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6 luglio
Ciao ragazzi, vado riassumendo un pochino il viaggio e poi vi inoltro la prima mail, peraltro un po' caotica perche' scritta in preda al mal di pancia...
Siamo Daria e Carlo di Novara,io sono la sorella maggiore 31, Profia, lui il fratello minore,22, studente Poli e computergrafico. Siamopartiti da Malpensa il 29 giugno, con volo diretto Alitalia, comprato a febbraio!
1) Il bagaglio: zaino ingombrante ma semi vuoto: 3 canotte, 2pantaloncini, biancheria, creme per il sole e tutti i farmaci che non abbiamo preso nella nostra vita...ai piedi le infradito. Sappiamo che lasceremo qui quello che abbiamo portato per riempire gli zaini con i vestiti di qui. Ci affadderliamo anche con Lonely, vari taccuini e cose da leggere, ovviamente a tema.
2)L'itinerario: sara' il caso a deciderlo, o meglio i mezzi di trasporto, comunque le tappe sparse dovrebbero essere: Agra, varanasi, Jaipur, Jodhpur, Jaisalmer, Khajuraho, Udaipur e Rishikesh nel primo mese di viaggio. Ad oggi 6 luglio abbiamo fatto Haridwar e Rishikesh.
3) L'equipaggio: Fino al 27 luglio siamo noi due, quel giorno ciraggungeranno Cristano, il mio ragazzo e due amiche, Marina e Grazia. Con loro andremoin aereo fin sull'Himalaya, ovvero nel Ladah, per fare un trekking. Dopodiche' scenderemo sul versante Sud delle montagne, a Manali, dove il 10 agosto arrivera' il ragazzo di Grazia. Con questa formazione faremo alcuni giri li' intorno, poi un po' alla volta partiremo : Carlo il 20 agosto, gli altri il 25 agosto ed io il 27...e spero che in quei due giorni da sola a Delhi riusciro' a togliermi tutta la voglia di bazar che sara' rimasta!
Per ora mi sembra di avervi detto tutto....se ci sono altre cose scrivetemele!
Un abbraccio indiano
Daria
Date: Tue, 3 Jul 2007 16:15:09 +0000
Ciao a tutti, qui sono gli Shanti Brothers che vi parlano...l'arrivo in India e' stato al limiti dell'incredibile, era tutto too much, a partire dal caldo, che era tale da sembrarci di bruciare, un po' tipo polli... poi le macchine, le persone, gli odori, hanno fatto il resto...impressioni su impressioni, in buona sostanza positive, ma un po' soffocate dalla quantita'.Percio' ci siamo subito allontanti e diretti ad Hridwar, citta' santa hinduista. Al secondo giorno, con bindi in fronte e piedi scalzi, entrambe indotti dai socievolissimi pellegrini del tempio di Mansa Devi, abbiamo iniziato ad assumere un'aria piu' indiana. Per quanto Carlo si lamenti della sua carnagione un po' per volta ci abbronziamo, anche perche' l'unico modo per soportare il caldo e' vestirsi con gli abiti del luogo che sono lunghi ma fatti con una garza di cotone che fa passare il sole q.b.... Per farla breve stiamo cercando di imparare il piu' possibile per vivere in armonia con tutti coloro che incontriamo..e probabilmente questa cosa viene percepita perche' gia' diverse famiglie ci hanno fermato per chiederci di fare una foto con loro...gia' favoloeggiamo di ingaggi a Bollywood... A parte questo siamo venuti a Rishikesh, dove lui fa lezioni di musica( percussioni e tabla) , io di yoga e meditazione.. anche se il clima qui e' ottimo e verrebbe da restarci, la strada chiama e tra un paio di giorni al massimo cercheremo di spostarci verso il Rajasthan... per ora un abbraccio a tutti Namaste' Daria e Carlo
11 luglio
tocca riprendere le fila del discorso e ricominciare con il racconto, invece che proseguire verso le nuove tappe...
