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4 agosto 2008
messico e nuvole....ora capisco la canzone di paoloconte! il cielo messicano regala nuvole e cumulonembi (da qualche parte sul sussidiario delle medie avevo letto che si chiamano cosí)da mozzare il fiato, sembra sempre li´ li´ per scaricare ettolitri d'acqua, poi magari passa, non succede niente, e torna un blu intenso cui non siamo proprio abituati nel grigiore padano. citta´del messico e´ molto meglio di quanto mi aspettassi e mi avessero prospettato. pulita, tranquilla, delirante ma neanche troppo. rincoglioniti dal fuso, dall'altitudine e dalla scomodita´ del volo iberia, ci avventuriamo appena arrivati a fare un giro in centro, in attesa di crollare in un tanto agognato letto. un po' intimoriti e in paranoia per le tante storie e leggende su pericolosita´ e microcriminalita´ messicana, camminiamo controllando ad ogni passo tasche borsa e qualunque movimento attorno a noi, ma presto ci rendiamo conto che col milione di poliziotti ad ogni angolo delle strade e` piu´ facile perdere le proprie cose che farsele rubare....ma quanto spendera´ il governo messicano in polizia??? il mattino dopo siamo gia´ in missione piramidi, diretti a teotihuacan, poche decine di km dalla capitale, 2400mslm.....una mazzata! sali e scendi dai gradoni, sentiamo stanchezza e fuso ad ogni passo. calzada de los muertos, piramide del sol y de la luna, ciudadela, solo i nomi garantiscono la magia del sito. cominciamo con la piramide del sol, 70mt di gradoni, stenti, fatica e fiatone, peró che vista! il sito é pregno di misticismo, non fosse per dei tandoni invasati new age anglofoni che si impongono con il loro rito del cazzo in cima, impedendo ai tanti messicani e non solo di andare a toccare col ditino un pezzetto di metallo che pare sia il centro del tempio che sorgeva all'epoca. non appena si tolgono di mezzo é uno splendido via vai molto popolare di bambini felici di santificare il dio sole. prima impressione, il messico é una ficata, non é l'asia, ma ne guadagna in musica arte e atmosfera festaiola ad ogni angolo....e poi litri di tequila e mezcal che in asia ti sogni, rassegnato a bere distillati e whisky di riso spaccavisceri. .....peccato che, il tutto, costa il quadruplo, ma tant'é. hasta siempre plaz&lau
17 agosto 2008
tikal, guatemala, il sito maya più grande, più bello, più immerso e sommerso nella e dalla giungla di tutto il mesoamerica.....
con tutto il dovuto rispetto ( e mi sto gia' pentendo del paragone) una sorta di angkor maya, anche se rispetto ai lontani cugini khmer ne avrebbero da imparare!!!!
oggi giornata dedicata all'ingordigia archeologica.
sveglia alle 2.40 (ma si può mai svegliarsi all'ora a cui in genere vado a letto!?!), partenza in ritardo alle 3.30 (merda!) arrivo al sito 4.40 dopo un'ora di bus scomodissimo, mezzora di delirio tra biglietti e organizzazione gruppi nel buio tropicale più assoluto....
finalmente si parte, mezzora di cammino con gli occhi ancora gonfi e rincoglioniti, mezzora di corsa sarebbe meglio dire. il passo è veloce, la meta e' esattamente dall'altra parte del sito, tempio IV, quello con la vista migliore per l'alba.....sperem mezzora di cammino, mezzora di buio, arriviamo, 70 metri di scalini, fiatone, sudore, sonno, entusiamsmo, emozione.....
.....e l'alba???
è coperto, e coperto rimane......peccato, si apre a sprazzi, ma di luce, non di sole, ma comunque ne vale la pena.
dopo mezzora si scende, fino alle 9 (le nove!, sembra un giusto orario da colazione, siamo già in giro da 6 ore!) si gira con la guida, poi si è liberi di restare o tornare.......
ovviamente restiamo, camminando come pazzi sotto un sole oramai cocente, tra piramidi e giungla, tra sentieri in mezzo alla vegetazione fitta e spianate improvvise, tra acropoli e templi......
.....alla fine 11 ore di cammino, quasi senza sosta, travolti dalla fatica, dal sole, dal caldo, dall'acido lattico....ma che ficata!
ma quanta roba!
