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tre uomini in barca

Cinzia Desperados nella foresta nera

14 agosto 2008

 

Care splendide donne della barca,

lo zoccolo duro del gruppo desperados si sta preparando all’imminente partenza prevista per sabato 16 mattina. Anche quest’anno ahimè senza le nostre amate biciclette, ma contiamo di riuscire ad affittarle in loco per qualche breve escursione. L’equipaggio sarà composto da Cinzia (la scrivente), il Pizzo e il despenino che tre giorni fa ha compiuto ben 10 mesi tondi. Nonostante il nostro nuovo status genitoriale, siamo rimasti fedeli alla nostra vecchia utilitaria a GPL, senza passare a quei veicoli che occupano un parcheggio e mezzo: quindi prevediamo un giorno di ferragosto da passare giocando a tetris con i bagagli, per riuscire ad incastrare tutto. Il despenino, infatti, sarà anche piccolo, ma è pieno di accessori: passeggino, lettino da campeggio, zainetto per le escursioni, cambi di varie pesantezze, qualche giorno di autonomia per pannolini e cibo (compresa attrezzatura minimale per preparare le sue pappe). La nostra speranza che fosse a questo punto già in grado di gustare stinco e crauti è miseramente naufragata: non solo il giovane non ha ancora un dente, ma quando non apprezza qualcosa non si limita a sputarla, ma la vomita assieme agli ultimi due pasti che ha fatto. Quindi niente esperimenti culinari in viaggio.

Per cui il bagaglio di noi adulti sarà ancora più contenuto di quando siamo partiti in bici: un cambio completo di vestiario, due di biancheria, un maglione, giacca impermeabile, scarponcini leggeri e sandali. Il Pizzo (che, rammento, è un ingegnere elettronico, quindi si trova sul gradino più basso in campo di eleganza) potrà finalmente indossare i sandali con i calzini senza essere guardato come il nerd che in realtà è, e magari le sue magliette ispireranno la prossima collezione primavera estate del Baden-Wurttemberg.

Ritornando al viaggio, per ora abbiamo deciso il primo pezzo di itinerario: attraverseremo la Svizzera ed entreremo in Germania passando da Basilea, puntando poi verso Friburgo.

Non ci siamo dati tempi e percorsi fissi: decideremo anche in base a come il despernino tollererà il viaggio e alle ispirazioni del momento. Unica data da rispettare: il primo di settembre si torna al lavoro.

Da segnalare, per ora, il mio piano segreto di fermarci a visitare qualche museo d’arte contemporanea di Basilea è stato scoperto: il Pizzo mi ha beccato a scaricare materiale informativo da internet e ha cominciato a contorcersi rantolando “nooo, arte contemporanea noooo”.

Un abbraccio

Cinzia & famiglia

 

 

21 agosto 2008

 

Care meravigliose donne,
Siamo nella foresta nera ormai da 5 giorni, ma trovare internet point è impossibile nei paesini. Vi scriviamo usando il nostro palmare attraverso una connessione wireless a cui ci siamo attaccati come parassiti. Saremo quindi brevi. Riassunto della foresta: tanti alberi, ma proprio tanti. Abbiamo fatto un po' di escursioni scegliendo dei percorsi semplici,ma noi che ci portiamo in spalla quasi dodici kg di despernino ci sentiamo molto ganzi lo stesso. Achtung! Se qualcuno intende venire qui usando come guida il numero monografico dei meridiani sulla foresta non lo faccia: la mappa è sbagliata e vi spediscono in posti omonomi a quelli che volete visitare ma da tutt'altra parte. Cercando di raggiungere Staufen (il paese di Faust) siamo finiti in un borgo di n. 7 case in mezzo al nulla dove siamo stati derisi dagli indigeni. Chiamandosi anch'esso Staufen, abbiamo passato mezz'ora cercando la locanda diabolica mentre i 13 abitanti e le loro mucche ci osservavano sogghignando mefistofelici. Abbiamo ovviamente cambiato guida. Ancora non siamo arrivati a Friburgo.  La sera ci addormentiamo alle nove, a volte anche prima: un po' come Proust.
Baci dai desperados

 


24 agosto 2008

 