In sintesi il viaggio dall'Uttaranchal (dove si trova Haridwar), al Rajastah e' stato effettuato in treno diretto...causa incomprensibili soste nel deserto il viaggio e' durato la bellezza di 27 ore!
Si' si', 27 splendide ore passate sul treno, ed osservando il mondo che cambiava attorno a noi...
un'epopea, che purtoppo e' andata perduta e riscriveremo un altro giorno.
Una volta giunti alla nostra meta, Jodhpur, ci siamo rapidamente sistemati nella guesthouse, con vista sulla citta' blu, e siamo stati ripagati dalla prima birretta indiana...e dopo tanti sbattimenti son soddisfazioni!
Jodhpur e' dominata da un bellissimo forte ed e' caratterizzata da un quartiere dipinto di indaco, colore anticamente riservato alla casta dei brahmini...tutto molto bello da vedere.
Da li' ci siamo spostati a Jaisalmer, dove siamo tutt'ora. Questa citta', che vive di turismo, era un crocevia delle carovane che andavano verso il Medio Oriente e per questo conserva numerosi palazzi fatti costruire dai ricchi commercianti.
Diverse persone ci avevano dato dei pazzi all'idea di venire nel deserto, ma per ora siamo stati graziati dal monsone, che porta umidita' ( ma vogliamo mettere con la Bassa PAdana?) ma anche nuvole e vento. I nei sono che Carlo nn puo' abbronzarsi ed iio nn posso fare foto decenti... ma Lord Shiva ci aiutera', ne siamo certi.
Domani ci si offrono due possibilita', la prima e' di andare nella piccola parte di deserto con dune, si spera nel modo meno intruppato possibile (dunque niente cammello o similari), la seconda e' di andare "subito" ad Udaipur, nel sud dello stato, con un comodo viaggio di 18 ore!!
Lo scoprirete presto..
un bacio dagli Shanti Bros
13 luglio Gia' dal primo sguardo alle distese di sabbia mi e' venuto in mente il Marocco, con le rocce dalle tinte sfumate e uno strato compatto e arido, che si rompe in dune solo in piccole zone....
bene qui a Jaisalmer fanno di due piccole zone con le dune uno dei maggiori introiti turistici, grazie all'allettante proposta di un tour in cammello. Non si puo' dire che non siano abili, dunque ti offrono giri non turistici, salvo poi portarti esclusivamente in uno stesso luogo.
La nostra permanenza nel forte e' stata piacevole perche' siamo capitati in una guesthouse in ristrutturazione, dunque per una camera principesca, con vista e tutto, pagavamo pochissimo..peccato che per berci una birretta serale e chiamare a casa si spenda tutto quello che potremmo risparmiare.
Comunque dopo aver visto alcune belle case ed i templi gainisti non rimaneva molto da fare, dunque ieri abbiamo approfittato della giornata soleggiata e abbiamo deciso di andare a vedere il tramonto sulle dune. Noleggiare una jeep da soli era un po' dispendioso, ma abbiamo incontrato due ragazzi baschi, con cui abbiamo condiviso il viaggio per arrivare alle dune (40km). Dopo aver schivato cammellieri che tentavano di bloccare la macchina, e seminato chi voleva venderci qualsiasi cosa, ci siamo incamminati verso questa piccola area di dune, comunque affascinante..muniti di abbondanti scorte d'acqua. siamo rimasti li' a chiacchierare, in spaniglish finche' da lontano abbiamo visto arrivare una carovana di una quarantina di cammelli.
La scena era esilarante e surreale..la duna di fianco alla nostra, piena di turisti accalcati sul cucuzzolo per fare foto, e una fila di turisti indiani, a due a due sui cammelli, con cappellino bianco e gilet di ordinanza(probabilmente un viaggio premio aziendale), che ci guardavano incuriositi, e ci facevano le foto!Fantastico, manco noi fossimo tipici abitanti del deserto..
alla fine abbiamo aspettato che tutti se ne andassero per goderci un po' il silenzio del luogo con la luce che scemava....il deserto...
