|
2 agosto 2008
care ragazze,
sono praticamente le 2 di notte e domattina partirò in macchina per la sicilia. dovendo scegliere come spendere gli ultimi 15 minuti prima di crollare addormentata, tra la depilazione e il blog, ho scelto voi! questo sì che è amore! so che quando sarò in spiaggia me ne pentirò e maledirò di non avere un maggior senso del dovere, però al richiamo dellla barca non so resistere! aaaah, fantastico! per una volta tanto si è fra donne e si può liberamente parlare di depilazione. incredibile! insomma, si tratta solo di un ritocchino, ma oggi faceva davvero troppo caldo e proprio non ce la facevo a mettere la cera a bagnomaria. poi sapete come funziona, no? col caldo traspiri e la cera non si appiccica. ti bruci e alla fine non hai rimosso nemmeno uno di quegli odiati peletti che in città non si vedono, ma al mare, con tutta quella luce e quei pochi vestisti, sono subito in primo piano. chiusa la parentesi beauty, vi dico velocemente in cosa consiste la vacanza di quest'anno. è una fantastica vacanza anni '60, in cui si parte belli stipati nell'utilitaria scassata, in coda ancora prima del primo casello, con tanto di panini e sbriciolamenti per non fermarsi all'autogrill (tanto saranno tutti intasati), e 1.200 chilometri da percorrere per raggiungere la meta, nel sud della punta più a sud della sicilia. ogni volta che mi è capitato di dirlo in questi ultimi giorni, i miei interlocutori hanno gridato in coro 'capo Palo!!!! vai a capo Palo??!!! ma ci sono stato/a anch'io!!!'. Insomma, questo sperone incastrato tra le correnti sembra essere meta di pellegrinaggi come tutti i posti considerati 'estremi': land's end in cornovaglia, finisterre in galicia, ecc ecc. Quest'anno c'è una grande novità nella composizione della crew. All'ormai consolidato duetto bk-mk si è aggiunta una terza persona!!!! incredibile, vero? non voglio creare false speranze, non si tratta di un uomo. no, no, no. si tratta della Manu, mia amica d'infanzia, che ha furbescamente piazzato i due figli con l'ex marito sul camino de santiago e parte con noi per una vacanza tutto relax, dove il massimo spostamento previsto a piedi sarà dal tavolino del bar alla cassa per ordinare un'altra granita. come vi ho già detto, alloggeremo in campeggio e abbiamo prenotato una hapannuccia, una sorta di tukul a pianta circolare con tetto di paglia. è la prima volta in vita mia che prenoto il posto dove andrò a dormire! ho dato un'occhiata al regolamento del camping e mi da l'idea di un posto piuttosto rigoroso. tanto per cominciare non c'è acqua potabile, né acqua calda. l'unica acqua disponibile è quella desalinificata. prevedo enormi cumuli di bottiglie di plastica... Secondo la manu che c'è stata l'anno scorso, il campeggio è frequentato da gente molto interessante, ma lei ci andò in luglio... non so che tipo di persone si arrischieranno ad andarci in agosto, proprio lì, nel punto più caldo del pianeta italia. vi saprò dire. l'idea di attraversare tutto il paese in auto mi elettrizza. mi ricordo gli interminabili viaggi che facevo coi miei da bambina per andare dalla zia a maratea, in basilicata. ogni anno arrivati all'altezza di orvieto la macchina si fondeva. grazie a questo piccolo inconveniente conosco orvieto quasi come il ticinese... in ogni caso non vedo l'ora di passare tutte le regioni una via l'altra. ci hanno suggerito di partire di notte, ma -stanchezza a parte- per nulla al mondo mi perderei e farei perdere a cosimo lo spettacolo di un'interminabile lingua di terra che ti scorre davanti agli occhi. l'orario della partenza non è ancora stato deciso, o meglio, non è stato fissato come si fa di solito. ci siamo dette 'dai, domani mattina faccio questo e quello e poi ti passo a prendere'. sono felice di riscontrare subito nella mia co-driver una grande elasticità. è la prima volta che vado in vacanza con un'amica. non mi era mai mai successo, ma evidentemente quest'anno era destino... breve profilo della manu. manu è una donna molto tosta, mamma di due figli alle soglie dell'adolescenza, separata da 4 anni, molto spiritosa, autoironica, grande lettrice. non so perché ma nella testa mi ha sempre ricordato un po' mariangela melato, con la sua cadenza milanesona. la missione che devo compiere è trovarle un fidanzato. non sarà facile perché è un osso duro, ma vedremo di mettercela tutta. parto avantaggiata perché lei non vede l'ora di porre fine al suo stato di donna single. breve profilo di bk. bk ha appena compiuto 8 anni. gran viaggiatore, indipendente, spiritoso e un filo polemico. mi ha appena detto che da grande vuole fare il giustiziere... Parte per la prima volta con una valigia tutta sua (in macchina c'è un sacco di posto, yuppi!!!), con un abbigliamento da dandy che gli hanno messo insieme zio, nonna e cugini (ricoprono lui di meravigliose camice, polo alla moda, scarpe da gagà al punto che quando la gente poi vede me si stupisce sempre che sia proprio mio figlio - per fortuna pare che ci assomigliamo abbastanza). missione di cosimo: trovare un fidanzato a me. sono anni che ci tenta senza ottenere risultati, ma non demorde perché è pure cocciuto. breve profilo mio. donna bisognosa di dimenticarsi dell'esistenza del mondo e di fondersi con la sabbia bollente. quest'anno giuro che non costruirò nemmeno un castello (di sabbia). ho messo nello zaino (che in realtà farò domattina... proverbiale è il mio ritardo innato) 2 libri d'avventura 'king solomon's mines' e 'kidnapped' di stevenson. se andassi in un centro buddhista mi munirei dell'utilissimo cartellino 'holy silence' che toglierei a fine vacanza, in modo che nessuno mi rivolga la parola, ma cercherò comunque di stare su questa linea. bene. per stanotte è tutto. vi mando un bacione e spero di trovare connessione lungo il percorso per aggiornarvi su quanto succede. ah, dimenticavo quasi!!!! domani abbiamo un appuntamento per un caffé lungo l'autostrada, nei pressi di fidenza! non è fantastico?? e chi poteva mai darmi un appuntamento del genere se non la mia amica mara??!!! se la conosco come la conosco si presenterà all'autogrill con una serie di barrette kinder sciolte nello zaino, da dare a cosimo. la cosa è nata così 'ah, partite domani? passate da fiorenzuola? dai, vi raggiungo all'autogrill per un caffé!'. ad averci pensato prima potevo organizzare lungo tutto il viaggio una serie di appuntamenti all'autogrill e farne la cifra artistica del viaggio... ;o)già, ma come lo chiamiamo questo blog? ogni volta che due donne si trovano in macchina l'unico riferimento che viene fuori è sempre telma e louise, ma aspirerei a qualcosa di meno impegnativo... La manu direbbe sicuramente 'vecchie babbione in viaggio', ma la parola babbiona non mi sembra funzionale dal punto di vista del marketing. uff, non mi viene in mente nulla. troppo stanca. si definirà da solo lungo il percorso. come dicono gli spagnoli 'caminante no hay camino. el camino se hace al andar' (non centra molto, ma tant'é...)
