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15 luglio 2008
Ciao donne, come vi avevo preannunciato quest'anno mi recherò in Laos durante il mese di agosto, e come tutti gli anni viaggio con un gruppo di turismo responsabile. Domenica mi sono recata in quel di Recco per la riunione preparotoria, dove ho conosciuto alcuni dei nuovi compagni di viaggio, il mediatore culturale, il quale durante l'anno fa il contadino ad orvieto coltiva ulivi e lamponi e nel periodo estivo viaggia (parte fra pochi giorni per il Nepal da li ci raggiungerà il dieci di agosto a Bangkok e dopo ritornerà ancora in Nepal fino a metà settembre). Domanda per gli ulivi va bè si sa che l'olio si fa in autunno, ma i lamponi chi li raccoglie!!!!!!????? Serafico e con cadenza romanesca 'ce stanno degli amici qualcosa faranno' Vi risparmio i dettagli del viaggio, unica nota di merito che ha destato un po' di scompiglio è stata la descrizione del trekking che faremo nel nord del paese. Anche se il periodo non sarà il migliore, stagione delle piogge, il sentiero immerso nella foresta non dovrebbe essere particolarmente scivoloso, almeno così dicono i laotiani, ma dovremo fare molta ma molta attenzione alle SANGUISUGHE!!!!!! Dopo un attimo di ribrezzo, dopo essermi sincerata che non siano portatrici sane di qualsiasi schifosissima malattia, sta nascendo in me il sadico desiderio splatter di poter eliminarne una da un corpo altrui. Morale della favola per evitarle dovremmo metterci dei sacchi di plastica simil ghette, sigillarli ben bene alla caviglia ed al polpaccio, spruzzare il tutto con copiose dosi di repellente, munirci di sale o accendini per l'eventuale rimozione. Vi ho allegato un' immagine tratta da un piccolo vademecum di comportamenti adeguati e non che l'ente del turismo Laotiano suggerisce all'incivile turista occidentale. Domanda ma con cosa si fumano l'erba? (tutte le altre vignette le potete trovare su www.ecotourismlaos.com, pagina Do's and Don'ts) Per ore è tutto un abbraccio Barbara PS: un saluto a Petronilla, forse riuscirò a seguire un corso di cucina laotiana vedrò di carpirne più segreti possibile e diffonderli.
4 agosto 2008
Ciao Donne, eccomi qua primo giorno di ferie!!!!!!!!!!!!!!!! Sto realizzando in queste ore che sabato devo partire e non ho ancora preparato nulla. Volevo ringraziare tutti per i preziosi consigli sulle varie creature moleste che incontrerò durante la mia vacanzina. Ripensandoci bene preferisco la sanguisuga assetata al giovine rebonzo cannaiolo, non per altro la prima la posso sopprimere senza incorrere in spiacevoli conseguenze.
Nei prossimi giorni mi accingerò alla preparazione dello zaino che, nonostante i miei buoni propositi, concluderò verso le due o le tre del sabato mattina ( N.B. devo essere alle 8,30 a Linate).
Inutile farvi l'elenco degli indimenti e ammenicoli vari, scordatevelo poi in ordine alfabetico, fino all'ultimo la composizione potrà variare.
Per ora mi appresto a preparare mucchietti sulla cassapanca, dove metterò di tutto e di più. Una volta accumulata una n! quantità di cose inizierà la cernita, tutto dipenderà da quanto la mia pigrizia nel fare il bucato sarà sopraffatta dalla svogliatezza di portarmi troppo peso sulle spalle, tenendo anche conto che il bagaglio mediamente ingrassa di sei sette chili nel corso del viaggio. Mi sono posta come obiettivo di partire con al massimo 14 kg (mi viene già da ridere, non ce la farò mai).
Ho già pronta anche la pila di libri che desiderei portare, anche qui la scelta sarà struggente, unica certezza "asce di guerra" del collettivo Wu Ming ed un Terzani (Asia, Un indovino mi disse), in più sicuramente acquisterò un romanzetto in aereoporto, visto i tempi d'attesa tra un volo e l'altro.
Per ora è tutto, la prossima mail ve la scriverò dal Laos fiduciosa dell'eccellente lavoro che faranno gli schiavetti.
