logo RP
scrivi | newsletter | cerca
trasmissioni

 
 
 
tre uomini in barca

Punjabi in Giappone

14 luglio 2008

 

Carissime,
Sono Giorgio (aka Punjabi), ho appena sentito la compagna Liviana che è già in Giappone. Anch'io quest'anno ho optato per la meta principe dell'estremo oriente.
Spero che la metà non diventi principesca, sono infatti un po' preoccupato per i possibili costi tanto più che per risparmiare sul volo ho preso un volo Turkish con soggiorno di 40 giorni! Comunque in ogni caso non ho intenzioni di vendermi le mutande sporche...
Arriverò a Tokyo venerdì, starò qualche giorno lì e poi probabilmente andrò verso sud, dove ho sentito che ci sono un paio di vulcani in attività.
Ho intenzione di acquistare il Japan Rail Pass, una specie di interail nipponico che vale 21 giorni e che mi consentirà di girovagare su tutti i velocissimi treni. Nonostante costi un botto (350 neuri) conviene.
Questo vi da l'idea di quanto costino i trasporti nel paese del sol levante. Io a differenza di "Moshi moshi" penso che porterò la tenda, negli ultimi giorni infatti pensavo di fare un po' di campeggio in qualche località montana delle Alpi giapponesi e di scalare il Monte Fuji.
Questo il programma di massima... poi si vedrà. Ovviamente fatemi sapere le mosse di Liviana in quanto una carrambata potrebbe essere sempre possibile.
alla prossima, dal Giappone...
Giorgio

 

 

18 luglio 2008

 

Care ragazze
eccomi a Tokyo, appena sbarcato dall'aereo il primo impatto e' stato con le toilette dell' aereoporto; pulitissime ma con uno strano aggeggio lateralmente alla tazza che ricorda una playstation. In realta' e' un interruttore per regolare l'intensita' di un getto d'acqua a fontana che serve a lavare le terga dopo l'operazione (wash your buttocks, secondo la dicitura). Il passaggio delle formalita' doganali prevede poi (udite udite) la presa delle impronte digitali di entrambi gli indici...oltreche della foto che mi imbarazza molto di piu' delle impronte.
Il mio vicino di aereo mi aiuta a comprare il biglietto del treno che puntualissimo mi porta nei pressi della guesthouse che ho prenotato.
10euro e infatti non vale uno yen in piu' Non e' male e la gente e' simpatica, tante' che il computer che sto usando me lo ha prestato il mio vicino di letto, il problema e' l'affollamento...sono 14 letti in 30 metri quadrati con cucina e frigorifero. Vi risparmio le dimensioni lillipuziane della doccia...
Mangiato con bacchette: penoso devo migliorare.
Alla prossima
Gio

 

 

19 luglio 2008

 

Oggi giornata a Tokyo, grandi scarpinate. Visita al giardino dell´ímperatore e alla Budokan hall dove céra un torneo di kendo che ha meritato una bella sosta in virtu´ soprattutto dellária condizionata... non sono sicuro ma potrebbe essere lo stesso posto del´mitico live di bob dylan. Poi visita a Ginza quartiere moderno e in serata a Shinjuku, il luogo della movida nipponica. Soprattutto si segnala per le spettacolari acconciature dei giapponesi sia maschi che femmine. Alcune gridano vendetta... L´ unico problema e´ il cibo: non che sia cattivo ma non so che cosa mangio. Indico con il ditino e spero in bene. Oggi ho mangiato riso ricoperto da una strana mistura di carne e verdure che non so proprio cosa fossero. Colore marrone, un po´ viscide, potevano essere cipolle ma erano troppo grosse.. comunque il sapore non era male. Anche i giapponesi mentre mangiano fanno il risucchio cioe´ tirano su con la bocca, non so se sia segno di apprezzamento ma a me veniva un po´ un riso nervoso. Lieve miglioramento nell´uso delle bacchette. Ciao Gio

 

 

21 luglio 2008

 

Salve a tutti, ho lasciato Tokyo per trasferirmi ai piedi del monte Fuji, domani notte la scalata. La si fa praticamente in coda e pare che faccia abbastanza freddino...sono comunque abbastanza attrezzato. Ho lasciato la mia affollata guesthouse di Tokyo per trasferirmi in un solitario campeggino in riva ad un laghetto. Un posto carino...speriamo non piova. Due parole sulla curiosa fauna che pullulava nella stanza di Tokyo, molti francesi in gita studio. Una francese sui ventanni parlava giapponese, si credeva giapponese, e si vestiva come una geisha. Un altra che di anni ne dimostrava 13 beveva una birra e diceva di essere ubriaca facendo dei piccoli ruttini soffocati. Ho provato a dirgli di non bere ma sembrava non aver capito. Il piu' simpatico era un giapponese allampanatissimo che era a Tokyo per lavorare, rientrava tutte le sere verso le 10 con un zainone coperto da parapioggia arancio. Si preparava la zuppa di noodles instantanea versando acqua calda in una vaschetta di plastica e si metteva davanti alla TV a mangiarsela guardando il golf oppure il baseball. Risucchiava anche lui dalla zuppiera emettendo dei mugolii ad ogni bel colpo. Oggi ho scoperto che di giorno lavorava come segnalatore stradale (qui ce ne sono due o piu' per ogni lavoro in corso). Pare che sia comune darsi da fare con i cosidetti "arubaito", questa parola deriva dal tedesco arbeit (lavoro) e indica dei lavoretti temporanei spesso part time, abbastanza ben pagati, che permettono di campare a studenti e disoccupati. Con questo vi saluto. Pnj