25 agosto 2008
care ragazze, è da talmente tanto tempo che non vi scrivo, che avevo persino dimenticato l'indirizzo e cercavo di farci entrare tutte e tre le donne in barca... triste a dirsi, ma sono rientrata oggi al lavoro, e davvero mi sembra che tutto vada a rotoli... Ma andiamo per oridine! eravamo rimasti praticamente alla chiusura delle valige di famiglia kinder + sorpresa, circa 25 giorni fa. Cercherò di riassumere brevemente il riassumibile e dividere il resto in un paio di puntate, per rispettare il dogma delle 30 righe (scusate ma mi era sfuggito questo dettaglio...). Dunque, era l'alba del 2 agosto, sabato, e noi dovevamo partire alla volta della sicilia, con una tappa intermedia nei pressi di napoli. inutile dirvi che chiunque l'aveva saputo ci aveva sconsigliato di partire in quello che si preannunciava come un drammatico 'week-end NERO'. Per potervi scrivere, la notte della vigilia avevo fatto le 3,30. La sveglia, naturalmente, era alle 8. Per mia grande, grandissima fortuna, ho scoperto che la mia amica Manu è una delle persone più elastiche che esistano su orari e tutto il resto. La partenza non era stata fissata esattamente. ci eravamo dette un generico 'passo da te in mattinata'. Preparo me (riesco anche a strapparmi quei 4 peletti sul polpaccio che erano rimasti indietro), chiudo la valigia d'argento di bk (si, si, proprio d'argento! un trolley modello star treck), il suo zaino di gormiti, discuto con lui sull'abbigliamento da viaggio -ma vi evito la lunga polemica che ne è nata- e passo da casa mia a preparare il mio zaino. Per farla breve partiamo verso mezzogiorno, portandoci appresso acqua in abbondanza, pane e prosciutto. la tabella di marcia non prevedeva soste intermedie. tutto liscio fino a napoli, da non credere. non c'era nessuno sulle strade. scegliamo di evitare bologna e sfrecciamo giù per la cisa. in 4 e 4 otto siamo a roma. Primo casello. interessante studiare i costumi delle regioni italiane attraverso i loro casellanti... Casellante sul raccordo anulare: 57enne, brizzolato, abbronzato, con camicia arancione aperta sul petto, bracciali d'oro e laccetti colorati al polso. Pago e metto la prima, avanzo, ma lui si è totalmente dimenticato di alzare la sbarra. praticamente la funzione numero uno del suo lavoro. Aspetto un po' pensando che sia rotta la sbarra. lui mi guarda con occhi bovini e nella calura gli sussurro 'la sbarra, per favore'. e via, SI RIPARTE! poche ore e siamo a napoli. è già buio. beh, la mia macchinetta fila, ma io ho un anno di stress sulle spalle e vado pianino. Durante il viaggio con la manu ci raccontiamo tutto il raccontabile, fitto fitto, senza lasciare spazi. Bk prova qualche volta a intervenire ma viene prontamente zittito dalla manu, abituata a dirigere una casa piena di uomini "insomma, non si interrompe quando gli altri parlano!" e lui resta muto per altri 400 km. Niente musica a bordo, solo briciole, chiacchiere e gormiti della lava. casello di napoli. Ecco, mi giro per dare il biglietto, ma il casellante non c'è... Non è fantastico? guardo meglio e lo vedo in piedi di schiena accanto a un'altra persona, a guardare delle carte. non fa una piega. passano i secondi... non si gira. Alla fine lo chiamo 'scusi....' alza le spalle, aspetta ancora un po' e poi, finalmente, arriva. Per un incrocio magico di telefonate, la manu -che ha tentacoli lungo tutto lo stivale- sente sua cognata che sta sull'etna e combina di passare a pozzuoli a prendere Paolo, marito di lei, che proprio a Pozzuoli vive e deve raggiungerla per le vacanze. Apro una parentesi. Paolo è un biologo marino, ricercatore, 'o scienziato, come dice la manu, come quelli dei fumetti, con la testa sempre immersa (è il caso di dirlo!) da qualche parte. La definizione esatta che lei ne da è 'space cadet'. Al mattino di sabato Paolo si rende conto che le sue vacanze sono iniziate e tenta di raggiungere la famiglia sull'etna, in treno. bello bello arriva in stazione. tutto prenotato. ok, si dice, viaggio in piedi. niente da fare, gli rispondono: sono prenotati anche i posti in piendi. (??????!!!!!!!!!!) Robe che succedono a napoli e rendono il mio viaggio un viaggio pieno di gaiezza. ecco dunque arrivare noi che gli invadiamo la casa per una notte, ci facciamo offrire cena (ummm.... crema cotta fritta, arancini, pasta di pane fritta, tutto tutto fritto insomma), colazione sul lungo mare di pozzuoli e quindi lo facciamo pure guidare da pozzuoli a Tre Castagni, sopra Catania, circa 9 ore di auto. Unica spesa a nostro carico, per mia insistenza, un sacchetto di taralli alla sugna e pepe della panetteria sotto casa... (devo forse dirvi che tanto la manu aveva portato pillole antifame e stretto programma dietetico per 2?).