Buone vacanze Donne
un abbraccio barbara
11 agosto 2008
Ciao a tutti, finalmente sono arrivata a Luang Prabang, sotto una fitta pioggerellina, che credo ci accompagnerà per tutto il resto della nostra permanenza. Veniamo al viaggio, stranamente sono riuscita a terminare il bagaglio nella giornata di venerdi` e mantenere i miei buoni propositi rispetto al peso. L`avventura inizia con il volo in partenza da Roma in ritardo di ben cinque ore, nessun problema avremmo dovuto aspettare lo stesso tempo ad Amman per la coincidenza su Bangkok. Peccato che il volo da Milano era la mattina. Pomeriggio in aereoporto con pranzo pagato dalla compagnia aerea. Arrivo a Bangkok con circa un'ora di ritardo. Siamo appena partiti, vi è ancora entusiasmo!!!!!!!!! Arrivo in Guest House doccetta e via subito tra i vicoli di Cinatown. Cenetta al chioschetto dove scegli da un banco inbandito di verdure e pesci ciò che piu` ti aggrada e fartelo cucinare sotto i tuoi occhi. Spettacolare il cuoco che davanti a tre braceri continuava a travasare il medesimo olio da una padella all`altra con la stessa velocita` di un giocatore di tre carte. Questa mattina sveglia presto, volo per l`agoniato Laos. Appuntamento con il pulmino alle sei e mezza e nessuno si vede. Dopo un'oretta finalmente siamo in partenza per l`aereoporto. Indovinate un po` volo in ritardo di circa un`ora. Che dire forse abbiamo fatto qualche sgarro alla divinita` dei voli puntuali!!!!!!!! Ciao per ora è tutto.
Un abbraccio. Barbara
12 agosto 2008
Ciao a tutti, dopo il lento avvicinamento, ci sono voluti due giorni per arrivarci, vi posso dare la mia prima impressione sul Laos. Luan Praban e' una cittadina molto gradevole, fin troppo turistica per i miei gusti, anche se non ha ancora nulla a vedere con il grande turismo di massa. Per fortuna la repubblica popolare del Laos, ovviamente di stampo comunista, è riuscita a mettere alcuni vincoli architettonici abbastanza ferrei e per il momento non sono ancora incappata in ecomostri. La cittadina è molto piccola, costeggiata dal Mekong alla convergenza con il suo affluente Namkan. I fumi sono in piena, ed in alcuni punti sono esendati, giustappunto riesco a scrivervi perche' non abbiamo potuto raggiungere alcune pagode grazie all'acqua rossa che ha invaso la strada. Incredibile, ovunque il fime e' uscito trovi banbini che sguazzano nelle pozze e gente che lava a secchiate motorini tuc tuc, e qualsiasi altro mezzo meccanico di locomozione. Prima di raccontarvi dell'evento clou della giornata, vorrei spenderedue parole per la splendita guest House in cui alloggiamo. Si trova a circa quattro km dalla citta' immersa completamente nel verde. Piccoli bungalow con le pareti in stouie intrecciate, tetti di paglia ed uno spettacolare bagno in muratura (cemento e sassi). Per arrivarci uno sterrato invaso da un torrentello che ha creato voragini di discrete misura. Ieri sera Il tuc tuc che ci ha portato, oltre ad averci fatto fare alcuni tratti a piedi nel fango e nel buoi, alla fine stava per fondere il motore. Ma veniamo ad oggi, prima di tutto splende il sole, cosa assai rara di questo periodo, anche ls temperatura e di conseguenza il grado di sudorazione sono notevolmente aumentate. Durante la visita ad alcune pagode, si sente prima un forte crepitio, poi urla ed alla fine uno schianto pauroso. L'istinto ci porta a correre verso la strada, si sa la curiosita' rispetto alle tragedie non risparmia nessuno. La scena che ci si propone è la seguente: albero gigantesco schiantato al suolo sotto al quale due poveri tuc tuc schiacciati come lattine (per fortuna nessuno e rimasto ferito). Oltre ai veicoli, un palo della luce divelto ed un secondo visibilmente inclinato, palma da cocco in riva al mekong abbattuta e prontamente recuprati i frutti e distribuiti. Va bhe descriverlo non rende l'idea, vi forniro al piu' presto supporto fotografico sia dell'alberone, sia della rimessa in funzione di un uno dei due tuc tuc. Per ora è tutto Un forte abbraccio. Barbara
14 agosto 2008
