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21 giugno 2008
Ciao, tre donne in barca. Così l’Adorabile Chaltrone ha “mollato il colpo” quest’anno? Il buon Diegoli lo avremo solo per un breve interludio? E và beh... Comincia il blog del Programmatore Sudato. Che quest’anno, a quanto pare, andrà in vacanza, con famiglia e tutto. Dove? Quando? Boh! E tanto basti, per il momento. Ma le cose che succedono, e che meritano di essere raccontate, succedono anche in Brianza e alle pendici di Milano – o “in riva a Milano”, per dirla con la PFM. Così ho conosciuto Paoloshock, bassista degli Atrox. Per suonare punk-hardcore a quarant’anni suonati, se me lo chiedete, ci vuole dello spirito, della passione – e se non me lo chiedete non cambia niente. L’ho conosciuto in pishina, perchè entrambi portiamo i nostri bimbi a nuotare tutto l’anno di sabato mattina. Il vecchio headbanger, con baffi e capelli lunghi striati di grigio, e il vecchio punk, con la cresta senza capelli. Ci siamo fatti simpatia da subito. Poi un giorno sento Paoloshock a Passatel, che pubblicizza l’uscita dell’ultimo disco degli Atrox. E Facchini che lo prendeva in giro perchè suona hardcore a quarant’anni suonato – pischello, impara il rispetto! Il sabato dopo lo becco in pishina ed è bello scoprire un Abbonato in Brianza, è una cosa rara, che dà un po’ di carica (a me e a lui). E il tempo passa, finchè arriviamo a sabato ‘scorso. Lo vedo in pishina, lo saluto, e lui viene a sedersi accanto a me, con una faccia buffa... “Tu eri al parcheggio di Cascina Gobba martedì ‘scorso?” mi chiede. Mi avrà visto e salutato ma io non l’ho riconosciuto, vedrai, penso, mentre rispondo “Sì”. E lui mi chiede: “Ma sei tu che mi hai scritto ‘stronzo’ sulla macchina?” ...
Riferimento: “Ratatouille”. Quando Antòn Ego assapora le verure stufate preparate dal topocuoco. Uguale. Camera che “entra nelle pupille” e panoramica che allarga sul parcheggio di Cascina Gobbba... laddove avevo parcheggiato la mia auto un bel mattino, accanto ad un passaggio pedonale, in modo da poter caricare agevolmente tutta la roba che avrei avuto con me al mio ritorno – al solito, PC, telecamere IR e fuffotecnologia interattiva, al solito... Quando torno, al posto del passaggio pedonale c’è un’auto. E mi decolla la carogna. Repressa dopo centinaia di SUV in doppia fila, dopo decine di Porsche posteggiate sulle piazzole per disabili... e, tratte le chiavi dell’auto dal marsupio, incido in bella grafia la dicitura “STRONZO!” sulla fiancata dell’auto, con tanto di bello svolazzo finale...
Le pupille mi si contraggono fino alla dimensione di un elettrone, mentre il tempo si dilata all’infinito, e penso di buttarmi in pishina per scapapre a nuoto da una realtà che non posso affrontare... Invece posso.
E confesso: “Sì!!!”
Uno sganassone sarebbe stato giustificato, invece è partita una sganasciata! (i.e. risate). Gli dico “Paolo, ti pago il carrozziere!!!” Lui mi fa “Tranquillo, paga l’assicurazione, è aziendale!” e ride...io un po’ rido, un po’ mi do del coglione, dell’enorme coglione... E Paolo che fa: “Cazzo, mi sono accorto che ero in divieto solo quando sono andato via... e ho parcheggiato lì proprio perchè avevo riconosciuto la tua auto!”
Insomma, ci sono due tipi che stanno sempre attenti a parcheggiare civilmente – e ci mancherebbe, in qualità di Abbonati! – e s’incazzano quando vedono stronzi che parcheggiano incivilmente. Poi un giono uno dei due sbrocca (goccia, vaso, traboccamento) proprio lo stesso giorno che l’altro per svista parcheggia dove non dovrebbe...
...mamma mia...