Oggi il sole splende, facendoci pregustare un ottimo pomeriggio a sudare...alle 15.30 lasciamo la citta' alla volta di Udaipur, nel sud del Rajasthan:abbiamo trovato un autobus diretto, che ci mette SOLO 18 ore!!!
Ci sentiamo presto
Shanti Bros
18 luglio
Ciao, l'altra sera ad Udaipur abbiamo assistito a questi festeggiamenti, invero non molto dissimili da tente feste patronali che ci sono soprattutto al Sud: colori, luci, musica, tutto il paese che partecipa, bicchierini di latte di cammello dolcissimo e odori vari... gia', sugli odori potremmo restare qui ore a raccontare, non sempre in preda alle sensazioni piu' piacevoli! Udaipur si e' rivelata ottima soprattutto per quel che riguarda il clima: dal lago la sera si leva una brezza che ripaga del caldo della giornata. Comunque dopo aver passato in rassegna vari negozi ci siamo dati agli acquisti equi e solidali, nel senso che abbiamo scelto la bottega di una cooperativa di donne che sostentano la comunita' creando vestiti e stoffe d'arredamento. Il progetto prevede di utilizzare il ricavato per istruzione e sanita', oltre che per colmare il profondissimo divario di genere che ancora sussiste. Ieri alle 13 abbiamo lasciato la citta' e, lungo la strada abbiamo visto alcuni dei paesaggi piu' belli del viaggio...colline verdi, con qualche tempietto che spuntava tra gli alberi, palme sparse e piccoli villaggi..gente che riposava sui letti, fuori dalle dhaba, donne accucciate all'ombra che chiacchieravano, bambini che giocavano attorno al pozzo dell'acqua. E' nato spontaneo il pensiero che in questi luoghi dobbiamo tornare, con molta piu' calma ed un mezzo per girare nei luoghi piu' sperduti. Se non avessimo avuto un giorno di k.o. dovuto al contrasto caldo -freddo ed alle simpatiche stimolazioni ventrali date dalle spezie, saremmo anche riusciti a vedere un bellissimo tempio giainista che si trovava a 80 km da Udaipur. Ma tant'e' che non si puo' pensare di fare troppo, soprattutto qui! Sull'autobus abbiamo rincontrato una coppia olandese che ha fatto il viaggio Jaisalmer-Udaipur con noi. Insieme a loro, una volta arrivati ad Ajmer, abbiamo contrattato con il rickshaw man per farci portare a Pushkar, da dove ora vi scriviamo. Questo e' un centro tranquillo e piccolo, dove si trova un lago sacro. Sulle sue acque si affacciano numerosi templi e ghats, tra i quali quelli legati ad apparizioni di Vishnu e Brahma, inoltre parte delle ceneri del Mahatma Gandhi sono state sparse in questo luogo. I turisti sono pochi, a sentire la Lonely Planet solo fricchettoni ( ma ne dice di cose opinabili!).. sicuramente l'ambiente e' molto tranquillo, direte che e' l'ideale per noi, ma purtroppo domani ci sposteremo nella misticissima Varanasi, con un viaggio che si delinea come uno sbattimento notevole...ne varra' comunque la pena. A presto Shanti Brothers
21 luglio
Namaste',
e' sabato pomeriggio e vi scriviamo dalla caldissima Varanasi. Siamo arrivati qui ieri sera dopo 24 simpaticissime ore di viaggio...partire da Pushkar con soluzioni non sbattimento pareva impossibile. Quindi abbiamo cercato di unire l'utile al dilettevole...
- ore 5:20 sveglia, ovviamente rinco perche' la sera non riuscivamo a prendere sonno
- ore 6 autobus pubblico Pushkar-Ajmer
-ore 6:45 autobus pubblico Ajmer-Jaipur: percorriamo addirittura un tratto di autostrada
- ore 9:30 arriviamo alla stazione degli autobus di Jaipur, lasciamo giu' lo zaino ed incorriamo nel primo dilemma etico: inquinare con il motoriscio' o far sudare un poveretto in cicloriscio'?
