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tre uomini in barca

CIBO in Francia

2 agosto 2008

 

Signore della barca, ci siamo.
SI PARTE!!!!
2 agosto, il Francesco chiude - bene - le sue cose di lavoro. Io no, ma fa niente, ci dobbiamo riuscire e lo faccio.  La mia mamma sta meglio.
Quindi martedì mattina si parte.
Considerato che tutto è ancora un gran caos, il Grande si è anche rotto un piede, e quindi ho dovuto a rotta di collo trovare abili signore che tengano in ordine casa, siamo in una botte di ferro.
Ce la faremo. Si viaggia.
Abbiamo comprato la veranda e la tenda Decatlon, quelle che si aprono in un attimo e ci si riduce come dei deficenti per chiuderle. Ci abbiamo aggiunto 2 sedie - basta sgabelli - e la Piccola ha già preparato i turni per l'utilizzo equo. Siamo in 3 e le sedie sono 2.
I bagagli di vestiario ormai si fanno da soli. Un tot di tutto, scarpe, calze mutande e toilette.
Io adesso mi dedico a ciò che davvero è necessario: l'attrezzatura di cucina da campeggio.
Fornello due fuochi, con struttura a due mensole e relativa bombola.
Caffettiera napoletana e pentolino per il latte. Tazze da colazione.
Piatti, posate e bicchieri x 6. Megarotolo di scottex. Catino, spugnette, detersivo, strofinacci e presine. Coltelli e asse da lavoro, mestoli e cucchiai da cucina.
Ora arriva il meglio. Le pentole. Cuoci pasta da 4 litri, tegame di alluminio spesso, pentola media per tutto, griglia con supporto da fornello, coperchio modulare.
Negli anni ho imparato a costruire un forno con questi oggetti, variamente assemblati. Ci ho cotto persino la pizza - ovviamente pasta fatta al momento e mozzarella trovata per caso sulla costa alantica - quindi siamo a posto.
Preparo anche la piccola scatola delle scorte essenziali: zucchero, caffè, olio, aceto, sale grosso e fino, barattolo con aromi misti, 2 cipolle, aglio, 1 confezione di spaghetti e una di passata di pomodoro.
Preparo anche la ghiacciaia. Mattonelle gelate, latte congelato e piccolo sacchetto con parmigiano grattuggiato congelato.
RAGAZZE SONO PRONTA, SI PARTE e non mi porto neanche il minipimer ... ma solo il computer.

Ci dirigiamo verso REims, da li faremo la sorpresa alla Piccola e la porteremo a parigi. Dopo scendiamo verso Digione.
Vi diremo come va.
(visto che ce l'ho fatta?)

 

 

4 agosto 2008

 

Ragazze incredibile, ci siamo. Oggi la Piccola è con il Francesco a raccogliere gli ultimi pezzi dell'attrezzatura da campeggio quindi non sentirà la radio così vi posso raccontare l'ultimo miracolo.
Ieri - domenica - attorno alle due di pomeriggio Francescosi è attaccato al computer per verificare indirizzi di campeggi e oraridei treni per raggiungere Parigi.
Alle 4 di pomeriggio avevamo già tutte le prenotazioni fatte.
Ora il sintetico programma di viaggio:
partenzadomattina attorno alle 11 - arrivo in alta Lorena verso metà pomeriggio. tappa solo ditrasferimento, ma fatta con calma.
Mercoledì arrivo nel pomeriggio nei pressi di Reims, nella Champagne - berremo tutto con le bollicine - e accampamento per 4 o 5 notti.
Sabato il grande giorno - TGV per Parigi alle 9.15, arrivo attorno alle 10.30 e poi metrò fino alla fermata Trocaderò, Piccola, che ormai avrà capito di essere a Parigi, bendata fin sotto la Tour Eiffel - di cui ha un piccolo modellino in peluches da cui non si stacca mai - e via la benda ...
Manderemo foto.
Poi la giornata proseguirà a seconda del tempo tra camminate o musei, per finire a cena da Chartier, ristorante storico aperto nel 1896e ancora arredato come allora.
Rientro in TGV con partenza alle 21.45.
Costo stimato della sorpresa, per tutti noi tre, 220 Euro TUTTO COMPRESO.
Vado a finire i bagagli, che ho mutande per tutta casa.
La prossima mail sarà vero blog!