....ho visto scimmie urlatrici che latrano squaciando il silenzio della giungla
....ho visto ragni delle dimensioni di un palmo con ragnatele talmente fitte da sembrare un sacco di juta
....ho visto bertucce ghiotte di frutti chiamati pimiento gordo
....ho visto pappagalli giganti volare sopra gli alberi, tucani arancioni, e altri innumerevoli uccelli di cui noin imparero' mai i nomi
....ho visto formichieri assolutamente disinteressati alle mie cento foto al minuto, ma molto curiosi del mio zaino lasciato per terra
....ho visto strane bestie mezze pavoni mezze tacchini
.....ho visto un posto favoloso che gia' domattina abbandono per tornare in messico, a sciallarmela nel caribe per gli ultimi giorni.
abbracci
plaz
19 agosto 2008
dopo la meraviglia di tikal, dopo 16 (sedici!!) interminabili ore di bus scalcinato e attese alle frontiere, da flores in guatemala siamo rientrati in messico via belize, demoliti e in cerca di relax caraibico. il belize lo abbiamo solo attraversato, e vuoi il disinteresse, vuoi le disavventure raccontateci, vuoi i prezzi esagerati, non avevamo nessuna voglia di fermarci purtroppo il bus da chetumal (citta' sul confine messicano) per mahahual(supposto paradisiaco paesino di pescatori quasi al confine col belize) era decisamente scomodo, noi avevamo gia' troppe ore di bus alle spalle, la voglia di arrivare e fermarci era discreta, e quindi mannaggia a noi abbiamo preso al volo un bus per tulum........fanculo! prezzi tripli dei gia' alti prezzi messicani (tutto il triplo dell'asia), italiani ovunque (di quelli deficenti e insopportabili), messicani abituati e modellati al gran turismo e oramai stucchevoli e spacchiusi, un mare che mi aspettavo per lo meno spaccafaccia e invece niente di che....che dire, non vedevo l'ora di scappare. il sito maya, a parte l'importanza storica, non vale assolutamente la pena, sprattutto dopo averne visti un po', e di quelli con i contro..... ....e poi in mezzora lo giri, e poi ci sono gli idioti (guarda caso sempre italioti) che per avere la foto piu' fica degli altri scavalcano le recinzioni e si appoggiano alle rovine (ed e' scritto ovunque con cartelli e minacce inequivocabili, anche per chi non spiccica una parola di spagnolo). voglio fuggire, e lo faro' a breve..... ` plaz
20 agosto 2008
2 cose indimenticabili mi lasciano un parziale ricordo positivo della sosta a tulum. dopo aver visitato il sito maya di coba' (altro sito nulla di che!decisamente al di sotto le aspettative, mannaggia a me e mannaggia allo yucatan!) ci siamo fermati ad un cenote (grotta sotterranea di acqua dolce, totalmente trasparente, con tanto di pesci, dove si nuota e ci si tuffa da una scala a chiocciola con trampolini di 10 e 4 metri) e per una buona mezzora abbiamo sguazzato in queste acque cristalline, con una stranissima senzazione di pressione che ci schiacciava la testa e vago senso di claustrofobia......ma che meraviglia..... se non che poi il fetente tassista messicano che doveva lasciarci all'ultimo bus ha fatto casino, l'ha mancato (secondo me appositamente) e siamo rimasti in mezzo al nulla di coba' in attesa di un altro mezzo che ci riportasse a tulum, ovviamente rifiutando la la sua pronta offerta di accompagnarci per un prezzo ai limiti della follia. ma soprattutto, di notte abbiamo camminato per chilometri lungo la spiaggia, nella speranza di incappare in cio' che ci era stato raccontato ma senza sapere dove fosse, verso una meta che non avevamo ben presente ma che ci ha comunque fatto avanzare verso un momentaneo grande boh.....e poi, finalmente, dal nulla nella notte, vediamo un piccolo crocchio di gente riunita,in silenzio, nel buio....e poi lei. una enorme tartaruga di almeno un metro di diametro di carapace che sta scavando una buca gigantesca per depositare quelle che poi risulteranno essere 120 uova, con movimenti lentissimi ma precisi e delicati, e poi (dopo piu' di un'ora) con tutta la sua calma se ne e' uscita e ha raggiunto il mare per immergersi e lasciare la sua covata al suo destino, destino pero' pi raccolto da volontari che lavorano in una riserva vicina..... felici dell'evento assistito ce ne siamo tornati con un'altra ora di camminata notturna in spiaggia verso la nanna dopo 2 giorni di scleri e delusioni, mammatortuga mi ha riconciliato con me stesso, col luogo, con la sosta fuori programma hasta siempre plaz.....mai chiedere un'informazione fondamentale ad un messicano!!!! con questa massima oramai conviviamo da giorni, tra il rassegnato e talvolta l'incazzato, schivando domande e richieste, provando e riprovando con diversi interlocutori, brancolando nel dubbio di chi abbia la voglia, l'interesse, e la conoscenza di risponderci con