27 giugno 2008
Ieri c'è stato un viaggio fuori programma (di lavoro, che domande!). Alle due del pomeriggio è apparso evidente che non c'era alcuna possibilità di risolvere con la telepatia un problema che stava affliggendo una mostra che inaugura fra tre giorni... Il posto è il Forte di Vinadio, in provincia di Cuneo... mi dico, ok, non è lontano... in realtà io stavo pensando a Novara, porca zozza! Vinadio è tutta a Ovest, a ridosso della Francia! Vabbè. Bagaglio: una maglietta (con Don chisciotte e Sancio Panza schizzati da Picasso. Cioè, riproduzione...), un paio di pantaloni africani, due notebook e una valigiata di tecnopattumeira varia. Parto che il termometro di Skroll (il Destriero Gommato) segna quasi quaranta gradi - comincio a pensare che un rivestimeno ceramico come quello dello shuttle avrebbe un suo senso... Faccio tappa da un grossista di tecnopattumeira per caricarne un alto po', e via, nelle mani di Tommaso Tommaso - anched se non mi sono mai fidato troppo di lui... Dopo ore di autostrada esco a Cuneo, e il mondo comincia a cambiar faccia. Quando arrivo a Vinadio "tiro gli occhi": una fortezza sabauda enorme, tra precipizi e cascate, e una frescura nell'aria che levati! Ma c'è poco da indulgere, ho un padulone da affrontare. Il padulone non è tanto interessante. Non è tanto interessante, ma per mettere in piedi una soluzione ho tirato l'una e mezza. Mi avevano prenotato una stanza in albergo, ma durante la lotta col padulo ho saputo che Cristina, a casa, stava poco bene, e ho deciso di tornare a casa... ho sbattuto nel lettore un CD di De Andrè e son partito nella notte vinadiese. Prima di arrivare a Cuneo ho rischiato di arrotare due gatti e un riccio... credo che le esalazioni notturne dell'asfalto abbiano un effetto psicotropo su queste bestie, non c'è altra spiegazione. Poi Tommaso Tommaso comincia a fare scherzi. Segnala un ingresso in autostrada che ormai è murato, poi finisco su una bretella che Tommaso Tommaso ritiene essere una zona agricola... boh! In qualche modo trovo la direzione, e ciccia. Dopo De Andrè, Il Bepi. Bè, ragazzi, lo scopo era di stare sveglio! E sbraitare il "Guzzi Rock & Roll" è un modo buono come un altro. Al ritorno in lombardia ho cominciato a scanalare con la radio. Tornare, è un po' trovare Errepì sui 107.6... Alle quattro e mezza sono praticamente a casa, quando scanalando dalla radio parte Aqualung dei Jethro Tull... il mio gruppo di sempre, con una dellle canzoni di sempre! Volume a strachiodo e dietro a sbraitare con Yan Anderson - ho sbraitato anche tutto l'assolo di chitarra di Martin Barre, per la verità. A casa sono stato accolto da Corda, il gatto da guardia, che vedendomi arrivare a quell'ora in mezzo al buio ha gonfiato la coda come, come... come una coda molto gonfia. Ho trovato Cristina sveglia, che stava molto meglio, e siamo stati un po' a chiachcierare, finchè il coma non ci ha inghiottiti poco dopo.
