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Quest'anno finalmente facciamo le ferie in luglio e possiamo partecipare a tre uomini in barca. Andiamo a trovare Greta, una delle prime corrispondenti della Banda, che sta a Kunming nello Yunnan. La ragazza ci ha preparato un bel programma di viaggio, meditiato e rivisto più volte in modo da soddisfare le esigenze dei molti partecipanti.
Perchè siamo in parecchi: un primo gruppo di 7 che viaggeranno assieme fino al 15 luglio e poi un altro gruppo di 7 che continueranno fino al 30. Quattro: Greta, Clelia, Simona e Emilio sono il gruppo fisso che fa da raccordo e al quale gli altri si aggregeranno lungo la strada.
Partiamo mercoledì 4 in tre: Clelia, Simona e Emilio. A Pechino raggiungiamo Piera, Giulia e Marco che sono partiti oggi e con loro voliamo verso Kunming.
Con loro gireremo un po' lo Yunnan, puntando verso una regione a sud-est (intorno a Yuanyang) dove si trovano le tipiche risaie a terrazza.
Torneremo a Kunming il 14 e Piera, Giulia e Marco ci lasceranno per tornare a Pechino e poi a Milano, mentre noi quattro andremo verso nord, volando fino a Chengdu, dove ci congiungeremo con gli altri tre in arrivo: Daniela, Bettina e Eli.
Con loro risaliremo lungo i contrafforti dell'altopiano tibetano fino a Lanzhou, visitando diversi villaggi, vallate, parchi naturali.
Da Lanzhou voleremo poi su Pechino per concludere il viaggio.
Cercheremo di mandarvi qualche cronaca durante il viaggio, sperando di trovare dei punti con connessione internet. Di certo sarà possible dalle grandi città (Kunming, Chengdu, Lanzhou e Pechino). vedermo cosa si riesce a fare dai villaggi.
Il nome del gruppo. 7+7 sunwukuong
Perché?
7+7 è ovvio vista la composizione. Sun Wukong è "Consapevole di vacuità" , il re scimmiotto che accompagna il monaco Xuanzang nel suo Viaggio in occidente" combinandone di tutti i colori.
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Siamo arrivati a Kunming. Dopo due giorni di viaggio, tre aerei e 15 ore di volo effettivo. L'incontro a Pechino con i tre che ci aspettavano (Giulia, Piera e Marco) è andato secondo le previsioni. Da li' siamo partiti assieme e a Kunming la nostra piccola Greta non era li' ad aspettarci come promesso. Per fortuna i telefonini funzionano anche qui e l'abbiamo rintracciata comodamente seduta in un bar dell'aeroporto a farsi una zuppa con la sua amica Alessandra (di Cavenago Brianza e ascoltatrice di radiopopolare). Dice che era annunciato un ritardo e qui mentre si aspetta si mangia. Dopo una lunga ed estenuante trattativa per il taxi-minivan che strappa uno sconto di 10 yuan (equivalenti a 1euro) ci portano all'albergo, in centro città. Doccia ristoratrice e poi cena in un ristorantino... molto ino-ino. Nel senso che si tratta di due loculi sovrapposti. Al piano superiore, alto al massimo 1,8 metri, si accede strisciando sotto delle tubature e insinuandosi in alcuni passaggi tortuosi tra tavolini e travi sporgenti. Ma il posto è carino e si mangia bene. Greta sceglie i piatti giusti, dimostrando di aver imparato non solo un po' di cinese, ma anche i gusti locali. Ci misuriamo con le bacchette con discreto successo (almeno per i nostri standard) e ci rimpinziamo di cibo piccante. Particolarmente gustose le melanzane e il formaggio fritto. Dopo cena finiamo in un altro localino di due loculi sovrapposti (sembra che qui siano tutti così)che hanno preso in gestione degli italiani, dove quindi si beve un buon caffé fatto con la moka. Qui è pieno di "lao wai" (gli occidentali); studenti per la maggior parte. Alle 23 ci dichiariamo vinti dalla stanchezza e andiamo a dormire. Greta no!Lei ci lascia in albergo e ritorna alla vita notturna di Kunming. Noi ci proveremo domani. ciao,alla prossima i primi 7 sunwukong (Clelia,Emilio,Giulia,Greta,Marco,Piera,Simonetta)
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Rieccoci! Il Terzo giorno a Kunming volge al termine e ci prepariamo a partire con il pullman notturno (dotato di cuccette formato loculo piccolo) per Yuanyang (zona delle risaie). Siamo in un internet point da incubo dove quache centiaio di ragazzi smanettano viedeogiochi. Abbiamo poco tempo e vi racconteremo tutte le belle cose che abbiamo fatto ieri e oggi appena possiamo. Il tempo e' scaduto . Non possiamo perdere il pullman. ciao
Diario del giorno 7/7/2007
7/7: TEMPIO DI BAMBU'-Kunming h 13.00 Sorseggiando un the al ristorante del tempio,in attesa del cibo che abbiamo scelto in cucina indicano gli ingredienti alla ragazza che sa un po' di inglese,in assenza della Greta. Intanto fuori piove ma ci stiamo abituando e siamo sicuri che tra poco ci potra' essere il sole. Si sta bene qui;il tempio in realta' e' costituito da una serie di templi e tempietti,cortiletti dove vendono quantita' di incensi di tutte le taglie che vengono bruciati in enormi bracieri...statue di buddha enormi e statue di nobili in vari atteggiamenti...dalie rosa in tutti i cortili e gruppetti di persone ai tavoli di pietra che mangiano,giocano a carte,si riposano,...Il brusio e la musica buddhista dei primi cortili si attenua e sparisce completamente man mano che ci si addentra e si arriva all'ultimo cortile,dove ci fermiamo un po' a godere il fresco e il silenzio a ridosso di un boschetto di bambu'. Con un pulmino riscendiamo dalla collina attraverso boschi di eucalipti e in breve siamo di nuovo nel caos del centro di Kunming dove all'hotel ci aspetta la Greta che finalmente e' riuscita a spedire i suoi pacchi in Italia. Ieri sera ha fatto le ore piccole per i saluti a tutti gli amici e stamattina ha dovuto recuperare.
