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5 agosto 2008
Ciao, finalmente domani mattina alle 4.00 partiremo con la nostra Lady Blues da Nizza con destinazione Corsica - Capo Rosso. L'equipaggio è composto da: Roberto: Comandante Tita: Vice Comandante, cambusiera, mozzo, nostromo, ecc. ecc. Alessandro: Mezzo marinaio La barca è un dieci metri a vela. Le nostre valigie: Costumi da bagno Creme solari occhiali e cappelli maschere e pinne asciugamani e accappatoi qualche t-shirt 2 paia bermuda a testa 1 paio di jeans a testa sandali La cambusa: 80 litri di acqua naturale 20 litri di vino rosè 10 bottiglie di bordeaux 3 bottiglie di champagne 24 lattine di birra coca cola 1 bottiglia di ruhm 1 bottiglia limoncello 1 di grappa molti limoni verdi per il carpaccio di tonno che sicuramente pescheremo domani in traversata ;-) 10 kg di pasta scatolame vario Nutella :-) 2 salami 1 mortadellina formaggi vari sottaceti, patatine, pistacchi ed ogni altro genere di cose per la preparazione di succulenti aperitivi Molto tonno in scatola (come vedi non crediamo veramente di pescare) Succhi di frutta ananas e arancia per la colazione Speriamo di inviarvi il diario di bordo quotidianamente (connessione internet permettendo) Nell'oggetto scriveremo "lady blues" La nostra posizione sarà sempre aggiornata almeno 1 volta al giorno sul sito www.youposition.it/mappaviaggio.aspx?id=188 A presto Roby, Tita & Ale
7 agosto 2008
Finalmente si salpa, dopo qualche preoccupazione per le tracce di acqua in emulsione nell'olio del s-drive. Per fortuna si è tutto risolto con un cambio d'olio e del paraolio dell'elica. Poco male: ne abbiamo approfittato per dare una mano di antivegetativa e cambiare gli anodi. Questa mattina c'è calma piatta. Il meteo ci fa presagire una smotorata da qui alla Corsica.
Siamo i primi ad uscire dal porto ed issiamo con calma la randa, mentre aspettiamo di vedere Gialìdeaux e Calypso, le due barche che ci accompagneranno nella crociera di quest'estate.
Dopo due o tre miglia si alza un venticello da W sui 7-8 nodi, che ci consente di fare 6.5 nodi con randa e fiocco, aiutati da 1200 giri del nostro Volvo ;-)
Un'ora più tardi il vento raggiunge i 12 Kn e spegniamo il motore: riusciamo a mantenere i 6.5 nodi solo con le vele. Alle 6.45, a sole 15 miglia dalla costa vedo qualcosa a circa 100 metri sulla nostra dritta. Guardo meglio e vedo... ma sì, è il tipico spruzzo di una balena! Chiamo subito le altre due barche sul canale 16 e torno fuori a guardare questo magnifico cetaceo di 10-15 metri che si muove lentamente sulla superficie del mare, facendo emergere prima lo sfiatatoio, poi la pinna dorsale. Dopo un paio di minuti ci saluta, immergendosi con la tipica alzata di coda.
Non è la prima volta che avvistiamo le balene durante la traversata, ma ogni volta l'emozione è la stessa.
Improvvisamente il vento cessa per cinque minuti, quindi si leva dalla parte opposta, prima a 10, poi 12, 15, 20 nodi... Nel giro di dieci minuti ci troviamo di bolina mure a sinistra, discretamente sbandati e filiamo a 7.5 nodi. Alla faccia delle previsioni meteo! Anche il mare a poco a poco si fa più grosso: ogni tanto gli schizzi delle onde si frangono sulla capote o entrano in pozzetto.
Ale si sveglia perché, dice lui, con la barca troppo sbandata non riesce a dormire. Ma secondo me è uscito solo per godersi la veleggiata ;-)
La Tita si fa sempre più scura in volto e, come sempre accade in questi casi si ammutolisce e le viene il mal di mare.
OK, ho capito: avvolgo un po' di fiocco. Lady Blues ora naviga meglio, è più docile al timone. Poco dopo qualche raffica a 25 kn e lo sguardo sempre più preoccupato della Tita mi fanno propendere per una ulteriore riduzione di tela: diamo quindi una mano alla randa. Ora la Lady corre sulle onde, meno sbandata di prima, ed anche la Tita accenna un timido sorriso.
Dopo qualche minuto Calypso ci chiama sul canale 16 VHF: Mariangela non ce la fa, ha paura. A Carletto non rimane altro che invertire la rotta e tornare al porto. Un vero peccato: nemmeno mezz'ora dopo il vento cala, cala, cala... alle 10 dobbiamo accendere di nuovo il motore.
