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Una cronologia di Robert Wyatt
a cura di Alessandro Achilli
1945. A Bristol (Gran Bretagna) Honor Wyatt dà alla luce Robert. Il padre è George Ellidge, che li raggiungerà qualche anno dopo.
1946. La famiglia si trasferisce a West Dulwich (Londra).
1955. Nuovo trasferimento, questa volta a Lydden, una quindicina di chilometri a sud di Canterbury (Kent), in seguito alla sclerosi multipla che colpisce George Ellidge e lo costringe ad abbandonare la professione di psicologo industriale e a trascorrere i suoi ultimi anni su una sedia a rotelle. Il figlio lo ricorderà così: «Mio padre sentiva dischi di Sostakovic, Hindemith, Bartók e mia madre Monteverdi. Non ascoltavo molto rock’n’roll; non mi è mai piaciuto. Mio papà mi fece conoscere il jazz: credo che avesse visto Stormy Weather quand’era più giovane. Lo trovai così meraviglioso che nelle mie orecchie non ci fu più posto per altro. (…) A quel tempo mio padre aveva fatto parecchie cose. Si era laureato in giurisprudenza a Liverpool, poi aveva studiato lingue moderne a Oxford e quindi psicologia a Cambridge. Un tipo molto brillante. Ma era anche un pianista ed è certamente da ciò che provengono le mie idee. La casa era piena di musica. Mio fratello mi faceva sentire Duke Ellington, il bebop, Cecil Taylor, il primo quartetto di Don Ellis con Jaki Byard, Mingus Presents Mingus e così tutte quelle cose si mescolavano e quasi esplodevano nella mia testa». A scuola il giovane Robert organizza con alcuni compagni discussioni sul jazz e relativi ascolti di dischi, durante la pausa pranzo.
1956. Hugh e Brian Hopper, Mike Ratledge, Dave Sinclair e Robert Wyatt frequentano la stessa scuola (la Simon Langton), anche se – non essendo coetanei – non tutti nella stessa classe. «Vedevo Mike e Brian che si esibivano a scuola, suonavano duetti per pianoforte e clarinetto, Debussy e cose del genere. (…) Una volta (Ratledge) venne da me e disse: “Ho sentito che hai dei dischi di Cecil Taylor; me ne presteresti uno? Non l’ho mai ascoltato”».
1957. Robert Wyatt fonda un gruppo skiffle.
Fine anni cinquanta - inizio sessanta. La famiglia si stabilisce in una casa georgiana di quattordici stanze chiamata Wellington House. Honor Wyatt: «Alloggiavamo visitatori da ogni parte del mondo: ecco come facevamo a pagare l’affitto. È davvero una casa incantevole, una casa del Settecento con tantissimo spazio. A un certo punto, ospitavamo almeno quindici studenti stranieri – mi pare – cosicché cucinavo per una ventina di persone. Per di più, venivano anche gli amici di Robert, i suoi compagni di scuola e a volte gli amici di mia figlia». La casa diviene ben presto il cenacolo dove Robert e i suoi amici possono dedicarsi alle proprie sperimentazioni e ricerche informali mentre vengono educati alle arti liberali. Gli ascolti collettivi vanno da Schönberg, Webern e Stockhausen a Dolphy, Coleman e Coltrane.
Inizio anni sessanta. Di quando in quando, Robert e compagni vanno a Londra a sentire concerti jazz; una volta ne approfittano per effettuare un paio di incisioni vocali in una cabina pubblica di registrazione a pagamento (dove si poteva incidere sul momento un disco di acetato a bassa fedeltà della durata di due minuti): sulla prima facciata, Hugh Hopper e Robert Wyatt cantano ’Round About Midnight e sulla seconda Wyatt, Brian Hopper e Phil Catlin cantano Evidence (di Thelonious Monk, come l’altra).