h 17.00 Passiamo dal Box (il bar degli italiani) per l'ultimo caffe'e i saluti alla ragazzina cinese disperata per la partenza della Greta,un vecchietto cerca senza successo di venderci del miele per la tosse dell'Emilio e se ne va un po' deluso. Stasera si parte per Yuan Yang (risaie) col pulman notturno. Dormiremo (?) nelle cuccette.SPERIAMO IN BENE!!!
h 19.00 Con due taxi raggiungiamo la stazione dei pulman attraverso le arterie trafficate di Kunming,schivando incidenti ogni tre secondi,ma la Greta continua a ripetere che non dobbiamo preoccuparci,noi invece ci preoccupiamo perche' ci sembra che rischiamo di investire sciami di ciclisti, pedoni,moto o di schiantarci contro enormi pulman che vanno a rotta di collo... Siamo reduci dalla spedizione dai bagni pubblici della stazione (Clelia e Simona);abbiamo pagato ben 2mao per fare pipi' in uno dei piu' tremendi cessi mai visti fin'ora:non si sa dove mettere i piedi,dopo aver arrotolato per bene i pantaloni fino al ginocchio,per terra c'e' di tutto (vi lasciamo solo immaginare...)e il tanfo e' insopportabile,tante' che di corsa li abbandoniamo mutande alle ginocchia!!!usciamo disperate fuori all'aperto a respirare un po' d'aria dei gas di scarico dei bus in partenza.L'operazione in bagno e' un'esperienza un po' particolare,anche perche' nei suddeti bagni non esistono porte e si sta tutti accovacciati in fila sulle turche,costituite in realta' da un unico canale di scolo (moolto stagnante),alla merce' degli sguardi altrui...ovviamente gli unici in imbarazzo siamo noi occidentali,perche' i cinesi non fanno neanche una piega...vabe',vedremo di abituarci e di sfruttare al massimo i bagni degli hotel.
Al momento vi scriviamo da Yuan Yang,raggiunto senza troppi problemi nonostante il pulman notturno non sia stata un'eperienza entusiasmante per alcuni di noi (ve ne parleremo dettagliatamente nella prossima e-mail). Ora andiamo a dormire,domattina sveglia alle 4.30 per andare a vedere l'alba sulle risaie...qualcuno e' gia' a letto!! a presto! i primi 7 Sun Wukong
Notte tra il 7/7 e il 8/7 TEMA: Descrivi con la tua fantasia un viaggio all'interno della Cina. SVOLGIMENTO Ore 20.00 partenza prevista da Kunming per Yuan Yang,ore 20.25 partenza effettiva.E' giunta l'ora di lasciare la sala di attesa e di cercare il nostro pulman.Sempre con l'aiuto indispensabile della nostra Greta troviamo il mezzo in fondo al piazzale che ci portera' tra le interminabile risaie di Yuan Yang.Sistemati i bagagli nella stiva del pulman tra galline,pulcini e la spesa fatta in citta',ora tocca alla nostra sistemazione. greta,svelta svelta,sale e occupa (dice) i posti migliori:Emilio sotto la lampada e un oblo'(vista la passione per le stelle) al piano superiore fila centrale;Greta di fianco al papa';Clelia fila centrale sotto ad Emilio con a fianco il signor Chen con il cellulare che suona continuamente a volume discoteca,sigarettina dopo ogni telefonata. Piera,Marco e Simona ai piani superiori e Giulia sotto Piera,fila centrale,con accanto la bimba che ogni tanto canta la ninna-nanna.Ognuno di noi ha a disposizione una bara di un metro e mezzo per 50cm. Prima di prendere la posizione sdraiata,che per dieci ore dovremo mantenere, sistemiamo federa e sacco lenzuolo che furbescamente ci siamo portati da casa. Alcune persone scendono prima della partenza e salgono su un minivan scomparendo di corsa. Ricompariranno fuori citta' e risaliranno tranquillamente sul pulman;mafia cinese o cresta sul numero dei passeggeri???? Appena partiti Giulia deve fare pipi' e Clelia pure,ma devono aspettare perche' la sosta e' prevista dopo tre ore;suggeriscono che la sofferenza e' atroce. La fermata prevede la cena,ma il pensiero di sisistemarci subito in brandina ci fa digiunare,a parte Greta,Marco ed Emilio che si fanno di tagliatelle cinesi alle verdure,nonostante il banco offrisse spiedini di rettile,ali di tacchino,zampe di gallina,piccioni e indefinibili frattaglie. Dopodiche' si risale in carrozza col desiderio di dormire,ma purtroppo di dormire se ne parla poco e i meno fortunati spiano dai finestrini la strada che attraversa vallate di foreste di bambu' punteggiate da bianchi gigli. Shakerati scendaimo dal mezzo a Yuan Yang dopo circa 10 ore. Fortunatamente questo viaggio non e' fantasia ma vissuto dai primi 7 Sun Wukong. CONSIGLI: il viaggio notturno e' sconsigliato: -a chi gli scappa frequentemente la pipi'; -a chi non dorme sul fianco; -a chi e' piu' largo di 50cm o piu' alto di 1m e mezzo o pesa piu' di 90 chili; -a chi non si porta una federa pulita da casa. 8/7/2007 Siamo arrivati a Yuan Yuang un po' travolti dopo l'esperiaenza del viaggio notturno in un paesaggio avvolto dalla nebbia e dalla pioggia. Per fortuna l'albergo e' a due passi dalla stazione degli autobus e possiamo subito approfittare di doccia e letto. Ma per poco perche' oggi e' domenica e pare che a Lao Meng ci sia il mercati piu' importante e piu' bellode lla regione,frequentato