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tre uomini in barca

Ginevra in Iran

16 luglio 2007

 

Fa caldo! fa VERAMENTE caldissimo!!! probabilmente e anche questo velo ad amplificarlo

...in ogni caso Cara Barca...tutto bene dal fronte orientale! Vi sto scrivendo dal Dehkhoda Institute dove, dopo 6 ore, abbiamo QUASI completato l iscrizione (n.b. questo post non avra ne accenti ne apostrofi)... dicevo, questo ufficio e la concretizzazione del concetto di immobilismo, una cosa che pare essere piuttosto tipica del luogo...quello che suppongo essere il nostro futuro docente, di fronte alle nostre preoccupazioni per le faccende burocratiche, poco fa ha espresso in una frase lo spirito del luogo: "no problem, take it easy". Piccola digressione sul viaggio...siamo partiti sabato mattina alle 11.30 da Malpensa...In attesa al gate, con i primi segni del panico a farsi vivi e la vaga idea di mollare all ultimo per rivalutare la riviera romagnola come meta vacanziera, ecco comparire, avvolta da un fascio di luce, una raggazza italo-iraniana che frequenta la nostra stessa facolta e che rientra in Iran per andare a trovare i parenti. Diciamo che dopo il terrorismo psicologico della lonely planet quanto ai controlli di visti-passaporti-bagagli all arrivo a Tehran e stato un po una manna dal cielo avere con noi una semi-autoctona. A dimostrazione di cio, nessun problema all uscita ne tantomeno al momento del primo cambio di denaro...li senza Pegah sarebbero stati veramente momenti di panico! Rapida spiegazione del perche...al di la della scarsa conoscenza dell inglese da parte del personale (e del nostro arrabbatarci col persiano) c e la questione RIAL-TOMAN: ovvero...la vecchia valuta, se non sbaglio quella in uso sotto lo shah, era il toman...in seguito subentro il rial...MA, la gente non si e MAI abituata a ragionare in rial, anche perche e una moneta molto svalutata (1 euro circa 12000 rial) ed e piu semplice continuare a ragionare in toman...in soldoni...un tassista ti chiede 5000 toman,e tu DEVI SAPERE che in realta devi dargli 50000 rial...cioe bisogna sempre aggiungere uno zero...cioe stiamo impazzendo... in questo la palma d oro per la battuta dell anno va a un theranese tamarro-palestrato con cui abbiamo fatto amicizia in un kebabi due sere fa "RIAL is not REAL!" avrei mille altre cose da scrivere, ma ora dobbiamo ripiombare nel vortice della burocrazia iraniana...nel frattempo sappiate che DOVREMMO aver trovato un tetto per le nostre inermi teste!

Baci a tutta la ciurma

g

 

18 luglio 2007

 

Buongiorno Barca! scrivo da un internet point di Isfahan, bellissima citta' dell'Iran centrale, e qua e' 12.23. Troppo di tutto in troppo poco tempo! siamo arrivati ieri mattina alle 4.30, accartocciati come rare volte, dopo un viaggio notturno in autobus di 7 ore... l'ultimo giorno a Tehran non e' stato dei piu' felici, abbiamo cambiato hotel...ci siamo trasferiti da Shemiran (Tehran nord, Tehran-bene) a Jonub Tehran, la zone delle ambasciate, dei poveri e delle donne quasi tutte in chador. E' un bel salto visivo, a Shemiran le ragazze potano il velo in modo assolutamente non regolare, si sbizzarriscono con i colori, mostrano i capelli e cercano il piu' possibile di avere uno stile personale...riuscendoci peraltro! A Jonub essendoci piu' poverta' c'e' anche una piu' alta percentuale di osservanti, e soprattutto piu' polizia. Insomma in quest'ultimo pomeriggio tehranese ci stavamo trascinando verso la stazione centrale degli autobus, un po' spersi, per cercxare la biglietteria...fermo una donna velata in modo tradizionale e le chiedo delle informazioni (alle donne e' sempre meglio che mi rivolga io e viceversa agli uomini si rivolge Claudio)...e' un attimo, la donna ci accompagna e praticamente mi sequestra; e' un fiume in piena, inizia a dirmi mille cose velocissimamente che in buona parte non capisco....e' cosi' felice che siamo la' e studiamo la sua lingua, ama molto l'Italia, santo cielo, io sono la' e studio la sua lingua nel suo paese che non e' libero e porto il velo che anche per lei e' una scocciatura, e poi la guerra Iran-Iraq, le bombe, aveva paura, il lavoro...in Iran sul lavoro c'e' un sacco di mafia...usa precisamente la parola MAFIA. Sono a dir poco tramortita, ma felicissima,nelle ultime ore era capitato varie volte che uomini mi ignorassero e iniziavo a sentirmi un tantino frustrata. Puna ha 30 anni e un bambino di 8 mesi, e' molto cortese, ci fa i biglietti per Isfahan e ci accompagna in autobus fino all'hotel... L'AUTOBUS: l'autobus all'interno e' separato per uomini e donne..e io lo sapevo, ma mai come in questa occasione il passaggio dalla teoria alla pratica si e' rivelato simile a una badilata in faccia. C'e' una sbarra di ferro in mezzo, cioe', non una linea di cortesia, una sbarra di ferro. Fortunatamente Puna era sufficientemente loquace da farmi pensare ad altro...ai miei problemi con la sintassi persiana per esempio... arriviamo a destinazione e Puna si ferma in un negozio vicino all'hotel, prende dei dolcetti e me li regala...scatta il tarowf. IL TAROWF: altrimenti detto tre-no-per-un-si'...esempio pratico...quando scendi da un taxi e' altamente probabile che il tassista ti dica che non vuole soldi, che ti offre la corsa...MAI ANDARSENE, NON E" VERO! bisogna insistere almeno un altro paio di volte e poi pagare normalmente...questo si applica un po' a tutti i campi del vivere, diciamo che e' La Cortesia nel suo stadio terminale. Quindi dopo un minimo di tarowf accetto i dolcetti al miele e sesamo e trascino Puna nella hall dell'hotel...li' prendo il bagaglio a mano e ne estraggo due pacchi di pasta, una confezione di pesto e una di parmigiano (non ponetevi domande, sapevo che mi sarebbero serviti!)...altro tarowf, altro scambio di regali davanti ai receptionist piuttosto divertiti...il facchino che mi porta fuori le valige, un gigante buono che non sa una parola di inglese, mi sorride contento come se fossi un dio minore. Sono galvanizzata, ma soprattuto mi sento meglio! Il presente e' Isfahan, e Isfahan e' meravigliosa e molto ospitale...altre cento cose sono successe, ma rimando a un altro giorno perche' ora mi aspetta il bazar!!! un abbraccio collettivo Ginevra