Carissime donne della barca, Ci troviamo a Dornstetten, un piccolo paesino nella parte settentrionale della foresta. Abbiamo trovato alloggio in un hotel dalla tipica architettura a graticcio, con i geranei alle finestre e gestione cinese! Appena varcata la soglia siamo stati accolti da draghi e lampioncini di carta...vedremo la colazione di domani. Qui nella foresta oggi è cominciato l'inverno: il cielo è diventato grigio e piove di quella pioggia pesante, insistente e continua che sembra non dover finire mai. Temiamo fortemente che questo tempo ci seguirà per tutto il resto della vacanza. Fa freddo, tutti i negozi e la maggior parte dei locali sono chiusi di sabato pomeriggio. Oltre al cinese, l'unico ristorante aperto è un greco. Insomma, piuttosto malinconico. Abbiamo dovuto fare rifornimento per il despernino di pannolini e cibo: lo sapevate che in Germania vendono gli omogenizzati alla lasagna e agli spaghetti alla bolognese? Siccome vogliamo bene al nostro pargolo, non li abbiamo presi. Domani proseguiremo verso Baden Baden, nonostante le terme ci siano precluse: ovviamente il despernino non può entrare ed è troppo piccolo per poter essere lasciato al kindergarten (ci vogliono 18 mesi). Per ora è tutto, mi sa che andiamo a provare il ghiros grecogermanico Baci I Desperados

 

 

25 agosto 2008

 

Carissime donne della barca,
Siamo a Strasburgo, perché io (Cinzia) ho avuto una crisi da troppa foresta e questa mattina mi sono svegliata dicendo "città città città". Quindi i miei uomini mi hanno fatta contenta. Ora siamo a pranzo e sfruttiamo come al solito una connessione wireless aperta. Abbiamo fatto il giro in battello e più  tardi visiteremo la cattedrale. Pizzo è diventato coltissimo e ha capito da solo che è gotica. Prima di rientrare nella foresta andremo a fare la spesa: il despernino odia gli omogenizzati tedeschi (ci mettono  dentro  i broccoli!) e li vomita. Lo sappiamo siamo noiosissimi e nemmeno una gran compagnia, ma nella  foresta siamo l'anima della festa.
Baci
I desperados.

 

 

28 agosto 2008

 

Siamo ora a Breisach sul Reno, al confine con il Franchreich. Siamo usciti dal cuore della foresta e qui il paesaggio è più dolce, con colline e vigneti. Anche il clima è migliorarato, fa caldo e non piove. Nei giorni scorsi, non riuscendo a fare il bucato (non si asciugava mai nulla) siamo dovuti ricorrere al piano consumistico: comprare mutande, calze e magliette nuove. Qui a Breisach in teoria ci sono un sacco di cose da vedere e l'ufficio del turismo ci ha anche omaggiato di mappa con gli itinerari da fare a piedi (e tutti in salita, che cavolo!). Peccato che la città sia stata pesantemente bombardata, quindi in realtà di esistente c'è ben poco, ma ci sono in giro un sacco di pannelli che davanti a un parcheggio ti dicono che lì "sorgeva la sala capitolare del monastero decorata con dipinti di Guido Reni" e più avanti, davanti a una modernissima casa "c'era il chiostro romanico". Per cui in realtà è un tour immaginario, dove ogni tanto c'è qualcosa. Un'altra cosa che non si vede mai è del luppolo. Ecco questo è un mistero sollevato dal Pizzo: lui si aspettava la Germania ricca di coltivazioni di luppolo con cui fare la birra, ma non ne abbiamo mai viste. Chi ci svela l'arcano? Lo importano? Domani mattina saremo a Friburgo (in realtà scriviamo di sera, ma vi manderemo la mail domani poco prima della partenza con una connessione aperta che abbiamo trovato poco lontano dal nostro hotel). Per ora, mentre il despernino dorme il sonno del bimbo, noi abbiamo improvvisato una cena a letto a base di baguette, formaggi puzzoni e una fantastica mini quiche lorraine acquistati nel Franchreich al di là del ponte. Un abbraccio dai desperados. P. S. Promettiamo qualche mail integrativa quando non saremo costretti a scrivere con un palmare

 

(...)