1960. Tramite un annuncio, giunge come pensionante a Wellington House un ventunenne australiano di nome Daevid Allen, che porta con sé una chitarra, un paio di centinaia di dischi jazz e un’esperienza di beat e bohémien tra Melbourne, Parigi e Londra. Wyatt: «Ho sentito, da voci di terza mano, secondo cui avrebbe messo il suo annuncio sul Times. È assolutamente falso: mio padre si sarebbe disinfettato le mani se si fosse accorto di avere anche soltanto sfiorato una copia del Times lasciata per caso su un treno. Si trattava del New Statesman». Allen fa subito amicizia con il quindicenne Robert, che l’accompagna al pianoforte su improvvisazioni blues.
1960-61. Arriva anche Kevin Ayers: «Avevo sedici o diciassette anni (…). A Wellington House ero sempre il benvenuto e, sì, è vero che era il jazz ad andare per la maggiore ma non solo quello. Come ha detto giustamente Ted Bing, era un’oasi culturale. Cioè, accadevano cose, le persone discutevano e ricevevano un’istruzione e leggevano libri. E guardavano quadri e ascoltavano musica. Io non facevo nulla di tutto ciò ma ero affascinato e trovavo quelle persone davvero interessanti. Ma, sì, Wellington House era come un rifugio, era davvero come essere in un altro Paese». Con i fratelli Hopper e altri, Robert incomincia a improvvisare suonando una batteria di recupero: «Il charleston era una delle vecchie macchine da scrivere rotte di mia madre: quando mettevo il piede sui tasti era un suono e quando lo sollevavo sbattevano tutti giù e quello era l’altro suono. Somigliava un po’ a quei battiti di mani sintetizzati delle batterie elettroniche: un suono piacevole. Come piatto, usavo un attaccapanni metallico; era molto malfermo e io mi limitavo a picchiettarci sopra. E il rullante non era altro che una vecchia cassa da munizioni. E avevo pure la mia tromba, che in quei giorni mi portavo dietro legata a uno spago. Mio padre rimase sconvolto quando scambiai il mio violino con una tromba». Talvolta la banda si trasferisce a casa di Roger Turner (che ha una «vera» batteria, ancorché vecchia e scalcagnata) per piccole jam session con lui, il fratello trombettista e altri.
1961. Daevid Allen torna da un viaggio Parigi portando con sé il batterista statunitense George Niedorf, che si paga l’ospitalità a Wellington House dando lezioni di batteria a Robert: «Mi insegnò a suonare con i gomiti in dentro, usando i polsi, come Philly Joe Jones».
1962. Con una tenda, la tromba e dieci sterline, Robert accompagna George e Prue Niedorf in giro per la Francia e lungo la costa fino a Maiorca, dove vengono ospitati da Robert Graves, amico della famiglia Ellidge. Per tutta l’estate, Robert continua a prendere lezioni di batteria da Niedorf e dal genero di Graves, Ramón Farran. In ottobre Robert torna in Inghilterra, dove trova qualche lavoro occasionale.
1963. Allen invita Hugh Hopper e Robert Wyatt a vivere con lui, Ted Bing e Kevin Ayers in un monolocale di Belsize Park, a Londra. In primavera, Allen, Hopper e Wyatt formano un trio di jazz & poesia che (talvolta con l’aggiunta di Ratledge o di Brian Hopper) incomincia a suonare nei locali londinesi.
1964. Hugh Hopper e Wyatt trascorrono un paio di settimane a Parigi, ospiti di Allen che si è trasferito lì, e con lui e certi suoi conoscenti (tra i quali Terry Riley) sperimentano con anelli di nastro, echi e altro. In estate Robert Wyatt torna a Deiá ed entra nel trio «residente» dell’Indigo Jazz Club di Palma di Maiorca. Lo raggiunge Ayers e, al loro ritorno a Canterbury, vengono arruolati dal gruppo di «beat contemporaneo» Wild Flowers (appena fondato dai fratelli Hopper con Richard Sinclair) che Ayers ribattezza Wilde Flowers in omaggio a Oscar Wilde. Il repertorio comprende cover di rhythm’n’blues, jazz, pop (da Mose Allison ai Beatles, da Chuck Berry a Monk, da James Brown ai Byrds, da Booker T and the MGs a Coltrane, da Ellington ai Kinks, dai Temptations a Bobby Timmons) e una ventina di canzoni originali. Gli Hopper e Wyatt ottengono un lavoro a termine all’ufficio postale.
