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14 luglio 2008
moshi moshi
eccomi qui...
sono in un internet cafe al 3 piano di una torre nel centro di nagoya circondata da giapponesi che leggono manga in giacca e cravatta e navigano svogliati nella rete...ogni volta che un cliente se ne va subito una dellepersone che lavorano qui arriva con straccio e spruzzino a disinfettare la poltrona, la tastiera e tutto quello che puo disinfettare la poltrona, la tastiera e tutto quello che puo essere entrato in contatto con le micosi dell'avventore ...
sono arrivata due giorni fa ormai, ma ancora non trovo la parola giusta per la sensazione dentro... quando, dopo un lungo volo e un girare stanco sotto il solleone di nagoya, finalmente sono riuscita a sistemarmi nella mia stanza d'ostello, mi sono finalmente riscoperta in giappone... la stanza in cui ho dormito e' vuota e silenziosa, quasi nella penombra, i tatami, un piccolo tavolino e... la teiera bianca con disegni floreali blu che aspetta l'arrivo dei viaggiatori pronta , mi verso un po' di mocha (te verde giapponese), poi finalmente decido di farmi il bagno... (ne ho bisogno... da tempo ormai...) la sala da bagno e' semplice e pulita... si entra in un primo spazio dove si lasciano i vestiti in ceste di vimini e le scarpe... si fa scorrere una sottile porta a vetri e si entra nella stanza principale, umida e calda,. sicuramente il paradiso ha una zona con vasche come quella che sperimento. tutto intorno alla vasca ci sono delle piccole docce con degli sgabelli su cui ci si puo sedere. sul muro una volta accoccolata vedo il mio corpo riflesso nello specchio, dopo essermi ben lavata e rilavata con calma mi decido di sprofondare nella vasca, e' una bella vasca di metallo quadrata lineare, mi immergo lentamente..l'acqua e' molto calda, scivolo dentro, piano piano mi sento sprofondare, dopo oltre 16 ore di viaggio finalmente mi sembra di essere tornata al ventre materno... una abbraccio
liviana
16 luglio 2008
moshi moshi again...
qui si delira... il caldo ha fatto impazzire tutti i bancomat, la situazione si fa dura, ma come la mitica carpa giapponese, non mollo... e mi dico che il vento deve cambiare...
bene vi aggiorno su i luoghi a cui sono giunta...
innanzitutto mentre ero a nagoya ho visitato una piccola cittadina di nome inuyamaarsa dal sole e con un7umidita del 80%, il luogo all arrivo e= apparso desolato, sotto il sole nessuno... piccole strade sulle quali si affacciano piccole casette di legno... alcuni vecchi negozietti,in cui una anziana signora sonnecchia tra le ceramiche si fine fattura ricoperte di polvere nelle teche, le teche di vetro sono semivuote e le tazze e le teiere sembrano antichi oggetti di un museo abbandonato...
in realta la cittadina piu calda del giappone e un luogo in cui sorge un bel casrtello da cui si vede la pianura circostante il fiume su cui di sera isi pesca con dei poveri cormorani strizzati per il collo
per giungere in cima bisogna inerpiocarsi per delle strette scale di legno lucide e segnate dal passaggio del tempo e degli uomini...
in cima la torre si apre sui quattro lati e il vento sebra far sollevare i tetti decorati che la abbelliscono...
como un aquilone
oltre al castello c2e una piccola casa da te, il giardino e1 un tranquillo luogo di meditazione,... percorsi che ti guidano al jo an il luogo in cui si celebra la cerimonia del te...
tra ile peonie che in questo momento non sono in fiore e i bambu che creano dei passaggi silenziosi e nascosti...
per concludere insieme ad altre due donne francesi vengo invitata da una clligrafa nel suo studi, ci viene scritto il nome in kanji i vecchi caratteri cinesi che si usano in giapponese, e ci viene celebrata una piccola cerimonia del te solo per noi...
un bacio
livi
18 luglio 2008
moshi moshi
Marina & Fausta,
continua la mia sequenza di sensazioni... ieri quando ormai avevo deciso di svendere un paio di mutande per tirare avanti qualche altro giorno finalmente un miracoloso bancomat mi ha concesso di ricevere almeno 25000 yen, corrispondenti a 200 euri... mah, non è facile...