baci! franci
26 agosto (recupero)
eccomi qua a cercare di recuperare il tempo perduto. dunque, siamo alla mattina del secondo giorno di viaggio, domenica 3 agosto. colazione sul lungomare di pozzuoli con cornetti crema e amarene e cappuccio freddo!!!! già, qui è normale bere un cappuccio freddo quando fa caldo! finalmente un paese civile dove la mia richiesta non viene accolta con occhi che si sgranano e smorfie, come succede sempre a milano, dove alla fine mi propinano un latte-freddo- macchiato-freddo. Il viaggio va a gonfie vele. per strada non c'è nessuno e alla guida c'è Paolo, lo space cadet, che viene intortato per 9 ore di fila dalla manu (be', è sua cognata, tocca un po' anche a lui!). nel frattempo io mi sistemo sui sedili di dietro col mio cocco dove possiamo finalmente dedicarci alle nostre attività preferite da auto: 'quella è la mia casa', 'chi vede più cartelli stradali', 'indovina questo e quello', coccole, bacetti, guarda qua-guarda là, ecc ecc. Inutile dirvi che i panorami sono strepitosi. basilicata e calabria 10 e lode! verdissime montagne, paesaggi insospettabili e sorprendenti, pieghe del terreno misteriosissime, casolari, paesini... Per una deviazione dall'autostrada giriamo un'ora per le stradine dietro Lago Negro, tra castani, felci, laghetti e in lontananza scorci del mare. un sogno. Sotto il sole ancora cocente arriviamo a Reggio calabria, senza soste per pranzo, come nostro solito. la nave sullo stretto è subito lì pronta. con un bel centone ci guadagnamo un passaggio di andata e ritorno - sigh. sul ponte del traghetto mi godo i raggi bollenti del sud su faccia del nord. Messina! Le palme!!!! un sogno. voglio voglio voglio vivere in una città con le palme. in breve arriviamo a casa dei suoceri di paolo, alle pendici dell'etna, Tre Castagni. Un posto incantevole. resto sbalordita dai sassi di pietra lavica in giardino e dalla polvere color sanguinaccio che colora le aiuole. cosimo se ne porterà via un vasetto, dimenticandosi purtroppo un bellissimo mattoncino di lava dal peso di zero grammi (ma voi lo sapevate che la lava è leggerissima?? io no!!). cena in giardino tra alberi foltissimi, vista sul mare e alle spalle una colata fiammeggiante di lava che si apre nel buoi pesto della notte come una specie di ferita del cielo. Menu della cena: peperoni in escabece, cipolle al forno, pasta alla norma, parmigiana di melanzane e zucchine, spaghetti alla bottarga di tonno... (mi chiedo se le pillole anti fame della manu avranno mai effetto in questo viaggio...). e siamo al 4 agosto! partiamo da 3 castagni dopo colazione sotto le frasche (noi 3 donne) e colazione al caffè del paese con cornetto e granita (i ragazzi). ci accompagnano fino a siracusa anna e paolo coi loro 2 figli. visita a ortiggia, isoletta collegata a siracusa da un ponticello, piena di bei palazzi e vicoletti freschi, all'ora peggiore del giorno (sono le 2.30 e ci saranno 40 gradi), dopo esserci rifocillati ai tavolini di un caffé che sembra il paese dei balocchi: tripudio di dolci con creme, glasse, ricotte, panne, cioccolati, frutta candita, tutti grandi per lo meno il triplo di qualsiasi cosa offrano le nostre tristi pasticcerie milanesi. tripudio di salati con le famose 'scacce', specie di enormi strudel di pasta di pane imbottitti di ogni ben di dio e tagliati a fettone. e poi tonnellate di marzapane. e tutto costa pochissimo! mentre giriamo mi telefona Dino, il toscano proprietario del campeggio di portopalo, quello della hapannuccia, per assicurarsi che stiamo arrivando. fantastico! nemmeno mia madre è tanto premurosa. fiondandoci giù per un'autostrada deserta arriviamo in un paio d'ore a Pachino, la terra dei pomodorini. qui, tra l'intrico di mille stradine che non riusciremo mai a sbrogliare nei 10 giorni di vacanza, si stendono serre sgangherate tra muretti di pietra. la raccolta c'è già stata da un pezzo e ora le campagne sono deserte, eppure non hanno l'aspetto lugubre che mi aspettavo. tutt'altro. fichi d'india a go go e finocchietto selvatico come se piovesse e sullo sfondo i cellofan che ricoprono le rudimentali serre. basandoci sui ricordi della manu che c'è stata l'anno scorso e sui cartelli fuorvianti (qui li chiamano chissà perché tabelle), raggiungiamo il campeggio che è ormai tardo pomeriggio, in una nuvola di polvere candida. alla reception c'è dino, un bel signore sui 60, con l'aria burbera ma l'occhietto ironico, e suo fratello ottantenne che ci marchia come vitelli attaccandoci al polso un indistruttibile bracciale di plastica dura che, ogni volta che faremo la doccia, il bagno in mare, che ci spalmeremo la crema, ci provocherà orribili e dolorosissimi graffi. ma si sa: il campeggio captain, 60 km a sud di tunisi, estrema punta dell'estrema sicilia, avamposto che si butta già in africa, è roba per veri duri.
