvare migliaia di libri... che già stanno trovando nuovi padroni-lettori all'UNITA' estate della Schiranna (dal 3 giugno al 2 settembre). insomma, noi ci siamo, se possiamo renderci utili usateci...
e per maggiori informazioni sulla banda diversi, compagnia stabile di studio e diffusione della poesia in azione, vi rimandiamo a www.carovanadeiversi.it.
abramo e i di fretta per ora vi salutano e vi augurano buon lavoro - 28.06.07 Cari Marina e Alessandro, il viaggio itinerante abrigliasciolta dell'estate 2007 è iniziato sabato 23 giugno dalla nostra città culla. L'ingresso nella casa circondariale è stato come sempre uno scambio unico e la banda diversi abrigliasciolta ha presentato agli ospiti un recital "versi ristretti" veramente suggestivo. Tanto quanto poche ore dopo al pubblico che si apprestava a vivere quella incredibile baracconata della notte bianca. Ma la tappa di domenica 24 giugno ci ha ripagato di ogni sciocchezza vista, perché giunti a Rhemes Saint Georges (AO) abbiamo partecipato al concorso di composizone poetica estemporanea: - alle 13 ci hanno dato il tema - alle 15 abbiamo consegnato - alle 15:30 abbiamo fatto in anteprima il recital "ritorno all'acqua" - alle 18 premiazione dei vincitori tra i 40 poeti partecipanti. E... accipicchia! banda diversi ha sbancato: primo, secondo e terzo premio!!!!! Direi che come inizio promette proprio bene... gli abrigliasciolta vi salutano con un ricordo unico... sveliamo la banda!!!!!! (allegata foto bvd23.06.07abramo)
- 29.06.07 e ci avete visti, sì che avete visto alla festa di tre uomini in barca abramo e anissandra, i folli fautori abrigliasciolta. abbiamo anche le prove! mancava solo la cameteorologa, impegnata a far previsioni... anche per voi!e continueranno a muoversi nell'ombra per portare cultura in simpatia per tutta l'estate, in ogni angolo dove riescono a fare incursioni!e quelli della foto sono i banditi abrigliasciolta, una compagnia di studio e diffusione della poesia abrigliasciolta, che si presentano al pubblico proprio come nella foto, celati da cencini bianchi. in verità questa performance è riservata al recital "versi ristretti", quello che porta attraverso le loro voci i versi dei reclusi della casa circondariale di varese in giro per l'Italia... per vederli e scoprire le poetiche più attive che invaderanno le estati italiane, basta seguirli nel loro tour in azione: questo week-end faranno un'incursioncina anche nella 26° edizione della manifestazione dei pittori al borgo di san fermo in penasca (varese) ed il 5 luglio si presenteranno al Palio di Castiglione Olona... una formazione unica ed assoluta: banditi diversi all'azione! ma ci risentiamo lunedì per raccontarvi del borgo dei pittori invaso dai poeti e darvi le prime anteprime del Palio. seguirà una notte dei poeti nel borgo più dipinto: arcumeggia! poi abrigliasciolta itinererà verso il sud d'Italia per assistere al matrimonio dell'anno: il 16 agosto ad Acri... dove sarà mai questo luogo? lo scoprirete solo seguendoci... fin verso la magna grecia, su su verso l'Etna, giù giù verso l'Isola delle correnti fino a... abbiamo tempo, dai, e pian piano sveleremo i protagonisti di questa folle impresa... abrigliasciolta. gli abrigliasciolta (abramo&anissandra, formazione base).
- 01.07.07 Accipicchia! un sabato ed una domenica indimenticabile. soprattutto per l'acqua che è venuta giù. andiamo per ordine. sabato 30 giugno ore 19: inaugurazione della rassegna dedicata alla pittura nel borgo penasca. abrigliasciolta ha la sua postazione in ca' bonacina. la proprietaria di questa casa è un vero angelo: oltre ad aver donato parte della sua proprietà all'ANFASS (associazione che si dedica a chi è limitato per un handicap), si prodiga con chiunque le chieda un aiuto. e sta dietro a tutto con il suo cane fido al seguito! i nostri compagni di rassegna sono un pittore estremo, con cui facciamo subito una figura magra, scambiando i suoi quadri con queli di un'altra pittrice. mentre allestiamo il nostro banchetto mesti mesti, l'occhio mi cade su un fantastico scultore che ha messo in mostra opere veramente megalomani. fantastico. geniale, ma che lavoro... l'autore mi fa notare che li realizza in un vecchio teatro dove di spazio ne ha a volontà. lo guardo, lo osservo e... non parlo... ma quanta gente è arrivata? il borgo pullula di persone, che hanno difficoltà anche nei movimenti. anissandra va a fare un giro con il nostro uomo feltrinelli per recuperare cibo ed informazioni, mentre vengo raggiunta da un altro pittore abrigliasciolta che mi fa notare come siamo tutti riuniti sotto un'unica idea abrigliasciolta anche qui! Cerca da me una complicità per sfuggire alla ressa e mi affida i quadri, proprio quelli che la prossima settimana faranno ingresso trionfale in carcere... ma di questo vi parleremo più avanti, perché non fa parte di questo itinerario diffuso e culturale. è qualcosa di così entusiasmante che vogliamo serbarlo per la fine dell'estate, quando sarà concluso. mentre i due compagni di questa sera son divenuti tre (bobo si è aggregato e ci riserva grandi aperitivi!), colgo la palla al balzo e fuggo verso i vicoletti del borgo per godere anch'io di quest'esposizione a cielo aperto che conta oltre un centinaio di pittori. mi ritrovo in mezzo alla banda bosina che tra canti e balli avvia l'inaugurazione dell'omaggio a mario sole, pittore scomparso nel 2004 e maestro praticamente della metà degli artisti qui presenti. mi getto tra i ricordi ed entro nella chiesina dove per anni abbiamo cantato per inaugurare la manifestazione. una delle cose più belle che abbia mai vissuto: cantare a porte aperte guardando un panorama unico, quello delle prealpi che nascondono la catena del monte rosa... eh! eh! eh! bello scherzetto che si prepara da quella parte. speriamo bene! la sera tra autorità e zanzare volge al termine e mentre la lotta agli insetti si trasforma in un agguato stile Lupin, cominciamo a smontare ed a riportare tutti i nostri libri, banchetti e ammennicoli vari nella culla che la splendida signora bonacina ci ha destinato per questa prima notte di luglio. sveglia di buon ora e ripartenza verso il borgo: abramo e anissandra si recano alla giornata più storta dell'anno 2007. in breve. giunti al borgo penasca rimontiamo tutto. un sole accecante non dà tregua ai poveri libri che s'inarcano sotto i raggi. colazione e cominciano i primi visitatori. un po' strani, molto