|
Alla scoperta dei nostri vicini di casa extraordinari
19/ 06 / 2009
Quando il mosaico di culture è una risorsa per l’azienda
Le differenze possono fare la differenza, anche e soprattutto in azienda. E’ questo il concetto alla base del libro “Immigrazioni: la strategia delle diversità” di Marco Girardo, giornalista di Avvenire. Che il mondo del lavoro in Italia abbia ormai una grossa componente multietnica è risaputo. La multiculturalità e l’integrazione del mercato del lavoro italiano non riguardi più solo i livelli più bassi, per i quali l’apporto dell’immigrazione è una necessità, ma inizia anche a interessare le posizioni più alte. I quadri e i manager aziendali. “Sono spesso le aziende” scrive Girardo “a spingere per creare luoghi istituzionali di formazione sulle tematiche della multiculturalità. Le politiche del Diversity Management cominciano ad affiancarsi non solo nei board delle grandi multinazionali operanti in Italia, ma anche di alcune aziende di casa che si stanno proiettando sui mercati esteri. Il volto dei dipendenti è sempre più cosmopolita e i migliori talenti sono contesi su scala planetaria”.
“Immigrazioni: la strategia delle diversità. Quando il mosaico di culture è una risorsa per l’azienda” di Marco Girardo. ECA Italia Editore. Euro 13.99. www.ecaitalia.com
Ronde di migranti contro la mafia
Mentre in molte parti d'Italia organizzazioni neofasciste si preparano a dar vita alle ronde nere, Ilario Ammendolia sindaco di Caulonia, paese della Locride in provincia di Reggio Calabria, lancia una provocazione: ronde composte da migranti per proteggere i cittadini da mafiosi e delinquenti.
12/ 06 / 2009
I giovani latino-americani.
Domenica 7 Giugno, più o meno le 5 del mattino. Un gruppo di una decina di ragazzi esce da un locale, a Milano. Fanno parte dei "New York", gang di Latinos. Il gruppo si dirige verso le auto parcheggiate. E' un attimo: dal buio sbucano dei ragazzi incappucciati (fanno parte dei "Chicago", gang contendente). C'è il classico fuggi fuggi generale. Tre "New York" vengono raggiunti: Noboa Betancourt, 26 anni, viene ucciso. Le gang di giovani latino-americani sono radicate a Milano e Gevova da un pò, ma negli ultimi tempi hanno messo radici anche in realtà più piccole: Perugia, Bologna, Piacenza, Voghera. Fenomeno, quello delle maras o pandillas, storicamente figlio del processo migratorio dal Centro e Sud America verso gli Stati Uniti. I giovani che vivevano nei quartieri sub-urbani delle grandi metropoli, come meccanismo di autodifesa e salvaguardia della propria identità culturale, si costituivano in bande. Questo stesso modello di aggregazione violenta si sta diffondendo, oggi, anche in Europa: in Spagna e in Italia soprattutto. Le difficoltà di integrazione sociale e le inquietudini legate ai lunghi processi di ricongiungimento familiare in età adolescenziale, possono portare i giovani a cercare rifugio in simili forme di aggregazione e riconoscimento identitario. Per aiutarli la Soleterre Onlus ha avviato a Milano, un programma che promuove servizi di mediazione familiare al ricongiungimento di giovani centro-americani e attività educative e socializzanti di tipo interculturale: tutoring scolastico, laboratori artistici di musica, grafica e teatro.
05/ 06 / 2009
La comunità Tuareg di Pordenone.
Poco conosciuti, ma molto fantasticati, i Tuareg nascono in un mondo distante dal nostro, dove le dimore sono distese di sabbia ed i tetti infiniti cieli stellati. Padroni incontrastati della zona sahariana, questo popolo di origine berbera ha trasformato la desolata distesa che si estende tra Libia, Algeria, Mali, Niger, Burkina Faso, Nigeria e Ciad nell’alcova di una cultura affascinante che si è mantenuta praticamente intatta nei secoli. Nati liberi, vissuti nomadi, hanno imparato ad orientarsi tra le monotone lande del deserto con l’aiuto delle stelle, vivendo di pastorizia e del commercio di sale, spezie e avorio. Il silenzio ha insegnato loro ad "ascoltare il canto dello spazio", a far tacere i mormorii dell’anima e a sentire gli spiriti dell’acqua e del vento. L’isolamento ha permesso alle donne di ritagliarsi un proprio spazio nella società e nel matrimonio, facendo emergere sprazzi di modernità in un mondo antico. Allo scoccare del XX secolo anche la storia dei Tuareg però cambia. Con la colonizzazione francese dell’inizio del secolo, gli uomini del deserto vedono limitato il loro spazio; con la decolonizzazione degli anni Sessanta vedono imposta la frontiera. Sono obbligati ad imparare il significato di parole fino ad allora sconosciute, come sedentarietà ed emarginazione. Inutili sono le ribellioni degli anni Novanta in Niger e Mali, soffocate nel sangue. È necessario adattarsi alla nuova situazione, ma è difficile in luoghi dove l’acqua scarseggia e lo sfruttamento incalza. Si vive di espedienti, di piccoli lavori saltuari; oppure si emigra, con la speranza di trovare altrove almeno parte di quello che si è perduto. Arriva così a Pordenone una piccola comunità Tuareg.