pero mi sento veramente in un altro mondo... oggi assieme ad una guida volontaria ho visitato tutto il complesso monastico di Nara, chiamato nara kohen, si tratta di un grande parco nel centro della citta, per girare tutti i templi ci abbiamo messo dalle dieci di mattina alle quattro e mezza del pomeriggio, nel parco ci sono un sacco di cerbiatti affamati che non hanno nessuna paura dell uomo anzi ad un certo punto un bel cerbiattone ha infilato il muso nella mia borsa e si è rubato un foglio che ha divorato in tempo record mentre io e la simpatica signora gipponese che mi accompagnava cercavamo di riprendercelo... il percorso è lungo ma ne vale la pena, in oltre oggi non c era nessuno perche a kyoto c è un festival quindi tutti i turisti sono li... ci sono pagode del XII secolo templi con bhudda e bodisatva enormi, il todaiji è il templio in legno piu grande del mondo e al suo interno c'è un bhuddda enorme, una volta all anno una finestra si apre sul fronte del templio e si puo vede il volto pacifico dell immenso buhdda anche dall esterno. nel complesso ci sono anche dei templi shintoisti, uno di questi, costruito su di una collina, e colorato di un colore ricavato dai papaveri, un bellarancione intenso, ci siamo fermate a lungo nel suo giardino perche un forte acquazione ci ha sorprese, tutto intorno al templio ci sono delle lanterne di pietra e molte sono coperte dal muschio...un luogo magico in cui si vede la nebbia salire nell aria umida... oggi ho voluto sperimentare la bicicletta...qui in giappone sono molte le persone che la usano... ma che delirio... innanzitutto guidano al contrario quindi bisogna stare ben attenti, poi le indicazioni in caratteri latini sono poche e il resto risulta veramente di difficile lettura, in piu quando ad un certo punto mi sono persa e ho cercato di farmi aiutare ho creato un vcapannello di gaipponesi preoccupati per la mia sorte e incapaci di farsi un idea della cartina... in piu oggi e piovuto a sprazzi, quindi sotto la pioggia e in stradine secondarie ho vagato cercando di trovare l altra zona dei templi di nara... ma in vano....domani si riparte per kyoto,
un bacio
livi
20 luglio 2008
moshi moshi
a kyoto...
cammino, sono due giorni che vago, gironzolo, mi abbrustolisco sotto il sole di tokyo, mi avventuro per i templi e cerco di allontanarmi dalla folla... ma kyoto e' invasa... sotto il sole che rende bianchi gli spazi, assordata dal frinire delle cicale, con il profumo dei pini marittimi, quasi quasi mi sembra di star visitando i templi greci, i templi sono cosi tanti che inizio a confonderli, mi perdo tra i giardini piu' sobri e mi avventuro in quei luoghi silenziosi e appartati che in alcuni castelli si possono raggiungere, dipinti di alberi frondosi semplici e reali come se continuasse nelle stanze il paesaggio esterno, pavoni e aquile... stagni...
e poi le 15 rocce del giardino zen che tutti abbiamo immaginato... bianco come la calce sotto il sole del primo pomeriggio,
bello e abbagliante
kyoto e' una signora avvolta nel suo kimono
a presto
livi
23 luglio 2008
moshi moshi...
in questi giorni mi sono capitate un paiio di esperienze culinarie divertenti...
una sera sono finita a mangiare in un localaccio di tokyo molto ma molto alla buona, veramente fuori dal comune visto gli standard nipponici, ma per una avventuriera era il minimo... i piatti serviti erano tutti buonissimi ma la specialita della casa e` il famosissimo pesce cotto con la fiamma ossidrica... il tutto mentre i clienti piu prossimi cercano di rinfrescarsi bevendo una buona birra giapponese...
altra esperienza che mi riservavo di provare e` stato un piatto molto simile a una tortilla spagnola...
credo che quasi tutti quelli della mia generazione si ricordino di KISS ME LICIA, vero? bene vi ricordate di marrabbio, il padre della nosstra eroina? era proprietario di un localino in cui cucinava sulla piastra e con le spatole... bene proprio quello che andavo cercando... il cuoco e` veramente un giocoliere e sembra che sia obbligatorio fare un po` di show mentre si cucina...
la tortilla nipponica inoltre non e` niente male....
a presto
livi
29 luglio 2008
ciao!!!!!!!!!!!!!!!
moshi moshi
torno al contatto,
ho passato alcuni giorni sulla costa orientale del giappone in una zona chiamata sun-in che significa lato oscuro...