Alle 11.10 avvistiamo una grossa nave che incrocia la nostra rotta provenendo da SW. La rilevo a 225 gradi e la tengo d'occhio per 15 minuti. Niente da fare: il rilevamento non cambia: siamo in rotta di collisione. La nave viene da dritta, quindi ha la precedenza (anche se fosse venuta da sinistra gliela avrei data ugualmente :-)). Decido quindi di accostare 20 gradi a dritta per darle acqua. Pochi minuti dopo il traghetto "Navi Veloci" passa a meno di mezzo miglio davanti alla nostra prua. Questa è stata una delle pochissime volte in cui abbiamo avuto un vero pericolo di collidere con altre navi durante le nostre traversate.
Quando la Tita è rilassata è insuperabile negli avvistamenti di cetacei. Infatti verso le 13.30 è lei ad avvistare la seconda balena.
La nostra navigazione procede a motore fino a 30 miglia dalla Corsica, quando si leva una brezza da SW. Apriamo il fiocco e proviamo a spegnere il motore. La barca viaggia a 6.5 nodi e va che è una meraviglia. La brezza fortunatamente tiene fino a 4 o 5 miglia dalla nostra destinazione, consentendoci di fare una veleggiata molto divertente.
Verso le 19 attacchiamo lasciamo il commando al nostro Pilotino (il pilota automatico, chiamato anche confidenzialmente "Tino") e, sempre a vela di bolina, ci concediamo un bell'aperitivo a base di patatine, birra e coca per Ale, seguito a breve distanza da succulenti panini al prosciutto e formaggio, che sembrano ancor più gustosi, assaporati davanti allo spettacolo di un tramonto sul mare di Corsica.
Arriviamo all'Ansa di Palo quando ormai sono le 22.30 e la piccola falce di luna crescente è già tramontata da un'ora.
La baia è pressochè deserta ed il buio assoluto rende il posto quasi irreale. In verità non si vede proprio nulla.
A malapena si scorge la costa rocciosa, ma non si riesce a valutarne la distanza. Ci affidiamo completamente al nostro GPS e diamo fondo in 12 metri d'acqua, per sicurezza. L'assenza di vento rende il mare liscio come l'olio. Dopo un rapido controllo alla linea di ancoraggio spegniamo tutto ed andiamo a dormire.
9 agosto 2008
Ci svegliamo verso le 9, usciamo a dare un'occhiata e rimaniamo fulminati dallo spettacolo naturale che si rivela ai nostri occhi.
La baia è davvero bella, il mare completamente immobile per l'assenza di vento. Si vede benissimo il fondo di 12 metri, che ci appare roccioso. L'acqua è 25 gradi e limpidissima: ci buttiamo senza indugi. Meeting in acqua con Federico, Monica e Tommaso, l'equipaggio di Gialideux, il Dehler 36 dei nostri compagni d'avventura in questa vacanza. Decidiamo di dirigerci a Porto Pollo a passare la notte (e forse anche il giorno successivo) al riparo dal mistral che è annunciato per domani. Dopo una mezzoretta risaliamo e facciamo colazione poi, con calma, preparo le lenze, sognando (come al solito) una ricca cena a base di pesce. Quest'anno ho caricato in barca 4 kg di carbonella per la griglia: sono il solito ottimista :-)
Alle 11 partiamo, con una leggera brezza che nel frattempo si è levata da SW, come al solito sul naso! :-( Non ci rimane che accendere il motore e puntare verso le Isole Sanguinarie, così chiamate per il colore rosso sangue che assumono al tramonto. Speriamo di pescare qualcosa! Dopo circa tre ore e mezza, alle 14.30, ancoriamo dietro alla Gran Sanguinaria. Bagnetto e pappa: insalata fatta col petto del pollo arrosto avanzato la sera prima della partenza.
Verso le 16 ripartiamo alla volta di Porto Pollo. La brezza a 16-18 nodi da NW che si è levata durante la nostra sosta ci consente un'agevole navigazione al portante. Federico, su Gialideaux, decide di navigare al lasco, portandosi verso il largo. Io invece prendo la rotta diretta, navigando in piene poppa con le vele a farfalla: riesco comunque a fare 5-5.5 nodi.
Quella di Federico si rivela la strategia vincente, infatti un paio di miglia fuori il vento gli dà buono ed alla fine arriverà a destinazione con circa mezz'ora di vantaggio su di noi. Certo, se avessi usato il genoa invece del fiocchetto "da Corsica" forse avrei guadagnato qualche minuto, ma certo è che la lotta con il Dehler 36 sarebbe stata comunque persa: non combattiamo ad armi pari! :-( E poi la Tita non avrebbe mai acconsentito a cambiare questa piccola vela di prua, perché la rassicura, la fa sentire più tranquilla.