cognizione di causa. una serie di coincidenze fortuite e favorevoli ci hanno condotto a isla holbox, invece che scendere verso quella che doveva essere la prima meta, mahahual. alla bus station di tulum non ci fanno riservare il biglietto per mahahual, adducendo motivazioni senza senso, per un attimo latitiamo nel prenotare e pagare il biglietto aereo da chetumal (vicino mahahual) per mexic city, leggiamo una cosa sulla guida che ci fa per un po' riflettere e prendere tempo, finche' dal nulla ci appaiono come re magi 2 ragazzi conosciuti 10 giorni fa, che arrivano giusto da mahahual e ci dicono che fa cacare! colonizzata da ammerrigani, mare melmoso fino al reef, costosissimo e via dicendo con dovizia di particolari negativi. ok, che culo! prenotiamo un volo cancun-mexico city che ci costa molto meno del previsto grazie ad una promozione, troviamo per caso un tassista che propone un prezzo follemente basso per portarci fino a chiquila'(l'imbarco per holbox) risparmiandoci ore di bus e 3 cambi, e ci troviamo senza quasi accorgercene a prendere la barchetta che ci porta verso questo paradiso di mare trasparente..... se non che, nonostante avessimo chiesto a innumerevli persone e ci avessero assicutato la sicurezza, a chiquila' non esiste la banca, a holbox non c'e' il bancomat, e noi siamo quasi alla frutta coi soldi.... cheppalle, semiconfinati su un'isola dove comunque costa tutto un bel po', senza soldi e senza poterli prendere. e quindi ieri, senza ascoltare le informazioni svianti dei messicani ma grazie ad una dritta di una signora italiana (anche qui la colonizzazione italica sta mettendo frutti in ogni attivita') ho preso al volo una barca per la terraferma, al volo un bus per kankulinkin, ho trovato a fatica un bancomat, (anche li' i messicani cui chiedevo mi dicevano che non esisteva alcun cajero) ritirato tutto il ritirabile, presto al volo un bus di nuovo per chiquila', la barca per holbox, e mi sono trovato nuovamente di fronte alla piscina di acqua salata. domani gitone, si nuota con lo squalo balena!!!! plaza
24 agosto 2008
...da qualche giorno a isla holbox, un piccolo paradisino sulla costa del golfo del messico, al confine con l'inizio del caribe, devastata dall'uragano wilma del 2005 e zoppicante dopo il richiamino di dean dell'anno scorso. vegetazione bassa ovunque, spiagge di sabbia bianca in buona parte abbandonate a se stesse ma molto veraci, letti e corridoi di conchiglie di tutti i colori e dimensioni, mare modello piscina con differenti colorazioni di verdeazzurro, soprattutto di mattina, una bella cartolina per gli ultimi giorni. l'isola e' tutta costruita sulla sabbia, non c'e' asfalto, non ci sono macchine, se non la jeep dei poliziotti che ogni tanto fan finta di fare una ronda ma secondo me si ammazzano di siesta, e poche camionette che riforniscono dalla terra ferma market e ristoranti. per il resto, gli unici mezzi di locomozione sono le macchinette elettriche tipo campo da golf anche qui buona parte del business e' in mano agli italiani, tra posade fichissime e carissime sulla spiaggia e quasi tutti i ristoranti (cheppalle!), sembra che la colonizzazione sia tutta in mano loro, tra scappati di casa e giovani di ottime iniziative e finezza dei gusti e signori di mezz'eta' che hanno deciso di ricominciare in un piccolo fazzoletto di mondo lontano da casa. come altrove, gli altri stranieri che fanno business in messico sono davvero una minoranza rispetto all'ondata italica. l'atmosfera e' molto carina, gli autoctoni molto piu' scazzati e tranquilli, niente a che vedere col fighettume spacchiuso di tulum, peccato che in un'isoletta dove non c'e' quasi nulla comunque i prezzi son bel alti, e anche volendo e stando attenti ti scappan via tonnellate di pesos al giorno senza rendertene conto ieri e' stato il grande giorno! il giorno del tiburon ballena (squalo balena), il pesce piu' grande del mondo. un'emozione pazzesca!!!! nuoti accanto a sta bestia enorme di 12 metri che ti da' un'immagine di tranquillita' inaspettata, una botta di adrenalina e un senso di sicurezza che ho ancora addosso dopo un giorno intero. partenza alle 7.30, un'ora di barca verso il largo percorrendo una dozzina di miglia e passa, in cui vedi in un'acqua totalmente trasparente delfini e banchi di mante, per arrivare finalmente in mezzo al nulla, un punto x dove tra luglio e settembre ogni anno passano enormi quantita' di queste bestie incredibilmente lunghe e mansuete, il cui unico alimento e interesse sono tonnellate di plancton. a gruppi di 2 accompagnati dalla guida ti tuffi a pochi metri dallo squalo e ci nuoti accanto, seguendolo in tutte le sue varie virate, per una decina di minuti buoni per 3 