(prosegue recupero)
bene, eravamo ferme alla sera del 4 agosto, alla sbarra d'ingresso del campeggio captain, aggrappato all'ultima lingua di sabbia e sterpaglie del continente europa. eeeeh, c'ho pensato, sì, sì, c'ho proprio pensato! quando il 5 agosto al mattino, coi piedi affondati nella sabbia bollente e le alghe sui polpacci, guardavo il mare all'infinito davanti a me mi sono detta 'accidenti, qui finisce l'europa'. L'ho detto anche a cosimo ma la notizia non gli ha dato alcuna emozione (strano che non mi abbia chiesto 'ma che cos'è l'europa?). ma facciamo un passo indietro. sulla rete di cinta accanto alla sbarra è fissato il cartello "no tamburi" che mi fa tanto ridere e mi riprometto di fotografarlo (naturalmente lo farò all'ultimo minuto dell'ultimo giorno, con tutti già in macchina, la macchina a 2.000 gradi e il cartello semicoperto dalle auto dei moltissimi campeggiatori arrivati per il ferragosto). Ci è stata assegnata la hapannuccia numero 13, 4 posti letto (ma dino ci fa pagare solo per 3, il che vuol dire 42 euro in totale al giorno anziché 53 - notizia per gli appassionati lonely planet). ci avviamo lungo una bella strada sterrata e siamo subito lì. il campeggio è bellissimo, verde e pulito. lungo la stradina sterrata c'è la fila delle 15 hapannucce, tutte a base tonda e col tetto a cono come le case degli elefanti di celesteville nei vecchi libri di babar. ogni hapannuccia ha una porta di plastica, una micro finestrella, qualche buco per l'aria alla base e un altro sulla punta del cono. I buchi della nostra sono stati chiusi - più avanti capiremo perché... accanto alla porticina c'è una sorta di pergolato, circondato da alte siepi, dove i campeggiatori più attrezzati mettono tavolini, amache, sdraio, fornelli ecc ecc. noi non ci mettiamo niente, perché non abbiamo niente. Apriamo finalmente la porta. vi rammento che sono ormai circa le 7 di sera (il sole tramonta alle 8.15, per gli appassionati di almanacchi). dentro ci sono due semplici letti a castello di metallo rosso, un tavolinetto con due sgabellini, tre mensole per gli abiti e una mensola lunga e stretta accanto a ogni postazione-ronfo. pavimento in piastrellone color sabbia e pareti bianche di calce. entriamo felici e in due secondi ci sciogliamo. ci saranno circa 45 gradi, mentre fuori soffia una bella brezza fresca di mare. la manu ride di me che mi sono lamentata per non avere portato il sacco a pelo ma solo il sacco lenzuolo (sono molto freddolosa...). eppure, vi dico eppure, anche nel tepore delle notti in hapannuccia sono riuscita ad avere un po' freddino, giuro! La cosa straordinaria della razza umana è la facilità di adattamento. quello che il primo giorno ci sembrò un forno a microonde neppure ventilato, dopo solo 48 ore era già la nostra fresca casetta. ricordo però molto bene di essermi svegliata alle 8 la prima mattina, malgrado la stanchezza, di aver posato inavvertitamente una mano sulla porticina di plastica e di essermi scottata... vi dico solo questo. disfati i bagagli e sistemati i letti andiamo a fare un giretto in spiaggia e un saluto al mare. cosimo e manu fanno il bagno, io no perché spira un venticello che fa venire la pelle d'oca. le spiagge a disposizione sono addirittura due e, trattandosi di punta estrema, una da verso il mare ionio, l'altra verso il mediterraneo tout court. quella a destra, guardando l'africa (che per altro non si vede...) è bagnata da un mare ondoso e incorniciata da una striscia di alghe scure che segnano il confine tra la sabbia e l'acqua. in pratica non ci andremo mai. quella di sinistra è più lontana da raggiungere. si attraversa un corridoio di sabbia piena di conchigliette bianche tra le dune che già alle 11 del mattino sfrigola come una padella al fuoco, ma noi arranchiamo con determinazione, perché è una bellissima spiaggia, tra due speroni di scogli bassi a pelo d'acqua pieni di belle pozze e buchi, dove il mare trasparentissimo è sempre caldo e tranquillo. purtroppo, andando verso il week-end di ferragosto questa bellissima spiaggia dove prima eravamo in 10 si riempirà inesorabilmente e alla fine non sapremo più dove appoggiare la borsa con l'acqua e le creme. mi sa che devo tagliare corto perché mi sto dilungando all'infinito... breve capitolo creme. la mia crema protezione 2 è tornata a casa integra. abbiamo usato la protezione 25 della manu e ci siamo comunque scottate, tranne bk che ha passato al mare gli ultimi 2 mesi ed è nero come un pescatore di portopalo. per evitare le rughe sulla faccia la manu ha portato un barattolo da mezzo chilo di burro di karitè, la cosa meno spalmabile al mondo dopo il caucciù. ogni notte ce ne mettiamo una fetta sul viso sperando nel miracolo, cioè che si sciolga. svegliandoci al mattino ci troviamo appiccicati quei piccoli insetti notturni che hanno la forza di svolazzare fino a noi. credo che l'ambra si formi più o meno così... Ovviamente il burro di karitè non serve a un tubo e dopo una settimana davanti allo specchio del bagno la manu fa ribaltare dalle risate tutte le ragazze del campeggio partendo con un'invettiva contro la pelle in genere: se sei pallida hai l'aria poco sana, se ti abbronzi ti riempi di rughe ecc ecc (il tutto immaginatevelo condito con la parlantina rutilante della manu e la sua forte cadenza milanese, un po' tipo mariangela melato in 'sperduti in un insolito mare d'agosto'). Per non lasciare in sospeso il capitolo 'buchi per l'areazione' vi racconto un fatto, se mi promettete di non farne mai parola con bk. Come potete immaginare, sotto quel solleone siciliano l'acqua si tracanna a go go. ma il sole stanca molto e il caldo ti fa svegliare presto. risultato: alle 10 di sera siamo sempre morti dal sonno. per darci un contegno - dopo tutto siamo due donne single in vacanza, anche se da fuori probabilmente passiamo per una coppia anche bene assortita - con la manu cerchiamo di vivacizzare le serate andando a zonzo con la macchina. una pizza a marzamemi, una pizza a pozzallo, una pizza a pachino (dieta mediterranea, roba da prendersi lo scorbuto dopo una settimana...). divorato l'ultimo boccone, trangugiato l'ultimo bicchiere