interessati a testi che ho voluto personalmente portare, perché vere chicche dell'editoria d'arte, mentre anissandra mi apostrofava: "non li venderemo mai. troppo colti questi libri!". domande, domande, ma nessuno se ne appropria. uno dei ragazzi ci annuncia che tra poco inizierà il grande pranzo che gli amici di san fermo offrono a tutti coloro che partecipano all'evento... interessante direi, ma! ma i miei libri li potrò mai lasciare qui da soli? poveri piccoli, non li posso abbandonare! ci inventiamo una protezione temporanea e via verso il banchetto! delizioso, organizzato all'interno di questa casina la cui insegna recita "quelli del trenta" e che scopro essere anch'essa una donazione. devo dire che i pittori son delle buone forchette ed i nostri commensali son proprio illustri. mia compagna è uno degli organizzatori, che attende l'arrivo della banda diversi e mi svela segreti dello spettacolo che inscenerà la sera stessa con il suo gruppo i "grass d'arost". il banchetto viene rovinato da un oscuramento improvviso... la sera prima guardando dalla chiesetta l'orizzonte avevo avuto il sentore che il tempo non ci avrebbe aiutato. corri verso i piccoli ed indifesi libri! ma... sembra che si rischiari anche se il cielo è combattuto tra nubi cumuliformi e tiepidi raggi. che fare? sbaracchiamo? no aspettiamo! oh! ecco qui la nostra meteocam! è tornata anche lei... (ve la ricordate in francia e spagna?) bene, bene, dicci, dicci, previsioni: "dovete stare all'erta!" ad est sta scaricando di brutto e da un momendo all'altro arriva anche qui... anche se...!" adoro meteocam quando dice anche se... eh! si! una goccia. no! su gentile! un'altra. no! su kounellis! anissandra è scomparsa, spedisco meteocam a recuperare la metà di abrigliasciolta (che oviamente si concessa la siesta post banchetto!) e comincio a nascondere i libri sotto il banchetto, quando arriva il primo rovescio. tornano mentre ballo come un topo tra il banchetto ed il chiostro, proprio come tutti gli espositori. bene. finito! il cielo si apre e ci regala un sole immenso. ci guardiamo tutti e tre, allibiti! che fare! riprendi tutto, rimonta e... una goccia. no! testori no! un'altra... Traini, quello è appena uscito! wharol, bhé forse è meglio rismontare! bhé dopo ben tre di questi quadri da cabaret comincia ad arrivare la banda diversi! ed ora come facciamo a lanciarci nelle nostre navigazioni del sentire poetiche tra uno scroscio e l'altro? l'angelo bonacina ci offre una sala del settecento dalla volta in mattone e cominciamo a lavorare... nessun recital pubblico, ma piccoli regali poetici a quei curiosi che vagando nel borgo (e riparandosi dalla pioggia battente) scoprono questa sala dove dieci banditi, armati di versi, giocano a passarsi come in un canto corale le composizioni più recenti. nessun recital, dunque, ma un momento di estrema intensità e scambio culturale. nulla arriva per caso... quando i banditi si allontanano, abramo ed anissandra ricordano il dialogo avuto a pranzo e si fiondano nella casina, dove i grass d'arost sotto un temporale da record scagliano le proprie invettive contro tutti: politici di destra e di sinistra, capi d'azienda ed economisti... se fossero andati un po' più leggeri forse non avrebbero causato il nubifragio che ci viene raccontato da bobo che ha abbandonato da concerti sospesi, attraversato ponti crollati e... siamo sicuri di voler portare il recital dell'acqua al palio di giovedì? gli abrigliasciolta, abramo e i difretta, anissandra e la banda diversi. con la partecipazione straordinaria di meteocam!
- 05.07.07 i banditi hanno proprio fatto un bel lavoro stasera. mesi di lavoro, di prove, di contrasti per poi godere della soddisfazione di un pubblico che si è lasciato trainare in questo recital itinerante. il castello di monteruzzo è un vero gioiello, in cima all'isola di toscana in lombardia, e come al solito mi vengono idee balzane per valorizzarlo: decido di ribaltare la scena. metto il pubblico sul palco e i banditi all'ingresso del castello. gli spettatori potranno così godere del recital "versi ristretti", ma anche di questo unico esempio di trionfo del borgo. quelli meno contenti sono i ragazzi del service, ma con poche e persuasive parole gli faccio comprendere quanto sia vantaggioso per loro in vista della seconda parte del recital "ritorno all'acqua" che faremo fuori nel palco facendoci seguire da tutto il pubblico. ehm! non sono molto felici di quest'altra trovata. due postazioni! non non se ne parla! il recital parte proprio come previsto. i banditi si sciolgono tra i "versi dei ristretti" e dome bulfaro e paola turroni (le nostre guest star di questa sera) chiudono la prima parte tra applausi trasognati e avari di un bis. tranquilli, non è ancora finita... portiamo in carovana tutto il pubblico nel parco e sul balconcino sopra l'orrido che apre il varco al fiume parte anche la seconda parte dedicata all'acqua. anche qui dome e paola chiudono regalandosi sguardi poetici per duettare sui testi composti per l'occasione. questo percorso sull'acqua è completata solo da versi semplici, liberi, che regalano una gioia sincera di chi ne ha goduto. "grazie per questa serata così unica" mi dice un uomo sulla quarantina. grazie banditi, il nostro progetto diffonde solo poesia e parole in libertà che fanno agire i versi in maniera diversa ed unica.... ma, cosa fate? un bandito interrompe gli applausi e mi chiama sul palco: no!!!!! non dobbiamo dire nomi e cognomi, non dobbiamo parlare della poesia. dobbiamo solo regalare versi e silenzio, versi e silenzio e... occhi annebbiati da lacrime di commozione a cui ordino di non fuoriuscire da quell'angolo debole dell'occhio. hanno ragione anche loro. vogliono condividere con me questo momento di vera magia. la magia della poesia in azione. ma pensiamo alla prossima tappa: arcumeggia 28.07.07 il grande evento dell'estate "poeti per arcumeggia - con voce sola" il vero trionfo della poesia, che abrigliasciolta porta tra la gente per parlare in versi, senza glorificare attori, poeti e registi e poi ci aspetta un viaggio impossibile verso il sud d'italia tra libri, matrimoni, spettacoli e tanta amicizia... grazie ancora per l'ospitalità. gli abrigliasciolta, anissandra, abramo, i di fretta e la banda diversi con la partecipazione di Paola Turroni e Dome Bulfaro
- 29.07.07 La voce della luna ci ha accompagnato in questa fantastica notte.