Per quanto possa apparire colonialista la seconda optiamo per quella, anche perche' se non per noi il conducente sudera' per un altro..ovviamente contrattiamo sul prezzo ma poi gli diamo anche piu' di quello che voleva, perche' i mille gradi sotto il sole ci fanno sentire due cacchine.
Visitiamo l'osservatorio astronomico del maharaja' e poi cerchiamo di andare in un museo, che pero' risulta chiuso. Visto il solleone andiamo a vedere il City Palace, ma il nostro scetticiscmo si tramuta subito nella certezza di non essere affatto in un posto memorabile, commisurato alla bellezza di quelli di Jaisalmer e Jodhpur.
- ore 14 toast vegetariano e succo di ananas
- ore 15 recuperiamo gli zaini ed attendiamo l'autobus per Agra. Nelle 6 ore a bordo del mezzo per arrivare ad Agra abbiamo modo di vedere l'autostrada in costruzione. La devastazione dei villaggi ai bordi della strada sara' pressoche" totale..sicuramente le notti con qualche camion che strombazza, le lucciole, il silenzio, i pomeriggi con i bambini e gli animali che giocano liberi, hanno un destino amaro accanto a quattro corsie!
- ore 21 arrivo ad Agra, nel Chef express della situazione mangiamo due cose ed inauguriamo i mazzi di carte che abbiamo preso per ammazzare il tempo
- ore 23:30, il treno per Varanasi e' IN ORARIO!!!!!Vista l'ora a cui ci siamo svegliati qual era la cosa che sognavamo piu' di ogni altra? Esatto! Un letto!
Ebbene cosa volete che sia successo se non che su tutto il vagone che ronfava gli unici quattro giocatori accanitissimi di carte fossero quelli che sedevano ai nostri posti?!
Abbiamo giocato un po' anche noi, abbiamo tergiversato, poi ho chiesto di poter andare a dormire nella cuccetta piu' in alto...Carlo si e' accomodato in quella sottoe cosi' siamo riusciti a volgere al meglio la situ, perche' nelle cuccette piu' in alto i bagagli sono piu' sicuri( sulla LP facevano del terrorismo sulla linea notturna per Varanasi).
-ore 14:15 di ieri arrivo a Varanasi...ci divincoliamo dalla folla di gente che offre di tutto, prendiamo mille mezzi diversi ed alla fine arriviamo al Main Ghat....
il resto un altro giorno perche' il sudore ormai mi ricopre cosi tanto che mi sguisciano le dita sulla tastiera, a presto
Daria &Carlo
25 luglio
Namaste',
purtroppo il pc ha appena cancellato la mail che avevo scritto...ci riprovo...
Sono passati alcuni giorni da quando siamo arrivati a Varanasi/Benares ed il nostro sguardo poco per volta si e' abituato ai vicoli pieni di gente e di mucche, il naso ai resti organici e le orecchie ai rumori notturni, branchi di cani che si abbaiano dietro, musica a tutto volume, clacson...
Dopo un po' non si fa caso a tutto questo, in parte perche' diventa parte di un tutto talmente affascinante da sminuire le singole impressioni, in parte perche' si inizia a cogliere quello che e' oltre alle sensazioni corporee...per questo abbiamo deciso di restare qui due giorni in piu': domani sera prenderemo il treno per Delhi( 12 ore) e dopodomani sera saremo all'aeroporto ad incontrare gli altri, meta Leh, in Ladakh, sull'Himalaya( volo interno ore 5:20 di sabato mattina, ho gia' sonno a pensarci!).
Due giorni in piu' per provare a mescolarci con gli abitanti, per poterci permettere di restare ore a guardare la Ganga che scorre e cancella tutti i peccati, lava panni, trasporta le ceneri dei defunti....che poi ci si possa credere o meno e' chiaro, pero' e' quanto meno affascinante che l'acqua, che porta la vita e la morte, sia il filo conduttore della vita di migliaia di migliaia di persone.