29/ 05 / 2009
Viaggio a Trieste.
Trieste, città dalla storia non convenzionale e dalle molteplici influenze, città simbolo dell'incontro di etnie diverse. Già alla fine dell’Ottocento costituiva un caso particolare per il suo atteggiamento acuto ed ironico, creativo e realista nel quadrivio di culture italiana, tedesca, slava ed ebraica, unitamente all’apporto di altri popoli del Mediterraneo. La poliedricità è percepibile tutt’ora, nella varietà di culti presenti, negli edifici simbolo, nelle numerose realtà scientifiche divenute punto di incrocio per studiosi di tutto il mondo, nonché, in questi ultimi anni, nel commercio. Con l’apertura di frontiere ancor più lontane, nuovi rapporti umani si sono aggiunti ed hanno dato vita alla Trieste attuale, con patrimoni di conoscenze culturali e religiose ancora più varie.
27 / 02 / 09
Intervista a Viorel Boldis
Un indirizzo lasciato da un amico. Un biglietto, poche lettere, la speranza di un lavoro. Ma al suo arrivo in Italia dalla Romania, 14 anni fa, Viorel Boldis ha scoperto che quello che aveva in tasca era l'indirizzo del cimitero di Brescia. Per un pò ha dormito tra i binari della stazione di Milano, poi con l'aiuto di una cooperativa che l'aveva assunto per la sua rivista si è regolarizzato. Oggi Viorel fa l'operaio, è mediatore culturale volontario nelle scuole e legge tanti libri di poesia. Ne scrive molte di suo pugno, si sente un poeta.
20 / 02 / 09
Incontro tra detenuti albanesi e il poeta Gezim Hajdari
Lunedì 16 febbraio, nella sala biblioteca del carcere di Bollate il poeta albanese Gezim Hajdari (autore, tra le sue tante opere, di "Poema dell'esilio", "Popoli in cammino". "Multietnicità"...) ha incontrato un folto gruppo di connazionali "ospiti" del Carcere di Bollate. C'eravamo anche noi. Ecco un estratto dei commenti a caldo, dopo l'incontro.
13 / 02 / 09
Intervista al vignettista ucraino Ion Kozhokaru.
Facchino di giorno, vignettista di sera. Idee profonde espresse in modo semplice, caricature che parlano degli aspetti drammacitici della nostra era, come l'ecologia. Negli anni '80 Ion incomincia a pubblicare le sue caricature nei giornali ucraini, tra cui anche "Concordia", il periodico del Parlamento. Nel 2008 partecipa a una mostra internazionale a Suceava (Romania). Ha pubblicato due raccolte delle sue opere.
Ascolta la sua storia.
link:
www.stranieriinitalia.it
www.caricatura.ru
06 / 02 / 09
Intervista a Marianna Soronevych e Lidia Zabozhko.
Marianna Soronevych è direttrice editoriale di Gazeta Ukrainska, mensile d’informazione dedicato alle comunità ucraine residenti in Italia.
Lidia Zabozhko è una simpatica signora ucraina che durante il giorno fa la badante e usa le sere e le notti per coltivare la sua passione: scrivere libri.
Gli Immigrati ci donano il sangue.
E' anche merito degli immigrati se l'Italia riesce a mantenere alto il numero di donatori. Sono sempre di più, infatti, gli stranieri iscritti alle organizzazioni preposte alla raccolta di sangue. Da più di dieci anni, l'AVIS è impegnata nella promozione della cultura della donazione tra le comunità di origine straniera che vivono nel nostro paese; sono stati presi contatti con quelle marocchine e senegalesi ed il prossimo 1 dicembre sarà sottoscritto un protocollo d'intesa con la Lega dei Romeni d'Italia. Ne parliamo con Annamaria Fantauzzi, che proprio in seno all'AVIS si occupa dell'Osservatorio per la cultura del dono del sangue, e con Mohamed Ba della associazione Mamafrica.
Prima, però, andiamo a Pesaro per raccontarvi del tentativo del Gruppo EveryOne
di assicurare ai Rom perseguitati e scacciati una accoglienza umanitaria in altre città.
