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tre uomini in barca

Ginevra e Ruggero in Corsica

10 agosto 2008

 

Non siamo dispersi!! Eccoci a voi care olimpioniche donne in barca! La Corsica si sta rivelando ricca di sorprese e stramberie.. Ma andiamo con ordine. Il viaggio in traghetto è stato perfetto. Caldo ma ventilato al punto giusto e per nostra fortuna su un mare piatto, anzi di più. L'arrivo a Bastia è stato caratterizzato dal panico di Ruggero il quale (poverino) privo di navigatore già sentiva il panico crescere a dismisura. Ma dopo una visita lampo in un ufficio del turismo dove una simpatica signorina ci ha detto di non parlare inglese, italiano, persiano, russo, latino, lombardo, veneto, pugliese, e forse nessuna lingua al mondo oltre al corso (la cosa ci ha spinto a credere che dovrebbe cambiare lavoro) insomma la suddetta ci ha fornito un opuscolino inutile con 4 ristoranti e nessun alloggio.. A quel punto la sana politica dell'arrangiarci ci ha portati a un campeggio bello sportivo ma accogliente. Bastia è un porto turistico che oltre alle crepes non ha moltissimo da offrire ,dunque è stato più una tappa di passaggio prima della missione:scappa dalle colonie di turisti..pressoché impossibile..al prox aggiornamento i dettagli,per ora trovare internet point a prezzi non assurdi è più complicato del previsto!


G & R

 

 

15 agosto 2008

 

Cara barca in vacanza,la nostra è sostanzialmente finita e dunque il resoconto vi giunge e giungerà nei prossimi giorni leggermente in differita. La corsica è ricca di soddisfazioni ma povera di internet point che non ti spennino..al momento siamo sulla nave di ritorno a livorno,arriveremo verso le 22 e l'intenzione è di dirigerci
a castellina marittima dove si sta svolgendo il musica w festival ed è possibile campeggiare..nei prossimi aggiornamenti flashback sono previste: pozze cristalline,cascate,invettiva alla lonely planet, fucili e quant'altro..
Abbracci ondeggianti
g & r

 

 

20 agosto 2008

 

Si era rimasti dunque alla fuga da Bastia..meta prevista: la regione di Le Morianincu, entroterra, ma non troppo, verso la costa est. Dopo un'oretta di macchina arriviamo a San Nicolao, primo dei villaggetti di montagna collegati da sentieri che vogliamo visitare. L'accoglienza visiva è inaspettata per chi è abituato ad avere la chiesa al centro del paese/città e il cimitero poco lontano, ma comunque dislocato..San Nicolao è là, in cima al cucuzzolo, e il cimitero ci avvolge a spirale girando tra i tornanti e tutto intorno alla chiesa per qualche centinaio di metri..suggestivo O_O ..sconsigliata visita al crepuscolo.
La nostra proto-idea sarebbe stata di fare i turisti di montagna..ma dopo una bella passeggiata tra i borghi e le foreste ed esserci imbattuti nelle cascate dell'Uccellina, correre a costumarci è stato tutt'uno..a detta del cartello illustrativo queste sono cascate termali e benefiche, sicuramente sono freddissimamente piacevoli e attirano famigliole di turisti e autoctoni e escursionisti stambecchi (un pò perplessi nel vederci su un sasso che ci preparavamo la pasta con il fornelletto....oh, era ora di pranzo >_< ). Energizzati da una pasta a strapiombo ed un bagno sotto una cascata (Ruggero era esaltato e farneticava cose..) ci siamo rimessi in marcia direzione: MARE.
La costa est a detta della lonely doveva esser vuota e adatta a gente con un minimo di formazione militare.. Una volta arrivati a Ghisonaccia abbiam capito che sulla copertina della guida gli asini ritratti sono gli autori. Tutto è pensato per i turisti e molto attrezzato, ogni 100 metri si può trovare una bancarella, un negozio o un carretto che venda prodotti tipici. Anche i supermercati hanno una corsia per le specialità locali.. Tutte praticamente uguali e tutte al prezzo di cartello. @_@
Per farla breve, dopo una 20 di Km di tornanti siamo tornati sulla 198 cioè l'unica strada corsa ad est, abbiam lentamente raggiunto l'ennesimo paesino a struttura "Far west" ovvero con grande strada principale al centro e fila di case/botteghe sulle sponde. Lì qualche Km verso il mare abbiam trovato la nostra base: Camping U casone.
  