da tutte le minoranze etniche qui presenti con i loro coloratissimi costumi. tenbtiamto la ricerca di qualcosa per la colazione ma in questi villaggio dobbiamo dimenticare bar e cappuccini;non ce n'e'.L'unico che offre caffe' solubile apre alle 10,cosi' comperiamo uva e dolcetti dai banche tti sulla strada,ci bagnamo perche' ha ri[preso a piovere e i k-way si dimpostrano assoluitamente inutili, cerchiamo un minivan e ci avviamo verso Lao Meng in un mare di nebbia,addormentandoci lungo l'ora e mezzo di percorso tra colline e risaie. Al mercato troviamo: maialini urlanti mentre vengono castrati e ricuciti dal veterinario lungo la strada; una bella rissa in stile cinese a cui assiste tutto il mercato; venditore di tagliapatate in stile sagra di paese brianzola; carne di tagli inquietanti (teste,zampe,trippe,ali,etc...); verdure e frutti tropicali in abbondanza; plastica in ogni dove (persino i famosi catini cinesi in alluminio smaltato sono stati brutalmente sostituiti); ma soprattutto donne e bambini vestiti dei loro costumi variopinti che animavano il tutto. La situazione e' molto simile ai mercati dei paesi poveri, soprattutto ci ricorda il Chiapas per via dei costumi colorati,la sensazione di estrema poverta',gli odori,la pioggia, lo strato di sporco per terra e un po' ovunque. Per ora dalla Terra di Mezzo e' tutto i primi 7 Sun Wukong. Lunedi' 9 alle 12,30 siamo ancora a Yuan Yang, seduti in piazza a un tavolino di pietra con inciso lo schema per la dama cinese, dopo la levataccia delle 4,15 per vedere l'alba sulle risaie. Emilio e' andato a mangiarsi il tofu alla griglia in un banchettino vicino all'albergo; noi invece ci accontentiamo di una borsata di leechies dolcissimi e succulenti e del solito caffe' solubile alla associazione World Vision, che lavora in questa zona a sostegno delle molte minoranze etniche. Il sole scotta! Stamattina invece, alle risaie, faceva freddo e piovviginava, e l'alba ci ha colto infreddoliti e senza ombrello. L'effetto "alba senza sole", non e' spettacolare, ma e' comunque una visione particolare: distese immense di linee verdissime disegnate attorno alle colline come delle curve di livello su una cartina geografica, con sfumature di verde che cambiano man mano che la luce aumenta e le nubi si muovono.... A spettacolo concluso siamo risaliti sul pulmino verso una nuova meta: Qing Kou. Un villaggio degli "hani" protetto (sembra) dall'Unesco e in cui si entra a pagamento (30 Y a testa, una cifra assurda per i cinesi). Qui ci sono la tipiche case con i tetti di paglia, bufali che cagano e vecchietti che raccolgono le cacche e bambini che giocano sulla piazza. Ci sono anche negozietti per i turisti dove si vendono ammenicoli forse di produzione loocale. Una simpatica vecchietta se ne sta seduta a spaccare sassi con una mazzetta e lascia questo suo lavoro usuale per fare esibizione di intreccio di cordine a uso turisti quando passiamo noi. Ma si capisce bene che i sassi rotti a pezzetti rendono meglio delle cordine. Continuiamo a girare tra i villaggi e ci infiliamo in un sentierino che conduce a una bella vista sui campi terrazzati che degradano in una ampia vallata. Qui la proprietaria (?) del terreno ci raggiunge di corsa chiedendoci di pagare perche' siamo sul "suo". Greta si impegna in una estenuante trattativa al termine della quale sembra raggiunto l'accordo, ma appena pagato chiede ancora altri soldi e Greta si arrabbia parecchio e alza la voce, dicendo che questa cerca di prenderla in giro. Tutti i villaggi sono collegati da una vecchia strada non asfaltata ma lastricata di pietre. Un'opera notevole e di una sua bellezza, anche perche' costringe a viaggiare piano e a guardarsi attorno. A Clelia questa strada di pietra ricorda il film "Mille miglia lontano" ambientato propio nello Yunnan e decide di rivederlo subito appena si torna a casa. Alla sera ci concediamo una cena in un ristorantino in piazza che ci dispone un tavolo all'aperto dove siamo oggetto della curiosita' di tutti i passanti. Cucina cinese rurale, con molte verdure non ben definite tra cui una specie di pisellini amarognoli e piccanti, specialita' degli hani. Cena per sette a 70 Y (birra compresa), equivalenti a 7 euro. i primi 7 sunwukongGiorni 10-11/07 10/7: Partenza da Yuan Yang alla volta di Jian Shui;viaggio in due tappe,prima minivan angusto per noi e i bagagli e poi autobus di linea. Finalmente tutti riescono a vedere la strada percorsa durante il precedente viaggio notturno: si snoda sulle montagne,circondata da foreste di bambu',villaggi,risaie,orti,contadini con in spalla gerli ricolmi di ogni mercanzia...La valle dove passiamo e' attraversata dal Fiume Rosso,con una bella diga in costruzione:sara' il solito disastro di cui siamo abituati a leggere troppo spesso, oppure qualcosa di veramente utile?!Anche questa volta sul pulmino assistiamo alla scena della scomparsa e ricomparsa dei passeggeri (magia cinese!),evidentemente fare la cresta e' piu' che