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23 luglio 2008
La valigia (zainone)è pronta, biglietti e documenti sistemati, ho anche il passaporto in ordine... e per me non è poco. Ci penso ancora un pò sù e alla fine mi decido a scriverVi. Non c'è nessuno nei Balcani della combricola in barca quindi sarò io il vostro Virgilio nelle terre della ex Jugoslavia, ex blocco sovietico, ex impero ottomano. Ho preso un biglietto di andata per Budapest ed uno di ritorno da Istambul, in mezzo sicuramente Sarajevo, Belgrado e Sofia, il restò si vedrà durante il viaggio. Durata: da domani al 11 agosto. Viaggio in solitaria, ogni tanto è un esperienza che ha dei lati molto piacevoli. In valigia soprattutto magliette e mutande per evitare di fare il bucato e poi uno di tutto: un maglione, una scarpa chiusa e una aperta, un asciugamano etc... A dare sostanza e peso le guide, ce n'è praticamente una per ogni paese e magari l'ultimo libro di Bettinelli in vespa dalla Cina, per viaggiare sognando un altro viaggio.
Ciao Lorenzo
25 luglio 2008
Direi che la prima tappa del mio viaggio balcanico merita una citazione: Bergamo alta!!! La partenza era prevista per ieri sera alle 21.50 da Orio, ma appena arrivati ci hanno comunicato un ritardo di circa 5 ore. Cosi con mio padre, che mi accompagnava, siamo andati a Bergamo a mangiare polenta e funghi. Corroborante a fine Luglio. Alla fine siamo partiti alle 3 e mezza. Arrivato con un pulmino a Budapest alle 5 e mezza mi sono fatto un bel pezzo a piedi con lo zaino e finalmente dopo 14 ore di viaggio, di cui un ora e 15 di aereo, sono arrivato. Doccia e letto. Questa mattina qualcuno fuori dalla mia finestra si é messo a segare tronchi o a spostare foglie con lo "sputa vento", ci mancava solo qualcuno che entrasse in camera a svegliarmi con una secchiata di acqua gelida!!! X ora ho fatto solo colazione, tradizionale con cappuccio e brioches, sapete: quá giá intingono i wuster nella senape alle 8 del mattino. Adesso posso partire davvero.
Ciao a tutti
27 luglio 2008
Ciao a tutti Budapest mi sta piacendo veramente molto. Io amo le grandi citta e Budapest é una bella citta, fatta di grandi viali ornati da palazzi piu o meno belli, piu o meno tenuti bene, ma tutto ha un aria viva. E veramente piacevole passaggiare per queste strade ed infatti ho gia fatto un mare di kilometri. La cosa strana é che normalmente nelle citta europee uno dei monumenti principali é una chiesa, ci inciampi nelle chiese. Qui no, le chiese difficilmente sono al centro di un tour. Spesso danno su una semplice via senza dare origine ad una piazza e questo le rende piu defilate. Non deve essere un popolo particolarmente fervente quello magiaro. Ma partirei col descrivervi il dramma alloggio. Avevo prenotato l ostello dall Italia dovendo arrivare la notte. Per me l ostello é sempre stato un luogo di incontro con viaggiatori di altri paesi con i quale parlare scambiarsi informazioni ed in un certo modo continuare cosi a viaggiare. Mi sono trovato a Loret de Mar o Milano marittima. Un invasione di ragazzini inglesi bivaccavano in ostello sino a mezzanotte facendo bordello, e passi. Il bello é che poi tornavano alle 5 del mattino ed era un esplosione di vita, chi rideva, chi cantava, chi faceva l amore...accanto al mio letto con la spalliera che sbatteva contro il muro. Per me era la seconda notte insonne e cosi ho trovato un albergo da poco ma con una singola. Il primo giorno ho fatto quasi tutta Pest centro, il secondo quasi tutta Buda e oggi allargo il giro...ma mi sono fatto furbo ed affitto una bici. Poi cerchero di andare ai bagni termali perché viaggiare sigifica anche fare invidia a chi resta a casa. Ciao
29 luglio 2008
Vi ho lasciato con l intenzione di farvi invidia per le terme. Ecco il mio tour termale: bagni rac irreperibili, rudas mi han chiuso la cassa in faccia, gellert carissimi, lucasc chiusi la domenica, kiraly aperti ma solo la piscina che sembra il lido di milano. Vada per un bagno caldo in camera. In compenso giro tutto il giorno con la bici, Budapest e veramente adatta ai ciclisti, piena di piste con relativi semafori e automobilisti molto accorti. La Moratti, che so ascoltare la trasmissione, ne trarra le dovute conseguenze. Ho visto il museo del terrore allestito nella ex sede della polizia, un opera decisamente forte scenograficamente, molto meno dal punto di vista storico. Questo genere funziona nei paesi dell est. Ieri e stato il giorno della grande muffa, 12 ore di viaggio da Budapest a Sarajevo. Se intraprendete questo viaggio portatevi da mangiare e bere perche non vi sono punti ristoro e armatevi di pazienza. Ci sono 4 confini con lunghi controlli, frequenti pause in stazioni in cui il treno viene preso a martellate, entrati in Bosnia il treno si ferma ai passaggi a livello..che non esistono, per vedere chi ha la precedenza e la velocita media permette al macchinista di suonare a tutte le ragazze che incrocia. Pero arrivare la notte a Sarajevo, quando il quartiere vecchio e buio, i negozi hanno le impoete in legno chiuse e le moschee bianche sono illuminate, ripaga.