1965. Prime esibizioni dei Wilde Flowers e prime loro registrazioni economiche su dischi di acetato da inviare a localini e case discografiche. Ayers se ne va e viene sostituito da Graham Flight. Per qualche mese Wyatt accompagna anche Norman Hale (ex pianista e cantante dei Tornado) su un repertorio rock’n’roll anni cinquanta; il duo si chiama semplicemente Norman and Robert. Nei Wilde Flowers, invece, Robert diviene voce solista, in seguito all’abbandono di Flight e Sinclair, e lascia la batteria all’odontotecnico Richard Coughlan.
1966. A Deiá, Allen e Ayers conoscono il ricco e folle Wes Brunson, giunto lì dall’Oklahoma con una visione: per servire Dio dovrà regalare un mucchio di soldi a persone che annuncino la Nuova Era. Ayers lo convince che quelle persone sono loro e Brunson vende tutto per pagare chitarre, amplificatori, affitto di una casa nei pressi di Canterbury e spese quotidiane del nuovo complesso, Mister Head, comprendente Allen, Ayers, Larry Nolan e Wyatt. In estate il gruppo e gli amici lasciano la casa (la follia di Brunson è andata troppo oltre) e si trasferiscono a Londra. Entra in formazione Ratledge (cui viene assegnato un organo elettrico acquistato vendendo una pelliccia che qualcuno aveva dato ad Ayers) e il complesso si ribattezza Soft Machine (dal titolo di un libro di William Burroughs) e comincia a suonare in giro, giungendo anche al leggendario (ma spilorcissimo) Star Club di Amburgo. Il gruppo (più «fidanzate, mogli, bambini, chitarre, road managers») va a vivere a West Dulwich (Londra), in casa della madre di Wyatt. Primi concerti con Pink Floyd e Amm (mentre Nolan abbandona i Soft Machine e l’ambiente musicale). «All-Nite Rave» alla Roundhouse per varare la rivista underground International Times; tra il pubblico, Michelangelo Antonioni (a Londra per girare Blow Up), Paul McCartney vestito da arabo, Yoko Ono, Marianne Faithfull in abito da suora nude look. Ayers e Wyatt partecipano da coristi all’incisione di un provino dei Jimi Hendrix Experience. Prime sedute di registrazione per il 45 giri d’esordio dei Soft Machine: Fred the Fish / Feelin’ Reelin’ Squeelin’.
1967. Per evitare l’imbarazzo dei silenzi tra un brano e l’altro, i Soft Machine cominciano a suonare tutti i brani di seguito a volume altissimo, senza interruzioni, per concerti che possono durare fino a due ore. Il repertorio (tutto originale) è fatto di canzoni pop interpretate con prospettiva jazz. Esce il 45 giri (con Love Makes Sweet Music al posto di Fred the Fish). Wyatt incide un altro provino (questa volta in duo) con Hendrix. Primi concerti all’Ufo, tempio della psichedelia londinese. Al Destruction in Arts Symposium suonano insieme Evan Parker, George Khan, Ayers, John Stevens, Laurie Allan, Glen Sweeney, Wyatt e altri. Primi concerti dei Soft Machine con il light show di Mark Boyle che, abbarbicato su un’impalcatura con guanti e occhialoni, proietta diapositive che altera o prepara sul momento con l’ausilio di acidi colorati e materiali vari: «S’inventava dei trucchi, come quando proiettava bolle in movimento che uscivano dalla patta del chitarrista solista e robe del genere. Proiettava immagini sui musicisti senza che questi capissero che cosa stava combinando». Diecimila persona assistono al 14 Hour Technicolor Dream (organizzato da It per raccogliere fondi dopo un’irruzione della polizia) con Soft Machine, Alexis Korner, Graham Bond, Move, Pink Floyd, Pretty Things, Pete Townshend, Social Deviants, Ron Geesin, Yoko Ono, Allen Ginsberg, Jean Jacques Lebel, Andy Warhol, Mothers of Invention, Velvet Underground e molti altri. Registrazioni dei Soft Machine con Giorgio Gomelsky (il quale, quando l’agente del gruppo rifiuta di pagare lo studio, interrompe le sedute e si tiene i nastri, che pubblicherà in seguito). Il gruppo trascorre i mesi estivi nel sud della Francia, partecipando a concerti, feste, happening e a due settimane di rappresentazioni della pièce di Picasso Le désir attrapé par la queue, con la regia di Lebel e di Allen Zion. Al ritorno in Inghilterra, Allen deve fare marcia indietro perché il suo permesso di soggiorno è scaduto. Senza di lui, i Soft Machine partecipano a un allestimento di Ubu enchaîné di Jarry al festival di Edimburgo. Di nuovo in Francia, il gruppo è insignito dell’Ordine della Gran Giduglia dal Collegio di patafisica. Jean-Luc Godard (come, mesi prima, Brigitte Bardot) assiste a un loro concerto. Prima partecipazione al programma radiofonico Bbc Top Gear; nella puntata successiva, Wyatt fa da corista ai Jimi Hendrix Experience.
