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tre uomini in barca

Danilo e Betty in Croazia (quelli che la prendono alla larga)

1 agosto 2008

 

Eccoci qua, domani si parte.

Come si fa a fare una partenza intelligente il 2 di agosto da Milano? La si prende alla larga, tipo che per andare su un’isoletta croata (Rab o Pag) si passa da … Livigno, si fanno un paio di passi alpini e si sale al Grossglockner, poi lungo la valle della Drava giù in Slovenia, una volta entrati in Croazia ci si addentra ai confini con la Bosnia e infine si punta verso il mare. Ma siccome anche il ritorno il 15 di agosto deve essere intelligente e rigorosamente mai per la stessa strada, né per quella più ovvia, si prende un traghetto da Zara per Ancona e poi si punta su Roma. Poi si risalirà, rigorosamente per colli e passi appenninici, evitando l’autostrada come la peste.

Se è intelligente non lo so, ma ovviamente tutto questo è un pretesto per fare un bel giro in moto. Io, il pilota, la moglie, passeggera entusiasta, e la moto Yamaha FZ6.

Bagaglio spartano, nei limiti consentiti dal doversi dotare di indumenti adatti alla montagna e poi al mare: bauletto e borse laterali morbide che temo saranno stipate all’inverosimile. Tra poco avrà inizio la contrattazione su cosa portare e cosa lasciare a casa: presa con lo spirito giusto è degna di un suq. Poi alla fine finiremo col portare cose che non useremo e col sacrificare qualcosa di utilissimo e dovremo comprare sul posto. Lancio un quiz: quante paia di scarpe riterrà necessario portare la mia signora? Cosa rimpiangerò di non aver portato perché “tanto è estate, basta una felpina”? Riuscirò a convincerla che “figurati se non lo troviamo un phon, e poi col casco i capelli si schiacciano”?

Ma ho un asso nella manica: una borsa da serbatoio che sarà sfoderata al momento della partenza e partirà vuota; servirà a rastrellare leccornie lungo la strada: essenzialmente vino, olio, miele e formaggi.

 

 

2 agosto 2008

 

Milano-Livigno 250 km (il giorno delle pietre)

Per essere sabato 2 agosto, o siamo noi molto intelligenti, o i cretini sono tutti in fila da un'altra parte. Sfioriamo la carrambata con una delle tre allegre comari deviando per la Valsassina e poi ci arrampichiamo prima sul passo del Bernina per poi deviare sul passo della Forcola (3.300 e passa metri). Qui il primo segno distintivo delle strade italiane. Lasciamo la strada svizzera ampia e ben tenuta per trovarci su una mulattiera sconnessa. In compenso il panorama e' impressionante su una valle lunare d'alta montagna. La tappa si conclude davanti ad un piatto di pizzoccheri.

 

 

3 agosto 2008

 

Livigno-Doellach 330 Km (il giorno verde)
Oggi tapone alpino, attraverso Svizzera e alto adige per arrivare in austria (passo del forno+passo del giovo).
Valli verdi e su e giu' continuo. Le strade italiane non si smentiscono; sul giovo siamo riusciti a trovare ratoppi di tre colori diversi, quando si dice la creativita'.

 

 

4 agosto 2008

 

Doellach-Großglocner-Zurzemberk 250 Km (il giorno del ghiaccio)
Oggi la mattinata e' dedicata alla salita al ghiacciaio. Una strada (a pagamento) di una bellezza sconfinata porta a sovrastare la lingua del ghiacciao. Poi, con una agevole passeggiata di un'oretta, si puo' arrivare ancora piu' vicino. Notevole pensare che se gia' oggi fa impressione cosi', solo 100 anni fa il volume era piu' del doppio.
Dopo aber fatto la pausa wurstel (che sconsiglio, visto il prezzo), partiamo per la tappa di trasferimento vera e propria. Tante, tante, tante moto. Non mi paragono a quei centauri che macinano migliaia di km al giorno, ma mi considero parte della famiglia. E il saluto che si scambiano i motociclisti incrociandosi non sara' il saluto a pugno chiuso, ma mi pare proprio un bel segno di amicizia. Che volete, di questi tempi ci si accontenta di poco. Esaltante il Wurzenpaß che dall'austria porta in slovenia.
A Zuzemberk avevamo prenotato in un agriturismo sulle rive del fiume Krka, con canoe a disposizione degli ospiti. Ne approfitto per riscoprire un vecchio amore: rimedio un kayak un po' male in arnese eprendo confidenza col fiume. Bello, mi ricordo ancora, ed e' a questo punto che esagero, perche' provo avedere fin dove riesco ad inclinare, ma senza paraspruzzi imbarco acqua ed il mezzo diventa ingovernabile. Morale: naufrago in 50 cm di acqua davanti a 4 campeggaitori locali che si sganasciano dalle risate ma non muovono un dito. Sacramentando tiro a riva il kayak, lo svuoto, e quando ben sto riconquistando l'cqua mi chiamano e fanno: "aperitivo, aperitivo" e ridendo mi rifilano due bicchierozzi di grappa fatta in casa. Accetto e praticamente ubriaco torno alla base.