 

 

12 agosto 2008

 

Siamo finalmente partiti. Tutto fila miracolasamente liscio, neanche la pioggia che ci accompagna dall'inizio del viaggio riesce a disturbarci.
Prima tappa Keiserberg, villaggio sulle pendici dei Vosgi, fatto di quelle case con il tetto spiovente e i muri con i legni intrecciati a vista. Sono tutte un po' storte, stanno in piedi per miracolo, ma sono
molto suggestive. Ceniamo in un ristorante locale dove una tarte flambé-sfoglia di pasta con crema di latte cipolle stufate e pezzetti di pancetta affumicata - placano la Piccola. Per il Francesco basta una
robusta porzione di rognone stufato e una gigantesca torta ai mirtilli con panna e gelato. Io mi accontento di un filetto gigante e assaggi dai piatti altrui. Ovviamente ottimi vini.
Finalmente i sapori dei nostri viaggi francesi.
Arrivati a Epernay - Champagne-Ardenne - ci sistemiamo per i prossimi 4 giorni.
Un giorno a Reims e uno sulla linea del fronte delle Ardenne della I° guerra mondiale. Poi Parigi e domenica un giro per le cave de champagne. Dovremmo farcela.
Su Reims poco da dire. La cattedrale è gotica, maestosa, con alcune vetrate moderne firmate da Chagall. Ancora più bella è l'altra cattedrale, quella di Saint Remi. Più severa nelle forme, è stata
fondata dai benedettini. E' stata ospedale, caserma e qualcos'altro ancora. E' circondata da un parco con alberi secolari e da siepi di timo,rosmarino e salvia, di cui faccio incetta. Saranno le nostre sante
erbette.

In una brasserie mangiamo delle salade paisan piene di ogni cosa, prosciutto, pancetta uova, e qualche foglia di roba verde. La Piccola divora un gigantesco croque madame - pane, prosciutto, 2 tipi di formaggio e uovo al burro, seguito dal solito gelato.
Alla sera in tenda abbiamo ospite Margot,amica di campeggio della Piccola. In due spazzolano la pasta al sugo per 4.

Fine serataa giocare a bocce.
Domani Parigi con la grande sorpresa. 

 

Questo lo scrive il Francesco e per oggi non si parla di cibo.
Da bravo pacifista e obiettore di coscienza sono appassionato di storia della I Guerra Mondiale: qualcosa da obiettare?
Forse non tutti sanno che... nel 1918 c'erano due Divisioni italiane in Francia,più qualche migliaio di militi della Territoriale impegnati in attività logistiche di supporto. Fra gli italiani Curzio Malaparte e
Ungaretti. Scambi fra alleati: qualche Divisione francese combatteva dalle parti dell'Altopiano di Asiago.
Proprio attorno a Reims, vicino alla Marna, nel luglio del '18 queste due Divisioni si sono beccate l'ultima grande offensiva tedesca della guerra. Un gran massacro, ma hanno resistito e sono passate al contrattacco con gli inglesi ed una divisione senegalese.
In mezzo alle dolci colline della Champagne, fra pascoli, boschetti e vigneti qualche migliaio ci ha lasciato le penne. Vicino al paesino di Bligny (da cui il viale di Milano) un cimitero italiano conta quasi 3600 croci. Toccante, commovente... tanto dolore in un paesaggio così bello.
In un campo appena arato alle spalle del cimitero raccolgo una scheggia di proiettile da 75. Ne ho già tanti, ma questo vale come una reliquia. Una ventina di chilometri più a nord, dopo che una lepre ci ha attraversato la strada su un viottolo di campagna, a Soupir ai piedi dello Chemin des Dames un altro cimitero italiano più piccolo (per fortuna "solo" qualche centinaio di croci). Poi saliamo sulla cresta
dello Chemin des Dames, panorama spettacolare, teatro per quattro anni di massacri inenarrabili. A vederlo oggi non si direbbe proprio. Un bellissimo museo alla Caverne du Dragon racconta la storia incredibile di una cava di pietra, tutta in gallerie, più volte persa e riconquistata e persino coabitata da tedeschi e francesi. Una visita che vale il biglietto anche per chi di storia non sa nulla. All'esterno una serie di statue moderne, dolenti e bellissime, ricordano le migliaia di senegalesi "morts pour la France. Toccante.