P.S. aggiungo i riferimenti della mostra, che secondo me è carina: "MESSAGGERI ALATI. La colombaia militare del forte di Vinadio", dal 29 giugno 2008, Forte di Vinadio, Inaugurazione sabato 28 giugno 2008 ore 16.00, info 0171 618260 oppure www.marcovaldo.it
28 giugno 2008
Ieri sera sono andato a bermi una birra con Paoloshock. Desideravo proprio "metterci una birra sopra", alla storia del graffito. Ci diamo appuntamento alle piscine, proprio quelle dove ci siamo conosciuti. Lì fuori c'è una festa del PD... vabbè, suonano dal vivo, c'è la birra... Quando arrivo, c'è un gruppo di liscio che imperversa. Prendo il telefono e mando a Paolo il seguente messaggio: "Qui stanno suonando 'El condor pasa'... Abbiamo un piano B? °__________°". Risposta: "Tranquillo, vengo a salvarti". Mi aspetto di vederlo arrivare con l'auto adornata dalla mia opera (a proposito, ecco una foto: http://www.orfware.com/misc/theguiltpicture.jpg) e invece Paolo arriva con una vecchia Guzzi California che, come posso dire? Gli somiglia!!! E' così che deve essere, se gli vuoi bene: devi avere un mezzo che ti somiglia. Paolo ha una Guzzi California, io un monovolume rosso... perferisco non pensare alle implicazioni. Decidiamo di andare al C.S. Boccaccio, a Monza, e passiamo la serata a bere cervogia tiepida e a raccontarci. E' bello prendersi una parentesi di adolescenza quando ti capita. Poi a mezzanotte crollo. La notte scorsa ho dormito tre ore, e domenica compio 41 anni... come dire, è ora di tornare al reparto geriatrico per un buon sonno ristoratore! Lascio Paolo dicendogli che tutto sommato sono contento di avergli scritto sulla macchina - anche lui ^______^
9 luglio 2008
Ragazzi, che roba brutta! Sono caduto nel tunnel di Diablo2!!! Roba da matti, mi ero concesso una “vacanza intellettuale” di qualche giorno e mi è ri-capitato per le mani Diablo2, un giochino di ruolo di più o meno dieci anni fa... l’ho installato un po’ per scherzo, del tipo: “Chissà se funziona ancora...” Bè, funziona ancora. Lo lancio e mi trovo davanti questa grafica a pixelloni che invece di farmi ribrezzo mi fa una tenerezza infinita e mi ri-tuffa in antichi ricordi di notti insonni a caccia di demoni e tesori. MINCHIA! Ci sono ri-finito dentro fino al collo! Di nuovo notti insonni, con in più i pargoli attorno. Invece di chiedermi il DVD di “Lilo & Stitch” mi chiedevano “Schiacciamo un po’ di mostri?”. Una sera abbiamo visto “Io sono leggenda” e Amelia mi ha chiesto se potevamo chiamare Signore (l’avatar del gioco) per schiacciare i vampiri... Vabbè, mi dico, ancora un paio di giorni di “ascimmiamento” da videogioco e riemergo. ... Invece non mi ricordavo quanto è vasto quel gioco! E ovviamente di piantarlo lì – nonostante gli innumerevoli propositi! – non se n’è parlato. Poi, finalmente, ieri ho spatashado il dannatissimo Boss Finale e ho rimosso il CD del gioco dal PC. Libero! Poi vada ad una riunione di lavoro, dove chiacchierando della mia risolta dipendenza uno salta su e fa: “Lo sai che sta per uscire Diablo3?”. ... Azz... speriamo che sul mio PC non funzioni!!!!!
Per chiudere: ho appena sentito per Radio la Ricci che parlava dello spettacolo dello Studio Azzurro agli Arcimboldi. Permettetemi una parentesi velenosa... mi chiedo se anche questa volta useranno il mio vecchio software Eschilo senza menzionarlo nei riconoscimenti... o__O
21 luglio 2008
Apro il blog con una frase di Cristina che commenta i gusti musicali di nostra figlia: “Ma si potrà che c’hai la figlia metallara a tra anni?!!” Succede che sto cercando di lavorare in cucina (salotto occupato dalla visione di “Lilo & Stitch 4”...). Musica a chiodo in cuffia per cercare di concentrarmi: Black Sabbath. Arriva Amelia a farsi ammirare nel suo prendisole a pallini colorati appena messo, e mi chiede la cuffia. Gliela do. La piccola headbanger “fa di sì con la testa a tempo con la musica”. Poi se la toglie e mi fa: “No vojio questa, vojio cançone rumoroça!”. (Nota linguistica: Amelia non dice le “esse”, dice le “eççe”, alla spagnola, con la lingua tra i denti). “Cançone rumoroça” sarebbe “Smoke on the Water” nella versione dei Metallica, che era la colonna sonora del blog dell’anno scorso, e che ad Amelia deve essere piaciuta molto, visto che continua a chiedermela...
Comunque, a parte le questioni neurolinguistiche e psicomusicali della prole, c’è una grossa novità che obbligherà Indianagigi a ritoccare una delle sue mappe: QUESTA VOLTA ANDIAMO IN VACANZAAAAAAH! Ebbene sì, sembra che a mezzo di un colossale colpo di culo abbiamo trovato una casetta a Cannes per la seconda metà di agosto! Che sturia! (Sic! Leggasi “STURIA”). Finalmente mi troverò nella condizione di descrivere la preparazione del bagaglio – che già intuisco dantesca. Finalmente spediròvvi aggiornamenti da un sito di villeggiatura! Finalmente la pianterò di raccontarvi dei miei lavori balordi!!!