anche se il nome non suona molto positivo e` stata una bella tappa del viaggio... il treno segue la costa e anche se all`inizio non si scorge quasi mai piu` si scende verso sud piu` si intravede la costa rocciosa e le piccole spiagge... molto belle peccfato che se c`e` un po` di spazio subito venga occuopato da costruzioni di ogni sorta che degradano enormemente il paesaggio, vi scrivo da hagi una cittadina molto carina con ancora intatto un quartiere di case samurai molto belle, tutte imbiancate a calce e legno nero... splendide, tra le case ci sono aranceti e giardini silenziosi e si dice che sia uno dei luoghi di produzione della migliore ceramica giapponese dopo kyoto, anche perche` i ceramisti furono portati a forza qui dalla corea che e` qui affianco...
l`altra sera ho dormito in un ostello della gioventu` all`interno di un templio buddhista, uno si immaguina un luogo di riposo e meditazione, errore... la donna di casa era una donnona giappopnese che se la rideva di me ogni due per tre e c`era un bambino in viaggio con mamma e nonno che non mi ha dato tregua... in piu` ad un certo punto mi chiede di scrivergli il mio nome e cognome e di fare la firma... fa collezione di nomi e firme straniere.... quella sopra di me di chi e`? GIORGIO!!!!!l`altro blgger che gira per il giappone.... urca che collezione di ascoltatori di radio popolare ...
a presto
liviana
1 agosto 2008
moshi moshi for peace...
esco ora dall`hiroshima peace memorial museum....
difficile trovare anche solo una parola che possa ricreare la sensazione di vuoto e di frustrazione che si prova nel vedere la distruzione....
un grande luogo di silenzio, un panorama a 360$B!!#s#u#l#l#a!!#c#i#t#t#a(B rasa al suolo....
i resti, le macerie, i corpi, il vuoto che circonda chi resta...
dicono che i primi momenti dopo l`esplosione sono sembrati l`inizio di un nuovo mondo, il silenzio della creazione....
lo stesso silenzio che mi sono concessa quasta mattina in un grande templio buddhista, di legno scuro lucido, con uno sguardo che dominava l`intera isola di miyajima, con il suo tori galleggiante....
una grande sala, con immense colonne di quercia nere aperta a i venti del mare, che lascia lo spazio di divagare e sottrarsi al tempo.
Per chi se ne voglia sottrarre...
nunca mas
livi
2 agosto 2008
innamorarsi in un onsen.... moshi moshi
sono scivolata via da hiroshima.... mi sono imbarcata su di un traghetto, scorrimano di metallo dalla vernice corrosa dalla salsedine, odore di porto e gatti, marinai come in ogni porto del mondo, ci siamo allontanati dalla costa lentamente sfiorando piccole isole immerse nella nebbia, per giungere in fine a shikoku, l`isola appena a sud di hiroshima.
sono arrivata a matsuyama.
questa piccola cittadina grigia ha sfoggiato un abito del tutto inatteso questa sera.
la zona dove alloggio si trova vicino all`onsen (bagno trermale). E` un antico onsen del 1880 circa, una costruzione imponente ma estremamente bella, completamente di legno con un tetto che sembra un aquilone.
ma visto di giorno questo bel palazzo mostra solo in parte il suo fascino.... solo al calar del sole si mostra , si illuminano le stanze e le terrazze semi nascoste da tende di bambu e parapetti di legno intagliato... si accendono gli antchi lampioni.... si ravviva...
entro in questo onsen con un certo rispetto, salgo le antiche scale di legno a piedi nudi e mi ritrovo in una terrazza coperta limitata da una balconata di legno intagliato lucido e scuro che si affaccia sulla piazzetta antistante, sotto c`e` un brullicare di gente avvolta nel proprio yukata, un kimono estivo, che curiosa tra bancarelle di cibo e piccoli spazi di intrattenimento...
anch`io ricevo il mio bel yukata bianco e blu, e mi avventuro nella sala dei bagni, mi spoglio ed entro.
una grande vasca centrale con una fontana e tutto intorno e nell`acqua donne di ogni eta` che si lavano, che si rilassano, che scherzano...
l`acqua e` calda , mi immergo lentamente invitata dai cenni d`apprezzamento delle anziane... le giovani e i bambini sui bordi mi osservano, alcune ragazze sorridono, nessun imbarazzo....
quando finalmente mi decido a lasciare la vasca mi avvolgo nuovamente nel mio yukata e salgo sulla terrazza, dalla strada arriva un ritmo blues accennato sulle corde di una chitarra elettrica, estremamente rilassante, mi siedo sui tatami e mi viene servito un mocha (te verde giapponese) con dei biscotti, osservo, ascolto, attendo...
gli uomini al contrario delle donne si spogliano in questo spazio comune, senza imbarazzo, si avvolgono nel loro yukata e si avviano ai bagni.... mi concedo la curiosita di osservarli, giovani e adulti, anziani, e` un bel posto per innamorarsi.
si e` tutti cosi` puri e come rinati dopo essersi immersi in queste acque termali.... per questa sera mi accontento degli sguardi....