1968. I Soft Machine fanno da spalla al gruppo di Hendrix per un estenuante tour statunitense di nove settimane, nel corso del quale registrano a New York l’album d’esordio. A luglio, secondo tour statunitense delle due formazioni (ai Soft Machine si aggiunge per l’occasione Andy Summers). Al termine, i Softs si sciolgono e Wyatt resta sette settimane in California, ospite (anche per qualche seduta in studio) di Hendrix e di Eric Burdon; lì registra anche un primo bozzetto di Moon in June. Per promuovere l’uscita dell’album dei Soft Machine, la casa discografica chiede a Wyatt di riformare il gruppo: Ayers, irreperibile dopo la partenza per Ibiza, è sostituito da Hugh Hopper.
1969. I rinnovati Soft Machine (Ratledge, Hopper e Wyatt) registrano Volume Two, suonano in giro per l’Europa, accompagnano Syd Barrett in alcuni brani di The Madcap Laughs, partecipano ancora alle John Peel Sessions di «Top Gear» (eseguendo tra l’altro Moon in June) e, in autunno, diventano un settetto prendendo a prestito la sezione fiati del gruppo di Keith Tippett: Mark Charig, Nick Evans ed Elton Dean, che porta con sé Lyn Dobson. Con essi il gruppo si esibisce tra l’altro al festival di Amougies (accanto a Pink Floyd, Caravan, Blossom Toes, Daevid Allen Quartet, Steve Lacy, The Nice, East Of Eaden, Captain Beefheart, Pretty Things, Art Ensemble Of Chicago, Frank Zappa, Archie Shepp). Dopo un lungo tour francese, Evans e Charig se ne vanno e il gruppo diviene un quintetto. Nel frattempo Wyatt ha registrato anche con Hugh & Brian Hopper e con Ayers.
1970. I Soft Machine suonano in Olanda, Germania, Belgio, Francia e sono tra gli accompagnatori di Ayers in una puntata di «Top Gear». Abbandonati anche da Dobson (che apparirà però nel brano live, precedente), cominciano a registrare Third. Con il diradarsi dei concerti dei Softs, Wyatt entra a far parte dei Whole World di Ayers (con Lol Coxhill, David Bedford e un sedicenne Mike Oldfield) e incide con loro Shooting at the Moon. Lavora anche con l’Amazing Band e in agosto registra il primo album a proprio nome: The End of an Ear. In settembre partecipa alle registrazioni di Dedicated to You but You Weren’t Listening di Tippett, che poco dopo lo recluta nell’orchestra Centipede, con jazzisti sudafricani esuli e colleghi britannici. Parallelamente, Gary Windo e Steve Florence formano i Symbiosis, con Wyatt, Mongezi Feza, Evans e Roy Babbington, cui s’aggiungono talvolta Tippett e (quando manca Wyatt) Louis Moholo. A novembre Wyatt registra un ultimo album con i Softs: Fourth. Il 26 dicembre «Top Gear» mette in onda canzoni di Natale interpretate dalla «Top Gear Choral Society», ovvero Sonja Christina, Ivor Cutler, Rod Stewart, Marc Bolan, Wyatt, Ratledge, Kenny Jones, Ronnie Lane, Ron Wood e altri.