E' stato annunciato come un reading itinerante con voce sola, quello che si è consumato ieri sera nel borgo dipinto di Arcumeggia. E' risultato, invece, un suggestivo coro artistico che ha riunito ventidue sensibilità ed un numerosissimo pubblico, illuminati dalla luna nuova. Parola come malattia del corpo, parola come cura dell'anima, parola come forma espressiva, comunicativa, fendente, alle volte fastidiosa, ma sempre accogliente. La poesia ieri ha percorso i vicoli del sentire, prima che quelli del borgo, che annovera le più grandi firme delle arti visive dal 1956 ad oggi: Giovanni Brancacci, Remo Brindisi, Aldo Carpi, Cristoforo De Amicis, Gioxe De Micheli, Gianni Dova, Umberto Faini, Carlo Fayer, Ferruccio Ferrazzi, Barbara Galbiati, Francesco Menci, Giuseppe Migneco, Sante Monachesi, Giuseppe Montanari, Luigi Montanarini, Enzo Morelli, Massimo Parietti, Bruno Saetti, Innocente Salvini, Aligi Sassu, FiorenzoTomea, Eugenio Tomiolo, Ernesto Treccani, Carmelo Nino Trovato, Gianfilippo Usellini hanno ripreso vita tra i versi sparsi con sentire unico e collettivo. Voci gozzaniane, cantori sociali, verseggiatori liberi, personalità autorevoli, fino all'estrema e realista PoesiaPresente di Monza ed alla nostra sperimentale banda diversi abrigliasciolta. Abbiamo duettato con le note del clarinetto di Rosanna Salmini e dell'Arpa di Giulia Ciaurro nell'impegnativo recital nella Chiesa di Sant'Amborgio. Ma il livello del pubblico si è svelato per l'attenzione prestata durante il recital "nascita" affidata a Dome Bulfaro e Patrizia Gioia, che ha determinato non poche polemiche per la realista e coraggiosa performance. E poi la banda diversi abrigliasciolta che con "ritorno all'acqua" e "lux poesis" ha proposto per la prima volta un'inedito coro di versi collettivi, quelli su cui abbiamo discusso fino alla fine. Sul sagrato le note di Igor Stravinskij intonate dal clarinetto di Rosanna hanno dato il via alla fiaccolata. Un po' difficoltosa, visto che la luna portava anche un vento caldo ed insistente, ma siamo entrati nel vivo del reading itinerante per le vie del borgo, sotto i più rappresentativi dipinti di Arcumeggia,`Arx media" (rocca in mezzo a due valli - Valcuvia e Valtravaglia). E, infine, condotti da un suggestivo Der Vanderer di Schubert, artisti e appassionati hanno formato un'affollata carovana alla volta del Casello delle Marianne, dove ogni poeta ha affidato al fuoco i propri versi per scioglierli verso il futuro giorno sotto la voce silenziosa della luna ed illuminati dai giochi di luci e colori. Ecco, la banda ha concluso il suo tour estivo. Ora abrigliasciolta si prepara per il festival del cinema di Locarno e per il lungo viaggio attraverso lo stivale per raggiungere la mitica Porto Palo, il punto più estremo dell'Italia, tra libri, matrimoni, rincontri con amici e artisti che dal 2004 ci accompagnano in questo lungo viaggio culturale. E tutta abrigliasciolta potrà anche regalarsi un bagno sul tirreno... ci risentiamo settimana prossima, quando avremo abbandonato definitivamente questa ultima provincia del profondo nord... ed anche tutti i libri che L'Unità estate ha in affido fino a settembre per diffondere cultura altra abrigliasciolta tra i nuovi elettori, grazie alla mitica Laura, che ha già sciupato le sue ferie. un saluto abrgliasciolta lungo una settimana! con qualche foto ricordo della banda diversi
22 agosto 2007
incredibile, dopo quasi venti giorni e tremila km macinati, riusciamo a connetterci. tutta colpa della legge antiterrorismo. è stato un incubo! partiti il quattro agosto e giunti il cinque in Sicilia dopo un viaggio meraviglioso, scorrevole e liberatorio (contro tutte le notizie che i media ci facevano giungere), abbiamo dovuto fare i conti con qualche problema solo per internet: gli alberghi trattengono il documento d'identità e gli internet point non ti lasciano accedere al servizio se non gli consegni la carta d'identità. insomma dopo aver visitato catania, palermo, monreale, acireale, acri, sibari, napoli, formia, gaeta, il circeo, giungiamo a montefiascone e si realizza quella fantastica concatenazione che tanto ricercavamo: c'è una connessione internet in albergo!!!! forse gli etruschi ci stanno dando una mano... in realtà il proprietario si lamenta perché la linea è ancora tradizzionale, mentre lui sta litigando con i vari gestori per l'ADSL, ma noi (egoisti) possiamo scrivere due righe! bene, la legge contro il terrorismo funziona: non abbiamo potuto connetterci con il mondo per quasi venti giorni. ma venerdì potremo riprendere possesso del nostro sistema e farvi avere tutto il resoconto di un itinerario completo della penisola, dove le scoperte sono state molteplici, il relax ha preso possesso dei nostri corpi e menti e necropoli da paura hanno sortito effetti molto strani, oltre tutto ciò che di paleolitico, bizantino, romanico, gotico, barocco ha riempito i nostri occhi: che fantastico e ricco paese abbiamo! il saluto abrigliasciolta vi raggiunga (soprattutto perché l'albergatore deve mandare un fax!). a venerdìabramo ed anissandra... abrigliasciolta
27 agosto - riassuntone:
Carissimi, siamo tornati alle attività quotidiane dopo venti giorni di splendide scoperte lungo i 4610 kilometri battuti di questo grande paese, in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere, crescere, operare ed ormai anche svernare. Sì, perché dopo quest'ennesimo tour italiano, malgrado ci si renda conto di vivere nella nazione dei paradossi, abbiamo confermato che nessun altro posto del mondo riassuma in sè tanta storia, cultura, ambiente naturale e paradossi... checché ne dica abramo che torna sempre sull'argomento Madagascar, ma ammette che alla fine è rimasto a vivere in terra patria. Bene, visto che le difficoltà incontrate non ci hanno consentito di aggiornarvi con il nostro diario di viaggio, che abbiamo rigorosamente tenuto in formato cartaceo alla faccia delle leggi antiterrorismo, vi forniamo un riassunto di questa seconda fase, corredato di una foto per ogni tappa. Ovviamente una selezione ironica e rappresentativa: ne abbiamo 1500, quindi, impossibile inviarvi una galleria! Peraltro, sono immagini di arte e cultura, che ammorberebbero chiunque, escluso noi. Avremo, infatti, a settembre l'ultima tranche poetica che toccherà la terra triestina per concludere questo lungo itinerario abrigliasciolta, partito dalla val d'aosta (rhemes saint georges) in luglio e proseguito fino alla punta più estrema dell'Italia (isola delle correnti) in agosto. Ma forse in quel week-end tre uomini in barca ci lascerà... come abbiamo appreso oggi! Ordunque, riassumere in breve venti giorni non è semplice, però ci sono punti molto fermi che possono dividere il percorso in tre fasi:
* il sogno degli esodi invisibili (4-15 agosto) * il matrimonio all'italiana (15-17 agosto) * l'antica Italia (18-24 agosto)
il sogno degli esodi invisibili
4 agosto la partenza da Varese Casbeno registra un equipaggio più che vincente: anissandra alla guida, abramo navigatore e zanzi animatore. ci sintonizziamo su radio popolare ed accendiamo il mezzo. sempre quello il volvone bianco che ha ormai attraversato mezza Europa senza tradirci mai! kilometri di partenza 243809. la nostra stazione radiofonica ci abbandona subito dopo Milano e quindi optiamo per quella delle informazioni sul traffico che opera un terrorismo psicologico annunciando code, incidenti, grandi esodi che noi non incontriamo mai tanto da pensare di proseguire a spron battuto sfruttando l'onda fortunata, o il sogno. Giungiamo a Villa San Giovanni con pochissime fermate (Chiozzola-Roma-Salerno-Frascineto) giusto per sgranchire le gambe e darci il cambio alla guida. Mentre la radio continua a diffondere informazioni che recitano un piazzale stracolmo ed ore di attesa per il traghettamento a Messina, noi ci guardiamo negli occhi pensando di essere in un altro luogo: il piazzale registra 3 autovetture comprese la nostra e la partenza del traghetto non avviene fino a quando non si riempie. Prima riflessione: perché tante menzogne? 5-9 agosto alle 10 del mattino siamo già nella Robbie's house, una delle fotografe abrigliasciolta più internazionalmente riconosciute per quello sguardo che Scianna definì "di vera scoperta" (perché "a cercare, cercare, qualcosa bisogna pure trovare", ci disse dieci anni fa davanti al portfolio diRobbie, che divenuto libro e mostra, godette proprio della prefazione del maestro!). Dopo aver ritemprato corpo, animo e mente (mangiatona di pesce a Capo Mulini tra fuochi d'artificio e cortei al seguito di macchine di santi vari e prima scoperta delle leggi antiterrorismo, che non ci consentono di aggiornare il blog), partiamo tutti e quattro verso Caltagirone, dove la gallerista dovrebbe attenderci, ma alla notizia che è allettata causa febbre, prendiamo la strada verso l'Isola delle Correnti, il nostro rifugio ventennale, dove Captain ci accoglie per consentire quel taglio netto con la faticosa quotidianità ed un anno di dure fatiche. Qui dove i mari s'incontrano e custodiscono i corpi di tanti clandestini che tentano l'approdo vista la vicinanza all'africa mediterranea, il mondo si ferma: anissandra scopre il tukul e si abbandona alla lettura; abramo sogghigna nei suoi ricordi africani e comincia a ronfare come nell'ultimo anno non aveva mai potuto fare; zanzi resta incredulo e silenzioso perché le sue maschere di sabbia non possono prendere forma a causa del vento continuo e dell'umidità della materia; Robbie si abbandona al vero relax dell'ultimo capo d'Italia, lontana da casa, figlia e, soprattutto, lavoro. Giorni tranquilli di sonno, bagni, sole, passeggiate, mangiate: era ora di ritemprarsi, anche perché ci attende un vero itinerario cultural-artistico!
 il meritato riposo all'Isola delle correnti 9-12 agosto passiamo da Catania per lasciare Robbie a casa e ci dirigiamo verso l'ambita Palermo, che si presenta completamente vuota e disponibile alle nostre incursioni aperte dal Teatro Massimo che ci accoglie con un'iscrizione che custodiremo fino al ritorno "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto non miri a preparare l'avvenire"... Alla luce di ciò che sta avvenendo in Italia in termini di cultura, questa sentenza è il nostro segreto per il futuro... Indi, partiamo all'attacco ed in quattro giorni battiamo: Palazzo dei Normanni, dove, dopo aver individuato il posto di Cuffaro, possiamo godere di un esclusiva visita nei cantieri della Cappella Palatina (XII secolo) e per la prima volta osservare da vicino i soffitti arabi ed i mosaici bizantini; San giovanni degli Eremiti e Cattedrale, dove abbiamo un assaggio di matrimonio del sud... Mentre accondiscendiamo a soddisfare il nostro corpo con tutte le prelibatezze siciliane (pane ca meusa imprenscindibile), ci organizziamo per la visita sotterranea dell'acquedotto arabo, ma dobbiamo fare i conti con la realtà: Palermo è completamente vuota, tutti si lamentano per l'assenza totale di turismo e proprio in quei giorni di agosto, annunciati come quelli dell'assalto, tutte le strutture hanno chiuso per ferie. Incredibile come consentiamo all'azienda Italia di andare allo sfascio... I giorni palermitani trascorrono tra la Galleria Regionale della Sicilia (fantastico Masolino!), Palazzo Steri (da Varese a Palermo per vedere la Vucciria che Guttuso ha dipinto proprio nella nostra città!), le catacombe e tant'altri incredibili testimonianze di quest'incrocio arabo, normanno, romanico, bizantino che giunge al suo apice nel chiostro e duomo di Monreale. Saremo anche dei folli ad investire le nostre vacanze nella cultura ed arte, ma ragazzi il chiostro di Monreale dovrebbe essere imposto come gita per tutti gli ordini e gradi della scuola italiana! Senza scordare il ricco e vario giardino di Garibaldi dove Anissandra ha fatto incetta di sementi da piantare a Casbeno! E tra una chiesa e l'altra un avviso ai fedeli da parte del parroco: "dio non vi chiama al cellulare, spegnetelo!!!" Avremmo voluto inviarvi quella come foto, ma c'è di meglio!
 un'unica foto per ricordare palermo: nessun monumento, ma solo un esempio di comunicazione mirata, l'avviso ai naviganti e pescatori... però, uno scorcio del chiostro di monreale non ve lo possiamo negare... giuriamo che saranno poche le foto d'arte!
