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Alla scoperta dei nostri vicini di casa extraordinari
DAUDA E LA MINIERA D'ORO
Sono parecchi i film-documentario che denunciano l'infanzia negata nel mondo... questo ha una particolarità:il protagonista di "Dauda e la miniera d'oro" (storia di un ragazzino del Burkina Faso obbligato a fare il minatore a 12 anni)oggi non scava più tra le rocce in cerca di una pepita, ma studia in Italia proprio grazie al film. Infatti, quando cinque anni fa, Lorenzo Caiolo, ideatore e coordinatore della Settimana dei bambini del Mediterraneo ad Ostuni (www.sanvitoinrete.it; www.comune.ostuni.br.it), vide il film-documentario aiutò il protagonista, il cui vero nome è Adama, ad emigrare per continuare gli studi interrotti troppo precocemente.
Dauda ha 12 anni e fa parte di un'armata di ragazzini costretti a cercare l'oro nelle viscere dela terra. Quando l'orrore quotidiano è finito, egli si allontana dai suoi compagni morti di fatica verso la savana. Solo al calar del sole Dauda, con il cuore finalmente leggero, sogna di un luogo incantato dove il buio non esite.

| REGIA: Raso Ganemtore FOTOGRAFIA: Antonello Proto MONTAGGIO: Leyda Napoles SUONO: Marzio Marzot MUSICA: Sanou Bassirou FORMATO: Beta sp DURATA: 17' VERSIONE ORIGINALE: moré PRODUZIONE: KENZI, ETABETA, 2002 DISTRIBUZIONE: KENZI srl VIA C. BOTTA, 41 20135 MILANO TEL. 02_3652.1912 annamaria(at)kenziproductions.com |
Vite da Cantiere di Luigi Lusenti e Paolo Pinardi
Edizioni Comedit 2000
Nuovi schiavi e caporali a Milano e in Lombardia nel millennio della globalizzazione. "Questo è un mestiere ricco di creatività, di contenuto professionale. Valorizzare un mestiere che va dal saper mettere insieme tre mattoni fino al restauro di dipinti di secoli fa, significa anche valorizzare la dignità della persona che investe sè stesso in questa attività".
Pecore Nere - racconti di Gabriella Kuruvilla, ingy Mubiayi, Igiaba Scego, Laila Wadia
Editori Laterza
"La prima generazione di figlie di immigrati, nata e cresciuta in Italia, racconta la propria identità divisa, a cavallo tra il nuovo e la tradizone, una identità obliqua, preziosa, su misura. Quattro voci, otto storie, molte culture. L'incrocio dei mondi e delle esperienze, tra integrazione e diversità, accoglienza e rifiuto. tra noi e loro. La raccolta è stat curata da Flavia Capitani e Emanuele Coen."
Verso Quale Casa storie di ragazze emigranti A cura di Maria Chiara Patuelli
Giraldi Editore
"Questo libro parla di crescita, di donne, di migranti, di Bologna e dell'Italia di oggi.
Può essere letto come materiale d'indagine, per gli studi sull'immigrazione, come piattaforma per rivendicare diritti, come un'inchiesta tradizionale; oppure, semplicemente, può essere considerato una fonte per soddisfare curiosità, o una raccolta di poesie e racconti. Nessuna lettura esclude le altre; anzi, proprio dall'insieme dei percorsi può emergere un quadro completo."
Il carro di pickipò a cura di Paolo Gavagna e Raffaele Taddeo
Ediesse
"Il carro di pickipò è un'espressione nata a Napoli verso la fine della seconda guerra mondiale. Dalla stazione della città, la gente vedeva partire verso la Germania i treni di deportati. Una scritta tedesca indicava il campo di concetramento di destinazione: un nome impronunciabile per i napoletani che provvidero, appunto, a storpiarlo in pickipò."
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