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28 agosto 2008
Ciao, scusate, ma trovare un internet point a Cuba non e' la cosa piu' facile del mondo. Siamo ancora via, torneremo il 4 settembre. Cominciamo ad inviarvi cio' che abbiamo scritto sul nostro quaderno di viaggio.
11 e 12 agosto 2008
BAGAGLIO E PARTENZA
Sulla LP abbiamo letto che a Cuba e'difficle trovare questo e quello, cosi' i nostri zaini hanno assunto dimensioni mostruose. Abbiamo, tra l'altro, infilato nel bagaglio una tale dose di repellente per zanzare che si rivelerebbe letale anche per un cavallo ed almeno una decina di creme solari da far "impallidire" persino una patita della tintarella. Fiedo ha dovuto percio' rinunciare a meta' della sua dotazione prevista, no, non perche' sia stato colpito da un razionamento a favore di Pabla, ma perche' nella nostra coppia lui e' quello che si porterebbe via mezzo guardaroba!Cosi', lasciati sul letto la meta' delle sue 10 magliette e piu' o meno altrettanti bermuda, riusciamo piu' facilmente a chiudere gli zaini. Cavolo, Pabla si e' accorta di aver dimenticato la pinzetta! Vabbe', ci sara' a Cuba , no? All'alba, ma veramente all'alba del 12/8, partiamo. Ale', c'e' overbooking e ci fanno passare ad una categoria superiore che si traduce in posti belli larghi e posate di acciaio ai pasti.
13 agosto 2008
HABANA Arriviamo all'Avana in serata ancora stanchi per la sveglia antelucana. Alloggiamo in una casa particular, praticamente come un bed and breakfast nostrano, che rappresenta una delle poche e recenti concessioni di Fidel all'iniziativa privata. I nostri padroni di casa, Pepe e Rafaela, sono un'arzilla coppia di vecchietti con una bella casa proprio a due passi dalla Plaza Vieja dell'Avana. L'impatto con la citta' e' da subito totale.Veniamo letteralmente fagocitati da ogni cortile, da ogni patio, da ogni porta aperta su queste colorate dimore coloniali del centro. Alcune, per la verita', stanno un po' cadendo a pezzi e veniamo a sapere che, per il restauro, verranno investiti i guadagni dell'intera zona di Avana vecchia.Siamo cosi' assorbiti da tanta bellezza da fermarci davvero ad ogni angolo e, in serata, nonostante la stanchezza delle gambe testimoni il contrario, ci accorgiamo di aver percorso, si e no, una zona di solo 1 km quadrato!
A presto.... PABLA E FIEDO
14 agosto 2008
L´avana L´impatto con l´Avana significa anche l´incontro con i jineteros.Nella versione maschile si tratta di ragazzi che si offrono per portarti ovunque tu voglia dormire, mangiare, bere, ascoltare musica, comperare qualcosa, dietro naturalmente una mancia o una provvigione. Nella versione femminile, piú´spesso, si traduce in una forma di prostituzione ricompensata non esclusivamente dal denaro, ma anche dalla possibilita´di accedere a servizi tipo ristoranti o locali notturni altrimenti a loro preclusi per l´alto costo. Inutile dire che abbiamo visto in giro un bel po´di italiani accompagnati a queste belle signorine mulatte...si´, le donne sono tutte bellissime e il colore della loro pelle e´una tavolozza di colori di tutti i toni del cioccolato, risultato di anni di meticciato tra ¨moros y cristianos¨. Altra bellezza habanera sono le auto anni 50 o giu´di li´.Se ne vanno in giro scoppiettando fumi neri e puzzolenti. Alcune sono tenute veramente bene, altre, un po´rattoppate riescono pero´ancora a funzionare e questo grazie alla capacita´dei cubani di ¨resolver¨, cioe´di arrangiarsi. In effetti guardandosi attorno ci si accorge che la maggior parte dei cubani passa un bel po´ di tempo ad aggiustare qualsiasi cosa si rompa. Anche il nostro padrone di casa Pepito e´sempre intento a lavorare con attrezzi e fil di ferro. Qui a Cuba nulla si butta. Tutto puo´essere aggiustato o riciclato in un´altra funzione, una bella lezione per la nostra mentalita´un po´consumistica. Della pinzetta nessuna traccia neppure nei negozi per turisti..... Alla prossima....Ciao Pabla e Fiedo(31 agosto) Oggi siamo bloccati dall´uragano Gustav nella citta´di Santa Clara , di cui parleremo piu´ avanti, e quindi, avendotrovato un pc ne approfittiamo per scrivervi ancora un po´ del nostro diario di viaggio.