Avrete forse notato che ho coniugato i verbi al futuro. Mi sovviene or ora che avete attivato una specie di sezione video... qualche tempo fa ho giusto messo su iutùb un clip video che riguarda il mio blog del 2006, quando ci ho messo tre settimane di studio accanito per arrivare a tracciare un triangolo rosso sul video... bè, l’esperienza si era conclusa con una videoinstallazione a Maranello, trovate il clip video di questa installazione qui: http://www.youtube.com/watch?v=2hwv5qgEBRM
Quest’anno ho usato la stessa tecnologia per realizzare un’installazione scaramantica, che però non è servita a un cazzo, infatti le elezioni sono andate come sono andate... Potete vederla qui: http://www.youtube.com/watch?v=dXvwNSx2WmM
Se qualcuno la vuole per qualche festa di Liberazione o equipollente, basta che metta a disposizione un PC, una Webcam e che me lo chieda.
4 agosto 2008
Venerdì scorso, a Trezzo, c’era il concerto di Caparezza, simpatico signore che io e Cristina apprezziamo molto. Così ci siamo organizzati coi nonni e gli abbiamo scaricato le due Bestie Minorenni. Per festeggiare la rara occasione ci siamo anche coccolati a cena con un debordante piatto di vermicelli allo scoglio... la casa ne ha conservato l’aroma per giorni, ma ne valeva la pena ^__^ Poi siamo usciti per andare a Trezzo. In piazza troviamo un botto di gente, e un gruppo che non conosco che suona di supporto. Non entusiasmanti, devo dire. Poi finalmente arriva il Caparezza, questo vulcanico Mocio Vileda parlante e zompante. A quarant’anni suonati, quando sento – dal vivo poi! – canzoni come le sue mi vien da andar a pogare! Verso la quarta canzone si alza un ventaccio che non promette niente di buono, e verso sud si vedono tuoni e lampi... insomma, temo cinque minuti – giusto un’altra canzone! – comincia a venire giù l’ira di dio... Fuggiamo al Destriero Ggommato, che per ventura ero riuscito a parcheggiare lì vicino, e diamo un passaggio a un nostro amico, che invece la macchina l’ha lasciata dall’altra parte del paese. A passo d’uomo percorriamo strade che dovrebbero esserci familiari ma che la tempesta trasfigura. Arriviamo alla macchina del nostro amico, e lì davanti vediamo tre ragazzi – strafradici – che si infilano in un portone. L’ultima ragazza mi si para davanti ai fari dell’auto, ancheggiando e ballando sotto la pioggia in reggiseno e jeans, esibendo un corpicino da videoclip su MTV... ...beata gioventù! Scarichiamo Luca alla sua auto e ce ne torniamo a casa con la coda fra le gambe.
Il giorno dopo, in macchina con le due bestie minorenni, a mo’ di risarcimento, mettiamo su il CD di Habemus Capa. Leonardo continuava a chiedere di alzare il volume, Amelia continuava a chiedere “Catalessi”, che nella top ten ha evidentemente scalzato la Cançone Rumoroça dei Metallica ^____^
E poi c’è stato anche un rito di passaggio importante: sono andato dal mio amico a ritirare le chiavi della casa di Cannes... Che meraviglia! Indi (l’amico) mi ha relazionato su tutto, dove è meglio parcheggiare, la spiaggia più vicina (siamo a duecento metri dal porticciolo!!!), dove fare la spesa, cosa visitare lì attorno, tutto! E, uomo di tecnologia, io ho preso appunti sul telefono. Tornando a casa Tommaso Tommaso si è incasinato, e ho dovuto resettarlo – belli i tempi in cui col telefono ci telefonavi e basta, ma riuscivi a farlo... Solo la sera, a casa, mi sono reso conto che resettando ho perso completamente tutte le dritte di Indi...
E chissene! Le robe importanti me le ricordo, le altre le scopriremo da noi.