Scusate ma adesso la citta mi aspetta.
Ciao
30 luglio 2008
Ciao. Sono a Sarajevo, finalmente in un vero ostello solo zainoni, tra l'altro il mio invicta azzurro anni '80 vince alla grande come il piu brutto. C'e un bagno ed una doccia per tutti,le porte sono tutte aperte e le cassette di sicurezza si aprono con la stessa chiave. Pero la gente si parla ed e' piacevole. La citta' e' veramente un miscuglio incredibile che sfida le nostre abitudini e luoghi comuni. I luoghi di culto di 4 religioni, le case arabe e i palazzi austriaci, le facce da turchi e da slavi che entrano nelle moschee, i ristoranti mussulmani che vendono alcolici, le donne col velo, una miriade di negozzi di souvenir e le cae con i buchi dei proiettili. E' l'unica citta' europea in cui il passato ottomanao non e' visto come la piu' grandi delle tragedie, ma una tradizione da perpretare. E' una citta' che ricomincia a vivere, mentre la biblioteca e' ancora li con le assi alle finestre, i calcinaci, le porte sbarrate. Meravigliosa quando la notte ne nasconde le ferite.
1 agosto 2008
Il viaggio Sarajevo Mostar e' splendido: montagne coperte di un verde internso e nel mezzo la neretva, larga, placida, color smeraldo. Passata l'ultima curva ecco Mostar. Il paesaggio cambia repentino, le montagne sono brulle, la Neretva diventa un torrente impetuoso che si fa largo tra le rocce. Qui il caldo e' intenso. Il centro storico e' molto bello. Vedere la mezzaluna del ponte vecchio al suo posto emoziona. Pero' le cicatrici della guerra qui sono profonde, evidenti: ruderi, facciate deturpate da smitragliate e colpi di mortaio. Il tuotto nello spazzio di un piccolo paese. Si ha proprio il senso di una guerra combattuta tra vicini di casa, gente che si conosceva prima e anche ora che si ricomincia a vivere. Il turismo sicuramente aiuta, c'e' una miriade di ristoranti e negozi di souvenir e in tarda mattinata sbarcano gli autobus dei turisti da tour che vengono dalla vicina costa. Ho provato il cevicevi, il piatto nazionale. Sono polpettine che per la forma ti vien voglia di tirar su con la palettina per i cani, accompagnate da mezza pagnotta di pane arabo e abbondante cipolla cruda che favorisce il dialogo tra le genti, le religioni e sopratutto gli uomini e le donne.