d'acqua, bk sale in auto e prima che io metta in moto lui già dorme. tornati in campeggio lo trascino a fatica nella hapannuccia, in qualche modo gli metto il pigiama, e lui finalmente si issa sul letto a castello (sfortunatamente dorme sopra di me). bene una sera, bene la seconda sera, alla terza volta si sveglia nel colmo della notte e mi dice 'mamma sono un po' tutto bagnato' ... Azz! mi alzo cercando di non svegliare la manu, lui scende e in effetti è tutto bagnato. in quello sento gocciolare sul mio letto e non c'è più nulla da fare: il materasso di gommapiuma lascia sportivamente passare la pipì di bk. due letti bagnati... la manu si sveglia, accende la luce e urla. ooooh che esagerazione, penso io. in fondo il fenomeno dell'enuresi notturna è cosa frequente. già, così pure il fenomeno degli scarafaggi giganti a un palmo dal naso sulla parete della hapannuccia! ecco perché qualcuno aveva chiuso i buchi dell'areazione!!!!
28 agosto 2008
oggi, tanto per cominciare e per non essere da meno rispetto agli altri blogger sparsi per il mondo, vi dico che anche bk ha visto due balene all'isola delle correnti. e ha nuotato con loro! due belle balene pacifiche, piuttosto bianche, che non smettevano di mangiare pillole anti-fame aprendo e chiudendo le loro enormi fauci. le ha trovate piuttosto unte (grasso di balena!). nuotare con loro è stato emozionante anche se poi una aveva freddo ed è tornata sulla sabbia per asciugarsi (la manu). sigh sigh sigh non saremo mai in grado di dimagrire finché esisterà la cucina siciliana... il fenomeno accidentale dell'enuresi notturna di bk si è ripetuto una seconda volta, la notte successiva alla prima. questa volta però, al mattino, bk si è dovuto lavare tutto lui le 4 lenzuola bagnate. eh sì! una volta può succedere, ma una seconda no! devo dire che dopo l'ingrato bucato, bk c'è stato molto più attento e anche con gli occhi chiusi dal sonno si è sempre diretto verso il bagno prima di mettersi a dormire. certi insegnamenti non si dimenticano più! vorrei trattare in questo riepilogo l'argomento uomini. come avevo detto all'inizio, mi ero prefissata di spingere la manu a togliersi di dosso il suo stato di singlitudine. per prima cosa, come i terapeuti comportamentali che fanno tanta fortuna negli usa, ho cercato di indurla a modificare il suo linguaggio e in particolare ad abolire assolutamente la parola 'vecchia babbiona' con cui ama definirsi (e con cui oltretutto definiva anche me! ecchecazz!?). Ci sono riuscita! A furia di correggerla, grazie alla mia esperienza di ex insegnante cepu, le ho fatto dimenticare l'orrido vocabolo. Quanto al resto, non ha avuto alcun bisogno dei miei interventi... La prima sera che siamo uscite per andare a trovare amici suoi siciliani con la casa esattamente dietro il campeggio, il padrone di casa, un gran bell'omone alto come un fico (be', uso metafore locali...), un po' tipo jean reno, le è andato incontro e le ha schioccato un bel bacio diritto in bocca (alla faccia della sua stupida fidanzata). La seconda mattina, in spiaggia, è stata abbordata da un locale, un ragazzo di portopalo, coltivatore di pomodorini pachino, che abbiamo prontamente rinominato 'il senegalese nano', più che altro per via del colore nerissimo della sua pelle ultrabbronzata, del meraviglioso sorriso bianchissimo e smagliante e del corpo perfettamente scolpito (no, non siamo andate oltre!). Il tenero giovane, trentenne e perfino divorziato, nonché padre di una bimba piccola, è rimasto sicuramente ammalliato dal candore milanese del corpo della manu, dai suoi begli occhioni blu, dal capello biondo e dalla risata irrefrenabile. Per alcuni giorni l'ha seguita in acqua ogni volta che lei si è alzata per fare un bagno ed è rimasto a mollo con lei a chiacchierare - molto pericoloso... la manu può andare avanti a parlare per molte, molte ore di fila senza sentire il bisogno né di bere né di mangiare. Poi, per sua sfortuna, un giorno si è presentato in spiaggia con la canna da pesca e da quel momento è diventato l'amico di bk. Inseparabili (umm... diciamo più che altro inseparabile, bk). Davvero incredibile. Gli ha insegnato a pescare, l'ha portato a raccogliere le esche tra le alghe sul bagnasciuga (le hanno messe nel classico secchiello. 'guarda che belle mamma! sono pulci di mare'. per dovere e per vero interesse ficco dentro la mano e me ne faccio salire una sulla mano. guardo bene la bestiola e mi sembra che mi ricordi qualcosa... ma cosa? 'qualcuno li chiama anche scarafaggi di mare' dice giuseppe -vero nome del senegalese-nano- 'AAAAAAHHHH!' faccio io e scuoto isterica la mano nel secchiello), l'ha portato sull'isola delle correnti a vedere i nidi degli uccelli marini, gli ha fatto fare migliaia di tuffi dalle sue spalle, hanno scavato buche insieme, si sono ricoperti di sabbia lasciando fuori solo la testa, e questo per giorni e giorni, finché un giorno l'ha pure portato a pranzo dai suoi genitori, mentre in spiaggia io e manu ci buttavamo giù la solita dose di pastiglie antifame. vedendolo andare via in motorino con giuseppe ho pensato 'ma io questo giuseppe non so nemmeno come fa di cognome...' Insomma, torniamo agli uomini della manu. ecco il terzo. Il quinto giorno, inesorabilmente bruciate e rosse, decidiamo di evitare il sole e andare in gita a Ragusa Ibla, la parte vecchia di Ragusa. Bene! Partiamo con calma e tra una strada sbagliata e l'altra arriviamo a Ragusa esattamente a mezzogiorno. temperatura 42 gradi. cosimo ha un moto di ribellione mentre ci inerpichiamo sulla salita che porta al centro deserto. gli prometto una granita. arrivati in piazza, mentre noi prendiamo la granita la manu va a cercare l'ufficio turistico. è una decisione totalmente folle, ma al momento ci sembra furba. fatti pochi metri in una stradina è già completamente squagliata e trova tutto naturalmente chiuso. in quello si inchioda un apecar. un omone si butta fuori dal finestrino e le dice 'beeeeeeeedda!!!!! Caldo fa!' 'e sì' dice la manu con fare milanese 'un passaggio vuoiii?' 'eeeh grazie, grazie davvero ma sono arrivata!'. e l'apecar se ne va portando via il suo contenuto di vero maschio latino.