Ciao a tutti, qui nonostante siamo in pieno monsone, nostante quest`anno stia piovendo più del solito, il Mekong è esondato un po` dappertutto, siamo riusciti a beccare ben dicesi tre giornate di sole, ecccetto qualche acquazzone qua e là, ed oggi mi sono pure scottata!!!!!!!! Rientrero' con una splendita abbronzatura da ciclista. Ma veniamo ai momenti salienti del viaggio. Ieri trasferimento con pulman di linea da Luang Prabang a Luang Namtha provincia montuosa del nord-ovest; durata prevista del viaggio: 10 ore; effettiva piu' di undici e partenza con più di un'ora di ritardo (non siamo ancora riusciti a prendere un mezzo in orario!!!!!!). Durante le estenuanti undici ore sono avvenuti i seguenti fatti: 1)strada allagata, da un lato all'altro del guado quasi un Km di camion, tuc tuc, auto con motore troppo basso per affrontare l'acqua. Per fortuna il nostro vetusto autobus era fornito di motore anteriore altezza cabina. Prima di guadare apertura del motore, tolto filtro dell'aria e staccato il bocchettone, poi via.Partenza a motore aperto, immaginatevi il frastuono. Senza problemi guado passato accolti sull'altra sponda da folla di gente che immortalava l'evento con i cellulari. 2) durante il tagitto un numero imprecisato di smottamenti e piccole frane, con conseguente riversamento di fanghiglia sul manto stradale. Assistito per ben due volte autobus impantamato, con utilizzo di vanghe, zappe per colmare voragini. 3) abbiamo dovuto donare tutta l' acqua minerale in nostro possesseso in quanto il radiatore era leggermente assetato. 4) siamo dovuti scendere ed affrontare a piedi piccola salitella in curva molto fangosa al cui lato camion stipatissimo di scatoloni con scritte cinesi veniva scaricato. Mi dimenticavo il camion sudetto era completamente impantanato e decisamente inclinato ed opportunamente puntellato con tronchi. Per cui nonostante tutto solo un ora di ritardo sul tabellino di marcia mi e' parso un ottimo risultato. Senza dimenticare che i paesaggi che abbiamo visto sono decisamente straordinari. Monti ripidi ricorti da fittissima vegetazione, una miriadi di tonalita' di verdi sotto un cielo attraversato da umulinenbi. Qua e là piccoli villaggetti con case su pali tetti in paglia e pareti o in legno o in stuoia intrecciata. Come gia' vi avevo accennato, nonostante i tre giorni di sole, qui ha piovuto vermente tanto, per cui il nostro trekking di qualche giorno nella foresta è saltato per impraticabilita' del sentiero. Niente di male, abbiamo optato oggi per una breve scampagnata in mountain bike fra le risaie e mini trekking per domani. Oltre alle braccia ustionate poteteimmaginarvi tutti quale altra parte del mio corpo sia dolarante questa sera, sara' piu' di un anno che un sellino e' venuto a contatto con una parte del mio corpo. Per ora e' tutto un abbraccio barbara
17 agosto 2008
Ciao a tutti eccomi quà a Nang Khiew, peasino sulle sponde di un fiume, tra ripidisissimi cucuzzoli ricoperti da fittissima vegetazione. Questa mattina ozio completo in una splendita guest house sulle sponde del fiume. Bongalow su palifitte, immersi nel verde, stanza da rivista e subito io e Donatella, la mia compagna di stanza, ci siamo dette "qui manca solo un uomo" e la perfenzione è raggiunta. Abbiamo solo trovato un rospetto in bagno che sia un presagio?Si è fatto catturare con facilità, ma la prova bacio non ha sortito il risultato desiderato. Nelle precedenti giornate ho fatto il fatidico trekking nella giungla, ma purtroppo le tanto agoniate sanguisughe non si son fatte vedere, se non tre dico tre striminziti esemplari di pochi millimetri. In compenso, ieri notte ne ho trovata una bellamente aggrapata al mio piede nella splendida guest house!!!!! Ogni volta che affronto qualsiasi sforzo fisico mi dico sempre ma chi cappero me lo ha fatto fare, e durante la salita con i piedi immersi nel fango i trenta e passa gradi con umidità al 100% me lo sono chiesta piu' volte. Sopravvissuta, anche alle ben otto culate durante la discesa e tre tentativi di distorsione alla caviglia, sono comunque soddisfatta dell'esperenzia. Ieri giornata di spostamento in autobus, tenete conto che la media di smottamenti