 

 

23 luglio 2008

 

Banzaaaiiii!!! Scalato il monte Fuji, insieme ad un manipolo di qualche migliaio di giapponesi e qualche decina di turisti sono salito nel pomeriggio, ho dormito in un rifugio. Poi partenza alle 2 del mattino salita in coda fino alla cima del cratere per assistere al goraiko, ovvero l alba. Gli ultimi 500 m di grande sofferenza, freddo e soprattutto altitudine fanno soffrire, qualcuno abbandona, qualche ragazzino in lacrime cede. Poi in vetta grande vento, freddo micidiale, tutti accoccolati ad aspettare il sole che comunque riscalda poco. Il panorama e splendido, un mare di nuvole dal quale spuntano solo le cime piu elevate delle alpi giapponesi, impressionante e lombra del vulcano che si staglia sulle nuvole... poi discesa con polvere e sassi vulcanici. Bello anche se affolalato, dormito nulla per via della quota e di un nipponico russante che probabilmente e l unico che e riuscito a dormire. Domani spostamento. CIao Gio

 

 

25 luglio 2008

 

ciao
l`altra sera, disceso dal fuji, ho assistito ad una festicciola giapponese con falo sulla spiaggia del lago, hana bi che come gli appassionati di takeshi kitano sapranno significa fiori di fuoco ovvero fuochi artificiali. I giap pare che vadano matti cosi oltre alla pira di due metri intorno alla quale mi hanno fatto danzare ho dovuto anche tenere in mano un sacco di quegli affari che sparano fiammelle e che si usano a capodanno. Ma tipo che non finivano mai e loro gridavano allegri...
E non sto parlando di bambini, questi erano un gruppo dell`universita` di veterinaria di tokyo e avevano quindi la loro bella eta`..
Eppure si divertono cosi`
Mi sono poi trasferito a yokohama dove c`e` l`ostello piu` pulito del mondo. Le regole sono rigidissime ma da dopo le sei ci si puo` immergere in un fantastico bagno caldo...ieri sera sono praticamente rinato dopo le fatiche del fuji e del viaggio.
Ieri sera ho poi cenato a base di soba, spaghetti di grano saraceno freddi, da immergere in una salsa di soia con cipolline. Il problema e` stato che quando mi ha servito il bicchiere cin la salsa io l'ho portato alla bocca e l'ho assaggiato...al che il ristoratore mi ha bloccato dicendo che dovevo usarlo con gli spaghetti...allora io lo stavo versando sopra agli spaghetti...al che lui mi ha finalmente fatto vedere che erano gli spaghetti che dovevano entrare nel bicchiere e poi mangiati.
Ma vi sembra normale?
Ciao
Gio

 

 

26 luglio 2008

 

Oggi ancora a Yokohama che alla fine e' proprio piaciuta, ho visitato la parte moderna, un susseguirsi di centri commerciali tutti con aria condizionata...fa un caldo assurdo, molto umido. Minato mirai e' il quartiere del 21 secolo, con edifici avveniristici e appunto centri commerciali...comodi. Stasera ho cenato in un ristorante affollatissimo dove per soli 6 euro mi hanno dato insalata (ma mi devono spiegare come si fa a mangiarla con le bacchette), ravioloni con ripieno di verdure e Asahi (birra!!!). Si e' aspettato parecchio...ma ho potuto assistere ad una scena fantastica. Nel tavolo accanto al mio hanno unito due che non si conoscevano, mentre con me si sono guardati bene di farlo...chissa' come mai, forse nessuno voleva sedersi con un gaijin (straniero). I due non si sono parlati e hanno atteso lungamente a braccia conserte...poi il piu' anziano a finalemente ricevuto il suo piatto, non lo ha toccato e ha atteso che venisse servito l'altro. Quando anche l'altro ha ricevuto il desco e saranno passati almeno 10 minuti, il vecchio ha chiamato il cameriere e ha mandato indietro il suo, chissa' per quale motivo... Domani si va verso sud. Punjabi aka Giorgio

 

 

28 luglio 2008

 