Ginevra e il suo autista

 

 

22 agosto 2008

 

Quarto giorno di Corsica. Il sole splende alto e a fatica usciamo dalla nostra tenda montata in una piazzola strategica che ci regala molta ombra e sonno garantito sino alle 9.30 (cosa incredibile in campeggio...) la meta di oggi è ancora nell'entroterra. Grazie alla magica lonely partiamo in cerca delle vasques cioè delle pozze naturali che si formano tra le anse di un fiume nella Vallé du Travo. La guida dei somari ci suggerisce di risalire i 20 chilometri di tornanti alla volta di Chisà e, qui cito, “dopo aver perscorso la strada che serpeggia verso il paesino di Chisà superato un ponte fermandosi all'altezza di un alto pino affiancato da un palo della luce” lì avremmo scorto la maraviglia. Notizia sconvolgente, la Corsica è zeppa di pini, e anche di pali della luce. Ma quando abbiamo raggiunto un cartello del parco naturale crivellato da colpi di fucile abbiamo capito che quello era il nostro posto. Caccia al tesoro a parte le pozze c'erano eccome..belle, trasparenti, ricche di sassi lisci su cui settarsi in modalità lucertola, e soprattutto semideserte... l'ideale per saltare felice tra i ciottoli appuntiti con i miei orribili, ma funzionali sandali di gommina trasparente alla tedesca (mentre Ru che tanto li aveva denigrati arrancava scalzo come un fachiro ndb). Dopo bagni ristoratori e cibo ci siamo lanciati alla volta del paesino vero e proprio visto che la guida lo definiva “apparizione da villaggio delle fiabe”...quattro case e diversi vecchietti dall'aria sospettosa, la bella addormentata nel bosco non avrebbe chiesto di meglio. E a proposito di bosco, il tragitto di ritorno ci ha ampiamente ripagati con un tratto molto canadese in una foresta di pini altissimi.

Rientrati all'ovile avremmo tanto voluto produrre un aggiornamento, ma l'unico computer del campeggio era e sarebbe stato nei giorni a venire azzeccato da stuoli di bimbi che a tutte le ore giocavano con videogiochi violentissimi in flash..ma una pallone da calcio no?

 

A presto

G&R

 

 

24 agosto 2008

 

Dopo due incursioni entroterranee è tempo di spiaggia. Così, al giorno tot (ovviamente già non me li ricordo più), la meta è la spiaggia di Palombaggia...rinomatissima, acclamatissima, bellissima e altri superlativi assoluti a piacere...tra cui, affollatissima. Prevedibile in effetti..ma basta camminare un po' verso i confini oltre i quali la massa di spiaggiati non ama proseguire per trovare angoli più isolati e godibili. Per la precisione ne abbiamo scovato uno molto piccolo su cui mi sono allungata tipo uomo di Vitruvio mentre Ru recuperava teli da mare e viveri lasciati un paio di spiaggette più in là.

Essendo che in mattinata avevamo abbandonato il buon campeggio della Ghisonaccia, a fine giornata, abbrustoliti e soddisfatti, si è posta la questione del dove dormire. Nei dintorni i campeggi erano pieni a dismisura o costosetti (e io avevo un po' le braccine da t-rex)..ovviamente ho proposto il campeggio libero o il pernottamento in macchina in un angolo isolato...ma purtoppo Ru già da tempo conosceva i dettagli del disgraziato week-end in Croazia e ha concluso che campeggio libero+Ginevra=Sfiga assicurata. Sta di fatto che ci siamo imbattuti in un assurdo parcheggio a pagamento che permetteva anche il pernottamento in macchina o camper alla modica cifra di 10 euri...è ovvio che mi prendi per il culo se mi fai pagare per dormire in macchina, ma quantomeno era un posto custodito. Quindi con una bottiglia di rosso corso abbiamo sancito l'accordo, appannato le coscienze e dormito neanche male..

All'alba ci siamo guardati in faccia e deciso di continuare a itinerare con una base fissa..che nella fattispecie non poteva essere che il camping lasciato neanche 24h prima...ma prima del rientro, sosta sulla costa rocciosa di Punta Capicciola, non segnalata dalle guide e dunque poco affollata.

Rientrati in gloria alla base siamo stati accolti dalla perplessità dei vicini di tenda con cui avevamo fatto precedentemente conoscenza..e qui si apre una parentesi. I sopracitati vicini tenevano famiglia, un paperotto di un anno e mezzo e una bimba di 4 così geniale che sarei tornata là solo per sentire le sue perle,con un lessico da quarta elementare e delle vaghe nozioni mediche, ...tipo “guardate che dovete mangiare tanta frutta perché è buona e non fa venire le afte”. Ma la migliore è stata quando mi ha chiesto dove vivevamo: “io a Venezia e lui a Milano”

la piccola ci pensa, si guarda un po' intorno e tutta seria mi fa: “avevate proprio bisogno di un lungo viaggio”.

E qua passo e chiudo!