15 agosto 2008
Fra tre giorni si parteeeeeeh! Domani porterò Corda, il gatto, da Grande Elle, il mio istruttore di DirectX – e cintura nera di C++! Lui non fa ferie quest’anno, ed è disposto a tenerci la bestiola. Speriamo bene, perchè casa di Luca è un porto di mare di altre bestiole, tra gatta, cane, cocoriti e pesciolini... Boh, secondo me si godrà la villeggiatura anche Corda, Cristina invece è un po’ preoccupata. I preparativi del viaggio fervono a rilento. Io non ho ancora deciso se portarmi dietro il notebook... L’unico preparativo vero che ho fatto è stato comprare la mappa della Francia per Tommaso Tommaso! E parlando di tecnologia da sfigati, mi porterò dietro anche il Cybook, il reader di e-books. L’ho riempito di Harry Potter in lingua originale, che ormai è davvero l’ora di una bella retrospettiva con analisi critica – seguirà dibattito. Ah, la tecnologia... quando ho usato il palmare per prendere appunti sulle cose da vedere a Cannes e dintorni, poco dopo si è inchiodato e hoi perso tutto... L’altra notte invece non risucivo a dormire, così alle due ho acceso il Cybook per leggere un po’... si è scaricato dopo pochi minuti, lasciandomi un po’ male... Mi sa che in vacanza mi porterò anche della carta – sia già scritta che da scrivere...
18 agosto 2008
E alla fine siamo partiti. Ho portato Corda da Grande Elle ed è stato un po’ un calvario, povera bestia... pupille dilatate, ansimava e sbavava anche un po’... ho fatto tutto il viaggio fino a Milano tenendo la mano destra nella gabbietta per consolarlo un po’... E poi, come dicevo, siamo partiti. E ce la siamo presa stracomoda. Non abbiamo preparato i bagagli fino all’ultimo, concentrando lo sbattimento in una mattinata, poi all’alba delle 13 siamo saltati in macchina e via. Pranzo a suon di panini e Caparezza nel lettore CD... Leo e Amelia ci stanno facendo una capa tanta con “Catalessi” del buon Truciolone... Dopo un viaggio placido, siamo arrivati a Cannes e ci siamo fatti mezz’ora di coda per entrare in città – il traffico è notevole, ti vien da chiederti dove cavolo mettano tutte queste macchine, poi scopri cha Cannes è costellata di parcheggi sotterranei a pagamento... Ce n’è uno comodissimo adue passi dal nostro appartamento. La casetta è una piccola meraviglia. E’ nel quartiere Suquet, nel centro storico della città – tutto pedonale, tutto viette e viottoli infestati di ristoranti e negozietti turistici. Siamo a due passi dal porto vecchio, pieno di yacht a loro volta pieni di cuménda italiani con quelle tipiche faccie da pirla alla Vanzina. Poi abbiamo scoperto che gran parte di questi yacht sono affittati – tipo “Mi metto lì a bordo a farmi invidiare dai passanti” – e magari per farlo devono accendere un mutuo... Mi sa che qui funziona proprio così. Mai viste tante Lamborghini e Ferrari – nemmeno quando sono stato a Maranello. E quello che mi fa morire è che la velocità media sulla Croisette – ma anche in tutta la città – è di venti all’ora! Facevamo due passi su Rue d’Antibes – la via dello sciòppin – e credevo ci fossero lavori in corso con tanto di martello pneumatico, invece era una Lamborghini ferma ad un semaforo! E dentro a ‘ste macchine, ‘ste facce da pirla annoiate... che dire? In fondo è proprio per questo che è così divertente essere un Tamarro Bergamasco in Costa Azzurra, coi miei pantaloni africani e la magliatta da metallaro! (E la sbudria!)
19 agosto 2008
Giornata di vento. In spiaggia abbiamo trovato il mare mosso, e Leonardo si è eccitato come un pesce cinghiale. Ha passato un’ora buona in acqua senza uscire mai – e io sempre attaccato ai suoi slip, ovviamente – finchè non è arrivato il Big One: il cavallone ha brancato Leo e lo ha scatavoltato sulla spiaggia; l’ho visto letteralmente andare a gambe all’aria... a quel punto ha deciso che era ora della merenda. Amelia ha avuto un’esperienza molto simile al suo primo tentativo di entrare in acqua: travolta da un’ondata molto spumeggiante ne è uscita incazzata nera, e per tutto il giorno ha inveito contro le onde dicendogli di andare via perchè erano troppo groççe...