 

21 luglioISFAHAN Arrivo a Isfahan alle 4.30 del mattino, ricerca di un hotel economico in stato di coma totale con il tassista (i tassisti sono ufficialmente i personaggi gag di questo viaggio) che ci ha fatto girare mezza citta' e svegliava personalemente i receptionist addormentati sui loro tappetini cercando di intercedere per noi tapini! Alla fine troviamo il PersePOLICE hotel...no, non e' un errore mio, e' un errore LORO, che hanno translitterato male il nome della citta' con un risultato a meta' tra l'esilarante e l'inquietante. Isfahan, come gia' dissi, e' il cuore storico e artistico dell'Iran. Esempio principe e' Meidane Imam o Imam Square, centro della citta' e seconda piazza piu' grande al mondo dopo piazza Tien An men. Nonostante Isfahan sia un centro cosi' importante in questo periodo non e' affollata di turisti e girare Meidane Imam (soprattutto dopo il trauma-Tehran) e' una vera gioia. Per completare il giro dei luoghi visitabili della piazza (a partire dalla Moschea dell'Imam fino al grande bazar sotto i portici) con la dovuta calma a mio parere un paio di giornate ci vogliono...soprattutto visto che queste visite sono immancabilmente intervallate da soste sui prati della piazza e intorno alla grande fontana-piscina in cui i bambini si rinfrescano . Il bazar e' un luogo assolutamente perfetto per praticare la lingua, e' impossibile cercare di comprare qualcosa senza subire una sorta di terzo grado! Per quel che mi riguarda mi ha dato anche modo di sentirmi un vero pavone quando ho scucito due begli sconti su manto' (lo spolverino nero a maniche lunghe e lungo fin sopra le ginocchia che portano le iraniane, generalmente le piu' giovani) e due veli nuovi...il tutto ovviamente sbagliando le coniugazioni verbali, ma tant'e'! LA CHAE KHANE (sala da te') Ovvero la chiave di volta di questa sosta a Isfahan...di sale da te' ce ne sono a bizzeffe, ma la migliore in assoluto e' una chae khane che si raggiunge praticamente scalando delle scale ripidissime e arrivando su una terrazza con una vista incredibile su Meidane Imam...qua il posto e' meno controllato (aperta parentesi..I CONTROLLI: a Isfahan c'e' piu' polizia VISIBILE che a Tehran, compresa la moral police/pasdaran...questo non significa che ci siano piu' restrizioni, perche' in realta' Isfahan, essendo piu' turistica, ha anche alcuni innegabili vantaggi per i turisti stessi, tipo il rinnovo pressoche' immediato dei visti...dall'altro lato ci sono piu' restrizioni per gli autoctoni, in quanto c'e' piu' evidente conservatorismo...le donne e anche le ragazze piu' giovani girano tutte o in chador o in velo e spolverino rigorosamente neri, ne ho viste anche alcune con i guanti...se vi sembra una situazione confusa, ebbene, lo e'!) Dicevo che il posto e' meno controllato e guardando la ragazza dai tratti orientali davanti a me noto con gioia che fuma il qeilon (sorta di narghile' iraniano)...a Tehran in una chae khane mi era stato detto che non potevo (soprassiedo sulle mie reazioni interiori vagamente simili all'incipit di Apocalypse now). A questo punto ne ordiniamo uno e facciamo amicizia con la sopracitata ragazza e i suoi amici...di qui si formera' una sorta di "compagnia di Isfahan"...composta da: Karol: 30 anni, malesiana, vive e lavora per un giornale in India. Hassaf: franco libanese studente di geografia a Marsiglia Memo: messicano, si sta laureando in biologia, e' stato a Tehran e voleva iscriversi al Dehkhoda(!!!)...poi si e' guardato intorno e e' scappato a Isfahan. David: spagnolo, studente di linguistica spagnola che ha insegnato per un anno spagnolo in Azerbaijan. David (senior): un folle 45enne ex insegnante di filosofia, spagnolo, in viaggio da nove mesi. Con questi elementi abbiamo trascorso serate assurde nei prati di Meidane Imam, che di sera e fino a tarda notte si affolla di famiglie che vanno a cenare e a rinfrescarsi...non meno di trecento presenze a notte...praticamente il piu' grande pic nic della storia! Qui siamo stati invitati a cena da una numerosissima e tipicissima famiglia iraniana e abbiamo fondato il "Water Melon Party" (elucubrazione mentale nata dopo aver elencato i partiti piu' assurdi dei rispettivi paesi...parere mio, l'Italia vince!) L'ULTIMA SERA A ISFAHAN Merita una sua personale parentesi...il gruppo si era ormai sfaldato e ognuno andato per la sua strada, ci ritroviamo a trascorrere la solita pic-nic serata io, Claudio e David-Azerbaijan...il quale pensava di andarsene in giornata e procedere per Khorramabad (Iran nord occidentale), aveva cosi' fatto il check out dal suo ostello...MA poi ha deciso di fermarsi un'altra notte...PICCOLO PARTICOLARE, il suo ostello era ormai pieno...ci trasciniamo cosi' al PersePOLICE hotel chiedendo se possiamo ospitarlo nella nostra stanza (presa doppia in quanto ovviamente piu' economica)...all'hotel fortunatamente non fanno una piega (ricordate la storia dei turisti piu' avvantaggiati)... In compenso, ci elargiscono una perla meravigliosa al momento del pagamento: receptionist dixit "Italy is wonderful, I like Berlusconi, I don't like Prodi, Prodi seems a poor man...BERLUSCONI LOOKS LIKE MAFIA, VERY GOOD!" ...no comment Barca!! A ogni modo ieri siamo tornati a Tehran e abbiamo salutato David (e qui invito a un attimo di silenzio per la sua partenza...cosa ci faccio qui??! perche' non sono saltata con balzo felino su un autobus per Khorramabad??!) Miei cari, qua chiudo e nuovamente vi abbraccio e saluto...alla prossima..