Sono a Tottori, in realta' mi sono fermato a Moyorose, un villaggio di pescatori poco a nord di Tottori. Un bel posticino. Sono in un ostello in stile completamente giapponese, cio' significa porte scoorevoli, pareti di legno, tatami e futon per terra. Fin qui tutto ok, il problema e' che il futon e' di soli 5 cm di spessore e soprattutto che il cuscino e' di sassi, cioe' e' riempieto di un ghiaietto nemmeno tropppo fine. Insomma quando ci appoggi la faccia punge... Ieri ho fatto la mia prima esperienza sui treni giapponesi, soprattutto sugli shinkansen, i treni proiettile, velocissimi e silenziosissimi, tutto ultra perfetto. Il treno arriva allo scoccare del minuto e si ferma esattamente nel punto in cui deve, cosicche' tutte le carrozze si trovano nel punto in cui si devono trovare, tu sulla prenotazione ai la carrozza e sei gia' li' dietro una piccola coda nipponica pronto a salire... I treni locali sono gia' piu' simili ai nostri anche se con una frequenza molto ma molto superiore. Ciao Gio

 

 

30 luglio 2008

 

Ragazzi... la storia della firma e' incredibile. Viviamo in fondo in un piccolo pianeta.
Ieri, giornata di grande viaggio e come tutte le grandi giornate nasce da un imprevisto. Oddio non una roba da niente, ferrovia bloccata a tra Moroyose e Tottori, 4 ore ad aspettare un treno inesistente, situazione surreale con stazioncina e io da solo a fumare, cantare a squarciagola The Man in Me di Dylan e accendere sigarette sperando di venire interrotto dall'arrivo del treno. Pensando alla filosofia del viaggio e che e' meglio un pessimo giorno alla stazione di Moroyose piuttosto che un ottimo giorno di lavoro. Dopo 4 ore arriva una scolaretta che mi traduce gli annunci in giapponese dell'altoparlante e mi convince che e' meglio cercare un passaggio. Lo trovo immediatamente da due specie di samurai, uno calvo con baffetto e uno con i capelli alla marines, in macchina poche parole ma in un attimo sono a Tottori. Treno finalmente funzionante solo che prendo un treno sbagliato di una compagnia ferroviaria privata per cui il mio inter.rail giapponese non e' valido quindi devo scendere a Chizu ed aspettare due ore. Appena sceso incontro una in bici che mi abborda in inglese insolatamente buono, e' una giap che vi vive a parigi e ha una voglia matta di chiacchierare con uno straniero. Andiamo a mangiare e alla fine mi regala anche un fazzoletto ricamato dalla madre...
Finalmente proseguo ma so che non arrivero' a Shimonoseki ma mi fermero' a Okayama, fuori dalla stazione trovo un alberghetto in stile giapponese con tatami e futon (finalmente dello spessore giusto) e kimono, bagno caldo e doccia. Il giusto coronamento di una giornata dura ma bella.
Ciao
Gio
PS La storia della firma è proprio pazzesca....

 

 

31 luglio 2008

 

Oggi giornata tranquilla anche se alll'insegna del sudore. In mattinata sono andato a visitare dei Buddha scolpiti nella pietra a circa 50 km da Beppu. Mi sono fatto una scarpinata di una decina di km tra andata e ritorno e dato il caldo devastante ho sudato litri di sudore facendo cambiare colore alla maglietta. Il posto era carino, in mezzo ad una foresta di bambu arborei e con un sacco di libellule, i buddha pero' non sono assolutamente impressionanti. Me li immaginavo grandi e grossi immersi nella foresta invece erano piccoli e restaurati protetti da tettoie in legno. Nel pomeriggio ho sperimentato un onsen, cioe' una sorta di bagno turco di origine vulcanica. Gli onsen sono l'attrazione di Beppu, ce ne sono praticamente ad ogni angolo della citta'. Ci si immerge tutti ignudi nell'acqua bollente, ci si rilassa parecchio ma quando si esce si schianta un' altra maglietta di sudore... Ieri sera pero' ne ho sperimentato uno naturale, su una collina fuori la citta' un torrentello di acqua scalda sgorga da una sorgente. La gente del posto ha costruito delle vasche, le mantiene e le usa evitando cosi' di pagare gli onsen cittadini. Ho incontrato un simpatico pensionato di 63 anni (che ne dimostrava 50, non so se e' l'acqua calda)che avendo fatto tutta la vita l'ingegnere di bordo sugli aerei si districava anche con un inglese piu' che discreto. Gentilissimo mi ha riaccompagnato alla stazione! Ciao a tutti Gio aka Punjabi

 


1 agosto 2008

 