 

Soldati
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Giuseppe Ungaretti
Bosco di Courton, luglio 1918

 

 

13 agosto 2008

 

E' tutto pronto per la sorpresa.
Sveglia alle 7 e mezza, La Piccola sa solo che andremo a visitare un museo con una mostra che mi interessa per lavoro. E' decisamente mogia, ma le tocca e si rassegna. Durante il viaggio scopre che il museo è a Parigi e chiede, mentre stringe il suo peluches della tour Eifel "posso comprare con i miei soldi almeno una cartolina della Tour Eiffel?". "Certo ma questa sera." Noi siamo molto seri e severi per non svelare il tutto un attimo prima del necessario. Arriviamo, andiamo a prendere i biglietti del metrò. Lei ancora non capisce. Saliamo in metrò fino a Trocadero e poi sulle gradinate del palazzo Unesco dove le chiudiamo gli occhi dicendo che c'è qualcosa che non deve vedere. "Se è un piccione morto, ne ho già visti..." umore pessimo.
Pochi gradini, una svolta a sinistra e "...adesso guarda"
"è..è...è ENORME. io credevo che ... CHE BELLA! Non voglio la cartolina, faccio io la foto."
Sarpresa riuscita. Inizia così la prima giornata a Parigi della Piccola. La coda per salita rende impossibile l'idea di farlo. Acquisto di un souvenir e poi a piedi lungo l'Esplanade, voltandosi di continuo.  In autobus di linea fino boulvard Saint Michel , da qui verso Notre Dame. Altro stupore. "Ma qui è tutto bellissimo." Non sta più nella pelle. "mamma veniamo a vivere qui?" "adesso non ti ci mettere anche  tu..." la zittisce suo padre. "ho un certo appetito..." Crépe sul lungo Senna e poi, a piedi al mesée d'Orsay. Davanti al Moulin de la Galette di Renoir esclama con tono vissuto "mica male..".

E' già ora di cena, si va da Chartier. Per fortuna è aperto. Cena in un locale che dal 1896 è uguale a se stesso. Poi treno per il ritorno.
"ci possiamo tornare sempre" e si addormenta in macchina.

 

 

15 agosto 2008

 

( Scritto dal Francesco )
Gli italiani non sono campeggiatori! Ovvero... non è che non si incontrino  parecchi italiani nei bellissimi campeggi francesi, è che sono tutti dei  camperisti. Tre campeggi, in tre regioni diverse, per 10 giorni cominciano ad
essere statisticamente significativi. I campeggiatori sono di tutta l'Europa,  ho visto anche Lettoni, Polacchi e Finlandesi oltre alle nazionalità più  ovvie e scontate come gli onnipresenti olandesi. Ce ne sono di tutti i tipi e
di tutte le classi sociali: quelli organizzatissimi e quelli scrausi, quelli  col camioncino e quelli con la 2CV, quelli con il mega SUV, quelli in  bicicletta e quelli con la Porsche (vista a Reims, una Boxter inglese, gialla
canarino e lustrissima). Gli italiani no. Si vedono solo camper, in genere piuttosto grossi e lussuosi. Questi camperisti hanno una caratteristica: vivono in un mondo tutto loro. Mentre il campeggiatore in tenda è mediamente socievole, come minimo saluta il  vicino la mattina, il camperista italiano vive "dentro" al camper. Anche con  il clima migliore non lo vedi mai sorseggiare un bicchiere dopo cena dopo  aver piazzato sedie e tavolino a qualche metro di distanza come fanno tutti  gli altri. Se ci sono bambini non li incontri al parchetto giochi: sono  dentro a guardare la TV. Strana gente...
Bene, confesso che una tenda italiana l'ho vista. Non erano dei poveracci a  giudicare dalla macchina e dalla tenda ma... non avevano nemmeno sedie e  tavolino! Mangiavano seduti per terra (col tempo buono) o seduti in macchina (col tempo incerto).
Les Italiens ne sont pas des campeurs!