 

Ginevra

 

pic-nic in meidane imam, rispettivamente io, hassaf, david junior e david senior.. per ora questo pc si rifiuta di mandarvene altre ^_^

 

29 luglio

Caro equipaggio, vi scrivo un po'raffreddata a causa degli sbalzi termici assurdi interno/esterno...qua amano molto l'aria condizionata stile Polo Nord!
Vi scrivo, peraltro, dal terzo e si spera definitivo albergo; un buon posto a Tehran sud, molto economico dove il personale non mi da' l'idea (come nel precedente) che il mio passaporto sara' immesso sul mercato nero da un momento all'altro!
Qua il computer e' situato nella sala di preghiera, che altro non e' se non uno stanzino con dei tappeti...quindi al momento la scena e' che io scrivo e due tipi dormono, anzi, russano bellamente sui sopracitati tappeti...spero di non svegliarli, questa tastiera fa un rumore assurdo...
La principale novita' e' che, dopo la prima settimana di lezione ci siamo gia' beccati un finesettimana lungo in quanto qui ieri (cioe' sabato 28) era la festa del papa' (intesa come la festa di ALI, genero di Maometto e fondamentale per gli Sciiti).
Giovedi' ne ho dunque approfittato per scappare a Zanjan, cittadina a 4 ore di autobus da Tehran, e vedere se girando da sola riuscivo a interagire un po' di piu' con i locali...
Zanjan e' piuttosto piccola e la dimensione decisamente piu' provinciale rispetto alla megalopoli Tehran, anche qui molti chador e molti veli neri; inoltre a prima vista la gente mi sembra piu' sospettosa, forse perche' meno abituata alla presenza di turisti.
A prima vista, dicevo...infatti, appena metto piede fuori dall''albergo e chiedo informazioni per trovare il bazar vengo immediatamente sequestrata (ormai e' una prassi) da una mia coetanea...che parla SOLO ed ESCLUSIVAMENTE persiano...o volendo azeri, che e' una lingua turca tipica dell'Azerbaijan iraniano.
Con Setaré passo il pomeriggio e l' intera giornata seguente...anzi, e' piu' corretto dire che il venerdi' l'ho trascorso con l'intera famiglia...una famiglia enorme! Due fratelli, tre sorelle, una nipote, la mamma, il papa' e la nonna...tutti rigorosamente ed esclusivamente persofoni, volevo lo shock linguistico? eccomelo servito!
C'e'da dire che nel mezzo del delirio linguistico ho mangiato un ottimo riso con pollo; inoltre nel pomeriggio uno dei fratelli maggiori ha cortesemente scortato me e Setare a Soltanieh, paesino limitrofo in cui si trova il mausoleo con la cupola in mattoni piu' grande del mondo, praticamente nel mezzo del nulla...pianura sconfinata e montagne all'orizzonte, meraviglioso.
Le Chicche:
-Gossip al femminile in persiano; Setare,che con quel foulard a fiori sembrava la protagonista di una commedia italiana anni '50, mi confida a bassa voce di essere follemente innamorata del suo professore di informatica, cambiando argomento ogni volta che si avvicina il fratello...usa una tipica e bellissima espressione iraniana "delam kehili tang shod", che letteralmente corrisponde un po' al nostro " mi si stringe il cuore"-Mai avessi nominato il martirio di Hossain (figlio di Ali) a Kerbala (altro momento fondamentalissssssimo per gli sciiti)...la sorellina sedicenne, chadori per sua volonta' (ovvero fuori casa gira solo in chador) parte con un discorso teologico assurdo e mi sommerge di domande sul cristianesimo...alla fine mi regala un libro intitolato "profezie sulla fine del mondo"...appena lo apro la prima frase che riesco a leggere e' "l'America e' il grande satana"...in compenso mi regala anche un pupazzetto che se lo schiacci si illumina e dice "I love you".
-Tirata infinita da parte di TUTTA la famiglia sul fatto che era molto pericoloso per me girare da sola e che il mondo e' pieno di gente cattiva...ho dovuto assicurargli che a Tehran c'era uno stuolo di professori armati e pronti a difendermi al prezzo della vita per evitare per tranquillizzarli!
Per ora e' tutto dalla Sala di Preghiera...vado che non vorrei mai svegliare i begli addormentati..

 