1971. Wyatt partecipa alle registrazioni di Banana Moon di Allen e del terzo album di Ayers, prosegue l’attività con Symbiosis e Centipede, recita nel telefilm Take Three Girls, suona dal vivo con Ayers+Gong, Trevor Watts & John Stevens, Windo, Annette Peacock & Paul Bley e forma con il bassista Neville Whitehead una coppia ritmica che accompagna Tippett/Dean e (su commissione di Joachim Ernst Berendt) Sugar Cane Harris, Gary Burton (con Terje Rypdal) e il Violin Summit. Il 4 settembre, il Melody Maker annuncia la sua uscita dai Soft Machine, in seguito a «divergenze musicali» divenute insanabili durante il tour statunitense di luglio. Subito dopo Wyatt fonda un nuovo quartetto con Phil Miller, Bill MacCormick e (a causa dei troppi impegni di Dave MacRae) Dave Sinclair; il gruppo viene battezzato Matching Mole per omofonia con machine molle, ironica traduzione francese di Soft Machine. In autunno Wyatt conosce Alfreda Benge, un’artista austriaca di origini polacche trasferitasi nel 1947 in Inghilterra, dove ha studiato pittura alla Camberwell School of Art, tipografia al London’s College of Printing e cinematografia al Royal College of Art. A fine anno incominciano le registrazioni del primo ellepì dei Matching Mole.
1972. Dopo l’incisione dell’album e una serie di concerti, Sinclair esce dai Matching Mole sostituito da MacRae, con il quale il gruppo suona alla Bbc e in giro per l’Europa; in agosto cominciano le sedute del secondo album, Little Red Record, cui partecipano anche Robert Fripp (come dispotico produttore) e, in incognito, Julie Christie e Alfreda Benge. Intanto Wyatt continua occasionalmente ad accompagnare Ayers (anche in studio). In autunno i Matching Mole si sciolgono e Miller entra negli Hatfield and the North, che (ancora con Dave Sinclair all’organo) ospitano Wyatt in un concerto a Cambridge e lo accompagnano nelle registrazioni per un programma tv francese.
1973. Mentre si trova a Venezia con Alfreda Benge e Julie Christie (impegnate nelle riprese di A Venezia… un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg), Wyatt acquista per pochi soldi una tastiera portatile Riviera, con la quale compone nuovi materiali durante i due mesi trascorsi nella Casa del Leone, alla Giudecca. Al ritorno in patria, forma i Wmwm con Windo, MacRae e Ron Mathewson (talvolta sostituito da Richard Sinclair) e in primavera (spronato da MacCormick) resuscita i Matching Mole (questa volta con Windo, Francis Monkman e lo stesso MacCormick), che riscuotono subito l’interesse della neonata Virgin. Ma il primo giugno, durante la doppia festa di compleanno di Lady June e Gilli Smyth, Wyatt cade dal quarto piano e perde per sempre l’uso delle gambe: «Ecco come avvenne l’incidente: nell’ordine, vino, whisky, Southern Comfort e poi la finestra». Prima della fine dell’anno è già in studio con Hatfield and the North e Lady June.