21 agosto 2008
Dopo due giorni di mare abbiamo deciso di farci un giretto nell’entroterra e siamo andati a Grasse. Grasse è famosa per le fabbriche di profumo – sembra che gli alambicchi da profumiere siano il simbolo della città. Abbiamo mollato il Destriero Gommato nel solito parcheggio a pagamento – uno dei molti, sempre in centro, sempre dungeon-and-draghesco, sempre stracomodo. E poi ci siamo infilati nelle stradine. Un vago sapore d’Umbria, ma stemperato dall’aria di mare. E’ un bel passeggiare per questi viottoli. Ogni tre metri c’è un negozietto di profumi, essenze e saponi di Aleppo, Marsiglia e Casalpusterlengo (per gli amanti dell’enigmistica: tra i saponi c’è un intruso, sapreste indicarlo?). Poi siamo andati a fare la spesa in un centro commerciale... da svenire! Nel reparto alimentari non riuscivamo a darci un contegno! Alla fine ci siamo portati a casa una roba che definirei “una Cassöla Provenzale” fatta di fagioli, anatra e wurstel... ci siamo fatti una cena decisamente invernale!
25 agosto 2008
Quando siamo entrati in Francia ho detto: “Festeggiamo! Siamo entrati in un paese civile!!!”. Ripensando a quella frase devo proprio dire: “Com’è vero!”. Devo “farci un po’ la tara”, e ricordarmi che siamo in una zona molto ricca e turistica – forse per bilanciare le idee che mi sto facendo dovrei farmi una settimana o due in una banlieu parigina... Epperò, girando per la Provenza – lasciamo Cannes fuori dal bilancio – mi sono fatto una sensazione precisa: in questo paese “ci tengono”. Già per strada vedi una segnaletica diversa. Coerente, precisa, intelligente. Se il limite è 90 all’ora è perchè c’è una curva pericolosa. Subito dopo un segnale ti dice che puoi tornare ai 130. Invece dei cassonetti ci sono dei veri e propri impianti sotterranei per lo stoccaggio temporaneo. Quando sono chiusi vedi delle specie di paracarri colorati, invece che una parata di cassonetti... E poi... Sophia Antipolis!!! No, non è una modella greca. E’ una specie di “incubatore tecnologico”, una grande estensione (ma graaande!) in piena campagna dove sorgono università e centri di ricerca privati. Un vero polo tecnologico coi fiocchi nel pieno della Provenza... L’hanno fondato nel 1974. Tu giri per queste strade e ti dici, cazzolina, se mi piacerebbe lavorare in un posto del genere... (E invece lavori e vivi in Brianza... BUAAAAAHV!) Oh, la medaglia ha anche un suo rivescio. Ad esempio, dove stiamo noi è una zona di ristoranti, e c’è sempre una nuvola di aromi di cucina greve e vagamente disgustosa... La cucina francese, per quel che ne capisco, è il contrario di quella giapponese. Dove l’itamae (cuoco sushi) applica il paradigma del minimalismo gastronomico, lo chef francese allestisce una linea Maginot di aromi e sapori. Se in cucina vedono una cosa rotonda, la caricano di formaggio fuso! Sia d’esempio la “pizza margherita” locale – le virgolette sono d’obbligo: una focaccina flaccidina (fette non autoreggenti, ahimè!) con sopra una traccia di pomodoro, un intero caseificio e poi una nevicata di basilico tritato... ...non che sia cattiva, chiariamo. Sul momento la mangi anche volentieri... il problema è che a questo bizzaro piatto continua ad esigere la tua attenzione anche diverse ore dopo il pasto!
28 agosto 2008
Nei due giorni passati abbiamo deciso di andare a visitare due località sulla costa: Antibes e Frejus. Antibes è fra Cannes e Nizza, località decisamente banalneare (sic!) con porto infestato di yacht –mai quanto quello di Cannes, comunque... L’unica cosa memorabile è il Fort Carrè, installazione fortificata del 1700. Unico problema: la maratona podistica per raggiungerlo. E una volta raggiunto, abbiamo scoperto che proprio lì davanti c’era un parcheggio gratuito... Alte laudi alla madonna.
Il giorno dopo siamo andati a Frejus, che secondo la Lonely Planet doveva essere parecchio più interessante... che delusione! Una frappattaglia (ari-SIC!) di turisti invischiati in un mercatino turistico colossale... ce ne siamo andati stanchi e frastornati.
