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Una regione, quella del delta del Niger, devastata dalle multinazionali del petrolio e incendiata dal gas flaring (gas naturale collegato all’estrazione del greggio, che viene bruciato a cielo aperto). Il nuovo governatore del Rivers State “regna” su uno degli stati più ricchi della Nigeria. Non a caso le autovetture di questo stato sulla targa riportano la scritta “Rivers treasure base of the nation”: “Lo stato è il forziere della nazione”. Dopo la tregua concordata con i ribelli del Mend, il governatore sta dandosi da fare per essere ricordato come l’uomo della pacificazione. E’ anche in base a questo intento che ha ospitato a Port Harcourt l’edizione 2009 dello ION International Film Festival. E’ un festival itinerante partito da Los Angeles, transitato da Dubai lo scorso anno, e arrivato quest’anno in Nigeria. La sua mission ufficiale era quella di promuovere il cinema indipendente e di costruire la pace (o almeno provare a farlo) attraverso l’arte. Creato nel 2004 da Chris Davies degli Shout Studios, è stato rilevato nel 2007 dal Firmani Group di Hossain Farmaci, businessman iraniano trapiantato negli Usa e grande intrecciatore di charity, cultura e soldi. La scelta della Nigeria non deve sorprendere. Nollywood è la terza industria cinematografica del mondo, dopo Hollywood e Bollywood, e ha un giro d’affari superiore ai 250 milioni di dollari. Nollywood arruola circa 20mila attori, per un giro d’affari che supera il mezzo miliardo di euro. Qualcosa come il 10% del PIL della Nigeria. Un’idea tutt’altro che pellegrina quindi quella di portare l’ION International film Festival in Nigeria. Per l’occasione è stata messa in piedi una squadra degna della massima fiducia. A partire dalla direzione artistica, affidata a Catherine Tuelle, francese, profonda conoscitrice del cinema africano. La composizione della giuria e l’ideazione delle sezioni sono state curate con intelligenza…
Riascolta la puntata
Genevieve e, alle spalle, Rita Dominic.
Port Harcourt.
Orfanotrofio. Daryl Hannah.
Dvd Nollywood.
Claudio e Pras.
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