un'abitudine. Arriviamo a Jian Shui verso mezzogiorno e troviamo immediatamente un buon albergo. Dove? In Viale Ceccarini,proprio a meta' vasca,circondato da negozi la cui sequenza infinita e': scarpe,telefonini,abbigliamento,telefonini,elettrodomestici, telefonini, bigiotteria, telefonini,...insomma,avete capito! Il "paesino" (ma sara' grande come Monza) e' uno dei pochi posti della Cina dove in centro sono rimasti edifici che hanno piu' di qualche anno: per intenderci,le vecchie case cinesi che ci sono nelle foto delle guide turistiche. Nel pomeriggio visitiamo la vecchia residenza della famiglia Zhu (mercanti di droga d'inizio secolo), un insieme di cortiletti e giardini,stanze e stanzette ora adibite ad albergo di lusso ma counque decisamente affascinanti. La visita prosegue con un saluto al caro vecchio Confucio,anche lui titolare di un grande parco dove, alla sera, gli studenti hanno l'abitudine di passeggiare ripassando le lezioni (Giulia chiede basita: "ma perche' studiano?"). Qui l'atmosfera e' decisamente rilassante,tra pagode e tempietti dedicati a personaggi vari (come il folle che ha inventato la scrittura in caratteri cinesi). A parte le birre non sempre fresche, questo posto ci sta decisamente simpatico,tra l'altro si mangia pure piuttosto bene, spendendo poco!! 11/7: Anche oggi siamo a Jian Shui,abbiamo infatti deciso di goderci la sua atmosfera per un paio di giorni. Passiamo la mattinata a caccia del piu' grande monastero ligneo di questa parte della Cina; lo troviamo verso il fondo di Viale Ceccarini (vedi ieri) imboscato nel cortile di un albergo!! Ed e' pure chiuso,il monastero,non l'albergo. Poi a caccia di una pagoda alta 14 piani,della quale pero' pare nessuno conosca l'esistenza. Invece c'e', e proprio dove diceva la guida e,anche se un po' malmessa, fa la sua porca figura. Breve spuntino e poi (oggi siamo scatenati) mettiamo nel carniere anche il Ponte dei Draghi Gemelli e la Pagoda a forma di pennello da calligrafia. E' chiaro ed evidente che dalle parti di questi due monumenti,entrambi in periferia, di occidentali se ne vedono pochini-pochini. La visita all'ennesima pagoda,peraltro senza nessun ingresso,e la sua forma (sembra un faro senza lampada) fanno sorgere spontanea la seguente domanda: ma a che cacchio servivano le pagode?! Sono le sette meno un quarto,adesso facciamo anche noi un paio di vasche e poi si va a cena!
12-13/07/2007\ 12/07: BUON COMPLEANNO CLELIA! Cosi' inizia la giornata. Trasferimento da Jian Shui a Kunming con pullman di linea; il peso del viaggio, durato 3 ore circa, e' stato alleggerito dalla proiezione di un film stupendo (trash cinese) dal titolo "La nuova leggenda di Shaolin", mentre fuori scorrevano infinite serre di ortaggi, fiori, mais e tabacco. Arrivati a Kunming siamo andati a mangiare i jiao zi (ravioli al vapore e fritti); pronti per il mercato dei fiori e degli uccelli, ci ha sorpresi un temporale tropicale che ci ha costretti a rifugiarci al BOX (bar degli occidentali). Un attimo di tregua, ci avventuriamo al mercato dove il temporale riprende peggio di prima e riusciamo trovare riparo sotto un cornicione di una mega farmacia dove curiosiamo un po' tra gli scaffali carichi di scatole di rimedi misteriosi...La "la duzi" (strizze di pancia) di Clelia ci fa fiondare in albergo dopo aver conquistato a gomitate il bus. 13/07: Sveglia all'alba per andare alla tanto desiderata e agoniata foresta di pietra. Dopo essere riusciti a prendere i biglietti il bus ci accompagna per 2 ore alla meta. Scesi dal pullman sembrava di essere alla Madonna del Bosco: bancarelle, gruppi di turisti (cinesi) con le bandierine e i cappellini tutti uguali, gente del posto in abiti tradizionali che si proponeva come guide turistiche. Il costo del biglietto pro capite corrisponde a una cena per 7 ma anche piu'(14 Euro). Comunque una visitina la foresta di pietra la meritava: lame di pietra, pinnacoli, laghetti, pagodine, ponticelli, guglie di roccia dalle forme bizzarre e dalle strette gole che percorriamo rischiando di scivolare ad ogni passo. Cerchiamo di percorrere i sentieri meno frequentati perche' i turisti qui sono veramente a fiotti. Un villaggetto all'interno della foresta (il Villaggio dei 5 Alberi) ci offre ristoro a base di spaghetti di riso e verdure e contorno di patate fritte, di fronte a un piacevole laghetto con isole di pietra. La caotica Kunming ci riaccoglie con cena a base di shawarma e pizza, dagli amici israeliani di Greta. Anche per oggi e' tutto. Domani i primi 3 (Marco, Piera e Giulia) dei primi 7 volano per Pechino. I restanti 4 (Clelia, Emilio, Greta e Simona) volano per Chengdu in attesa degli altri 3 (Eli, Daniela e Bettina). Ci si risente con il nuovo gruppo. P.S. : questo Internet Point e' particolarmente lussuoso. Ci saranno almeno 500 postazioni, la meta' in salottini con poltrone e schermi panoramici e tutti che ammazzano nemici a colpi di tastiera. Ciao a tutti dai primi 7 sunwukong.