Oggi, ultimo giorno della nostra permanenza a Cannes, abbiamo deciso di visitare San Paul de Vence. La Lonely Planet lo indicava come abbastanza interessante... vorrei scambiare due paroline col redattore della guida... St Paul è un’autentica meraviglia. Un borgo fortificato arroccato su un crinale, tutto camminamenti, angoli incantevoli in salsa provenzale e gallerie d’arte. Pedonale. Ce lo siamo girato in lungo e in largo e ho scattato almeno un giga di foto. Poi, non contenti, ce ne siamo andati alla fondazione Maeght, lì accanto: un museo d’arte meraviglioso, arrampicato su una collina verdissima, pieno di statue di Mirò e di altre opere – mi ricordo sculture di Giacometti, una monografica di Hartung, un mosaico di Chagalle... un museo meraviglioso che anche i bambini si sono goduti un mondo.
29 agosto 2008
E’ la mattina del rientro, e ci dividiamo i compiti. Io faccio la spola fra l’appartamento e il Destriero Gommato, Cristina riordina e prepara i bagagli, i bimbi sono impegnatissimi a vanificare il lavoro di Cristina... Sono andato avanti tutta mattina a fare la spola tra casa e auto, sudando oltre ogni possibilità di recupero l’ultima maglietta pulita che avevo... riusciamo a saltare in macchina verso le 13 (!) e ci dirigiamo... verso il supermercato di Grasse! ^_____^ Dobbiamo fare incetta di francesità prima di tornare a casa. E son formaggi, salsicce, vino... e scatole di casseulet! Tra l’altro i prezzi sono così convenienti che ci mettiamo anche a comprare vestiario autunnale per i bimbi (!). La strada scorre pigra – voglio godermi gli ultimi scampoli di Francia. Mantruchiamo tramezzini e ingolliamo caffè dal thermos. Di tanto in tanto lanciamo monetine dal finestrino – ci sono dei capaci cestoni per raccoglierle, e delle sbarre che sennò non ci fanno passare. Poco prima di Ventimiglia: il Principato di Monaco. Pensieri violenti, voglia di un’effrazione informatica che metta in ginocchio il paradiso fiscale. Sogno un po’ ad occhi aperti, ed è già Italia. Switcho Tommaso Tommaso sulla cartina italiana. Portaci a Vimercate. Poco dopo il confine, incontro il primo strunz che mi fa i fari per superare... prima ancora di poter sparare qualche luogo comune mi accorgo che ha targa francese, e mi faccio una risata. All’arrivo solito tran tran, cui mi sottraggo subito dopo cena: vado da Grande Elle a riprendere Corda il Gatto. Solo quando Corda riprende possesso di casa – la SUA casa – è “rientro” per davvero.
Vi saluto tutti con un videino che è l’aldulterazione ad arte di un lavoro che devo consegnare venerdì (!): http://www.youtube.com/watch?v=BhRu16NKOEo
4 settembre 2008
Un po’ che ascoltare Tre Donne in Barca è di per sè un viaggio, un po’ che aprire Word per scrivere l’ennesimo preventivo fa un po’ tristezza, un po’ che ormai sono lo stanziale per antonomasia – anche se viaggio! ^______^ – alla fine (se non abuso del regolamento) ho deciso di continuare il blog. Con un flashback – dovuto agli amici blogger a Stoccarda.
Flashback berlinese. E’ il 2001 (o forse 2?). Un lavoro al Martin Gropius Bau, a due passi dalla Potzdammer Platz. Ricordo un fantastico chiosco di “briuste” (wurstel) dove mi sono preso una salsiccia lunga quasi come il mio avambraccio. Mi danno anche un pezzo di pane. Giusto un boccone per reggere il briuste senza toccarlo con le dita ^_______^ Ma la storia di “briuste” non finisce qua. Sabato sera ho appuntamento con Ludger, un caro amico di Weimar. Siamo ospiti a casa di Markus, un suo amico che io ancora non conosco. Ludger mi viene a prendere alla femata della metropolitana. Abbracci e baci – Ludger è un Crucco molto mediterraneo ;o) – e ci dirigiamo verso casa di Markus, a Kreutzberg (“You know? Berlin isn’t Germany, and Kreutzberg isn’t Berlin!”). Ludger è un po’ preoccupato, perchè Markus si è fissato a preparare una cena a base di liverwurst e blutwurts... wurstel di fegato e di sangue! Panico in Turingia! (Berlino non è in Turingia, vero?) Conosco Markus, quattro convenevoli, qualche battuta (io Windows, Ludger Mac e Markus Linux... ci siamo presi per il culo tutta la sera!) e ci sediamo a tavola (io e Ludger un po’ preoccupati). Per prima cosa Markus ci mette davanti un bel bicchierino di shnaps (insoimma, la grappa tedesca, come cavolo si scriverà?). Gli chiedo se cominciano tutti i pasti a quel modo. E lui mi risponde: “Only ven ze food is zo ugly!” Bè, alla fine i blut e i liver erano molto buoni – il fiume di birra deve aver influito.