Oggi ho fatto un'esperienza che piu' giapponese non si puo'.
Sono andato a vedere il keirin, cioe' la specialita' tutta nipponica delle corse di velocita' su pista in bicicletta. In realta' assomiglia di piu' all'ippica nostrana.Stadio vicino al mare, aria del Pacifico e un po' di puzza di pesce. Ingresso al ridicolo prezzo di 50 yen (30 centesimi dico 30 centesimi di euro).Nove corridori con caschetti e imbottitura, vestiti con sgargianti colori dell'arcobaleno per riconoscerli. La lepre che normalmente nella specialita' olimpica e' in moto qui era in carne ed ossa...cioe' umana.
Ambiente assolutamente asettico, pulitissimo,aria condizionata e te freddo o caldo a volonta'...mica che qualcuno degli scommettitori resti con l'amaro in bocca.
Eh si perche' qui si scommette, la fauna e' quella appunto da ippodromo, pensionati a giocarsi la pensione, studenti sfaccendati e totale assenza di sesso femminile. Gente che pero' non e' mica li' a perdere tempo, studia attentamente i tempi dei corridori, le condizioni del vento e i fattori che possono risultare decisivi. Tutto ritualizzato secondo lo stile nipponico, scommesse automatizzate, inchino dei giudici, inchino dei corridori e via per 2050 m di volata!
Ho investito anch'io 100 yen (60 centesimi circa) su dei cavalli ...
pardon ciclisti sicuri che mi aveva dato il nonno esperto di corse qui all'ostello. Ovviamente non ho vinto, ma il nonno ha dimostrato di masticare di pedale. La combinazione 129 che mi aveva dato per sicura al 80% e' invece risultata 159 e cio' mi e' costata una mancata vincita di ...pronti? 200.000 yen cioe' circa 1200 euro. Peccato!!!
Mi consolero' andando a fare un bel bagnetto caldo.
Alla prossima.
Gio

 

 

6 agosto 2008

 

Salve, dopo tre giorni di silenzio mi faccio risentire, tre giorni passati a scalare vulcani. Prima l'Aso, vulcano attivo dal cui crateri riempito da un laghetto verdeazzurro escono fumi sulfurei. Poi grande avventura ad Ebino Kogen, l'avventura e' stata soprattutto arrivarci, dalla stazione di Kirishima ho fatto l'autostop e per circa un ' ora buttava male, nessuno si era fermato. Ad un certo punto si ferma, provenendo da una direzione che non era quella che credevo giusta, una macchinetta di quelle che usano qui, a forma di scatola di sardine, con a brodo tre allegri vecchietti che mi dicono "Ebino Kogen Ebino Kogen". In realta' io avevo preventivato di andare in un posto piu' vicino ma di fronte a siffatta fortuna, ho pensato di prenderla al volo. Ad Ebino campeggio, poi in mattinata di ieri scalata al vulcano Karakuni, vista stupenda sui crateri circostanti fino al vulcano Sakurajima, distante almeno un 60 km. Nel pomeriggio grande acquazzone e tenda che cede, entra acqua, tutto bagnato, disperazione. Il temporale finisce metto tutto ad asciugare, smonto la tenda e poi la rimonto asciutta. Nuovo temporale. I miei vicini di tenda due nonni con tre simpaticissimi nipotini si impietosiscono, mi invitano a cena e mi offrono persino di dormire nella loro tenda. Ma al secondo acquazzone la tenda tiene e dormo all'asciutto. Questa mattina dopo avermi di nuovo invitato a colazione i nonni decidono di farsi un giretto a Kagoshima e di trasportarmi ivi dove mi trovo...praticamento mi sento come un loro nipoter. Sayonara Gio

 

 

7 agosto 2008

 

Oggi giornata di assoluto ozio e relax. Dormito a lungo, mattinata in giro a fare spesucce, ho comprato un paio di pantaloncini che mi permetteranno finalmente di gettare via un paio di pantaloni oramai distrutti...
Pranzo al supermercato, si perche' in Giappone e' possibile anche mangiare al supermercato. Uno compra quello che vuole confezionato in un vassoietto di plastica poi si reca in una stanzetta attigua al negozio attrezzata con tavolini e distributore delle bibite e consuma in compagnia degli altri avventori cio' che ha appena acquistato. Sono ricorso a questa soluzione perche' finalmente ho potuto mangiare in vero sashimi, cioe' i pezzetti di pesce crudo da intingere nella salsa di soia (shoyu). E' una cosa che si trova facilmente nei ristoranti giapponesi nostrani ma qui invece e' rara, forse perche' se la mangiano al mattino direttamente al mercato del pesce o forse perche' non potendo mai rinunciare al riso i nipponici preferiscono il sushi (che per chi non lo sapesse e' si pesce crudo ma con il riso, a volte arrotolato nell'alga). Pomeriggio sonnellino e onsen, bagno caldo che questa volta comprendeva anche la sauna. Indi acquisto del biglietto per Yakushima, isola a due ore di navigazione da qui, che rappresentera' anche la meta' piu' meridionale del mio viaggio. Dopo si comincera' a risalire verso Tokyo facendo sosta in tutte le citta' che ho lasciato indietro nel viaggio di andata... Stasera cenetta qui alla simpatica guesthouse, un posto meraviglioso che ho gia' consigliato anche a Liviana, per soli 10 euro si riceve un
posto letto in camerata, internet free, caffe' e te' a volonta' e lavatrice che mi ha permesso di riportare il mio vestiario a condizioni di decenza. La cena che viene via in saldo a 2 euro e' molto carina, si mangia seduti a terra sui tatami, bastoncini e tavolata di una decina di persone.
Ci si serve e poi si aspetta che la ragazza che qui fa da capo dia il via con il buon appetito nipponico "Itadaki mas". Da domani si ricomincia con l'azione.
Vi raccontero'
Ciao
Punjabi