29 agosto 2008
eccovi sparsi in ordine sparso alcuni accadimenti accaduti durante la vacanza in sicilia. come vi ho forse detto, il programma delle nostre giornate, volutamente molto vago, era più o meno questo: sveglia senza sveglia verso le 8.30. lavaggio faccia e denti, indossaggio costume, sistemazione del proprio letto, ingoio delle solite pastiglie antifame, ormai solo da parte della manu - io ho presto gettato la spugna -, colazione allo spaccio del campeggio, avvio lento verso la spiaggia - e sono già le 10.30/11 (si ignora come sia stato possibile impiegare 2 ore per svolgere queste poche azioni), dopo avere ritiriato la copia del quotidiano da dino alla reception. Spiaggia ad oltranza per me e bk, rientro in hapannuccia per la manu verso le 2. pomeriggio: rientro alla hapannuccia ad ore variabili, doccia all'aperto con acqua desalinificata (l'unica presente in campeggio), spalmatura di idratanti e burri vari, vestizione e gita in auto verso le località nei dintorni: Marzamemi, Ragusa Ibla, oasi di Vendicari, Noto, Modica, Caltagirone, Pozzallo, Pachino. Tutti posti meravigliosi. peccato che in sicilia non sappiano assolutamente cosa sia una corretta segnaletica. Indiana Gigi avrebbe un gran bel da fare laggiù! tanto per dirvene una, la strada principale che porta a tutte le destinazioni, passa da pachino. il campeggio dista da pachino circa 15 minuti in auto. una quindicina di chilometri, non di più. ogni giorno abbiamo percorso quel tragitto e ogni giorno ci siamo persi. ogni giorno abbiamo provato un tragitto diverso, nel dedalo di stradine che si intrecciano tra le serre dei pomodori. dino ci ha anche fornito un biglietto da visita del campeggio con quella che secondo lui è una cartina... niente da fare. la prima volta ci abbiamo messo 40 minuti per arrivare a pachino. successivamente il tempo è diminuito, ma solo perché io ho aumentato man mano la velocità del veicolo, non perché il percorso sia mai migliorato. la prima gita l'abbiamo fatta a marzamemi, un antico borgo di pescatori, in riva al mare, con le vecchie case a un unico piano tutte costruite in pietra bianca. uno spettacolo. alla parte originale, tutta raccolta attorno a una grande e bellissima piazza, si sono aggiunte alcune costruzioni degli anni 50 di 2 o 3 piani, che secondo me hanno già acquistato un fascino tutto particolare. manu dice che sono orribili, ma vi giuro che non è vero. lasciamo l'auto e facciamo a piedi una striscia di lungomare. è l'ora del tramonto. colori bellissimi. all'ingresso del borgo vecchio c'è la vecchia tonnara. 'guarda cocco! questa è una vecchia tonnara, il posto dove un tempo lavoravano i tonni!' cosimo, sbalordito, risponde 'coooosa? i tonni lavoravano???'. con la manu ci siamo cappottate dalle risate... Marzamemi in ogni caso merita una visita, serale. nella piazza e nelle viette è pieno di ristorantini e localini con i tavolini fuori, dove i giovani siciliani si siedono a bere e mangiare (un po' come i giovani milanesi, ma siamo in vacanza e tutto ci stupisce). consiglio di fare ciò che noi non abbiamo fatto: acquistare la bottarga di tonno (circa 5 euro l'etto). 'ma tanto la troveremo dappertutto!'. Sbagliato! la bottarga di tonno si trovava solo a marzamemi. Marzamemi inoltre è la sede di un bel festival del cinema di frontiera a fine luglio. alla faccia del paesino di 4 case.