Arriviamo a Porto Pollo alle 19.30. Ancoriamo davanti alla spiaggia del campeggio, a non più di 50 metri dalla riva in 2.5 metri d'acqua, cristallina come al solito. Di solito a Porto Pollo noi ormeggiavamo alle boe davanti al paesino, ma questa spiaggia è decisamente più carina. Grazie a Federico per avercela fatta conoscere. Giusto il tempo per una rinfrescatina, quindi gonfiamo il tender e sbarchiamo in spiaggia. Stasera si cena al ristorante del campeggio, in una terrazza davanti al mare che ci riserva un piacevolissimo quanto inaspettato spettacolo. Al ritorno in barca tutto è immobile come se fossimo in porto. Sembra perfino strano che domani debba arrivare il "grand frais" (forza 7) da SW annunciato da Meteo France.
Do ancora una controllatina al bollettino meteo. Il canale 24 VHF, che trasmette 24 ore su 24 il bollettino di Meteo France per le zone della Corsica qui non si riceve più. Mi connetto allora con il mio palmare al sito www.veleggiando.it/mobile dove ho predisposto una paginetta fatta apposta per minimizzare il traffico dati e quindi risparmiare su queste bollette di connessione dall'estero (ladrate!).
Niente da fare: è confermato che domani in giornata soffierà forte. Mi sa tanto che domani rimarremo a Porto Pollo. Buonanotte
10 agosto 2008
Leviamo l'ancora dopo due giorni trascorsi davanti alla spiaggia di Porto Pollo.
Non c'è stato tutto quel vento che ci aspettavamo, tuttavia una fastidiosissima onda lunga entrava dritta nella baia. La prima notte è stata terribile, poiché quest'onda al traverso causava un rollio pazzesco. Abbiamo dormito poco e male ed il trucchetto della seconda cima portatta a poppa per ruotare la barca, descritto nel blog blog.veleggiando.it, non ha funzionato a causa dell'assenza totale di vento.
La seconda notte ci siamo fatti furbi e abbiamo ancorato "alla bermudiana", con un'ancora a prua ed un'altra a poppa per tenere la barca perpendicolare alle onde. La nottata è stata decisamente migliore.
Due cose da segnalare a Porto Pollo:
1. La panetteria in fondo al pase, vicino al porticciolo: fa un pane buonissimo, impastato a mano e cotto nel forno a legna. Vi consiglio le pagnotte di *pain de champagne *che, a sentire il panettiere, si conservano per una settimana. Mi raccomando: non tenete mai il pane nei sacchetti di plastica, ma sempre nella carta o in un sacco di tela. Nota personale: ma perché a Milano non si trova più il pane così buono? Non vorrei dover venire a fare la spesa in Corsica tutte le settimane! :-( 2. Il mistero della vacanza: mettendo la testa sott'acqua si udiva distintamente una musica. Fenomeno notato da tutti i bagnanti, sia adulti che bambini, a cui nessuno è riuscito a dare spiegazione. Non c'erano discoteche o bar in spiaggia. Le barche alla fonda si sono avvicendate tutte durante i due giorni e quindi si può escludere uno stereo a manetta tenuto acceso su una di queste. Ma la musica sott'acqua si sentiva, ve lo posso giurare!
Il trasferimento a Roccapina non è dei migliori: una leggera brezza da ovest (forza 2-3) accompagnata da un'onda lunga alta 1.5-2 metri (residuo del forza 7 di ieri al largo della costa occidentale) non ci consente di veleggiare.
Quando passiamo Capo Senetosa la brezza gira da NW e la nostra rotta è SE. Marciamo a motore a 5-6 nodi con vento apparente 0 nodi! Il caldo è davvero insopportabile, meno male che mancano solo 7 miglia.
Arriviamo a Roccapina alle 15.30. Entriamo nella rada dal centro, lasciando il roccione affiorante alla nostra sinistra. Subito dopo ci spostiamo a sinistra e costeggiamo la parete di roccia della baia, per evitare il bassofondo roccioso poco più avanti, verso il centro della rada, insidioso perché coperto da mezzo metro d'acqua.
Ci ancoriamo proprio davanti alla spiaggia, in 3 metri d'acqua su fondale di sabbia bianca finissima.
Lo spettacolo è mozzafiato: questo angolo di Corsica non ha nulla da invidiare alle Maldive o ad alcune tra le più belle spiagge caraibiche.