 

PS Devo aggiungere una postilla a quanto appena scritto perche' ho capito solo ora quanto mi e' successo all'onsen, cioe' al bagno giapponese. Sono entrato e ho seguito le regole del bravo bagnante nipponico, cioe' mi sono lavato per benino prima di immergermi nella vasca di acqua calda comune. Una bella vascona con tre comparti, ho scelto quello di mezzo che non mi sembrava avesse nulla di particolare. Con cautela ho saggiato la temperatura e non era rovente per cui sono entrato fino alle ginocchia, poi mi sono piegato per bagnare le parte intime fino alla pancia, a questo punto ho sentito una sensazione stranissima ai muscoli della schiena, all'altezza dei lombi. Una sorta di dolore ma non del tutto spiacevole. Mi sono allarmato e rialzato immediatamente, pensando al colpo della schiena e alle notti passate in tenda o sui non morbidissimi tatami giapponesi. Ho riprovato e sentito la stessa sensazione. Ho cambiato vasca e le cose sono andate meglio. Solo ora che il tipo dell'ostello mi ha spiegato ho capito cosa e' successo. La vasca centrale e' elettrificata, cioe' molla delle scariche elettriche alle chiappe degli ignari bagnanti...Quella strana sensazione era dovuta alla corrente elettrica che dal mio coccige percorreva la mia spina dorsale. Accidenti che scherzi tirano sti giap... Ciao Gio

 

 

11 agosto 2008

 

Sono di nuovo a  Kagoshima a cazzeggiare, di ritorno dalla grande avventura di Yakushima. Bellissimo, uno dei posti che entra di diritto nella mia top five di paesaggi e panorama. Isola di origine vulcanica a due ore da qui, credo uno dei posti piu' piovosi della terra. Una stazione registra piu' di 8000 mm all'anno d'acqua!
Infatti ne ho presa tanta, due giorni di cammino per raggiungere la vetta. Due giorni sotto l'acqua, il cammino in mezzo a una foresta ovviamente lussureggiante datio che niente fa meglio alle piante della pioggia incessante. Sui pendii granitici dell'isola crescono dei cedri millenari, o meglio sarebbero millenari se non li avessero tagliati,
adesso in molti casi restano solo i ceppi, su alcuni sono poi ricresciute nuove generazioni di alberi. Una foresta verdissima fittissima e umidissima. Pernottamento in capanna per fortuna all'asciutto, la copertura dello zaino a retto l'acqua e il sacco a pelo è stato un rifugio caldo e asciutto. La mattina partenza alle 5, infatti dalle 5 alle 7 è l'unico momento in cui Giove Pluvio da un po' di tregua. Giusto il tempo di raggiungere la vetta del Myanura Dake, 1900 m al di sopra del mare in basso che fa capolino tra le nubi che già salgono minacciose. Un panorama meraviglioso, da lontano, circa 130 km lontano! Si vede anche il vulcano Sakurajima. Poi uno splendido arcobaleno preannuncia l'arrivo dell'ennesimo acquazzone. I miei compagni di cammino sono stati una coppia di giapponesi, quando ho visto lei che al primo raggio di sole ha tirato fuori la crema protettiva ho capito che non sarebbe durato a lungo. Infatti cinque minuti dopo il sole non è ancora andato  via che inizia una pioggia battente. Per fortuna il secondo giorno ogni tanto ha anche smesso. Comunque l'umido me lo sono tolto di dosso solo mezz'ora fa quando mi sono fatto l'ennesima sauna al bagno della piscina elettrificata.
Alla prossima
Punjabi

 

 

12 agosto 2008

 