15,16 e 17 agosto 2008
Playas del Este e Varadero Dopo le lunghe passeggiate in citta´ sfiancati dal sole e dalla grande umidita´, ci regaliamo una giornata alle spiagge degli habaneros, le mitiche playas del este. Passiamo in rassegna Boca Ciega che e´ la spiaggia libera dove si trovano per lo piu´ cubani, subito dopo c´e´ una spiaggetta riservata quasi esclusivamente alle coppie gay e piu´ avanti si trova playa Santa Maria che e´ decisamente la piu´ bella e da qui inizia la zona degli alberghi todo incluido. ci piazziamo sulla spiaggia con la nostra bella tendina parasole della Decathlon e ci abbrustoliamo tutto il giorno al sole sguazzando nel mare verde azzurro. Quando stiamo per andarcene cerchiamo per circa mezz´ora, un po´ alla Fantozzi, di richiudere la tendina che, secondo la Decathlon, dovrebbe essere cosa di pochi secondi. Il tutto sotto gli sguardi e le risa malcelate di bagnanti autoctoni che poi pero´ si profondono in un fragaroso applauso quando finalmente riusciamo nell´impresa. Ci spostiamo poi a Varadero per un altro giorno di sole e mare, ma restiamo una notte in piu´ del previsto bloccati dalla tormenta tropical FAY. Non sembra poi una gran tormenta e´ piu´ che altro un acquazzone ma i pullman, per sicurezza, non partono. Ah, a proposito di pullman, per spostarsi a Cuba ce ne sono di due tipi, gli Astro e i Viazul. Entrambi sono pullman cinesi Yutong quasi simili per quanto riguarda la comodita´, solo che i primi sono riservati ai cubani ed infatti costano pochissimo mentre i secondi sono prevalentemente per i turisti e costano almeno 10 volte tanto.Pare che il turismo sia ormai la principale fonte di guadagno per lo stato cubano e sembra che il motto piu´ famoso dopo HASTA LA VICTORIA SIEMPRE sia diventato SPENNA IL TURISTA APPENA PUOI! a presto Pabla e Fiedo
18 agosto 2008
Trinidad e il maratoneta Alberto
Arriviamo nella piccola Trinidad sotto gli scrosci che si è lasciata dietro la tormenta tropicale Fay. tutto è chiuso, le strade sono buie e ci prende un pò di sconforto perchè vorremmo trovare qualcosa da mangiare. Ci avvicina Alberto, un simpatico jinetero che ci vuole portare in un paladar, cioè un ristorante in una casa privata; questo però è un paladar illegale ma sembra non ci sia null'altro aperto con stà pioggia e così seguiamo Alberto. lo invitiamo a cenare con noi. Alberto lavora al locale stadio di baseball, la "pelota", ma la sua vera passione è la maratona. ci racconta che è venuto alla maratona di roma con il suo club deportivo. il suo problema ora è trovare le scarpe per correre, infatti le sue sono ormai usurate. qui a cuba lo stato ti dà la casa, uno stipendio (basso, a dire il vero) ti garantisce il cibo e l'istruzione fino all'università oltre all'assistenza ospedaliera. il resto, quando c'è visto che è ancora in vigore l'embargo, lo si può comprare nelle "boteghe". quello che non trovi nelle botteghe, tipo le scarpe sportive, lo devi prendere nei negozi che vendono in CUC. il CUC, cioè peso convertibile, ha sostituito dal 2004 il dollaro. però gli stipendi in moneta nazionale sono risibili una volta convertiti in CUC, così per Alberto comperare le scarpe sportive diventa un miraggio, deve aspettare che il suo club deportivo lo rifornisca per la prossima gara. ci chiede se abbiamo dell'abbigliamento sportivo da regalargli e gli diamo una maglia di Fiedo con sù la stampa di un uomo che corre. é contentissimo ed il giorno dopo lo incontriamo di nuovo per le strade di Trinidad con addosso la sua nuova maglia.