Riascolta la puntata del 14 novembre.
No al matrimonio combinato. In un film la sfida di Sini e Roy.
Un documentario in puro stile Bollywood per raccontare una storia d'amore sospesa tra Bologna e l'India. Si chiama "Sini e Roy" e ha come protagonista una giovane coppia indiana che vive e lavora sotto le Due Torri. Una storia, vera, davvero esemplare: parte con un matrimonio combinato e finisce con la lotta per ottenere il divorzio e l'approvazione delle famiglie. Ma anche uno sguardo insolito sulle ragioni e sui sogni di chi viene a lavorare in Italia. Ne abbiamo parlato con Sini e Fabio Campo, uno dei due registi del documenatario insieme a Claudine Tissier. Riascolta la puntata del 7 novembre.
Dall'atto di intollerabile xenofobia di Trapani, alla aggressione subita da un ragazzo romeno a Canicattì
A Trapani, in località Salinagrande, c'è un centro per richiedenti asilo collegato alla città dalla linea 31 dell'autobus. L'ATM, la società che gestisce i mezzi di trasporto, ha deciso qualche giorno fa di revocare ai migranti il diritto di accesso ai mezzi della linea ed ha istituito per loro dei bus riservati, presidiati a bordo da carabinieri e polizia. La denuncia di Giusto Catania, europarlamentare di Rifondazione Comunista. Da Trapani a Canicattì, centro a pochi chilometri da Agrigento, sconvolto dalla violenta aggressione subita da un ragazzo romeno diciannovenne. Ne parliamo con Carmelo Vella, giornalista de La Sicilia, e Padre Julian Pavel, sacerdote ortodosso titolare della chiesa di Canicattì.
Don Carlo D'Antoni
Parroco di Bosco Minniti a Siracusa (riascolta l'intervista trasmessa il 2 Maggio). Chi volesse contattarlo può scrivere a carlodantoni(at)libero.it
La MALCOLM X è una delle più importanti Agenzie di Attori Stranieri e multietnici, contribuisce alla realizzazione di numerose pellicole in Italia e all’estero. Opera dal 1996 con progetti nazionali ed internazionali. Riascolta l'intervista a Kim Bikila, direttore casting, andata in onda il 4 Aprile.
Brunello Multietnico.
L’hanno ribattezzato Gaetano, e a lui sta bene così. Il vero nome, Gaitan Dimitri Stephane, è troppo lungo. Muratore a tempo perso, calciatore ormai di mestiere, Gaetano ha 19 anni e viene dal Camerun. Gioca nel U.S. Montalcino, centrocampista. Gli danno un piccolo stipendio e un appartamentino nella Fattoria dei Barbi. Gaetano è uno dei 576 stranieri che vivono nel paese del vino più buono del mondo. Nel 1991 gli stranieri erano solo 97, oggi rappresentano l’11,25 della popolazione, che raggiunge le 5.198 anime. La cosa straordinaria è che i 576 provengono da 45 paesi diversi. Sono operai ma anche tecnici, dirigenti, piccoli imprenditori: vengono dai Balcani e dal resto d’Europa, dal Nordafrica e dalla Turchia, da Cuba e dal Perù, dal Laos e dallo Sri Lanka. Tutti "regolari", tutti inseriti, tutti contenti. "Io in azienda ho 70 dipendenti, esemplifica Stefano Cinelli Colombini, titolare delle storiche Fattorie dei Barbi e presidente dell'US Montalcino, e 20 non sono italiani". Riascolta la puntata del 21 Marzo.
OndeG2
Le ragazze dell'associazione "Seconde Generazioni" a Toubab. Riascolta la puntata del 15 Febbraio.
Henry Olama
Henri Olama, originario del Camerun e con una laurea in Filosofia presso l'Universita' Degli Studi di Milano, vive e lavora in Italia da 18 anni. Collabora in qualita' di docente, animatore e consulente con numerose associazioni, Cooperative, Scuole e Universita', ideando e animando progetti creativi sul tema dei linguaggi del corpo, della musica e delle arti visive (riascolta l'intervista trasmessa il 2 Novembre)
Alin
Rom rumeno abitante del campo di Via Triboniano, Milano (riascolta l'intervista trasmessa il 9 Novembre)
Mohamed Barca
Immigrato senegalese arrivato in Italia dopo un lungo viaggio che lo ha visto anche imbarcato su una nave della speranza partita da Dakar e diretta alle Baleari (riascolta l'intervista trasmessa il 16 Novembre)
Abdou
Immigrato senegalese arrivato in Italia diciotto anni fa, dal '97 autista nel settore dei trasporti pubblici.
|