 12-15 agosto Bene la prima fase del sogno, dove risultiamo gli unici turisti in Sicilia prosegue con il ritorno a Catania, dove i nostri amici artisti ci aspettano per la canonica mangiata alla Vecchia Marina, alla sua ultima sera prima della chiusura per ferie (il 13 di agosto?!?). Il giorno seguente abramo, anissandra e robbie affrontano un item difficoltoso per il recupero del vestito del testimone delle nozze che dovremo affrontare in Calabria: bene il 13 di agosto non è ancora giunto dal 7 che era stato spedito con consegna garantita 24 ore, e sapete perché? il corriere, giunto dinanzi all'abitazione storica di una fotografa che spedisce e riceve pacchi da otto anni per le sue mostre, non trovando nessuno decide di non consegnare neppure l'avviso, ma invia in un deposito il pacco con la dicitura "casa disabitata"! Viva l'Italia! che fare per ricevere un pacco! Per fortuna che Zafferana la sera ci accoglie con una cena tipica da scalatore dell'Etna e con i fuochi d'artificio più incantevoli dei nostri quarant'anni (assolutamente sopra il nostro capo!). Il 14 ci concediamo una giornata al mare.. ehm, anissandra non condivide questa definizione: "questa pietraia non può essere chiamato mare!" Certo, le rocce laviche non sono come la sabbia di Porto Palo, ma anche questo è mare e tra l'altro deserto! Sì, anche Acireale il giorno prima di Ferragosto è completamente vuota! Il giorno di Ferragosto, come da programma, ci imbarchiamo nel viaggio verso la Calabria, dove il 16 ci aspetta il matrimonio del secolo. Stesso copione dell'andata: il traghetto non parte fino al riempimento totale, ma quest'ora di attesa ci consente di ammirare uno stetto di Messina alle prese con i preparativi della festa della patrona: ben 160.000 euro di fuochi d'artificio vengono allestiti sotto i piedi della santa... e i turisti? Mah, non sapremo mai, perché ora di sera noi saremo ad ACRI, alta Sila greca... ovviamente sul traghetto abbiamo invaso la cabina durante le manovre... forza avanti tutta verso la Calabria
 il matrimonio all'italiana
15-17 agosto Giungiamo alle ore 20 a casa dello sposo, dove rincontriamo tutti i nostri amici abrigliasciolta. Lo sposo Feltrinelli ha fatto interrompere le vacanze a tutti: direttori artistici, musicisti, poeti, scrittori, cominciano le danze... ovviamente con una cena improvvisata in casa... uno spuntino per trenta persone! Ed è solo la vigilia del grande giorno! E che ci aspetta domani? Il nostro giaciglio al mitico hotel, pizzeria, ristorante, pasticceria, sala banchetti e ricevimenti SUPERSONIK è già predisposto e ci culla fino al mattino quando si parte alla ricerca di un testo da leggere al nostro sposo Feltrinelli! All'interno della nostra collega Germinal (abbiamo trovato una libreria come la nostra dove fuori si formano i capannelli di intellettuali!), ci incontriamo con Adriano, illuminato direttore di teatro, noto proprio per la sua capacità unica, che ci aiuta nella ricerca. Si genera all'interno di questo tranquillo luogo di cultura acrese un vero e proprio brainstorming e l'illuminazione sortisce ottimi risultati: Majakovskij è il prescelto per la lettura da regalare agli sposi e folli come siamo selezioniamo da "A piena voce" la "Lettera al compagno Kostròv da Parigi sulla sostanza dell'amore"... queste le premesse del matrimonio dell'anno... il resto lo censuriamo, segnalando solo che la compagna Agnese ed il compagno Nicola al cospetto del piccolo Antonio (soprannominato Bakunin dagli amici dei genitori) sono convolati a nozze! sul giuste solleviamo ogni giudizio... Ed ora si aprono le danze... rigorosamente salentine, in onore della sposa! Ultima nota: vi immaginate i poveri compagni del nord (uno di Varese, l'altro di Bologna), scelti come testimoni, alle prese con il taglio della cravatta? ciocche di dolci virago, sigarette, acini d'uva e qualche spicciolo è tutto ciò che riescono a raccimolare... No, non son proprio fatti per le tradizioni del sud!
 le nozze dell'anno verranno ricordate con un vero ricamo acrese sulle lenzuola... ovviamente non quelle degli sposi!
l'antica Italia
17 agosto riprendersi da un siffatto matrimonio non è semplice. abbandonare Acri neppure. Ma con un bagaglio di vettovaglie incredibile alle 15 riusciamo ad allontanarci dalla sila greca per avventurarci verso i lidi dello Ionio: dopo il bagno ristoratore nel golfo di Sibari, ripartiamo con il nostro tour culturalartistico: Santa Maria delle Armi ci apre le sue porte conventuali all'imbrunire, la piana si mostra nella sua bellezza tra lo Ionio solitario (pochi turisti anche qui!) ed i monti del Pollino. Dopo la cena alla locanda del Sellàro, il nostro viaggio forunato e silenzioso ci offre ristoro presso un castello del '700 a Cerchiara. L'affittacamere ci mette a disposizione la stanza Roberta, dal nome della stella scoperta nel 1892 proprio dall'osservatorio che oggi è il nostro terrazzo! e bene sì, stanotte riposiamo nella stanza di un astronomo, quello che da questo fantastico luogo studiò e scoperse costellazioni segrete due secoli fa... e pensare che è anche la stanza meno costosa di tutta la vacanza! Sarà un caso, ma roberta è un po' il refrain di quest'itinerario: oltre la fotografa siciliana, ci aspetta qualcun altro, un po' più su... Ma MeteoCam dove è finita? sì proprio lei, l'attendiamo da giorni, ma continua a rimandare la partenza. La contattiamo per comunicarle che dormiamo dentro un osservatorio e lei delusa dal tempo del nord e sfiduciata dei mezzi di trasporto ci prospetta un arrivo nei pressi di Napoli...
 ricordino scontato, per chi ha avuto l'onore di dormire nella stanza settecentesca di un astronomo: questa è l'attestazione dell'esistenza della stella... e per la prima volta si scorge anche qualcuno di noi... il fotografo ufficiale! 18 agosto attraversiamo tutto il Pollino per portare Zanzi a Napoli, da cui ripartirà e dove dovremmo prelevare MeteoCam. Tra paesini albanesi (Frascineto è terra natia di un nostro poeta: l'ho sempre detto che è un albanese!), località elefantiache e la ricerca di pini endemici, incontriamo sulla nostra strada la locanda del carbonaio, dove l'oste ci racconta del passato di questi luoghi ameni in cima alle montagne e di brigantesse avventurose... Frascineto, Latronico, Salerno Santa Rotonda e Napoli... Sniff! Sniff! Zanzi torna a casa... Bye, Bye! E meteocam?... non se ne vede traccia! il ricordo di questa traversata non poteva non essere la città degli elefanti!
 19 agosto Alle 11 di notte Anissandra e Abramo riprendono il viaggio, destinazione Lazio... MeteoCam non è arrivata: ha rinunciato a ricongiungersi con i folli abrigliasciolta... Arriviamo a Formia alle due del mattino, dove è quasi inutile cercare una stanza: è l'ultimo week-end della settimana di ferragosto. Giù i sedili: la volvona diventa la nostra cuccia per qualche ora! Ovviamente, è impossibile dormire oltre le sei del mattino, quindi, ci avventuriamo in spiaggia, dove ci dedichiamo un'intera giornata tra bagni, letture, pisolini e curiosità: avvistiamo il nostro primo canadair, alle prese con gli incendi dei monti Aulinci e di Gaeta. Inutile a dirsi, nel tardo pomeriggio ci dirigiamo curiosi proprio a Gaeta, dove nulla è visitabile perché tutto è chiuso. E' domenica, ma l'esplorazione delle prigioni e dei reperti architettonici di una cultura abbandonata a se stessa ci alletta troppo. E ci riserva una scoperta: una chiesa deuterobizantina, ovviamente chiusa... è la prima volta per noi! Ma a Gaeta ci sono ricordi del I secolo a.c. (troviamo infatti metope e triglifi di Lucio sempronio Atratino!). Ci risparmiamo solo la montagna spaccata: temiamo che proprio in quel luogo potremmo trovare orde di turisti e visto che non se ne intravvede neppure l'ombra, ci dirigiamo verso il Circeo... Giunti in serata, dopo approvvigionamenti alimentari, ci dedichiamo al riposo. ricordo obbligato della nostra prima chiesa deuterobizantina... vista solo dal di fuori ovviamente!