1974. A febbraio-marzo Wyatt registra Rock Bottom (con Feza, Windo, Frith, Oldfield, Ivor Cutler, Richard Sinclair, Hopper e la batteria di Laurie Allan), che viene pubblicato il 26 luglio (lo stesso giorno in cui sposa Alfreda) e a fine anno viene insignito del Grand prix du disque dalla francese Academie Charles Cros. L’8 settembre Wyatt ritorna sulle scene (al Drury Lane di Londra) accompagnato da Julie Tippetts, Windo, Feza, Dave Stewart, Frith, Oldfield, Hopper, Allan e Nick Mason. Lavora inoltre al fianco di Hatfield and the North, Ayers/Cale/Eno/Nico, Slapp Happy, Windo e incide due 45 giri, il primo dei quali (una rivisitazione di I’m a Believer, vecchio successo dei Monkees) entra inaspettatamente in classifica; perciò Wyatt viene più volte invitato a cantare la canzone in tv, fin quando (dopo che il produttore di un programma gli dice che «non sta bene mostrare sedie a rotelle in spettacoli d’intrattenimento per le famiglie» e gli chiede di sedersi altrove) non propone ai propri musicisti di presentarsi tutti in sedia a rotelle.
1975. Nuovo album di Wyatt: Ruth Is Stranger than Richard, con Feza, Khan, Windo, Eno, Frith, MacCormick, John Greaves e Allan. Tra maggio e giugno, minitour con gli Henry Cow: Parigi, Londra e Roma (davanti ai ventimila spettatori che riempiono piazza Navona per il «Concerto gratis per l’apertura della campagna sulla depenalizzazione della marijuana contro le droghe dure»). In autunno Wyatt canta i testi di Edward Gorey per The Hapless Child di Michael Mantler.
1976. Ancora collaborazioni discografiche: Mantler, Windo, General Strike Project, un disco su musiche di Cage…
1977-78. Brevi apparizioni su dischi di Eno.
1979. Di nuovo con il vecchio amico Nick Mason per Fictitious Sports, su musiche di Carla Bley. Wyatt si iscrive al Partito comunista britannico (che lascerà una decina d’anni dopo ma senza cambiare idee: «Trovo che essere ex comunista sia molto più presuntuoso che essere comunista») e intreccia una fitta corrispondenza con prigionieri politici sparsi per il globo.
1980. Con Arauco/Caimanera inaugura una serie di uscite a 45 giri (spesso da solo o con pochi amici). Collabora anche con Kevin Coyne, Raincoats e Vivien Goldman.
1981. Registrazioni in solitudine per «Un certo discorso» di Rai Radio3 e per Nothing Can Stop Us (l’album che riunisce la serie di 45 giri), per le colonne sonore di The Animals Film e di So That You Can Live, e (con una versione dell’Internazionale) per il Recommended Records Sampler. Collaborazioni con Scritti Politti, Epic Soundtracks, Shiny Men, Ben Watt. Il 19 dicembre, all’Albany Theatre, Wyatt canta per l’ultima volta su un palcoscenico, come ospite delle Raincoats con Charles Hayward.
1982. In studio con Marsha Hunt, Gambit of Shame, Scritti Politti e per Shipbuilding, una canzone contro la guerra della Falkland scritta per lui da Elvis Costello.
1983. In Gran Bretagna Shipbuilding scala velocemente le classifiche pop e Wyatt è al fianco di Costello per interviste, speciali radiofonici e apparizioni televisive. In autunno canta Venceremos per un disco dei Working Week. Durante una manifestazione di protesta contro l’invasione statunitense di Grenada, Chris Searle gli chiede di scrivere una canzone sull’argomento: così a dicembre registra Amber and the Amberines con Hopper.
1984. Registrazione dell’ep Work in Progress: canzoni di Milanes e Jara, Biko di Gabriel e Amber and the Amberines. Due brani per The Last Nightingale con Lindsay Cooper, Tim Hodgkinson, Bill Gilonis e Chris Cutler: tutti gli utili vengono devoluti anticipatamente (e in forma non confiscabile) ai minatori in sciopero contro il governo Thatcher e così a ogni successiva tiratura, finché prosegue lo sciopero. In novembre, Wyatt comincia finalmente a registrare un nuovo album, dal quale viene tratto subito The Age of Self per un 45 giri di finanziamento allo sciopero dei minatori. Dalle stesse sedute proviene anche una rivisitazione della Chairman Mao di Charlie Haden.