e piccole frane era almeno di tre o quattro per km, per cui ogni tre per due il mezzo arrancava tra enormi buche, basculando dolcemete e sfidando in qualche occasioni le leggi della statica. Nel curvone dove all'andata abbiamo trovato il camion puntellato, questa volta vi era un autobus impantanato. Come al solito tratto a piedi, mentre il mostro mezzo affrontava la curva tra due ali di fango. L'autista dalla faccia trucida, non si e' mai fatto intomorire, nemmeno quando ha deciso di mangiare durnate la guida, in una mano il riso, in un altra un cosciotto di pollo, poi educatamente si e' lavato le mani fuori dal finestrino, una passatina con lo stuzzicadenti, e poi una sigarettina. Di consenguenza per noi comuni passaggeri non c'e' stata pressocche' la possibilita' di fare una pausa pranzo. Dimenticavo sette ore e mezza di viaggio. Fra poco gitarella in bici fra i villaggi circostanti, non so io sta gia' sudando a digitare sul PC. Per ora e' tutto un abbraccio Barbara
19 agosto 2008
Ciao a tutti, eccomi ancora a Luang Prabang, dopo un'estenuante giornata di shopping, sono più stanca rispetto al giorno del trekking immerso nel fango. Le giornate lungo il fiume Nong Kiau sono state dedicate a giretti in bici per villaggi, tra scrosci d'acqua e acquazzoni. Ritornerò a casa con la consapevolezza che ormai qualsiasi attività fisica non fa più per me. Ieri rientro a luang Prabag via fiume, e grazie alla corrente siamo arrivati con un ora di anticipo. Per cui nella stagione del monsone ove sia possibile è consigliabile spastarsi via acqua ( che c'e' in abbondanza). Al nostro arrivo abbiamo potuto constatare il calo del livello del mekong di almeno tre quattro metro, rispetto al giorno della nostra partenza. Lungo gli argini omini muniti di idrovore intenti a elimire il fango accumulatosi sulle scale e vie d'accesso al fiume.
Domani partenza per Vientiane e poi via al sud. Un Abbraccio Barbara
21 agosto 2008
Ciao a tutti, mail molto breve perche' qui sono le dieci e mezza di sera e alle tre mi devo alzare per volo interno verso il sud del Laos. In questo preciso istante sono a Vientiane la capitale di questo supefacente paese. La citta' e' molto tranquilla, sembra una nostra piccola cittadina di provincia , nulla a che vedere con le grandi metropili. Credo che il Laos sia uno dei pochi luoghi al mondo con bassissima densita' di popolazione.ll viaggio in bus da Luang prabang e' stato al quanto tranquillo paesaggi favolosi immersi in una natura rigogliosa, solo undici ore su un bus VIP. Questa volta ce la siamo presa comoda ed abbiamo abbandonato i bus di linea per quelli frequentati solo da turisti. Va bhe' ogni tanto qualche comodita' ce la si puo' concedere. Va da se che il viaggio non abbia riservato nessuna sorpresa, abbiamo solo trovato un paio di frane, superate in modo piu' che agevole. Tuttavia la sera precedende abbiamo avuto la possibilita' di vivere un esperienza alquanto esilarante, come vi ho detto in precedenza a Luang Prabang abbiamo alloggiato in una bellissima guest house con bongalow a circa quattro km dalla citta'(da noi subito ribattezzata l'agriturismo). La via d'accesso ovviamente uno sterrato fangoso solcato da rivoli solchi e buche, al limite di fusione di un motore di un tuc tuc. Ebbene al ritorno verso l'agoniato letto, ma soprattutto doccia, al povero tuc tuc viene mancare la luce del faro, sterrato in salita immerso nel buoi completo, che fare????????? nessun problema, l'efficente ed iper tecnolociga Flavia estrae dallo zainetto pila frontale da speleologo, l'omino alla guida se la mette in fronte e prosegue a passo spedito ( un km all'ora circa) fino alla nostra meta. Ora vi lascio domani mi aspetta un volo con linee aeree laotine, ovviamente non so che cosa mi potra' succedere, visti i blog degli anni scorsi ne ho una vaga idea, per cui e' stato un piacere avervi conosciti. Spero vivamene di potervvi scrivere ancora un forte abbraccio Barbara Ps il gruppo sta per scoppiare prevo liti prima del riento, io cerco di estraniarmi, ma purtroppo il mio caratterino non me lo permette piu' di tanto.