 

 

5 agosto 2008

 

Zuzemberk-Plitvice 160 km (Kalashnikov)
Prima di passare in Croazia, ci fermiamo alle terme di Dolinje Toplice, poi, passato il confine, attraversiamo paesi o ne vediamo i cartelli, che riportano a ricordi recenti: Karlovac, Osjek, Bihac, teatri della recente guerra balcanica. Ecco perche' la coppia Kusturica-Bregovic mi fa compagnia. Qua fino all'altro ieri si sparavano addosso ed e' pieno di croci, fiori e monumenti ai caduti. In Croazia il nazionalismo e' fortissimo.

 

 

6 agosto 2008

 

Plitvice (il giorno dell'acqua)
Oggi niente km, ci dedichiamo a visitare il parco: un vero gioiello di cascate e laghetti dai colori incredibili.
Se qualcuno ci passa, consiglio di cercarsi con calma da dormire in uno dei tantissimi bed and breakfast lungo la strada.

 

 

7 agosto 2008

 

Plitvice-Rab 150 km (?)
Partiamo ora per raggiungere il mare, dove praticamente il grosso dell'avventura on the road si conclude.

 

 

8 agosto 2008

 

Plitvice-Rab integrazione (la strada piu' infame del mondo)

Avviso ai motociclisti: NON, ripeto NON FARE la strada che da Plitvice raggiunge la costa via Otocac. La stanno rifacendo e ci sono diversi chilometri che dire sterrati è un complimento. Breccole appuntite come quelle delle massicciate dei treni, tanto che Betty si è fatta un paio di km a piedi. Buffo l'incontro con un motociclista disperato con cui parlotto in inglese, per poi scoprire quando ci salutiamo e gli guardo la targa che e' di torino.
A Otocac ancora Kalashnikov, nel senso che sui muri delle case fanno ancora bella mostra buchi di pallottole e di granate.
Poi, "dietro una curva, improvvisamente il mare".

 

 

21 agosto 2008

 

Festa finita.
Vi  mando le ultime tappe, e se riesco a ridurle, anche delle foto.

 

7-14 agosto Rab e Pag

Scaricate le borse, arriva la settimana più riposante per le nostre povere chiappe ed in cui il nostro cavallo d’acciaio si limiterà a portarci su e giù per queste due isolette dalmate.

L’arrivo dal continente su entrambe le isole è impressionante: si viene accolti da un paesaggio di roccia popolato solo da radi fili d’erba e senza altri segni di vita, solo arrivando sul versante che dà a ovest c’è spazio per macchia mediterranea e coltivazioni. Il perché ci è stato spiegato in seguito: d’inverno la bora solleva l’acqua di mare e deposita il sale sul versante esposto a est rendendolo in pratica sterile.

Rab è più piccola di Pag, ma è un’isola che forse offre di più di quest’ultima in termini di varietà e cose da vedere, e la cosa vale anche per le omonime cittadine. Ci sono almeno due zone di Rab dove si circola solo per sentieri a piedi ed in bicicletta, da qui si arriva su deliziose calette (magari perdendovi e girando in tondo come è successo a noi). Vi capiterà di essere in pochissimi sulle spiagge ed anche di rimanere da soli al tramonto (e la cosa ha il suo bel perché). Uniche note dolenti, gruppi di turisti italiani caciaroni che non possono fare a meno di farsi riconoscere: o sono al telefono o si chiamano da barca a spiaggia e viceversa (perché mica ci arrivano a piedi).

Pag in compenso è più vissuta e “agricola”. Qui è saltata fuori la borsa da serbatoio che ha cominciato a incamerare vino, grappa, olio, pecorino, e miele. In alcuni punti il mare è forse più bello che a Rab, ma ci sono meno sentieri.
Ad ogni modo, su entrambe le isole si trovano posti non invasi da turisti e si trova da dormire un po’ per tutte le tasche.

 

 

14 agosto 2008

 

Zara-Ancona-Serra S. Quirico (150 Km)
Si avvicina il termine della vacanza on the road. Oggi alle 12.00 abbiamo il traghetto da Zara; 6 ore e abordo tutto molto tranquillo con pochi passeggeri. Forse è un caso, ma a Zara non abbiamo avute buonbe impressioni
dai locali.
L’arrivo ad Ancona sarebbe anche in perfetto orario, se non fosse che il controllo documenti in arrivo da un paese extra comunitario è particolarmente lungo e prende più di mezz’ora. I soliti furbi cercano di saltare la fila ma qui avviene il miracolo: pochi passano e se ne fregano, ma i più, sommersi da insulti, tornano buoni buoni in coda.
Comunque arriviamo a Serra dove avevo prenotato per la notte e dove ci concediamo cena pantagruelica (perché in realtà di carne o pesce alla griglia, patate e verze eravamo pure un po’ stufi).