La baia offre eccellente riparo dai venti da W e NW e, nel nostro caso, elimina completamente quella fastidiosa onda lunga da W che non ci aveva fatto dormire la prima notte a Porto Pollo. Il morale dell'equipagio è decisamente alle stelle :-)
Ci godiamo questo pomeriggio fantastico facendo lunghissimi bagni, anche se la temperatura dell'acqua è scesa a 22-23 gradi dai 26-27 di Porto Pollo.
La serata è coronata da un fantastico risotto alle zucchine e zafferano cucinato dalla Tita (i risotti sono la sua specialità).
Prima di andare a dormire rimaniamo un'oretta in pozzetto a gustarci lo spettacolo che ci offre la volta celeste. Con il binocolo riusciamo ad osservare Venere, di cui notiamo perfino la forma a mezzaluna. Poi una controllatina alle due stelle doppie dell'Orsa Maggiore: Alcor e Mizar. Si finisce, come spesso accade in queste magiche serate, a parlare dell'Universo, del finito e dell'infinito. Ale, come sempre, è affascinato.
11 agosto 2008
Lasciamo la baia di Roccapina verso le 15, un po' a malincuore, ma dobbiamo raggiungere i nostri amici di Gialideux. Loro figlio Tommy, infatti, ha contratto un'infezione forse a causa di una puntura d'insetto e stamattina si è svegliato con 38 di febbre. Sono quindi andati a Bonifacio a cercare un medico. All'uscita della rada ci dirigiamo verso SE. La brezza forza 4 da W ci spinge al lasco a 5 nodi sul mare appena increspato. E' un bell'andare! I nostri rapalà hanno percorso ormai 170 miglia senza svolgere la funzione per cui sono stati progettati: farsi mangiare dai pesci. A poche miglia dalla partenza, la Tita mi dice: "*Roby, ma vedo l'acqua più chiara lì avanti. Ci sono per caso delle secche?*" Delle secche??? Guardo subito davanti alla prua: la secca c'è, eccola lì a pochi metri. Qualche frazione di secondo per riflettere... Azz... *LO SCOGLIO DI OLMETO!!!!* Un'occhiata al cartografico... sì, è proprio lui! E dire che lo sapevo. Stacco il pilota, non mi ricordo nemmeno di aver chiamato la strambata, fatto sta che mi ritrovo mure a sinistra, col fiocco a collo che urla "*Cosa aspettate a mollare 'sta scotta?*" 150 gradi a sinistra e per fortuna la secca è evitata. Mi tremano le mani, giuro. Do un bacio alla Tita che spesso è una vera rombiballe e si preoccupa sempre troppo, ma questa volta ha davvero salvato la barca.
E' incredibile: questo scoglio non è più grande di tre o quattro metri quadrati e tuttavia l'avremmo centrato in pieno. Appena posso pubblicherò la traccia del GPS per farvi vedere che ci sono arrivato davvero vicino. Passata la tremarella la veleggiata prosegue piacevole e senza intoppi. Mi preparo ad un rinforzo del vento da W in prossimità delle Bocche di Bonifacio, causato dall'effetto Venturi. Invece con mia sorpresa avvicinandoci alle Bocche il vento cala, fino al punto che dobbiamo accendere il motore per percorrere le ultime 3 o 4 miglia. All'entrata delle Bocche il vento non supera i 6-7 nodi e le uniche onde sono quelle alzate dai moltissimi motoscafi che sfrecciano ad alta velocità. Non mi era mai capitato di vedere questa zona così calma!
L'entrata a Bonifacio, invece, è sempre il solito caos. I barconi che portano i turisti sfrecciano a 15 nodi ed oltre, fregandosene delle barche in transito ed alzando onde che ci sballottano a destra e sinistra. Troviamo posto in banchina senza problemi, visto che il tempo è buono e molte barche rimangono a dormire in rada. Oltretutto sono solo le 17. Prezzo per l'ormeggio: 29.90 euro.
Aggiornate posizioni su www.youposition.it/mappaviaggio.aspx?id=188
Alla prossima
13 agosto 2008
Lasciamo il porto di Bonifacio verso le 11, dopo aver assistito alle classiche scene tipiche di ogni anno: barche che si cozzano per la troppa confusione, insulti vari eccetera.
Fuori c'è già un bell'ovest forza 4-5. Svolgo subito il fiocco e mi metto al lasco: senza randa facciamo già 5 nodi. Appena liberata la rotta al traghetto che sta entrando in porto, proveniente da S. Teresa di Gallura, mi metto prua al vento e issiamo tutta la randa.