 

 

21 agosto 2008

 

Io ci arrivo domenica sera, dopo 5 ore di viaggio, per fare 230 chilometri, in treno-pulmann-treno-pulmann-pulmann. Si perché c'è un interruzione e quindi arrivati a Colico in treno, fino a Sondrio si fa in pulmann, poi si risale in treno fino a Tirano, poi si cerca l'autostazione, che è stata spostata dall'altra parte della stazione ma non c'è nessun cartello che lo dica, quindi si fa avanti-indietro con i
bagagli e il fiatone e senza poter fare pipi. "te, sbrigati, che per Bormio si parte." il secondo pulmann mi accoglie
così. Ho potuto fare solo i biglietti, neanche bere un caffè ecercare un bagno. Va bé, faròa Bormio.
Arrivo e ilbar dell'autostazione sta chiudendo. Provo lo stesso a chiedere del bagno. "te, no che non si può, l'ho appena pulito.." All'albergo di fronte mi dicono che il bar è chiuso, quindi non ci sono bagni. "ma il ristorante è aperto..." dico mentre sto per scoppiare. "te, il ristorante apre alle 7, di sera mica di mattina. Adesso è chiuso
anche il cesso." Mi rassegno e aspetto altri 20 minuti per il pulmann e altri 25 di percorso, poi a casa voglio vedere cosa mi impedirà difare la pipì. Ovviamente quando arrivo un piccolo comitato  di accoglienza tenta di
allontanarmi dalla mia meta. e' Santa Caterina baby... "un aperitivo di ben arrivata..." SI, al bar Centro c'è il bagno.
FATTA!!! Sono una donna felice e soddisfatta.

 

Cielo terso, non c'è una nuvola neanche a cercarla. Aria fresca, sole che picchia, ma con stile. I soliti ritmi tranquilli. Sveglia, la Piccola va prendere brioches fresche e il giornale. Si fa colazione guardicchiando le olimpiadi e poi due passi per il bosco. Ieri il Francesco è tornato con finferli e porcini, oggi anche. Pasta con funghi appena saltati e formaggi che sanno di mucca e stalla. Slinzega - antenata dell'odierna bresaola, quella vera, non quella chesi trova a Milano - e pane di segale. Per il risotto al vino bianco e formaggi con lasalsa di finferli, aspetto una grande occasione.
"Piccola faciamo due passi oggi?"
"si,dove?"
"a Sforzellina"
E' una cima sopra il passo Gavia, di 3000 metri netti. Un percorsosemplice e scenografico. La Piccola ha 10 anni e gaambe buone. E' arrivato il momento che faccia la suaprima vera scarpinata. Anche il Grande fece lo Sfprsellina alla sua età. Alle due di pomeriggio il Francesco e la Piccola partono, rientro previsto entro le 7. Io resto a maledire ginocchia rotte e schiena malandata, cheormai mi obbligano a camminate solo in piano.
Preparo il risotto. Metto a bagno il riso nel vino bianco e lo lascio macerare percirca tre ore. Preparo un abbondante soffritto dicipolla rossa con burro e midollo di bue, contemporaneamente metto su il brodo vegetale e grattugio un po'di Stelvio stagionato. A parte preparo deifunghi trifolati. Quando la cipolla è trasparente scolo il riso, raccolgo il vino, e lo facciostufare nel soffritto. Quando è ben asciutto aggiungo prima il vino e faccio evaporare tutto l'alcol, poi porto a cottura aggiungendo il brodo. Quando è cotto manteco con il formaggio.
Quando tornano,stanchi e felici del primo 3000 della Piccola, nel piatto c'è un risotto davvero speciale. Quello delle grandi occassioni.