8 agosto 2008
Eccomi. E' presto. C'è silenzio sul fiume. Io e Tatako siamo state lasciate prima del ponte dal proprietario dell`ostello. Un breve pezzo a piedi nella nebbia mattutina sopra il fiume. Non siamo sole. Un giovane ragazzo, gambe a penzoloni, è seduto sulla strada che e` anche il ponte, fa colazione. Il fiume si muove lento nel suo ampio letto ghiaioso. E' semivuoto. Una fascia grigia tra i monti coperti di foreste di bambu e pini. Il verde profondo delle montagne si riflette nel corso d`acqua. Tutto è verde e tutto è offuscato da una dolce nebbia. Nakamura. Viaggiamo su una di quelle corriere che si fermano ogni dove per raccogliere una vecchia signora piegata sotto il peso degli anni e con una sporta di vimini al braccio. Quando in fine la strada si fa piu amplia è ormai tempo di scendere. Tatako mi offre la colazione e mi fa salire sull`autobus che dovrebbe portarmi ad ashizuri-misaki. In realtà mi fermo ad una stazione lungo la costa. Ohki-hama. Una bellissima spiaggia di sabbia bianca e scogli che la racchiudono in una baia. Il mare è cristallino. La sabbia soffice. Non c`è quasi nessuno. Un paio di ragazzi in acqua aspettano che arrivi un onda per salire sul loro surf. Mi avventuro nell`acqua. Non è fredda. E' il mio primo bagno nell`oceano pacifico.... Mi immergo e dopo alcune bracciate vengo sfiorata da una medusa...ahi....
Dopo aver trascorso qualche ora in questo paradiso riprendo l`autobus che mi porta fino al capo dell`impronta.
Il percorso è molto piu lungo di quanto mi aspetti. L`autobus non sembra aver intenzione di arrivare in nessun luogo. Ogni paesino è una fermata, ogni incrocio una deviazione dal mio cammino, ma il paesaggio è superbo. La scogliera, le insenature, spiagge irraggiungibili. Insenature profonde dove alcune piccole case sono strette le une alle altre. Il mare, l`oceano infinito. Sono l`unica sull`autobus. La strada stretta e serpeggiante tra le antiche piante del promontorio. L`ultima stazione. L`autista mi indica l`ostello, una casa bassa adiacente a un vecchio templio shintoista. Lascio il mio zaino e proseguo a piedi fino al capo. La strada è chiusa da un arco di piante. Il tunnel crea un passaggio buio, ocuro. Poi si apre e appaiono alcuni edifici, uno spiazzo e di fronte un templio buddhista. Ci sono immense rocce che creano un giardino zen. I templi, le pagode e gli edifici sembrano far parte di questo ambiente inanimato sotto il sole del primo pomeriggio. Mi avvio lungo un piccolo sentierino coperto da bassi alberi dai tronchi e dai rami ritorti. Cammino su questo sentiero silenzioso e protetto seguendo il rumore dell`infrangersi delle onde e il frinire delle cicale. L`aria è immobile, calda. Sopra di me a momenti appare il cielo terso di un blu sbiadito. Quando giungo al belvedere mi si mostra la costa frastagliata, pareti inaccessibilli a picco sul mare che da turchino si fa smeraldo. Alcuni massi affiorano dall`acqua e le onde si infrangono lente. Un faro imbiancato a calce svetta sulla vegetazione bassa, di verde scuro, compatto, sembra un ondeggiare verde che risale il promontorio in modo aggraziato senza lasciar affiorare nulla, solo il tetto della pagoda del tamplio scintilla in quasto manto verde come un bottone dorato su di un broccato verde.