volte. lui sembra che vada pianissimo, tu pinni come un pazzo per stargli appresso, a neanche mezzo metro, accanto agli occhietti che sembrano messi li' da picasso, accanto a delle branchie di 2 metri d'altezza, accanto a sta pinna gigantesca che sembra sempre di debba arrivare addosso. ogni barca sembra abbia il suo tiburon privato, ce n'e' per tutti, senza stare ad affollarsi in mille dietro all'unico esemplare, giusto i 6 della spedizione, un'intimita' che ti toglie il fiato ....l'eccitazione gia' a mille e' stata ulteriormente alimentata dalla botta di culo del passaggio di una manta gigantesca, oltre i 2 metri di apertura alare, che ci ha regalato un'elegante esibizione di salto dall'acqua che mi ha lasciato inebetito con l'inutile macchina fotografica in mano perche' impietrito dalla sorpresa. domani, ahime', si riprende il cammino verso mexico city..... w el tiburon
plaza
31 agosto 2008
pensieri e parole in libertà.... il messico ti accoglie, il messico ti rapisce, e ti regala scorci ed emozioni per cui senza esitazioni potresti pensare di mettere radici e dimenticarti del resto.... ....come troppi hanno già fatto prima di noi! vivace, nella sua musicalità ad ogni angolo; multicolore nella sua architettura, nelle sue facce meticce, nei suoi morbidi e bruschi passaggi tra sierra e giungla; in continuo fermento politico rivoluzionario, pulsante nel suo moto di ribellione popolare alle autorità e ai soprusi dei tanti padroni, consapevolezza che noi a queste latitudini abbiamo abbandonato, ormai rassegnati e complici delle nostre comodità. vizioso nelle sue passioni gastronomiche e pericolosamente coinvolgente nella sua propensione alcolica, con fiumi di cervecitas tequila e mezcal che accompagnano ogni pasto. un paese che ti impone di avere sufficiente tempo a disposizione (o un'immediata propensione alla pazienza), per adeguarti ai loro tempi di reazione e risposta, o alla malavoglia innata di concederti informazioni di cui hai magari necessità immediata. un paese che mi ha regalato l'occasione di conoscere gigi, persona bellissima, con cui dopo mezzora si era già creata quell'affinità e quella piacevole alchimia che hai con un amico di vecchia data.... ....e con lui l'ultima sera a città del messico, di fronte all'ennesima bottiglia di corona familiar (in quanto formato famiglia!) ci siamo abbandonati a riflessioni e pensieri in libertà su quella che per entrambi era un'esperienza ormai in dirittura d'arrivo. un paese quindi bello e divertente, ma estremamente americanizzato in tante sue sfaccettature, nonostante l'odio per i gringos. troppo simile, appiattito e adeguato ad un modus vivendi occidentale, dove il salto culturale che tanto mi affascina dell'asia non si nota se non in pochi angoli remoti, e la messicanità latita, svanisce fino a scomparire man mano che si scende verso sud per arrivare nella penisola dello yucatan, dove ogni cosa pare orchestrata ad uso e consumo del turista danaroso. un paese che appunto mi è sembrato troppo caro in troppe località, senza la possibilità di poter viaggiare cheap, e dove senza fare gli "spantega" ti si volatilizzano montagne di pesos prima che te ne possa rendere conto. un paese violentemente colonizzato dagli italiani, tra le tonnellate di TURISTI idioti che non si sforzano di spiaccicare una minima parola di spagnolo e varcano le transenne dei siti per avere la foto più fica degli altri (sempre italiani, sempre un moto di vergogna e un insulto trattenuto), e la quantità industriale di expats trasferitisi in ogni angolo del messico: tra posadas ristoranti e locali talvolta parrebbe che il 90% delle attività sia in mano agli italiani, con tutte le conseguenze ovvie di autenticità che svanisce e prezzi che lievitano. un paese forse mitizzato e divenuto celeberrimo nell'immaginario collettivo, e nel mio in particolare, dove forse un'aspettativa di 15 anni di attesa e rimandi aveva creato l'idea di un paradiso che ormai mi è parso sfocato. dopo tanti anni di attesa, anche i tanto sognati e studiati siti maya mi hanno lasciato un pochino deluso, o piuttosto meno imbambolato di quanto avrei sperato... ...non è una fissa o un antipatico leit motive, ma il paragone con l'asia mi viene automatico, e la meraviglia di angkor o di bagan o di tanti templi visti in india o thailandia è un'altra cosa, con rovine tenute meglio e più accessibili, nonostante i medesimi problemi di giungla fagocitante....
...comunque, que viva mexico! il prossimo giro lo faccio dal centro in su, che magari vedo più messicani che italiani
plaza
la manta
il tiburon (squalo balena)
la carrambata con Indiana Gigi!!! (Lau, Gigi, Plaza)
:)
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