Giungono pellegrini da tutta l"India a bagnarsi, a portare le salme dei loro cari, a visitare luoghi santi dove i diversi dei si sono palesati. Quello che trasmette ad un occidentale tutto questo e' troppo complesso da scrivere in una mail: in due parole potrei dire una grande pace interiore ed un senso di collettivita' che noi non abbiamo.
La vita delle famiglie, condivisa in un cortile od in un pezzo di strada: andare a prendere l'acqua, lavare i panni nel fiume, preparare il cibo...e' un po' come un ritorno a qualche generazione fa, ma con le comodita' del XXI secolo....insomma c'e' di che riflettere sul nostro modo di vivere!!!
Un mantra di pace a tutti
D
28 luglio
Ciao a tutti,
siamo arrivati a Leh, capitale del Ladakh, stamane alle 6:30. Dopo aver passato la notte a chiacchierare con Cristiano, Marina e Grazia che sono arrivati all'1 a Delhi. Il nostro viaggio e' completamente cambiato, perche' non siamo piu' in due e perche' siamo arrivati in una terra magnifica. Dall'aereo il paesaggio era sconvolgente, le cime delle montagne illuminate dal sole che stava sorgendo, superavano le nuvole, le pieghe della Terra di tutte le sfumature dell'ocra...qui e la' una macchia di verde ed un monastero. Il Ladakh si presenta come una scoperta unica, sperando che il cielo azzurro e terso ci accompagni. Nei prossimi giorni inizieremo a camminare qui intorno per acclimatarci all'altitudine: bastano pochi passi per avere il fiatone! Scusate la brevita' ma devo cercare un internet point un po' piu' conveniente (anche se e' plausibile che qui per due mesi vogliano guadagnare per viverci tutto l'anno, quando tutto e' coperto di neve!). Mi permetto di chiudere la mail con una nota personale, perche' quello che e' successo l'altroieri ha veramente del miracoloso..aspettavo la nomina di una supplenza per l'anno prossimo, la mia prima supplenza pubblica annuale, invece, senza che me lo immaginassi minimamente sono passata di ruolo!Qui c'e' davvero lo zampino di questa terra meravigliosa...e quando torno si festeggia!!!!!!!! Un abbraccioDaria
29 luglio
Ciao a tutti,
la prima giornata qui a quota 3300 m e' andata abbastanza bene, non abbiamo avuto particolari sintomi del mal di montagna ed i ragazzi hanno provato per la prima volta la cucina indiana locale. Oggi siamo andati in una delle mille agenzie che organizzano escursioni, seguendo un criterio ecologista ne abbiamo scelta una che non lascia rifiuti in giro e che supporta progetti sul territorio ( prodotti biologici etc..). Da domani la nostra corrispondenza subira' un arresto perche' inizieremo a girare per le isolatissime valli del Ladakh. Domani alle 6 partiamo per un'escursione in giornata ai monasteri di Lamayuru e Alchi. Martedi' alle 8:30 partiamo per il trekking di sette giorni nella Markha Valley. Saremo di ritorno qui a Leh, il 6 di agosto, ed il giorno seguente faremo un'atra escurisione di due giorni al lago Tso Moriri. Vi faremo sapere non appena torniamo, sperando che il fisico risponda al meglio a queste avventure. Daria &Co.