 20-21 agosto Al risveglio assediamo l'Acropoli e i resti della chiesa dei Templari del Circeo. Il primo pomeriggio ci coglie alla ricerca della bufala lungo Sabaudia, Capo Portiera, Lido di Latina, ma nulla da fare: è pieno di turisti e bagnanti... incontriamo i bufali, ma mozzarelle esaurite! E camminando, camminando arriviamo in uno strano luogo costellato da necropoli etrusche: Sutri. Fino a raggiungere la nostra vera meta: EST! EST! EST! Come non riconoscere quella Montefiascone dove per il buon vino qualcuno ci lasciò le penne. Però "non est" stanza al mitico Dante! La troveremo nell'unico albergo dove potremo anche scrivere qualche riga a tre uomini in barca: strana coincidenza, non eravamo abituati all'idea di una stanza ed un collegamento internet contemporaneamente! Possiamo aggiornare brevemente il blog! WOW! Era ora dopo 3700 kilometri di discussioni tra albergatori che trattengono le carte d'identità e internet point che non ti consentono di utilizzare il servizio senza carta d'identità! La chiamano legge antiterrorismo... noi la riteniamo una vera limitazione della libertà! Però, non abbiamo verificato se questa legge venga applicata anche ai phone center! E' stato veramente difficoltoso rassegnarci di fronte a questo sopruso: non accettavano passaporti e patenti, ma solo carte d'identità! Ma perché? Ovviamente al rientro indagheremo su tutto ciò, perché se un terrorista deve organizzare qualcosa, sicuramente non lo fa in rete e men che meno da sistemi altrui! Ma non vogliamo affrontare il discorso finché non ne capiremo di più. Intanto ci abbandoniamo alla cucina tipica della Tuscia che le due fantastiche vecchiette del Dante ci hanno predisposto, ed al vino EST! EST! EST! ed a questa zona del Lazio settentrionale che andrebbe indagata da ogni italiano. Qui il mistero degli Etruschi ha lasciato segni fondamentali: da una necropoli abramo è dovuto fuggire, perché un senso di appartenenza l'ha avvinghiato e riconosceva troppo familiari questi antri abbandonati a se stessi. Ma perché il ministero dei beni culturali ha abbandonato questa Città d'Axia a se stessa? Perché segnala che il luogo è sotto la sua tutela, ma la necropoli non viene esplorata? Perché nessun indicazione aiuta il visitatore ad orientarsi in quest'immensa citta? Forse ciò che è accaduto ad Abramo ha colto anche i ricercatori? Ci allontaniamo da questo misterioso e suggestivo luogo e curiosiamo tra le terme dei papi concentrate tra le sorgenti calde (dai 50 ai 70°) del bulicame, cantato anche da Dante nel XIV dell'Inferno (Quale del bulicame esce il ruscello...). Anche qui, a parte lo stabilimento di stralusso, è tutto abbandonato: ogni sorgente è affiancata da una caserma militare. Ci sarà qualche legame? Decidiamo di proseguire il nostro viaggio per le necropoli e torniamo a Sutri, altro centro importante per le storiche questioni papali nel medioevo e ci viene riservata una scoperta unica: il mitreo scavato nel tufo, dove affreschi ed una singolare via crucis custodite in questo luogo di culto paleocristiano ci narrano storie molto antiche, quanto poco datate. La necropoli potrebbe essere romana, visto il momumento e l'anfiteatro. Corriamo a visitare la basilica per capirne di più, ma... è chiusa anch'essa per lavori! Ripartiamo verso Montefiascone e, dopo aver curiosato nuovamente tra le sorgenti Zitelle e Bulicame, ci regaliamo un'immersione nelle vasche termali di Bagnaccio al calar della sera... Ogni commento è superfluo... Vorremmo immergerci ogni giorno in un'esperienza sì singolare... In realtà stasera volevamo andare a trovare Massari a Bolsena, ma questa vasca in mezzo ai campi è troppo goduriosa (oddio, l'odore animale è forte, ma il piacere compensa)! Ogni tanto ce la scialliamo anche noi, non siamo solo rigorosamente ricercatori dell'arte e della cultura, siam fatti di carne ed ossa, amiamo l'ottimo vino e guarda un po' anche la cucina... ottima quella della Tuscia! un po' difficile la scelta... prima vi diamo l'idea della necropoli di Sutri... ...e poi di quella sorgente del Bulicame, cantata da Dante nel XIV canto dell'Inferno ed oggi chiusa a chiave perché le acque pubbliche vengono sfruttate dalle terme dei Papi... a pagamento per il pubblico!
 22 agosto Ci appropinquiamo ad effettuare la nostra ultima giornata di scoperte culturali ed artistiche e realizziamo dopo la fatidica frase "ah, ora siamo proprio in vacanza!" che è già tutto finito... due giorni ci separano dal rientro nelle mura natie... quarant'otto ore! Entriamo in San Flaviano, abbattuti dall'idea che tutto sia già finito, quando quest'esempio unico di chiesa, costruito su due livelli in tre epoche (tra l'XI ed il XV secolo) fa scattare qualcosa in abramo che comincia a fotografare ogni angolo di quest'edificio sacro, la cui origine è totalmente preservata. La sua passione per questa fase artistica trova una soddisfazione incredibile, perché in tutto il lungo itinerario ogni qualvolta la facciata gratificava le sue ricerche, i rifacimenti interni barocchizzati o neoclassicheggianti l'hanno deluso a tal punto da mettere via l'apparecchio fotografico. Era da Monreale che non lo si vedeva così attivo. E di fronte alla tomba di Defuk (colui che scoperse le bontà dell'EST! EST! EST! tanto da rimetterci le penne) sembrava quasi volesse forzare il cancello che lo custodiva. Due piani di estrema e sacra architettura, coronata da un chiostro superiore... Non ci era mai capitato di entrare in una maestosa chiesa ed uscire da una piccola chiesetta: così è San Flaviano, il piano superiore ha accesso dalla strada superiore, il piano inferiore da quella inferiore, tre chiese in una. Sorta, infatti, sui resti di una costruzione romanica, per la sua particolare ubicazione, posta sul punto di convergenza di varie strade romane, si proponeva quale derivazione, più o meno diretta, del Santo Sepolcro di Gerusalemme. All'inizio del XIV secolo la costruzione romanica è prolungata e dotata di una nuova facciata in stile gotico. Durante il XV secolo furono costruite le varie cappelle e gli affreschi attraversano la scuola romana, toscana ed umbra. L'uscita ci fa scoprire un cielo scuro e minaccioso, dopo tanto tempo bello, ventilato, quasi primaverile che ci accompagnava sin dalla Sicilia, mai goduta con un clima così temperato, forse possiamo sperare in qualche goccia di pioggia, per sentirci più vicini al nord, descritto dalle previsioni come catastrofico. Ormai però, noi non crediamo alle notizie che sentiamo, quindi chiamiamo Laura che sta portando avanti la libreria alla festa dell'Unità per sapere se i nostri libri hanno freddo. "tranquilli, sono stati solo tre giorni, ma le emergenze narrate hanno ingigantito i fatti!". Rasserenati sulla sorte dei nostri pargoli di parole ci dedichiamo all'ultima tappa: Viterbo. Il palazzo dei Papi non