Oggi ho visitato Blagaj un piccolo paesino vicino a Mostar che nasconde un paio di gioielli. Un antico monastero derviscio, un vero paradiso di bellezza, tranquillita' e frescura in una giornata bollente. E una fortezze che era il castello da cui era governata l'Herzegovina. Bello, ma decisamente dall'aspetto piu' arcigno, anche perche' la scalata per arrivare in cima e' costata una maglietta zuppa di sudore. Sono tornato a Sarajevo con il dubbio riguardo a quale mezzo utilizzare per giungere Belgrado. Io odio il bus, lo soffro. Tra l'altro oggi il nostro bus si e' inchiodato in montagna, quello sopraggiunto per farlo partire si e' sputtanato la batteria per far ripartire noi ed e' dovuto arrivare un terzo autobus per portarci via. Una fila di gente in mezzo alla strada nel cuore della Bosnia, mi sentivo un poco profugo. Tornando al mio tragitto: passare per Zagabria significa una notte insonne in un treno senza cuccette. Alla fine ho scelto il bus, domani mattina alle sei si parte. Speriamo di trovare una citta' tranquilla e ben disposta verso gli occidentali. Anche per un occidentale non e' facile essere ben disposto verso la Serbia dopo aver visto la Bosnia. Ci si potra' incontrare a meta' strada, speriamo. Ciao2 agosto 2008Chi puo' vantare un inviato da Belgrado? forse ce l'ha il tg1? forse Emilio Fede? no, Raio Popolare. Eccomi per voi in diretta dalle strade di Belgrado. La situazione e' molto calma in questa calda giornata estiva, la gente ai tavolini dei bar mangia un gelato e beve una birra fresca. Non sembrano esserci conseguenze alle manifestazioni degli ultimi giorni, solo qualche auto con bandiere nazionaliste che gira per la periferia. Ho parlato con i colleghi inviati della BBC delle eventuali conseguenze dell'arresto di Karadzic e della possibilita' che venga consegnato anche Mladic. Il collega inglese mi ha gurdato a lungo e mi ha detto: "Who you are stupid man?". Altezzosi questi inglesi. Sono giunto qui' con il bus, alla fine mi sono deciso. Mi son detto: "Son grande ce la faccio". Col cavolo, dopo 7 ore avevo lo stomaco nelle orecchie e le unghie infilate nel sedile davanti. Ad una prima occhiata la citta' a un aria abbastanza arcignia, grigia. Sicuramente non sono abituati ai turisti. Le donne degli info tusirt, stazione etc sono tutte brutte, in controtendenza con la media nazionale, ma soprattutto sono di uno scazzo raro. Adesso vado in centro a mangiare qualcosa visto che lo stomaco pare essersi rimesso.
4 agosto 2008
Ciao a tutti nuovo spostamento, nuova citta, nuova nazione. Lascio Belgrado, sicuramente una citta che non colpisce per bellezza o fascino. Devo dire che e comunqu piacevole passeggiare per il suo centro storico. Gli manca qulche cosa di particolare che colpisca e un poco di maestosita. Pero c e tantissima vita. Alla sera i locali si riempiono di gente di ogni eta, per strada si riversano musicisti, pagliacci, marionette e ballerini. Non e cosa da poco, provate a farvi un giro in centro a Milano dopo le otto. Ah i buchi nelle case ci sono anche a Belgrado e sono belli grossi, son quelli fatti dagli aerei nato. Si comprende la differente potenza tra un missile d aereo e di mortaio. Per un neofito delle armi sono distinzioni che colpiscono l occhio. Comunque dopo un viaggio notturno in treno ecco Sofia. Decisamente una bella sorpresa. Ampi viali ornati dei bai palazzi, grandi chiese dalle cupole d oro. Penso sara un piacevole soggiorno. Chiedo scusa per gli errori ma continuo a cambiare tastiera e questa e meta in cirillico e meta smangiata dall usura. Ciao
7 agosto 2008
Ciao sempre dalla Bulgaria, ma in procinto di partire. Domani saro a Istambul. Da ieri sono a Plovdiv, la seconda citta del paese che vanta un centro storico veramente caratteristico. Arroccato su un piccolo colle, tra case d epoca, viottoli e resti romani, si tratta di una citta veramente bella. A qualche kilometro c e uno splendido monastero isolato tra i boschi di pini. E tutto molto bello se non fosse che i bulgari non sanno assolutamente valorizzare le loro bellezze. Alcune parti del centro hanno un aria abbandonata, certe parti di strada sono in pessime condizioni, l antico teatro romano e lercio. Basti pensare che questa citta non ha un ufficio del turismo, alla stazione non c e assolutamente nessuno che parli inglese. Io per il mio viaggio di questa notte sono riuscito a sapere solo l orario di partenza. Anche a Sofia mancava qualsiasi segnaletica relativa ai monumenti. Il caso emblematico e quello del museo nazionale, raggiungerlo e un odissea. Fate conto di prendere un tram fino a Quarto Oggiaro, attraversare la tangenziale a piedi e dietro a una fila di pini, senza che vi sia un sentiero, c e il museo. Ne un bar, ne un baracchino di suvenir, questo da l idea dell isolamento. Dall altra parte della medaglia di questa situazione ci sono dei giovani straordinari che hanno aperto ostelli e guesthouse, ma nche locali e ristoranti sono gestiti da giovanissimi. Il Mostel Hostel di Sofia brilla per gentilezza e informazioni, anche a Plovidiv sono molto organizzati. C e una strana sperequazione tra la gestione pubblica del turismo e il tentativi dei privati di trasformarlo in una risorsa. Senza che per altro prevalga una logica del profitto ad ogni costo. Gli ostelli costano molto poco offrendo tantissimi servizi. Devo poi ammettere che essere accudito ed aiutato come turista rende tutto molto semplice, pero vi e anche un altro aspetto: raggiungere un monastero come quello che ho visto oggi passando dalle stazioni d autobus di un paesino all altro, portando in braccio i peperoni della vecchietta che mi side accanto, da al viaggio quel senso di conquista che vale molto a rende piu bello quel che si vede. Piccolo info culinario. Sono stato nel tipico ristorante bulgaro a Sofia. La cucina bulgara e fatta di carne, carne condita con carne. Minchia dovremmo mandargli i servizi del tg costume e societa sul mangiar sano perche qua si infognano come bestie di bestie. Per fortuna che alla fine c e la rachia...non digerisci un cavolo ma ti dimentichi di tutto. Il giorno seguente a Plovdiv mi sono impegnato per ordinare qualcosa di leggero e mi son visto consegnare il fegato alla vicentina coperto di formaggio fuso. Buon appetito!