Il tempo di poggiare e di rimettermi in rotta, un occhio al log e mi accorgo che stiamo filando a 7 nodi e mezzo. Non male! Poche centinaia di metri dopo Capo Pertusato, che segnala l'ingesso nelle Bocche di Bonifacio, il vento rinforza e raggiunge 25 nodi. Al lasco riusciamo ancora a governare la barca senza alcun problema, ma la prudenza (e le lamentele della Tita) mi suggeriscono di dare una mano alla randa: la mia regola è che è sempre meglio ridurre poco prima che ci sia davvero la necessità di farlo. La Lady procede praticamente alla stessa velocità di prima, ma ora in effetti "me la sento meglio". Di lì a poco comunque ammainiamo tutta la randa e procediamo col solo fiocco, con l'intento di aspettare Federico e Monica, che sono usciti dal porto di Bonifacio 10 o 15 minuti dopo di noi. Eccoli, che arrivano a velocità esagerata e si fermano a dare una mano solo quando ci raggiungono.
Passiamo a sud di Lavezzi, per poi fare rotta a nord verso Cala Zeri, nell'isola di Cavallo. Ora il mare è piatto: siamo coperti da Lavezzi e la navigazione procede tranquilla per le poche miglia restanti.
Arrivati a Cala Zeri fatichiamo per trovare un buon punto per ancorare, vista l'alta densità di barche. Mi sistemo in un angolo della baia, ma non mi piace, perché sono vicino ad uno scoglio. Mi butto con la maschera per controllare e scopro che è coperto da 2 metri d'acqua. La nostra barca pesca solo un metro e cinquanta, quindi tutto ok.
Verso le 16 si libera un posto migliore e decido quindi di spostarmi. Non so se ho fatto bene, visto che di lì a poco un Bavaria 44 dà fondo non più di 5 metri davanti alla mia ancora! A nulla sono valse le mie proteste, così abbiamo passato la notte con la poppa del Bavaria che sballottava a 3-4 metri davanti alla nostra prua. E meno male che il vento ha tenuto da quella direzione per tutta la notte, perché se fosse girato di 90 gradi avremmo sicuramente cozzato.
Festeggiamo la serata sull'isola dei VIP aprendo la prima delle tre bottiglie di champagne che ci siamo portati per le occasioni speciali. Con noi c'è anche l'equipaggio di Gialideux: Monica ha preparato una squisita terrina di riso integrale con zucchine e curry. Inutile dire che lo champagne evapora in cinque minuti ed il riso segue a ruota.
14 agosto 2008
La mattina scendiamo a terra col tender e facciamo un giro a piedi sull'isola di Cavallo. Lungo le stradine, quasi tutte in terra battuta,sfrecciano piccole auto elettriche, simili a quelle usate nei campi da golf. In mezzo ad un prato un piccolo elicottero attira la nostra attenzione. Ha le pale legate a terra con delle corde per evitare che il vento possa ribaltarlo. Dopo dieci minuti di cammino arriviamo ad una spiaggetta davvero bella e semideserta. Solo poche persone, probabilmente le stesse che abitano quelle lussuose cassette di pietra ben mimetizzate nel paesaggio. Ma il meteo preannuncia forte vento da W a partire da domani sera. Decidiamo di cercare riparo sulla costa est della Corsica, a Rondinara o nel golfo di Santa Manza. Torniamo alle barche, pronti a salpare per arrivare presto sul posto e sistemarci bene prima che faccia buio e la rada si riempia di barche. Il trasferimento è breve e lo facciamo a motore. Davanti al golfo di Santa Manza alcuni delfini ci accompagnano per un paio di minuti saltando davanti alla nostra prua. Giunti nella baia di Rondinara ci accorgiamo con stupore che le barche alla fonda sono pochissime, nulla a che vedere con gli anni scorsi, quando si faceva fatica a calcolare il punto giusto per dare fondo all'ancora. Non abbiamo che da scegliere il posto che più ci piace: tra una barca e l'altra ci sono come minimo 30 o 40 metri. Testo la tenuta dell'ancora mettendo motore indietro a 2000 giri: ancoraggio perfetto! L'acqua è un brodo: il nostro termometro sulla console degli strumenti segna 28 gradi. In men che non si dica siamo tutti in acqua a fare il bagno. Serata al ristorante della spiaggia. 28 euro a testa per mangiare uno spiedino di tonno e spada e due palline di gelato! Al ritorno in barca il mare è caldissimo ed immobile. La serata è davvero fantastica, assenza totale di vento. Sembra perfino difficile credere che fra poche ore arriverà il forza 8-9 preannunciato da Meteo France.
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