5 agosto

ULTIME DALLA SALA DI PREGHIERA:
All'hotel-casa di Jonub Tehran sono approdati, loro malgrado, due nuovi ospiti; ovvero due studenti di Oxford (di cui una studentessa italiana) appena arrivati al Dehkhoda e finiti in mezzo a una specie di incidente diplomatico...mi spiego, i due sopracitati studenti sarebbero dovuti essere ospiti di una sorta di dormitorio inglese situato in un territorio collegato all'ambasciata e percio'considerato inglese..peccato che periodicamente il governo iraniano decide che e' tempo di rivendicare quel terreno, e che nel caso specifico "periodicamente" significhi un paio di giorni fa! Indi per cui, essendo le porte blindate dalla polizia diplomatica a qualsiasi nuovo arrivo, i due tapini si sono trovati catapultati, dal dormitorio con piscina a due passi dalla scuola, al nostro albergo a un'ora e venti di mezzi pubblici vari ed eventuali...a ogni modo non sembrano averla presa troppo male e ora formiamo un gruppo alquanto bizzarro in mezzo agli avventori abituali dell'hotel, perlopiu'pellegrini di passaggio per Mashad (n.b. ne e' appena entrato uno chiedendomi se perfavore puo' pregare e ora si sta prosternando a un metro e mezzo dal computer).
L'ALBERGO:
Come gia' detto il posto non e' niente male, da sottolineare la presenza del manager factotum, un ometto alto e magrissimo, con un occhio di vetro e la gentilezza e solerzia estrema propria di chi un giorno imbraccera' un mitra e fara' una strage di clienti (auspico di essere molto lontana da qui quel giorno). Il contesto e' quanto di piu' lontano si possa immaginare da Tehran nord (per dire, Tehran nord e' praticamente Milano con le insegne in persiano e un traffico decisamente piu' killer)...metti piede fuori dall'albergo e ti troverai nel quartiere delle officine; i marciapiedi sono intasati da cerchioni, portiere, pezzi di ricambio, personaggi dall'aria losca e motociclisti che scorrazzano liberamente facendo slalom tra i pedoni...e uomini, mai visti cosi' tanti uomini e cosi' poche donne, credo di averne contate 5 in due settimane.
Qui intorno per il sostentamento di base si trovano pressoche' solo kebabi (che per me che SAREI vegetariana da quattro anni e' un po' problematico), in compenso mi consolo con il gelato al pistacchio (l'Iran tra le varie cose e' un celeberrimo produttore di pistacchi)...avete presente quello italiano? ecco, dimenticatelo, al confronto non ha diritto di esistere!
Tra l'altro, giusto un paio d'ore fa, di ritorno dalla spedizione-gelato, siamo stati fermati da un ragazzo che con aria loschissima propria del peggiore degli spacciatori ci ha avvicinati porgendoci un pacchetto...ebbene, non droga, non alcol, bensi' carte da gioco, che qua sono illegali.
A presto per il prossimo aggiornamento che probabilmente sara' dalla citta' santa di Qom, dove saro' ospite di una famiglia che pare essere molto tradizionalista (il che significa che domani devo andare a comprarmi un chador..)G

 