8 agosto 2008
Vorrei chiudere il discorso dell'ultima volta su splendori e miserie del turismo bulgaro. Da Plovdiv devo prendere un treno per Istambul. Il primo giorno la signorina dell'info riesce a darmi l'orario di partenza e ad ogni altra domanda alza le spalle. La mattina dopo riescono a dirmi anche il prezzo, 48 lev. Provo a chiedere in biglieteria e mi si dice 7 lev fino al confine poi pago sul treno. Tutto ciò lo capisco grazie al poco polacco che conosco perche' di inglese: niente. Decido di cominciare a comprare il biglietto poi si vedra'. Un'altra bigliettaia mi scaccia all'info. Mi incazzo e così le tre, ben tre, signorine dell'ufficio informazioni che non fanno che bere the tuto il santo giorno si ricordano che di fronte alla stazione c'e' l'ufficio per gli internazionali, sempre sia lodato. Qui, quella che sembra l'ennesima statale repressa, mi dice:'Full'. Sbotto e gli spiego in babilonese come sono arrivato lì e mi dice 'Spokojne'. Incomincia a telefonare a tutti con due cornette mentre usa il pc e alla fine trova la soluzione. Andare verso sud ed intercettare il Bucarest-Istambul. Esco, cerco un fiorista e le porto un mazzo di gerbere colorate. La sera intercetto il treno e mentre salgo un bestione rasato in bermuda, canotta, panzeta e ciabatte mi blocca..è 'capo treno' rumeno che fatica a leggere il biglietto e mi tiene in attesa. Quando si decide a farmi salire deve convincere la mia coinquilina a farmi entrare perchè lei non vuole uomini con sé. Non c'è problema tanto in quella stazione ci rimaniamo a chiacchierare i, il rumeno, la coinquilina e altri italiani dalle 11 di sera alle 2 per un ritardo. Poi le dogane alle 3 e mezza e a quella turca bisogna pure scendere dal treno. Una volta arrivato poso lo zaino, faccio quattro passi e mi ritrovo al centro di un viale, da una parte Aya Sofia, dall'altra la moschea blu. Istambul mi esplode davanti.
13 agosto 2008
Ogni viaggio ha un punto d'arrivo. Non è detto che si trovi alla fine del tragitto, non puoi mai sapere quando ti apparirà davanti. Anche quando pensi di aver calcolato tutto, qualche volta ti si presenta inaspettato. Da quel momento il viaggio non è più un andare avanti, ma è già un tornare. Non vi è nulla che si possa fare, se si è giunti in cima non è possibile saltare più in alto, si può solo ridiscendere. Questo volta sono stato molto fortunato e Istambul è l'approdo perfetto. Questa città mi ha dato subito l'impressione di pote dare un senso di realizzazione del mio percorso. Fine d'auropa e principio d'asia. Capitale di tutte le capitali che ho visitato perchè tutte sono state sottoposte all'imperio dei sultani della sublime porta. E poi c'è il mare che non avevo ancora incontrato ad allargare l'orizzonte, a porre un limite. Istambul è una città straordinaria, il primo giorno ho continuato a camminare inebetito dalla gioia. Mi sembra di aver mille cose da fare e vedere. Ho dedicato tutte le mattine a dei musei oppure alle visite istituzionali, palazzi e moschee. Poi ho semplicemente camminato per la città con la scusa di vedere l'uno o l'altro monumento perdendomi costantemente e ritrovandomi sempre in qualche luogo inaspettato e splendido. La zona del mercato, non quello coperto oramai dedicato solo ai turisti, è vibrante di vita ed è bellissimo lasciarsi trasportare dal fiumi di gente che si muove turbiosamente in ogni direzione. Poi ci sono le pause per due baklava con il the, piutosto che per un panino col pesce preso dalle barche sotto il ponte di Galata, oppure una bella sudata in un hammam. Sembra di vivere tutte le ventiquattro ore della giornata. Istambul ti riempie.
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