Sabato 14 luglio Festeggiamo la presa della Bastiglia all'aeroporto di Kunming in attesa del volo per Chengdu. Un attimo di panico quando, arrivati alle 12,20, leggiaqmo sul cartellone che il nostro aereo parte alle 12,40 anziché alle 14,10 come credevamo. Ma in realtà quello indicato è l'orario di inizo chekin; ci siamo cascati. Sospiro di sollievo e ricerca di un posto per attendere l'ora di imbarco. Qui non ci sono né bar né sedie per cui ci piazziamo con i nostro bagagli in mezzo a un largo corridoio. Passiamo il tempo leggendo scrivendo e curiosando in giro. Qui ci sono molte bancarelle di fiori e molti passeggeri ne acquistano sia freschi che finti, imballati in scatole di cartone o carta da giornale. Kun Ming è la città dei fiori ed è tradizione lasciarla portandosi via un profumato ricordo. Abbiamo lasciato Piera Giulia, e Marco con la promessa di risentirci per mail appena arrivano in Italia. Questa mattina ci siamo potuti finalmente concedere una colazione occidentale (caffé, cappuccio, pane, burro e marmellata) al Salvador. E poi un piccolo giro al parco dove era in corso una manifestazione in cui, da quel che si capiva, venivano presentate le prossime olimpiadi, con esibizioni di vari gruppi. Signore in cosatume tradizionale che seguono danze popolari, un gruppo di bambini di 5/6 anni che si esibiscono in un saggio di ginnastica ritmica (Bravissimi!), ballerine con gonnelline e sonagli che ancheggiano in una sorta di danza del ventre. Poi purtroppo non abbiamo piu' tempo per assistere al resto dello spettacolo e non sapremo mai in cosa si sarebbero esibiti gli eleganti signori in frac nero e con il viso elegantemente truccato con tanto di rossetto. Ci resta solo il tempo di attraversare il parco animatissimo ( e' sabato). Il volo parte puntualissimo e in poco piu' di un'ora atteriamo a Chengdu dove ci attendono 35 gradi centigradi. Si capisce che dai 2000 m di Kunming siamo scesi a 300 m. L'albergo che abbiamo prenotato da Kunming , segnalato dalla Lonely e stavolta approvato anche da Greta e dai suoi amici, si rivela dignitoso e accogliente: le camere sono pulite, confortevoli e dotate di doccia e aria condizionata. Nonostante la temperatura torrida partiamo in un giro esplorativo della citta' che ci appare subito enorme , fitta di palalzzoni , centri commerciali e insegne luminose. La greta rimpiange gia' Kunming. Ci rifugiamo al parco del popolo dove almeno gli alberi ci illudono con un po' di frescura. Nonostante il caldo gruppi di anziani eseguono sequenze interminabili d i esercizi senza pause e senza cedimenti, altri camminano all'indietro o a piedi nudi sui ciotli dei sentieri. Noi , allibiti e boccheggianti , pensiamo agli ambienti sofisticati delle nostre palestre..... Mentre stiamo programmando l'escursione di domani nella riserva dei panda giganti, ci giunge la notizia che Giulia Piera e Marco hanno avuto una disavventura e il loro aereo , dopo essre partito da Kunming, e' riatterrato dopo un breve volo per un non ben identificato "problema tecnico". Li hanno spediti in un mega-albergo dove sono in attesa del loro destino.. Alla sera troviamo da mangiare quando ormai stavamo disperando in un ristorantino vicino al nostro albergo; il problema e' che qui i cuochi finiscono di lavorare alle 21 e se si arriva dopo non si trova piu' nulla. Per ora ci fermiamo qui. Siamo in partenza per la seconda parte del giro con Daniela, Betty e Eli, che nel frattempo ci hanno raggiunti. Stiamo scrivendo questi appunti dal computer della reception, praticamente sulla strada, davanti al pulmino che aspetta i nostri bagagli. Ieri abbiamo visto i panda ma ne riparliamo la prossima volta.... A risentirci i secondi 7 sunwukong
19 luglio
Per motivi tecnici, la puntata n°8 dei 7+7 sunwunkuong viene redatta dalla parte mesta del gruppo.
Perchè la parte mesta? Facile, perchè siamo quelli già tornati, i primi tre dei primi sette, mentre gli altri quattro dei primi sette ora sono in giro con i secondi tre e fanno i secondi sette. Chiaro? Insomma, siamo quelli che hanno finito le ferie!
E quali sono i motivi tecnici? I secondi sette si trovano ora in montagna, mediamente oltre 3000 metri, in zone dove gli Internet cafè non sono ancora arrivati; per qualche giorno non potranno inviare diari quindi, per dare un segno di presenza rimaniamo solo noi.
Purtroppo, posso solo raccontarvi cosa è successo al momento della nostra partenza da Kunming, col senno di poi niente di entusiasmante ma, al momento dell'accadimento un pochino di strizza c'è stata.
Dunque, dopo gli addii con gli altri ci siamo presentati in aereoporto, volo per Pechino con Air China previsto alle 16.50. L'aereo parte alle 18.05, in ritardo ma nei limiti; comunque avevamo calcolato di avere una notte di margine prima dell'aereo che ci avrebbe riportato a casa, via Mosca. Solo che...
Solo che, poco dopo la partenza il comandante annuncia che, per problemi tecnici, deve rientrare a Kunming...........non è bello quando ti dicono che il coso su cui sei seduto, e che è a qualche mille metri da terra, ha dei problemi tecnici! Decido di mantenere la calma, anche per non preoccupare di più una già spaventata Giulia e di adottare l'unica linea possibile:tengo d'occhio le hostess, se stanno calme loro sto calmo anch'io, se qualcuna si mette ad urlare........