è solo affascinante, è addirittura rigoroso nella sua maestosità. Qui, si dice che sia nata la parola conclave: l'elezione di Gregorio X si concluse, infatti, solo dopo 33 mesi in cui i cardinali furono chiusi "cum clave" nel palazzo affinché decidessero il nome del pontefice, sortito nel 1278. Incontriamo una guida assolutamente competente e dotata di estrema comunicatività. Francesco resterà nei nostri ricordi per come ci ha ricondotti nel passato ricostruendo ambienti nascosti e non più visibili, rievocando le tracce di un papato potente ed arrogante. Non possiamo non complimentarci con chi con tanta perizia ed amore accompagna dal Palazzo al Duomo sin al Museo i pochi turisti (una visita guidata in sei è veramente rara!). Ci ricambia portandoci nella Viterbo sotterranea (wow abramo è soddisfatto!). Una cantina, probabilmente costruita dagli Alessandri nel quartiere medievale di San Pellegrino ci consente di accedere tra cunicoli profondi decine di metri attraverso i quali immaginiamo si nascondessero e fuggissero durante i vari assedi i ricchi possidenti di queste case valutate dall'altezza delle proprie torri. Ed una domanda nasce spontanea: "perché la necropoli di Assia è così abbandonata?". La risposta dell'archeologo-cicerone è netta, nonché polemica: "E' in mano al Ministero, che non ha personale e non la considera meta turistica!". Bene, che dire di questo paese allo sfascio, che non cura né spirito, né mente del suo popolo, dimenticando la memoria di coloro che ci hanno dato origine? Gli sguardi sono oscurati dalla poca illuminazione, la torcia ci indica solo il cammino per fortuna. E la nostra considerazione ci accompagna all'uscita in silenzio. E quando la luce accecante del sole raggiunge i nostri occhi, i nostri corpi vengono colpiti dalle prime gocce della vacanza, ma... rivolgendo lo sguardo al cielo ci meravigliamo tutti e tre: terso, libero da nuvole... da dove viene questa pioggia? Sarà il mistero degli Etruschi che in qualche modo si è svelato a noi... Ripieghiamo sulla ultima piccola chicca: il chiostro lombardo della chiesa di Santa Maria Nova... a cui giungiamo in orario di chiusura! Vorremmo calcolare anche i kilometri percorsi dalle nostre gambe, ma non ci siamo dotati di tecnologie adeguate... altrimenti li avremmo inviati a tre uomini in barca step by step! Vagando per Viterbo, dove tutto è chiuso, compresi luoghi di ristoro, non ci capacitiamo di quanto poco si consideri importante la necessità di avvicinare e visitare monumenti artistici, architettonici e storici. E ripensiamo all'iscrizione del Teatro Massimo di Palermo, estremamente previsiva della nostra esperienza vacanziera, quanto della realtà italiana: "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto non miri a preparare l'avvenire". Perché la cultura deve essere solo strumento di controllo che plasma le nostre menti? Perché non ci rimpossessiamo noi singolarmente di quel patrimonio dell'umanità che migliaia di anni fa ci hanno lasciato i popoli che solcarono l'italico territorio? E ci rendiamo conto che il quotidiano lavoro di sopravvivenza culturale che abrigliasciolta porta avanti da anni non deve fermarsi, ma proseguire ancor più serratamente. Altrimenti la nostra società non si rinnoverà mai, continuerà a declinare nel silenzio della memoria. Le riflessioni, ormai tristi, ma estremamente motivanti, ci hanno fatto giungere all'orario segnalato come apertura al pubblico di santa Maria, ripercorriamo la città (Viterbo è piccola e visitabile sommariamente in tutta la sua grandezza artistica in meno di due ore) e giungiamo davanti al pulpito dove Tommaso d'Acquino esortava il popolo a non arrendersi ed a perseguire il bene. Una chiesa costruita nel 1080 tramandando l'arte antica degli Etruschi, che ancora, però, non apre. Abramo irritato comincia a chiedere ai Viterbesi il perché di tanto poco rispetto, raccogliendo lamentele da chiunque: "E' una vergogna! Sembra che non vogliano farla conoscere questa città! Non vediamo mai turisti e quando arrivano se ne vanno tutti delusi!" Queste le affermazioni a cui rispondiamo, però, che il Duomo è affidato a ragazzi estremamente validi e scopiramo che non sono viterbesi, ma che come noi, da turisti, scoperta questa mancanza di attenzione verso la storia, la cultura e la memoria, hanno fondato una srl per guidare i turisti nella scoperta dei tre pincipali esempi della Tuscia (limitatamente a duomo, palazzo dei papi e museo). Riconosciamo in quell'esperienza la nostra: anissandro e abramo soci d'affari culturali e di affetti hanno fondato abrigliasciolta all'interno del palazzo del '400 dei Perabò, primo governatore di Varese per preservare la memoria storica ed artistica di un'Italia ormai travolta dalla televisione di quart'ordine e dall'omologazione più bieca! A quel punto Abramo si dirige nella casa del prete e si attacca al campanello richiedendo il rispetto degli orari di visita esposti ed il diritto di entrare nella chiesa e nel chiostro come Italiana...! Immediatamente si apre il portone ed il desiderio viene premiato: il trittico ligneo, i capitelli etruschi, la cripta che custodì cadaveri mummificati fino al medioevo, il portico lombardo si aprono a noi come una visione. Quest'Italia non può abbandonare tutto ciò, ha il dovere di preservare affreschi millenari che custodiscono incisioni in lingue remote. Ci rifiutiamo di consentire questo scempio e... cominciamo a pensare che forse è stato meglio incappare nella legge antiterrorismo: avremmo rischiato di farci inseguire per tutt'Italia denunciando giorno per giorno tutto ciò che abbiamo scoperto in quest'itinerario. Ma le sorprese non finiscono di arrivare e nel percorso di ritorno incontriamo una finestrella gotica, identica a quella che campeggia fuori dalla Casa Perabò di Varese. Il gotico lombardo è giunto fin qui, quindi, un legame reale tra Viterbo e Varese c'è e la nostra ricerca può continuare. Appena torneremo, ripartiremo subito con quel testo che sta sedimentando da troppo tempo. Oggi abbiamo un tassello in più! Gongolando per questo trait d'union, predisponiamo la partenza. Sì, va bene, ma non possiamo viaggiare a stomaco vuoto... e guarda, guarda incontriamo "MagnaMagna" un locale indefinibile, oltre che l'unico aperto in città. Chiediamo se è possibile fare una merenda ed una fantastica fanciulla ci circuisce con prodotti della Tuscia rimpinzandoci di panini tipici di leccornie, di cui non sappiamo come abbiamo fatto senza finora... Ovviamente, non salutiamo queste pioniere dell'assistenza al turismo di Viterbo senza aver fatto rifornimento delle leccornie servite e con la promessa di rincontrarci per promuovere una città tanto ricca di storia e tanto poco conosciuta. difficile ora la selezione... ehm, EST! EST! EST! ecco la tomba di Defuk, morto per il troppo bere... bene!