25 agosto 2008
Ciao Donne bentornate, passate bene le vacanze olimpioniche? Sono sopravvissuta al volo interno Laotiano, alle sanguissughe e del rebonzo cannaiolo molesto neanche l'ombra!!!!!!!! Ma saro' veramente in Laos!!!!!!!!!!! Qualsiasi preconcetto che mi sono fatta prima della partenza e' stato immancabilmente sfatato. Pure la pioggia e' stata al di sotto delle aspettative, anche se quotidiamente incombono all'orizzinte nuvoloni inquietanti. Lasciata Vientiane ci siamo diretti verso sud al confine con la Cambogia, su una delle splendide "quattomila isole" sul Mekong. Guest house galleggiante da urlo con tanto di zona relax con finestra sul fiume. La domanda e' sempre quella, ma il maschio dove sta? la risposta e' sempre la stessa qualche rospo cicciosetto gracidante, e chi ha il coraggio di baciarlo? Se ti esce il principe Laotiano come minimo passo una settimana con la cervicale solo per guardarlo negli occhi!!!!!!!! Bando alle ciance, l'isoletta e' veramente il luogo ideale per rilassarsi, pochi turisti, passeggiate a piedi tra risaie, palme, giungle, ponti sospesi fatti con i binari smantellati della vecchia ferrovia francese, rapide del mekong, che qui chiamano cascate, che ti lasciano a bocca aperta per il fragore e la potenza che sprigionano. Attualmente sono a Champasak, cittadina per il metro di misura Laotiano, paesello per il nostro. Visita ad alcune rovine in stile Khemer, e domani giornata relax, forse giro in bici fra le risaie o giretto in barca sul mekong. Non so gli altri stanno decidendo. Stranamente il gruppo anziche' passare al conflitto, negli ultimi giorni e' riuscito a trovare un equlibrio. Ma veniamo all'argomento cloue: " il karaoke". come in tutti i paesi dell'estremo oriente impazza, e dopo ben undici ore di autobus con tele, posso farvi un trattato sociologico ben approfondito. Le tipologie possono essere riassunte in tre grandi filoni, il melodico strappalacrime Tailandese, dove se canta lei lui immancabilmente l'ha lasciata per un'altra, e se canta lui lei sceglie sempre il fighetto ricco pur essendo infelice. Il folck laotiano, con musichetta tutta tastierine in simil levare sempre uguale a se stessa, con video dal vivo dove cantante circondato da improbabili ballerine ammiccanti, che si muovono sempre con i medesimi passi, canta per dieci minuti la stessa nenia, in un contesto stile sagra del paese. Ogni tanto riprese del pubblico danzante, sempre fuori tempo, o di gente che si versa la birra. Sempre con le stesse melodie vi e' anche la versione di video girati nelle risaie, con storie talmente surreali, cher a tutt'oggi non so darne un senso. La chicca rimane il pezzo sentimentale Laotiano. Due amiche che lavorano in un negozio di abbigliamento. Il fidanzato di una inizia una tresca con l'altra contraccambiato, con tanto di messaggini e telefonate. Lei inizia a sospettare qualcosa, ma solo di fronte all'evidenza del doppio tradimento si rende conto della triste realta'. Scenata di gelosia, lei che distrattamente attraversa la strada e haime' un veicolo sopraggiunge.Crash!!!!!!!! Cosa apettarsi? Uno si immagina tutto dalla morte alla terapia intensiva, no!!! Lei in un letto di ospedale con l'amica che le accarezza la mano, di lui neanche l'ombra, completamente illesa a parte una fascia di bende, stile soldato prima guerra mondiale ferito da granata, intorno agli occhi. Vi lascio il tizio dell'internet point e' da dieci minuti che sta sbagliando, e qui sono le sei del pomeriggio, e forse mi sa che sono stata un po' prolissa. Un forte abbraccio