15 agosto

TEHRAN TERRA DI LIBERTA'...
No, non mi sono definitivamente bevuta il cervello,  sono semplicemente stata a Qom due giorni durante l'ultimo fine-settimana.
QOM: a un'ora di taxi a sud di Tehran, Qom e'citta' santa dell'Iran sciita insieme a Mashad (Iran nord-orientale); chiamata anche "Fabbrica di Mullah", e' sede delle piu' importanti scuole teologiche e da li' escono gli Ayatollah di maggior fama...uno su tutti, Khomeini.
L'occasione per fare un salto da quelle parti e' nata grazie a Francesca, altra studentessa italiana con cui ormai e' nato un team di viaggiatrici al semi-sbaraglio e che non si sa bene in base a quale principio ha amici-diamici-diamici iraniani sparsi un po' in tutto il paese.
mercoledi' scorso dunque, armate di abiti nero-integrale e chador prontamente ripiegato nelle borse, siamo saltate su un finto-taxi-collettivo dirette verso la patria degli Ayatollah.
Finto-taxi in quanto trattavasi di uno dei tantissimi privati che per arrotondare o per lavoro vero e proprio esercitano la professione abusivamente.
L'autista e gli altri due passeggeri (due ragazzi irakeni in pellegrinaggio) erano tutti artesh o ex artesh, cioe' ufficiali dell'esercito...quindi ci siamo beccate un'ora di bizzarri discorsi su politica interna ed estera ("si' l'America mi piace, ci vuole tutti morti, ma mi piace!") intervallati da indicazioni sui proprietari delle enormi coltivazioni di pistacchi che sfrecciavano fuori dal finestrino ["questo e' tutto di Rasfanjani...questo e' tutto dei mullah...e questo e' tutto dei sepah (altra divisione militare)"].
Arrivate a Qom ad aspettarci c'era una famiglia locale composta da madre-padre-figlio 23enne (Amir)-figlia15enne(Parvin)...
L'ospitalita' e' al solito totale, forse un po' piu' attenta alle forme rituali di tarowf, che noi ovviamente sbagliamo subito suscitando le matte risate di tutti (questo e' stato grande fonte di sollievo..tradizionalisti, ma con senso dell'umorismo!).
Ora, la permanenza, seppur di soli due giorni, non e' stata semplice. Qom e' pesantemente diversa da Tehran, al punto che da quelle parti la capitale e' spesso mal vista...dunque in casa, essendo presenti gli uomini della famiglia, abbiamo sempre indossato il velo e i manto'; e fuori casa e' stato tassativamente necessario il chador...ah, dimenticavo di dirvi che Qom e' praticamente in mezzo al deserto e fa un caldo infernale...o comunque girarla infagottata in una una specie di tenda igloo fa il suo effetto!
Appunto per il caldo, in questo periodo dell'anno non e' consigliabile aggirarsi per la citta' in pieno giorno, quindi la prima gita fuori dai sacri e protetti confini della casa e' stata serale...meta: Giam Karon, moschea poco fuori Qom, celeberrima in quanto, secondo la tradizione sciita duodecimana, luogo della sparizione del dodicesimo Imam (cioe' un bimbetto di anni otto che diversi secoli fa se la girava per il palazzo califfale per poi occultarsi misteriosamente).
Se il computer della Sala di Preghiera non decide di bloccarsi come al solito arrivera' qualche foto che i nostri ciceroni hanno cortesemente scattato di nascosto nell'ala riservata agli uomini.
Gia' questo era un buon inizio, ma devo dire che la giornata successiva e' stata probabilmente la piu' mistico-spirituale delle nostre vite...Dopo la sveglia all'alba e un'ottima colazione con marmellate tipiche (ragazzi, cosa non e' la marmellata di rose!) ci aspettava niente meno che Il Pellegrinaggio (!!)Ovvero in compagnia dei due figli ci siamo dirette a pellegrinare verso il cuore spirituale di questa spiritualissima citta'..la moschea-mausoleo di Hazrate Masumeh, sede della tomba di Fatima (non quella piu' famosa, un'altra, ma ora non sto qua a fare la genealogia che poi non e' piu' finita!). Qui, il fatto di girare con degli autoctoni ci ha dato l'impagabile occasione di vedere il complesso dall'interno, cosa che non sarebbe possibile per i non musulmani...per questo dobbiamo ringraziare anche lo spersonalizzante chador; non una persona ha pensato che potessimo essere straniere.
Al di la' dell'architettura meravigliosa e' difficile spiegare quello che ci siamo trovate davanti, in particolare il passaggio nella sala di preghiera delle donne e' stato frastornante...nell'aria il canto, ma direi piu' che altro il lamento fino al pianto, del muezzin e' continuo; le pareti e le volte sono coperte da specchi e migliaia di donne avvolte dai chador bianchi della preghiera si prosternano, lamentano, sgranano rosari, ti calpestano, pregano a occhi chiusi, piangono e sembrano perlopiu' esprimere un profondissimo disagio nell'unico modo che hanno a disposizione.
In tutto questo essere scortate da una sveglissima ragazzina 15enne affatto entusiasta di portare il chador gia' da sei anni e che molto probabilmente passera' qui il resto della vita ha fatto il suo effetto.
...e dopo il pellegrinaggio dove mai saremo andate?...ma a visitare Il Cimitero di Qom ovviamente!...a questo punto il tutto iniziava a prendere una piega esageratamente seria, al che per dare una svolta all'atmosfera io e la mia collega abbiamo ben pensato di metterci a cantare "Il pescatore" di De Andre' in macchina con somma gioia e sconcerto di Amir e Parvin affatto abituati a voci femminili in liberta' (ebbene, e' vietato!).
C'e' da dire peraltro che la nostra famiglia ospite era proccupatissima dal nostro arrivo, al punto da non dormire la notte precedente (ce l'ha detto Amir) e da noleggiare una macchina per venirci a prendere pensando che avessimo chissa' che pretese...eravamo le prime straniere, e presumibilmente le ultime, a mettere piede in quella casa quindi suppongo si aspettassero di vedersi piombare davanti due cubiste in abiti di pailettes.
Al contrario delle case tehranesi, questa non aveva il satellite (anch'esso vietato, ma nella megalopoli ce l'hanno praticamente tutti), il che significa che non arrivano notizie su Europa o Occidente che non siano interne.
L'unica via e' internet, ampiamente usato dai ragazzi, che chattano molto e scaricano perlopiu' video di musica commerciale ottenendo una visione plasticata e completamente distorta del nostro mondo...e' stata una faticaccia spiegargli che in Italia non giravamo vestite come Beyonce e Shakira!
Gia' da un po' di giorni sono di nuovo a Theran, e devo dire che la percezione delle cose e' nettamente cambiata, al punto da farmi sembrare i quartieri a nord con le ragazze in  hijab colorati e i manto' corti e aderenti la versione persiana di Copacabana...giusto ieri con i prodi Francesca, Claudio e Alessandra (la ragazza oxfordiana "vittima" dell'incidente diplomatico Iran-Londra) ci siamo cimentati in un pranzo a base di pasta al pesto a casa di una famiglia tehranese che ci ha praticamente adottati.
Nettamente, altro mondo; cosa che va molto al di la' della possibilita' di non mettere il velo, quello e' solo l'esempio piu' semplice da mettere nero su bianco, ma non e' che un simbolo nonche' l'ultimo dei veri problemi di questo paese...a ogni modo con tutti questi cambi repentini penso che la schizofrenia sia alle porte ^-^!
Per ora e' tutto, domani partenza per Kashan, citta' dell'acqua di rose...a risentirci con il resoconto della prossima trasferta.
G

 

22 agosto

 