 

G

 

 

25 agosto 2008

 

La spiaggia è bella finché dura poco, o così pare dal nostro itinerario..con la vacanza agli sgoccioli una delle ultime mete è stata la regione della Castagniccia, così chiamata proprio perché nel XVI secolo i genovesi vi piantarono le prime piantagioni di castagni, alla base dell'economia della zona, il che comporta che la parola “castagna/e/i” sia il refrain di questo post. Insomma dopo 60 agili km di tornanti, boschi rigogliosi, foreste bruciate e mucche alpiniste, la prima tappa raggiunta è la città di Morosaglia, luogo semi-sacro per i corsi, in quanto ha dato i natali al “Babbu di patria” Pascal Paoli. Colui che ha guidato il paese verso una, seppur effimera, indipendenza e le ha dato la prima costituzione, intesa come prima costituzione al mondo..magari questa era un po' stracciata, ma così era scritto sul depliant del museo Pascal Paoli, dove sono gelosamente custodite le sue pistole, lettere e una specie di poema epico in latino sulla Corsica.

Finito il giro di Morosaglia si pone un bivio: andare o no a visitare Corte, una delle principali città dell'entroterra? L'uomo della strada, nella forma di 5 pareri raccolti tra turisti incrociati, dice Sì, assolutamente da non perdere. La Lonely Planet così recita “Corte, non è una bella città. Anzi, con le sue facciate scrostate e gli alti condomini tutti uguali, è quasi brutta”. Lo dico a onor di cronaca, Corte è BELLISSIMA, e questa Lonely è stata evidentemente concepita da dei sabotatori di turisti!

Inoltre tra i vicoli antichi e le statue dei patriotti indimenticati abbiamo pescato un chiosco da segnalare, appena sotto le mura della cittadella antica si trova una bancarella di frittelle alla farina di castagne e non, preparate e cotte al momento, ripiene di brocciu (formaggio tipico corso) dolce o salato, oppure di marmellata di castagne..così fritte, così pesanti, e così dannatamente buone.

Sempre in tema di segnalazioni, un paio di serate trascorse in zona campeggio (quindi costa est, nella città di Ghisonaccia) le abbiamo passate in una tribbieria limitrofa, o birreria artigianale che dir si voglia. A prescindere dalle buone birre al miele, ovviamente di castagno e ai cereali, la parte migliore sono le pareti tappezzate da immagini del subcomandante marcos, del ché, di mori in tutte le salse, bandiere della pace con mitra giocattolo appesi davanti e dichiarazioni d'indipendenza di qualsiasi paese l'abbia chiesta nei secoli dei secoli..

 

a presto la conclusione ^-^

 

 

26 agosto 2008

 

Bentornate carissime... eccomi finalmente con le conclusioni..

eravamo rimasti agli ultimi giorni di vacanza in Corsica, dopo l'ultimo raid in entroterra abbiamo trascorso l'ultima giornata di bellissimo mare e poi via, il 15 agosto pronti al rientro..

Arriviamo alle 22.30 al porto di Livorno con decisamente poca voglia di guidare fino a casa, che si trattasse di casa veneta o lombarda. Ovviamente non avevamo pensato a cercare per tempo un campeggio né un ostello, quindi la mia brillantissima idea è: andiamo a Castellina che non dovrebbe essere troppo lontano e c'è un festival in cui si può campeggiare gratis.. Perfetto, andiamo. E arriviamo dopo un 40min felici di poterci addormentare in un angolo, pure che fosse della macchina (a quel punto la voglia di montare la tenda era molto poca). Il campeggio è limitrofo a un campo da calcio, ci sono un sacco di altre macchine nel parcheggio, a poca distanza altrettante tende e di fianco a noi addirittura dei camperisti insonni che leggono a lume di candela in due tendine mono posto fuori dal camper. Nessun problema dunque, certo, che leggessero forse era una conclusione affrettata visto che dopo un po' è partita della gradevolissima musica techno a volume rave e hanno iniziato ad andare e venire tizi che si scambiavano cose fuori dal mio finestrino, suppongo figurine. Questo ha portato a un armonico coro di bestemmie variopinte e minacce di lesioni gravi partite dagli inquilini del campeggio, le minacce purtroppo sono rimaste solo tali e il mini-rave ha proseguito inesorabile..verso le 4, l'unica cosa che ha fermato gli zelanti technofili, è stato un faro dello stadio acceso, forse dagli organizzatori, e puntato sulla nostra macchina come l'occhio di Dio...la musica si ferma, il faro resta acceso. La mattina dopo fuggiamo verso una piccola gita ristoratrice e, dopo la vista suggestiva dell'abbazia senza copertura di San Galgano, siamo pronti a tornare a casa.

Ci vediamo alla festa!

 

Un abbraccio a donne, uomini, cani e Cocchi..

G

Tre Uomini in Barca, dal lunedì al venerdì dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Fausta Garavaglia.

barca(at)radiopopolare.it

 

 

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