Altre due esperienze essenzialmente giapponesi da raccontare. Ieri sera cena in un ristorante yakinuki, cioè carne alla griglia. In effetti si fa la grigliata ma direttamente al tavolo o meglio al banco. Io con il mio amico nipponico, insegnante di matematica, ci sediamo al banco, ordiniamo la carne cruda, in tagli misti, arriva la
cameriera accende una griglietta davanti a noi e ce la cuciniamo insieme a un po' di verdurine miste. Meglio non interessarsi ai tagli di carne  se si è un po' schizzinosi: di sicuro c'era la lingua, pancetta di maiale, un filettino di bovino e poi nel secondo giro, trippa e interiora varie. Una volta grigliati i pezzetti di carne si intingono nella solita salsa di soia, nel miso (una salsina che si produce da fagioli fermentati) oppure in ottimo intingolo con limone e sale di Okinawa. Infine come dessert dei piccoli pezzi di carne bianca molto grassa che al gusto assomiglia un po' al midollo dell'osso buco. Chiedo cos'è e mi mostrano un disegno che sul profilo di una vacca evidenzia una parte che potrebbe essere l'intestino crasso, retto o anche la vescica o la prostata dell'animale. Comunque, qualunque frattaglia fosse, insieme alla lingua e al filetto e' il pezzo piu' gustoso! Oggi gita a Ibusuki, localita' famosa e significativa esclusivamente in funziona dell'impianto termale per le sabbiature. Sulla spiaggia di fronte al mare, sgorgano acque sotterranee caldissime, che rendono la sabbia incandescente. Provvisto di yukata, cioe' quello che da noi e' noto come kimono, mi faccio seppellire nella sabbia da due gentili e servizievoli signore, che dopo l'ultima badilata mi abbandonano al mio destino di sepolto vivo. Il caldo è notevole ma per lo meno il kimono protegge dall'ustione. Mentre assolutamente immobile osservo i cumuli temporaleschi nel cielo sopra di me, mi colano goccioloni di sudore sulla fronte e la faccia. Più del caldo, disturba l'immobilità e dopo i canonici 10 minuti mi libero dalla sepoltura e passo al bagno caldo e alla sauna. Tutto sto calore, farà bene? Quando esco peso un chilo di meno che all'ingresso e mi misuro la pressione con la macchinetta all'entrata: 108 di max e 68 la minima, 61 battiti al minuti, praticamente un bradipo!
Alla prossima
Gio

 

 

13 agosto 2008

 

Carrambata riuscita....ieri alle 8 e mezza circa qui alla Little Asia Guesthouse di Kagoshima, Japan si e' presentata la signorina Moshi Moshi di fronte allo scrivente Punjabi. Quindi due bloggers si sono incontrati. Ci siamo riconosciuti per la bandierina di Radio Popolare che sventolava gagliarda sui nostri zaini. Ovviamente non e' vero.
Cosa abbiamo vinto? Gia' oggi ci separeremo in quanto il Punjabi proseguira' il viaggio verso Hiroshima mentre Moshi Moshi si fermera' qui nella Napoli giapponese per 2 giorni. Possibilita' concrete per un reincontro a Tokyo, gli ultimi giorni.
Baci e abbracci da due bloggers.
Punjabi e Moshi moshi

 

 

14 agosto 2008

 

Ieri giornata di viaggio fino a Hiroshima dove mi sono fermato solo per una notte. Notte che ho deciso di passare in un capsule hotel, cioè quell'istituzione tipicamente giapponese in cui si passa la notte in una specie di loculo. Beh..in realta' non e' affatto male almeno se non si soffre di claustrofobia. Comunque andiamo con ordine.
Arrivo all'hotel che e' situato nella zona della vita notturna di Hiroshima, qualche profilo di donnina disegnato sulle vetrine ma niente di che.
Entro e dietro al bancone mi accoglie un uomo seduto molto in basso e contrariarmente al sorriso che sfodera ogni impiegato giapponese, appena mi vede fa una faccia come a dire "ma proprio a me doveva capitare 'sto rompicoglioni". Io invece sfodero un bel sorriso ma vedo che non accenna a mutare la sua espressione. Esce dal bancone e spero immediatamente che le capsule non siano tarate sulla sua altezza: è l'uomo piu' piccolo del mondo. Mi arriva all'ombelico, giuro che non sto esagerando. Comunque mi porta in giro e mi fa vedere la sala comune con il megaschermo al plasma, il bagno con la sauna, il bagno e infine le capsule...
Per fortuna sono a misura d'uomo occidentale, assomigliano ai frigoriferi di una volta enormi con gli angoli bombati, per fortuna me ne da una al primo piano e con l'ingresso sul lato lungo. Dentro c'e' la luce, l'aria condizionata, una piccola Tv e ovviamente il materasso. Lo spazio è più o meno lo stesso che si ha in un dormitorio e quindi non e' molto diverso dal dormire al primo piano di un letto a castello. In compenso il bagno comune con sauna e' ottimo. Poi nel pomeriggio visita al museo della Pace di Hiroshima, e lì purtroppo non c'e' nulla di divertente da raccontare. Solo morte e distruzione.
Alla prossima.
Punjabi

 

 

15 agosto 2008

 