Barbara
26 agosto 2008
Ciao donne, ed è purtroppo arrivato il momento dell'ultimo messaggio dal laos. Domani partenza per il confine Tailandese, notte in treno, arrivo giovedi' in mattinata a Bangkok, e poi in serata volo di rientro. Che palle!!!!!!! Oggi giornata "tranquilla" con girettino in bici su di un isolotto qua' di fronte, fra risie, palme villaggetti ed anche un po' di giungla. Tenuto conto che non ho pranzato, che abbiamo pedalato sotto il sol leone nelle ore piu' calde, mi ritengo lo stesso soddisfatta perche' tra i paesaggi, l'atmosfera calma e rilassata dei villaggi, una spiaggetta splendida ed un mekong placido che mi invata al bagno, e' stata proprio una bella giornata. L'inizio non e' stato dei piu' promettenti, alle otto avevamo appuntamento con una cooperante italiana, che ci doveva spiegare alcuni progetti di sviluppo, in particolare con gruppi di donne. Alle otto e mezza chiama dicendo che il traghetto non e' ancora partito, ma che tempo venti minuti sarebbe stata li' (mi dimenticavo che poi lei alle undici aveva un importantissimo appuntamento). Alle nove decidiamo di ordinare la colazione, della tipa neanche l'ombra. Telefonata, il traghetto e' partito, ma dopo alcuni minuti il motore si e' rotto e sono rimasti in avaria in mezzo al mekong. Arriva battello per rimorchiarlo ed aggancia il primo con una fune che di li a poco si sarebbe rotta. Ora stavano aspettando un altra barca con fune d'emergenza. Morale la yizia e' scesa dal traghetto verso le dieci e ne ha subito ripreso un altro per riuscire, forse, ad arrivare puntuale all'altro appuntamento. Di lei non abbiamo piu'notizie, spero per lei che la giornata abbia preso una piega differente. Ora vi lascio, un abbraccio
Barbara
1 settembre 2008
Ciao Donne, eccomi qua al paesello e dopo la prima giornata di lavoro!!! Aiuto!!!!!! MAi come quest'anno non avevo proprio voglia di tornare, va bhè ormai siam qui e vediamo di sopravvivere per un altro anno.
Il rientro a casa è stato lungo e doloroso, sopratutto nell'animo, ed attualmente sono ancora un pò rincoglionita.
Ricapitolando, il 27 lasciato il Laos via terra e raggiunta cittadina tailandese dal nome improponibile, giretto per la città e già la nostalgia della quiete laotiana stava iniziando a crescere, treno ore 18,30 arrivo a Bangkok ore 5,30. Giretto per la città giusto per aver quell'impatto frastornante con la "civiltà" rumorosa di traffico coatico e puzzolente, moltitudini di umanità, centri commerciali straripanti di merci. Dove sono finite le cicale, grilli e cavallette che frignendo cullavano il mio sonno?
Ben tornata nel mondo civile pseudo occidentale!
Arrivo in aereoporto alle 21,30, volo in ritardo di due ore, partenza quindi alle due e mezza di mattina ora locale ( fuso cinque ore avanti), tra scalo ad Amman e Roma,arrivo al paesello giusto ventiquattro ore dopo che ho varcato la soglia dell'aereoporto. Due giorni per ripigliarmi e subito si rimprende il solito tram tram quotidiano.
Per ora è tutto, appena sviluppate le foto vi manderò le migliori.
Un Abbraccio
Barbara
uno spuntino laotiano: prima
uno spuntino laotiano: dopo
aspettando la pioggia
fango
il guado (chi c'è dall'altra parte?)
l'albero
Mekong
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