3 settembre 2008
è vero, io sono prolissa, ma non c'è niente di peggio che cercare di ricordare cos'è successo in vacanza per poi farne un resoconto. ci si incastra in dettagli di poco conto che, alla luce della propria lugubre scrivania milanese, acquistano immancabilmente un'importanza vitale... oggi vorrei concludere in qualche modo la storia della vacanza di 'famiglia kinder con sorpresa', anche perché è ormai da più di una settimana che petronilla ha ripreso il suo posto alla scuola di cucina e lunedì pomeriggio è perfino rientrata Duda, in pessima forma, schiumando ipocondria da tutti i pori... (forse, per stare in tema con la cucina, dovrei dire 'da tutti i porri', ma suona così così).
sicuramente qualcosa in più va detto sulle prelibatezze della cucina siciliana, mai abbastanza lodata. non che noi si sia fatta una vacanza alla ricerca del cibo (vi devo forse ricordare delle grandi quantità di pillole antifame trangugiate?), ma il cibo da quelle parti ti viene incontro spontaneamente... ovunque, in ogni fetido baretto del più microscopico paesino, c'è qualcosa di buono da mangiare. una cosa che mi ha colpita è che il corrispettivo dei nostri bar-pasticceria, in sicilia produce sempre anche una grande quantità di piatti salati, che li rende più simili alla nostra 'rosticceria'. tutto ciò è fantastico: tu entri per un caffé (sempre indimenticabile) ed esci con i baffi di panna, la granita in mano e un pacchettino pieno di arancine, pizze, scacce, polli, verdure ecc ecc. In particolare segnalo a Pachino il bar pasticceria 'il ciclope', nella piazza principale, per la sua fantasmagorica granita al pistacchio. la cosa più squisita che mi sia mai capitato di mangiare nel mondo granite. Poco oltre la piazza, sul lato della chiesa, c'è un'altra pasticceria/rosticceria dove ci siamo riforniti di meravigliose scacce e mega panzerottoni, sempre di pasta di pane sottilissima e cotti al forno, che essi rosticceri producono con 100 ripieni diversi e riconoscono a colpo d'occhio, malgrado a me dal fuori siano sempre sembrati tutti identici. Qualche esempio di ripieno: broccoli e salsiccia, patate e baccalà, tonno e pomodoro, melanzane e ricotta, prosciutto-pomodoro e ricotta ... Lì al venerdì fanno anche il cous-cous e noi abbiamo telefonato apposta dal campeggio per ordinarne 2 porzioni per la sera, uno di pesce e uno di carne, che abbiamo poi consumato felicemente ai loro tavolini per strada, la sera in cui si aprivano le olimpiadi. Bk, che non va matto per il cous-cous, si è mangiato un quarto di pollo arrosto con patate e un bell'antipastino di mare con insalata di polipo e frittura di calamari. Ma continuiamo il giro delle granite. Caltagirone: a caltagirone il bar più noto della città (Judia & Trieste, in viale P. Amedeo) serve in continuazione la granita di more di gelso rosso. Una prelibatezza. diffidate degli altri gusti di granita perché non sono all'altezza! Ragusa Ibla: piazza della cattedrale, ci sono tanti baretti ma un'unica vera gelateria, Gelati DiVini, dove fanno la granita alla mandorla più straordinaria che io abbia mai provato, proprio con i pezzettoni di mandorle pestate. strepitosi anche i gelati (fico d'india, finocchietto selvatico, ricotta, carruba, anguria, melone, gocce verdi -ovvero il gelato all'olio d'oliva!-, brachetto, mandorle tostate, uff... me li sono tutti segnati sul quadernetto della vacanza ma non l'ho qui sottomano...). Un capitolo a sé devo dedicarlo a Modica. modica è la patria del famoso cioccolato di modica. cos'ha di particolare? è totalmente diverso dalle nostre classiche barrette, che risultano banali semplificazioni a confronto. Il cioccolato modicano è fatto solo di vero cacao, zucchero e burro di cacao. stop. il tutto impastato insieme seguendo le antiche ricette azteche (o tolteche? boh), per cui ne risulta un panetto granuloso, in cui lo zucchero scricchiola sotto i denti e, udite udite, per quanto caldo faccia il panetto non si scioglie!!!! ricordo di avere mangiato panetti del tutto simili in guatemala e in messico, tanti tanti anni fa, ma allora ero ancora una consumatrice rozza e non apprezzavo in pieno i mirabolanti sapori che questa particolare preparazione esalta. a questo impasto paradisiaco i geni del male della dolceria modicana hanno pensato di aggiungere una serie infinita di cosette, creando così il cioccolato al cardamomo, alla vaniglia, al caffé, allo zenzero, alla scorza d'arancia, alla scorza di limone, al pepe bianco, al peperoncino, con i grani di sale, ecc ecc. oltre naturalmente al cioccolato con varie percentuali di cacao e, per chi ama punirsi, il cioccolato senza zucchero. invito tutti a non mancare per nessun motivo al mondo di visitare la pasticceria bonajuto,anzi, l'antica dolceria Bonajuto. a due passi dal bellissimo corso principale della città bassa, tra palazzi barocchi e palme, un piccolo paradiso che apre la porta a vetri in un vicoletto da nulla. pavimento di marmo bianco e nero, scaffali di legno scuro con vetrinette che ricordano un'antica farmacia, piene di meravigliosi prodotti, bancone zeppo di ciotoline con gli assaggi di tutti i tipi di cioccolato possibili. dietro al bancone un grande vetro lascia guardare nel laboratorio tutto bianco e acciaio, dove sono al lavoro i mastri cioccolatai. sempre dietro al bancone, troverete due signore sorridenti, perfettamente in stile con il negozio, strette nei loro grembiuli bianchissimi, con tanto di crestina inamidata. questi due angeli non fanno altro che portare a noi avventori assaggini di tutto ciò che esce da quella fabbrica di bontà: liquore al cioccolato, liquore di cioccolato al peperoncino, frolle ripiene di carne di vitello e cacao, dolcetti di pasta di mandorla ricoperti di cioccolato, olive di marzapane conservate in olio d'oliva, umm... Assaggiamo tutto, ovvio. arrivano altri turisti già esperti e chiedono il gelo di mandorle e il gelo di limone. naturalmente mi si drizzano le orecchie e osservo le due ciotoline che vengono servite. ne ordino subito due anch'io e ci portano queste strepitose coppette di gelatina, una di mandorle, con tutti i pezzettini di mandorle pestate, e una di limone, bella gialla e trasparente. le dividiamo in 3 ma per fortuna i miei 2 compagni di viaggio non sono come me dei malati di gelatina e quindi mi tocca svuotare le ciotoline. intanto penso che chi ha inventato la gelatina meriterebbe un monumento (tutto trasparente e tremolante!).