Oggi giornata molto bella che riscatta quella mediocre se non peggio di ieri. Si, infatti essendo ieri il mio compleanno ho dovuto telefonare a casa. Non so se sono io che sopravvaluto la mia intelligenza o se telefonare dal Giappone all'Italia è più difficile che mettersi in contatto con forme di vita aliene. Sta di fatto che sapendo cosa mi aspetta mi preparo nel primo pomeriggio e mi metto in cammino per trovare un telefono che sia abilitato alle chiamate internazionali. Una volta scovato, dopo 3 km sotto il sole, non mi resta che procurarmi la tessera telefonica. Niente di più semplice che entrare in un Lawson, uno di quelle specie di drugstore americani dove vendono di tutto. Chiedo alla commessa una "International phone card" e ovviamente non capisce. Allora mimo la cornetta all'orecchio e disegno con le dita un piccolo rettangolino per farle capire di che cosa ho bisogno. Questa mi guarda come se le avessi chiesto di farmi annusare le sue mutandine. Allora mi viene miracolosamente  in mente la sigla della tessera telefonica e le dico molto lentamente "K - D - D - I". A questo punto la smorfia è quella di una a cui stanno offrendo una partita di due chili di cocaina purissima. Parte nel retrobottega e spero che non torni con due poliziotti. Arriva invece con la sua superiore che ha un corpo da lottatrice di sumo, le fattezze di Rigoberta Menchu e gli occhialini alla John Lennon. Le riperto la formula magica "KDDI", questa capisce al volo e tira fuori l'agognata tesserina. Oltre che le fattezze, di Rigoberta Menchu ha anche lo spessore intellettivo. Esco e provo finalmente a telefonare, prima del numero bisogna comporre il codice della tessera, un numero segreto di 1200 cifre, sto esagerando sono solo 16 cifre e due cancelletti. Comunque bisogna avere un tempismo notevole e mi ci vogliono tre tentativi per riuscirci. Nel frattempo la cabina telefonica è sotto il sole e raggiunge una temperatura prossima a quella di fusione del tungsteno. Quando finalmente sento il familiare tu-tu del telefono che squilla non risponde nessuno. Esco fradicio di sudore e incazzato come una biscia, devo avere una aspetto terrificante perche' una vecchietta nel vedermi cambia marciapiede. Ce la faro solo dopo una mezzoretta e altri due tentativi. Oggi per fortuna riscatto, ferragosto al mare, a Kashima, una piccola isola a non piu' di 1 minuto di traghetto dalla costa. Bella spiaggia, mare calmo e fresco, cervi nella boscaglia e persino doccia post-bagno.Tutto perfetto.
Alla prossima.
Gio

 

 

16 agosto 2008

 

Sono a Osaka. Prima di tutto aveva ragione Finardi "Le ragazze di Osaka", sono le più belle di tutto il Giappone. A parte che qui c'e' tanta di quella gente che nel numero non è difficile trovare i belli e le belle.
Sono ancora in un hotel a capsule, anche se sta volta di lusso. Le capsule sta volta sono più simili ai loculi che immaginiamo noi in Italia, anche se a me e' capitata una capsula ancora con entrata laterale quindi meno angusta. Il botto però è il bagno, il posto si chiama infatti Spadio che interpreterei come un incrocio tra Spa(terme) e stadio. In effetti e' il bagno comune più bello che abbia sperimentato in Giappone e nel mondo. Due vasche di acqua calda, due di idromassaggio, acqua calda che massaggia la schiena cadendo verticalmente dall'altezza di due metri, sauna e ovviamente doccia. Il prezzo di 2700 yen (circa 17 euri) comprende mutanda e kimono per girare liberamente nei 9 piani dello stabilimento, ora sono al primo dove si trovano due computer con collegamento in rete gratuito. Nel bagno si trovano rasoio usa e getta, schiuma da barba, latte per la pelle, pulisciorecchie, tagliaunghie, spazzolini da denti usa e getta con già incorporato il dentifricio!! (meraviglia che provvedero' a sgraffignare almeno in numero di tre), bilancia pesa persone e nel caso qualcuno non abbia nemmeno voglia di lavarsi i panni intimi, distributore automatico di magliette, mutande e calzini. Ovviamente ovunque ci sono televisori con schermi al plasma e all'ultimo piano
bar ristorante.
Stasera volevo uscire ma non so se ce la faro' a staccarmi da questo ben di dio.
Punjabi (lavato e stirato)

 

 

21 agosto 2008

 

Sono a Kyoto. Prima di Kyoto Nara. Ho scritto meno spesso perchè sono mancati gli spunti.
Non che Nara o Kyoto non siano interessanti però meno avventurosi degli altri posti. Nara è praticamente un giardino, mezza città è occupata da un parco in cui girano placidi centinaia di cervi ben pasciuti dai turisti. Ho girato un pò in bici fuori dalla città ma non è stato eccitante, speravo di vedere villaggi tra le risaie mentre invece ho trovato una campagna molto urbanizzata e le risaie costrette tra una casa e l'altra come degli orticelli.
Kyoto invece sono templi, templi, templi. Visti uno visti tutti. Oggi sono andato al Fushimi Inari che per lo meno è un posto un pò particolare. Sempre un tempio ma con un sentiero nella foresta di 4 km costellato da torii cioè quegli archi rossi che in Giappone sono un pò ovunque. Un bel posto. Poi ho compiuto il sentiero della filosofia, niente di chè, un viottolo accanto ad un canale circondato da dei begli alberi e inframmezzato da templi, templi, templi.
Alla prossima
Punj

 

 

23 agosto 2008

 