13 agosto 2008
moshi moshi...
come avrete capito finalmente siamo riusciti a fare questa carrambata...quasi non ci speravo piu`. Qui alla guest house little asia di Kagoshima si sta fin troppo bene... fuori il cielo passa da un`inclemente pioggia tropicale a un sole accecante che rende ancora piu` difficile la scelta di smuoversi da questo confortevole luogo di chiacchiere e incontri...
c`è un`anziana signora, la mamma, che prepara da mangiare per questo gruppo di strani viaggiatori che sentono in fondo nostalgia di casa...poi ci sono i figli e le figlie che trafficano tutto il giorno con internet e al contempo sistemano questo caotico luogo...
mi sono pero persa qualche avventura precedente al mio arrivo qui....innanzitutto dopo shikoku con un piccolo ferry ho raggiunto le coste di kyushu...sono sbarcata a beppu, una citta` termale in cui c`e` una vivace vita notturna....ho camminato sotto il sole per un paio di kilometri per raggiungere la famosa guest house di beppu, veramente accogliente...in questo rinomato luogo trai backpackers si sta veramente bene, in oltre ho la fortuna di trovarmi in stanza una simpatica fanciulla giapponese che è un`alternativa... finalmente ci siamo mi dico, qualcosa di diverso da queste belle bambole tutte pizzetti e baby doll dai colori pastello... una vera donna, in effetti si rivela una grande miniera d`informazioni. innanzitutto mi racconta della sua scelta di andare a vivere in campagna a coltivare con metodi bio, poi mi racconta un po` delle sue avventure come viaggiatrice in giro per l`asia.... una tipa in gamba mi dico....mi consiglia un paio di fumetti ,tra cui uno a cui ho gia dato un occhiata, vagabond, la storia di un samurai adolescente, niente male anche se un po violento... in oltre ci troviamo nell`apprezzare la bici e il cibo, cosi iniziamo a scambiarci informazioni su varie ricette italo-giapponesi...
essendo beppu una citta termale anche in questi caso mi avventuro all`onsen, certo nullaa che vedere con matsuyama, ma sicuramente un luogo interessante, alchein questo caso il complesso e` antico e affascinante anche se un po` in stato d`abbandono... ci vado alla sera e quando entro nella zona dei bagni mi ritrovo sola.... niente male avere una vasca da bagno d`acqua termale di 3metri per 5 tutta per me....
il giorno dopo mi avventuro nei dintorni di beppu e vado a visitare una piccola valle in cui sono state intagliate nella roccia delle grandi statue di buddha e bodisttve, la valle e` ricoperta sui versanti da una folte vegetazione ma la stretta fascia centrale e` coltivata e c`e` un grande stagno con dei bellissimi fiori che assomigliano a dei fior di loto giganti, di un rosa carnoso, grandi mani tese....il giorno dopo finalmente decido di ripartire, prendo un autobus verso le montagne... saliamo verso il centro del kyushu e ci avventuriamo lenti sui tornanti fino ad arrivare in vista di un grande pianoro, in realta` non e` un pianoro ma la vallata interna ceh si e` creata dall`esplosione del vulcano.... un`immensa caldera che viene delimitata da tutti in lati da una parete di montagne scoscese ricoperte da una vegetazione di un verde florescente....nel mezzo l`Aso san,forma di rispetto che si usa normalmente per le persone.... sono cinque le vette e lo spettacolo e` magnifico... avvolte in coltri di nubi uaste vette dai colori sgargianti sembrano far parte di un sogno....
arrivo verso tardo pomeriggio e mi trovo in un ostello in cui molti stranieri si raccontano delle loro varie esperienze in giappone, e` una bella serata e la terrazza buia si trasforma in un luogo di chiacchiere, fina a quando le due anziane padrone, una zoppicante e l`altra dallo sguardo imbambolato e docile inpongono il coprifuoco... ore 22.00....
il giorno dopo insieme a una simpatica ragazza svizzera che vive in giappone da un po` e a un ragazzo nepalese, scaliamo il vulcano e ci avventuriamo verso la sua caldera... le nubi scorrono veloci e atratti si untravede un colore azzurro intenso trasparire....
le pareti sonodi un colore scuro venature di un giallo solfureo risalgono dal fondo, un luogo al limite dell`incredibile...scendiamo la vetta e risaliamo su un`altra vetta che sia ffaccia sul vulcano, tutto cio che ci circonda ha un color verde inimmaginabile e ai nostri piedi si vede un piccolo cono verde,un antico vuolcano ormai assopito, che viene chiamato monticello di riso...
tutto questo verde mi rigenera dopo cosi tante cittadine e mi sento pronta per continuare a viaggiare verso sud...
kagoshima mi attende e punjabi e` gia alla little asia guest house....
a presto
moshi moshi
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