Per fortuna non c'è bisogno di urlare, l'aereo atterra di nuovo a Kunming e si ferma bello tranquillo. Non ci sono nemmeno i camion dei pompieri, come atterraggio di emergenza non è poi 'sto granché..
E qui comincia la lunga attesa: il personale di terra parla solo cinese e noi facciamo già pena in inglese, figurarsi col cinese! (Greta dove sei?!?). Troviamo una signora cino/americana che ci prende a cuore e ci tiene informati di quel che dicono. E quel che dicono è: non si sa se l'aereo ri-vola, non ci sono più voli questa sera e domani ci sono posti solo sul volo delle 14.00 o giù di lì. Peccato che noi abbiamo il volo per casa alle 11.40!!!!!! E, se non arriviamo prima, si resta a Pechino.
Alla fine, non ci resta che aderire alla proposta della compagnia aerea, ci portano in albergo ( no, megllio, in ALBERGO 22 stelle, nella hall c'è un lampadario uguale a quello della Scala, marmi , moquettes, in camera le ciabattine, gli spazzolini, le cuffiette, i bagnoschiumini, i saponcini....), ci offrono la cena e ci spediscono a dormire, promettendo che, dovesse mai ri-volare l'aereo, saremo i secondi a saperlo.
Andiamo a dormire convinti di essere, come dicono i francesi, foutu, e che dovremo, come minimo, rifare i biglietti del volo verso casa.
Invece,sorpresa, ci svegliano alla 1.30 di notte e ci ricaricano sul pulman. Torniamo in aereoporto e, alle 4.00, si parte per Pechino. Ognuno di noi ha in tasca 300 Yuan, consegnatici alla biglietteria di Air China a titolo di rimborso del disagio.
Si arriva a Pechino (l'aereo era un altro, non quello guasto, per fortuna) alle 7 del mattino, largamente in tempo per fare il ceck-in all'Aeroflot.
L'epopea (!!!!) finisce qui, per fortuna.
Considerati i tempi a disposizione, siamo poi diventati degli esperti dei Duty Free di Pechino e Mosca: ce li siamo girati e rigirati tutti, facendo le vasche avanti ed indietro e giungendo alla conclusione che chi compra qualcosa dentro lì andrebbe ricoverato di corsa, in entrambi i prezzi sono il doppio, triplo, quadruplo..... di quelli praticati dai buoni negozi del centro di Milano. La carta di credito si è nascosta in un angolino del porafogli e si rifiuta di uscire!!!!
Si arriva a Malpensa in orario, domenica sera. Tra una balla e l'altra siamo in giro da qualcosa come 42 ore, daltronde, quando ci si diverte..............
Ciao, la prossima mail arriverà ancora dalla Cina.
I primi tre dei primi sette dei sette + sette sunwunkuong
Cari barcaioli,rieccoci qui!!! oggi vi scrivono Greta e Bettina,dal profondo del cuore!!che sa di riso...ci hanno abbandonate e il pane e' finito. Vi lasciammo al giorno 20/7,se non sbagliamo,al favoloso altopiano a 2500m...bene,da li' ne e' passata di acqua sotto i ponti!!!vi riassumiamo piu' o meno brevemente (anche perche' i genitori aspettano la nostra ricomparsa per andare a vedere il tramonto sulle colline che sovrastano questo ridente villaggio con annesso ridente monastero...) 21/7 per me,Greta,sicuramentre il giorno piu' stressante di tutto il viaggio...dico solo che ho passato la giornata a tradurre,a litigare con i cinesi che non volevano ricaricarmi la scheda del cellulare (CINESE!!),tradurre di nuovo,litigare di nuovo,cercare informazioni in lingue strane,e cosi' via...per fortuna i monasteri di Langmusi mi rilassano,cosi' come la passeggiata nelle strette gole...io betti ho comprato un bellissimo bracciale senza capire una parola.non studierei cinese manco a paga' ma apprezzo e stimo dal cuore la gre che lo fa.per tutti. 22/7 trasferimento da Langmusi a XiaHe dopo colazione da Tiffany con favoloso yoghurt di yak e miele.abbiamo ancora il SOLEEEE!!!! il viaggio ci porta attraverso pascoli sconfinati,tende di nomadi,colline a perdita d'occhio. arriviamo in paese,ci sistemiamo e gironzoliamo a zonzo,insomma niente di particolare da segnalare...a parte la cena: pizza preparata col cuore da un bel tibetano (parole della Clelia),servizio lento ma chi la mangia dice che e' proprio buona. 23/7 ancora a XiaHe ci godiamo in pieno il monastero locale..ragazzi,mica paglia: e' il monastero tibetano piu' importante al di fuori del Tibet...insomma,una specie li Lahsa in Cina! Ci colpiscono delle statue stupende interamente fatte di burro di yak (si',lo stesso yak dello yoghurt!). Tutti facciamo rifon\rnimento di collane e bigiotteria varia,anche i due ometti ne vogliono a tutti i costi una personalizzata!! bene,ragazzuoli,vi si lascia...il tramonto non ci aspetta! baci dal cuore! gli ultimi 7 Sunwu Kong P.S. scusate la brevita',ma insomma,noi qui abbiamo da fare,mica si fa ballar lo scimmiotto tutto il giorno,noi!!