7 agosto
Ciao a tutti,so che e' un po' di tempo che non ci facciamo sentire, ma eravamo assenti ingiustificati! Prima abbiamo trascorso tre giorni a Leh, capitale del Ladakh, durante i quali abbiamo visitato i monasteri di Lamayuru ed Alchi ( bellissimo), cercando di acclimatarci alla quota.Martedi' scorso siamo partiti per un trekking nella Markha Valley, a detta di molti un circuito facile e bello....l'esaltazione era a mille, l'attrezzatura nuova di pacca, l'adrenalina per una nuova esperienza.. -primo giorno:siamo partiti alle 8:30 sulle jeep, percorrendo una strada polverosa ci siamo avvicinati all'inizio del percorso...l'altitudine e' divenuta presto padrona dei nostri pensieri, perche' le gambe tenevano il passo, ma il cuore batteva nel petto come un tamburo... -prima notte a quota 4200 circa, senso di inappetenza e mal di testa obbligati- secondo giorno: passo a 4850 metri, tachicardia e acido lattico ( almeno per noi pigri) assolutamente giustificati dai paesaggi che ci si sono schiusi dopo il valico.. poco per volta siamo entrati in un mondo fatto di paesini di due o tre case, dove la corrente e' garantita dai pannelli fotovoltaici e non esiste nulla che non siano montagne meravigliose, ovini, zo (incrocio tra yak e mucca) e ladhaki sorridenti. Con il passare dei giorni il fisico si e' abituato alla quota ed alle ore di camminata ed abbiamo potuto gioire del bel sole e della compagnia reciproca.Gia', perche' al nostro gurppo italiano si sono aggiunti tre ragazzi francesi, cosi' che in otto abbiamo costituito un bel gruppetto... La vita ha seguito il ritmo del sole, con qualche piccolissimo ritardo perche' la sera ci mettevamo a giocare a carte e a scacchi con una birretta...la mattina sveglia alle 6 ed in marcia alle 7:30, attraverso fondovalle verdi di grano alternati ad un deserto di roccia maestoso ed assoluto. Le montagne con la loro solida e silenziosa presenza stimolavano i nostri pensieri, le riflessioni, sul senso della vita e sul senso del nostro vivere in una " civilta'" cosi' lontana dalla natura e dalla semplicita' che avevamo di fronte. I ragazzi dell'agenzia che aveva orgawnizzato tutto sono stati molto carini, ci hanno persino cucinato della pastasciutta e della pizza, ovviamente non pensate che fossero davvero italiane, le spezie e la cottura erano moolto indy... comunque e' stata una bella esperienza, che vorremmo portare avanti sulle nostre Alpi, nei week end, all'insegna della salute e del Ben Vivere! Adesso siamo di nuovo a Leh,dove ci siamo lavati e preparati ad un altro spostamento:abbiamo preso una jeep e domani partiremo per il lago Tso Moriri, a Sud Est, da li' raggiungeremo direttamente Manali...per ora il sole splende su di noi, ci auguriamo di scrivervi di nuovo sorridenti dall'altro versante dell'Himalaya verso la fine della settimana,un abbraccio a tuttiDaria & Co.
16 agosto
Ciao a tutti,so che e' un po' di tempo che non ci facciamo sentire, ma eravamo assenti ingiustificati! Prima abbiamo trascorso tre giorni a Leh, capitale del Ladakh, durante i quali abbiamo visitato i monasteri di Lamayuru ed Alchi ( bellissimo), cercando di acclimatarci alla quota.Martedi' scorso siamo partiti per un trekking nella Markha Valley, a detta di molti un circuito facile e bello....l'esaltazione era a mille, l'attrezzatura nuova di pacca, l'adrenalina per una nuova esperienza.. -primo giorno:siamo partiti alle 8:30 sulle jeep, percorrendo una strada polverosa ci siamo avvicinati all'inizio del percorso...l'altitudine e' divenuta presto padrona dei nostri pensieri, perche' le gambe tenevano il passo, ma il cuore batteva nel petto come un tamburo... -prima notte a quota 4200 circa, senso di inappetenza e mal di testa obbligati- secondo giorno: passo a 4850 metri, tachicardia e acido lattico ( almeno per noi pigri) assolutamente giustificati dai paesaggi che ci si sono schiusi dopo il valico.. poco per volta siamo entrati in un mondo fatto di paesini di due o tre case, dove la