1985. Aderendo a un invito della Swapo (South-West Africa People Organisation) e della Political Prisoners Campaign, Wyatt canta The Wind Of Change per un 45 giri degli Swapo Singers volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul movimento di liberazione nazionale della Namibia e a richiamare l’attenzione sulle manifestazioni contro la visita inglese di Botha (premier del Sudafrica razzista): nel video promozionale, il gruppo interpreta la canzone sui gradini dell’ambasciata sudafricana a Londra. Wyatt e Jerry Dammers (produttore del disco) vengono intervistati da vari mezzi di comunicazione e partecipano al programma televisivo della Bbc «The Old Grey Whistle Test». Wyatt conclude le registrazioni di Old Rottenhat e partecipa a Letters Home dei News from Babel.
1986. Pigs per Artists for Animals e un duetto con Evan Parker per l’album Darn It!, dedicato alle poesie di Paul Haines. Juan Bufill dirige per la spagnola Tv3 un programma di quaranta minuti sulla carriera di Wyatt.
1987. Registrazioni per la tv spagnola, per i Claustrophobia e per Mantler. Wyatt e Benge lasciano Twickenham per trasferirsi nel Lincolnshire.
1988-90. Piccole collaborazioni con Cti, Sakamoto, Happy End.
1991. Registrazione di Dondestan, ancora in solitudine. Riprese per un programma della francese Arte-Tv sulla carriera di Wyatt.
1992. Registrazione del cd ep A Short break. France-Culture dedica un ciclo di sette puntate alla carriera di Wyatt.
1993. Wyatt canta un paio di canzoni per il cd United Kingdoms degli Ultramarine.
1994. La britannica Saf pubblica il libro di Mike King Wrong Movements. A Robert Wyatt History. Per l’edizione italiana (Falsi movimenti, che esce in novembre da Arcana), King corregge qualche piccolo errore e aggiorna alcuni dati grazie a ulteriori ricerche e alla consulenza di Wyatt e di altri. A Milano per la presentazione del libro (dal quale proviene la gran parte delle notizie qui riportate), Wyatt registra la prima, seconda e terza puntata di un miniciclo come disc jockey per Radio Popolare, dalla quale è anche intervistato in diretta. Rientrato in Gran Bretagna, partecipa alle sedute di Lucky Scars dei Fish out of Water.
1995. Wyatt registra a casa le due puntate conclusive del miniciclo per Radio Popolare (del quale musiche n. 17 pubblica la trascrizione/traduzione integrale). Escono Dark End of the Street di Barbara Dickson (con Wyatt nel brano eponimo), Millennium - A Civilized World di Jo Bogaert (con Wyatt su base techno) e soprattutto Songs di John Greaves, una delle più riuscite collaborazioni wyattiane.
1996. In novembre cominciano le registrazioni di Shleep, nuovo disco di Wyatt, cui parteciperanno numerosi ospiti: Parker, Phil Manzanera, Eno, Annie Whitehead, Philip Catherine, Paul Weller e altri.
1997. Escono The School of Understanding di Mantler (Wyatt canta un brano) e Shleep.
1999. Annie Whitehead dà vita al gruppo che incide il cd Soupsongs Live: the Music of Robert Wyatt e, con frequenti variazioni di organico (tra cui purtroppo la fuoriuscita di Julie Tippetts), prosegue prosegue l’attività negli anni successivi.
2000. Wyatt partecipa a dischi di Annie Whitehead (The Gathering), Hugh Hopper, Pascal Comelade, Jean-Michel Marchetti.
2001. Il 24 giugno, il concerto londinese di Soupsong+ospiti (Elvis Costello, Karen Mantler, Julie Tippetts, Carleen Anderson, Brett Anderson, Alex Lee, Tony Hoffer, Didier Malherbe, Larry Stabbins e altri) è concluso da Wyatt che dai palchi canta con Alfreda Benge You’re Wondering Now degli Specials. Wyatt canta inoltre in studio con Anja Garbarek e Bruno Coulais, e dal vivo (ma senza salire sul palco) con David Gilmour (Comfortably Numb), come si vede nel dvd David Gilmour in Concert.