27 luglio Carissimi, ieri abbiamo cercato di scrivervi da un subdolo e oscuro internet point e, dopo aver messo tutto il nostro impegno nel raccontarvi le avventure degli ultimi giorni, scade il tempo concessoci e il computer si spegne…lasciando il racconto disperso nell’etere e una rabbia furiosa verso l’elettronica in noi…alla fine eravamo talmente stanchi che abbiamo rinunciato e siamo andati mestamente in albergo a ristorarci con un bel sonno. Ma nonostante tutto resistiamo e ora vi scriviamo dalla sala d’attesa dell’aeroporto di LanZhou, in attesa del nostro volo per Pechino…speriamo in bene! Vi ri-riassumiamo i giorni precedenti: 24 Ospitiamo sul nostro pulmino una turista svedese e, percorrendo una strada in costruzione e scavalcando un passo, raggiungiamo un altopiano sconfinato giungendo a un villaggetto che si chiama Bai Jiao, circondato da mura che lo rendono invisibile in mezzo alle praterie. Ci fermiamo ad ammirare il paesaggio e, mentre Clelia scrive il suo diario, un gruppo di uomini si ferma ad osservarla incuriosito molto da vicino; ma che vorranno questi qua?! Uno di loro si cimenta nell’impresa di scriverci il suo nome…impresa che richiede ripetute consultazioni con i bambini presenti. Per la gioia dei più curiosi ( e soprattutto della Betti) ci aspetta un altro bel monastero, apparentemente deserto… Sosteniamo una dura ed aspra lotta con le capre per conquistarci un pezzetto di prato per pasteggiare ( Eli cerca di convincerle a sloggiare prendendole per le corna e parlandoci in francese)…alla fine riusciamo nell’intento e pranziamo con pane e frutta davanti ad un paesaggio mozzafiato. Durante la sosta Emilio riesce a perdersi ( o meglio, per dirla con parole sue, noi perdiamo lui) ,segue lunga ricerca verso le montagne. Mentre cerchiamo di avvicinarci al campetto dove alcuni monaci giocano a calcio, uno di loro, piuttosto incattivito, ci scaccia a suon di grugniti incomprensibili e gesti inequivocabili. Recuperati tutti, raggiungiamo un altro monastero (!!) completamente restaurato e ancora in via di costruzione. Lungo la strada del ritorno un gruppo di femministe tibetane accanite armate di bottiglie d’acqua ci bloccano su un ponte e, impedendoci il passaggio con una corda, pretendono il pagamento di un pedaggio. Dietro di noi si forma una coda di altri “taglieggiati”, alla fine paghiamo 5 Y e veniamo liberati. Ritorno attraverso le praterie, dove scorgiamo marmotte e aquile e incontriamo mandrie di yak che ci ostacolano il passaggio. 25
Xia He – Yong JingPercorso caratterizzato da paesaggi collinari a terrazza. Al principio ci accoglie una pianura dove stanno belli in fila tanti covoni di grano che formano delle linee armoniose delineate con cura, poi la strada corre lungo un crinale da cui si dominano i due versanti: da una parte le colline coltivate e i covoni, dall’altra le montagne semi-desertiche dai colori ocra e giallo. Si va su ed giù per colline, smarrendo la strada maestra, ma un’oretta in più di viaggio è ampiamente ripagata da questo paesaggio semi-lunare modificato solo dalla mano dell’uomo. Verso le 14 ci fermiamo a mangiare in una strana città. Ristorantino musulmano carino il cui proprietario alla fine ci chiede una foto; ci piazziamo tutti fuori davanti all’insegna del locale, arriva la fotografa ufficiale con tanto di cavalletto…che però, al momento di scattare, tiene ben sollevato da terra!! Mah!! Facciamo il nostro dovere di fotomodelli novelli davanti ad un folto pubblico di curiosi, poi si riparte alla volta di Yong Jing. Per entrare in città bisogna attraversare le acque azzurre del Fiume Giallo ( ebbene sì!) a bordo di una chiatta. La cittadina si rivela una vera sorpresa, soprattutto per le sue luci notturne, comprese palme artificiali che fanno da lampioni dai colori sgargianti e intermittenti…una vera fiera del trash! Tanto eccessivo da essere bello!! Dopo cena passeggiamo un po’ nella piazza centrale, animatissima e corredata da attrezzi ginnici su cui si cimentano anche alcuni di noi. Gelato con un clima delizioso e sotto nientepopòdimenoche una congiunzione astrale: Luna e Giove nello Scorpione con Antares in mezzo ai due ( roba che succede meno di una volta al secolo…chissà se significa qualcosa!!). 26
BingLingSi (fuori Yong Jing)Giornata fluviale,iniziata con un duro confronto con i barcaioli che porta Greta allo stremo della sua pazienza e delle sue forze già di prima mattina…rinunciamo all’idea di tagliar loro la gola (e al motoscafo veloce…) e raggiungiamo un compromesso: barcone collettivo per 30RMB a cranio. Sarà la scelta giusta?! Ancora non lo sappiamo…dopo una partenza laboriosa e taaanto lunga (si aspetta che il barcone si riempia di corpi) facciamo subito una sosta per riempire il serbatoio di benzina…segue lungo e noiosetto viaggio di 52km con il barcone che procede a non più di 10 nodi…vi lasciamo immaginare! Si arriva sul luogo della visita: qui pare che ci siano molte statue di Budda scavate in piccole grotte create dai monaci a partire dal 400d.C. lungo una gola laterale al Fiume Giallo. In effetti il luogo merita davvero: dopo tre ore di piatta navigazione si entra all’improvviso in un braccio laterale stretto tra picchi incombenti di arenaria rossa, alcuni dei quali sottili come lame e alti centinaia di metri e che danno l’impressione di dover cadere da un momento all’altro. Ma…sorpresa!!abbiamo solo un’ora per tutta la visita, poi il barcone riparte… Abbiamo giusto il tempo per vedere velocemente una delle scritture in lingua cinese più antiche finora ritrovate, un Budda gigante di 27m, e altre sculture “minori” nelle nicchie della roccia. Betti e Greta riescono anche a perdersi il Budda dormiente per precipitarsi alla disperata ricerca di cibo!! Chi di noi l’ha visto dice che è bellissimo, con un sorriso indimenticabile…peccato! Il ritorno è sullo stesso filone dell’andata, lungoooooo!!!