KASHAN TERRA DI CARRAMBA.. altro capitolo per altra gira fuori porta del fine settimana...che poi qua tra fine settimana iraniano e italiano sono un attimo scombinata spaziotemporalmente, ma procediamo... Zaino in spalla, parte della microcomunita' italiana al femminile del Dehkhoda' si e' diretta verso Kashan, citta' dell'Iran centrale raggiungibile in tre ore di autobus e celebre per la sua acqua di rose. Il team e' formato da me medesima, Francesca la sarda, e Alessandra l'ostracizzata dal dormitorio oxfordiano. Ora, Kashan grazie alle dimore storiche e a un bazar davvero notevole e' un ottima tappa per chi viaggia in Iran...e non si sa in base a quale principio pullula di italiani bizzarri. L'antefatto e' che Claudio tre settimane orsono ci e' andato da solo e ha incontrato una coppia di Crema (ricordo che lui e' di Treviglio) che conoscevano nientemeno che il nostro professore di glottologia di Venezia...ovvio, d'altra parte l'Iran e' cosi' piccolo! Dal canto nostro, noi donnine ci siamo sistemate nella Golestan guest house, un posto tranquillo frequentato da diversi europei e il cui direttore, per aspetto e modus operandi, potrebbe benissimo chiamarsi Pasquale e essere un simpatico omone mapoletano. Ovviamente qua troviamo un altro italiano che a sua volta ci presenta a una coppia sardo-francese (e qua scatta l'attimo di campanilismo per Francesca). Fin qui niente di strano, anzi, ottima occasione per visitare con loro I Tetti di Kashan, raggiungibili da una micro porticina nel labirintico bazar e veramente spettacolari. MA, dopo questa bella gita, durante la pausa-sala-da-te' subentra un'altra coppia italiana, di cui il lui e' trevigiano (attimo di campanilismo per me). Il Lui, dopo le presentazioni mi fa "ma tu sei quella che tiene un blog per tre uomini in barca?".....momento di sconcerto, praticamente questi due prima di partire cercando informazioni sull'Iran si sono imbattuti nel vostro sito...e gia' la'...ma non basta, dopo un po' salta fuori che lo stesso personaggio non solo e' amico di uno dei miei professori di persiano, ma e' stato anche compare al matrimonio del di lui fratello. Non vi basta? due giorni dopo il rientro a Tehran abbiamo ritrovato la coppia sard-francese nel nostro hotel...e con questa ho finito la scorta di carrambate. A ogni modo, il giorno dopo abbiamo fatto una fuga rapidissima ad Abyaneh, un microscopico villaggetto a un'ora di taxi da Kashan, molto frquentato e inflazionato da turisti tehranesi, ma comunque uno scorcio interessante per chi non ha tempo di visitare zone rurali piu' sperdute. Abyaneh e' arroccato tra le montagne, quindi il clima d'estate e' piu' fresco e piacevole che nella vicina ma caldissima Kashan, le case sono tutte in terra cruda e i pochi abitanti sono perlopiu' anziani...le donne sono interessanti perche' usano dei lunghi veli bianchi con decorazioni floreali e vestiti altrettanto colorati...che un tempo probabilmente erano autentici, ma ora abbiamo desolantemente scoperto essere made in Japan! Nel frattempo a Tehran il corso procede inesorabilmente verso la prova finale (che sara' martedi' prossimo) e i Firuzeh hotel non cessa di regalarci scorci notevoli; l'ultimo proprio ieri sera, quando l'omino della reception che fa il turno di notte ci ha intrattenuti in una luuuuuuuuuunga conversazione sulla proposta di matrimonio che deve fare a una famiglia tehranese...giusto per la cronaca la ragazza supposta futura sposa finora l'ha vista solo in foto...tra l'altro Il Gran Giorno era proprio oggi, quindi attimi di tensione al Firuzeh, speriamo che stasera l'omino ci dica che i fiori sono finiti nel vaso...spiegazione: tradizione vuole che lui porti un mazzo di fiori alla famiglia e durante Il Colloquio, se ai genitori piace e accettano che frequenti la loro figliuola, il padre mette i fiori in un vaso sul, altrimenti le povere piantine restano ad appassire miseramente sul tavolo. Per ora e' tutto, a presto per gli ultimissimissimi aggiornamenti. G

 

AGGIORNAMENTO DELL'ULTIMISSIMA ORA: Claudio e Zahir (l'altro ostracizzato oxfordiano) rientrano in albergo dopo l'ennesimo kebab ridendo sguaiatamente... cosa e' successo? hanno incontrato una coppia di italiani che alloggia nell'albergo di fianco al nostro... Lui: "ma sei qua per lturismo, studio o lavoro?" Claudio: "eh, studio persiano a Venezia" Lui: "ah, ma allora conosci il professore tal dei tali per caso?" Claudio: "ma allora tu per caso sei il compare di matrimonio del fratello del mio professore che Ginevra ha incontrato a Kashan?" Ebbene, lo era! PAsso e chiudo ^_^ G

 

24 agosto

 

Giovedi' mattina, cioe' ieri mattina, la sveglia canta presto per me, Alessandra e Francesca. E' uno dei pochi fine settimana che passiamo a Tehran e abbiamo un po' di cose in sospeso da vedere. Nel caso specifico, il mausoleo di Khomeini e il cimitero monumentale. Come ai tempi della scampagnata a Qom, le nostre amiche e amici iraniani restano perplessi e divertiti di fronte a questo inspiegabile interesse per cose a cui loro meno si avvicinano meglio stanno. Mausoleo e cimitero sono nella stessa zona, raggiungibili facilmente in metro, ultimissima fermata a sud della citta'; intorno molto caldo e nulla totale. Per quanto riguarda il primo e' un enorme monumento alla propaganda, con un'architettura che se all'esterno con le cupole e i minareti imponenti fa la sua figura, all'interno cerca di essere moderna e risulta decisamente opinabile. Dentro si puo' trovare l'immancabile banca, il gelataio e i negozietti di ricordi e souvenir nostalgici, con portachiavi raffiguranti l'icona di Ali, effigi di Khomeini ovunque e in ogni forma e la sua voce che dagli stereo ammonisce i fedeli a ruota continua. Praticamente e'un grande, desolato shopping centre abbandonato a se stesso. E' curioso che per accedere alla di preghiera bisogna essere perquisiti e far passare le borse in un aggeggio simile a quello degli aereoporti...la signora che mi controlla mi squadra un attimo e mi chiede se sono pakistana...aggiungo anche questa alla lista dopo essermi sentita dare dell'afghana-iraniana-francese-canadese-tedesca. Del cimitero monumentale la parte che ci interessava di piu' era quella dedicata ai martiri della guerra Iran-Iraq con relativo museo a loro dedicato. Ce ne allontaniamo indecise se essere piu' amareggiate dall'oggettiva drammaticita' di quanto visto o dalla sua strumentalizzazione. Dopo una giornatina del genere uno pensa che un po' di svago ci sta. Cosi' sfoderiamo i biglietti per il concerto di un gruppo di fratelli e sorelle kurdi che da queste parti sono molto noti e apprezzati. Li abbiamo presi gia' due settimane fa perche'sapevamo sarebbero spariti rapidamente. Gli autoctoni ci hanno spiegato che gli eventi musicali di una certa portata sono piuttosto rari. Cosi' alle 19.30 siamo davanti a questa famosa sala da concerto tehranese, in effetti la gente e' tanta e ci sono anche moltissimi ragazzi che studiano nel nostro istituto. Bizzarro, anche qua perquisizione delle borse...le macchine fotografiche non si possono portare. Io e Francesca portiamo le digitali e il suo registratore di suoni al deposito, dove l'addetto ci invita a togliere le schede di memoria e portarle con noi...al momento non capiamo, ma tira una brutta aria. Prima di entrare Francesca mi dice "preparati alla frustrazione di non poter ballare". Giusto, ballare per uomini e donne nella stessa stanza e' mamnu', vietato. Il concerto comincia ed e' davvero molto bello, la prima parte in persiano, la seconda in kurdo...in alto, all'altezza della galleria, incombono le gigantografie di Khomeini e Khamenei, che per un attimo vengono affiancate dalle immagini sui megaschermi delle donne kurde che cantano, comunque sorridenti. Qualcuno ha deciso che per loro cantare pubblicamente, se non in coro, e' proibito. A livello strumentale, il fulcro del concerto e' il daf, una sorta di grande tamburello (gli addetti ai lavori mi perdoneranno per questa meschina decrizione) al cui suono e' veramente difficile non ballare. Ma la gente applaude, si esalta e urla quando Il Maestro comincia, ma resiste e si trattiente. Poi succede che il concerto finisce e la gente si alza...e succede che i musicisti rientano per un bis...ma la gente e' in piedi e se sei in piedi resistere alla musica che poi e' La TUA musica e' piu' difficile. Oltretutto il pezzo e' particolarmente coinvolgente e anche noi ci agitiamo di piu' sulle sedie...il pubblico applaude a ritmo e in galleria due ragazzi accennano dei passi...la situazione inizia a essere pericolosa e le maschere fanno sedere tutti, o almeno ci provano...delle donne restano sedute ma agitano in aria i fazzoletti bianchi tipici della danza kurda. A quel punto un signore sui 65 anni, piccoletto, pelatino e sorridentissimo, si alza in piedi e balla. Balla Davvero. Io non so da dove siano saltati fuori, sono sicura di non averli visti da nessuna parte prima, ma in pochi secondi sono arrivati i basiji e l'hanno portato via...inseguiti dagli applausi e dai fischi della gente. G