8 settembre 2008
Suona la sveglia. Mi tiro su velocemente e la metto a tacere. Metto a tacere anche la seconda sveglia. Alle quattro e mezzo del mattino, tutto sommato è meglio minimizzare il casino... Fischio in cucina a prepararmi un caffè e prendo su lo zaino del notebook... e subito mi accorgo che qualcosa non va: lo zaino è caldo. Apro. Il notebook è MOLTO caldo... Provo ad accenderlo, non si accende. Giusto un flash di led che mi dice: batteria scarica. Capisco subito cos’è successo. Ieri sera, quando l’ho chiuso, l’idiota invece di andar in standby mi deve aver chiesto: “Sei sicuro di volere che io vada in standby?”. Deve esserselo chiesto per ore, poi a un certo punto deve avermi detto: “Bè, guarda, la batteria è finita, io mi spengo, ci vediamo domani”. Intonando – al solito – laudi alla madonna, scendo al Destriero Gommato. In riserva. Vabbè. Metto Tommaso-Tommaso sul reggi-medesimo, imposto il viaggio fino al centro di Torino, dove devo fare una marchetta lavorativa, e parto. Mi piace sempre essere sveglio quando quasi tutti gli altri dormono. Mi infilo in autostrada; alla prima stazione di servizio faccio il pieno. Risalgo in macchina, rimetto a posto Tommaso-Tommaso... non sta?! Si è sbragato il reggi-tommaso-tommaso... E il minimarket è ancora chiuso... Vabbè, riparto. Mi fermerò in un autogrill verso le sei per riprovare. La strada scorre, mi godo la Macchina Della Notte di Errepì finchè posso, poi il segnale degrada. Comincio lo zapping radiofonico. Arrivano le sei. Mi fermo al primo autogrill. Compro un nuovo reggi-tommaso-tommaso. Salto in macchina, lo appiccico al parabrezza. E’ difettoso. Tommaso-Tommaso dondola e si ribalta in continuazione. Ovviamente me ne accorgo dopo essere uscito dalla stazione di servizio. Continuo il monologo mariano, chiedendomi se andrà a questo modo anche la marchetta lavorativa, meditando di girare il Destriero Gommato e di tornarmene a casa. Ma proseguo. Alla mia sinistra il cielo si fa più chiaro. Davanti si cominciano ad intuire le alpi. Il traffico comincia a svegliarsi. In uno sbadiglio arrivo a Torino. Tommaso Tommaso, sbilenco, mi dice da che parte andare – questa città non la conosco molto. Anzi, non la conosco per un tubazzo, ma devo dire che mi piace abbastanza. Arrivo in piazza Vittorio Veneto prima delle sette, l’orario dell’appuntamento. Ci sono tracce di allestimento: un paio di gazebo, un gruppo elettrogeno, la macchina di una guardia giurata. Parcheggio in divieto che più divieto non si può, ma c’è un Evento (Guarda, un Evento!), il che consente cotale Portento (Guarda, Portento!). Abituato a Milano – o alla Bergamo delle mie origini – questa piazza mi sembra una cosa fuori dal mondo... è aperta, ariosa... in fondo alla piazza c’è il Po, e dietro al fiume colline, edificate ma verdissime. In questi momenti mi dispiace quasi di non avere il vizio, perchè sarebbe bello fumarsi una sigaretta... Mi infilo in un bar sotto ai portici per fare colazione, e trovo un barista rocker di mezza età che sta mettendo su “Whish you where here” dei Pink Floyd... Mi godo il momento. La marchetta comincia tra un po’.
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