 

Care donne della barca,
finalmente un PC!! All´hotel dove siamo alloggiati hanno un computer a disposizione dei clienti: il multimedia parlatorium, come lo chiamano loro. Siamo infatti alloggiati in un albergo che era parte dell´enorme complesso monastico di Breisach, in cima alla rocca. Come vi abbiamo detto ieri, qui gran parte della citta´ e´ stata abbattuta durante dei bombardamenti francesi (alla fine del settecento) e alleati alla fine della seconda guerra mondiale. La nostra camera era un ex cella dei monaci cappuccini. Il bagno e´ stato ricavato nella zona di preghiera (e va beh...) con la finestrella che dalla camera si affaccia direttamente sul WC (e va beh...). I proprietari sono molto simpatici e oggi ci hanno servito la miglior colazione di tutto il nostro viaggio. Il proprietario e´ un genio delle combinazioni gastronomiche tra i popoli: stupendi salumi della foresta nera (i migliori che abbiamo mai mangiato) facevano bella mostra accando a vassoi di formaggi francesi (basta attraversare il ponte sul Reno, come vi abbiamo detto per collegare la Breisach tedesca alla Breisach francese). Poco piu´ in la´ delle ceste con del pane e che pane! bianco, integrale, con i semi di girasole, con l´avena... pani fatti in casa appena sfornati e marmellate preprate con la frutta colta dal giardino (compresa un´ottima composta di rabarbaro per cui io ho un debole). Vicino ad un samovar una collezione di te fantastica: te russi, giapponesi, indiani. Il caffe´ si poteva macinare al momento e prepare alla macchina ristretto a piacere. Anche i croissant freschi erano andati a prendere in francia! La colazione ci e´ stata servita in un giardino d´inverno che si affaccia da un lato su un orto degli aromi e dall´altro aveva delle vetrate a picco sulla rocca, con una splendida vista su tutta la vallata.
Non vogliamo piu´ partire!!!
va beh, ora andiamo a Friburgo, questa sera torneremo ancora qui a dormire. Vi reseconteremo
Un bacio
Vostri desperados

 

 

1 settembre 2008

 

Cara Barca,

siamo tornati, non c'è stato nulla da fare. Abbiamo provato a mandarvi un'altra mail da Friburgo, ma il sistema ci ha cacciato fuori al momento dell'invio, quindi procederemo con gli ultimi resoconti dal suolo italico. A proposito di rientro, in un'area di sosta vicino Bellinzona qualcuno aveva scritto su un muro: Italiani bruzzoni. Voi sapete cosa vuol dire? Non capiamo se sia un insulto o un complimento ticinese.

Resoconto della visita a Friburgo: bella, ma proprio tanto. Innanzi tutto è una città con un'area pedonale enorme, piena di giovani e piena di biciclette. Quanto vivibile e vitale può essere una città che sceglie di non decentrare i suoi studenti e di incentivare il trasporto su due ruote! E perchè da noi un simile modello non si applichi ci fa davvero rabbia. Poi si vedono in giro un sacco di persone in sedia a rotelle: o sono tutti lì o da noi non escono per via delle barriere architettoniche. Comunque tornando a noi, appena arrivati il Pizzo ha messo i piedi su un marciapiede appena dipinto di giallo e non segnalato, per cui, chi volesse seguire le sue orme, troverà delle impronte n. 46 in giro. Poi la città è disseminata di canaletti a spigolo vivo che periodicamente si riempiono d'acqua e servono per pulire la città. Finire dentro un canaletto è facile e ci si può anche rompere una caviglia e questa potrebbe essere una cosa brutta. Ma i friburghesi ci stanno attenti, quindi questo capita solo ai visitatori. Se capita però dicono che si troverà l'amore a Friburgo, quindi sacrificare una caviglia per l'amore ci sembra equo, quindi quella che potenzialmente è una cosa brutta, si trasforma in una cosa bella. La cattredrale è magnifica e all'interno conserva ancora tutti i colori (i pilastri a fascio sono azzurri, gialli, vedi e bruni), cosa non frequente. I doccioni sono molti espliciti (secondo alcuni dovrebbero essere un monito contro la lussuria, secondo noi sono invece un invito a "lussureggiare"). Attorno all'edificio di mattina c'è il mercato, ma non quello turistico (anche se qualche bancarella di germaniate c'è), c'è il mercato quello con le cipolle, e i cavoli e le signore che vanno a fare la spesa con la cesta di vimini sotto braccia.