 

Manca solo un piccolo aggiornamento sul tour francese 2008: Digione, Beaune e lo smontaggio delle tende tecnologiche. La Borgogna è bella, si mangia e si beve più che bene. Questo lo sapevamo prima di andarci. Ma che Digione fosse una città intrigante anche sotto ferragosto e la pioggia, non lo avevamo trovato scritto da
nessuna parte. Abbiamo passeggiato giudati da una civetta - simbolo e portafortuna della città - gustandoci palazzi e vecchie case, tutte in pietra grigio chiaro. Ovviamente la prima tappa è il mercato, dove trovo un paio di salami ottimi, ma non la senape. Ho lasciato occhi e cuore ai banchi di frutta e verdura, venduti da veri contadini, dal carattere scorbutico, altra caratteristica della zona, segnalata anche sulle guide. Ma la sorpresa vera è stata Baume, cittadina piena di cantine e deliziosa, con alcentro l'Hotel dieu. Ospedale per i poveri, creato a metà del '500 da un munifico conte, impressionato dalla quantità dipersone che morivano per fame e malattie. Fece costruire un palazzo a cavallo di un torrente, per avere acqua sempre disponibile per pulire le camerate. Suore di buon cuore gestivano l'ospedale e i migliori medici dell'epoca vi operavano persone di ogni censo. Un lapide ricorda che da qui sono uscite più persone guarite che morte. Le camerate sono
spaziose, i letti singoli - fatto unico allora - e le cucine benattrezzate. Ma lacosa piùsingolare è la canalina copertadi mattonelle in ferro battuto che permetteva di lavare con acqua corrente i pavimenti. Insomma per far guarire le persone erano sufficienti pulizia e buon cibo, annaffiato dal vino prodotto nei vigneti dell'ospizio.
Ovviamente il vino è oggi in vendita nella boutique del piccolo museo. Il mattino dopo abbiamo smontato SENZA TROPPE DIFFICOLTÀ  le tende. Inizia il viaggio di ritorno.
Arrivo a Milano, afosa, Disfa le valige. Lavatrice. Letto di casa. Rifà le valige.
Si parte per Santa Caterina.

 

 

26 agosto 2008

 

Ormai Santa Caterina è un contenitore di riti. Una casa e 15 anni di frequenza portano a questo.
La Piccola fa banda con altre coetanee che conosce da sempre. Abbiamo già vissuto la stessa situazione 11 anni fa con il Grande. Sospendo qualsiasi giudizio o cemmento e mi dedico ad altro.
RITO 1 - La merenda dei bambini - "abbiamo fame". Nessuno poteva dubitarne, "Quante siete?" "bho, un tot..." Per fortuna la torta di mele è appena uscita dal forno. Finisce in un attimo e le ragazze corrono di nuovo via, lungo la Tre Ponti, passeggiata di nessun impegno, loro vannoverso Paltolandia, luogo giàfrequentato daifratelli grandi. A 10 anni questo è un mondo pieno di misteri da scoprire. Quet'anno dove sarà la pozza dei  girini? E l'albero degli scoiattoli sarà sempre lo stesso?
Ferme tutte, potremmo vedere i cervi!!!
La merenda è sparita dal tavolo e loro corrono verso avventure vuncie e irripetibili.
RITO 2 - I peproni alla Richi - Il Richi è il "socio" del Francesco. Si conoscono da bambini. Dividono gite montanare per sentieri della I° guerra mondiale. Ogni anno una diversa, ragionata per mesi, aspettata per giorni, Spiando le previsioni meteo e sfidando le incleneze stagionali. Sveglia alle 5 di mattino, zaino, ramponi, picozza, schiscetta e poi via loro due, come da ragazzi. Qualche anno fa è
successo che siano tornati a valle sotto un diluvio gelido, così il Richi si è fermato da noi. Per cena avevo preparato il bollito e i peperoni arrostiti conditi con il bagnetto e le acciughe (segue ricetta). Il Richi li ha divorati."mi devi dare la ricetta". "meglio, ti do i peperoni." e gli porgo un barattolo pieno. Da allora ogni volta che so che si vedono preparo un barattolo di peperoni per il Richi. Lui si sdebita una volta con una formaggella, un'altra con la "pesteda" - misto di erbe con pepe e  vino - e quando capita con qualche fetta di sella di capriolo. (si ragazze, noi lo mangiamo senza pensare a bambi e sensi di colpa...) e ormai i peperoni con il bagnetto sono dedicti al Richi.
RITO 3 - "finferli o porcini?" Circa le 3 di pomeriggio, il Francesco ha già ai piedi gli scarponi da funghi. Lui deve decidere quale bosco razziare, io come gestire il bottino. Sughetto, trifolati, in insalata?
Decisiva è la qualità del raccolto, la luna e la voglia di raccoglerli. Al momento in frigo ho circa un chilo di porcini e sltrettanti finferli, senza contare ciò che sta seccando. Tanti? Tranquille, non è mai
avanzato nulla.