 

 

31 agosto

 

il tempo e' ben piu'che agli sgoccioli, sono rientrata al caro vecchio albergo neanche due ore fa dall'ultimo viaggetto finesettimanale e alle 5 di domattina scatta l'aereo per l'Italia (!!!) Giusto per la cronaca l'esame finale di martedi' scorso dovrebbe essere andato bene, adesso bisogna vedere se l'attestato di frequenza riusciranno a mandarmelo via e-mail o se opteranno per i piccioni viaggiatori. Martedi' e' stato un giorno frenetico con gli ultimi giri al bazar per gli ultimissimi regalini, i saluti a chi stava per partire e il gelato di rito.. PARENTESI GELATO: in genere il gelato iraniano e' buonissimo, soprattutto le opzioni pistacchio e zafferano sono caldamente raccomandabili...anche il falude' merita, e' tipico di Shiraz e consiste in spaghettini di amido immersi in acqua di rose e succo di limone, ottimo d'esate...piccolo particolare, martedi' ci siamo beccate un gelato "tradizionale" allo zafferano immerso nel succo di carota e incastonato di blocchi di burro gelato...inquietante! A ogni modo...martedi' con somma malinconia il trio viaggiatrici-allo-sbaraglio e' diventato un duo in quanto Alessandra-Oxford e' ripartita per l'Italia e io e Francesca siamo scappate a Yazd (Iran centro orientale) con un treno notturno. I treni in Iran sono economicissimi e perfetti...non solo, prendere un treno nella prassi e' come prendere un aereo...bisogna mostrare i documenti ai controllori o i passaporti alla polizia se si e' stranieri, passare per il metal detector e relativo controllo-borse e poi mostrare il biglietto ad altri due controllori prima di salire sul vagone e una volta entrati nelle cuccette...niente trucchetti tipo nascondersi in bagno durante il tragitto insomma. YAZD: Dopo un mese e mezzo di Tehran, il Paradiso. e' una delle citta' piu' antiche dell'Iran e casa madre degli zoroastriani, religione che prima dell'invasione islamica era maggioritaria e ora e' una minoranza che talvolta tende a nascondersi. Qui gli alberghi spesso sono nati da antiche case ristrutturate, che poi e' anche il caso specifico del nostro albergo...cercato appositamente in quanto a dicembre(occhio che questa e' una cosa macchinosa) un'amica di un'amica di Francesca ci e' capitata con una carovana di artisti di strada diretti in India e si e' talmente innamorata del posto che ha deciso di mollarli e fermarsi un mese e mezzo. In cambio di vitto e alloggio ha dipinto sulla facciata esterna un murales dedicato a Marco Polo. Il tempo per stare a Yazd e' decisamente poco, 48h precise, che trascorriamo trascinandoci da una terrazza a una sala da te' a un parco a un'altra terrazza...pigrizia totale alimentata dai ritmi lentissimi del luogo e dal caldo del deserto. Di sicuro una parentesi finale di questo tipo ci voleva dopo le ultime due settimane a Tehran...ultimamente i controlli e la presenza della polizia si sono fatti molto piu' pressanti, forse in vista del compleanno del dodicesimo imam, forse del ramadan che inizia a settembre, forse per motivi a noi oscuri. In ogni caso la citta' ci ha mostrato il suo lato meno soft...giusto la sera prima dell'esame mi sono ritrovata con Alessandra, Claudio e Zahir in un taxi fiondati a recuperare una ragazza inglese appena uscita dalla stazione di polizia. Ora, questa ragazza e' un'altra studentessa di persiano a Oxford...lei arriva lunedi' e il giorno dopo si vede con Alessandra...ha un manto' piu' corto del dovuto perche' ha ancora avuto il tempo di organizzarsi, e' normale...insomma le due girano un po' per Hafte-tir square e poi si salutano, dieci minuti dopo Alessandra riceve una chiamata:"mi hanno arrestata" Fortunatamente la cosa si e' risolta nel giro di un paio d'ore con una ramanzina moralista, qualche minaccia e la promessa di non muoversi lontano dalla stazione prima che qualcuno non le avesse portato degli abiti consoni...in tutto questo, nei momenti di panico iniziali, il nostro factotum Mussavi si era offerto di accompagnarci alla stazione e parlare lui con la polizia "tanto ci sono gia' andato due-tre volte"...a recuperare chi, non ci e' dato di saperlo! Questo era l'ultimo e definitivo aggiornamento dalla Sala di Preghiera...ci sentiamo presto dalla madre patria!! G N.B. L'omino del turno di notte ha fatto la sua proposta di matrimonio e inizialmente era felice come un bambino perche' era andato tutto bene...poi pero' i due piccioni sono andati a prendere un te' da soli per la prima volta e pare che l'idillio romantico si sia spezzato, pare per divergenza di idee..povero omino de turno di notte... ora e' veramente tutto!