 

 

15 agosto 2008

 

Serra S. Quirico-Arezzo-Roma (400 Km)
Oggi tappone appenninico, deviamo verso Arezzo per appuntamento con i miei (che vengono da Roma) e ci ritroviamo in una trattoria ormai per noi tutti totemica: “la Capannaccia”. Sul finire del pranzo si scatena una bufera che ci costringe a rientrare nella sala coperta. “Il solito temporale estivo”, col cavolo! Alle 17.00 ancora diluvia. Pertanto, il tapino qui sottoscritto, rifiutata con sdegno l’infamante ipotesi di abbandonare il mezzo per
recuperarlo il giorno dopo, si barda e intraprende il viaggio restante da solo, mentre la passeggera viene convinta ad andare in auto, dove si schianta addormentata prima che si accenda il motore. In realtà sono orribili solo i primi 30 km, poi il cielo si rischiara ed i due successivi temporali non impensieriscono. Coraggio premiato dalla vista del tramonto dall’alto con i colli maremmani che si perdono sulla destra ed il tirreno (in tempesta) di fronte.

 

 

19 agosto 2008

 

Roma-Milano 770 Km (in teoria)
Abbandonato dalla passeggera che domenica è rientrata in treno causa ripresa del lavoro il lunedì, decido di non spezzare il rientro come previsto ma di tentare l’eroica impresa:  fare tutta una tirata. Il programma prevedeva la
risalita fino in Toscana, a Montepulciano sosta in due cantine per acquisto vino, poi da Siena, Empoli, Garfagnana, Passo di Pradarena, Reggio Emilia ritorno a casa. In realtà, un po’ perché ho perso la strada un paio di
volte, un po’ perché nella seconda cantina mi sono fermato a chiacchierare, scollino al tramonto gli appennini e mi fermo mangiare che ho già fatto quasi 600 km. Ed’è il crollo; con la pancia piena entro in modalità “chi
m’’o ffà fà” (mi perdonino i napoletani per come lo scrivo) e chiedo a quello della locanda se ha posto per dormire. Lui no, purtroppo, ma ce l’ha un bar al paese vicino. E vabbè, per come sono stanco andrebbe bene anche un
fienile. Anzi, meglio un fienile, perché il letto è sfondato ed i 30 Euri che mi cavano sarebbero stati meglio impiegati.

 

 

20 agosto 2008

 

Busana-Milano (200 km)
Rientro tranquillo e fine del viaggio. Già che ero di strada ho comprato anche del parmigiano al Caseificio Sociale di Traversetolo (Pr) sito in Via Lenin. Mica per essere nostalgico, ma evidentemente non l’hanno cambiata ancora in via Panini (quello delle figurine) e fa il paio con la bottiglia di vino etichettata con l’effigie del maresciallo Tito trovata in Slovenia.
Percorsi in totale 3.202 km considerando anche gli spostamenti sulle isole, sono soddisfazioni. Mentre eravamo sul Grossglockner, già pianificavamo il prossimo viaggio.

Risposte al quiz iniziale: il phon è stato portato malgrado la mia opposizione, non ho dimenticato nulla e Betty ha trovato posto per ben 7 paia di scarpe e sandali vari (pur rispettando le consegne sugli spazi).

Mi scuso per gli errori di battitura dovuti alla tastiera slovena e croata e per quelli dovuti a fretta e imperizia: evidentemente il passo della Forcola è a 2.300 m. (non volevo fare lo sborone, 3.300 era proprio un errore) ed il
paese chiamato Zuzemberk, Zurzemberk e chissà come altro l’ho scritto è sempre lo stesso.

Danilo

 

 

28 agosto 2008

 

Ultima appendice

 

P.s. Comunicato per Agostoni: in Croazia mi aspettavo tutto un delirio di turbofolk e invece sono rimasto deluso, in compenso c’è toccato “Non succederà più” di Claudia Mori, hit di almeno 20 anni fa. Invece, dopo averla sentita in Libano ed in Turchia, quest’anno niente “Zingarela, zingarela”.

 

P.p.s. Smentisco quanto affermato in onda: non mi sono fermato perché ubriaco; avevo sobriamente degustato almeno 300 km prima. Mi sono fermato dopo una cena poco più che frugale perché esausto.

 

Rab

 

Plitivice

 

Glossglockner

 

FCiume KRK

 

Tre Uomini in Barca, dal lunedì al venerdì dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Fausta Garavaglia.

barca(at)radiopopolare.it

 

 

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