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Un viaggio nella musica dei Balcani... il Brasile d'Europa
OSTALGIA IN BOSNIA
Zucchero In qualche bar le bustine di zucchero offerte per il caffè su un lato hanno una foto di Tito, dall’altra una sorta di decalogo il cui titolo, tradotto, potrebbe essere: “Le bastardate di Tito”. .- l’abolizione della guerra, delle uccisioni e delle deportazioni .- l’introduzione della sanità e della scuola gratuita .- pagamento puntuale di paghe e pensioni .- l’abolizione della fame .- l’abolizione dei nazionalismi .- l’abitudine alla pace .- e altre bastardate che …per fortuna abbiamo abolito
Il bar di Tito Per la Sarajevo ‘socialista’ è il terminale dei nostalgici titini. Fuori dal bar è posteggiata una vecchia jeep dell’armata jugoslava, dentro si può bere un’ottima birra rossa ed immergersi nel pop jugoslavo degli anni Settanta / Ottanta, diffuso senza sosta dalle casse del locale. Al soffitto lampadari ricavati da elmetti con la stella rossa e alle pareti un enorme plastico della battaglia della Neretva del marzo ’43, quella che consacrò il genio militare del Maresciallo. Una raccolta di fotografie, rigidamente in bianco e nero, si occupa di completare l’agiografia titina. In un angolo c’è incorniciato il servizio che la rivista Life dedicò a Tito il 12 novembre del ’49: in una immagine, molto cara ai maschietti dell’ex Jugoslavia, il maresciallo con una mano, coperta da un mazzo di fiori che porta nell’altra, tocca il seno a una miss locale… Bar Tito, in Azize Ŝaćirbegović
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