 

Cara Barca, eccomi nuovamente a scrivere dalle mie lande venete. Il rientro in patria è stato felice, ma leggermente turbolento.. del tipo che arrivati in aereporto alle 2.30 di notte ci hanno comunicano che il nostro volo delle 5 del mattino si era trasformato magicamente in un volo delle 3 del pomeriggio! Per concludere vi mando qualche fotina...rispettivamente: vista dai tetti di Kashan, donnine nella sala di preghiera del mausoleo di Khomeini e mullà che arringa alla moschea del venerdì di Yazd... Definitivamente, passo e chiudo, alla prossima estate(?) G

 

 

                                                                                                                                                            Buongiorno Barca,
a quattro giorni dalla chiusura eccomi riemersa dalle mie sudate carte (aka esame di letteratura persiana che incombe a brevissimamente). Dunque tra una poesiola medievale e una dispensa mi venne in mente qualche scorcio made in Iran.

A causa della partenza imminente, nel mio ultimo post mediorientale non mi ero particolarmente soffermata su Yazd, l'ultima città visitata. Ed è stato un peccato, perché Yazd è Veramente la cosa più bella che ho visto in Iran.
La città vecchia è labirintica e interamente costruita in terra cruda, inevitabilmente ti ci perdi e l'unico modo per uscirne è affidarsi alle indicazioni degli zelanti e vivaci bambini che ti trotterellano intorno. Poi d'estate fa veramente caldo, del tipo che fino a sera gli autoctoni (che sono intelligenti) se ne stanno ermeticamente chiusi in casa, mentre noi (che siamo un po' meno intelligenti) ce la giravamo per i vicoli in preda alle visioni mistiche.
In quell'occasione sono stata particolarmente fortunata perché capitata là durante i festeggiamenti per l'ormai pluricitato compleanno del Dodicesimo Imam.
Il che significa NASR.
Nasr è la pratica delle libere offerte durante questo tipo di celebrazioni e ricorrenze.e non si tratta di libere offerte in denaro, ma di persone che mettono i loro banchetti per strada e nei bazar e distribuiscono ai passanti quantità veramente ingenti di acqua fresca alle rose, limonata, tè, biscotti o altri dolci fino a esaurimento. Avevo assistito ad altre cose simili, ma a Yazd appena calava la sera diventava un delirio.banchetti con musica a palla ovunque (musica = canti inneggianti a Kerbala e al martirio dell'Imam Hussein, dopo ore di ascolto prolungato quasi quasi iniziano a piacerti), non potevi fare due metri senza essere fermato per mangiare qualche dolcetto buonissimo, traffico impossibile e strada bianca per i bicchieri di plastica gettati a terra. Il traffico poi.a Yazd non è che sia peggio che nel resto dell'Iran.è solo atipico, ovvero è assurdo il numero di moto che sfrecciano a tutta velocità cariche di intere famiglie.e per intere famiglie intendo quattro-cinque persone. E quando non sono 4-5 contaci che almeno ci sono un papà, una mamma e un microscopico neonato tenuto con abilità circense.

Ebbene, la pratica del Nasr non si ferma davanti a niente.lo dimostravano gli omini armati di vassoi che, nel mezzo del traffico infernale, aspettavano i momenti di blocco per porgere bicchieri di bibite fresche agli automobilisti (e chiaramente rischiando la vita).in tutto ciò ci è capitato anche di vedere un (passatemi il termine poco iraniano) pirla con un costume da orso che approfittando del delirio celebrativo si è piazzato a sbracciarsi in mezzo alla strada.il motivo è ignoto, di sicuro è un modo molto originale per tentare il suicidio.

Durante quelle ultimissime sere, chiacchierando con Francesca e passeggiando per strade così animate è sorta spontanea qualche riflessione.
L'atteggiamento generale degli iraniani ci è sempre sembrato essere piuttosto discreto e non caciarone come quello di molti altri popoli medio orientali e orientali; non per niente si dice che in Iran il velo autentico non è quello che portano le donne, ci sono tanti e forse troppi veli invisibili ben più pesanti di quelli materiali, basti pensare alle enormi differenze che intercorrono tra dimensione pubblica e privata.
Così, in una situazione più confusionaria e a suo modo libertina della media l'impressione che ne abbiamo derivato è che la religione, nonostante sia usata come strumento principe di repressione, alla fine dei conti viene spesso usata come valvola di sfogo. mi viene in mente ad esempio il trasporto liberatorio delle donne nella sala di preghiera a Qom.

Quindi tanto potenziale e tantissime energie che generazione dopo generazione sono state compresse e incanalate ad hoc.che ci pensi un po' su, ti guardi intorno, e ricordando quello che si dice in giro riguardo al trattamento dei dissidenti (perdonerete la vaghezza) concludi tristemente che è meglio buttare giù la tua limonata, fare attenzione a non essere presa sotto da qualche moto e tornartene nel tuo bell'albergo..

Con questa punta d'amarezza vi saluto e annuncio (questo senza punta d'amarezza ^_^) che stavolta alla festa riesco ad esserci!

Due piccoli particolari: primo se per favore mi spiegate come arrivare là, che lo so di esserci arrivata senza fare una piega due estati orsono, ma non ho idea di come sia stato possibile..
Il secondo e più importante è una richiesta simil-passatel.ovvero c'è qualche anima pia che a festa finita può riportarmi al Postello (ebbene sì, Postello anche stavolta) ?

Saluti
G

 

 

Tre Uomini in Barca,  dal lunedì al venerdì, dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Alessandro Diegoli.

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