Insomma chi non c'è stato ci vada, in fondo è vicina.

Venerdì siamo riusciti ad arrivare a Staufen, quella vera, ma di questo vi parleremo in una prossima mail, per non dilungarci troppo.

Un abbraccio dai Desperados

 

 

3 settembre 2008

 

Carissime stupende donne della barca,

alleghiamo qualche foto della vacanza. Il despenino è il grande protagonista, perdonateci questa debolezza da neogenitori.

Come vi abbiamo accennato, venerdì 29 agosto siamo riusciti ad arrivare a Staufen, quella vera. Città di Faust, come recita il cartello appena si entra. Potete anche anagrammare il nome Staufen e viene fuori un simpatico gioco di parole. Quindi questa volta abbiamo capito subito che non ci eravamo sbagliati! Che dire? E’ stato un po’ come raggiungere Itaca, meno petrosa. Ce l’aspettavamo diversa, comunque. Più inquietante. Nel nostro immaginario era un po’ in bianco e nero e c’era la nebbia. Invece è un paesino grazioso, molto turistico e, quel giorno, pieno di sole. Il famoso hotel di Faust è in centro. Sulla parete del  muro d’ingresso è dipinto un diavolo che acchiappa Faut e una targa lo identifica come edificio storico.  Si può anche dormire nella stanza incriminata, ma ovviamente i prezzi sono piuttosto elevati. Sinceramente siamo dell’idea che preferiamo dormire in una stanza senza demonio o, se proprio dobbiamo farlo, vogliamo essere pagati noi. Alle spalle del paese sorge una collina con le rovine di una fortificazione. La guida dice che si vede l’impronta di Mefistofele che ha spiccato il volo da lì. Siamo quindi arrivati ai piedi della collina. Abbiamo soppesato il sentiero e la salita, dopo abbiamo soppesato il despernino. A questo punto entra in campo un discorso filosofico: quando si fa un viaggio, a nostro avviso, non si deve mai fare tutto quello che ci si è prefissati, per lasciare un collegamento tra noi e quel posto, così da avere un buon motivo e la voglia di ritornaci. Noi torneremo a Staufen e faremo tutta la salita fino alla rocca quando il despernino camminerà con le sue gambe!

Ultima annotazione del nostro viaggio: siamo stati profondamente delusi dalla Schwarzwald torte. Per noi era un mito e invece in quasi tutti i posti ne hanno fatto una versione da turisti un po’ come i panettoni confezionati che si vendono nelle pasticcerie di Locarno. Insomma, qualche posto che la farà bene ci sarà, ma mica potevamo provare tutte le torte della foresta nera che ci sono nella foresta!. Quindi abbiamo desistito alla terza fetta a favore delle sempre ottime crostate. A questo punto non so, dobbiamo invocare forse l’aiuto di Cibo. La nostra guida dice che la ricetta originale prevede una torta al cioccolato e nocciole, tagliata e farcita o con crema al burro o panna e ciliegie, ma ammette che quasi tutti ormai optano per una versione semplificata di pan di spagna al cacao per rendere la torta più leggera (patetica scusa per non impegnarsi). A parte che se vogliamo stare leggeri non prendiamo una torta di 4 piani farcita con panna, ma insomma questo pan di spagna al cacao non è la stessa cosa di una torta al cioccolato e nocciole. Quindi abbiamo deciso che se troviamo la giusta consulenza ci auto-prepareremo la vera torta della foresta nera qui in Lombardia. Ma, dolenti, forse non potremo portarla alla festa dei blogger: stiamo valutando l’opportunità di venire, sapete come siamo noi, ceniamo alle 18.30 e alle 20.30 ci siamo già trasformati in zucche. Insomma il despernino ha solo 10 mesi (e finalmente nella foresta ha messo il suo primo dente!).

Vi daremo notizie

Un abbraccio

I Desperados

 

birra!

 

cascate sul Reno

 

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Pisolo 

Tre Uomini in Barca, dal lunedì al venerdì dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Fausta Garavaglia.

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