corrente e' garantita dai pannelli fotovoltaici e non esiste nulla che non siano montagne meravigliose, ovini, zo (incrocio tra yak e mucca) e ladhaki sorridenti. Con il passare dei giorni il fisico si e' abituato alla quota ed alle ore di camminata ed abbiamo potuto gioire del bel sole e della compagnia reciproca.Gia', perche' al nostro gurppo italiano si sono aggiunti tre ragazzi francesi, cosi' che in otto abbiamo costituito un bel gruppetto... La vita ha seguito il ritmo del sole, con qualche piccolissimo ritardo perche' la sera ci mettevamo a giocare a carte e a scacchi con una birretta...la mattina sveglia alle 6 ed in marcia alle 7:30, attraverso fondovalle verdi di grano alternati ad un deserto di roccia maestoso ed assoluto. Le montagne con la loro solida e silenziosa presenza stimolavano i nostri pensieri, le riflessioni, sul senso della vita e sul senso del nostro vivere in una " civilta'" cosi' lontana dalla natura e dalla semplicita' che avevamo di fronte. I ragazzi dell'agenzia che aveva orgawnizzato tutto sono stati molto carini, ci hanno persino cucinato della pastasciutta e della pizza, ovviamente non pensate che fossero davvero italiane, le spezie e la cottura erano moolto indy... comunque e' stata una bella esperienza, che vorremmo portare avanti sulle nostre Alpi, nei week end, all'insegna della salute e del Ben Vivere! Adesso siamo di nuovo a Leh,dove ci siamo lavati e preparati ad un altro spostamento:abbiamo preso una jeep e domani partiremo per il lago Tso Moriri, a Sud Est, da li' raggiungeremo direttamente Manali...per ora il sole splende su di noi, ci auguriamo di scrivervi di nuovo sorridenti dall'altro versante dell'Himalaya verso la fine della settimana,un abbraccio a tuttiDaria & Co.
20 agosto
Namaste',
nell'ultima mail vi dicevo che non se ne poteva piu' della pioggia..cosi' siamo stati esauditi ed abbiamo avuto diversi giorni di sole. Il gruppo si e' diviso: Carlo e' rimasto a Manali a godersi l'ambiente shanti in compagnia dei nostri amici italiani e ieri ha preso l'aereo per tornare in Italia; Marina, Grazia e Michele sono andati a Dharamshala, residenza in esilio del Dalai Lama,e da li' ad Amritsar, citta' santa sikh e capitale del Punjab..e noi? Io e Cri abbiamo preso a noleggio una Royal Enfield 350 ed abbiamo smotorato un po' nella Kullu Valley e nella Parvati Valley. Il cielo era azzurro, le montagne verdissime e, da bravi amanti delle terme, la nostra fida motocicletta ci ha condotti a Manikaran, famosa per le hot springs. Il paesino e' davvero affascinante, avvolto nei fumi delle sorgenti, affollato da pellegrini hindu e sikh(e dai relativi templi) e rigoglioso di piante di ganja che riempiono l'aria di un odore inconfondibile! Siamo anche entrati in contatto con la comunita' italiana di fumatori incalliti, che hanno colonizzato il luogo, anche se in maniera molto meno invasiva di quanto gli israeliani abbiano fatto con il resto delle valli.
Purtroppo la geografia dell'Himachal e caratterizzata da catene che separano tutte le citta' e le valli, dunque gli spostamenti sono sempre lunghi e difficili e le nostre velleita' guevariane sono state sedate dopodolo due giorni.
Volevo mostrare a Cristiano un po' di India, vera India, con mucche e munnezza per le strade, gente di ogni colore, abito , lingua..cosi' abbiamo deciso di muoverci verso sud...due giorni di autobus pubblico vissuti pericolosamente tra frane e tornanti, ci hanno portato da Manali a Shimla e da li' a Rishikesh. Come in un ciclo, la prima meta del viaggio e' stata anche l'ultima.
Qui sulle rive del Gange, tra pellegrini, ashram e riti, stiamo riposando e racimolando le forze per la caotica Delhi. POchi giorni ci separano dalla fine del viaggio, ed in questo luogo, che ha dato la luce ai sacri Veda, riflettiamo su questa bellissima esperienza....
a presto
D.
22 agosto
Nella mail prima vi parlavo delle riflessioni che questi luoghi inducono, senza dilungarmi, per evitare barbe da sadhu( santoni)...