uff, basta parlare di cibo (ma la sapete la canzone dell'era glaciale 2 'cibo che fa sognareeee...!' che cantano gli avvoltoi? è uno dei pezzi preferiti miei e di bk, che la cantiamo a squarciagola in più occasioni). a modica abbiamo anche fatto un lungo giro tra le sue meravigliose chiese barocche (l'interno è sorprendentemente luminoso, tutto decorato di bianco e celeste, niente oro) e i vicoletti silenziosi. Abbiamo salito le lunghe rampe di scale che portano alla cattedrale e assistito all'ingresso di una candida sposa con tanto di damigelle al seguito e veli svolazzanti (bk si è rivelato un gran sentimentale e non riuscivamo più a schiodarlo: voleva a tutti i costi assistere all'intera cerimonia - va da sé che la manu ha perso la pazienza più volte). Tanto per il gusto dei dettagli, la mamma della sposa, con i 42 gradi di agosto, vestiva un abito lungo di taffetà e velluto bordeax. basta! devo cercare di concludere... Vi dirò solo che la notte di san lorenzo l'abbiamo passata su una bellissima spiaggia, portati dalla nostra guida locale, giuseppe, e dalle sue bellissime sorelle (mamma mia quanto sono schiantose le ragazze di portopalo!!!!), dove i ragazzi del posto usano festeggiare la caduta delle stelle accendendo grandi falò, bevendo e ballando fino all'alba. Stelle avvistate zero, per via della meravigliosa luna, luminosissima, che si rifletteva alta sul mare. Bk è improvvisamente impazzito o meglio, ha rivelato appieno quella vena di esibizionismo che di solito svela completamente solo nell'intimità, e si è esibito per ben 40 minuti in un'irrefrenabile danza sul bagnasciuga, in controluce, a metà tra il cabaret di liza minnelli e thriller di michael jackson, agitando il cappello di paglia (la classica paglietta siciliana) acquistata a pozzallo per 3 euri. gli astanti hanno seguito sbigottiti per i primi 20 minuti poi si sono dati per vinti e sono rimasta solo io, core de mamma, incredula malgrado tutto, a guardare lo spettacolo pensando a un folgorante futuro di paillettes e dollaroni a pioggia. Partenza: il campeggio si è riempito all'inverosimile e la spiaggia non è più praticabile. a stento negli ultimi giorni ci guadagnamo un lembo di sabbia su cui stendere le membra arrossate. dino però, malgrado la calca, ci riserva sempre un sorrisetto - che io interpreto come speciale e la manu come ghigno di vecchio rincoglionito (uff... a me 'sto dino piace. mi sembra un uomo di un certo fascino, l'unico che mi abbia ispirato qualcosa in questa vacanza. penso che gli manderò una cartolina da milano...)- ogni volta che usciamo o rientriamo in campeggio in macchina nella nostra nuvola di polvere bianca - non si tratta di effetti speciali ma solo dell'effettivo colore del terreno, bianchissimo. grande crisi di bk al momento di salutare giuseppe. pianto a dirotto l'ultima sera e pianto a dirotto al mattino, quando il nostro tenero amico si è presentato con le conserve di pomodoro fatte dalla sua mamma. anche lui confuso ed emozionato. ha abbracciato velocemente l'equipaggio ed è scappato via. bk si è girato verso di me, mi ha abbracciata e ha iniziato a singhiozzare. mi si è spezzato il cuore, come potrete ben capire. lascio stare le altre considerazioni fatte perché entrerei troppo nel personale... Vai a spiegargli che non è un amico che perde, ma un amico che ha guadagnato ecc ecc. A ristabilire l'equilibrio ci pensa anche questa volta la manu, che con la sua praticità da domatrice di figli, dopo 5 chilometri di singhiozzi avrebbe volentieri scaricato cosimo nel labirinto di stradine pachinesi. Per consolarlo almeno in parte ci fermiamo al 'ciclope' per l'ultima granita di pistacchi, ma non serve a molto... Ma non disperate! trattandosi di un diario a ritroso, vi posso dire che con giuseppe ci siamo sentiti già tante volte e forse a natale verrà a trovarci!
viaggio di ritorno senza traffico - è il 15 agosto - guido come sempre io, senza fermate, fino a follonica, in toscana, parco della serpaia, dove ci aspettano degli amici milanesi in vacanza. gli ultimi chilometri ho gli occhi che mi si incrociano, ma quando mi metto in viaggio sono in viaggio! cosimo è bravissimo. introduciamo il gioco 'inventati un supereroe'. la manu crea supermamic, un'eroina fasciata da abito rosso, con tacchi a spillo e boa, che appare all'improvviso e punisce i bambini che non ubbidiscono ai genitori... Due notti in toscana con tanto di sagra della bistecca e poi milano. scarichiamo la manu e controlliamo il contachilometri: 4.000 km fatti!!!! mentre la manu si appresta a ridipingere la casa, io e bk disfiamo le valige e ci fiondiamo in montagna per l'ultima settimana, soli soletti, a distruggerci di passeggiate e arrampicate. l'ultima di bk: davanti a 2 freeclimbers io gli dico che non farei quello sport manco se mi pagassero. lui rilancia 'e se ti regalassero un castello tutto d'oro?' nemmeno in quel caso, dico io. 'e se ti regalassero un castello tutto d'oro e la manicure tutti i giorni?'. be', ci si può pensare... (rifletto: forse con la manu abbiamo esagerato a darci lo smalto sulle dita dei piedi...).
|