 23 agosto Giungiamo nella notte a Bertinoro, provincia di Forlì-Cesena per trascorrere gli ultimi giorni tra amici di lunga data di abrigliasciolta. Il Romagnolo ci accoglie con una pasta a mezzanotte! L'accoglienza in questi luoghi è sempre stata unica ed informale. Guadagniamo il letto alle tre di notte e alle otto abramo è già sveglio, tenta di giocare con il piccolo Diego, ma quando il pargolo propone Scubidù in televisione avviene la tragedia: Abramo si addormenta e comincia a russare impedendo al povero piccolo di fare qualsiasi cosa. Quando la casa lo risveglia il commento è netto: ogni strumento è valido contro il mostro televisivo...! La mattinata trascorre con abramo che insegue le oche per tutto il podere con la pretesa di fotografarle (ma le oche non dovevano aggredire?), ripiegando su capre e caproni (la sua passione dopo le chiese gotiche!). Anissandra intavola discorsi politico-economici con Romagnolo e per frenare la costruzione dell'Italia si provvede ad agire sugli stomaci della combriccola: tutti al forno per guadagnare la pizza al pomodoro, che, però, è finita! Mannaggia Abramo la ricerca da Napoli e non è mai riuscita a trovarla... Eppure stamane s'era svegliato presto! Gita a Polenta per visitare il nuovo podere e la casa dei Romagnoli... Fantastischen! Come biasimare chi ha abbandonato Varese per divenire un agricolo romagnolo? Gli sguardi incrociati di Anissandra ed Abramo portano a ricordare quanto si è investito sulla cultura per rimediare tanto stress, mentre la saggia soluzione avrebbe potuto risiedere in una semplice coltivazione di albicocche... ma non demordiamo! Ci diamo al pranzo dalle zozzone e le loro tagliatelle al ragù rafforzano l'idea che forse la vita di campagna è più culturale dei libri e dei recital di poesia in azione! Rincontriamo tutti i parenti di Fratta e poi percorriamo gli ultimi 20 kilometri per raggiungere Terra del sole, dove ci attendono altri due amici abrigliasciolta: la mitica Matilda dall'alto dei suoi due anni, Max il dj più folle d'Italia e Roberta, la nostra grafica preferita! Ecco, Roberta è il nome che ricorre nelle vacanze 2007. Robbie la fotografa ha inaugurato il tour, RobyQ la grafica lo chiude. E' il compleanno di Max oggi, quindi, decide lui cosa si fa: cena luculliana a base di pesce, preparata dalle sue sante manine!!! Ovviamente noi siamo appesantiti ed Anissandra decide che al rientro ci si mette a regime, anzi si smette anche di fumare... Ma si, saranno i soliti buoni propositi di fine vacanza... Abramo già ronfa... facile la scelta fotografica della giornata odierna: ecco l'amichetto romagnolo di abramo, mentre ascolta i suoi sproloqui!
 24 agosto Il risveglio è quasi scontato: Abramo vuole la pizza con il pomodoro! Quindi, tutta la banda si mette in moto e si dirige al forno... Intanto, si aggiorna Anissandra, l'unica digiuna di conoscenze su Terra del Sole, sulla storia fantastica di questo luogo nei pressi di Castrocaro. E' l'unico paese diviso in Borgo Romano e Borgo Fiorentino, perché qui si segnò il confine, nella piazza principale. A giorni, infatti, si terrà il Palio storico, dove Max si esibirà con la balestra. "scusate ma il forno è nel borgo romano o in quello fiorentino?" Abramo teme anche oggi di non riuscire a trovare ciò che insegue da giorni. e quindi, parte all'attacco ed il tour inizia proprio da quello romano, anche se è rimasto un solo pezzo di pizza al pomodoro! a nulla serve la pazienza della fornaia che cerca di proporre alternative più che valide: Abramo si mangia il suo piccolo pezzo di pizza al pomodoro e riparte con un'altra richiesta: voglio la pannocchia arrostita! La vicinanza con l'amichetto caprone l'ha intestardito o forse è preoccupato per la dieta che lo attende a casa, sì, perché Anissandra prosegue con le sue organizzazioni per il rientro. Intanto con il pancino satollo di pizza si procede nella visita di Terra del sole: dalla Porta Romana alla Porta Fiorentina passando dal palazzo pretorio... insomma, anche questo luogo ci ha regalato momenti di conoscenza. Inutile dire che preferiamo il Romano al Fiorentino, però RobyQ e Max abitano in quello fiorentino! Bene tra un aperitivo in piazza e l'accomiatamento con gli amici di sempre, riprendiamo la strada del ritorno pieni di numeri arretrati del "cacofonico", la rivista forlivese più stralunata che ci sia. L'ultimo numero riporta anche una denuncia esplicita contro la stampa ed i carabinieri che non rispettando la privacy di un paesino di duemila anime, hanno gettato talmente tanto discredito su un giovane agronomo, che deteneva qualche canna, da indurlo al suicidio per la vergogna! Sarà inserito subito sulle nostre news! Bene con 248041 kilometri sotto il sedere avviamo il volvone verso l'ultimo tratto padano. Alle 21:45, dopo 248416 kilometri in venti giorni sbarchiamo alla festa dell'Unità per portare il primo saluto ai nostri librini... Laura ci accoglie con un the marocchino, ma i piccoli pargoli di parole non ci sono più! Cielo, mentre noi vagavamo per l'Italia, i varesini se ne sono impossessati! abbiamo cercato di risparmiarvi monumenti, affreschi e cultura varia, ma non possiamo non lasciarvi con la visione esterna della Terra del Sole, dalla porta Fiorentina e da quella Romana...
 E per lanciarvi un vero saluto abrigliasciolta vi dedichiamo le più belle frasi scoperte in questo viaggio eno-gastonomico-cultural-artistico, proprio in relazione al nettare di bacco, di cui non ci siamo mai privati, finora... infatti, il rientro è segnato da un triste regime di dieta e per i prossimi quindici giorni, tutto ciò di cui abbiamo goduto, resterà un ricordo!
* Plutarco (46 d.c.): Il vino ha il pregio di far parlare liberamente e francamente e di far dire la verità. * Dante Alighieri (1265): Guarda il calor del sole che si fa vino giunto all'uomo che dalla vite cola. * Galileo Galilei (1564): Altro vino non è se non la luce del sole mescolata con l'umido della vita. * Pasteur (1822): C'è più filosofia in una bottiglia di vino che in tutti i libri.
Senza scordarci di quel Defuk che scoperto EST! EST! EST! fece in modo che dalla fontana di Piazza Sant'Andrea in quel di Montefiascone sgorgasse vino per il popolo! Nonché il refrain di questa vacanza itinerante e culturale: "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto non miri a preparare l'avvenire"... il ricordo in questo caso è della festa di Tre uomini in barca a RadioPop del 2006!
 A settembre con l'ultima tappa poetica! saluti abrigliasciolta (alias anissandra ed abramo&tutti i partecipanti a quest'itinerario culturalartisticoenogastronomicoamicale)
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