Nelle centinaia di chilometri percorsi con vari mezzi abbiamo appreso le inesistenti regole del codice stradale, basate sostanzailamente sull'utilizzo indisciminato del Dio Clacson, che funge da segnalatore di sorpassi, saluto, incazzatura e quant'altro.
Ma dato che ieri sono arrivata a Delhi con Cristiano, con il treno piu' prestigioso che c'e', sul quale sali sottopeso e scendi della stazza delle divinita' locali, quello di cui vorrei raccontarvi sono i mercati di Delhi.
Oggi ho vagato per qualche ora nella zona di Old Dehli: ad ogni invasione veniva costruita una nuova parte di citta' e quella sei-settecentesca lasciata dai conquistatori musulmani e' quella meglio conservata. Dunque nelle stradine restrostanti la moschea principale della citta' si respira un'atmosfera unica. Avevo visto vari bazar finora, ma qui e' stata l'apoteosi: ce' un bazar dedicato ai biglietti per matrimoni, fatto di negozi che vendono biglietti tutti luccicanti con le diverse divinita' stampate su carta patinata; poi c'e' il bazar delle decorazioni per festivita', con strade rilucenti di ghirlande dorate, dal gusto quanto meno discutibile, che vengono seclte da signore e ragazze, che si pasciono dell'abbondanza di ghirigori: una cosa da far sembrare francescane le nostre chiese barocche!!!
Il mercanteggiamento raggiunge il massimo nel mercato delle spezie, dove vengono vendute spezie per cucina, frutta secca, legumi, cereali, incensi..insomma tutto quanto sia edibile e dotato di un vago profumo...
Il denominatore comune di questa ridda di commerci sono le stradine strette, spesso vicoli chiusi, sui quali si affacciano i laboratori dove vengono confezionate le merci, i piccoli afratti che ospitano sacchi di peperoncino o nrisme di carta, su cui sono abbarbicati un paio di ragazzi...e sopra tutto regnano i carretti ed i portatori, che spostano la merce, da una parte all'altra della citta', rendendo possibili gli scambi, gli arricchimenti, le fortune...sudore che scorre ininterrottamente nel tentativo di superare una salita, di tenere in equilibrio chili di te, di stoffa, di cardamomo...e di esistenza...
namaste',
Daria
30 agosto
Ciao,
non mi sono dimenticata di raccontarvi l'epilogo del viaggio...solamente aspettavo di arrivare a casa e vedere che effetto mi avrebbe fatto.
Gli utlimi giorni a Delhi da sola sono trascorsi velocemente..spostandomi con la nuova linea della metropolitana che collega i dedali infinitamente affascinanti dei bazar agli ampi viali angolsassoni della nuova città. Come ogni collegamenti metropolitano è veloce ed efficitente, ti risparmia ore nel traffico piu' bestiale e sudorazioni copiose..il piccolo particolare è che essendoci l'aria condizionata abbastanza forte mi sono presa un bel raffreddore che mi porto dietro!
Dopo aver visitato musei e negozi ed aver preso un po' di regalini mi sono preparata alla partenza, prevista per le 2:30 di mattina del 27. Per fortuna, avendo deciso di viaggiare con un'altra ragazza diretta a Milano, ho saputo che il volo era rinviato di 7 ore per motivi tecnici!!!
Perciò sono arrivata a Malpensa alle 15 di lunedì..ed un mondo nuovo si è apertoai miei occhi...
mi sono ritrovata a girare per Novara, apprezzando quello che mai prima mi era parso apprezzabile per la propria tranquillità ed organizzazione. Da bravi italiani le prime attenzioni sono state per il cibo: sapori mediterranei da riscoprire e gustare ad libitum!
Adesso sto lentamente tornando alla realtà quotidiana, stupendomi per gli sguardi con cui colgo l'abbigliamento, i comportamenti, la geografia urbana...e chissà quando vedrò Milano!
Continuo a sognare dell'India, pascendomi delle mille immegini che ho dentro e che, spero, un po' per volta, prenderanno un via per arrivare a tutti voi,
un grande abbraccio e a presto
D.
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