27 Siamo arrivati a Pechino! Siamo in un albergo da ricchi (l'unico che siamo riusciti a prenotare dall'aeroporto di Lanzhou) e stiamo scrivendo dal computer in camera. Domani visita a pizza Tienanmen e altro.... ciao
i secondi 7 sunwukong
29 luglio
Pechino.
Siamo nella capitale da venerdì 27, e abbiamo capito che qui è una vita difficile: casino per trovare l'albergo (i più economici sono tutti pieni); china telecom si rifiuta di collaborare ricaricandoci la scheda (ancora...); i telefoni pubblici si mangiano i nostri cartoncini con indirizzi e numeri di telefono...insomma, è una lotta! Alla fine riusciamo ad alloggiare al lussuosissimo Bamboo Hotel per una notte, poi al Novotel per le due restanti. Visite di prammatica: Piazza Tiannammen (con acquisto di aquiloni), Città Proibita, Parco della Pagoda Bianca, Tempio del Cielo. Tre di noi si separano e dedicano la mattina del 28 alla Factory 798, il quartiere d'arte moderna. Niente di particolare da segnalare, chiunque può trovare tutte le informazioni su qualunque guida. Possiamo confermare che i cinesi sono numerosi come formiche, ma ai parchi si divertono un mondo a cantare, suonare, ballare, cimentarsi in giochi di abilità di ogni tipo e a fare foto nelle pose più improbabili!! Domani si riparte alla volta dell'Italia, dopo essere andati a spendere gli ultimi soldi rimasti al mercato della seta. E' stato un viaggio bellissimo!!! Gli scimmiotti hanno terminato il loro viaggio e hanno raggiunto l'Illuminazione del Budda. Se saremo ispirati vi manderemo eventuali commenti dall'Italia. LE ULTIME PAROLE: Simona dice: "Non capisco un cazzo!!" (ha fatto la cassiera ma è andata in tilt)Clelia dice: "Non ho ancora finito di scrivere il diario, però sono contenta che la Greta parli cinese" (cuore di mamma viaggiatrice)Betti dice: "Fu Yuan!!" (ha imparato benissimo a chiamare i camerieri)Emilio dice: "Cosa significa 18pgreco periodico?" (è il nostro matematico che cerca di interpretare i caratteri cinesi a modo suo)Eli dice: "Come ti chiami, quando sei nato?" (in italiano, francese e a volte spagnolo)Daniela dice: "Cazzo Eli!" (mantra occidentale)Greta dice: "Che fatica accompagnare la gente in Cina...." (ha lavorato come interprete per tutto il viaggio)
Al prossimo viaggio!!
Cronache dagli aeroporti sulla via del ritorno
Mosca : ore 19.43 locali, per noi che arriviamo da Pechino sono le 23.43 Siamo in attesa della partenza del volo per Milano da ormai tre ore abbondanti. Non ne possiamo più!!! E visto che non abbiamo niente da fare ci mettiamo ascrivere questo post scritto al viaggio. L’aeroporto di Mosca è un posto assurdo. Niente posti per sedersi, solo un girone di negozi che vendono le solite cose da duty free e matrioske, ceramiche, ninnoli vari…. Ci si siede sui gradini o per terra. Per fortuna ci siamo appropriati dei cuscini gentilmente offerti da Aeroflot nel volo da Pechino che rendono più morbida l’attesa. I cuscini erano l’unica cosa apprezzabile del volo: il cibo era pessimo, due bagni su 4 non funzionavano, gli auricolari non trasmettevano alcun suono per cui ci siamo visti Ocean Eleven senza audio. Questa mattina ci siamo separati: Greta è partita alle 10 con Finnair; noi (Clelia, Simona, Emilio) un’ora dopo; Daniela, Betty e Eli sono rimasti a godersi ancora una mezza giornata di Pechino visto che partono a mezzanotte. Alle prese con le imprevedibili regole di sicurezza degli aeroporti ci siamo fatti cogliere impreparati da quelle degli imbarchi internazionali di Pechino,. Qui, al contrario di quanto avviene sui voli nazionali, non si possono portare bottigliette di acqua e viene richiesto il solito sacchettino trasparente per creme e fluidi vari. Avevamo parlato di queste incomprensibili regole fino al momento dell’imbarco, e naturalmente Clelia aveva nel bagaglio a mano un campionario completo di cose “proibite”, anche se poco prima si era ricordata di togliere il coltellino. Gli addetti alla sicurezza sono comunque molto gentili: hanno estratto tutti i flaconi incriminati dallo zainetto, li hanno infilati in un sacchettino trasparente e li hanno sottoposti a un “annusatore” che ha verificato la loro compatibilità con le norme stabilite. Solo un flacone eccedeva la quantità prevista a prescindere dal contenuto, e così abbiamo dovuto lasciare agli addetti alla sicurezza un flacone di crema idratante allo zenzero del commercio equo, dopo esserci spalmati il più possibile davanti all’addetto all’annusaggio. Ora siamo finalmente entrati nel gate di imbarco e abbiamo trovato una sedia…restiamo in attesa…
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