Oggi ultima giornata a Kyoto, visita all'ennesimo tempio... Bello pero', in realta' un luogo molto turistico con frotte di giapponesi che si lanciano in un sacco di ingegnose superstizioni.Si fanno predirre il futuro, bevono l'acqua da delle sorgenti sperando che questa esaudisca i loro desideri infine, cercano l'"ammore" camminando tra due pietre distanti circa una dozzina di metri a occhi chiusi. In effetti non mi sono sembrati un popolo religioso, ma piu' che altro la religione sembra un divertimento, un passatempo. Qualcosa con cui fare anche divertire i bambini... Ma non vorrei sbagliarmi, magari e' solo un! impressione. Nel pomeriggio a passeggio per Gion, il quartiere tradizionale con le casette di legno, finalmente ho anche incrociato delle geishe o apprendiste tali, le cosidette maiko. Gironzolano per il quartiere con i loro sandaletti e si fanno volentieri e pazientemente immortalare dalle macchine fotografiche dei turisti. ALcune anzi erano impegnate in un vero e proprio set fotografico... Poi nel tardo pomeriggio l'ennesimo onsen, bagno caldo prima del viaggio notturno verso Tokyo.

Ciao Gio

 

 

28 agosto 2008

 

Care ragazze come di consuetudine l'ultima mail la scrivo dal salotto di casa. Tra l'altro vi sarete accorte che per fortuna, direte voi, nell'ultimo periodo ho diluito gli scritti. Gli ultimi giorni a Tokyo sono tornato nella guest house che avevo odiato nei primi tre. Ho fatto bene perchè la situazione era decisamente migliorata, le francesi casiniste se ne sono andate per cui il posto pur essendo sempre piuttosto angusto era per lo meno popolato da gente simpatica. Un ragazzo marocchino che in Giappone da 10 anni cercava di guadagnare giocando in borsa, una minuscola ragazza, non giovanissima, che insegna giapponese al Cairo per cui ho provato un po' più che un semplice affetto, diciamo che viste le dimensioni, me la sarei impacchettata e portata volentieri a casa (nel bagaglio a mano), e una bisteccona america che vive, beata lei, alle Hawaii. Con quest'ultima ho condiviso l'ultima grande esperienza di giapponesità: mercato del pesce di Tsukiji. Sveglia alle 4 e mezza del mattino, si arriva alle sei e si entra in un gigantesco hangar dove portano ogni genere e specie di pesce, grande, medio, piccolo, e anche microscopico (o visto delle larvette essicate di circa mezzo centimetro). Alcuni sono vivi e altri invece sono surgelati, come dei tonni di un metro che ho visto tagliare con la sega circolare. Alcuni tra quelli ancora vivi vengono giustiziati sul posto: per la serie memorie di una testa tagliata, ho visto per l'appunto una testa mozzata muoversi e cercare di respirare. Il posto ovviamente puzza di pesce anche se meno di quello che ci aspetterebbe essendo tutto molto fresco, il pavimento è ricoperto di una melma nerastra in alcuni punti dove è avvenuto un recente macello si tinge di rosso sangue. I giapponesi comunque mangiano qualsiasi genere di animale marino compresi i cocomeri di mare che fanno notoriamente schifo. Alla fine della visita verso le 7 e mezzo ottima colazione a base di sashimi, pesce crudo. Per il resto a Tokyo qualche acquisto di souvenir...una teiera e le classiche bacchette per il cibo, di cui ormai posso dirmi cintura se non nera marrone. Posso esagerare con le righe dato che è l'ultimo????? Due cose. Una fantastica, il giapponese allampanato che sorbiva rumorosamente gli spaghetti era ancora alla guest house e continuava a sorbire rumorosamente gli spaghetti. Ha cambiato lavoro, ora lavorava di notte facendo quello che secondo me, era uno dei lavori peggiori che si possa fare in Giappone, cioè l'omino che nei pressi di un cantiere o di lavori in corso, con la palettina illuminata fa passare o ferma macchine e passanti. Questo lavoro per così dire umile gli permette di risparmiare per.viaggiare. Infatti questo stralunato personaggio si è rivelato un viaggiatore pazzesco, si è già fatto una vasca di 4 anni per il pianeta e adesso pianifica un viaggio di 5 anni!!!. Grandissimo... L'altra cosa molto brutta. Al ritorno a casa, dopo 24 ore senza sonno, ho dovuto affrontare il primo allarme biologico nella storia della mia cucina. Avevo dimenticato un pompelmo spremuto nel cestino e quando l'ho aperto ho assistito ad una scena tipo sarcofago di Tutankamen. Un nugolo di moscerini sono sbucati fuori come insetti che non vedevano l'ora di sfarfallare. Sono dovuto ricorrere alle armi chimiche peggiori e la crisi sempra superata.... All'anno prossimo. Sayonara

 

Spadio, albergo a capsule di Osaka

 

Geisha a Kyoto

 

Goraiko ovvero alba dalla vetta del monte Fuji

 

Kyoto, Giardino di pietra zen

 

Tre Uomini in Barca, dal lunedì al venerdì dalle 12.45 alle 14.

A cura di Marina Petrillo e Fausta Garavaglia.

barca(at)radiopopolare.it

 

 

versione stampabile

casa

i diari di viaggio