Ho finito le righe, alprossimogiro un paio di ricette ...

 

 

29 agosto 2008

 

Care ragazze della Barca, cari lettori, stavo quasi decidendo che non c'era più niente di significativo da raccontare e quindi chiudere qui il racconto.
In fondo stare a Santa Caterina, dopo 15 anni, non riserva più grandi sorprese. Quest'anno ci sono più funghi, il tempo è buono e si fanno delle passeggiate. Si fanno delle mangiate con gli amici. Ma, siamo onesti, non ci sono più grandi storie da raccontare...
E invece oggi sono andata al mercato e hocambiato idea.
Il mercato è composto da 5 camion, parcheggiati dietro al negozio del Vitalini, 2 di vestiti, 1 di scarpe, 1 di frutta e uno di oggetti di legno.
Sono banchetti da turisti che vendono tutti le solite cose, in perfetto stile "montagna": pantaloni con le toppe, pile e scarponi. Il banmchetto della verdura offre frutta esotica e mirtilli, melanzane e verze, in un delirante accostamento di sapori.
Il banchetto del legno è forse peggio degli altri. Si passa dalla sagra dei Pinocchio in tutte le dimensioni, forme e utilizzi possibili e immaginabili, agli sgabelli africani a forma di elefante, senza
diemnticare cestini, crocefissi e presepi andini. È così da sempre. Ma quest'anno c'è una novità. Una nuova serie di prodotti.
Accanto ai soliti oggetti più i mattarelli, cucchiai, ciotole e taglieri espone una serie di teste di politici intagliate, disposte in bell'ordine.
Li guardo un po' perplessa, però mi compro lo stesso il mattarello da sfoglia.
Accanto a me arriva un signore trafelato e dice "scusi signora, faccio in un attimo. Oggi mi da 2 Bossi, 2 Duce e 5 Berlusconi." Paga 18 euro e se ne va contento.
Io ho un mattarello in mano e la bocca aperta. Lui mi sorride tronfio con il suo bottiho.
"Tranquilla, li usa per accendere il camino. La settimana scorsa ne ha presi degli altri. Io invece ..."
Non lo ascolto più. Sto solo  pensando a chi impiega il proprio tempo a scolpire Bossi, Berlusconi, il Duce nel legno, per venderli a chi li usa per accendere il proprio camino nella taverna della villetta in montagna ochissàdove.
Per fortuna tra 2 giorni è settembre e si ricomincia.
In attesa della festa, da Milano vi manderò la ricetta dei peperoni alla Richi e qualche foto.

Tre Uomini in Barca, dal lunedì al venerdì dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Fausta Garavaglia.

barca(at)radiopopolare.it

 

 

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