Trinidad:
I nostri padroni di casa hanno una casa enorme, sono gentili e la signora cucina benissimo però sono del tutto videodipendenti! la tv rimane accesa tutto il giorno, per lo più sulle olimpiadi. di sera ci sediamo con loro in sala per vedere qualche gara, sulle sedie a dondolo, immancabili nelle case cubane. a un certo punto ci avvisano che da lì a poco sarebbe iniziata la telenovela. piccola parentesi: la telenovela serale è un evento irrinunciabile per la maggior parte dei cubani e coinvolge trasversalmente tutta la società. abbiamo in seguito visto gente silenziosa, circostanza insolita per un cubano, completamente rapita dal piccolo schermo all'ora della telenovela! decidiamo di declinare gentilmente l'offerta di unirci a loro nella visione della telenovela e facciamo un giro per i locali di trinidad. in ogni città ci sono delle specie di centri sociali specializzati in un campo, tipo la casa della musica, la casa della trova, la casa della cultura ecc...di solito l'ingresso è gratuito o si paga pochissimo. andiamo in un pò di posti e poi finiamo alla casa della musica, dove annunciano che andranno avanti fino alle 6 del mattino ma verso mezzanotte trasciniamo le stanche membra a casa dove, ovviamente, ritroviamo tutta la famiglia ancora riunita davanti alla tele.
19 agosto 2008
Trinidad, il pugile Alessandro ed il maestro Ignacio
Dalle case coloniali che si affacciano sulle stradine di ciotoli abbiamo l'impressione che possa uscire, da un momento all'altro, una senorita espagnola in costume ottocentesco. Se non fosse che è tutto vero, sembrerebbe di essere a Disneyland! Ma quello che ci piace di più di Trinidad sono gli incontri che facciamo. In una delle vie più decentrate della città veniamo avvicinati da un giovanissimo cubano che ci dice deciso che lui è il più intelligente di tutti. Ai nostri sguardi un pò stupiti comincia a rappare, al ritmo di un improbabile raggaton, tutti i nomi dei calciatori della formazione dell'Italia dei mondiali del 2006, ma non solo: aggiunge i nomi delle fidanzate, delle mogli e dei figli. La performance è a dir poco esilarante anche perchè il nostro interprete, a petto nudo, si esibisce ai piedi di una delle più antiche chiese di Cuba, dall'altisonante nome di Nuestra Senora de la Candelaria de la Popa. Qui a Trinidad sembra siano tutti molto sportivi, il primo giorno abbiamo conosciuto un maratoneta, oggi Alessandro (questo è il nome del nostro amico rapper) ci dice che fà pugilato. Anche lui, come tutti i cubani che si avvicinano ai turisti, si aspetta da noi un "regalito" e così, visto che è uno sportivo, pensiamo di dargli la copia della Gazzetta dello Sport che abbiamo ancora nello zaino dal giorno della partenza. Alessandro è strafelice di avere tra le sue mani "La Gazeta del deporte" (così cerchiamo di tradurgli la testata). Sì, perchè così può sapere un pò di notizie sulle Olimpiadi. Qui a Cuba ciò che per lo più vediamo in giro sono solo i due principali quotidiani nazionali, il "Granma" e "Juventud rebelde", formati da pochi fogli (assomigliano un pò ai nostri free press) e che riportano poche notizie sportive e riferite esclusivamente agli atleti cubani. Più tardi, al centro cultural, scopriamo che c'è un maestro che dà lezioni di percussioni e pensiamo di provare. Il maestro si chiama Ignacio e ci porta a fare lezione nel cortile della casa di una sua amica. Entrando nel cortile c'è, in bella mostra su una mensola, una lunga e lucente pinzetta: MA ALLORA A CUBA ESISTONO!!! Finita la lezione, ancora tutti ringalluzziti per la performance, Pabla si precipita alla drogheria all'angolo, la commessa promette che per il giorno dopo gliene potrà procurare un paio, peccato però che partiremo al mattino presto con il pulmann per Santiago...bye, bye pinzetta! Bye, bye Trinidad!
POSTILLA BEAUTY DI PABLA Fiedo mi sfotte ma sò che voi donne in barca mi capirete: non avere la pinzetta in vacanza è un problema, diciamolo! La cosa che non capisco è come fanno le donne cubane, le ho osservate: mica hanno il pelo selvaggio! E tutte con le sopracciglia precise, precise! Ma dove le trovano stè pinzette?!!! Quando poi chiedo alle commesse delle drogherie-emporio in quale altro tipo di negozio potrei trovarle, visto che lì non ce l'hanno mai, loro si stringono nelle spalle scuotendo la testa!!! Ad una, ad un certo punto, visto che sfoggiava delle stupende sopracciglia ad ala di gabbiano, ho persino chiesto dove le aveva comprate lei le pinzette: mi ha risposto che ce le aveva a casa! Grazie tante! Vabbè, rimango con quello che stà diventando il mio monociglio...
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