2002. Collaborazioni con Hugh Hopper e La Tordue.
2003. Escono Solar Flares Burn For You (raccolta di inedite sedute per lo più radiofoniche di Wyatt da solo e con Francis Monkman o Hugh Hopper) e Cuckooland (con Karen Mantler, Whitehead, Gilad Atzmon, Gilmour, Yaron Stavi, Manzanera, Eno, Paul Weller e altri). Partecipazione a un disco dei Sigmatropic. Bbc4 mette in onda per la prima volta Free Will and Testament: The Robert Wyatt Story, diretto Mark Kidel e prodotto da Somethin’ Else; nel documentario (poi replicato più volte) si vede tra l’altro Wyatt cantare Sea Song, Gharbzadegi, September the 9th, Left on Man e Free Will and Testament accompagnato dai Soupsongs.
2004. Cuckooland è tra le nominations al Mercury Prize. Collaborazioni wyattiane: escono 6pm di Manzanera, Medúlla di Björk, Musik di Gilad Atzmon & The Orient House Ensemble e Chansons di John Greaves & Elise Caron.
2005. Partecipazioni a cd di Manzanera (quattro brani in 50 Minutes Later), Brian Hopper, Bruno Coulais, David Gilmour. Esce Theatre Royal Drury Lane - Robert Wyatt & Friends In Concert - 8th September 1974.
2006. Wyatt suona la cornetta dal vivo con Gilmour in Then I Close My Eyes (dvd: Remember That Night: Live at the Royal Albert Hall).
2007. Esce Comicopera, con Whitehead, Atzmon, Eno, Mônica Vasconcelos, Stavi, Weller, Manzanera, Orphy Robinson e altri. Wyatt, Sting, Elvis Costello e Barbara Bonney voci soliste di Welcome To The Voice di Steve Nieve con Ned Rothenberg, Marc Ribot e il Brodsky Quartet. Wyatt alla cornetta nel disco dei Clear Frame (Coxhill, Hayward, Robinson e Hugh Hopper). A sorpresa, il 22 settembre Wyatt canta dal vivo ’Round Midnight con il trio jazz di Dylan Howe (figlio di Steve degli Yes) alla Drill Hall di Lincoln. Disco per l’estate: This Summer Night con Bertrand Burgalat.
2008. Wyatt appare sui nuovi album di Billy Bragg, Mônica Vasconcelos, Weller, Ayers, Runningstill, Barbara Morgenstern, Eno & Byrne, Hot Chip.
2009. Esce Radio Experiment Rome February 1981, con le registrazioni per Radio3. 20 giugno, Royal Festival Hall: ospite assieme a Carla Bley della Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, Wyatt ritorna ufficialmente su un palcoscenico per cantare Hasta siempre di Carlos Puebla (all’interno della Song for Che di Haden) e Rabo de nube di Silvio Rodriguez (nell’arrangiamento di Karen Mantler per Dream Keeper della Lmo). Il 17 settembre l’università di Liegi conferisce la laurea honoris causa ad Anthony Braxton, Arvo Pärt, Henri Pousseur, Frederic Rzewski, Archie Shepp, Dick Annegarn e Robert Wyatt, che il 28 ottobre riceve anche uno dei Gold Badge Awards assegnati annualmente dalla British Academy of Songwriters, Composers and Authors ad artisti che abbiano dato uno «special contribution to Britain’s music and entertainment industry».
2010. Il primo di marzo, al teatro Comunale di Modena, esordisce Comicoperando: la musica di Robert Wyatt (Dagmar Krause & Richard Sinclair, voci; Annie Whitehead, trombone; Gilad Atzmon, ance; Alex Maguire, pianoforte e tastiere; Michel Delville, chitarre; John Edwards, contrabbasso; Chris Cutler, batteria; Cristiano Calcagnile, percussioni).
Dettagli su tutti i dischi di Wyatt si trovano in
www.disco-robertwyatt.com
Altri link wyattiani:
calyx.perso.neuf.fr/mus/wyatt_robert.html
www.hulloder.nl/rw-main2.html
www.strongcomet.com/wyatt/
tinyurl.com/8q4ur
www.villagevoice.com/issues/0347/wolk.php
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